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Vecchie lampadine addio, adesso in vendita solo quelle a “basso consumo”

Dal 1 settembre le lampadine a incandescenza sono andate in pensione. Secondo le normative comunitarie entrate in vigore a partire dal 2009, nei negozi non si troveranno neppure quelle di potenza inferiore ai 60 W, tranne le rimanenze di magazzino utilizzabili solo con particolati modelli ad incandescenza (comprese quelle per forni e frigoriferi).

Attenzione al riciclo delle lampadine a basso consumo. In commercio restano quindi solo le lampadine alogene, led e a basso consumo energetico. Ed è proprio questo lo scopo del provvedimento: ridurre i consumi elettrici che, soprattutto negli ultimi anni, hanno conosciuto un boom senza precedenti. Le lampadine fluorescenti a parità di watt emettono infatti circa cinque volte la luce prodotta da quelle ad incandescenza. Cosa cambia nella quotidianità dei consumatori con il passaggio alle “fluorescenti”? Le lampadine a basso consumo – che hanno anche il vantaggio di una durata superiore rispetto alle vecchie lampadine – devono essere comunque smaltite in modo appropriato, dato che contengono metalli che sono sia inquinanti sia preziosi e quindi meritevoli di essere riciclati. Non possono essere gettate quindi né nell’indifferenziata né nel vetro, ma devono essere portate (nei Comuni che sono attrezzati), nelle isole ecologiche, oppure ai venditori. Questi ultimi, visto che sul prezzo di vendita applicano una maggiorazione legata proprio al servizio di ritiro dei Raee (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) hanno l’obbligo di raccoglierle.

(Fonte: venetoconsumatori.it)

Nuove norme su raccolta e smaltimento dei rifiuti elettronici

Il 13 agosto 2012 sono entrate in vigore nuove norme sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti elettronici (cioè dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, ossia RAEE). Tali disposizioni fanno parte della direttiva RAEE, entrata in vigore nel febbraio 2003, la quale prevede l’istituzione di un sistema di raccolta che consenta ai consumatori di restituire gratuitamente i loro rifiuti elettronici. La nuova direttiva segna un chiaro progresso verso la protezione ambientale e favorisce un impiego più efficiente delle risorse sul territorio europeo.

L’obiettivo è di prevenire eventuali danni alla salute umana e all’ambiente causati da sostanze pericolose contenute nei RAEE; allo stesso tempo si vuole aumentare il riciclaggio e/o il riutilizzo di prodotti e materiali. A questo proposito, la raccolta sistematica e un corretto smaltimento sono indispensabili per il riciclaggio di oro, argento, rame e metalli rari usati per la produzione di TV, computer portatili e telefoni cellulari. Ad oggi solamente un terzo dei rifiuti elettrici ed elettronici dell’ Unione europea è oggetto di raccolta differenziata nel quadro del regime documentato. L’attuale tasso di raccolta stabilito per l’UE è di 4 kg di RAEE pro capite, che corrisponde a 2 milioni di tonnellate all’anno, a fronte delle circa 10 tonnellate annue di rifiuti generate. Si stima che entro il 2020 il volume dei RAEE aumenterà di 12 milioni di tonnellate, perciò l’ambizioso obiettivo finale della nuova direttiva è quello della raccolta dell’85% della produzione complessiva di RAEE: nel 2020 la raccolta differenziata riguarderà all’incirca 10 milioni di tonnellate di rifiuti, l’equivalente di 20 kg pro capite.

