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Veneto Agricoltura cambia ufficialmente veste, da azienda ad agenzia per l’innovazione nel settore primario

Alberto Negro Direttore Veneto AgricolturaCon l’inizio del 2017, si è attuata la legge n. 37 approvata dal Consiglio Regionale del Veneto il 28 novembre 2014 e l’ente Veneto Agricoltura è passato ufficialmente da Azienda regionale per i settori agricolo, forestale e agroalimentare ad Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario. A dirigerlo, Alberto Negro, nominato lo scorso 22 luglio, che ha ultimato il processo di liquidazione della vecchia Azienda.

Cosa è chiamata a fare l’Agenzia Veneto Agricoltura? La legge lo precisa: è un ente strumentale della Regione del Veneto, che svolgerà attività di supporto alla Giunta Regionale nell’ambito delle politiche che riguardano i settori agricolo, agroalimentare, forestale e della pesca. Inoltre si dovrà occupare di ricerca applicata e sperimentazione finalizzate al collaudo e alla diffusione delle innovazioni tecnologiche e organizzative volte a migliorare la competitività delle imprese e delle filiere produttive, la sostenibilità ambientale, nei comparti agricolo, agroalimentare, forestale e delle pesca. E anche diffusione, supporto e trasferimento al sistema produttivo delle innovazioni tecnologiche, organizzative, di processo e di prodotto, ivi compresi i processi di valorizzazione e certificazione della qualità, anche avvalendosi di strutture produttive private rappresentative delle diverse realtà produttive del territorio regionale; salvaguardia e tutela delle biodiversità vegetali e animali autoctone di interesse agrario, naturalistico e ittico nonché gestione del demanio forestale regionale.

Risorse economiche e umane rimangono le stesse. L’ente ha inoltre il ruolo di raccordo fra strutture di ricerca e attività didattiche e sperimentali degli istituti di indirizzo agrario, presenti sul territorio regionale, al fine di trasferire e testare la domanda di innovazione proveniente dagli operatori. All’Agenzia, la Giunta regionale potrà affidare l’attuazione di progetti (comunitari, statali, interregionali e regionali) in materia agricola, agroalimentare, forestale e della pesca. Un programma impegnativo che la nuova Agenzia dovrà realizzare con le risorse economiche e umane della vecchia Azienda.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

21-23 settembre 2016, a PadovaFiere la 67a edizione di Flormart. Nell’occasione, Argav s’incontra per il Direttivo.

florovivaismoDal 21 al 23 settembre torna a PadovaFiere Flormart, 67a edizione del salone del florovivaismo, giardinaggio e architettura del paesaggio. Tra gli appuntamenti in programma, ne segnaliamo alcuni a carattere agro-ambientale.

Educazione al territorio. Giovedì 22 settembre Anbi Veneto e rete delle scuole agrarie e forestali del Triveneto firmano un protocollo d’intesa. Gli obiettivi sono quelli di promuovere negli Istituti agrari l’educazione alla tutela del paesaggio, della biodiversità, dell’uso corretto del suolo e delle risorse irrigue. Si stimolerà la conoscenza del territorio del Veneto, le sue fragilità e il fondamentale ruolo rivestito dell’agricoltura. Si elaboreranno quindi per gli studenti metodologie di apprendimento attivo con utilizzo di attività laboratoriali, attività di alternanza scuola-lavoro e sperimentazione diretta di processi ecologici. Queste attività porteranno a realizzare progetti sperimentali di ricerca-azione che potranno essere utilizzati come modello di educazione all’uso corretto del territorio da parte di altre strutture educative e formative regionali e nazionali. “La firma di questo protocollo è oggi più che mai di particolare importanza. In Europa, in Italia, ma soprattutto in Veneto sono noti gli effetti di un eccessivo consumo del suolo e dei cambiamenti climatici. Oggi è necessario avviare una gestione della risorsa idrica che agisca in prevenzione e solo trasmettendo una maggior conoscenza del territorio si può realmente avviare un corretto processo educativo”, dichiara al proposito Giuseppe Romano, presidente di Anbi Veneto.

Gli appuntamenti di Veneto Agricoltura. Sempre per giovedì 22 settembre, l’Agenzia regionale propone alle ore 11:00 un workshop dal titolo “Le infrastrutture verdi: uno strumento per ricucire il territorio” su come un nuovo tessuto agroforestale può cambiare il paesaggio e l’economia dei nostri territori nei prossimi anni, con due interventi: “Infrastrutture Verdi: Percorsi tematici ed Esperienze di Veneto Agricoltura” a cura di Federico Correale Santacroce (Veneto Agricoltura); “Le Infrastrutture Verdi e la Tutela della Biodiversità” a cura di Giustino Mezzalira (Veneto Agricoltura). Si parlerà anche delle esperienze avviate nell’azienda pilota e dimostrativa “Diana” (Bonisiolo di Mogliano V.to, TV) e presso ilCentro Vivaistico e per le Attività Fuori Foresta di Montecchio Precalcino (VI), sui temi più “caldi” sul fronte del cambiamento climatico e della mitigazione degli impatti attraverso l’agricoltura e le “Infrastrutture Verdi”.

Direttivo Argav. In occasione di Flormart, i consiglieri Argav si riuniranno per il direttivo all’interno della fiera mercoledì 21 settembre a partire dalle ore 17, con il seguente ordine del giorno: approvazione verbale precedente, comunicazioni del Presidente, comunicazione della Segretaria, domande iscrizione nuovi soci, prossime attività, varie ed eventuali.

Fonte: Servizio Stampa Anbi Veneto/Veneto Agricoltura

Agroalimentare Veneto 2015, “ebbro” di vino ma “a secco” in altri settori

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiIl valore complessivo della produzione lorda agricola veneta nel 2015 è stimato in 5,5 miliardi di euro, in leggero calo rispetto al 2014 (-2,2%). È uno dei dati più salienti emersi ieri a Legnaro (PD), nella conferenza stampa in cui l’agenzia regionale Veneto Agricoltura ha presentato i dati definitivi 2015 dell’agroalimentare veneto.

