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L’Alto Adige sensibilizza i consumatori sul bio

La Giunta provinciale di Bolzano ha autorizzato l’attuazione del progetto “Crescere e vivere con prodotti biologici: orti didattici e orti privati in affitto“, aderendo al programma nazionale che intende sensibilizzare il cittadino consumatore verso la produzione biologica e promuoverla nella ristorazione collettiva. Realizzato in collaborazione con la scuola Salern, il progetto regionale verrà realizzato entro luglio 2011 con un costo di circa 100.000 euro, finanziati al 94% dal ministero per le politiche agricole e forestali. Oltre agli orti vicino alle scuole, varie iniziative e manifestazioni per la promozione del biologico, prevede anche la partecipazione della Provincia di Bolzano alla Settimana del bio, in programma tra il 9 e il 15 maggio 2011.

(fonte Ansa.it)

Viaggio studio Argav in Trentino, tra le mele della Val di Non e un mondo di formaggi da gustare

3/12/10, i soci Argav in Trentino, viaggio studio a Mondo Melinda e Trentingrana

(di Gabriele Cappato, socio Argav) L’Argav ha fatto visita a due autentiche perle del Trentino: il Mondo Melinda e il Trentingrana. Non poteva chiudere meglio il suo programma di visite professionali alla fine di un’annata di attività intensissima che ha visto il suo presidente e i suoi soci a visitare alcune tra le migliori  realtà  del mondo agroalimentare e ambientale  del nord est. Anzi le perle viste sono state tre giacché oltre alle, celebri  ormai, mele della Val di Non e il gustosissimo formaggio si è avuta grazia anche di una splendida nevicata che ha ulteriormente impreziosito il paesaggio e l’atmosfera circostante.

3/12/10, visita soci Argav a Mondo Melinda, particolare stabilimento

Gabriele Weber, direttore generale Gruppo Formaggi del Trentino verifica il grado di stagionatura

Trentino all’avanguardia e pronto a sostenere le sfide del futuro. Prodotti, numeri, persone, dati di entrambi i settori sono stati tutti di ottimo interesse e hanno, se ce n’era ulteriore bisogno, confermato, come il Trentino sul piano delle produzioni, delle qualità e della commercializzazione , in particolare, in questo comparto alimentare, sia all’avanguardia e, pronto a sostenere le sfide future. Le strutture di Taio, all’entrata della Val di Non e vicine tra di loro anche per una sorta di solidale reciproco sostegno, dimostrano come il lavoro e la fiducia di tanti piccoli produttori trovino puntuali riscontri nella cura di quanto loro conferito e nella remunerazione dei loro investimenti. Migliaia sono i produttori coinvolti nella produzione della Melinda e del Trentingrana raggruppati nelle 16 cooperative aderenti al Consorzio Melinda e 18 i caseifici cooperativi affiliati all’altro rispettivo Consorzio per il formaggio. 230.000 tonnellate le mele  prodotte e commercializzate, 130.000 le forme  del grana trentino stagionate e immagazzinate.

3/12/10, visita soci in Trentino a Mondo Melinda, particolare stabilimento

Si fa presto a dare questi dati, ma molto più lungo è il dire del loro ottenimento.Per entrambi questi prodotti che stanno rendendo celebre la regione nostra contermine vi è un duro lavoro sui campi, su prati, negli allevamenti, il tutto permeato da vera passione e da esperienze che si perdono dei tempi e non è un caso che negli spot pubblicitari della Melinda vi sia l’ultima affannosa corsa per attaccare il bollino finale di qualità, simbolo mediale per dimostrare la scrupolosità con cui si vuol terminare un anno di impegno e di cura anche nel particolare.

Marco Tommasini, magazziniere Gruppo formaggi del Trentino, apre una forma di grana

“Gustatevi il nostro mondo” è lo slogan utilizzato per i formaggi del Trentino e se il “grana” è quello che sollecita  di più il gusto, i suoi fratelli minori, si fa per dire, non scherzano e trascinati dal nome delle loro splendide vallate di provenienza – Fassa, Lavarone, Primiero, Cavalese, Val di Sole – sono pronti a fargli  da cornice sontuosa e altrettanto ghiotta. “ Chapeau!” dunque ai trentini alle loro mele e ai loro formaggi.

