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“Lo spreco alimentare (ma non solo) nel tempo della crisi”, ne parla ARGAV a Lonigo (VI) sabato 14 aprile 2012 ore 11.00

Sabato 14 aprile p.v., in coda all’Assemblea dei Soci ARGAV, a partire dalle ore 11.00, si svolgerà nella sala convegni della Cantina dei Colli Berici a Lonigo (VI) il convegno “Lo spreco alimentare (ma non solo) nel tempo della crisi“.

I partecipanti. All’incontro, coordinato dal giornalista Maurizio DRAGO, socio e consigliere ARGAV,  interverranno: don Albino BIZZOTTO, Presidente “Beati i Costruttori di Pace”, Bepi DE MARZI, poeta e musicista, Elisa BAGOLIN, C.I.T. – Consorzio Igiene e Territorio, 
Enrico CERNI, Manager “Carta di Altino”, Francesco CERA, Direttore Mercato Agroalimentare Padova, Pier Carlo ROI, Responsabile “R.E.B.U.S.” e “Rete Solida”, Piero FRACANZANI, Accademia Italiana della Cucina
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Il convegno è aperto al pubblico, per adesioni Mirka Cameran Schweiger (cell. 339-6184508, email: argav@fastwebnet.it)

Ridefinito nella struttura e orientato ai giovani: l’assessore all’Agricoltura Franco Manzato traccia il futuro del settore primario veneto

30 marzo 2012, Mestre (VE), sede Regione Veneto, incontro stampa con assessore regionale all'Agricoltura Franco Manzato

Venerdì 30 marzo scorso, presso la sede della Regione Veneto a Mestre (VE), si è svolto l’incontro stampa organizzato dall’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Franco Manzato in collaborazione con ARGAV.

Partecipanti. Alla conferenza stampa, coordinata dal presidente ARGAV Fabrizio Stelluto, erano presenti i collaboratori più stretti dell’assessore: Riccardo De Gobbi, dirigente responsabile della Direzione Agroambientale e Servizi per l’Agricoltura, Andrea Comacchio, commissario straordinario allo Sviluppo Rurale, Silvia Majer, responsabile dell’Unità Complessa Sistema Informativo Settore Primario, Pietro Cecchinato, dirigente della Direzione Piani e Programmi del Settore Primario, oltre che Mimmo Vita, capo Ufficio Stampa di Veneto Agricoltura.

Veneto Agricoltura, obiettivo ricerca e innovazione. L’assessore Manzato ha confermato la linea della massima finalizzazione all’innovazione e del trasferimento tecnologico che la Regione, per quel che le compete in termini di politiche e programmazione e gli enti, quali Veneto Agricoltura, per quel che attiene ai supporti al tessuto produttivo, sta perseguendo. A questo proposito ha detto che Veneto Agricoltura sarà ridefinita, passando da “azienda” ad “agenzia”. Alleggerita dei compiti che non le sono propri come la parte programmatoria e strategica che saranno portate in Regione, potenziando però la parte della ricerca e innovazione e il conseguente trasferimento tecnologico alle aziende.

AVEPA e Sistema Parchi. Per AVEPA si prevede invece una scala di attività interregionale, con la gestione dei servizi da organo pagatore anche del vicino Friuli Venezia Giulia che attualmente non dispone di una sua propria struttura, peraltro imposta dalla UE. La legge di riordino di Veneto Agricoltura e di Avepa saranno varate entro quest’anno. Anche il Sistema Parchi sarà riformato, la parte più importante riguarderà l’urbanistica che passerà dal controllo dell’ente parco a quello dei rispettivi comuni. E qui c’è da augurarsi che gli enti locali affamati come sono di risorse fin qui assicurate dagli oneri di urbanizzazione e più vulnerabili alle concessioni improprie, non consentano l’ulteriore devastazione del territorio.

PiaVe, uno sportello unico agricolo telematico. Durante l’incontro è stato presentato alla stampa anche PIAVe (Portale Integrato per l’Agricoltura Veneta), progetto promosso e coordinato dalla Regione Veneto in collaborazione con AVEPA e Veneto Agricoltura. Il portale si propone di fornire una visione d’insieme del settore primario veneto nonché di essere luogo di informazione, comunicazione e servizio per il mondo agricolo veneto. PIAVe presenta una parte pubblica liberamente navigabile con servizi di informazione, cartografie, banche dati, videoclip illustrativi, ecc. e una parte ad accesso riservato tramite identificativo utente e password, dove sono messe a disposizione degli utenti registrati alcuni servizi come la visualizzazione dei dati del Fascicolo aziendale e le informazioni sullo stato di avanzamento nonché i dati salienti delle pratiche presentate.