Luci e ombre. “Se da una parte il comparto del vino vola, sia sotto il profilo della produzione che dell’export, altri settori, in primis quelli della zootecnia e dell’ortofrutta, per motivi diversi, evidenziano notevoli sofferenze”, ha esordito nel presentare i dati l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan. “La Regione – ha ricordato Pan – sta facendo la sua parte, non perdendo mai di vista gli obiettivi principali, quali la redditività delle imprese agricole, la loro innovazione, il ricambio generazionale che, grazie al nuovo Programma di Sviluppo Rurale 2020, stiamo cercando di rafforzare”. Nel presentare il neo direttore generale Alberto Negro, ingegnere con lunga esperienza nel settore privato, Pan ha indicato la strada che egli dovrà seguire, portando Veneto Agricoltura ad essere sempre più al servizio dell’innovazione dell’impresa agricola veneta. L’incontro si è comunque focalizzato sull’andamento dei diversi comparti agricoli veneti che, come accennato, nel 2015 sono saliti in altalena.

Tra produzione e prezzi in calo (non per il vino), spunta la multifunzionalità. “Il fattore principale del leggero calo del valore della produzione agricola – ha sottolineato Alessandro Censori, di Veneto Agricoltura – proviene dalla discesa di produzione e di prezzo delle principali colture erbacee e la flessione del settore zootecnico (per il ribasso delle quotazioni del latte); compensato però dall’incremento di produzione e di prezzo dei prodotti vitivinicoli”. Ecco un dato importante nella lettura della Congiuntura agroalimentare veneta 2015. Ad un’area che possiamo chiamare “tradizionale” in difficoltà (anche storica) si contrappone una più “dinamica”, con al vertice il vitivinicolo, più performante. L’analisi dei dati mostra ancora in aumento, sia nella quantità che nel prezzo, le attività di supporto al primario regionale (contoterzismo, manutenzione del verde, attività post-raccolta, ecc.) a dimostrazione di come la multifunzionalità sia uno strumento sempre più diffuso tra le aziende agricole.

Continua la diminuzione delle aziende. Nel 2015 il numero di imprese agricole risulta di 64.950 aziende, -1,6% rispetto al 2014. Ma qualcosa sta cambiando. Si confermano infatti in crescita le imprese agricole costituite nella forma di “società di persone” (+1%) e soprattutto in quella di “società di capitali” (+4,6%), che insieme  rappresentano il 15,5% del totale delle aziende agricole regionali; mentre (inesorabile) prosegue la diminuzione delle “ditte individuali” (-2,1%), l’83,8% del totale.  Anche gli addetti sono scesi a 62.551 unità (-0,7%): quindi cala in misura rilevante il lavoro “indipendente”, che pur restando la parte preponderante degli addetti del comparto (circa il 58%) presenta una flessione del -15,9%, mentre sono in forte crescita gli occupati dipendenti (+32%).

Andamento climatico. Il 2015 è stato più caldo e secco rispetto alla norma. Le anomalie termiche più significative hanno caratterizzato tutto l’anno meno la primavera. Cereali e colture industriali. Il meteo anomalo ha penalizzato mais e soia, le principali colture del Veneto per estensione (rispettivamente 229.000 e 134.000 ettari), con diminuzioni di resa intorno al -20% e conseguente flessione produttiva; medesima sorte ha subìto la barbabietola da zucchero. Annata invece moderatamente favorevole per riso, tabacco e per cereali autunno-vernini come frumento duro (che ha triplicato la superficie coltivata) e orzo; per frumento tenero, girasole e colza invece contrazione di investimenti e produzione. Da notare che, con la globalizzazione dei mercati delle commodity, le abbondanti disponibilità di prodotto e l’elevata quantità di scorte presenti a livello internazionale ha condizionato i mercati nazionali deprimendo i listini e determinando quotazioni negative per quasi tutte le colture citate.

Colture ortofrutticole. La superficie complessivamente investita a patate e ortaggi è rimasta sostanzialmente invariata rispetto al 2014, pari a circa 26.000 ettari. Crescono le coltivazioni orticole in serra (+7%) ma diminuisce la coltivazione di piante da tubero (-12%). Aumenta la resa per patata (+6%), radicchio (+25%) e fragola (+14%); cala per lattuga (-17%) e pomodoro da industria (-20%).  Continua la crisi della frutticoltura, specie quella estiva, con conseguente “ridimensionamento”; comunque l’annata è stata favorevole: produzione in crescita per pesco (+15%), actinidia (kiwi, +10%), melo (+4,4%), pero (+3,7%); non per il ciliegio (-27%). Più prodotto equivale però a calo delle quotazioni: pesche (-38%) e mele (-15%). Bene l’olivicolo (+45%) dopo il disastroso raccolto 2014.

Florovivaismo. Continua qui la “moria” delle aziende agricole (-2,3%) e delle superfici investite (2.750 ha, -3,4%). La produzione, soprattutto quelle di piante ornamentali, è stata influenzata dall’andamento climatico a seconda della stagionalità, ma nel complesso le rese sono rimaste sostanzialmente invariate e la produzione complessiva si è solo leggermente ridotta (1,4 miliardi di piante, 1,3%).

Vitivinicoltura. Annata particolarmente favorevole, con vendemmia abbondante e raccolta record pari a 12,5 milioni di quintali di uva (+20% rispetto al 2014) e un volume di vino di 9,7 milioni di ettolitri (+18%); prezzi delle uve in aumento su tutte le piazze e per quasi tutte le tipologie considerate. La media regionale delle quotazioni osservata nel 2015 è salita a 0,65 euro/kg, in aumento del 14,7%. In aumento anche la superficie vitata, salita a 80.500 ettari. E cresce anche l’export: Veneto, +10% in valore e +3,6% in quantità, trascinato dal boom del Prosecco sui mercati internazionali (+30% circa sia in valore che in quantità).