Dal 3 dicembre 2010 l’Alto Adige dichiarato OGM free. Galan: “le Regioni non possono vietarli”.

foto Provincia Autonoma di Bolzano Alto Adige

Con l’approvazione da parte del Consiglio provinciale di un articolo inserito dall’assessore Hans Berger nella legge omnibus, l’utilizzo degli Ogm in Alto Adige e’ stato definitivamente messo al bando. ”Si tratta di un grande risultato – commenta Berger – che mette la parola fine ad un percorso lungo e non privo di ostacoli soprattutto dal punto di vista giuridico”.

Sino ad oggi, infatti, l’Unione Europa non aveva consentito di inserire un divieto assoluto all’utilizzo di sementi geneticamente modificati in agricoltura. ”La linea di Bruxelles – prosegue l’assessore Hans Berger – era sempre stata quella di puntare su una sorta di coesistenza fra agricoltura tradizionale e Ogm”. L’obiettivo della Giunta provinciale, in ogni caso, era chiaro fin dall’inizio, visto che proprio l’assessore Berger aveva redatto una legge che prevedeva il divieto di utilizzare gli Ogm, almeno sino a quando non fosse entrata in vigore la regolamentazione europea sulla coesistenza. ”Con il via libera del Consiglio provinciale all’articolo contenuto nella legge omnibus – sottolinea Hans Berger – abbiamo invece stabilito in maniera definitiva, senza se e senza ma, e soprattutto senza alcun limite temporale, che l’Alto Adige sara’ un territorio libero dagli organismi geneticamente modificati’‘.

A rendere possibile questo storico passaggio, e’ stato il crescente scetticismo sviluppatosi sull’argomento anche a Bruxelles. ”Il parere negativo della gran parte dei consumatori – commenta l’assessore provinciale all’agricoltura – e di un numero sempre maggiore di Regioni, ha convinto la Commissione Europea a cambiare la propria strategia, delegando ai singoli stati la competenza sulle decisioni in materia di Ogm. Tutto questo nonostante il presidente Barroso abbia incontrato, e continui ad incontrare, molte resistenze”.  Tra chi si dichiarava non entusiasta del cambio di rotta da parte di Bruxelles, figurava anche il neo-Ministro alle politiche agricole Giancarlo Galan. ‘‘In Italia – spiega pero’ Hans Berger – la competenza in materia di organismi geneticamente modificati spetta agli enti locali, e su mia iniziativa la Conferenza delle Regioni ha invitato il Ministero a seguire le direttive provenienti dall’Unione Europea: cio’ significa nessuna linea morbida, ma un secco no agli Ogm. Tuttele Regioni si sono impegnate ad elaborare nel piu’ breve tempo possibile delle leggi in grado di regolare la materia, e la Provincia di Bolzano, con questo articolo della legge omnibus che trovera’ poi una cornice giuridica piu’ adeguata, e’ stata tra le prime a muoversi”.

Galan: Bolzano incompatibile con legge italiana e Ue. Il ministero delle Politiche agricole Giancarlo Galan interviene sull’iniziativa di Bolzano per l’Ogm free. ”La Provincia di Bolzano – afferma – ignora che una simile decisione non sarebbe attualmente compatibile con quanto previsto dalla legislazione nazionale, nè dalle vigenti normative europee”. ”Cio’ che invece e’ stato piu’ volte sostenuto dal Ministro Galan – conclude la nota – e’ che l’Italia non rinunci ad alcun progetto di ricerca che abbia per obiettivo la più completa conoscenza degli Ogm”.

(fonte Ansa.it)

Otto mosse per rilanciare la vitienologia trentina

foto Istituto Agrario San Michele all'Adige

Aumento del prezzo di vendita del vino e riduzione dei costi di produzione. Parte da queste due azioni il progetto di rilancio della vitienologia trentina predisposto dall’Istituto Agrario di San Michele all’Adige su incarico della Provincia autonoma di Trento. Interventi da attuare attraverso due principali strumenti: l’attivazione di un nuovo Consorzio vitivinicolo trentino, nel quale siano pariteticamente rappresentate, accanto a Provincia, Camera di commercio e Fondazione Mach tutte le componenti del settore vino, e nuovi percorsi di istruzione e formazione.