PAC e Giovani.  A questo riguardo è stata istituita la cabina di regia “PAC 2020”, ovvero un gruppo di lavoro che dovrà ridefinire la figura dell’agricoltore e gestire uno scenari che travalicherà gli ambiti regionali amministrativamente intesi per dimensionarsi su scala di macroaree. Di fatto l’aiuto, per alcuni comparti, sarà ridotto dal 50 ad anche il 100%. Un’attenzione particolare è stata dedicata ai giovani che nel 2012, si prevede siano 400 i nuovi ingressi in agricoltura. A tal proposito, la Regione Veneto ha allo studio un accordo con Ismea per facilitare il subentro dei giovani nella gestione delle aziende agricole anche rendendo più facile l’accesso al fondo di garanzia non solo per operazioni a medio e lungo termine ma anche sui prestiti a breve e sul circolante. L’aiuto al subentro disporrà di 8-9 milioni di euro ed è un passaggio determinante perché come ha detto l’assessore “i giovani sanno leggere l’innovazione e cogliere le occasioni”.

(Si ringrazia per il contributo redazionale Efrem Tassinato, socio ARGAV, tesoriere UNAGA e presidente Circuito Wigwam).

Politica agricola veneta e PAC, venerdì 30 marzo 2012 l’assessore all’agricoltura del Veneto incontra la stampa

Franco Manzato, assessore Agricoltura Regione Veneto

La situazione del settore primario del Veneto e il dibattito sulla nuova Politica Agricola comune saranno al centro dell’incontro in programma venerdì 30 marzo, alle ore 10,30, nella sede regionale di Mestre, via Torino 110, tra l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato e la stampa. L’iniziativa è promossa in collaborazione con l’ARGAV ed è aperta a tutti i colleghi di qualsiasi mezzo d’informazione interessato.

Una primavera ricca di appuntamenti per i soci ARGAV

Franco Manzato assessore Agricoltura Regione Veneto

Inizio di Primavera pieno di appuntamenti per i soci ARGAV: si comincia venerdì 30 marzo p.v. alle ore 10.00 con la conferenza stampa dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Franco Manzato organizzata dall’Ufficio Stampa della Giunta Regionale del Veneto, in collaborazione con ARGAV. Durante l’incontro, che si svolgerà nella sede della Regione a Venezia Mestre (via Torino 110), si farà il punto sui temi all’ordine del giorno del settore primario, PAC e nuova politica agricola comune.

Per il ciclo di incontri ARGAV/Wigwam, sempre venerdì 30 marzo p.v. alle ore 19.00, nella consueta sede del Circolo di Campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) in via Porto 8, avremo ospite Pippo Gianoni, docente italo-svizzero allo I.U.A.V. Venezia, noto esperto di pianificazione territoriale, il cui percorso formativo di ingegnere forestale ed esperto in protezione dell’ambiente sta alla base di una visione integrata tra i temi della progettazione e della valutazione ecologica. Oltre a Gianoni, ci saranno i Rappresentanti dei Comitati impegnati a contrastare grandi progetti di urbanizzazione del territorio e conseguente perdita di terreno agricolo, quali “Veneto City”, “Quadrante di Tessera”, “Pedemontana Veneta”, ecc. In apertura di incontro sarà proiettato il video “Pedemontana Veneta: la cattiva strada”. Rispetteremo così un obbiettivo, che ci siamo prefissi, come Direttivo ARGAV, per il 2012: aprire una riflessione sul modello di sviluppo veneto. Il momento conviviale seguente, grazie alla generosa ospitalità di Efrem Tassinato, sarà incentrato, questa volta, sulle prelibatezze greche.

Da annotare in agenda anche sabato 14 aprile p.v. perché, al mattino, nella sala convegni della Cantina dei Colli Berici a Lonigo (Vicenza), terremo l’assemblea per l’approvazione del bilancio ma, a seguire, daremo vita ad un qualificante convegno sul tema “Lo spreco alimentare (ma non solo) nel tempo della crisi”.