 Zootecnia. Non si può dire lo stesso del settore zootecnico. Bene la produzione di latte in Veneto (+2,7%), ma son crollati i prezzi alla stalla (-13%), con conseguente forte calo del valore della produzione ai prezzi di base (-9%). In sofferenza anche i consumi interni di formaggi e latticini, ad eccezione dello yogurt, l’unico dato positivo è il parziale calo dei costi alimentari. Anche la carne bovina ha sofferto del calo al consumo e il ricavato spesso ha coperto poco più dei soli costi espliciti; la contrazione produttiva in Veneto è stata del -3%, con “frenata” quindi anche della dinamica dei ristalli importati (-3,2%). Il comparto suinicolo ha subìto una forte contrazione delle quotazioni di mercato (-7,4%) condizionate da un eccesso di produzione e dalla pressione della disponibilità estera. Anche qui i consumi sono risultati in discesa. Bene la produzione di carne avicola, aumentata del +4,1%, (specie quella di pollo), ma sono diminuite le quotazioni di mercato che complessivamente hanno favorito la tenuta dei consumi.

Pesca e acquacoltura. Timidi segnali di ripresa per il settore ittico veneto: dopo il notevole calo osservato dal 2001 (-42%), la flotta peschereccia veneta è salita a 654 unità, mentre la produzione locale conferita ai mercati ittici del Veneto ha registrato un incremento di quantità e valore pari a circa il +6,5% su base annua. In crescita anche la produzione di molluschi bivalvi (+6,6%). Considerando il transito di prodotto sia locale che nazionale ed estero, l’analisi dei mercati ittici regionali evidenzia un aumento del +3,2% del quantitativo commercializzato e un incasso complessivo pari a 114 milioni di euro (+2,5%).

Industria alimentare. Nel 2015 il numero delle Industrie alimentari venete attive è leggermente salito a 3.720 unità (+1,4%). Buoni gli indici: produzione +3,5%, fatturato +2,9%, ordinativi interni +3%, ordinativi esteri +5,1%, occupazione +0,5%. Import/Export. Il deficit nel 2015 è più che dimezzato, scendendo a 464 milioni di euro (-54,7%) in seguito a un aumento più che proporzionale delle esportazioni (+12,1%) rispetto alle importazioni (+1,4%). Il significativo incremento delle esportazioni è dovuto principalmente ai prodotti per l’alimentazione degli animali (+21,9%), prodotti di colture permanenti (+21,1%) e piante vive (+20,4%); rilevanti anche le variazioni positive di carni lavorate e conservate (+19%), prodotti di colture agricole non permanenti (+12,4%), prodotti da forno (+11,5%) e bevande (+10%), le quali rappresentano il 35% del totale delle esportazioni agroalimentari del Veneto.

Primi risultati 2016. Le prime indicazioni raccolte presso gli operatori locali sulle intenzioni di semina per la nuova annata agraria evidenziano una ripresa degli investimenti a frumento tenero e duro e orzo, rispettivamente +10/15%, +50%, +10%. Sugli stessi livelli del 2015 le superfici a barbabietola da zucchero e soia; in ulteriore diminuzione gli ettari coltivati a mais (-5/10%). Andamento altalenante dei prezzi nei primi mesi del 2016, su livelli comunque inferiori a quelli del 2015 per il frumento tenero; per mais e soia invece aumenti del 30% e del 10%. I settori vitivinicolo e frutticolo in generale stanno risentendo dell’anomalo meteo di maggio e soprattutto di giugno, con  basse temperature e piovosità elevata. Si registrano raccolti compromessi a causa di grandinate, un’elevata pressione di malattie fungine e danni da insetti che hanno particolarmente danneggiato ciliegie e pesche, soprattutto per le varietà precoci. Per quanto riguarda la vite, il quadro fitosanitario è caratterizzato da una forte pressione di peronospora, che richiede ripetuti trattamenti antiparassitari.

Export. I dati relativi al primo trimestre 2016 per i vini nazionali indicano un calo dei vini in bottiglia in valore (-0,6%) e in quantità (-4,9%), mentre risultano ancora in notevole crescita gli spumanti (+21,4% in valore e +26,1% in quantità). Sembra pertanto proseguire di buon passo il successo del Prosecco all’estero, sebbene le tensioni sui mercati finanziari e la svalutazione della sterlina in seguito al Brexit potrebbero creare difficoltà alle esportazioni verso il Regno Unito, che nel 2015 è stato il principale importatore di vino dal Veneto in termini di valore. Nel primo semestre 2016 è continuato il calo dei prezzi del latte crudo alla stalla scesi su livelli mediamente prossimi a 33-32 euro/100 lt (IVA esclusa), subendo l’andamento negativo delle quotazioni dei maggiori paesi produttori di latte europei. Quotazioni negative anche per i principali formaggi DOP veneti, soprattutto per l’Asiago e il Montasio; meno accentuato il ribasso per il Grana, più stabile il prezzo del Piave. Il comparto veneto della carne bovina risulta ancora caratterizzato da una “situazione recessiva”: stabili, o tendenti al ribasso, le quotazioni degli animali da macello e dei ristalli. Male anche il comparto dei suini pesanti, penalizzato sia dal calo delle quotazioni, sia dall’aumento dei costi alimentari osservato negli ultimi due mesi. Gli avicoli infine, purtroppo, non mostrano segnali di ripresa.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

Fenicotteri sempre più di casa nel Delta del Po. Durante la bella stagione, possibilità di visitare le aree naturali senza disturbare la fauna.

fenicotteri BonelloConviene non volare…Questo devono aver pensato mercoledì scorso, 5 aprile, giornata nebbiosa, i 25 fenicotteri che hanno scelto di effettuare una sosta di riposo nell’area del “Biotopo Bonello”, il Centro sperimentale per l’itticoltura di Veneto Agricoltura.

