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13 giugno 2010: a Loria (Tv), c’è “Azove Day”

Verrà inaugurato domenica 13 giugno alle ore 11.00 nel comune di Loria (TV) il nuovo stabilimento per la lavorazione della carne di Azove, prima e unica organizzazione di produttori carni bovine in Veneto riconosciuta dalla Regione.

“Azove Day”, è questo il nome dell’evento che sarà un momento importante non solo per la storia dell’associazione nata nel 1973 come consorzio e oggi realtà di riferimento per l’intero comparto, ma anche  per la carne veneta di qualità. “L’Azove Day non è solo l’inaugurazione dei nuovi stabilimenti di Loria e quindi l’avvio delle attività di sezionamento della nuova Azove Carni che si ritroverà adiacente al servizio di macellazione. E’ molto di più.  – spiega il Presidente di Azove Pier Luigi Lovo – L’Azove Day  per noi segna una tappa fondamentale di una realtà che, unica in Veneto nel settore carni, si può fregiare dello status di organizzazione di produttori. Una realtà che per l’esperienza pluridecennale, per la consistenza del patrimonio netto e del capitale sociale si presenta come il conseguente prolungamento imprenditoriale dei propri associati.”

Obiettivo: gestire l’intero ciclo di filiera. Oggi il settore della zootecnia bovina da carne risulta caratterizzato da un mercato fluttuante e difficilmente governabile, con costi di produzione ed oneri crescenti. Da questa analisi la scelta di Azove di far leva sulle sue caratteristiche di dinamicità e propensione al rischio d’impresa con lungimiranza e grande attenzione alle evoluzioni in atto. Il tutto con l’obiettivo di gestire l’intero ciclo di filiera. “Il progetto di crescita che Azove ha intrapreso,  – conclude il Presidente Lovo – con l’acquisto della modernissima e attrezzata struttura per la lavorazione delle carni situata a Loria, rientra in un ampio progetto volto ad incrementare l’attività stessa di macellazione e commercializzazione dei bovini conferiti dai soci. L’obiettivo è quello di concentrare l’offerta e trasformare una maggior quota di prodotto dei soci, recuperando ulteriore valore aggiunto.”

(fonte Azove)

La cultura contadina è viva e lotta insieme a noi: a Venezia i finalisti veneti in gara per “Oscar Green”

Oggi, giovedì 10 giugno alle ore 17.00 in piazza San Marco a Venezia, si svolge la presentazione dei finalisti veneti in gara per “Oscar Green 2010”, il premio nazionale dell’impresa agricola di successo indetto da Coldiretti Giovani Impresa. Sul palco del ristorante “Ai Quadri” Giorgio Piazza, Presidente di Coldiretti Veneto, Franco Manzato, Assessore regionale all’Agricoltura, Clodovaldo Ruffato, Presidente del Consiglio Veneto e Davide Bendinelli, Presidente della IV Commissione consiliare agricoltura, saluteranno tutti i candidati veneti al concorso nazionale le cui premiazioni sono in programma a Roma il 15 luglio prossimo.

5 i finalisti del Veneto, 6 le categorie aziendali in gara. Sono stati individuati su un totale di 23 imprenditori agricoli, in gara con altri colleghi selezionati e provenienti da tutta Italia per aggiudicarsi il trofeo della giovane impresa agricola di successo. Suddivise per sei categorie le aziende rappresentano le varie sfumature della multifunzionalità in agricoltura: dalla valorizzazione del territorio alla salvaguardia ambientale, dal recupero della tradizione, all’innovazione e la tecnologia, dal contributo alla qualità della vita sociale all’identità locale. Uno spessore creativo caratterizza tutte le fattorie in gara targate Veneto. Storie personali interessanti legate non tanto al destino di rimanere in agricoltura ma alla scelta convinta di investire nel settore magari dopo esperienze professionali di tutt’altra matrice.

