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26-27 settembre, si tiene a Piazzola sul Brenta (Pd) Caseus Veneti 2015

Caseus Veneti 2015Villa Contarini a Piazzola sul Brenta (Pd) è la dimora scelta dalla Regione Veneto come l’ideale porta d’accesso nel Mondo Novo, il Veneto che ad EXPO 2015 si presenta sotto il claim “il sapore antico dell’innovazione”. Ed è proprio qui che, a pochi giorni dalla settimana di presenza della Regione al Padiglione Italia (2-8 Ottobre) si svolgerà Caseus Veneti 2015. Questa undicesima edizione del Concorso Regionale Formaggi del Veneto si lega quindi saldamente al tema EXPO rappresentando una vetrina unica per una intera filiera agroalimentare.

 L’evento è organizzato dalle otto denominazioni europee venete, una squadra guidata da Grana Padano, la DOP più conosciuta e venduta al Mondo, affiancata dalle DOP Asiago, Casatella Trevigiana, Montasio, Monte Veronese, Piave, Provolone Valpadana e Mozzarella STG. I Consorzi si faranno promotori anche in questa edizione di tutto lo straordinario giacimento caseario del Veneto, dove spiccano grandi marchi conosciuti a livello globale, ma fatto anche della straordinaria ricchezza di piccoli caseifici di tradizione artigianale e di malghe d’alpeggio che realizzano prodotti tipici di nicchia legati al territorio. “Caseus Veneti è divenuto negli anni uno straordinario momento di incontro tra produttori e consumatori, con un pubblico di oltre 20mila visitatori nell’ultima edizione. Oggi – afferma Terenzio Borga, presidente Aprolav (Associazione Produttori Latte Veneto)la manifestazione per noi è ancora più importante per affermare la scelta della qualità in un mercato globalizzato e per difendere una intera filiera produttiva minacciata dal crollo del prezzo nel dopo quote latte. Il 70% del latte Veneto è utilizzato per la produzione di DOP e i nostri consumatori devono sapere che nei formaggi tipici presenti al Consorzo c’è solo latte veneto”.

Formaggi Dop in crescita. Nonostante il calo importante dei consumi che non ha risparmiato i formaggi, le grandi DOP del Veneto continuano a crescere. Negli ultimi 4 anni – dati Aprolav – le DOP venete sono cresciute del 4,5% in termini di tonnellate di formaggio a marchio prodotto (oltre 61mila), segnando un +5,3% nell’utilizzo di latte locale (724mila tonnellate) e garantendo così la difesa degli allevamenti locali. A guidare la squadra è naturalmente Gran Padano che nel 2014 vede oltre 32mila tonnellate prodotte (+12,2% dal 2010) assorbendo 452mila tonnellate di latte locale (+10,6% in 4 anni).

Programma. Oltre 300 i formaggi attesi a Villa Contarini per il concorso che assegnerà le medaglie d’oro per ciascuna delle 38 categorie (dai DOP, agli stagionati, passando per i freschi, gli erborinati, gli affinati…). Sarà la giuria tecnica nominata da Veneto Agricoltura e formata da una pattuglia di oltre 70 esperti assaggiatori ONAF a decretare i premi, riconoscimenti ormai particolarmente ambiti dai caseifici regionali. La giuria critica di giornalisti e blogger avrà il compito di incoronare il Miglior formaggio del Veneto 2015, che verrà svelato dalla Regione Veneto nel corso della imminente presenza all’Esposizione Universale. Ma ciascuno potrà diventare giurato iscrivendosi alla giuria popolare: tutti i cheese lovers potranno dilettarsi a diventare assaggiatori degustando i formaggi medaglie d’oro.

Beneficienza. Come tradizione Casues Veneti darà spazio a Forma di Solidarietà: si potranno infatti acquistare i formaggi in concorso, il ricavato andrà devoluto ad associazioni di beneficienza. Madrina anche per quest’anno Eleonora Daniele, presentatrice RAI che per due giorni sarà al fianco dei volontari. Per due giorni Villa Contarini ospiterà anche il mercato dei prodotti d’eccellenza, percorsi di degustazione e la lavorazione in diretta del formaggio.

