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I soci Argav al Concorso gastronomico regionale “Km zero raccomandato in cucina”

da sx Fabrizio Stelluto, Presidente Argav e Franco Manzato, assessore Agricoltura regionale

(di Maurizio Drago, socio Argav) Lo scorso 15 settembre alcuni soci ARGAV hanno fatto parte della giuria del concorso gastronomico regionale “Km zero, raccomandato in cucina” che si è tenuto all’Antica Trattoria Ballotta a Torreglia (PD), nei Colli Euganei, promosso in collaborazione con Coldiretti Veneto.

Il concorso. 7 i ristoranti in gara, 7 le province, 7 i politici che “raccomandavano” i 7 chef che hanno presentato 7 piatti, dagli antipasti ai dolci. A giudicarli una giuria di giornalisti (presente anche il presidente nazionale UNAGA Mimmo Vita), politici e autorità, con tanto di scheda e di “scelta” del piatto: a presiederla il nostro presidente ARGAV Fabrizio Stelluto. La regola stava nel presentare un piatto con prodotti locali, rigorosamente a Km zero.  La serata, riuscitissima, ha visto concorrere i ristoranti Tregnago di Montecchia Crosara (VR), la Trattoria alla Rosa di Adria (RO), l’Antica Trattoria Ballotta di Torreglia (PD), il Ristorante Al Pioppeto di Romano d’Ezzelino (VI), il ristorante Marco Polo di Mestre (VE), il Ristorante alla Codole di Canale d’Agordo (BL) e il ristorante Teatro dei Sapori di Castelfranco Veneto (TV). Ognuno era “raccomandato” da un politico, abbinato in base alla città di nascita: dal presidente del Consiglio Regionale  Clodovaldo Ruffato, all’assessore regionale Franco Manzato, ai consiglieri Davide Bendinelli, Graziano Azzalin, Raffaele Grazia, Pietrangelo Pettenò e Dario Bond.

da sx, Sandra Chiarato (Coldiretti Veneto e socio Argav), Emanuele Guariento, chef Antica Trattoria Ballotta, Clodovaldo Ruffato (Presidente Consiglio regionale)

I vincitori. Ha vinto la “zuppa di trippa con fagioli all’occhio del Castellaro” dei padroni di casa della trattoria Ballotta della famiglia Legnaro, “raccomandata” da Clodovaldo Ruffato. Ma riteniamo giusto segnalare anche gli altri piatti, ad esempio il timballo di zucca, il lombetto di agnello e la frollina di farro con zucca e tutti gli altri, sapientemente curati dai cuochi.

Sinergia tra mondo agricolo e cultura per la 29^ edizione del Premio Masi

Prmio Masi 2010: Sergi di Nekresi firma la botte di Amarone

(di Cinzia dal Brolo, socio Argav) Un inno alla cultura veneta, coniugata nel suo duplice aspetto di concretezza, quel “saper fare” che ha fatto conoscere l’impresa veneta nel mondo, e di conoscenza, definita dalla “apertura al globale” di cui il Premio Masi è l’emblema. Premiazione avvenuta al teatro Filarmonico di Verona, alla presenza di un folto pubblico, in una dolce serata autunnale, dove alla splendida cornice ha fatto riscontro una organizzazione impeccabile.  Siamo alla 29^ edizione: il premio Masi, istituito dalla prestigiosa casa vinicola veronese, è diventato ormai un appuntamento imperdibile, per il valore dei premiati e lo spirito internazionale che lo anima e ne definisce gli orientamenti.