Recuperare il buon nome del Trentino. Il piano è stato presentato lo scorso 1 dicembre nel corso di una conferenza stampa alla quale sono intervenuti, accanto al presidente della Provincia Lorenzo Dellai e agli assessori all’Agricoltura Tiziano Mellarini e alla Cooperazione Franco Panizza, il presidente della Fondazione Edmund Mach Francesco Salamini e il direttore generale Alessandro Dini. “Il documento, che condividiamo totalmente, indica con lungimiranza e chiarezza le cose da fare – ha affermato Dellai – ;ora lo sottoporremo a tutti i soggetti del mondo vitivinicolo locale, dopo di che verrà adottato dalla Giunta provinciale; le indicazioni in esso contenute diventeranno vincolanti per chiunque chieda il sostegno della Provincia. San Michele dovrà essere il fulcro sul quale si snoderanno tutte le nostre attività e le scelte per questo settore. Dobbiamo recuperare il buon nome del Trentino e ci riusciremo perchè, diversamente dal passato, oggi avverto, forse per la prima volta, una diffusa disponibilità a lavorare in una logica di rete. Penso che potremo fare un eccellente lavoro”.

Il documento presenta otto linee di intervento contenenti azioni e priorità che il nuovo Consorzio potrà eventualmente considerare nella predisposizione di un piano di intervento.  1) Interventi finalizzati al brand. 2) Interventi sulla qualità delle uve e dei vini. 3) Interventi sui componenti del sistema produttivo vitivinicolo. 4) Interventi sull’organizzazione del comparto vitivinicolo. 5) Interventi agrotecnici-territoriali ed enologici. 6) Interventi genetici. 7) Interventi sulla formazione. 8) Interventi di  politica del territorio e vitivinicoltura.

(fonte Istituto Agrario San Michele all’Adige)

Pubblicato un nuovo ricettario trentino. A co-editarlo, il socio Argav Enrico Panzarasa con all’interno un saggio del socio Argav Giuseppe Casagrande

I soci Argav, Guseppe Casagrande, giornalista de l’Adige ed Enrico Panzarasa, editore di Terra Ferma, saranno presenti alla conferenza stampa di presentazione  del volume “Cucina Trentina, I prodotti tipici e le ricette della tradizione”, pubblicato da Panorama e Terra Ferma. L’incontro si svolgerà mercoledì 1 dicembre 2010 alle ore 11:30 a Palazzo Roccabruna di Trento, presenti, oltre ai due soci Argav, anche Nereo Pederzolli, scrittore e giornalista RAI e Giulia Raffaelli, editore Panorama.

Il volume comprende piu’ di 50 ricette della tradizione culinaria trentina con due saggi sui prodotti tipici del territorio firmati da Giuseppe Casagrande e Nereo Pederzolli. La fondamentale collaborazione di 16 ristoranti e dei loro chef, la chiara e dettagliata descrizione di ciascuna ricetta abbinata ad un vino locale e illustrata dalle fotografie di Cristiano Bulegato, i saggi introduttivi di due giornalisti ed enogastronomi sulla storia della cucina trentina, dei suoi prodotti tipici e dei vini locali, rendono il ventesimo volume della collana “Tecete”, una preziosa raccolta di ricette ed enogastronomia trentina.

Dal tortél di patate nonesi alla torta Simona. Il libro associa l’esperienza editoriale della casa editrice Terra Ferma, leader nel settore enogastronomico del Triveneto, ad alcuni dei piatti tipici presenti nella cultura e nella storia del territorio in cui nasce la casa editrice Panorama. Attingendo alle ricette di vallata, come i tortél di patate nonesi, ma anche al più diffuso strudel e riscoprendo piatti della tradizione come la torta Simona, questa coedizione offre un viaggio culinario alla riscoperta dei territori da cui nascono molti dei prodotti agroalimentari d’eccellenza delle valli del Trentino.