In Veneto, la pecora alpagota torna ad essere allevata con profitto, economico e culturale

Alpago (BL), allevamento pecora alpagota(di Emanuele Cenghiaro, socio ARGAV) È considerata una razza in via di estinzione, la pecora alpagota, ma in pochi anni potrebbe non esserlo più. Grazie a essa e alla pervicacia di alcuni allevatori, il Veneto sta recuperando non solo una fonte di produzione economica ma anche una millenaria tradizione.

Una razza autoctona. Risale infatti almeno al decimo secolo la presenza di questo importante animale nelle vallate dell’Alpago, digradanti verso il lago di Santa Croce, in provincia di Belluno, e confinanti con il più noto Cansiglio. Come quest’ultimo, anche l’Alpago fu oggetto di speciale protezione nei secoli, in particolare da parte della Repubblica Serenissima, comportando un isolamento di uomini e animali tale che oggi si può parlare con certezza di razza autoctona. “L’allevamento della pecora alpagota fu per secoli uno dei principali motivi di sostentamento nell’economia di queste valli, anche per la grande resistenza di questo animale sia alle malattie che al freddo invernale e alla siccità estiva”, spiega Alessandro Fullin, agronomo nonché allevatore di circa 300 capi. La scomparsa della pastorizia nel secondo Novecento aveva però confinato i pochi animali rimasti alla cura di qualche famiglia, che li allevava per consumo personale e, forse, anche per tradizione”.

Giornalisti ARGAV in visita agli allevamenti di pecora alpagota

Recuperati anche i territori. Valorizzata da qualche anno come presidio Slow Food, la pecora alpagota è oggi tornata al centro di una filiera piccola ma di grande interesse, che punta nella quasi totalità sulla carne degli agnelli da latte. “Il ritorno della pastorizia – continua Fullin – sta portando anche al recupero di territori che di per se sono molto fragili. Abbandonati da decenni, sono stati lasciati all’invasione del bosco, che ha rovinato secolari opere dell’uomo per la canalizzazione delle acque appesantendo i terreni e causando nuovi smottamenti”.

Allevamento regolamentato da un disciplinare. A riunire i principali produttori della pecora alpagota, una quindicina, è la cooperativa Fardjma, grazie alla quale oggi si contano circa 2500 capi con la prospettiva di giungere, entro pochi anni, alla soglia dei tremila. Rigido è il disciplinare sottoscritto dai soci di Fardjma – tra i quali non stupisce di ritrovare alcuni giovani entusiasti – a partire dall’alimentazione naturale garantita dall’allevamento allo stato brado nei pascoli, tranne nei mesi invernali, quando al fieno prodotto in loco viene aggiunto poco sfarinato di cereali. Ben definite sono le caratteristiche della pecora d’Alpago: pelo bianchissimo, maculato solo sul muso, e dimensioni medio-piccole, tra i 45 e i 55 chilogrammi (una ventina di più per i montoni). Qualità che finora l’hanno resa poco appetibile per lo sfruttamento economico fuori dal territorio d’origine ma hanno contribuito a preservarla. Il basso rapporto grasso-magro e il sapore delicato, mai “selvatico”, delle carni tenerissime sono stati invece una piacevole scoperta per i buongustai: circa il 90 % degli agnelli da latte viene perciò destinato all’alimentazione, con macellazione tra i due e i tre mesi di vita.

salume di maiale e pecora alpagota

Carne, formaggio e lana. Il mercato tocca vette di richieste nel periodo pasquale, ma ormai l’agnello d’Alpago – anche grazie a Slow Food – trova posto con continuità nei menù di ristoranti sia bellunesi che della pianura veneta e lo si può trovare persino al parigino Mori. Viene abbinato a piatti poveri della tradizione locale, come le zuppe e la polenta, ma unito alla carne di maiale dà vita anche a salumi. Quanto ai vini, da tempo è proposto in abbinata ai Doc Raboso del Piave. Non solo carni, tuttavia: “Il latte prodotto da questi animali non è molto, ma sta comunque iniziando a dare vita a una piccola produzione di formaggi di alta qualità, anche mischiato al latte vaccino”, spiega Paolo Casagrande, presidente della sezione veneta dell’Anpa, Associazione nazionale produttori agricoli, anima della cooperativa e a sua volta allevatore. “Anche la lana recuperata dalla tosatura primaverile – continua Casagrande – pur se non può competere con filati più pregiati, ha trovato impiego nella produzione di accessori di abbigliamento come cappelli e pantofole, ma anche coperte”.