I premiati 2010. Il Premio Masi per la civiltà veneta 2010 è andato a tre autorevoli personaggi: Diana Bracco de Silva imprenditrice milanese, presidente dell’omonimo gruppo farmaceutico leader nella ricerca e innovazione; Francesco Tullio Altan, disegnatore di fumetti e autore satirico, Mario Brunello, violoncellista famoso in tutto il mondo. Saperi e discipline diverse, mondo imprenditoriale e mondo artistico, un “comune denominatore”: passione e impegno per il proprio lavoro, che ha varcato i confini nazionali; senso di appartenenza e legame con il proprio territorio, in questo specifico caso il Triveneto. Di poche parole e piuttosto schivi i due artisti che hanno scelto il Veneto come luogo in cui vivere; Altan ad Aquileia, cittadina mitteleuropea di grande importanza nei secoli scorsi; Brunello nella nativa Castelfranco Veneto. Ma è stata Diana Bracco, presidente della Fondazione Milano per l’Expo 2015 e vicepresidente di Confindustria la più loquace e chiamata in causa, considerati i suoi incarichi e impegni futuri in una Milano “attualmente caratterizzata da grande rissosità”. Candidata a preparare un’Esposizione Universale sulla quale sono puntati gli occhi di tutti, come immagine per l’intero Paese, dopo i successi del padiglione italiano a Shangai.

Il Premio Grosso d’oro Veneziano è andato allo scrittore ungherese Peter Esterhazy, di famiglia nobile, il cui ultimo successo letterario, “Armonia Celeste” (Feltrinelli, 2000) è una saga familiare in cui narra le vicende della sua famiglia sotto la dittatura. Un periodo oscuro e terribile, perché la “dittatura distrugge la vita e la storia dell’Europa dell’Est dietro la Cortina di ferro era molto più brutale di quanto uno potesse immaginare”. Ma lo scrittore, pungolato nel suo racconto dalle domande di Isabella Bossi Fedrigotti, Presidente della Fondazione Masi, si è lasciato andare ad aneddoti piacevoli, citando alcune figure femminili presenti nella sua famiglia (le numerose zie) e la madre, ricordando come, in un periodo in cui non c’era nulla da mangiare, lei si ingegnava a scrivere dei menù in cui compariva la voce “antipasto” quando del pasto non vi era la minima traccia.

Il Premio internazionale Masi per la civiltà del vino è stato assegnato al metropolita Sergi di Nekresi, della chiesa ortodossa georgiana. Una figura emblematica e originale, che ci ha catapultato in Georgia, al bivio tra Ovest ed Est, con un passato di 1500 anni di cristianesimo. Un paese che il metropolita definisce “di grande spiritualità, costretto a difendersi, anche con le armi, in alcuni periodi, dalle influenze dei paesi islamici che lo circondano”. Ricordando poi che nei 70 anni della dittatura sovietica, oltre alla distruzione dei luoghi di culto (circa 3000 chiese) è stata perseguita duramente anche la libertà religiosa. “Attualmente, ha dichiarato Sergi di Nekresi, assistiamo ad una rinascita religiosa che fa ben sperare, anche perché sono molti i giovani che mostrano di avvicinarsi alla Chiesa”. Ma la Georgia ha una grande tradizionale vinicola, con una notevole produzione di vini e una forte passione per il vino; infatti, ha dichiarato il metropolita, da noi esiste un proverbio che recita “in Georgia si beve alla mattina e poi si sta bene per tutto il giorno” e questo rende efficacemente l’idea. In realtà, la conoscenza dei mercati e lo sviluppo commerciale del mondo del vino, ha conosciuto una battuta d’arresto, dopo la crisi politica seguita all’invasione russa del 2008. Il messaggio finale di Sergi di Nekresi è un messaggio di speranza, che “attraverso la cultura e civiltà del vino, possano migliorare i rapporti tra i popoli”. Con l’auspicio e l’invito all’intensificarsi dei rapporti tra l’Occidente e la Georgia, che necessita di maggiore visibilità a livello internazionale. Sull’esempio di Venezia, come ha ricordato Volcic, perché “L’epoca d’oro di Venezia è stata quando si è aperta al mondo e alle rotte dell’Oriente”.

Il rito della firma sulla botte di Amarone. La serata del Filarmonico, condotta con simpatia e ironia dall’attore teatrale Marco Paolini, si è conclusa con un momento di alto valore artistico, grazie a Mario Brunello che ha deliziato il pubblico suonando il violoncello per alcuni minuti in un silenzio d’incanto. Nel pomeriggio, nella cantina delle Tenute Serego Alighieri, si era rinnovato il rito della firma dei premiati alla Botte di Amarone, oggetto del premio, suggellando così il “felice connubio della tradizione con la promozione culturale e lo spirito di apertura al mondo globale”, come ha dichiarato Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola e vicepresidente della Fondazione Masi, impegnato a non disperdere il prezioso patrimonio incarnato dal premio.