Al più tardi entro il 14 febbraio 2014, gli Stati membri saranno tenuti a modificare la legislazione nazionale in vigore in materia di RAEE per conformarsi alle disposizioni della nuova direttiva e ai relativi obiettivi. I consumatori possono consegnare rifiuti elettronici di piccole dimensioni presso i negozi al dettaglio, fatta eccezione nel caso in cui sistemi alternativi già in uso dimostrino di essere di pari efficacia. La direttiva fornisce inoltre agli Stati membri gli strumenti per combattere con maggior successo le esportazioni illegali di rifiuti. Esse costituiscono infatti un grave problema, in particolare se nascoste sotto forma di spedizioni legali di apparecchiature usate per raggirare la normativa UE in vigore. Per far fronte a questa problematica, la nuova direttiva imporrà agli esportatori di verificare il funzionamento delle apparecchiature e di documentare la natura delle spedizioni sospettate d’illegalità. Infine, a partire dalla data di attuazione nazionale della direttiva, si applicherà un’inversione dell’onere della prova alle spedizioni di apparecchiature usate sospettate di contenere rifiuti illegali.

A partire dal 2016, gli Stati membri dovranno garantire la raccolta del 45% delle apparecchiature elettriche ed elettroniche vendute sul territorio nazionale. Inoltre, dal 2018, l’ambito di applicazione della direttiva si estenderà dalle categorie attualmente considerate a tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche. Infine, nel 2019, l’obiettivo di recupero passerà al 65% delle apparecchiature vendute, o, in alternativa, all’85% dei RAEE prodotti. Gli Stati membri potranno infatti scegliere liberamente quale tra questi due benchmark adottare.

Un ulteriore progresso sarà la riduzione degli oneri amministrativi, raggiunta grazie all’armonizzazione degli obblighi nazionali in materia di registrazione e comunicazione. La Commissione farà uso dei poteri a lei conferiti dalla nuova direttiva per armonizzare la frequenza del flusso di comunicazioni dei produttori, il formato previsto per la registrazione e le comunicazioni verso i registri nazionali. Essa riesaminerà inoltre l’impatto di determinate modifiche introdotte con la nuova direttiva; ad esempio, nell’ambito di applicazione, con il fine di individuare eventuali risvolti indesiderati. Ad alcuni Stati membri sarà concessa una deroga temporanea circa i nuovi obiettivi di raccolta nel caso in cui si verifichi la carenza delle infrastrutture necessarie o di uno scarso livello di consumo di apparecchiature elettroniche.

(Fonte: http://www.asterisconet.it)

Dal 2013, Greenpass per il Passo dello Stelvio

A partire dal 2013, la strada del Passo dello Stelvio sarà soggetta al pagamento di pedaggio, una sorta di  vignetta sul modello già in vigore lungo le autostrade austriache, pertanto, chi percorrerà il versante altoatesino dovrà munirsi del Greenpass®.

“Con il termine Greenpass® desideriamo richiamare l’attenzione sul fatto che l’introduzione del pedaggio è dovuta innanzitutto alla tutela ambientale del Passo dello Stelvio”, ha precisato Florian Mussner, assessore provinciale ai Lavori Pubblici della Provincia Autonoma di Bolzano. All’indirizzo web www.greenpass.bz.it, sono disponibili le informazioni sul pedaggio. ”Con gli introiti – ha spiegato Mussner – non vogliamo solamente accumulare fondi per effettuare gli interventi di manutenzione, ma vogliamo valorizzare dal punto di vista culturale, turistico e ambientale la statale di Passo Stelvio”.

(Fonte: Ansa.it)

Settimana mondiale dell’acqua e Giornata europea del creato: il contributo dei Consorzi di bonifica italiani

“E’ quantomai significativo che la conclusione della Settimana Mondiale dell’Acqua (26-31 agosto 2012) a Stoccolma coincidi con la vigilia della Giornata per la Salvaguardia del Creato, celebrata in Europa il 1° settembre per iniziativa della Conferenza Episcopale Italiana.”  Ad evidenziarlo è Massimo Gargano, presidente A.N.B.I. (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni), che ricorda anche come soprattutto l’appuntamento istituzionale, in Svezia, ponga, al centro, il rapporto fra acqua, sicurezza alimentare ed energia.