Nuovo portale. Il portale caseusveneti.it arriva completamente rinnovato per questa edizione 2015. Sul nuovo sito web si troveranno tutti i formaggi premiati, le giurie e naturalmente le informazioni per l’evento. Ma ci sarà anche una proposta di turismo gastronomico: 56 produttori che, ad oggi, hanno aderito all’iniziativa, suddivisi tra caseifici, aziende agricole, stagionatori/affinatori e malghe, tutti georeferenziati, con l’indicazione di spacci e la possibilità di visite in azienda per scoprire la straordinaria varietà dei formaggi veneti (grandi DOP ma anche affinati in vinacce, erborinati, tradizionali). Grazie al “gemellaggio” di Caseus Veneti con la sezione “Ville Venete” del portale veneto.eu, la piattaforma della Regione dedicata all’offerta turistica, vi sarò la possibilità per i turisti che visitano le straordinarie dimore storiche di scoprire dove si trova il caseificio più vicino per acquistare e degustare il grande patrimonio caseario locale.

Fonte: Servizio Stampa Caseus Veneti

 

Vino veneto, export 2014 a trazione Prosecco. Ma non è oro tutto quel che luccica…

Conegliano-Valdobbiadene-Colline-Prosecco-DOCG

Conegliano-Valdobbiadene-Colline-Prosecco-DOCG

Dall’analisi dei dati sulle vendite all’estero del vino veneto 2014, realizzata annualmente da Veneto Agricoltura su dati forniti dalla Sezione Sistema Statistico Regionale, si osserva un incremento del 2,9% in quantità e del 5,1% in valore, rispetto all’anno precedente. Tradotto in termini assoluti, significa che sono stati esportati 6,2 milioni di quintali per un valore record di 1,67 miliardi di euro, con un prezzo medio di vendita pari a 2,70 euro/kg (+2,3%).

I numeri del record. L’incremento registrato dall’export veneto risulta superiore a quello complessivo nazionale, che non è andato oltre l’1,1% in quantità e +1,4% in valore, con un prezzo medio di 2,49 euro/kg.  Ma non è tutto oro quel che luccica. Infatti, la crescita del vino veneto è in realtà dovuta al successo di una tipologia in particolare, quella dei vini spumanti, in massima parte rappresentati dal Prosecco. I vini fermi in bottiglia, che detengono una quota del 68% in valore sul totale del vino esportato, sono infatti stabili sui livelli dell’anno precedente (-0,4% in quantità e +1% in valore); il vino sfuso arretra di circa il -10%, soprattutto a causa della concorrenza del prodotto spagnolo; è quindi lo spumante a trascinare l’export, con un +32% in quantità e +25% in valore, incrementi molto rilevanti su base annua. Se poi si confronta il valore dello spumante esportato nel 2009, anno di istituzione del nuovo sistema di denominazione del Prosecco, con quello del 2014, si può calcolare un aumento del +208%; tuttavia, l’aumento più che proporzionale della quantità rispetto al valore osservato nel 2014 sull’anno precedente, fa supporre che nel periodo più recente la crescita sia stata sostenuta da una politica di prezzi al ribasso.

