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9 Settembre 2022, al Wigwam di Arzerello (PD) assemblea Argav per l’elezione dei delegati al congresso Unaga

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Venerdì 9 Settembre 2022, è convocata l’Assemblea Argav per l’elezione dei delegati al congresso Unaga, che si svolgerà a Cavallino Treporti (VE) dal 7 al 9 Ottobre prossimo, alle ore 6.00 in prima convocazione e alle ore 18:30 in seconda convocazione nella  sede del circolo Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), in via Porto, 8.

Ordine del Giorno: elezione organismi congressuali, relazione Presidente, dibattito, presentazione candidature delegati a Congresso Unaga, votazione e proclamazione eletti, varie ed eventuali. L’Assemblea è aperta a tutti i Soci/e, ma in questo caso, per Statuto, il diritto di elettorato attivo e passivo è riservato ai g iornalisti/e, in regola con le iscrizioni all’Ordine ed al Sindacato Giornalisti del Veneto (F.N.S.I.).

10-11 Settembre 2022, Festa del Formaggio: i caseifici aprono le porte al pubblico per approfondire la conoscenza del formaggio

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La filiera lattiera-casearia italiana è uno dei fiori all’occhiello del nostro Paese, tanto che con quasi cinquecento varietà di formaggi (tra freschi, spalmabili e stagionati), l’Italia è il terzo produttore dell’Unione Europea, preceduta solo da Germania e Francia. Nello specifico, sono ben cinquanta le eccellenze casearie Made in Italy riconosciute e tutelate dall’Unione Europea con il marchio Dop (Denominazione di origine protetta), una voce sempre più importante del food italiano, anche dal punto di vista dell’export. E in questo scenario il Veneto gioca un ruolo di assoluto protagonista: Asiago DOP, Casatella Trevigiana DOP, Montasio DOP, Monte Veronese DOP, Piave DOP, Burro, Grana Padano DOP, Stracchino, Morlacco, Pecorino dell’Adige, Caciotte speziate e classiche, Inbriago sono solo alcuni dei prodotti caseari di alta qualità che nascono dalla passione e dalla maestria degli esperti casari veneti.

Numerosi sono anche i caseifici e le latterie degni di essere visitati per le specialità casearie prodotte, da gustare a tutte le ore e in ogni stagione. Ciò che spesso manca nei consumatori, però, è il desiderio di approfondire la cultura del formaggio, la conoscenza legata alla storia, alla tradizione e alle lunghe lavorazioni che stanno dietro a questo meraviglioso prodotto. Eppure, la conoscenza e l’informazione consentirebbero di effettuare delle scelte mirate all’acquisto di prodotti di alta qualità, magari ottenuti da un latte con caratteristiche chimiche e microbiologiche del tutto uniche. Per fortuna, da qualche anno esistono eventi ed iniziative che permettono a tutti, dai foodies e appassionati ai curiosi, grandi e piccini, la possibilità di partecipare e immergersi nella produzione del formaggio. Perchè il formaggio è arte, il formaggio è cultura e come tale dev’essere divulgato nel rispetto degli attori che prendono parte al suo ciclo di vita e a quello dell’animale allevato a produrne il latte, questo elemento così prezioso quanto spesso bistrattato. A questo proposito, un appuntamento da non perdere è la  Festa del Formaggio, che quest’anno si svolgerà nei giorni 10 e 11 Settembre, quando 60 caseifici agricoli e artigianali di 15 regioni apriranno le porte a curiosi, appassionati, professionisti e neofiti del settore.

Open Day? Green Day! Una giornata dedicata alla natura, all’aria buona, agli animali, al latte e allo stare insieme, a cui aderisce anche Latteria Perenzin, l’azienda casearia del trevigiano, da sempre nota per l’alta qualità dei suoi prodotti biologici.  “Abbiamo con piacere aderito all’open day, – spiega la titolare Emanuela Perenzin – perché siamo convinti che la cultura casearia si diffonde anche e soprattutto tramite il turismo. Da molti anni la nostra azienda ha aperto le porte al visitatore, con visite guidate, degustazioni, cheese making experience, questo perché crediamo che il visitatore appassionato sia il migliore veicolo di diffusione della nostra eccellenza. In questa speciale occasione, apriremo anche le sale di produzione, evento più unico che raro in quanto, per motivi sanitari le aree produttive sono interdette al pubblico. Inoltre, poiché il mondo del formaggio ha un fascino particolare per i più piccoli, da sempre accogliamo scolaresche dalla scuola materna fino ai ragazzi che frequentano l’università. E proprio perché i più piccolini sono i più sensibili e curiosi, abbiamo pensato di far loro fare un’esperienza a 360°, facendogli provare l’emozione di far coagulare il latte e creare con le proprie mani una piccola caciotta”. Programma. Sabato 10 settembre: ore 11.00 tour caseificio, museo, magazzini e degustazione 6 formaggi, ore 15.00 Cheese Making Experience per i più piccoli, ore 17.30 Tour caseificio, museo, magazzini e degustazione di 6 formaggi. Domenica 11 settembre: ore 10.30 tour caseificio, museo, magazzini e degustazione 5 formaggi (ore 11.30), ore 11.30 La Cantastorie dei formaggi Miglior Assaggiatrice d’Italia, Valentina Bergamin racconta Perenzin nella degustazione di 5 Formaggi, ore 17.00 Il miglior formaggio d’Italia Roberto Guermandi, gli altri finalisti del concorso ed un rappresentante di PER Bottega Cheese Bar, si sfideranno a chi farà il più bel tagliere a tema Le meravigliose colline del Prosecco DOCG (Grand Plateau), alle 19.00 gran finale con degustazione per tutti (3,50€ con calice di Prosecco DOCG e gettone per votare il migliore).