Visita dei soci ARGAV alle “Cantine dei Colli Berici” di Lonigo, che festeggiano i 60 anni in ottima salute!

(di Maurizio Drago, socio ARGAV) Nella barricaia delle Cantine dei Colli Berici di Lonigo (VI), in fondo al lungo corridoio con ai lati decine di botti barrique cariche di prezioso vino, si nota una statua di donna coperta di uva. Un tecnico della cantina la definisce simpaticamente  la dea dell’ebbrezza,  non avendone approfondito la conoscenza del nome. Noi  pensiamo che quella donna possa essere la Dea Vita o la Dea Madre, adorata già dagli antichi Sumeri, molto prima di Dionisio e poi del celeberrimo Bacco. Nella barricaia c’è la presenza di una accogliente sala di soggiorno  e una interessante  mostra che ripercorre i 60 anni della nascita della cooperativa Cantine dei Colli Berici,  intitolata Memorie.

Tra i primi in Italia per volume di uve raccolte e numero di soci. Nell’occasione di questo anniversario la Cantina di Lonigo ha invitato i giornalisti ARGAV a visitare sabato 17 dicembre scorso lo stabilimento. I tecnici della grande struttura, il loro presidente Pietro Zambon e il direttore Gianmarco Arzenton hanno presentato pertanto le varie sezioni, dalla raccolta dell’uva, alla spremitura sino alla vendita. Le Cantine Colli Berici si collocano ai primi posti in Italia per volume di uve raccolte e numero di soci.

I soci ARGAV in visita alle Cantine dei Colli Berici

La storia parte dal primo maggio 1951 (festa del lavoro!): un gruppo di imprenditori locali nello storico Caffè Borsa di Lonigo pose le basi per avviare l’idea di un progetto comune di una struttura di lavorazione delle uve e la produzione e commercializzazione dei vini.  La “Cantine dei Colli Berici” è oggi una cooperativa di trasformazione dell’uva con tre stabilimenti (Lonigo, Barbarano Vicentino, San Bonifacio), 2000 soci sparsi in 58 comuni delle province di Vicenza, Verona e Padova, 3700 ettari di vigneto e una capacità produttiva di oltre 1 milione di quintali, l’8% dell’intera produzione vitivinicola del Veneto.  I dati vengono snocciolati da Pietro Zambon.  In questa annata si è prodotto meno uva: il 30% in meno di quella rossa e il 15% , tuttavia a vantaggio di una migliore qualità.  Il direttore ed enologo Gianmarco Arzenton (da dieci anni dirige la complessa struttura che ha il piu’ grosso gruppo unico di pressatura a livello europeo)  sottolinea che la “Cantine Colli dei Berici” è attenta ad una agricoltura sostenibile coinvolgendo piu’ tecnologia ma sempre meno prodotti chimici. Si produce il 70%  di vino bianco e il 30 % di quello rosso. Il mercato è quello nazionale e della Grande distribuzione. Ma l’attenzione viene rivolta anche ai  mercati emergenti come l’India, oltre che  la Cina e gli Stati Uniti con numeri non indifferenti.  Un segmento, questo, che permette una continua crescita dell’azienda.  Certamente un plauso ai dirigenti della “Cantine dei Colli Berici”  in questi tempi certamente non facili.

Anche ARGAV alla “Due giorni di Romagna 2011” promossa dall’ARGA Emilia Romagna

Il gruppo stampa alla due giorni ARGA Emilia Romagna

(di Maurizio Drago, socio ARGAV) Successo nella “due giorni di Romagna” promossa dall’ARGA Emilia Romagna grazie al proficuo impegno di Roberto Zalambani (da pochi mesi divenuto segretario generale Unaga) che, con una punta di orgoglio, ha ricordato di essere giunto alla 18a edizione. Ha contribuito alla buona riuscita anche il lavoro di organizzazione di Roberto Aguzzoni dell’ARGA di Ravenna e di altri colleghi romagnoli. Lisa Bellocchi, presidente interregionale Arga, ha ringraziato della presenza di alcuni colleghi provenienti da altre regioni, dalla Lombardia, Marche, Toscana e Umbria e Veneto, presenti – per quest’ultima – i soci Nadia Donato e Maurizio Drago.