Giovani imprenditori di Venezia, Verona… E’ il caso della veneziana Gloria Andretta di 29 anni che, con una laurea in pubbliche relazioni e pubblicità, è ora titolare di uno degli allevamenti bovini più grandi della provincia lagunare all’interno del quale si produce energia elettrica da fonti rinnovabili con un impianto di mille chilowatt con un sistema moderno di abbattimento nitrati. Dal veronese la conferma di un recente sondaggio che dice quanto il “Veneto contadino” spopoli tra gli americani, grazie anche all’Amarone vino ad alto gradimento che ha facilitato flussi di turisti d’oltre Oceano alla ricerca di pregiate cantine. E’ questa la testimonianza di Giovanni Aldrighetti ambasciatore dei rossi della Valpolicella in tutto il mondo. Dall’alto del comune di Roverè a Verona la produzione di formaggi di malga di Luca Campara fa riferimento alla tradizione cimbra, comunità misteriosa di origine celtica che da un altipiano all’altro ha lasciato l’impronta culturale trovando proprio nelle famiglie rurali la custoria di antichi sapori.

…Padova e Belluno. Non può mancare il tocco rosa nell’attività agricola, sinonimo da sempre di attenzione per il benessere e la cura del corpo oltre che di salubrità dei prodotti, con l’imprenditrice padovana Franca Dussin di Massanzago, che ha sviluppato nel suo agriturismo la beauty farm con trattamenti a base di biocosmesi. L’ultimo fantasista è il più giovane e viene da Belluno. A soli 21 anni Marco De Bacco combatte la sua sfida ogni giorno producendo vino ai piedi delle Dolomiti Feltrine.Qui, su ripidi pendii ghiaiosi i vitigni autoctoni ereditati dal nonno danno ancora come allora durante il dominio asburgico lo stesso nettare di rara bontà. L’uva Pavana, Paialonga, Gata, Carmenere e Bianchetta hanno in questo difficile terreno radici talmente profonde che il giovane non ha potuto non considerare sottolineando con il suo lo stesso impegno e dedizione profusi da intere generazioni di vignaioli.Cosi oggi come accadeva a fine ottocento Marco – che dopo il diploma di ragioneria si è fatto anche quello di enologo – continua ostinatamente a fare il Vanduja, un rosso da tavola già apprezzato alla corte dell’impero austroungarico e il Saca uno spumante ottenuto dalle bacche esclusive di Bianchetta fonzasina.

La cultura contadina è viva e lotta insieme a noi. “Storie che raccontano di un’agricoltura rigenerata e moderna, che ha basi solide nella cultura contadina – commenta Giorgio Piazza – stili di fare impresa creativi che non trascurano l’identità del territorio. Sono i nostri testimonial per la campagna pubblicitaria più incisiva a sostegno della qualità della vita, della sicurezza alimentare e salvaguardia ambientale”.

(fonte Coldiretti Veneto)

Nasce la Carta d’Identità Dolce che accompagna la torta in tavola

Federica Luni, vicepresidente Appe e portavoce pasticceri padovani

Il dolce artigianale è un prodotto di grande qualità ma particolarmente delicato, e bisogna seguire istruzioni e norme di conservazione precise per gustarlo al meglio nel sapore e nelle garanzie igieniche. Con questo spirito i pasticcieri aderenti all’APPE (Associazione Provinciale Pubblici Esercizi) di Padova, primi in Italia, hanno deciso di realizzare la “Carta di Identità Dolce”, documento che raccoglie le caratteristiche produttive, igieniche e di consumo dei prodotti acquistati per asporto nelle pasticcerie artigiane della provincia di Padova.

L’Associazione ha già messo a punto un format con gli elementi essenziali che andranno riportati nel documento, che sarà pinzato direttamente sull’incarto a garanzia di chi acquista il dolce e di chi lo andrà a consumare. La “Carta” riporta una serie di informazioni sulle caratteristiche igieniche e produttive e, soprattutto, specifica le  regole per la conservazione ed il consumo. Secondo Federica Luni, vicepresidente APPE e portavoce dei pasticceri padovani, «i nostri dolci rappresentano la grande tradizione pasticciera della provincia padovana: non si può rischiare di consumarli in un modo sbagliato, pena di comprometterne il sapore e la digeribilità. Sino alle imprescindibili cautele igieniche. Dopo questa fase di sperimentazione padovana la proposta arriverà, attraverso il presidente Erminio Alajmo, sul tavolo nazionale».