Km zero: un progetto che farà molta strada…sostenibile

Una carriera folgorante quella del “KMZERO”, ovvero il progetto di Coldiretti Veneto che in soli quattro anni da semplice slogan espressione di una raccolta di firme a favore di una legge d’orientamento al consumo di prodotti tipici nelle mense collettive e nella ristorazione privata è passato a legge regionale fino a diventare una strategia economica.

Tutti i numeri del Km zero in Veneto. Un brand che è sinonimo di tutto ciò che è locale, di provenienza regionale, riconducibile alla produzione agricola fresca di stagione nonché di filiera corta.Un successo che in poco tempo ha dato grandi numeri. Il Veneto attualmente conta quasi un centinaio di mercatini agricoli distribuiti su tutto il territorio, più 5000 aziende agricole che vendono direttamente ai consumatori, una rete di oltre trenta locali (trattorie, locande, pizzerie, bar, osterie, gelaterie, negozi, macellerie) che scelgono per i menù e i loro banchi le tipicità della campagna limitrofa, pacchetti vacanze ecosostenibili per promuovere i piccoli borghi rurali e le feste paesane, ospedali e distretti scolastici che per i pasti da somministrare hanno adottano piatti a base di specialità agroalimentari fornite direttamente dalle fattorie vicine.

Il Concorso regionale “Km zero raccomandato in cucina”. La Regione Veneto detiene anche il primato dell’unica norma del genere sul panorama legislativo nazionale. Un vanto per la tutela e la valorizzazione di quella identità dei popoli che passa attraverso non solo la storia ma anche la tradizione culinaria. La nostra è talmente ricca da permettersi una sfida tra sette province rappresentate ognuna da uno chef affiancato ad un politico, entrambi impegnati nella ricetta sintesi della semplicità contadina. Ingrediente principale la capacità di convincere la giuria, non tanto delle abilità dei cuochi o del sapore della combinazione gastronomica, quanto il messaggio emozionale ed evocativo del piatto preparato. Insomma una sorta di prova elettorale “politicamente corretta” per consiglieri, presidenti e assessori in gara con gusto per far vincere il partito della bontà.

Gli schieramenti. BELLUNO Ristorante “Alle Codole” di Canale d’Agordo con il Capo Gruppo PDL Dario Bond. PADOVA Trattoria “Da Ballotta” di Torreglia con il Presidente del Consiglio regionale Clodovaldo Ruffato. TREVISO Ristorante “Teatro dei Sapori” di Castelfranco con l’Assessore all’agricoltura Franco Manzato. ROVIGO Trattoria “Alla Rosa” di Adria con il Consigliere regionale Graziano Azzalin. VERONA Ristorante “Tregnago” di Montecchia di Crosara con il Presidente IV commissione agricoltura Davide Bendinelli. VICENZA Ristorante “Al Pioppeto” di Romano d’Ezzelino con il Consigliere regionale Raffaele Grazia. VENEZIA Ristorante “Marco Polo” di Mestre con il Consigliere regionale Pietrangelo Pettenò.

(fonte Coldiretti Veneto)

Ad Adria (RO), un mercato agricolo in ospedale a beneficio dei dipendenti

foto Rovigooggi.it

Nasce il primo mercato dei produttori agricoli di Campagna amica Coldiretti all’interno di una struttura sanitaria pubblica: l’ospedale di Adria, già insignito nel 2009 da Coldiretti con la targa “ospedale a km zero”, il secondo in Italia dopo quello di Asti, per aver convertito all’agroalimentare polesano le mense degenti e dipendenti.