Nel Regno Unito il Prosecco supera lo Champagne. Quali sono i maggiori acquirenti del vino veneto? Germania, Stati Uniti e Regno Unito, che insieme assorbono il 53% del valore totale fatturato dal Veneto. Considerando invece i soli vini spumanti, come detto vero motore dell’export veneto, la classifica cambia. La principale destinazione diventa il Regno Unito che nel 2014 ha speso quasi 130 milioni di euro per brindare a Prosecco, con un incremento del 50% in valore e del 62% in quantità, realizzando uno storico sorpasso sullo Champagne, da sempre le bollicine preferite dai Britannici; al secondo posto, ma distanziati di 50 milioni di euro di fatturato, gli Stati Uniti, il cui incremento è risultato pari al 17,5%. Terzo il mercato tedesco, la cui espansione è molto più contenuta, intorno al 4%. Seguono alcuni Paesi con quote di mercato ancora piuttosto ridotte, ma con incrementi notevoli su base annua: Svezia (+70%), Norvegia (+44%) e, udite udite, la Francia che registra un +30% in valore (grafici disponibili sul sito di Veneto Agricoltura).

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

 

Agroalimentare veneto, report 2014 molto altalenante

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiIl comparto agroalimentare veneto vede alternare grandi soddisfazioni e forti preoccupazioni. E così si presenta anche il 2014.  Bene la produzione (+2,7% rispetto al 2013), favorita da un andamento climatico complessivamente favorevole; meno si può dire per i prezzi, generalmente in calo (-6,1%), che sempre più soffrono il fenomeno dell’internazionalizzazione dei mercati,  non controllabile a livello locale. Ciononostante, la produzione agricola regionale ha raggiunto lo scorso anno l’importante valore di 5,7 miliardi di euro, comunque in calo del 3,6% rispetto al 2013. In contrazione anche la redditività delle imprese agricole. Sono questi, in sintesi, i macrodati che emergono dal “Rapporto 2014 sulla congiuntura del settore agroalimentare veneto”, presentato ieri a Legnaro (Pd) da Veneto Agricoltura.

Luci ed ombre. Giuseppe Nezzo, Commissario Liquidatore dell’Azienda regionale, nell’inquadrare il Report, strumento oramai di riferimento per il mondo agricolo veneto, ha messo in evidenza “quanto siano importanti per le risultanze economiche del comparto, i fattori climatici e della globalizzazione dei mercati. Anche l’annata agricola 2014 ha dovuto sottostare a questi due fattori”. Il neo assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Giuseppe Pan, ha rafforzato il concetto ricordando come “il Report 2014 sulla congiuntura evidenzi la presenza di settori in difficoltà, per via degli alti costi di produzione e dei bassi prezzi spuntati dagli agricoltori, e altri in forte crescita (vino su tutti). Per affrontare le difficoltà che sta vivendo il comparto, dopo l’estate arriveranno i primi bandi del nuovo PSR 2020, che in particolare punterà sui giovani agricoltori”. L’Assessore ha anche voluto esprimere la sua contrarietà alla produzione di formaggio con il latte in polvere.

Nel dettaglioAlessandro Censori, a capo del Settore Economia e Mercati di Veneto Agricoltura, ha ricordato che se da una parte la fresca e piovosa estate scorsa ha penalizzato alcune colture, in particolare la vite, dall’altra ha favorito la produzione di mais (+35%, ma prezzi giù, -16%), soia (+45% di superficie coltivata, -13% prezzi medi), molto bene le barbabietole da zucchero (+48% superficie coltivata, raccolto raddoppiato, resa +40) e di diverse colture ortofrutticole (patate +49%, lattuga +13%, mele +15%, pere +5%, ecc.). Si è detto della difficile passata stagione vitivinicola, caratterizzata da un andamento climatico estivo particolarmente umido e piovoso che ha consentito una raccolta di uva pari a circa 10,4 milioni di quintali (-11% rispetto al 2013). Di conseguenza, la produzione di vino é scesa a 8,2 milioni di ettolitri (-9%). Note positive arrivano però dalle esportazioni di vino dal Veneto che nel 2014 hanno registrato un fatturato di 1,67 miliardi di euro (+5,1%), sostenuto dal boom del Prosecco nei mercati internazionali.

Zootecnia e multifunzionalità in agricoltura. Il 2014 segna una crescita del 2,9% della produzione di latte (11,2 milioni di quintali, prezzo medio annuo +2%; ma forti ribassi, tutt’ora in corso, hanno segnato la seconda parte della’anno). La produzione veneta di carne bovina è invece scesa ulteriormente (-2%, 189.200 tonn.), fotografia di una situazione stagnante dal punto di vista commerciale che si riscontra anche nel comparto suinicolo (produzione e prezzo medio -2%). Le attività di supporto all’agricoltura (contoterzismo, manutenzione del verde, attività post-raccolta, ecc.) si sono invece rafforzate, dimostrando come la multifunzionalità sia uno strumento sempre più adottato dalle aziende agricole.

Imprese e occupazione. L’alternanza di preoccupazioni e soddisfazioni che caratterizzano l’annata 2014 riguarda anche il numero delle imprese attive e l’occupazione. Lo scorso anno, il numero di aziende agricole iscritte al Registro delle Imprese delle Camere di Commercio del Veneto è ulteriormente diminuito, attestandosi su 65.988 aziende (-2,5% rispetto al 2013). Si confermano invece in crescita le imprese agricole costituite nella forma di “società di persone” (+1,8%). In calo la forza lavoro che ha visto ridursi il numero di addetti in agricoltura del 3,9% (62.998 unità). Alternanza anche nei settori dell’import e dell’export: il deficit della bilancia commerciale è salito a 1.301 milioni di euro, ma l’export trainato soprattutto dal vino, in particolare dal prosecco, scatta in avanti del +16,8%.

Pesca e acquacoltura. Nel 2014 il valore regionale della pesca è di 179,1 milioni di euro, -3% sul 2013. In flessione la flotta peschereccia veneta: 652 le imbarcazioni. Continuano le difficoltà per la produzione di vongole di mare.

Prime valutazioni 2015. Le prime indicazioni danno una flessione degli investimenti a frumento tenero e orzo. Al contrario, si stima che gli ettari coltivati a frumento possano triplicare. Previsto per il mais un forte calo pari al 15-20%, compensato dall’aumento della soia. Durante i primi mesi del 2015 si osserva una tendenziale stabilità dei prezzi per frumento tenero e mais, con valori comunque inferiori rispetto a quelli dell’anno precedente rispettivamente dell’11% e del 20%. L’annata viticola 2015 sembra progredire bene. Ancora bene l’export di vino, grazie soprattutto agli spumanti. Determinante il successo del Prosecco: il settore degli spumanti italiani, dove le bollicine trevigiane fanno la parte del leone, registra nel primo trimestre 2015 aumenti superiori al 30% in valore e al 40% in quantità. Difficile la situazione nel comparto lattiero caseario dovuta anche al termine del regime delle quote latte. Nel primo semestre del 2015 le quotazioni del latte crudo alla stalla sono in calo del 10-15%, su valori considerati critici per la redditività degli allevamenti. In diminuzione le quotazioni dei principali formaggi DOP veneti. Il comparto della carne resta caratterizzato da una condizione recessiva della produzione. In ripresa i consumi alimentari ma solo per i prodotti confezionati.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

Birra, per renderla più vivace, ci vuole il batterio giusto

bicchiere birraUltimamente stanno prendendo piede anche da noi le birre artigianali. Ed i nostri mastri birrai vanno alla ricerca di proporre queste bevande frutto della fermentazione di orzo e luppolo, con caratteristiche originali e sempre più legate al territorio.

Birre acide. Nei laboratori dell’Istituto di Veneto Agricoltura per la Qualità e le Tecnologie Agroalimentari di Thiene (VI), in collaborazione con BIOAGRO, azienda partecipata di Veneto Agricoltura specializzata nella vendita di batteri lattici per applicazioni agro-alimentari, sono state effettuate delle ricerche per selezionare dei ceppi di Lactobacillus plantarum e di Pediococcus pentosaceus. Si tratta di due specie di batteri lattici da utilizzare per la produzione di birre caratteristiche per acidità, profumo, aroma e sapore. Infatti, non tutti sanno che nel vasto mondo della birra c’è posto anche per le birre acide. In verità hanno una lunga storia, una grande diffusione in particolare nel Belgio, come in quasi tutti i paesi di tradizione birraia.  Ciò che tutte hanno in comune è per l’appunto l’acidità, qualità che dona vivacità e freschezza.

Il procedimento. Innanzitutto sono stati selezionati ceppi di batteri lattici che non producano bioammine, sostanze tossiche che si possono trovare in molti alimenti fermentati, tra cui anche qualche birra a fermentazione spontanea.  Poi sono stati verificati anche due caratteri: assenza di produzione di EPS (EsoPoliSaccaridi, responsabili della “malattia del filante”), e la sensibilità al luppolo, indispensabile per scongiurare la possibilità di “contaminazione crociata” dei ceppi di batteri lattici, selezionati per la produzione di “birre acide”, con lavorazioni di birre tradizionali. Utilizzando i ceppi così selezionati si potrà procedere aggiungendo lo starter di batteri lattici prima della bollitura in mosto raffreddato a 30-35°C, ed ottenere così in sole 12-16 ore un deciso abbassamento di pH. Successivamente si potrà quindi procedere con bollitura, luppolatura, raffreddamento ed inoculo del lievito, concludendo così il processo di birrificazione in modo tradizionale.

Un modo per distinguersi sul mercato. In questa maniera si produrranno nella birra gli effetti positivi (acidificazione e produzione di aromi) derivanti dal metabolismo dei batteri lattici senza che questi, data la loro sensibilità al luppolo, possano inquinare altre produzioni di birre tradizionali nelle quali potrebbero provocare dei difetti. Ciò rende quindi possibile per qualsiasi birrificio artigianale, anche tradizionale, produrre birre acide senza alcun rischio di contaminazione crociata con le altre birre. Un’ottima opportunità per differenziare i propri prodotti sul mercato.

Fonte: Veneto Agricoltura

Premio europeo “Natura 2000 Award 2015”, un progetto italiano in finale, ma per vincere ha bisogno dei vostri click!

AdriaWet2000Il Progetto ADRIAWET 2000, di cui Veneto Agricoltura è partner, è tra i 23 finalisti del premio “Natura 2000 Award” edizione 2015, che premia i migliori progetti finanziati dall’Unione Europea a favore di interventi  nelle aree della Rete Natura 2000.

Premiato il progetto che riceverà più voti dai cittadini europei. Oltre ai 5 vincitori di altrettante categorie (ADRIAWET 2000 partecipa per la categoria Network), viene premiato anche il progetto che riceverà più voti dai cittadini europei. Il voto può essere espresso attraverso internet. Per votare basta scorrere i 23 progetti in lizza (ADRIAWET 2000 è l’ultimo in basso a destra) e cliccare VOTA. Si aprirà una finestra dove va inserito il proprio indirizzo mail. Si riceverà quindi, dopo pochi secondi, una mail con il link per rientrare nello stesso sito. A questo punto si ripete l’operazione di voto che così sarà convalidato. Unico progetto italiano giunto in finale, ADRIAWET2000 risulta per ora in testa ma un progetto spagnolo lo sta tallonando da vicino, chi volesse sostenerlo nella possibile vittoria non ha che da cliccare!

Fonte: Europe Direct Veneto

1 aprile 2015, a Legnaro (Pd) confronto tra Pac e Sviluppo rurale verso il 2020, incontro organizzato in collaborazione con Unaga-Argav

programma 27 settembre PAC bozza 3Il 2015 è l’anno di avvio sia della nuova Politica Agricola Comune (PAC) che della nuova Politica di Sviluppo rurale, in vigore fino al 2020. Il convegno organizzato mercoledì 1 aprile 2015 a Legnaro (PD alla Corte Benedettina da Veneto Agricoltura, tramite il suo sportello Europe Direct Veneto, con Regione Veneto, Università, CRA-INEA e UNAGA-ARGAV, intende approfondire la rilevanza per l’agricoltura e le aree rurali del Veneto di questa nuova programmazione pluriennale.

Le due politiche sotto la lente. Il decollo della PAC riformata e del nuovo PSR è un fatto importante, di quelli che si ripetono ogni sette anni. Vale la pena dunque dedicargli un momento di confronto e dibattito, che sarà moderato da Renzo Michieletto, ufficio stampa Europe Direct Veneto di Veneto Agricoltura. Il convegno, che comprende anche una sessione di approfondimento dei temi per la stampa (ore 11.50-12.45) condotta da Mimmo Vita, ufficio stampa di Veneto Agricoltura, porrà le due politiche sotto la lente: la PAC da una parte – compromesso tra una visione produttivistica e una visione ambientalista dell’agricoltura; lo Sviluppo rurale dall’altra, che sempre più deve fare i conti con scenari globali in rapida mutazione, quali i cambiamenti climatici e i possibili impatti che ne conseguono sul settore primario. La nuova politica di Sviluppo rurale dovrà, infatti, tenere in grande considerazione il clima, un fattore di incertezza che potrà influire in modo determinante sugli effetti delle scelte di programmazione dei nostri agricoltori. L’integrazione della cultura della gestione del cambiamento, del rischio e della transizione nella gestione dell’agricoltura a livello regionale diverrà infatti una delle sfide più importanti per limitare i possibili danni futuri e cogliere anticipatamente le opportunità.

Proiezioni impatto nuova Pac e Psr sull’economia veneta. Nell’occasione sarà presentato, a cura dei poli universitari regionali, uno studio che illustrerà i tratti salienti dell’economia del Veneto, con particolare riguardo all’economia agricola e agro-industriale regionale rappresentata da una matrice input-output. Sulla base delle simulazioni che terranno conto di alcune ipotesi delle condizioni di mercato, verranno fatte delle prime valutazioni sull’impatto della nuova PAC e del PSR sull’economia veneta.

Fonte: Europe Direct Veneto

Veneto Agricoltura, quale futuro? I lavoratori dell’Azienda Regionale in presidio a Venezia.

Riceviamo e pubblichiamo dalla RSU di Veneto Agricoltura
Questa mattina, martedì 17 marzo 2015, i lavoratori di Veneto Agricoltura terranno un presidio davanti al Consiglio Regionale, a Palazzo Ferro Fini, Venezia, dalle ore 11 alle ore 12.30, in occasione dell’incontro di RSU e Organizzazioni Sindacali con il presidente del Consiglio Regionale, Clodovaldo Ruffato, e i Capigruppo delle Forze politiche del Consiglio. L’incontro, richiesto dalle Segreterie FIT-CISL e FP-CGIL, è finalizzato al confronto sulle possibili soluzioni da adottare per superare l’attuale blocco applicativo  della Legge regionale n° 37/2014″ istituzione AVISP” in seguito al ricorso per incostituzionalità presentato dalla Avvocatura dello Stato. Sempre oggi, alle ore 16, a Palazzo Balbi, sede della Giunta Regionale, l’assessore Franco Manzato riceverà la delegazione sindacale.

Le istanze dei lavoratori. I dipendenti di Veneto Agricoltura manifestano la loro preoccupazione per lo stato di impasse giuridico-istituzionale in cui si trovano. Ad oggi, l’incertezza sul futuro delle attività e la mancanza di adeguate garanzie occupazionali, generate dall’approvazione della Legge Regionale n. 37/2014, istitutiva dell’Agenzia Veneta per l’Innovazione e i Servizi in Agricoltura, creano una situazione di attesa e disagio tra i lavoratori di Veneto Agricoltura, che chiedono lo sblocco di questa situazione di stallo. Per questo motivo sollecitano l’assessore regionale all’Agricoltura, Franco Manzato, più volte pubblicamente impegnatosi a trovare una soluzione che garantisca il mantenimento delle attività e dei posti di lavoro, a portare a termine questa travagliata transizione. Come? Ciò potrebbe realizzarsi o attraverso una modifica della Legge che permetta di dar avvio alla nuova Agenzia garantendo, anche per mezzo di un’adeguata copertura finanziaria, le attività e le professionalità presenti in Veneto Agricoltura o, in alternativa, attraverso il ritiro della Legge stessa.

Guida alla nuova PAC, Europe Direct Veneto-Veneto Agricoltura ne spiega tutti i dettagli in una nuova pubblicazione disponibile anche on line

Copertina Quaderno 16Dal 1° gennaio 2015 è entrata in vigore la nuova PAC (Politica Agricola Comune) che accompagnerà le sorti dell’agricoltura europea fino al 2020. In questo momento, gli agricoltori sono in forte fermento perché vogliono capire cosa sortirà di buono questa ennesima riforma, la quinta in vent’anni.

Approfondimenti dei diversi capitoli della nuova riforma agricola. In loro soccorso arriva il Quaderno n. 16 della Collana editoriale di Europe Direct Veneto, sportello europeo di Veneto Agricoltura, intitolato “L’Italia di fronte alla riforma della PAC 2014-2020” che approfondisce i diversi capitoli di questa complessa riforma già delineati nel fortunato precedente Quaderno n. 15 pubblicato lo scorso anno. Dopo aver inquadrato la recente Riforma, la pubblicazione entra subito nei dettagli del nuovo regime dei pagamenti diretti, asse portante della politica agricola europea al quale gli agricoltori dovranno sottostare almeno fino al 2020. Viene poi illustrato il funzionamento del pagamento di base e di tutti gli altri previsti dal regolamento comunitario: ecologico, per i giovani agricoltori, accoppiato (comprese le discusse scelte nazionali) e per i piccoli agricoltori. L’analisi prosegue con la spiegazione di tutte le altre novità della riforma, tra cui quelle inerenti l’Organizzazione Comune di Mercato Unica e la prossima Politica di Sviluppo rurale, oramai al via.

Focus sul Veneto. Non poteva mancare un capitolo riguardante gli scenari che si apriranno per l’agricoltura veneta di fronte alla nuova Riforma. In particolare, vengono tratteggiate le storture che con ogni probabilità si creeranno nel Veneto a seguito delle scelte nazionali relative il pagamento accoppiato. Con questa pubblicazione, Europe Direct Veneto riprende dunque il filo del discorso sulla Riforma della PAC 2014-2020 con l’obiettivo di approfondire, sulla base dei provvedimenti finali adottati a livello europeo e nazionale, i contenuti della nuova politica agricola europea, portando così un ulteriore contributo alla comprensione dei tanti e complessi meccanismi legati all’applicazione in Italia (e nel Veneto) della PAC riformata. Gli agricoltori e operatori del mondo agricolo, utilizzando questo Quaderno, avranno finalmente a disposizione uno strumento divulgativo, ma allo stesso tempo assolutamente tecnico, utile per potersi destreggiare tra le tante novità della nuova PAC.

Come richiederla. La versione cartacea del Quaderno n. 16 può essere richiesta gratuitamente a: europedirect@venetoagricoltura.org (ricordarsi di indicare l’indirizzo di posta ordinaria a cui effettuare la spedizione). La versione in PDF può invece essere scaricata da questo link.

Fonte: Veneto Agricoltura

18/11/14, a Palazzo Ferro-Fini presidio dei dipendenti di Veneto Agricoltura

Riceviamo e volentieri pubblichiamo dalle Segreterie regionali OO.SS.

Domani, martedì 18 novembre, la RSU di Veneto Agricoltura e le OO.SS. di categoria incontreranno i gruppi politici del Consiglio Regionale a Palazzo Ferro Fini per un confronto in merito al progetto di legge 275 di riforma di Veneto Agricoltura, azienda regionale che promuove e realizza interventi in campo agricolo, forestale, e agro-alimentare.