(fonte Terra Ferma Edizioni)

Giornate formative Argav: 2 e 3 dicembre 2010 visita in Trentino-Alto Adige

foto Museo Civico di Rovereto (TN)

Destinazione Trentino-Alto Adige per la prossima uscita formativa destinata ai soci Argav, prevista il 2 e il 3 dicembre p.v. Di seguito l’interessante programma (per seguirlo in entrambe le giornate, si consiglia il pernottamento in uno dei B&B indicati), le conferme di partecipazione sono da inviare entro le ore 14,00 del 30 novembre 2010, mail argav@fastwebnet.it –  cel 3396184508. Per il programma, max 20 partecipanti.

Programma 2 dicembre 2010. Museo civico di Rovereto (TN) e menù degustazione olio: ore 14.30 ritrovo uscita autostrada Rovereto Sud; ore 15.00 Museo Civico di Rovereto, visita guidata al museo, incontro biodiversità: interverrà il direttore del Museo e verranno presentati i progetti di tutela della biodiversità in Trentino che fanno a capo al Museo e alla
Fondazione Edmund Mach (ex Iasma); ore 18.30 conclusione visita; ore 19.30 cena presso ristorante Bosco dei Pini Neri (Trambileno) con menu degustazione olio (5 portate abbinate a 5 oli della nostra Penisola, 25 euro a persona, interverrà il responsabile della ditta Toniolli olio per presentare le varie portate; pernottamento presso B&B (a scelta, Casa Bettini – 0464/422907 – 347/1051839, 1 camera con due posti – 35 euro a persona – 2) Diele – 342/0307744 – 2 stanze matrimoniali – 60 euro per due persone, 40 uso singola; 3) Relais Mozart – 339/1772173  – 3 stanze doppie – 90 euro per due persone – 60 uso
singola); 4) Villa Dordi – 389/9819695  – 1 stanza doppia – senza colazione 60 euro a camera; 5) A due passi – 347/8846416  – 35 euro a persona.

Programma 3 dicembre 2010. Melinda e Trentingrana. Ore 9:00 ritrovo presso casello autostrada San Michele-Mezzocorona; ore 9:45 arrivo presso Mondo Melinda per visita guidata: azienda, impianto di cernita, confezionamento, magazzino; ore 13:00 pranzo presso ristorante pizzeria Alla Diga, 20 euro a persona; ore 14:30 visita Trentingrana: struttura produttiva, incontro con il direttore; ore 17:30 degustazione formaggi Trentini, saluti e rientro.

9-10 ottobre 2010: la Valle di Non si prepara per Pomaria 2010, festa del raccolto delle mele

foto Pomaria

Nel cuore del Trentino, in Valle di Non, nel weekend del 9-10 ottobre 2010, va in scena la sesta edizione di Pomaria, la festa del raccolto delle mele della valle. La manifestazione è arricchita da momenti musicali e folcloristici, oltre che da degustazioni di prodotti tipici e vini locali.

L’edizione 2010 si prospetta una delle più belle di sempre. Nelle viuzze e nella piazza del borgo rinascimentale di Casez, oltre alla mostra di mele “antiche” e “moderne”, isole espositive rigorosamente con prodotti chilometri “0-20” (formaggi, vino Groppello della Val di Non, conserve dolci e salate, farine, sidro, piccole realtà artigianali), laboratori per imparare a trasformare la frutta in marmellata, torte, succhi, sidro; degustazioni di Slow Food per avventurosi percorsi attraverso il gusto, laboratori artigianali. E i “maestri raccoglitori” che, in un campo lasciato a disposizione dei visitatori, insegneranno loro i segreti della raccolta, aiutandoli a scegliere direttamente dalla pianta le mele che poi potranno portarsi a casa. Tra le novità del 2010 “Pom’Arte” concorso di arte estemporanea dedicato alla mela.

(fonte discoveryalps.it)

In Alto Adige applicata una tecnica innovativa per lo stoccaggio di mele

In Europa una mela su dieci proviene dall’Alto Adige, per un raccolto totale annuo di un milione di tonnellate di mele, che vengono immagazzinate per diversi mesi. Affinché la mela altoatesina possa essere sempre presente sui mercati europei e mondiali, il Centro di sperimentazione di Laimburg ha sviluppato una tecnologia all’avanguardia nello stoccaggio che viene applicata in tutta la provincia di Bolzano.