Utile in asili e scuole. «Siamo sicuri che la “carta d’identità” verrà molto apprezzata – prosegue Federica Luni – anche dagli asili e dagli istituti scolastici dove le maestre stanno ultimamente prendendo le distanze da tutti i dolci casalinghi, le cui garanzie igieniche non sono comprovate». «Il documento è già operativo – conclude Luni –  e tutti i pasticceri di Padova lo stanno utilizzando, con grande soddisfazione, proprio per tutelare il consumatore finale».

(fonte Appe)

Settore lattiero caseario: 2009 segnato dalla crisi, ma s’intravvedono spiragli di ripresa

Si è riunita nei giorni scorsi l’Assemblea dei Soci del Consorzio Tutela Formaggio Asiago. L’occasione è stata propizia per un confronto ed una verifica del percorso compiuto in un anno di lavoro. «Con l’incontro di oggi», ha affermato il presidente del Consorzio, Roberto Gasparini, «chiudiamo formalmente un anno non certo facile per il nostro formaggio, anno peraltro caratterizzato da diffuse difficoltà per tutto il comparto lattiero caseario e, più in generale, per l’intera economia agricola».

I dati sull’andamento del settore primario nel 2009 sono infatti negativi e rivelano un calo della produzione complessivamente del 3,2% e dei prezzi all’origine del 12,4%. Per quanto riguarda il settore lattiero caseario, nello specifico, emerge una diminuzione delle produzioni di latte dei maggiori produttori mondiali: Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda. Tuttavia, questi paesi hanno fortemente incrementato le loro vendite in Cina ed Egitto, che sono i principali paesi importatori, sottraendo spazio ai produttori del vecchio continente. Di conseguenza, il prezzo del latte è sceso in tutta Europa a 26/27 cent./kg., raggiungendo la quotazione di 30 cent./kg. in Italia.

In Veneto, nel 2009, sono stati prodotti circa 11 milioni di quintali di latte, con una riduzione rispetto all’anno precedente del 2%, mentre i prezzi sono diminuiti di circa il 15-18%. «In questo scenario economico difficile», ha spiegato Gasparini, «la produzione complessiva di formaggio Asiago ha registrato invece una piccola crescita, pari ad un incremento dell’1,1% per un totale di 1.757.194 forme; l’Asiago Pressato ha mantenuto sostanzialmente i livelli produttivi raggiunti, con 1.469.514 forme, e l’Asiago d’Allevo, dopo la flessione del 2008, ha ripreso a crescere, arrivando a un totale di 287.680 forme. Per quanto riguarda i prezzi, al contrario, continua il Presidente, c’è stato, purtroppo, un calo, del 7,6% per l’Asiago fresco e dell’8,1% per l’Asiago stagionato, pari ad una diminuzione di circa 30/40 cent./kg, con un ritorno alle quotazioni del 2006/2007. Questa flessione peraltro è molto inferiore alle flessioni medie del comparto veneto e dell’agricoltura italiana nel suo complesso».

Nel corso degli ultimi quattro mesi dell’anno, il mercato dell’Asiago DOP ha registrato però alcuni segnali positivi a livello italiano ed un recupero anche dei volumi espressi dall’export; a fronte di una flessione del 30% che aveva caratterizzato i primi mesi del 2009, raggiungendo picchi del 40% nei confronti del mercato USA, l’anno si è chiuso con un -11%.

(fonte Consorzio Tutela Formaggio Asiago)

Il mercato orticolo di Chioggia pensa in grande

Chioggia Ortomercato del Veneto

Giro di boa per il radicchio rosso precoce primaverile di Chioggia. Iniziata il 7 aprile, la stagione dei conferimenti dovrebbe concludersi dopo la metà di giugno. E al mercato orticolo di Brondolo si fanno le prime valutazioni. Il prezzo spuntato dalle prime partite (2,32 euro al chilo) non è stato mai più raggiunto e le quotazioni sono progressivamente scese all’aumentare dei conferimenti giornalieri. Il mese di aprile può comunque vantare una quotazione media di poco superiore a 1,40 euro al chilo.