I fenicotteri sono ormai di casa nel Delta del Po, dove giungono ogni anno per riprodursi; ma mai si erano visti in questa zona umida, il Bonello, che confina con la Sacca di Scardovari. Il Biotopo Bonello, assieme all’Oasi di Ca’ Mello, anch’essa gestita da Veneto Agricoltura, è ciò che resta di 5 grandi valli che fino a metà del secolo scorso caratterizzavano questa parte dell’Isola della Donzella. Ca’ Mello, assieme al Bosco della Donzella e al Biotopo Bonello, costituisce un importante comprensorio naturalistico di circa 150 ettari.

Un Centro visitatori è aperto durante il fine settimana nell’Oasi di Ca’ Mello, per tutta la primavera e l’estate. Una rete articolata di percorsi di visita permette oggi di addentrarsi nelle aree naturali senza disturbare la fauna. Grazie alla sinergia fra la Provincia di Rovigo e Veneto Agricoltura è stato possibile avviare alcune ricerche sulla fauna; in particolare è in corso da anni il monitoraggio delle popolazioni di Passeriformi che nidificano a Ca’ Mello e che vi sostano durante la migrazione autunnale.

Dal 20 febbraio 2016, a Conegliano (TV) un corso di formazione sull’arte birraia

bicchiere birraIl 20 febbraio partirà il corso di formazione “L’arte di fare la birra” organizzato dalla Scuola Enologica di Conegliano in convenzione con l’Associazione Oic e il patrocinio, tra gli altri, di AssoBirra e Veneto Agricoltura.

Il corso si terrà presso la Scuola Enologica di Conegliano, due Birrifici Artigianali del territorio e uno stabilimento industriale. Obiettivo dell’iniziativa è quello di fornire le conoscenze e le competenze teorico-pratiche per la gestione di impianti per la produzione di birra. Il corso, aperto a tutti (è richiesta una conoscenza anche scolastica di chimica organica), avrà una durata di 100 ore di lezioni teorico-pratiche e si articolerà in 7-8 settimane a partire dal prossimo 20 di febbraio fino ad inizio aprile.

Info iscrizioni. A tutti coloro che frequenteranno almeno l’80% delle ore di lezione, e previo accertamento delle competenze acquisite, verrà rilasciato l’attestato di partecipazione al corso, valido per il riconoscimento dei crediti formativi a livello professionale. Il materiale didattico è compreso nel prezzo (800 euro). Info: Associazione OIC, Via G. Galilei, 49 31015 – Conegliano Tv) – Tel. 328/7886089 – lunedì, mercoledì e venerdì dalle 14.30 alle 18.30; E-mail oicerletti@gmail.com

Fonte: Veneto Agricoltura

 

Zootecnia, la Regione Veneto ha in progetto un impianto innovativo in grado di dar reddito al settore, in grossa sofferenza. E ai giovani agricoltori, finanziamenti a fondo perduto per le start-up.

Pan e dirigenti settore agricoltura Regione Veneto

Giuseppe Pan, assessore all’Agricoltura regione Veneto

(di Marina Meneguzzi)  “Se da qui a fine gennaio non dovesse piovere, sarà necessario attivare una procedura di emergenza per affrontare la siccità, che sta mettendo in difficoltà non solo il settore agricolo ma anche quello civile, specie in alcune zone montane”. A dirlo è stato l’assessore regionale all’Agricoltura, caccia, pesca e bonifiche Giuseppe Pan, che ieri a Legnaro (Pd), nelle sale della Corte Benedettina, ha incontrato i giornalisti ARGAV prima del tradizionale appuntamento di presentazione dei primi dati sul settore agroalimentare veneto 2015, forniti da Veneto Agricoltura. 

Irrigazione di precisione e filiere del latte. Pan ha ricordato come nel 2015 si sia registrato un 20 per cento in meno di precipitazioni in Veneto. “I laghi montani sono pressochè a secco, li ho visitati nei giorni scorsi, e questo è problema, perché è l’Alto Veneto a fornire acqua al resto della regione. Tutti speriamo in una Primavera meno siccitosa, in ogni caso sarà bene incentivare sempre più l’irrigazione di precisione, anche se poi, recenti studi hanno dimostrato come il sistema tradizionale vada a ricaricare le falde irrigue“, ha aggiunto l’assessore. Che, tra gli argomenti affrontati, ha anticipato la realizzazione di un progetto innovativo destinato a soccorrere il settore zootecnico, in profonda crisi (nei paragrafi successivi trovate tutti i dati forniti da Veneto Agricoltura), vale a dire la realizzazione di un impianto per il trattamento del siero, refluo generato dalla lavorazione del formaggio. “Il progetto è destinato a coinvolgere le latterie del Veneto, e comporterà un investimento di 30/40 milioni di euro, presto lo presenteremo al Ministero dell’Agricoltura, siamo molto fiduciosi nell’aver trovato una fonte di reddito alternativa che vada a contrastare la continua diminuzione del prezzo del latte”, ha riferito Pan.

Ai giovani agricoltori, un aiuto a fondo perduto di 40 mila euro. Ma ecco i dati presentati poi nel dettaglio da Alessandro Censori e qui riassunti da Pan. “Quella del 2015 è stata un’annata agricola di alti e bassi, con alcuni settori in piena salute (vino su tutti) e altri in sofferenza (latte e carne), e che ha visto da una parte diminuire il numero delle aziende attive ma dall’altra aumentare il numero degli addetti, in particolare di quelli dipendenti.  Il settore primario – ha sottolineato Pan – vale ben 5,7 miliardi di euro e si presenta in costante trasformazione, grazie anche al concreto supporto fornito dal Programma di Sviluppo Rurale (PSR) regionale. Basta ricordare che saranno 1,2 i miliardi messi a disposizione dal PSR 2014-2020. Un supporto finanziario strategico, che offre importanti opportunità di rinnovamento alle aziende agricole e di ricambio generazionale attraverso l’aiuto al primo insediamento dei giovani (dai 18 ai 40 anni), che ora possono contare anche su finanziamenti a fondo perduto (ben 40.000 € su presentazione di business plan la cui validità sarà verificata da Avepa) e/o a tassi agevolati, in accordo con la Banca Europea per gli Investimenti. Senza tralasciare il supporto al sistema di qualità dei nostri prodotti, all’ambiente, alla diversificazione delle attività agricole, ecc.”.