Per ogni varietà di mela la giusta conservazione. Con una tecnica innovativa, la così detta “atmosfera a controllo dinamico” (Dca), lo stato di salute e di conservazione delle mele nelle celle frigorifere è tenuto sotto costante controllo. In questo modo, le condizioni di stoccaggio possono essere tagliate su misura per ogni diversa varietà di mela in modo da ottenere un’alta qualità del frutto anche dopo mesi di stoccaggio nelle celle frigorifere. Il metodo altoatesino di stoccaggio delle mele è tra i più avanzati al mondo e permette di gustare mele raccolte in autunno anche durante l’estate senza perdita di qualità.

(fonte Adn Kronos)

La viticoltura del futuro tra tecnologia e sostenibilità

foto HarvAssist

In futuro il viticoltore potrebbe utilizzare dispositivi mobili dotati di GPS come palmari e smartphone per ottenere in tempo reale informazioni riguardanti il proprio vigneto nella prospettiva di gestire la qualità delle uve rispettando l’ambiente. Già oggi però le nuove tecnologie dell’informazione supportano la viticoltura. In campagna, infatti, con metodi che stanno per essere diffusi su larga scala, è possibile prevedere il momento ottimale per la vendemmia, stimare il vigore delle piante e “l’intensità colorante” delle bacche evitando metodi distruttivi dei campioni e tempi di attesa per le analisi di laboratorio. Temi, questi, affrontati nel corso del terzo convegno nazionale di viticoltura che si è concluso nei giorni scorsi all’Istituto Agrario di San Michele all’Adige.

Vite: capace di assorbire anidride carbonica al pari di una foresta. La ricerca italiana si è ritrovata per aggiornarsi sui risultati acquisiti, sui programmi intrapresi e su quelli da intraprendere nell’unica vetrina che la comunità scientifica in viticoltura organizza per confrontarsi, mettere in mostra i progressi e consentire ai giovani di crescere. Vite decantata e celebrata, anche come risorsa ambientale, molto preziosa, grazie alla sua capacità di assorbire anidride carbonica al pari di una foresta. Il convegno è stato patrocinato dalla Provincia autonoma di Trento, dal gruppo di lavoro Viticoltura della Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana e dall’Accademia Italiana della Vite e del Vino. Due le strade identificate dai ricercatori: migliorare la conoscenza del metabolismo della pianta e individuare i meccanismi di risposta messi in atto dalle stesse per meglio adattarsi alle diverse tecniche colturali impiegate e ai diversi contesti microambientali.

Gli argomenti trattati. “Alcuni temi molto sentiti –spiegano i ricercatori Duilio Porro e Marco Stefanini – hanno riguardato il contenimento della compattezza dei grappoli, la riduzione della produzione per ceppo, il ritardo della maturazione tecnologica e fenolica legati all’utilizzo della pratica di defogliazione in pre-fioritura. La possibilità di gestire la grande variabilità esistente in campo mediante telerilevamento basandosi anche su modellizzazioni climatiche e multi-spettrali, oltre che l’ottimizzazione delle risorse idriche e di fertilità del suolo, permettono al “sistema vigneto” di ridurre l’impatto sull’ambiente”. Sono state presentate, inoltre, innovazioni relative alla possibilità di riconoscere caratteri come il colore della bacca e l’aroma dell’uva in semenzali appena germinati tramite tecniche di biologia molecolare; sono stati approfonditi gli aspetti relativi alla distribuzione sostenibile degli agrofarmaci ed al bilancio del carbonio, le attività di miglioramento genetico volte ad ottenere nuove cultivar resistenti e/o tolleranti alle principali malattie fungine della vite.