Meglio del 2007-2008, ma peggio del 2009. Pur non essendosi ripetuta l’ottima performance dello stesso mese del 2009 (2,20 euro/kg di media), è andata comunque meglio del precedente biennio 2007-2008, quando le medie dello stesso periodo si sono attestate molto in basso, tra i 24 e i 37 centesimi. Per quanto riguarda i quantitativi, a fine aprile mancavano all’appello circa mille quintali rispetto allo scorso anno, quando i conferimenti del mese avevano di poco superato i 23mila quintali. Alla fine della seconda settimana di maggio però, nonostante il perdurare di un andamento climatico tipicamente marzolino, il gap è stato ampiamente superato, mentre i prezzi tengono ancora e sono attestati alcuni centesimi sotto l’euro.

I progetti per il futuro. Per Chioggia Ortomercato del Veneto, la società che da poco più di due mesi ha avuto in gestione il mercato, questo è anche tempo di mettere in campo i progetti per il futuro. «L’attenzione principale in questa prima fase è necessariamente rivolta all’impresa agricola – spiega il presidente Giuseppe Boscolo Palo – alla quale ci proponiamo di offrire una serie di servizi: dalla informatizzazione all’approvvigionamento dei mezzi tecnici per la produzione, dalla nuova asta ad orologio al laboratorio di analisi, dalla piattaforma logistica alla frigoconservazione. Serve inoltre la formazione degli operatori e l’anagrafe delle aziende. Il passo successivo sarà un patto di valorizzazione territoriale tra produzione e commercializzazione per attuare iniziative promozionali, fino alla creazione di un polo agroalimentare al servizio della città».

Dal polo agroalimentare all’energia fotovoltaica. «Siamo pronti ad accogliere investitori privati che vogliano sviluppare in quest’area le loro attività – prosegue Boscolo – ed alcune richieste ci sono già pervenute, come l’insediamento di una piattaforma logistica per prodotti ortofrutticoli, ma anche in settori completamente nuovi, come quello di una ditta del settore ittico o quello di un paio di ditte della logistica alimentare. Stiamo anche valutando diverse ipotesi per installare sopra le coperture della centrale un impianto fotovoltaico, per coprire il fabbisogno energetico delle diverse attività che si andranno insediando, senza alcuna emissione di sostanze inquinanti: ricavando l’energia elettrica dall’irraggiamento solare, ogni anno risparmieremmo oltre 400 tonnellate di olio combustibile ed eviteremmo di immettere in atmosfera circa 1.300 tonnellate di anidride carbonica. Il nostro “libro dei sogni” – conclude il presidente – sarà presto tradotto in un masterplan e in un piano finanziario triennale che interesserà tutti gli 8 ettari di competenza del mercato, la cui redazione sarà affidata ad un professionista attraverso un bando di evidenza pubblica».

(fonte Chioggia Ortomercato del Veneto)

28-30 maggio: a Rovigo Fiere c’è Terre d’acqua

Dal 28 al 30 maggio, a Rovigo Fiere, Slow Food Italia e la Regione del Veneto lanciano “Terre d’Acqua”, un nuovo appuntamento interamente dedicato alla salvaguardia degli ecosistemi di delta, stagni e lagune. Tema centrale sarà la risorsa acqua e la complessa e affascinante biodiversità dei delta fluviali, raccontata attraverso la cultura, la tradizione e i sapori di questi ambienti grazie a esposizioni, incontri tecnici, momenti didattici e degustazioni gastronomiche.

Il programma. La tre giorni si aprirà il 28 maggio alle ore 17.00 con un importante convegno che porterà all’attenzione le problematiche delle zone salmastre: “Riflessioni e visioni sull’elemento cardine della vita sul pianeta. Quanta, quale, e di chi sarà l’acqua del futuro.” Il programma proseguirà il 29  maggio, dalle 10 alle 22 ed il  30 maggio, dalle 10 alle 20 offrendo un’immersione nel mondo delle Terre d’Acqua con numerosi appuntamenti. Nell’Area delle Scuole, divise in 5 settori distinti, dalle elementari all’università, ognuno degli istituti coinvolti presenterà una tematica diversa, tra percorsi sensoriali, attività teatrali e di laboratorio didattico, proposte enogastronomiche, dispute filosofiche e giuridiche, pianificazione del territorio e tutela delle biodiversità. Attraverso i Percorsi del Gusto, seminari interattivi che coinvolgeranno i cinque sensi, i visitatori potranno  conoscere i delicati ecosistemi delle terre d’acqua con le proprie economie, tradizioni, culture e sapori. Ogni percorso si concluderà con la degustazione di alcune specialità di quel territorio. Nella colorata Area Mercato saranno proposte alcune selezioni dei migliori prodotti delle aree salmastre italiane. Non mancherà poi lo spazio dedicato all’Enoteca e ai Microbirrifici del Veneto.