Nel dettaglio. Il dato più importante riguarda il valore complessivo della produzione lorda agricola veneta, che nel 2015 è da stimarsi in 5,7 miliardi di euro, sostanzialmente in linea (-1%) rispetto all’anno precedente; un risultato sul quale hanno inciso, negativamente, il calo di produzione (causa meteo) e di prezzo (mercati) delle principali colture erbacee, assieme alla flessione del settore zootecnico, dovuta in particolare al ribasso delle quotazioni del latte; ottima la performance dei prodotti vitivinicoli, con incremento di produzione e prezzo. Prosegue il calo del numero di imprese agricole iscritte alle Camere di Commercio del Veneto, sceso nei primi nove mesi del 2015 a 65.192 unità, -1,8% rispetto allo stesso periodo del 2014. Il numero di imprese dell’industria alimentare è invece salito a 3.714 unità attive (+1,4%). Lieve aumento per gli occupati in agricoltura, che nei primi tre trimestri del 2015 si attestano su una media di 61.224 unità (+2%), come risultante del calo dei lavoratori indipendenti (-9,5%) e la notevole crescita di quelli dipendenti (+23%).

Bene il commercio con l’estero: il deficit della bilancia commerciale veneta dei prodotti agroalimentari relativa al terzo trimestre 2015 risulta dimezzato (-52,5%) rispetto allo stesso periodo del 2014, scendendo a circa 400 milioni/euro a causa del lieve incremento delle importazioni, che si attestano sui 4,7 miliardi di euro (+1%), e della notevole crescita delle esportazioni (+12,8%), salite a 4,3 miliardi/euro, un livello record mai raggiunto nel periodo gennaio-settembre.

I risultati delle varie colture agricole. Le alte temperature e la scarsa piovosità del periodo estivo 2015 hanno penalizzato soprattutto mais e soia, le principali colture del Veneto per estensione (rispettivamente 209.000 e 134.000 ettari), che hanno subìto diminuzioni di resa intorno al -20% e conseguente flessione produttiva; non dissimile il calo di resa della barbabietola da zucchero. L’annata è stata invece moderatamente favorevole per riso, tabacco e per i cereali autunno-vernini come frumento tenero, frumento duro (che ha triplicato la superficie coltivata) e orzo. Ma la globalizzazione delle commodity ha causato una certa pesantezza dei mercati anche dove si è verificata una contrazione produttiva, con quotazioni mediamente di segno negativo. Le colture orticole hanno fornito risultati diversi a seconda della stagionalità: si è osservato un aumento di resa per patata (+10%) e radicchio (+21%), e un calo per lattuga (-19%) e fragola (-1%). La superficie complessivamente investita a patate e ortaggi è aumentata del 2,5% rispetto al 2014, quale risultante dell’aumento delle coltivazioni in piena aria (+4%) e in serra (+7%) e del contestuale calo delle piante da tubero (-12%).

La frutticoltura, in particolare quella estiva, sembra non essere ancora uscita dalla crisi che ha contraddistinto le ultime annate e che ha causato un significativo ridimensionamento di tali colture. Rispetto al 2014 la produzione è risultata in lieve crescita per actinidia (+4%), pero (+2%) e melo (+1,4%), in calo pesco (-3,6%) e ciliegio (-27%). Ancora note dolenti dal punto di vista commerciale (prezzi) per le pesche (-38%) e le mele (-15%). Da segnalare il ritorno a livelli normali della produzione olivicola (+37,5%) dopo il disastroso raccolto 2014.

La vitivinicoltura ha beneficiato di una vendemmia molto positiva sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Rispetto all’anno precedente, infatti, la produzione di uva è stimata in aumento di circa il +20%, mentre quella di vino dovrebbe raggiungere i 9,7 milioni di ettolitri (+18%). Anche i prezzi di uve e vini risultano generalmente in aumento, sospinti dall’andamento crescente delle esportazioni (+10,3% in valore nei primi 9 mesi del 2015).

In difficoltà il settore zootecnico. Il prezzo del latte è calato su base annua di oltre il -10%, mentre la produzione è risultata sostanzialmente stabile. La carne bovina ha subìto la pesantezza dei mercati al consumo, registrando quotazioni in leggero ribasso e un’analoga contrazione produttiva. Il comparto suinicolo ha dimostrato un incremento della produzione (+10%) al quale è corrisposto un calo dei prezzi del -7% e il medesimo andamento, ma in misura meno accentuata, è stato osservato per la carne avicola. Tuttavia, la riduzione dei costi per l’acquisto di mangimi e prodotti energetici ha parzialmente preservato la redditività degli allevamenti da carne. Pesca: ancora in calo la flotta peschereccia veneta (-5,4%), ma i quantitativi prodotti nei primi 6 mesi 2015 dalla pesca marittima sono in aumento del +13%.

 

19, 20 e 21 ottobre 2015, tra Padova e Venezia tre interessanti eventi legati all’ambiente

Ambiente ruraleEcco tre interessanti iniziative in programma nei prossimi giorni in Veneto.