Acqua, cibo, energia: fondamentale fare scelte coerenti e sostenibili nel futuro. “Se si cercava conferma della centralità dell’esperienza dei Consorzi di bonifica italiani, attestazione migliore non può venire che dalle parole del Commissario all’Ambiente dell’Unione Europea, Janez Potocnik, quando afferma che è fondamentale sviluppare delle politiche integrate sostenibili che portino a scelte coerenti nei tre ambiti, acqua, produzione alimentare ed energia. Il pensiero – prosegue Gargano – corre subito alle esperienze consortili sugli usi plurimi delle acque: non solo permettono l’ottimizzazione d’utilizzo della risorsa idrica ma, attraverso la produzione idroelettrica (sono oltre un centinaio le centrali gestite da Consorzi di bonifica) contribuiscono, in maniera sensibile, ai quantitativi di energia rinnovabile, che anche il nostro Paese si è impegnato a raggiungere entro il 2020; studi accademici stimano le potenzialità italiane del miniidroelettrico in almeno 1000 MW, di cui il 30% in zone pianeggianti, grazie proprio all’innovazione tecnologica, applicata dai Consorzi di bonifica.”

Con Irriframe, un sistema irriguo intelligente. A ciò si aggiunge l’utilizzo delle acque reflue depurate a scopo irriguo (oltre 12.000 litri al secondo in 7 regioni italiane) e l’attivazione, già in 10 regioni italiane, del “sistema irriguo intelligente” Irriframe, voluto dall’ANBI e frutto della ricerca italiana: grazie al “miglior consiglio per l’irrigazione” permette un risparmio di circa il 25% nel fabbisogno idrico in agricoltura. Proprio in ambito europeo, l’impiego di Irriframe può testimoniare l’impegno per l’uso corretto dell’acqua irrigua, anche soddisfacendo, in maniera certificata, le attuali e future prescrizioni comunitarie, legate alla buona gestione dell’acqua in agricoltura (misure del PSR, Condizionalità, Disciplinari di Produzione Integrata, Piani Tutela Acque, Direttiva 60/2000, Piani di conservazione dell’acqua, deroghe al prelievo, deroghe allo spandimento di azoto di origine animale, ecc.). “Se il problema dell’approvvigionamento idrico è planetario – conclude il Presidente A.N.B.I. – ognuno deve fare la propria parte e l’Italia, grazie ai Consorzi di bonifica, può presentare esperienze d’avanguardia, studiate nel mondo.”

(Fonte: ANBI)

Miele a rischio in Italia, prime stime registrano un calo del 40%

Tra api “stressate” dal caldo, vegetazione assetata e fioriture scarse, il raccolto di miele italiano rischia di essere seriamente compromesso: “difficile dare dei numeri ora, perché ancora qualche flebile speranza di recuperare un po’ c’è, ma si potrebbe chiudere con un -30/-40% su un’annata media”, spiega il presidente dell’Unaapi (Unione Nazionale Apicoltori Italiani) Francesco Panella.

7-9 settembre, in Toscana gli “stati generali” dell’apicoltura italiana. La crisi produttiva degli allevamenti apistici nazionali rischia di comportare conseguenze per l’ambiente più in generale, visto l’importanza dell’azione d’impollinazione svolta dalle api per l’agricoltura e non solo. Per il bilancio definitivo del raccolto 2012 si dovrà aspettare la “Settimana del Miele” (Montalcino, 7-9 settembre 2012), gli “Stati Generali” dell’apicoltura italiana. Ma, già allo stato attuale, risultano “penalizzati, come già in primavera l’acacia e gli agrumi – spiega Panella – anche i millefiori estivi, ad eccezione delle produzioni di alta montagna dell’arco alpino ad est. Non male la produzione di miele di tiglio, media quella di castagno. Nel caso degli oltre 800.000 ettari di castagneto in Italia, però, il segnale positivo è che la lotta biologica al flagello parassitario d’origine cinese che ne insidia la sopravvivenza, grazie a un impegno esemplare delle istituzioni, sta dimostrando i primi frutti positivi; se lo stato degli ombrosi castagneti sta nettamente migliorando, è una buona notizia più per il futuro che per il presente.