L’innovazione nel vigneto. Presentati per l’occasione dall’Istituto Agrario progetti e programmi innovativi, molti dei quali si svolgono in Trentino, tra cui: HarvAssist, il portale web sviluppato nell’ambito della convenzione con Cavit, che individua il momento migliore per la vendemmia;  l’attività di miglioramento varietale e caratterizzazione fenologica e genetica a partire dalla collezione di germoplasma della vite che comprende 2000 vitigni provenienti da tutto il mondo; la sperimentazione condotta sul Teroldego per analizzare il suo comportamento vegeto-produttivo e sanitario; i risultati dell’attività di selezione clonale svolta in Trentino; l’analisi degli elementi minerali come strumento di tracciabilità delle uve; gli studi relativi agli assorbimenti fogliari e radicali dei diversi elementi minerali.

(fonte Istituto Agrario San Michele all’Adige)

Certificazione agroalimentare, la parola ai produttori

Certificazione come strumento per qualificare le produzioni, valorizzare i prodotti e tutelare il consumatore. E’ attorno a questo concetto-chiave che si è sviluppato lo scorso 26 maggio all’Istituto Agrario di San Michele all’Adige il convegno promosso da AQA Certificazioni della Fondazione Edmund Mach e CSQA. Il vicepresidente dell’Istituto Agrario, Gabriele Calliari, il direttore generale, Alessandro Dini e il presidente di CSQA, Luigino Disegna, hanno spiegato l’importanza del nuovo accordo che darà più servizi e supporto alle aziende trentine, anche in termini di informazione e formazione, sulle materie legate alla certificazione per valorizzare il sistema organizzativo aziendale e la qualità delle sue produzioni.

Le tematiche emerse nella tavola rotonda. Momento clou del convegno, moderato da Mirtis Dalpiaz, direttore di Aqa Certificazioni, è stato il dibattito che ha visto salire sul palco dei relatori alcuni esponenti del modo agricolo trentino: Mario Tonina della Federazione provinciale allevatori, Massimiliano Gremes di Melinda, Diego Coller di Astro, Andrea Merz di Trentingrana e Fausto Peratoner della cantina Lavis. Tra i principali messaggi scaturiti dalla tavola, coordinata dal giornalista esperto di economia e marketing dell’agroalimentare, Fabio Piccoli, la crescente attenzione alle nuove tipologie di  certificazione volte alla sostenibilità ambientale, la necessità di razionalizzare gli strumenti di certificazione e di rafforzare la comunicazione e l’immagine aziendale, la preoccupazione per la continua proliferazione degli schemi che rischiano di creare confusione e non creano ulteriori vantaggi per l’azienda.

Certificazione come valore aggiunto. “La certificazione ormai è un prerequisito per proporre con più forza i propri prodotti all’esterno” ha spiegato Gremes, mentre Peratoner ha sottolineato che quello del vino è un settore che prima di altri ha avvertito la necessità di ricorrere a questo strumento. “Certificazione come valore aggiunto” per Danilo Merz che ha portato Trentingrana a sfruttare sito internet, packaging, brochure aziendali per trasmettere al consumatore il concetto di sicurezza alimentare e di affidabilità. Secondo Coller le certificazioni in futuro saranno “sempre più specializzate, spostando l’attenzione sulla qualità del prodotto e sulla sua origine”, mentre per Mario Tonina in questo momento di difficoltà per i prezzi e la concorrenza dall’estero la certificazione ha consentito di  distinguere e qualificare meglio la carne trentina.

Logo Qualità trentino. Mauro Fezzi, dirigente del Dipartimento agricoltura della Provincia ha descritto gli interventi e i finanziamenti pubblici per la qualità. “Contare su produzioni certificate  significa offrire una maggiore garanzia di qualità -ha detto-: questo porta un grande vantaggio, anche in termini di immagine, per l’intero comparto agroalimentare. E’ in questa direzione che si muove anche il marchio “Qualità trentino”, logo che distinguerà sul mercato le produzioni agroalimentari trentine che rispettano specifici protocolli di produzione. Andrea Cereser dell’Istituto Zooprofilattico sperimentale delle Venezie ha parlato delle norme volontarie e della gestione della qualità, mentre Maria Chiara Ferrarese ha illustrato le norme volontarie applicabili al settore agroalimentare.

(fonte Istituto Agrario di San Michele all’Adige)