A Padova. Si inizia lunedì 19 ottobre con il seminario internazionale “Riforma delle Istituzioni pubbliche forestali: dall’esperienza del Regno Unito alle sfide future dell’Italia“, che si terrà a partire dalle ore 10,00 ad Agripolis, nella sede di Veneto Agricoltura a Legnaro (PD). L’incontro intende approfondire, sotto l’egida di ANARF e Università di Padova-TESAF, alcune questioni inerenti le foreste pubbliche, in particolare attraverso un confronto tra l’esperienza inglese e quella italiana. Saranno presenti Davide Pettenella (Università di Padova), Anna Lawrence (Scottish School of Forestry, University of the Highlands and Islands Discussion) e Giustino Mezzalira (Veneto Agricoltura).

A Venezia. Si prosegue martedì 20 ottobre con l’inontro “Best Practice per la tutela dell’ambiente marino: il contributo dei progetti Life“, che si tiene a partire dalle ore 9,00 nella sala conferenze Padiglione Expo Venice (via Galileo Ferraris 5) a Venezia. L’iniziativa è organizzata dal Punto di Contatto Nazionale LIFE del Ministero dell’Ambiente per favorire l’attivazione di opportuni canali di comunicazione e di una rete di contatti per affrontare in modo condiviso la sfida del miglioramento e della tutela dell’ambiente marino e costiero. Sempre nella sala conferenze Padiglio Expo Venice,  mercoledì 21 ottobre si terrà la “Conferenza finale del progetto Life WStore2” a partire dalle ore 9,00, in cui saranno resi noti i risultati del progetto “Reconciling agriculture with environment through a new water governance in coastal and saline areas”. La Conferenza finale del progetto WSTORE2 (www.wstore2.eu), cui parteciperanno in mattinata anche l’Assessore Regionale, Giuseppe Pan, e il Commissario Straordinario di Veneto Agricoltura, Giuseppe Nezzo, rappresenta un momento di condivisione con i principali portatori di interesse ma anche con un pubblico più ampio, dei risultati conseguiti nel corso dei tre anni di lavori e attività dedicati alla realizzazione di un sistema innovativo di gestione delle acque piovane per garantire la conservazione dell’ambiente e delle attività economiche nelle zone costiere minacciate dal cambiamento climatico.

Le opere sono state realizzate nell’azienda pilota e dimostrativa “Vallevecchia” (Caorle – VE) di Veneto Agricoltura e consistono in: a) un sistema decisionale automatico per la gestione delle acque piovane che, in tempo reale, in seguito alla variazione dei parametri chimico fisici delle acque della rete di scolo e del suolo (in particolare la conducibilità elettrica che è correlata al contenuto dei sali) consente l’accumulo in un bacino di acqua di qualità (ridotto contenuto di sali); b) un sistema di distribuzione dell’acqua immagazzinata che consente l’apporto di acque dolci alle zone non coltivate e la irrigazione efficiente di parte significativa dei terreni coltivati. A questi sistemi è stato associato un sistema di coltivazione ottimizzato in funzione delle caratteristiche qualitative e quantitative dell’acqua immagazzinata nel bacino. In particolare, saranno illustrate le soluzioni idrauliche e tecnologiche adottate e le modalità seguite per effettuare il monitoraggio della qualità delle acque, ambientale, faunistico e socio-economico nonché l’impatto della nuova gestione delle acque sull’area. Maggiori Info: tel. 049.8293920; e-mail: divulgazione.formazione@venetoagricoltura.org;

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

 

26-27 settembre, si tiene a Piazzola sul Brenta (Pd) Caseus Veneti 2015

Caseus Veneti 2015Villa Contarini a Piazzola sul Brenta (Pd) è la dimora scelta dalla Regione Veneto come l’ideale porta d’accesso nel Mondo Novo, il Veneto che ad EXPO 2015 si presenta sotto il claim “il sapore antico dell’innovazione”. Ed è proprio qui che, a pochi giorni dalla settimana di presenza della Regione al Padiglione Italia (2-8 Ottobre) si svolgerà Caseus Veneti 2015. Questa undicesima edizione del Concorso Regionale Formaggi del Veneto si lega quindi saldamente al tema EXPO rappresentando una vetrina unica per una intera filiera agroalimentare.

 L’evento è organizzato dalle otto denominazioni europee venete, una squadra guidata da Grana Padano, la DOP più conosciuta e venduta al Mondo, affiancata dalle DOP Asiago, Casatella Trevigiana, Montasio, Monte Veronese, Piave, Provolone Valpadana e Mozzarella STG. I Consorzi si faranno promotori anche in questa edizione di tutto lo straordinario giacimento caseario del Veneto, dove spiccano grandi marchi conosciuti a livello globale, ma fatto anche della straordinaria ricchezza di piccoli caseifici di tradizione artigianale e di malghe d’alpeggio che realizzano prodotti tipici di nicchia legati al territorio. “Caseus Veneti è divenuto negli anni uno straordinario momento di incontro tra produttori e consumatori, con un pubblico di oltre 20mila visitatori nell’ultima edizione. Oggi – afferma Terenzio Borga, presidente Aprolav (Associazione Produttori Latte Veneto)la manifestazione per noi è ancora più importante per affermare la scelta della qualità in un mercato globalizzato e per difendere una intera filiera produttiva minacciata dal crollo del prezzo nel dopo quote latte. Il 70% del latte Veneto è utilizzato per la produzione di DOP e i nostri consumatori devono sapere che nei formaggi tipici presenti al Consorzo c’è solo latte veneto”.

Formaggi Dop in crescita. Nonostante il calo importante dei consumi che non ha risparmiato i formaggi, le grandi DOP del Veneto continuano a crescere. Negli ultimi 4 anni – dati Aprolav – le DOP venete sono cresciute del 4,5% in termini di tonnellate di formaggio a marchio prodotto (oltre 61mila), segnando un +5,3% nell’utilizzo di latte locale (724mila tonnellate) e garantendo così la difesa degli allevamenti locali. A guidare la squadra è naturalmente Gran Padano che nel 2014 vede oltre 32mila tonnellate prodotte (+12,2% dal 2010) assorbendo 452mila tonnellate di latte locale (+10,6% in 4 anni).