Aperto ogni martedì pomeriggio. Uno spazio-mercato con prodotti locali e stagionali, forniti dalle aziende agricole certificate Campagna amica da Coldiretti, sarà aperto ogni martedì, dalle 14 alle 20, in area mensa, a beneficio dei 650 dipendenti dell’ospedale di Adria, di cui 350 soci Cica. L’iniziativa, infatti, è stata fortemente voluta dal circolo aziendale Cica, che ha chiesto di poter acquistare la stessa tipologia di prodotti già forniti alla cucina ospedaliera. Una richiesta che ha trovato sponda nel progetto “Casa-famiglia” della provincia di Rovigo, che raccoglie iniziative di conciliazione dei tempi che i lavoratori dedicano al lavoro e alla vita famigliare.

(fonte Coldiretti Rovigo)

A Vigo di Cadore (BL) la prima trebbiatura d’alta quota

Vigo di Cadore

Oggi, 2 settembre, alle ore 10.00 a Vigo di Cadore (BL) si terrà  la trebbiatura del grano. Può sembrare normale ma niente affatto. Siamo a mille metri sopra il livello del mare, a settembre, fuori stagione. Un evento del genere è spiegabile solo in Russia o in Canada dove la semina primaverile del frumento è una pratica ordinaria, qui in Italia è rarissimo.

Contadini di montagna, tra mille difficoltà. Un caso unico come straordinaria è anche la reazione della gente di questa valle alla crisi dell’industria dell’occhiale che da anni ha privato di manodopera la campagna a favore dell’impiego nel settore manifatturiero. E’ quanto è successo all’imprenditore agricolo De Coppi Matteo che sfidando tutti da cinque anni a sta parte si dedica completamente alla produzione di ortaggi di qualità. Scontrandosi con la frammentazione fondiaria del paese e con i cervi, i caprioli ghiotti delle sue verdure, l’agricoltore è riuscito a mettere insieme un corpo unico di circa 10 ettari dove coltiva zucchine, fagiolini, radicchi, insalate e cavoli. Nel campo anche il mais tipico e ricercato, una vera chicca.

La farina servirà per il panificio del posto. La novità  del 2009 è la semina di frumento che darà  quest’anno la farina di grano tenero per il panificio locale di Lozzo di Cadore, per fare il pane dal produttore al consumatore ovviamente all’insegna della filiera corta. La superficie cerealicola inizialmente era di appena qualche centinaio di metri quadrati, tanto che la raccolta è avvenuta a mano, ma in dodici mesi lo spazio dedicato alla coltura è aumentato e i titolari dell’azienda hanno dovuto ricorrere ad un trasporto eccezionale di 100 km con un Tir proveniente dalla pianura.

(fonte Coldiretti Veneto)

Approvato il programma della Conferenza regionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale del Veneto

Proporre e definire una “posizione veneta” matura e condivisa rispetto all’evoluzione della politica agricola dell’Unione europea (I° e II° Pilastro) dopo il 2013. E’ questo lo scopo della Conferenza regionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale del Veneto, secondo il programma approvato dalla Giunta regionale il 27 luglio, con la deliberazione n. 1930.

L’avvio previsto per il prossimo mese di ottobre a Legnaro (PD). La Conferenza prevede un percorso guidato di approfondimento e confronto sul futuro del mondo rurale veneto, per verificare le opportunità di sviluppo del settore e le strategie “di accompagnamento” che potranno essere adottate nel periodo di programmazione 2014-2020. Il seminario di apertura, in programma il prossimo 1 ottobre a Legnaro (PD), avrà il compito di presentare i primi orientamenti dell’UE e un’agenda di possibili priorità attraverso le quali avviare la discussione sul futuro dell’agricoltura veneta. L’iniziativa, coordinata dalla Regione del Veneto, è organizzata in collaborazione con l’Azienda regionale Veneto Agricoltura e prevede il supporto dell’INEA attraverso un apposito accordo di programma.