L'aereo di Francesco Baracca

L’esordio è avvenuto a Classe di Ravenna, a due passi dalla famosissima Abbazia, patrimonio Unesco.  In conferenza stampa è stato  presentato il costruendo Parco Archeologico di Classe che sarà terminato in occasione dell’anno internazionale della cultura nel 2019 a Ravenna. Il progetto della Fondazione Ravenna Antica, un impegno finanziario di oltre 3 mlioni di euro, permetterà la realizzazione del museo archeologico di Classe. I colleghi giornalisti hanno cenato poi alla Pineta di Classe offerta dai volontari  dell’Ambito Territoriali Caccia di Ravenna e accompagnata dai prestigiosi vini della Tenuta Uccellina di Russi.

Castello di Lugo

I comuni del territorio uniti nella promozione. L’assessore alle attività produttive e turismo del comune di Lugo Laura Sughi ha accompagnato il gruppo alla visita dell’importante Museo Baracca (vale la pena di visitarlo, è conservato l’aereo di Baracca con il simbolo del Cavallino ceduto poi alla Ferrari e una bella mostra sulle prime donne aviatrici) e al Castello di Lugo, passando per via dell’enogastronomia. L’assessore insiste nel promuovere il territorio valorizzando le tipicità della zona come  la zuzizina, il burson, la pesca nettarina, il cotechino bel cot, i passatelli, la piadina, la sfoja, il caplet e tanti altri prodotti (a tale scopo nella Trattoria Zambra è stata data prova con la degustazione di numerosi piatti). Per valorizzare i territorio i nove comuni del cuore della Romagna si sono uniti con lo scopo di  promuovere non solo i prodotti, bensì le ricchezze e le testimonianze storiche  ricche in queste terre. Testimonianze come quelle  del vicino comune di Alfonsine  dove l’assessore  Riccardo Graziani ha accompagnato il gruppo di giornalisti alla visita del Museo della Battaglia del Senio (interessante, da far vedere soprattutto alle nuove generazioni, viste le numerose esperienze vissute in quei luoghi teatro di cruente battaglie nella seconda guerra mondiale) e alla casa natale del poeta Vincenzo Monti, oggi anche centro di educazione ambientale.  Interessante la visita alla mostra di piante grasse al termine della quale i colleghi hanno partecipato alla Festa del Passetto.

Oggi a Chioggia (VE) si tiene l’Assemblea dei Soci ARGAV. In coda, il convegno “L’informazione agroalimentare: tra allarmi e allarmismi”

Oggi, sabato 2 aprile alle ore 9.00 in prima convocazione e alle ore 10.00 in seconda convocazione è indetta l’Assemblea dei Soci ARGAV. L’incontro si svolgerà nella sala convegni gentilmente allestita presso il  Mercato Orticolo (Ortomercato del Veneto) a Brondolo di Chioggia (VE), con il seguente ordine del giorno: approvazione bilancio consuntivo 2010, approvazione bilancio preventivo 2011, varie ed eventuali.

A coronamento dell’Assemblea, alle ore 11.00, è stato organizzato da ARGAV il convegno L’informazione agroalimentare: tra allarmi ed allarmismi”. Dopo i saluti di Giuseppe Boscolo Palo, Presidente di Chioggia Ortomercato del Veneto, di Umberto Tiozzo, Vicepresidente ARGAV e di Daniele Carlon, Segretario del Sindacato Giornalisti del Veneto, Fabrizio Stelluto, Presidente ARGAV, introdurrà gli interventi di: Gianluca Amadori, Presidente Ordine Giornalisti Veneto, Antonio Boschetti, Direttore “L’Informatore Agrario”, Aldo Muraro, Presidente Unione Nazionale Avicoltura, Giorgio Piazza, Presidente Coldiretti Veneto, Franco Manzato, Assessore Agricoltura Regione Veneto. Le conclusioni saranno affidate a Mimmo Vita, Presidente UNAGA. Coordinatore del dibattito: Pietro Bertanza, Vicepresidente ARGAV.

Visita dei soci ARGAV al Centro Agrometeorologico ARPAV di Teolo (PD)hh

Un tecnico del Centro Agrometeorologico ARPAV di Teolo (foto Emanuele Cenghiaro, socio ARGAV)

(di Franco Holzer, socio ARGAV) Un nutrito gruppo di giornalisti dell’ARGAV si sono dati appuntamento nei giorni scorsi al Centro Agrometeorologico di Teolo (PD) per una visita agli impianti dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto (ARPAV).