Programma. Oltre 300 i formaggi attesi a Villa Contarini per il concorso che assegnerà le medaglie d’oro per ciascuna delle 38 categorie (dai DOP, agli stagionati, passando per i freschi, gli erborinati, gli affinati…). Sarà la giuria tecnica nominata da Veneto Agricoltura e formata da una pattuglia di oltre 70 esperti assaggiatori ONAF a decretare i premi, riconoscimenti ormai particolarmente ambiti dai caseifici regionali. La giuria critica di giornalisti e blogger avrà il compito di incoronare il Miglior formaggio del Veneto 2015, che verrà svelato dalla Regione Veneto nel corso della imminente presenza all’Esposizione Universale. Ma ciascuno potrà diventare giurato iscrivendosi alla giuria popolare: tutti i cheese lovers potranno dilettarsi a diventare assaggiatori degustando i formaggi medaglie d’oro.

Beneficienza. Come tradizione Casues Veneti darà spazio a Forma di Solidarietà: si potranno infatti acquistare i formaggi in concorso, il ricavato andrà devoluto ad associazioni di beneficienza. Madrina anche per quest’anno Eleonora Daniele, presentatrice RAI che per due giorni sarà al fianco dei volontari. Per due giorni Villa Contarini ospiterà anche il mercato dei prodotti d’eccellenza, percorsi di degustazione e la lavorazione in diretta del formaggio.

Nuovo portale. Il portale caseusveneti.it arriva completamente rinnovato per questa edizione 2015. Sul nuovo sito web si troveranno tutti i formaggi premiati, le giurie e naturalmente le informazioni per l’evento. Ma ci sarà anche una proposta di turismo gastronomico: 56 produttori che, ad oggi, hanno aderito all’iniziativa, suddivisi tra caseifici, aziende agricole, stagionatori/affinatori e malghe, tutti georeferenziati, con l’indicazione di spacci e la possibilità di visite in azienda per scoprire la straordinaria varietà dei formaggi veneti (grandi DOP ma anche affinati in vinacce, erborinati, tradizionali). Grazie al “gemellaggio” di Caseus Veneti con la sezione “Ville Venete” del portale veneto.eu, la piattaforma della Regione dedicata all’offerta turistica, vi sarò la possibilità per i turisti che visitano le straordinarie dimore storiche di scoprire dove si trova il caseificio più vicino per acquistare e degustare il grande patrimonio caseario locale.

Fonte: Servizio Stampa Caseus Veneti

 

Vino veneto, export 2014 a trazione Prosecco. Ma non è oro tutto quel che luccica…

Conegliano-Valdobbiadene-Colline-Prosecco-DOCG

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Dall’analisi dei dati sulle vendite all’estero del vino veneto 2014, realizzata annualmente da Veneto Agricoltura su dati forniti dalla Sezione Sistema Statistico Regionale, si osserva un incremento del 2,9% in quantità e del 5,1% in valore, rispetto all’anno precedente. Tradotto in termini assoluti, significa che sono stati esportati 6,2 milioni di quintali per un valore record di 1,67 miliardi di euro, con un prezzo medio di vendita pari a 2,70 euro/kg (+2,3%).

I numeri del record. L’incremento registrato dall’export veneto risulta superiore a quello complessivo nazionale, che non è andato oltre l’1,1% in quantità e +1,4% in valore, con un prezzo medio di 2,49 euro/kg.  Ma non è tutto oro quel che luccica. Infatti, la crescita del vino veneto è in realtà dovuta al successo di una tipologia in particolare, quella dei vini spumanti, in massima parte rappresentati dal Prosecco. I vini fermi in bottiglia, che detengono una quota del 68% in valore sul totale del vino esportato, sono infatti stabili sui livelli dell’anno precedente (-0,4% in quantità e +1% in valore); il vino sfuso arretra di circa il -10%, soprattutto a causa della concorrenza del prodotto spagnolo; è quindi lo spumante a trascinare l’export, con un +32% in quantità e +25% in valore, incrementi molto rilevanti su base annua. Se poi si confronta il valore dello spumante esportato nel 2009, anno di istituzione del nuovo sistema di denominazione del Prosecco, con quello del 2014, si può calcolare un aumento del +208%; tuttavia, l’aumento più che proporzionale della quantità rispetto al valore osservato nel 2014 sull’anno precedente, fa supporre che nel periodo più recente la crescita sia stata sostenuta da una politica di prezzi al ribasso.

Nel Regno Unito il Prosecco supera lo Champagne. Quali sono i maggiori acquirenti del vino veneto? Germania, Stati Uniti e Regno Unito, che insieme assorbono il 53% del valore totale fatturato dal Veneto. Considerando invece i soli vini spumanti, come detto vero motore dell’export veneto, la classifica cambia. La principale destinazione diventa il Regno Unito che nel 2014 ha speso quasi 130 milioni di euro per brindare a Prosecco, con un incremento del 50% in valore e del 62% in quantità, realizzando uno storico sorpasso sullo Champagne, da sempre le bollicine preferite dai Britannici; al secondo posto, ma distanziati di 50 milioni di euro di fatturato, gli Stati Uniti, il cui incremento è risultato pari al 17,5%. Terzo il mercato tedesco, la cui espansione è molto più contenuta, intorno al 4%. Seguono alcuni Paesi con quote di mercato ancora piuttosto ridotte, ma con incrementi notevoli su base annua: Svezia (+70%), Norvegia (+44%) e, udite udite, la Francia che registra un +30% in valore (grafici disponibili sul sito di Veneto Agricoltura).