Previsti anche cinque seminari tecnici e una consultazione on-line. L’incontro di presentazione e di lancio della Conferenza segnerà l’inizio del percorso progettato per definire e condividere con gli operatori, i principali portatori di interesse e la collettività, le priorità strategiche del sistema agricolo veneto, nel contesto delle prospettive delineate in sede comunitaria e in funzione del programma di governo della Regione. Dopo la giornata di apertura, sono previsti cinque seminari tematici, ciascuno dei quali affronterà una delle specifiche priorità emergenti: 8 ottobre (Innovazione, informazione e filiera della conoscenza); 22 ottobre (Globalizzazione dei mercati e nuovi strumenti d’intervento); 5 novembre (Sistemi agricoli e forestali, ambiente e produzione di beni pubblici); 19 novembre (Qualità dei prodotti e sostenibilità); 3 dicembre (Governance e federalismo per l’agricoltura e le aree rurali). In parallelo ai seminari tematici verrà avviata anche una consultazione “on-line” aperta a tutti coloro che vorranno presentare contributi e proposte per delineare e definire l’Agenda delle priorità strategiche per il sistema agricolo, forestale e rurale del Veneto, che sarà l’oggetto della Conferenza nell’ambito del congresso finale previsto a febbraio 2011.

(fonte Veneto Agricoltura Europa)

Arriva il sorbetto Doc ed è subito km zero

A fine pasto come dessert, a metà giornata come spuntino, si beve e si mangia: è il sorbetto DOC nella versione rosso al Raboso, o autoctono al Carmenere oppure bianco classico al Prosecco. E’ questa la specialità della gelateria di Zanin Giuseppina di San Polo di Piave (TV) che nei giorni scorsi ha ricevuto la targa del “km zero” dall’Assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato e dal Presidente di Coldiretti Treviso Fulvio Brunetta.

A portare in Italia il gelato furono gli arabi, con lo “sherebet”, dolce neve. La formula magica prevede acqua, zucchero e frutta una combinazione perfetta ma se si tratta di amalgamare gli stessi ingredienti con un vino la stessa alchimia richiede una tecnica particolare visto che l’alcool è un anticongelante. Segreti del mestiere che appartengono ad una lunga tradizione, basti pensare che sono stati gli arabi a portare il gelato in Italia durante l’invasione della Sicilia diffondendo quello che loro chiamavano “sherebet”: dolce neve, ora appunto il sorbetto.

In questo angolo ghiacciato il gusto è solo di Marca. “El geatin” (il nome della gelateria) propone sapori solo locali. Non c’è  nessun frutto esotico ma l’arancio del melone, il rosso dell’ anguria, il tenue giallo della pesca e l’ocra delle “goccia d’oro” una particolare varietà di prugna custodita dagli agricoltori. Sono proprio loro i fornitori a garantire il prodotto di base: la cantina di Giorgio Cecchetto di Tezze di Piave (TV) per il Raboso e il Carmenere, quella di Bortolin Angelo di Valdobbiadene (TV) per il Prosecco Docg, l’azienda agricola Saggio Paolo di Fontanelle (TV) e La Risorta di Tonon Anna di Santa Lucia di Piave (TV).

Ape zero: aperitivo con gelato dai poteri digestivi. Alla scelta convinta dei titolari che dicono il loro NO convinto ai preparati chimici e il SI a quanto offre la vicina campagna tutta la cittadinanza ha applaudito insieme al Vice Sindaco Galileo Zaninotto che qui ha scoperto per primo l’Ape Zero ovvero un aperitivo con/gelato dai poteri digestivi. Servito in un calice con bollicine e una pallina bianca verde l’effetto è stuzzicante per l’appetito e pure conciliante post abbuffata. La novità è stata apprezzata da tutti i presenti all’evento, che l’hanno assaggiata in anteprima. In gelateria  sarà servita per tutta l’estate. Non si sono lasciati sfuggire questa chicca i ristoratori che l’hanno voluta introdurre nel proprio menù.

(fonte Coldiretti Veneto)

23 e 30 agosto 2010: scadono i bandi indetti dai Gal Polesani rivolti agli agricoltori

Francesco Peratello, presidente Gal Delta Po

Alberto Faccioli, presidente Gal Adige

Scade il 23 agosto 2010 il termine per il bando relativo alla Misura 311 Azione 3 “Incentivazione della produzione di energia e biocarburanti da fonti rinnovabili”, pubblicato sul Bollettino della Regione del 9 luglio 2010 dei Gal polesani Delta Po e Adige. Il bando è rivolto agli agricoltori, così come definiti dal regolamento (CE) n. 73/2009, che realizzeranno investimenti per la produzione e vendita di energia elettrica e/o termica e per la lavorazione e trasformazione della biomassa destinata alla produzione di energia.