Drammatica, invece, la situazione del miele di eucalipto: i 60.000 ettari di eucalipto, anch’essi sotto attacco da un parassita esogeno, sembrano destinati a essiccarsi, nel disinteresse generale, e rischiano praticamente di sparire, e con essi, ovviamente, anche il pregiato miele monofloreale. C’è ancora qualche speranza per la possibile produzione di miele di melata in alcune zone del nord, ma in ogni caso il risultato produttivo d’insieme non potrà essere ribaltato. Tra le regioni più colpite da siccità e avversità meteo, la Sardegna e la Toscana. E’ il risultato – conclude Panella – di un’annata contrassegnata da andamenti estremi in inverno e primavera, con temperature molto al di sotto o al di sopra della media in diversi periodi, e ora da un’estate siccitosa e con temperature elevate”.

L’apicoltura è uno di quei pochi settori che permettono di legare la tutela del patrimonio ambientale alla creazione di prodotti alimentari di eccellenza e può contare sulla forza di 50.000 apicoltori, 1,1 milioni di alveari ed un giro d’affari stimato di 60 milioni di euro, e il cui valore reale supera i 2,5 miliardi di euro se si considera il servizio di impollinazione fornito dalle api all’agricoltura.

(Fonte: ASGA Apicoltori Siena Grosseto Arezzo)

Ambiente, sabato 25 agosto 2012 si festeggia nel veneziano la “Notte europea del pipistrello”

La “Notte europea del pipistrello” (European Bat Night) è una manifestazione promossa da EUROBATS in oltre trenta paesi per far conoscere meglio l’importanza di questi mammiferi per l’ambiente naturale e in particolare per quello urbano. Essi infatti, nutrendosi di insetti, contribuiscono alla lotta biologica contro le zanzare. Il Comune di Venezia – Assessorato Ambiente partecipa a questo evento organizzando sabato 25 agosto p.v. presso i parchi di S. Giuliano e Albanese attività rivolte ai bambini e agli adulti.

Due gli appuntamenti: dalle ore 17 fino alle 19.30 al Parco San Giuliano, nella zona adiacente l’area giochi, verranno organizzati laboratori e animazioni per bambini sul tema dei pipistrelli coinvolgendoli nella costruzione di aquiloni, di sagome-ricordo e in giochi sull’eco-localizzazione. Seguirà, a partire dalle ore 20.30, al Parco Albanese, una breve conferenza sui pipistrelli a cura degli esperti della cooperativa Biosphæra che poi, dalle ore 21.30, accompagneranno i partecipanti in una passeggiata nel parco alla ricerca dei mammiferi notturni utilizzando il bat detector, strumento che rileva gli ultrasuoni emessi da questi animali per muoversi agilmente nel buio della notte.  In occasione della manifestazione, saranno esposti alcuni prototipi di bat-box e rifugi artificiali, oltre alla strumentazione tecnico-scientifica utilizzata dai ricercatori per il monitoraggio dei pipistrelli: gli esperti resteranno a disposizione del pubblico per rispondere a quesiti sul tema. L’ingresso è libero; in caso di condizioni meteo sfavorevoli la manifestazione sarà annullata. Per info più dettagliate scrivere a educazione.ambientale@comune.venezia.it o telefonare allo 041.2748274-7946.

(Fonte: Comune di Venezia)

Consumo del suolo, il ruolo dei fertilizzanti nella produzione di cibo

Assofertilizzanti, l’Associazione nazionale produttori di fertilizzanti che fa parte di Federchimica, ha commentato la presentazione del rapporto del Ministero dell’agricoltura sulla condizione del consumo del suolo e dell’agricoltura in Italia ricordando che : «il suolo è un bene comune e una risorsa preziosa per l’agricoltore, da tutelare e preservare dalle minacce derivate dal suo sfruttamento».