Fonte: Servizio stampa Latteria Perenzin

Finapp, start up padovana che opera in ambito di prevenzione e tutela ambientale, cresce ed assume

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In un’estate con temperature sempre torride, Finapp, start up innovativa di Padova, fondata nel 2018 da Luca Stevanato con altri due ricercatori, Marcello Lunardon, Sandra Moretto e l’imprenditore Angelo Amicarelli, che sono stati nostri ospiti n occasione degli incontri mensili organizzati in collaborazione con Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) per presentare le sonde da loro prodotte che permettono di rilevare la quantità d’acqua nel terreno su vasta scala, una tecnologia che trova molteplici applicazioni in ambito di prevenzione e tutela ambientale, sta riscuotendo maggiore interesse e molte aziende hanno deciso d’investirvi, dimostrando di essere una delle realtà più interessanti del panorama tecnologico veneto.

Un esempio virtuoso di spin off dell’Università di Padova che ha sviluppato un sensore innovativo per misurare il contenuto idrico del suolo, basato sulla misura dei neutroni ambientali prodotti dai raggi cosmici (Cosmic-Ray Neutron Sensing). In particolare, l’idea sfrutta i neutroni ambientali, sottoprodotti dei raggi cosmici, che investono il nostro pianeta 24 ore su 24. I processi di interazione dei neutroni sono descritti da modelli matematici che permettono di risalire alla quantità media di acqua presente attorno alla sonda, non solo nel suolo ma anche fuori suolo sottoforma di neve o di biomassa. Grazie a nuove metodologie e materiali, Finapp è riuscita a innovare la misurazione dei neutroni ambientali. E in questo momento di siccità, questo dispositivo è in grado di dare una grossa mano all’agricoltura e poter irrigare al meglio. «L’importante siccità, i fenomeni climatici con piogge violenti che stiamo vivendo e i cambiamenti climatici a livello mondiale – spiega il fondatore Luca Stevanato – ci pongono degli obiettivi importanti per il futuro, è ora di agire subito per mitigare il più possibile quello che sta accadendo. Finapp in questo contesto, grazie all’innovativo sensore per la misura dell’acqua tramite raggi cosmici, può dare un grande contributo. Lo può dare sia in termini di risparmio idrico, come nel caso dell’agricoltura o nella ricerca di perdite idriche lungo gli acquedotti, sia nel monitoraggio climatico e/o previsioni di eventi estremi, anch’essi purtroppo in forte crescita a causa dei cambiamenti climatici».

Dopo l’estate, Finapp prevede il trasferimento a Montegrotto Terme (PD), per aumentare personale, produzione ed essere sempre più competitivi. L’azienda è intenzionata a mantenere tutta la struttura in Italia, compresa la produzione tecnologica; nuovi uffici dove si trasferiranno gli attuali dipendenti, che diverranno otto per la fine del 2022 con l’obiettivo di raddoppiarli entro la fine del 2023 e avere una capacità produttiva più ampia (450 metri quadri), passando dalla possibilità di creare 30 sonde annue a oltre 200 per poter guardare, oltre al mercato italiano anche a quelli internazionali. Inoltre, a fine luglio 2022, c’è stato un nuovo aumento di capitale, che vede protagonisti Progress Tech Transfer, Crédit Agricole e Tech4Planet per una raccolta complessiva di oltre 1,2 milioni di euro. Dopo l’ingresso nell’estate 2020 di Progress Tech Transfer (il fondo lanciato da MITO Technology e finalizzato alla valorizzazione delle tecnologie nel campo della sostenibilità) con un investimento di 200 mila euro, grazie a questo ulteriore round potrà proseguire nel progetto di espansione. L’ingresso di nuovi soci permetterà a Finapp di essere sempre più all’avanguardia e di aumentare il portafoglio clienti su scala mondiale. «Questo aumento di capitale –prosegue Stevanato – per noi è molto importante, perché potremo accelerare lo scaleup del business su tutti i mercati e a livello mondiale. Gli ultimi anni sono stati molto intensi, abbiamo validato e sviluppato nuove applicazioni, abbiamo predisposto il sensore per la produzione su larga scala e abbiamo acquisito molti clienti in tutto il mondo. Nei prossimi mesi ci concentreremo sull’avvio della produzione in serie e sull’ampliamento dell’organico per scalare il business in tutto il mondo. Ringrazio moltissimo Progress Tech Transfer per aver rinnovato la fiducia in noi dopo un biennio di forte crescita e collaborazione. Inoltre, siamo orgogliosi di avere a bordo due realtà importanti come Credit Agricole e Tech4Planet che daranno un importantissimo contributo in termini di scalabilità del business e visibilità a livello internazionale».

Fonte: Servizio stampa Finapp

Dopo essere stati ospiti i ricercatori Luca Stevanato, Marcello Lunardon, Sandra Moretto e l’imprenditore Angelo Amicarelli della star up padovana Finapp, informano del

Previsioni vendemmiali 2022, presentati i dati per il Nord Est

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“Il 2022 è un’annata caratterizzata da andamenti climatici anomali e da una siccità mai vista prima, che ha messo a dura prova i viticoltori veneti, impegnati anche a contrastare insidiose fitopatie”. Così l’assessore regionale all’Agricoltura ha introdotto il secondo focus del Trittico Vitivinicolo Veneto, “storico” evento (48^ edizione) organizzato lo scorso 24 agosto da Regione del Veneto e Veneto Agricoltura con AVEPA, ARPAV, CREA-VE e UVIVE, dedicato alle previsioni della vendemmia in Veneto, nel restante Nord Est, nelle principali regioni vitivinicole italiane (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia e Sicialia), nonché in Francia e Spagna. “Si è temuto che la produzione ne risentisse fortemente – ha proseguito l’assessore – ma le piogge di agosto, un’oculata gestione dei vigneti e la preparazione dei nostri viticoltori, hanno consentito di mantenere le produzioni su discreti livelli, pur se con qualche riduzione che, secondo le ultimissime stime, potrebbe raggiungere mediamente nella nostra regione il 10% rispetto allo scorso anno, con punte superiori nei vigneti di collina non irrigati. L’andamento meteo delle prossime settimane sarà determinante per una buona riuscita della vendemmia. A confortare è la buona qualità delle uve che dovrebbe consentire al vigneto veneto di mantenere il primato che già occupa a livello nazionale e a rafforzare la considerazione che i nostri vini hanno acquisito presso i consumatori nei mercati internazionali”.

I dati previsionali. Anche nel Veneto dunque si è acceso il semaforo verde che segna il via della vendemmia. I primi grappoli a cadere nei cesti sono quelli delle varietà precoci (Pinot e Chardonnay per basi spumante), ma va detto che in alcune aree del vicentino e del padovano la raccolta è iniziata subito dopo Ferragosto. Seguirà la vendemmia di tutte le altre varietà: Glera (Prosecco) dal 10 settembre, Merlot dal 13, Corvina dal 16, Garganega dal 19, solo per citare alcuni tra i principali vitigni veneti.  Il denominatore comune che ha caratterizzato, praticamente ovunque, l’annata vitivinicola in corso sono state le alte temperature e la scarsità di piogge, due fattori che avranno senz’altro una certa incidenza sulla produzione vendemmiale nel Veneto, ma anche nelle altre aree vitivinicole. Fortunatamente le precipitazioni registrate nel mese di agosto hanno raddrizzato una situazione che stava diventando allarmante, in particolare nei vigneti non serviti da irrigazione di soccorso. Anche le temperature, in particolare quelle notturne, da qualche giorno si sono notevolmente abbassate facendo ben sperare per una vendemmia molto interessante soprattutto per le varietà medio-tardive. Il Report analitico è disponibile al seguente link, unitamente alle slide presentate nel corso dell’incontro e ai video riguardanti la situazione pre-vendemmiale nelle principali regioni vitivinicole italiane, in Francia e Spagna: https://bit.ly/3PKLPMi

BellunoRispetto allo scorso anno, la produzione in provincia di Belluno potrebbe risultare inferiore addirittura del 30% rispetto allo scorso anno. Stress idrico e danni dovuti ad alcune forti grandinate non hanno lasciato un buon segnoPadova e Rovigo. Nell’area vitivinicola patavina e rodigina, come del resto in altre zone del Veneto, la situazione nei vigneti si presenta molto variabile in funzione della disponibilità di sistemi di irrigazione di soccorso e – nel padovano – a seconda che i vigneti si trovino in zona collinare o in pianura. Anche le numerose estirpazioni di vite colpite da Flavescenza dorata contribuiscono a ridurre le quantità che saranno vendemmiate. Sui Colli Euganei, rispetto al 2021, la produzione dovrebbe risultare in calo del 20%; nelle zone di pianura, invece, dove lo scorso anno la quantità di uva raccolta aveva subito una riduzione a seguito delle gelate primaverili, si stima un incremento di produzione di circa il 10%, soprattutto nei vigneti serviti da irrigazione di soccorso. La messa a dimora di nuovi impianti non ha certo compensato le riduzioni previste, per cui dovrebbe incidere solo di qualche punto percentuale (1-5%) sulla vendemmia complessiva. Treviso. Rispetto al 2021 nella Marca ci si aspetta una vendemmia in contrazione, con un range che va dal -10% al -20%, solo parzialmente compensato dall’entrata in produzione di nuovi vigneti. Le cause di questo calo sono molteplici: minore fertilità delle gemme, siccità, eventi grandini geni Flavescenza dorata che ha causato, soprattutto in alcune aree della provincia, l’estirpo/capitozzatura di numerose piante nei vigneti. Questo quadro potrebbe migliorare, soprattutto per le varietà meno precoci, qualora si verificassero delle piogge significative in tempo utile per la vendemmia, in parte sopraggiunte nei giorni scorsi. Venezia. La siccità e soprattutto le alte temperature di questa torrida estate hanno causato nei vigneti del veneziano un blocco della maturazione del frutto, causando la formazione di acinellature e scarso ingrossamento degli acini. Di conseguenza, le rese saranno sicuramente inferiori rispetto alle annate precedenti: per le uve a bacca bianca precoci (Pinot, Chardonnay) si prevede una diminuzione del 15-20% e probabilmente difficilmente si riuscirà a soddisfare i quantitativi massimi previsti dai disciplinari DO; per le uve bianche medio tardive e le uve nere le rese saranno inferiori alla media di circa il 10%, ma molto dipenderà dall’andamento climatico delle prossime settimane. In sostanza, eventuali piogge potrebbero influire positivamente sulle rese che comunque resteranno inferiori alle medie. Va ricordato che le viti giovani risultano essere le più colpite da siccità e alte temperature, per cui sia le rese che la qualità dell’uva risulteranno quest’anno al di sotto dei minimi stagionali e purtroppo ci saranno delle ripercussioni anche nelle prossime annate. Vicenza. Nel vicentino si prevede un calo produttivo del 15% rispetto allo scorso anno dovuto alle grandinate primaverili, ma soprattutto alla prolungata sofferenza delle viti dovuta alla calura estiva e alla siccità dei terreni. Per la sua fertilità, la Glera avrà una produzione di circa un 10% in più rispetto allo scorso anno, anche in considerazione che quest’anno non ci sono stati danni da gelo. La produzione dei vitigni medio-tardivi sarà invece influenzata dalle eventuali precipitazioni che si registreranno fino alla raccolta. I nuovi vigneti messi a dimora incideranno sulla produzione totale di circa il 2%. Verona. Anche nel veronese la vendemmia 2022 dovrebbe risultare leggermente inferiore rispetto allo scorso anno, in modo particolare per le produzioni a bacca rossa del comprensorio collinare che potrebbero risultare in calo anche del 10%. I motivi dell’eventuale variazione rispetto al 2021 riguardano in modo particolare la consistenza più ridotta del grappolo dovuta al prolungamento dell’insolazione e all’assenza di precipitazioni in tutti gli stadi vegetativi. Sulla resa complessiva l’entrata in produzione dei nuovi vitigni potrebbe incidere, da una analisi consorziale, tra l’1% e il 2%. Friuli-Venezia Giulia e Trentino Alto-Adige. In provincia di Trento si prevede un’annata media, leggermente inferiore al 2020 e superiore al 2021. Il peso medio del grappolo si stima inferiore alle premesse a causa dell’estate calda e dell’assenza di precipitazioni, nonostante la disponibilità di irrigazione di soccorso. In sintesi: annata media q.li +7%; Pinot grigio: invariato; Chardonnay: -5%; Muller Turgau.: +7%; Teroldego: +10%: Merlot: +7%: Marzemino: +7%. In provincia di Bolzano si stima un 10% di raccolta in più rispetto allo scorso anno. Il fattore principale è il ritorno alle rese massime per la DOC Alto Adige e DOC Lago di Caldaro, che erano state abbassate per decreto come misura per mitigare gli effetti negativi sul mercato e sulle cantine a causa della pandemia per Covid19. Per quanto riguarda i diversi vitigni, si può constatare che il numero di grappoli è simile alla media degli ultimi anni, tranne per Chardonnay e Pinot grigio per i quali si osserva un numero di grappoli minore rispetto all’anno scorso. Rispetto al 2021, i grappoli sono più compatti, con un numero di acini per grappolo superiore del 10%/20%; il peso degli stessi è invece inferiore con percentuali analoghe. In Friuli-Venezia Giulia si stima, in via prudenziale, una riduzione del 10% con punte fino al 15/20% laddove non è stato possibile irrigare.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

2-4 e 9-11 settembre 2022, Asiago (VI) ospita in due fine settimana la 10^ edizione di Made in Malga 

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Fervono i preparativi per la decima edizione di Made in Malga, manifestazione che si rivolge ai tanti appassionati dell’arte casearia. Dopo l’edizione “smart” dello scorso anno, Made in Malga  torna con il format completo, con tutte le attività. Tanti gli appuntamenti per gustare i sapori della montagna: dalla mostra mercato con espositori da tutte le regioni italiane alle masterclass, ovvero le degustazioni guidate di formaggi e vini d’alta quota; dai laboratori dell’artigiano alle escursioni sulle montagne dell’Altopiano di Asiago 7 Comuni, dagli appuntamenti dedicati ai bambini alle proiezioni di film a tema. In contemporanea a Made in Malga nei giardini di Piazza Carli, si svolgerà il Mountain Beer Festival dedicato alle birre artigianali di montagna dove parteciperanno 10 birrifici dell’arco alpino italiano.

Nel bistrot del Consorzio di Tutela Formaggio Asiago si potrà gustare il formaggio Asiago DOP in diverse stagionature e piatti gourmet. Per la prima volta, quattro chef dell’associazione JRE (Jeunes Restaurateurs D’Europe) si avvicenderanno per proporre piatti creativi col formaggio Asiago nell’Asiago Bistrot: Alberto Basso del ristorante Trequarti, di Val Liona (Vicenza) e Davide Botta del ristorante l’Artigliere di Isola della Scala (Verona) nel primo weekend, e nel secondo Renato Rizzardi de La Locanda di Piero di Montecchio Precalcino (Vicenza) e Paolo Trippini del ristorante Trippini di Civitella del Lago-Baschi (Terni). In particolare, sabato 3 settembre, alle ore 16.30 ci sarà il primo show cooking Asiago Dop Prodotto della Montagna, con degustazione e dolce gourmet, la pannacotta all’Asiago DOP, proposto dallo chef Alberto Basso; sabato 10 settembre, alleore 16.30, secondo show cooking dedicato al formaggio Asiago DOP Prodotto della Montagna con degustazione e tributo di un primo piatto di grande tradizione rivisto dallo chef Paolo Trippini,  il risotto con estratto di cicoria, fonduta di Asiago DOP Prodotto della Montagna Mezzano e polline in fiore.

La manifestazione è organizzata da Guru Comunicazione e dal Consorzio Tutela Formaggio Asiago con la collaborazione con il Comune di Asiago e i mandamenti delle associazioni di categoria dell’Altopiano Ascom, Coldiretti e Confartigianato. Partecipa alla manifestazione il Consorzio Parmigiano Reggiano con il prodotto di montagna. “Made in malga è a manifestazione più importante per Asiago e per l’Altopiano. Rappresenta la migliore vetrina per comunicare tutto il grande lavoro di questa comunità fatta di agricoltori, allevatori, produttori, stagionatori, commercianti, albergatori, un’unica grande filiera che per noi significa famiglia”, ha riferito Nicola Lobbia, assessore al Commercio e Turismo Comune di Asiago. Ulteriori info: www.madeinmalga.it www.facebook.com/madeinmalga www.instagram.com/madeinmalga

Fonte: Servizio stampa Guru Comunicazione/Consorzio Tutela Formaggio Asiago

In agricoltura si espande l’utilizzo del caporalato

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La vergogna del caporalato continua farla da padrona nell’agricoltura italiana: la prima indagine nazionale su “Le condizioni abitative dei migranti che lavorano nel settore agroalimentare”, firmato da Anci e Ministero del Lavoro, stima che ci siano non meno di 10.000 i lavoratori agricoli migranti in Italia che vivono in condizioni di privazione dei diritti e di sfruttamento, vittime del caporalato.

Circa quattro milioni di lavoratori agricoli operino senza documentiNel capitolo “Il lavoro migrante in agricoltura: tra precarietà e rischio sfruttamento” ricorda che la filiera agroalimentare rappresenta il 25% del Pil nazionale e dà lavoro a più di 3,8 milioni di persone, ma a partire dal 2020 le condizioni di vita e lavoro della popolazione migrante sono ulteriormente peggiorate per diversi fattori tra i quali l’impossibilità di raggiungere i luoghi di lavoro a causa delle limitazioni negli spostamenti; la mancanza di ammortizzatori sociali; le difficoltà di accesso ai servizi sanitari. Il settore agroalimentare risulta essere particolarmente a rischio sfruttamento e i lavoratori stranieri “hanno una posizione di debolezza contrattuale che si riflette sulle condizioni di lavoro e genera marginalità, creando zone d’ombra che minacciano la sostenibilità sociale del settore agricolo italiano e ne danneggiano l’immagine internazionale”. L’Osservatorio Placido Rizzotto stima che circa quattro milioni di lavoratori agricoli operino senza documenti, in condizioni di lavoro precario e di sfruttamento. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha rilevato che l’evasione fiscale per i lavoratori dipendenti irregolari nel settore agricolo risulta compresa tra i 642 milioni e il miliardo di euro.

Secondo le analisi contenute nel Piano Triennale, nel 2018 il settore agricolo italiano, che rappresentava il 2,1% del valore aggiunto dell’intera economia nazionale, ha registrato un valore totale pari a 59,3 miliardi di euro. Viene stimato che l’economia sommersa in agricoltura abbia raggiunto il 16,9% del valore aggiunto, ben oltre il 12,3% dell’economia totale. I comparti che vedono una maggiore partecipazione di stranieri sono quelli zootecnici e di colture ortive e arboree, specializzazioni che richiedono una gran quantità di lavoro stagionale, specialmente in corrispondenza dei periodi di raccolta.

Fonte: Garaintaly.it

Export vino italiano, allarmanti i dati di acquisto nella grande distribuzione di Usa, Germania e Regno Unito

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È allarme per il mondo del vino Made in Italy: non vanno male le esportazioni, ma i dati dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly elaborati su base Nielsen parlano di un crollo nella Grande Distribuzione Organizzata dei tre Paesi che sono la principale destinazione dei vino italiano: Usa, Germania e Regno Unito. E va subito detto che la GdO è il canale che smercia quasi il 70% delle esportazioni italiane: il pericolo maggiore è quindi che, in presenza di scorte che si sono accumulate e di una domanda debole, nei prossimi mesi gli ordini subiscano un pesante rallentamento.

Stando alle rilevazioni effettuate in Usa, Germania e Regno Unito il calo dei volumi è del -10,6% per un controvalore di 2,26 mld di euro, cioè un -8,1%. La contrazione riguarda tutte le principali denominazioni: negli Usa il Pinot grigio, che rappresenta quasi la metà delle vendite di vini fermi, cede in volume quasi il -3% e viene superato a valore dai concorrenti neozelandesi del Sauvignon blanc; in difficoltà anche il Lambrusco e il Chianti, che vendono rispettivamente il -16% e il -11% delle bottiglie commercializzate nel pari periodo 2021. Nel Regno Unito il Prosecco è segnalato in forte calo, al -18%, come pure il Pinot grigio (-9%), il Sangiovese (-22%), il Primitivo (-18%) e il Montepulciano (-15%). In Germania il Primitivo cede oltre il -9% ma ancora peggio fanno il Pinot grigio (-18%), il Nero d’’Avola (-24%) e il Chianti (-19%). «Il timore – dice il segretario generale di Unione italiana vini, Paolo Castelletti – è che la contrazione dei consumi determini un rallentamento degli ordini nei prossimi mesi, ancor più quando il peso dell’inflazione si farà sentire più nettamente anche sugli scaffali esteri. La nostra speranza è nel canale della ristorazione che risulta essere in netta risalita. L’auspicio è che possa attenuare il più possibile l’effetto di una congiuntura che non aiuta».

Fonte: Garantitaly.it

Semaforo Nutriscore in etichetta, a cui è contraria l’Italia, spiegato ai consumatori nelle Gdo che lo adottano 

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Le società del gruppo Carrefour GS spa, Carrefour Italia e Interdis dovranno informare i consumatori nei punti vendita e nel loro sito il perché dell’apposizione in etichetta su alcuni prodotti del semaforo “Nutriscore” . L’imposizione viene dall’Antitrust italiana il cui intervento è stato sollecitato da Confagricoltura, che ritiene come questa misura potrebbe essere contraria ai principi comunitari, visto che la Commissione europea intende adottare entro la fine del 2022 una proposta per l’etichettatura nutrizionale fronte pacco obbligatoria e armonizzata.

Una nota dell’azienda Carrefour informa che, in accordo con l’Autorità, non applicherà l’etichetta Nutri-score su: prodotti private label, commissionati da Carrefour Italia ai propri fornitori e commercializzati in Italia e/o all’estero; prodotti a denominazione di origine protetta (DOP), a indicazione geografica protetta (IGP), sulle specialità tradizionali garantite (SPT), sui prodotti agroalimentari tradizionali (PAT), prodotti della tradizione gastronomica italiana (salumi, formaggi, olio di oliva), a prescindere dal luogo di produzione (Italia o estero), prodotti a marchio Terre d’Italia. Carrefour Italia continuerà ad includere nel proprio assortimento una selezione limitata di prodotti private label, commercializzati in Italia dalla società francese Interdis, facente parte del Gruppo Carrefour France, che adotta il sistema di etichettatura nutrizionale volontaria Nutri-score. L’offerta verrà accompagnata da una campagna d’informazione in tutti i punti vendita e sul sito internet, sui motivi per cui alcuni prodotti recano il Nutri-score. Tale campagna d’informazione è stata infatti giudicata idonea dall’Autorità a orientare le scelte di acquisto dei consumatori in materia di nutrizione senza generare fraintendimenti.