Ancora fonti rinnovabili e sviluppo microimpresa. Il 30 agosto 2010, invece, scadranno i termini per la presentazione delle domande relative ai bandi del Programma di Sviluppo Locale (PSL), nell’ambito dell’Asse IV Leader del PSR del Veneto inerenti la “Creazione e sviluppo di microimprese”  (Misura 312 Azione 1), e “Creazione e ammodernamento di microimprese orientate allo sfruttamento delle energie rinnovabili” (Misura 312 Azione 2).

Entro il 2014, investimenti nel territorio polesano per oltre 18 milioni di euro. Con questi due bandi, i GAL polesani mettono a disposizione del territorio 1.200.000 euro di contributo pubblico, che si vanno ad aggiungere ai 2.830.000 euro, messi a disposizione con i tre bandi precedenti, per complessivi oltre 4 milioni di euro. Con il programma di sviluppo locale si vuole aumentare la competitività, la qualità, la distintività del territorio, dell’ambiente e delle sue produzioni, elementi chiave per rafforzare la capacità delterritorio di agire e contrastare la crisi economica attraverso la valorizzazione delle eccellenti e peculiari risorse di cui dispone. Questo obiettivo verrà concretizzato proprio attraverso le risorse del Leader dei due Gal polesani, che attiveranno fino al 2014 investimenti locali per oltre 18 milioni di euro sul territorio di competenza, da utilizzare in maniera sinergica con gli altri strumenti che l’Unione Europea ha messo a disposizione per il territorio.

(fonte Gal Delta Po)

Nasce Unci-Coldiretti, l’associazione delle cooperative “made in Veneto”

Una cordata di 60 cooperative ha dato vita all’UNCI COLDIRETTI Veneto, l’associazione del mondo cooperativo nata con la precisa volontà di valorizzare la produzione agroalimentare prodotta e trasformata nello stesso territorio d’origine. Una novità nel panorama della cooperazione agroalimentare regionale frutto della sinergia nazionale tra Coldiretti e Unci (ente che raggruppa le strutture agricole e di trasformazione agro-industriale).

Le cariche dirigenziali della neo-associazione. A pochi mesi dalla formalizzazione dell’accordo e completati gli insediamenti provinciali, con l’assemblea convocata venerdi 23 luglio scorso a cui ha partecipato il presidente della Coldiretti Veneto Giorgio Piazza, il commissario costituente Luca Saba, il presidente nazionale di UNCI Paolo Galligioni il nuovo sistema cooperativo è di fatto pienamente operativo. Definite anche le cariche dirigenziali: a guidare UNCI-Coldiretti Veneto sarà Francesco Zoia allevatore padovano con il supporto alla segreteria di Pier Andrea Odorizzi. Vicepresidenti Damiano Giacometti e Luciana Chioatto. Consiglieri: Silvio Beghini, Giovanni Baù, Nazzareno Gerolimetto, Silvano Dal Paos , Patrizio Liviero, Valerio Bonato e Giorgio Vicentini.

Garantire un reddito adeguato agli agricoltori e acquisti convenienti ai consumatori. “Unci Coldiretti Veneto – sottolinea il neo-Presidente Francesco Zoia – abbraccia appieno l’idea di dar vita ad “una filiera agricola tutta italiana, firmata, dagli stessi agricoltori”, che renda visibile e riconoscibile l’italianità nei confronti del consumatore e distingua l’intero prodotto agricolo autenticamente Made in Italy, basandosi sulla trasparenza, sulla identificazione dell’origine in etichetta, sulla valorizzazione delle distintività territoriali, delle tradizioni e delle specificità locali: sono questi gli elementi chiave per arginare lo strapotere della grande distribuzione ed il meccanismo delle vendite sotto costo, che stanno provocando effetti devastanti sul tessuto imprenditoriale e sul potere d’acquisto dei consumatori”. “Tra gli scopi di Unci-Coldiretti – ricorda Zoia – spiccano il consolidamento e lo sviluppo della cooperazione agricola e della trasformazione agroindustriale in tutte le sue forme avvalendosi anche delle strutture territoriali di Unci e di Coldiretti, senza dimenticare, l’assistenza, la rappresentanza e la tutela degli organismi associati”.