In quarant’anni, perso il 28% della superficie agricola utilizzata. L’allarme lanciato dal Ministero si fonda sulla consapevolezza che una sempre crescente cementificazione può produrre una perdita di fertilità, di produttività, di bellezza e cultura. Dal 1971 al 2010, infatti, abbiamo perso il 28% della superficie agricola utilizzata, un’area grande come la Lombardia, la Liguria e l’Emilia Romagna: ed è proprio in queste regioni che, negli ultimi 50 anni, è stato registrato il maggior incremento di popolazione.

Negli anni ’50 un ettaro di frumento produceva 1,4 tonnellate, oggi si arriva anche a 4. “Per soddisfare il fabbisogno alimentare nazionale, occorrerebbero 61 milioni di ettari disponibili: l’Italia ne dispone di poco più di 12. – ha affermato Francesco Caterini, Presidente di Assofertilizzanti – In questo contesto il supporto delle tecnologie più innovative, come i fertilizzanti, ha permesso di compensare scarsità di terreno con l’aumento della produttività. Se negli anni ’50 un ettaro a frumento produceva 1,4 tonnellate, oggi ne arriva a produrre anche 4». Il 46% degli italiani è preoccupato per il rischio che l’agricoltura non riesca a produrre cibo a sufficienza per tutti. I fertilizzanti, in questo contesto, svolgono un ruolo fondamentale per difendere il suolo dal progressivo impoverimento reintegrando gli elementi nutritivi prelevati dalle colture.

(Fonte: Asterisco Informazioni)

Senza acqua non c’è agricoltura: realtà, progetti e lavori per l’irrigazione in Veneto dei Consorzi di bonifica

“Non c’è agricoltura moderna ed efficace senza un’ottimizzazione della risorsa idrica, fattore di assoluta importanza per garantire l’ottima qualità delle colture “made in Italy”. A ricordarlo è Giuseppe Romano, Presidente dell’Unione Veneta Bonifiche (U.V.B.).

La rete irrigua del Veneto. “Il Veneto – prosegue – dispone di una superficie irrigua pari a 600.000 ettari. Nelle aree in cui l’irrigazione è strutturata, i Consorzi di bonifica garantiscono la distribuzione costante ed efficiente della risorsa idrica. Su circa 400.000 ettari, invece, ovvero 2/3 del totale, soprattutto nel medio-basso Veneto, l’irrigazione non è strutturata, bensì “di soccorso”, cioè sono aree dove le aziende agricole prelevano acqua dalle reti “promiscue” (a duplice utilizzo: irrigazione e difesa idraulica). Proprio in queste zone, a fronte di una fortissima domanda idrica da parte degli agricoltori, a causa del duro periodo di siccità che stiamo affrontando, è andata in crisi la disponibilità di risorsa idrica. I cambiamenti climatici impongono di investire in queste zone.”

Se l’acqua è il primo fattore di produzione agricola, serve un cambio di direzione. Continua Giuseppe Romano: “Ad oggi l’unica fonte di finanziamento è il Piano Irriguo Nazionale, che destina al Veneto 76 milioni di euro per realizzare 22 progetti, recentemente sbloccato dopo anni di sospensione dei finanziamenti. E’ necessario prevedere il rifinanziamento del P.I.N. per garantire la pluriennalità delle risorse, proseguendo nel progetto di adeguamento e riconversione delle reti. D’altro lato però, l’attuale programmazione comunitaria sullo sviluppo rurale in Veneto non prevede finanziamenti per le reti irrigue dei Consorzi di bonifica. Se la risorsa idrica è una priorità essenziale per l’agricoltura come primo fattore di produzione e ambientale, bisogna concentrare su questo comparto le risorse finanziarie del prossimo P.S.R. . Non può esistere finanziamento alle singole aziende per l’ammodernamento e l’innovazione degli impianti irrigui senza un’efficiente rete di distribuzione. ” I Consorzi si candidano ad essere un elemento indispensabile, assieme alle imprese agricole, per riprogrammare il futuro dell’irrigazione in Veneto.