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

 

Agroalimentare veneto, report 2014 molto altalenante

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiIl comparto agroalimentare veneto vede alternare grandi soddisfazioni e forti preoccupazioni. E così si presenta anche il 2014.  Bene la produzione (+2,7% rispetto al 2013), favorita da un andamento climatico complessivamente favorevole; meno si può dire per i prezzi, generalmente in calo (-6,1%), che sempre più soffrono il fenomeno dell’internazionalizzazione dei mercati,  non controllabile a livello locale. Ciononostante, la produzione agricola regionale ha raggiunto lo scorso anno l’importante valore di 5,7 miliardi di euro, comunque in calo del 3,6% rispetto al 2013. In contrazione anche la redditività delle imprese agricole. Sono questi, in sintesi, i macrodati che emergono dal “Rapporto 2014 sulla congiuntura del settore agroalimentare veneto”, presentato ieri a Legnaro (Pd) da Veneto Agricoltura.

Luci ed ombre. Giuseppe Nezzo, Commissario Liquidatore dell’Azienda regionale, nell’inquadrare il Report, strumento oramai di riferimento per il mondo agricolo veneto, ha messo in evidenza “quanto siano importanti per le risultanze economiche del comparto, i fattori climatici e della globalizzazione dei mercati. Anche l’annata agricola 2014 ha dovuto sottostare a questi due fattori”. Il neo assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Giuseppe Pan, ha rafforzato il concetto ricordando come “il Report 2014 sulla congiuntura evidenzi la presenza di settori in difficoltà, per via degli alti costi di produzione e dei bassi prezzi spuntati dagli agricoltori, e altri in forte crescita (vino su tutti). Per affrontare le difficoltà che sta vivendo il comparto, dopo l’estate arriveranno i primi bandi del nuovo PSR 2020, che in particolare punterà sui giovani agricoltori”. L’Assessore ha anche voluto esprimere la sua contrarietà alla produzione di formaggio con il latte in polvere.

Nel dettaglioAlessandro Censori, a capo del Settore Economia e Mercati di Veneto Agricoltura, ha ricordato che se da una parte la fresca e piovosa estate scorsa ha penalizzato alcune colture, in particolare la vite, dall’altra ha favorito la produzione di mais (+35%, ma prezzi giù, -16%), soia (+45% di superficie coltivata, -13% prezzi medi), molto bene le barbabietole da zucchero (+48% superficie coltivata, raccolto raddoppiato, resa +40) e di diverse colture ortofrutticole (patate +49%, lattuga +13%, mele +15%, pere +5%, ecc.). Si è detto della difficile passata stagione vitivinicola, caratterizzata da un andamento climatico estivo particolarmente umido e piovoso che ha consentito una raccolta di uva pari a circa 10,4 milioni di quintali (-11% rispetto al 2013). Di conseguenza, la produzione di vino é scesa a 8,2 milioni di ettolitri (-9%). Note positive arrivano però dalle esportazioni di vino dal Veneto che nel 2014 hanno registrato un fatturato di 1,67 miliardi di euro (+5,1%), sostenuto dal boom del Prosecco nei mercati internazionali.

Zootecnia e multifunzionalità in agricoltura. Il 2014 segna una crescita del 2,9% della produzione di latte (11,2 milioni di quintali, prezzo medio annuo +2%; ma forti ribassi, tutt’ora in corso, hanno segnato la seconda parte della’anno). La produzione veneta di carne bovina è invece scesa ulteriormente (-2%, 189.200 tonn.), fotografia di una situazione stagnante dal punto di vista commerciale che si riscontra anche nel comparto suinicolo (produzione e prezzo medio -2%). Le attività di supporto all’agricoltura (contoterzismo, manutenzione del verde, attività post-raccolta, ecc.) si sono invece rafforzate, dimostrando come la multifunzionalità sia uno strumento sempre più adottato dalle aziende agricole.

Imprese e occupazione. L’alternanza di preoccupazioni e soddisfazioni che caratterizzano l’annata 2014 riguarda anche il numero delle imprese attive e l’occupazione. Lo scorso anno, il numero di aziende agricole iscritte al Registro delle Imprese delle Camere di Commercio del Veneto è ulteriormente diminuito, attestandosi su 65.988 aziende (-2,5% rispetto al 2013). Si confermano invece in crescita le imprese agricole costituite nella forma di “società di persone” (+1,8%). In calo la forza lavoro che ha visto ridursi il numero di addetti in agricoltura del 3,9% (62.998 unità). Alternanza anche nei settori dell’import e dell’export: il deficit della bilancia commerciale è salito a 1.301 milioni di euro, ma l’export trainato soprattutto dal vino, in particolare dal prosecco, scatta in avanti del +16,8%.

Pesca e acquacoltura. Nel 2014 il valore regionale della pesca è di 179,1 milioni di euro, -3% sul 2013. In flessione la flotta peschereccia veneta: 652 le imbarcazioni. Continuano le difficoltà per la produzione di vongole di mare.

Prime valutazioni 2015. Le prime indicazioni danno una flessione degli investimenti a frumento tenero e orzo. Al contrario, si stima che gli ettari coltivati a frumento possano triplicare. Previsto per il mais un forte calo pari al 15-20%, compensato dall’aumento della soia. Durante i primi mesi del 2015 si osserva una tendenziale stabilità dei prezzi per frumento tenero e mais, con valori comunque inferiori rispetto a quelli dell’anno precedente rispettivamente dell’11% e del 20%. L’annata viticola 2015 sembra progredire bene. Ancora bene l’export di vino, grazie soprattutto agli spumanti. Determinante il successo del Prosecco: il settore degli spumanti italiani, dove le bollicine trevigiane fanno la parte del leone, registra nel primo trimestre 2015 aumenti superiori al 30% in valore e al 40% in quantità. Difficile la situazione nel comparto lattiero caseario dovuta anche al termine del regime delle quote latte. Nel primo semestre del 2015 le quotazioni del latte crudo alla stalla sono in calo del 10-15%, su valori considerati critici per la redditività degli allevamenti. In diminuzione le quotazioni dei principali formaggi DOP veneti. Il comparto della carne resta caratterizzato da una condizione recessiva della produzione. In ripresa i consumi alimentari ma solo per i prodotti confezionati.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura