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Quarta ondata di calore, in Veneto la crisi idrica è sempre più grave

“Con l’arrivo della quarta ondata di calore, l’unico bagliore di speranza è rappresentato dall’imminenza dei raccolti – spiega il direttore di ANBI Veneto Silvio Parizzi. – In molti territori, infatti, questa fase inizierà con diversi giorni di anticipo rispetto agli altri anni in ragione delle semine precoci effettuate in una primavera già molto calda. Per avere un quadro preciso della stagione sarà poi necessario effettuare una valutazione delle rese anche alla luce dei maggiori costi energetici sostenuti per irrigare”.

Nel giorno in cui l’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici nel Distretto Idrografico del Fiume Po alza ai massimi la valutazione di severità idrica elevandola dal livello “medio” al livello “alto”, i dati aggiornati restituiscono un quadro che si aggrava costantemente su tutti i corsi d’acqua veneti.

Se il Po a Pontelagoscuro segna una portata intorno ai 250 mc/s, record negativi si registrano anche sull’Adige, che a Boara Pisani è sceso a 43 metri cubi al secondo comportando una necessaria rimodulazione a monte delle derivazioni consortili, e sul Brenta, che al misuratore di Barzizza – Bassano del Grappa segna soli 31 metri cubi al secondo, a fronte di una portata minima per garantire ambiente e agricoltura a 44 mc/s.

Il cuneo salino interessa tutti i fiumi, con le derivazioni di foce chiuse un po’ ovunque, dal Delta del Po al Veneto Orientale, con il consorzio locale costretto a tener chiuse le derivazioni alle foci di Tagliamento, Livenza e Piave, in una situazione che nel territorio appare peggiore a quella del 2022.

Nella cronaca della crisi, l’ultima comunicazione in ordine temporale viene dal Consorzio di Bonifica Acque Risorgive che, dopo aver avviato nelle scorse settimane turnazioni straordinarie, ha comunicato ieri la chiusura delle derivazioni irrigue nel bacino del Marzenego, nell'area compresa tra il comune trevigiano di Resana e la Laguna Veneta.

Lunedì, il Consorzio di Bonifica Brenta ha annunciato la necessità di stringere ulteriormente i turni irrigui per evitare l'esaurimento completo delle disponibilità idriche, stimato in meno di una settimana ai ritmi attuali. Il Consorzio di Bonifica Veronese si è visto costretto a richiedere l’intervento dei carabinieri in località San Vito al Mantico (VR), nel territorio comunale di Bussolengo, a causa di un prelievo d’acqua effettuato senza autorizzazione dal canale Conagro.

Fonte: servizio stampa ANBI Veneto

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