Il piano di interventi proposto dai Consorzi di bonifica alla Regione. Di fronte a situazioni meteoclimatiche senza precedenti, in cui si è registrato un deficit di precipitazioni pari a 214 millimetri, vale a dire -24% rispetto alla media 1993-2011, i Consorzi di bonifica hanno presentato un piano che, oltre ai 22 progetti finanziati dal P.I.N., contiene oltre 200 idee progettuali per l’irrigazione, indicando un investimento pari a 1 miliardo e 700 milioni di euro; sono previsti: interventi di riconversione irrigua per il risparmio idrico (trasformazione delle reti e razionalizzazione); interventi di bacinizzazione; adeguamento delle reti e obsolete e dei canali; ammodernamento delle opere di presa; interventi per la ricarica della falda (pozzi bevitori, aree forestali di infiltrazione) e la tesaurizzazione della risorsa idrica (invasi); realizzazione per evitare la risalita del cuneo salino.

Per gli agricoltori, il miglior consiglio per l’irrigazione via mail o sms. Il 2012 è anche il primo anno di attivazione, nel Veneto, di “Irriframe“, un innovativo “sistema informatico di consiglio irriguo”, voluto dall’Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni (A.N.B.I.), a tecnologia italiana e che mira ad un uso sempre più efficiente dell’acqua irrigua. Commenta Andrea Crestani, Direttore U.V.B.: “L’innovazione, in fase sperimentale in tutti i Consorzi di bonifica del Veneto, fornisce, attraverso l’invio di mail o sms, indicazioni precise e puntuali agli agricoltori sul momento d’intervento irriguo ottimale e sui volumi da utilizzare, tenendo conto di molti fattori tra cui i dati meteo, forniti dall’ARPAV, i dati del suolo, della falda, delle colture e il tipo di impianto aziendale. Attraverso l’elaborazione di questi parametri, “Irriframe” calcolerà il bilancio idrico, fornendo indicazioni sul volume d’adacquata per ogni singola coltura e il giorno dell’intervento. I vantaggi sono significativi, in quanto permette un adattamento al cambiamento climatico, risparmio di risorse idriche (15-25%) ed energetico, ma soprattutto minori costi per l’azienda agricola ed il Consorzio.” Il servizio consente, quindi, ad ogni Consorzio di indicare irrigazioni economiche e di massima efficienza idrica, capaci di far ottenere un risparmio idrico significativo, mantenendo o migliorando la produttività, il reddito e la competitività dell’azienda agricola.

(Fonte: Unione Veneta Bonifiche)

Cansiglio (BL), in occasione della Giornata della salvaguardia del Creato (1 settembre 2012), i soci ARGAV invitati a partecipare alla Camminata dei giornalisti per l’Ambiente (31 agosto 2012)

Sentieri del Cansiglio (foto Veneto Agricoltura)

Greenaccord, associazione culturale nata per stimolare l’impegno di tutti sul tema della salvaguardia della natura, in virtù dell’accordo di cooperazione siglato con Unaga-Arga, invita i giornalisti ARGAV a partecipare alla celebrazione della “Giornata per la salvaguardia del Creato“, che si svolgerà il 1° settembre p.v. in Cansiglio (BL), anticipata dalla “Camminata dei giornalisti per l’Ambiente“, che si terrà il 31 agosto.