(fonte: Slowfood Veneto)

Mercoledì 12 maggio a Rovigo c’è “la carica dei 1000”

Iniziativa Kit merenda sana Coni e Coldiretti Rovigo

Una carica colorata di un migliaio di persone alle stadio Battaglini di Rovigo. Mercoledì 12 maggio, dalle 9 e trenta a mezzogiorno, si terrà, infatti, la giornata conclusiva del progetto Giocosport del Coni, con l’intervento di Coldiretti per la distribuzione dei “kit merenda sana”. Una festa per la promozione delle attività motorie e dell’educazione alimentare dai grandi numeri: parteciperanno 842 bambini di 50 classi seconde e terze, provenienti da 25 scuole primarie, per un totale di 14 istituti comprensivi di tutta la provincia di Rovigo; con 98 insegnanti e 60 docenti-animatori messi a disposizione gratuita dal Coni provinciale.

Coldiretti ha previsto un servizio di distribuzione di “kit merenda sana” per un migliaio di persone, che saranno consegnate intorno alle ore 11, nella pausa dalle attività sportive. Visti i grandi numeri, per diminuire la produzione di rifiuti, il “kit merenda sana” non sarà contenuto nelle consuete eco-borsine di mais, ma i prodotti sono stati appositamente confezionati in pratiche e igieniche monoporzioni. Questa la merenda prevista: biscotti di farina di riso e cocco di produzione dell’azienda Coldiretti Marangon Valentino di Porto Viro e bevande biologiche a base di mela, pera e riso di Abafoods di Badia. Queste merende sono state scelte perché particolarmente energetiche e leggere, adatte anche a bambini con intolleranze alimentari, i quali non dovranno sentirsi discriminati proprio nel momento collettivo della merenda.

Per star bene, sport e un corretto stile di vita. Durante la mattinata i bambini saranno coinvolti in diversi giochi e attività motorie a cura del Coni, come momento conclusivo di una serie di lezioni svolte gratuitamente durante l’anno scolastico, nelle scuole polesane aderenti, allo scopo di promuovere lo sport e un corretto stile di vita. Si conclude così, anche in provincia di Rovigo, il progetto nazionale Giocosport, coordinato in Polesine da Matteo Cecchettin del Coni Rovigo.

(fonte Coldiretti Rovigo)

15-17 maggio 2010: a Vino in Villa il mondo “garantito” si presenta

Dal 15 al 17 maggio il mondo “Garantito” si presenta a Vino in Villa, Festival Internazionale del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore. Molti i motivi per non mancare. Anzitutto la possibilità di conoscere il mondo Docg (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) degustando per la prima volta la Docg Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore grazie a circa 100 aziende e 300 vini, cui si affiancheranno i 43 vini docg d’Italia, noti e meno noti, dal Piemonte alla Sicilia.

E ancora, l’opportunità di scoprire un grande artista del Cinquecento, Cima da Conegliano, grazie alla mostra Cima: Poeta del Paesaggio e alla visita delle colline del Prosecco, immortalate nelle sue opere, ora in lista per la candidatura a Patrimonio Unesco. Non mancheranno gli appuntamenti per chi ama la cultura con I Simposi. Per i professionisti, l’incontro più atteso sarà il lunedì per “l’Atto Unico”, ovvero l’interpretazione del piatto unico secondo la Scuola Internazionale di Cucina Italiana Alma. Un incontro all’insegna della modernità
e dell’alta cucina. Il Castello di San Salvatore, splendido borgo del XIII secolo, farà da cornice all’evento.

(fonte Consorzio Tutela Prosecco Conegliano Valdobbiadene)

Assemblea dei soci del GAL Polesine Delta Po: Geremia Gennari, nuovo vicepresidente. Entrano tre nuovi soci.

Geremia Gennari, nuovo Vicepresidente Gal Delta del Po

Geremia Gennari, presidente dell’Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po, è stato nominato nuovo vicepresidente del GAL Polesine Delta Po ed entra così nel consiglio di amministrazione in sostituzione di Federico Saccardin.