Le OO.SS. lamentano il totale disinteresse degli estensori del progetto alle osservazioni e proposte presentate in passato dalle rappresentanze sindacali e stigmatizzano l’improvvisa accelerazione imposta alla  discussione in aula dopo 2 anni di attesa e il mancat coinvolgimento delle parti sociali. Il progetto presenta diverse criticità in merito a questioni che riguardano il personale; il loro inquadramento che si sta incanalando verso un doppio binario contrattuale; le risorse messe a bilancio che a prima vista paiono insufficienti al funzionamento dell’ente; l’incertezza di un piano industriale appena abbozzato e privo di contenuti concreti.

Inoltre si teme che la smania di un annunciato ma non assicurato risparmio possa colpire, attraverso la loro vendita a privati, anche società partecipate di sicura efficienza e quotate nel mercato della certificazione di qualità che, ricordiamolo, occupano personale qualificato. Non vorremmo che l’apertura della campagna elettorale e la malcelata richiesta di qualche associazione di categoria abbia condizionato la presentazione di questo provvedimento sul merito del quale avremmo voluto e potuto dire la nostra. In attesa degli esiti dell’incontro il 18 dalle 12 alle 16 sarà  organizzato un presidio delle lavoratrici e dei lavoratori di Veneto Agricoltura sotto Palazzo Ferro Fini.

Autunno da “Guardiani della Natura” per 1700 studenti del Veneto

Vallevecchia, litorale

Vallevecchia, litorale

Prende il via lunedì 22 settembre, nell’azienda pilota e dimostrativa di “ValleVecchia” di Veneto Agricoltura (famosa per il progetto di rinaturalizzazione di cui è stata oggetto e che la rende ora uno dei più importanti siti naturalistici per l’avifauna di passaggio del nord Adriatico) a Caorle (VE), l’iniziativa organizzata dall’Azienda regionale con la Regione, assessorato all’Agricoltura e Sezione Parchi e biodiversità, e l’Ufficio Scolastico Regionale.

Full immersion nella natura. Si tratta di uno stage formativo che coinvolge 1700 ragazzi, divisi in 8 turni, di 40 scuole primarie di tutto il Veneto, che trascorreranno 24 ore completamente all’aperto a contatto con la natura. I giovani partecipanti pernotteranno in tenda presso un Campo Base allestito dalla Protezione Civile regionale, che si occuperà dell’intero allestimento. Per i numerosi bambini partecipanti, delle classi 4° e 5°, lo stage formativo si svolgerà presso il Centro di Educazione Naturalistica ed Animazione Rurale (CENAR) “ValleVecchia”. Saranno accompagnati da guide naturalistiche esperte alla scoperta della splendida riserva, sito Natura 2000, a piedi e navigando nei canali interni per conoscere la flora e la fauna dei diversi habitat: il litorale, la pineta e le zone umide; infine visiteranno l’azienda agricola di Veneto Agricoltura e concluderanno con la visita al “Museo Ambientale di ValleVecchia” (MAV).

Un’iniziativa “sinergica” che permetterà ai ragazzi di scoprire le naturali bellezze della nostra regione ed ottenere il Patentino di “Guardiani della Natura”, mentre per la Protezione Civile sarà l’occasione di effettuare una vera e propria esercitazione per valutare l’efficace dei propri mezzi organizzativi, logistici e le azioni di sicurezza. L’iniziativa vuole promuovere nei giovani la conoscenza delle ricchezze naturalistico-ambientali del territorio veneto e sviluppare in loro la consapevolezza dell’importanza della sua conservazione, tutela e valorizzazione. L’iniziativa, già sperimentata l’anno scorso con ottimi risultati nella foresta regionale demaniale del Cansiglio (BL-TV) anch’essa gestita da Veneto Agricoltura, perdurerà a “ValleVecchia” fino al 9 ottobre.

Fonte: Veneto Agricoltura