Fonte: Garantitaly.it/Servizio stampa Carrefour Italia

Mercoledì 24 agosto 2022, ore 10, previsioni vendemmiali on line di Regione Veneto e Veneto Agricoltura

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Quest’anno, l’annata vitivinicola sarà ricordata per le alte temperature e la scarsità di piogge, che nel Veneto si protrae ormai da molti mesi. Le precipitazioni degli ultimi giorni, a macchia di leopardo,, sono servite poco, tanto che anche alcuni vigneti dotati di irrigazione a goccia mostrano un elevato stress idrico e termico. Ciononostante, la vendemmia 2022 non dovrebbe deludere i produttori, ma molto dipenderà da cosa succederà sotto il profilo meteo nei prossimi giorni. Se ne parlerà in modo più dettagliato mercoledì 24 agosto (ore 10:00) in occasione del convegno on-line promosso da Regione del Veneto e Veneto Agricoltura, con Avepa, Arpav, Crea-VE e UVIVE, (si veda: https://trittico2.eventbrite.it).

Premessa. Nel Veneto, tutti i vitigni presentano un anticipo fenologico di circa 10-15 giorni rispetto al 2021, a conferma che ci troviamo di fronte ad una tra le annate più precoci del nuovo secolo, seconda solo alla vendemmia del 2003. Un altro aspetto caratterizzante l’annata in corso è dato dal fatto che le scarse precipitazioni hanno permesso una tranquilla azione di difesa del vigneto dalle principali malattie, con un ridotto numero di interventi anticrittogamici e insetticidi. Tradotto: uve più sane e ambiente più pulito. Al momento, tutti i vitigni regionali presentano una buona fertilità, data dal numero di grappoli per ceppo, ma il raggiungimento dei quantitativi previsti dai disciplinari di produzione DOC e DOCG dipenderà dall’andamento meteo dei prossimi giorni. Comunque la produzione di uva nel Veneto dovrebbe registrare un calo del 10-15% rispetto allo scorso anno. Per quanto riguarda invece la qualità delle uve (grado zuccherino, acidità, acido malico, acido tartarico, ecc.) al momento risulta essere sotto scacco del clima. Serve qualche pioggia ristoratrice, certamente, ma ricordiamo che in questa fase della stagione l’uva necessità per lo più di giornate soleggiate e notti fresche e arieggiate. Occorrerebbe dunque un mix equilibrato di precipitazioni, sole temperature non eccessive. Per i vitigni a bacca nera più tardivi (Cabernet Sauvignon, Raboso Piave e veronesi) sarà fondamentale l’andamento meteo-climatico di settembre (quindi c’è più tempo a disposizione) e se tutto andrà per il verso giusto sarà possibile avere un’ottima evoluzione delle uve e una grande qualità (maturità fenolica, acidità totale, pH, zuccheri, ecc.), ma per gli altri vitigni, in particolare per quelli aromatici (Riesling, Traminer, Moscati, ecc.) i giochi si fanno in questa fase della stagione ed è proprio per questo motivo che tutti i produttori vitivinicoli in questo momento sono tutti col naso all’insù a scrutare il cielo.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Dall’Ordine Agronomi e Forestali Verona un vademecum per la corretta gestione delle piante pro ambiente e contro la siccità

Piante

Per contrastare l’impatto ambientale dei cambiamenti climatici nelle nostre città serve una maggiore cura del verde sia da parte delle Pubbliche Amministrazioni che dei privati. Gestire in modo corretto il patrimonio di piante e alberi significa purificare l’aria, migliorare la vita delle persone, preservare l’acqua e rendere più bello il paesaggio che acquista maggior valore economico. Per sensibilizzare il settore pubblico e i privati su un’adeguata attenzione e manutenzione di parchi, giardini e siepi, l’Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali della Provincia di Verona ha predisposto un vademecum pratico.

I benefici effetti. Gli alberi e tutte le altre piante, infatti, oltre ad avere un valore estetico sono necessarie per purificare l’aria, producono ossigeno, riducono l’anidride carbonica, catturano polveri, particolati e PM10, agiscono come barriere acustiche e visive e aiutano a risparmiare energia grazie al potere rinfrescante in estate ed alla protezione dai freddi venti in inverno. Una pianta adulta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili mentre un ettaro di piante è in grado di aspirare dall’ambiente ben 20mila chili di anidride carbonica (CO2) all’anno. Da non dimenticare gli effetti di mitigazione sui microclimi metropolitani visto che la differenza di temperatura estiva delle aree urbane rispetto a quelle rurali raggiunge spesso valori superiori a 2°C nelle città più grandi, secondo uno studio Ispra. Gli spazi verdi nelle città inoltre vanno progettati con piante adeguate ai cambiamenti climatici, come i lunghi periodi siccitosi, favorendo la diffusione del verde pubblico e privato con le essenze più adatte alle condizioni climatiche e ambientali dei singoli territori.

Il vademecum. Gli alberi in città devono essere potati. Gli alberi devono essere curati, nel pieno rispetto della loro struttura, e della loro capacità di adattarsi all’ambiente frutto di milioni di anni di evoluzione. Conoscere le responsabilità per la gestione delle piante. Tutti gli attori coinvolti nella gestione delle piante sono responsabili della salute della pianta e dei danni che essa può arrecare a terzi. Affidarsi a personale qualificato permette di gestire al meglio queste responsabilità. Gli attori coinvolti nella gestione degli alberi urbani sono: il proprietario/gestore che possiede le piante e che normalmente richiede l’intervento di potatura. Il tecnico: è il professionista che valuta lo stato di salute della pianta ed il rischio ad essa connesso. Individua e propone gli interventi (se necessari) atti a mitigare il livello di rischio. L’operatore: colui che opera seguendo le prescrizioni del tecnico. Piantare piante adatte ai cambiamenti climatici. Nella progettazione dei verdi urbani o privati è importante scegliere specie di piante che siano in grado di vivere in un microclima, quello urbano, talvolta molto diverso da quello dell’immediata periferia rurale. Non esiste un vademecum delle specie migliori da mettere a dimora, piuttosto è importante valutare bene il sito di impianto sotto i molteplici aspetti che lo compongono. Si deve porre attenzione al suolo, alla disponibilità di spazio, alla luce e a qualsiasi possibile interferenza ambientale tipica delle città. Per i motivi descritti non vale la regola di scegliere la specie autoctona poiché la città è un ecosistema a parte. Vale piuttosto l’orientamento di scegliere la specie più idonea e performante per contrastare i cambiamenti climatici. Potare il giusto al momento giusto Potare troppo una pianta significa indebolirla. Una potatura corretta dovrebbe asportare non più del 15-20% della chioma per non creare pericolosi squilibri nella pianta. Le piante caducifoglie possono essere potate sia durante la stasi autunno-invernale che in estate (potatura verde). Bisogna evitare di potare le piante quando hanno da poco aperto le gemme (le si sottopone ad un inutile stress energetico) ed in autunno, quando la pianta si sta preparando per il riposo invernale e l’ambiente è ricco delle spore dei funghi cariogeni, pericolosi nemici delle piante, che potrebbero più facilmente infettare le ferite. Curare le ferite delle piante con prodotti adeguati. Le piante, durante tutta la loro evoluzione, hanno sviluppato sistemi per difendersi dalle ferite. È stato ampiamente dimostrato che l’utilizzo di prodotti come il mastice è addirittura dannoso per le piante. Occorre non recidere il colletto (l’attaccatura del ramo tagliato) e lasciar asciugare le ferite. Potare con la pioggia facilita la penetrazione di funghi cariogeni. Eventualmente si può intervenire con l’irrorazione delle ferite con prodotti disinfettanti appositamente sviluppati. Le piante hanno valore. Grazie a moderni algoritmi sviluppati da professionisti in collaborazione con Università italiane ed estere, oggi i professionisti sono in grado di stimare il valore economico di una pianta. Tale valore economico è dato dall’impatto estetico, dalle condizioni di salute, ma anche dalla stima del valore dei benefici ambientali apportati dalle piante. Le piante possono hanno l’importante ruolo di fungere da “spazzini” delle polveri sottili (PM10) che danno problemi respiratori nelle città. Servirsi di professionisti per la cura degli alberi.  Il consiglio dell’Ordine dei dottori agronomi e forestali è di affidarsi a persone esperte e qualificate in materia arboricolturale. Conoscere i regolamenti a tutela delle piante .Il Comune di Verona ha adottato uno specifico regolamento (reperibile sul sito istituzionale del Comune). Nel documento sono riportate le normative di riferimento e le schede tecniche in grado di guidare il cittadino nella scelta del miglior piano gestionale comprese le sanzioni per danneggiamento alberi, come potature errate o scavi che ne possano compromettere l’apparato radicale.

Verde alleato dei cittadini. “Se le piante non sono gestite in modo adeguato – spiega il presidente dell’Ordine Lorenzo Tosi – il rischio è quello di avere alberi piantati correttamente ma non utili ed efficaci per la riduzione dell’inquinamento urbano o per contrastare gli effetti del clima. Molte pubbliche Amministrazioni, come Verona, hanno adottato specifici regolamenti ma sono ancora numerosi i Comuni e i privati che non prestano abbastanza attenzione alle piante o non si affidano a professionisti competenti. Il verde è un vero alleato dei cittadini per le sue funzioni sull’ambiente e sul paesaggio con un significativo valore economico. Gestire bene le piante e gli alberi significa migliorare la qualità della vita delle persone, migliorare il paesaggio e risparmiare risorse come l’acqua, bene sempre più prezioso in periodi di siccità come questo. Invitiamo tutti coloro che hanno piante e giardini a leggere il vademecum per salvaguardare un patrimonio che non appartiene solo ai proprietari ma è soprattutto collettivo”.

Fonte: Servizio stampa Ordine Agronomi e Forestali Verona