Centro Agrometeorologico ARPAV di Teolo (PD), foto Emanuele Cenghiaro, socio ARGAV

Il saper prevedere il brutto e il bel tempo, o meglio i valori e i parametri meteorologici  è sempre stato un fatto importante non solo in agricoltura, ma anche in altri campi come la tutela ambientale, la sicurezza e qualità della vita, il servizio fitosanitario, le previsioni meteoturistiche e la agrobiologia con particolare riguardo alle forme allergiche da polline. Di tutte queste branche si occupano i circa settanta addetti del Centro che si avvalgono della collaborazione anche del Centro Valanghe di Arabba e del Centro Agroambientale di Castelfranco. Oltre ai tre radar dislocati sul Monte Grande sugli Euganei, a Concordia Sagittaria e a Valeggio sul Mincio. L’intero sistema dispone di circa 200 stazioni idro-meteorologiche in lelemisurazione che possono essere consultate via radio in ogni momento da Teolo, permettendo la elaborazione dei dati che porteranno alla stesura di modelli che consentiranno quotidianamente la compilazione di un bollettino meteorologico di previsione oltre ad altri bollettini specifici per settore che hanno diversa cadenza settimanale.

I soci ARGAV in visita al Centro Agrometeorologico ARPAV di Teolo (PD), foto Emanuele Cenghiaro, socio ARGAV

Un centro al servizio di tutti. Di tutte questre elaborazioni sono stati informati i giornalisti presenti che sono passati nei vari reparti del Centro di Teolo dove sono stati accolti dai rispettivi responsabili che li hanno resi edotti sul lavoro quotidiano che sono tenuti a svolgere nell’interesse di una così grossa comunità come la popolazione del Veneto. La visita si è protratta per diverse ore ed è stata molto apprezzata dai partecipanti per l’esauriente disponibilità dei tecnici che si sono resi disponibili a rispondere a domande di diversa natura, non solo tecnica. L’Arpav è sorta nell’ottobre del 1997 ed è stata una delle prime in Italia a fornire, grazie alle moderne tecnologie, bollettini di previsione, anticipando di sette giorni l’evento con diversi gradi di probabilità. Chiunque può mettersi in contatto via internet con il sito  http://www.arpa.veneto.it e successivamente cliccare il link che più lo interessa. Oppure scegliere fra i seguenti siti:  http://www.agrometeologia.it, oppure http://www.agrometeorology.org (Società internazionale di Agrometeorologia) e http://www.ucea.it (Ufficio centrale di Ecologia agraria). Per qualunque tipo di informazione riguardante il Centro di Teolo è possibile collegarsi via telefono al numero 049 9998133 o scrivere via e mail cmt@arpa.veneto.it.

Il direttivo ARGAV ospite dell’Isi Center per una serata «solare»

Il direttivo ARGAV nella sede di Italian Solar Infocenter di Padova con Sergio Benetello (secondo da sx) e Matteo Benetello (quinto da sx)

(di Pietro Bertanza, socio ARGAV). Lo scorso 16 febbraio 2011 il direttivo errante, come da sua consuetudine, si è ritrovato presso la sede dell’Italian Solar Infocenter (Isi Center) a Padova.  Ad accoglierci Sergio Benetello, presidente dell’Isi Center, che ha fatto gli onori di casa presentandoci brevemente la filosofia dell’azienda padovana.

Il tutto è nato da una scommessa che Benetello era sicuro di vincere ovvero trasformare un edificio concepito negli anni ’80 in una casa passiva, cioè quasi totalmente autosufficiente in termini di energia. La scommessa è stata vinta, infatti, la sede dell’Isi Center è un fabbricato con il fabbisogno energetico ridotto del 92%.

Dopo l’introduzione iniziale del patron, Matteo Benetello, direttore dell’ufficio tecnico dell’Isi Center, è entrato nel vivo dell’azienda spiegandoci quali sono stati i progetti che sono stati realizzati e le principali problematiche legate alla tecnologia dei pannelli solari. Interesse e perplessità hanno stuzzicato il direttivo tanto che sono nate molteplici domande, che hanno dato il via ad un interessante dibattito sulle tecniche di costruzione e smaltimento degli impianti solari.