(fonte Coldiretti Veneto)

Agricoltura in Veneto: rivoluzione in atto

Franco Manzato, assessore all'Agricoltura Regione Veneto

Rivoluzione in sei mosse per il primario. Sono quelle che l’assessore veneto all’agricoltura, Franco Manzato, ha fatto approvare nell’ultima seduta della Giunta regionale. “E siamo solo a metà del percorso che consentirà nei prossimi mesi di dare a questo settore un’organizzazione totalmente nuova – ha precisato Manzato – attraverso la quale puntiamo a raggiungere un grande obiettivo: incrementare il reddito delle imprese”. Queste, in sintesi, le linee di intervento che compongono il piano strategico di riorganizzazione dell’agricoltura veneta.

Creazione dello Sportello Unico Agicolo, attraverso la fusione degli Ispettorati Provinciali Agrari territoriali con l’Avepa, l’Agenzia veneta pagamenti: una soluzione che consente di  razionalizzare l’uso delle sedi, con un risparmio di circa 900 mila euro l’anno. “Ma soprattutto – ha puntualizzato l’assessore – un’innovazione che consentirà alle imprese agricole di avere un unico interlocutore di riferimento per le proprie istanze e per i procedimenti amministrativi, con un notevole snellimento delle procedure burocratiche e una maggior velocità delle attività istruttorie”.

Ricostruzione dei vertici dell’Avepa per migliorarne l’efficienza e la qualità del servizio. “Abbiamo provveduto ad attribuire i nuovi incarichi di dirigenza – ha spiegato Manzato – guardando, oltre che alla professionalità delle persone, alla loro capacità di intrattenere un rapporto costruttivo con gli operatori, attraverso il dialogo e la disponibilità ad affrontare i problemi del settore, stando, per così dire, dalla loro parte”.

Definizione di un piano e di un pool per la semplificazione, “al fine di eliminare l’inutile burocrazia – ha affermato l’assessore – rendere comprensibile l’azione degli enti pubblici, sopprimere regole inutili, riorganizzare gli apparati, introdurre nuove tecnologie e metodologie capaci di snellire le procedure. Assicureremo così evidenti benefici agli imprenditori, oggi costretti a sacrificare più del 20% del proprio tempo di lavoro nel disbrigo di attività farraginose e spesso improduttive”.

Creazione del tavolo di coordinamento dei controlli, concentrando in unico soggetto l’attività di verifica e pervenendo a un “registro unico” dei controlli, razionalizzando i costi ma soprattutto proponendo un interlocutore unico ai produttori.

Avvio del tavolo di ricerca e innovazione, per razionalizzare l’attività in quest’ambito, “utilizzando meglio le risorse regionali – ha evidenziato Manzato – finalizzandole in particolare alla competitività delle imprese”.

Istituzione di un concorso di idee per premiare le aziende che propongono progetti innovativi relativi alle sette diverse filiere agroalimentari, riducendo i costi di produzione e incrementando il reddito aziendale.

Veneto, primo in Italia per presenze turistiche anche grazie ai prodotti della terra. “Il settore primario impegna meno dell’1% del bilancio regionale, ma la sua importanza va ben al di là di questo dato percentuale – ha concluso Manzato –. E’ difficilmente calcolabile, infatti, quanto le politiche agricole influenzino complessivamente l’economia, il sistema sociale e produttivo del Veneto: basti pensare alle azioni in materia di salvaguardia del territorio, di mantenimento delle caratteristiche identitarie degli ambiti rurali, di valorizzazione delle produzioni agricole tipiche, di propulsione nei confronti di altri comparti, quale soprattutto l’industria dell’ospitalità, che anche in forza della straordinaria qualità dei prodotti della nostra terra, si è sviluppata al punto da collocare il Veneto al primo posto tra le regioni italiane per numero di presenze turistiche. E ora si apre un nuovo capitolo”.

(fonte Regione Veneto)