Il nuovo CdA. Il nuovo consiglio di amministrazione risulta quindi composto da Francesco Peratello (presidente), Geremia Gennari (vicepresidente), Paolo Armenio (Unindustria Rovigo), Primo Vitaliano Bressanin (Camera di Commercio di Rovigo), Franco Cestonaro (CNA – Confederazione Nazionale Artigianato e Piccola e Media Impresa Rovigo), Fabrizio Ferro (Consorzio di Bonifica Delta del Po), Paolo Franceschetti (Confederazione Italiana Agricoltori) e Laura Negri (Provincia di Rovigo).

L’assemblea ha accolto l’ingresso di tre nuovi soci, i Comuni di Adria, Ficarolo e Gaiba. Salgono così a 26 i soci del parternariato pubblico-privato che saranno impegnati alle iniziative del Programma di Sviluppo Locale 2007-2013.

(fonte Gal Delta del Po)

L’innovazione tinge di rosa il futuro della Latteria di Soligo (Tv)

Foto Latteria Soligo, momento dell'Assemblea dei soci 24 aprile 2010

Davide contro Golia, ovvero la Latteria di Soligo contro le grandi multinazionali agroalimentari. L’epilogo è lo stesso. Il piccolo può sconfiggere o stupire il gigante anche sul campo dello sviluppo, ricerca e innovazione. L’ultima assemblea della cooperativa trevigiana (circa 300 soci allevatori) avvenuta lo scorso 24 aprile  è stata all’insegna dell’innovazione, con l’introduzione di nuovi prodotti: il nuovo latte delattosato con aggiunta di fermenti lattici (unico in Italia) e il latte agli Omega 3. Il Ministero della salute ha già dato la sua autorizzazione su questi prodotti, che appartengono alla linea del latte per alimenti particolari e ad alta digeribilità e che potranno così entrare in produzione.

Piccole realtà fonte di grande innovazione. “Tutto parte dall’analisi dei bisogni dei consumatori e dal rendersi conto che i consumi sono cambiati – spiega Lorenzo Brugnera,  presidente della Latteria di Soligo – Così abbiamo cominciato a fare ricerca e a sviluppare nuovi prodotti in questa direzione. Pur avvalendoci di collaborazioni importanti con il mondo universitario, per il latte delattosato ci siamo avvalsi esclusivamente di risorse interne alla nostra realtà. Ciò dimostra che piccolo può essere davvero bello e fonte di grandi innovazioni”.

Anno di primati. Il latte senza lattosio nasce perché questo zucchero è fonte di allergie e intolleranze. Grazie all’aggiunta di un enzima naturale, il lattosio è stato trasmformato in glucosio e galattosio, due zuccheri naturali che si assorbono con facilità. Questo nuovo latte ha lo 0,1 % di lattosio contro altri prodotti similari che n presentano un minimo dello 0,3 %. “La nostra fortuna è che partiamo da un prodotto di altissima qualità grazie al lavoro dei nostri allevatori – continua il presidente Brugnera – Siamo i primi in Italia a produrre il delattosato con aggiunta di fermenti lattici. Anche in questo caso sarà un prodotto innovativo è di grande impatto.  Altra novità annunciata dala Latteria di Soligo, la certificazione O.P. (Organizzazione di produttori) ricevuta dalla Regione Veneto, uno status nuovo che qualifica la Latteria come vera filiera del latte, dalla stalla alla tavola.

Garantire prezzi dignitosi agli allevatori.  Un altro annuncio importante ai soci della Soligo è stato quello del prezzo del latte pagato dalla latteria per la campagna 2009  a € 0,40 al litro. Un prezzo molto buono nel panorama italiano. “L’Italia zootecnica si è trovata ad affrontare un 2009 a dir poco disastroso durante il quale gli allevatori si sono visti pagare anche 28 centesimi al litro e a volte meno a fronte di un costo di produzione variabile che non è diminuito proporzionalmente. Tale situazione destabilizza le aziende produttrici alle prese con la fluttuazione dei costi dell’alimentazione zootecnica e in generale della gestione della stalla. Garantire dei prezzi dignitosi del latte è indispensabile per mantenere inalterata la grande qualità dei nostri prodotti” ha concluso Brugnera.

(fonte Latteria Soligo)