Per essere raccontata meglio, la natura deve essere vissuta. La due giorni ambientale ha il patrocinio della Provincia Autonoma di Trento e del PEFC Italia ed è promossa e organizzata nel territorio delle Dolomiti dalle Diocesi di Belluno-Feltre con l’Arcidiocesi di Trento e le Diocesi di Bolzano-Bressanone, Como e con la Sacra Arcidiocesi d’Italia e di Malta del Patriarcato ecumenico. La “camminata”, ideata e organizzata da Greenaccord, è finalizzata a far vivere ai giornalisti l’esperienza del cammino, condiviso con altri colleghi e un bel numero di giovani, nella splendida natura del territorio dolomitico. Greenaccord ritiene importante, infatti, che la natura vada vissuta e raccontata sperimentandone lo stupore, la fatica e la pace interiore che specie la montagna riesce a trasmettere. L’incontro si conclude con un incontro/dibattito con i giovani sulla salvaguardia del creato e la funzione dei media per responsabilizzare ad un comportamento virtuoso e rispettoso del creato.

Programma 31 agosto (intera giornata). Il Cammino: Passo Cereda, Sagron Mis, Gosaldo. Partenza dal Parco delle Pale di San Martino per arrivare nel territorio del Parco delle Dolomiti Bellunesi. Gosaldo è comune del parco, ancorchè sul versante di fronte. Siamo fra le Pale di San Martino e le vette Feltrine, bene Unesco. Boschi certificati su entrambi i versanti. Temi forti a livello ambientale: foreste, certificazione (tutto il territorio), Dolomiti bene Unesco, Parco di Paneveggio – Pale di San Martino e Parco nazionale Dolomiti Bellunesi, gestione malghe (Fossetta, Cereda), piccoli comuni montani. La partecipazione dei giornalisti è su base volontaria, dunque ogni giornalista dovrà provvedere autonomamente ai viaggi a/r e ai pranzi al sacco. Maggiori info: Segreteria Greenaccord, Teresa Bello, tel. 06.99929400/02, email: segreteria@greenaccord.org

(Fonte: Greenaccord)

Rifiuti (Forsu), rivoluzione “umida” per l’agricoltura

Veneto Agricoltura e Dolomiti Ambiente chiudono il cerchio. Dal biodigestore di Santa Giustina (Belluno) nasce una rivoluzione per il mondo agricolo e della gestione dei rifiuti urbani. «E’ un progetto che nasce da un’idea semplice», ha spiegato Giuseppe De Biasi, presidente di Dolomiti Ambiente, società della Provincia di Belluno che gestisce il rifiuto umido bellunese, «ovvero trasformare uno scarto della produzione di biogas in una risorsa».

Primi risultati sulla qualità del digestato a ottobre 2012. Fino ad oggi, infatti, questo liquido andava smaltito nel depuratore con costi, per l’impianto bellunese del Maserot, di circa 400mila euro l’anno. «Cifre», come ha sottolineato Paolo Pizzolato amministratore unico di Veneto Agricoltura, «che attualmente ricadono sulla collettività e che da domani, non solo potranno essere azzerate, ma addirittura trasformate in una nuova fonte di reddito». Dalla terra alla terra, dunque, con il liquido risultato dalla fermentazione del Forsu (per produrre energia dal biogas) che va a fertilizzare il campo agricolo. Il progetto è in atto a Villiago, frazione di Sedico (BL), nell’azienda sperimentale biologica di Veneto Agricoltura. Lì, confinate in cassoni, alcune piante di mais sono già cresciute grazie all’ammendante fornito da Dolomiti Ambiente. Il primo dossier con le analisi sulla qualità del digestato per l’agricoltura saranno già disponibili a ottobre. Il progetto continuerà in campo aperto per due stagioni vegetative, per avere la definitiva conferma dell’efficacia del digestato come fertilizzante biologico. I primi riscontri sono positivi, confermano le previsioni dei tecnici di Veneto Agricoltura e Dolomiti Ambiente, coadiuvati dalle analisi del dipartimento Dafnae (Agronomy, food, natural resources, animals, environments) dell’Università di Padova e dagli esperti dell’Arpav. Dal trattamento del rifiuto umido prodotto in ogni famiglia, quindi, è possibile ottenere un ottimo fertilizzante, dando vita a un ciclo virtuoso a filiera corta. Il progetto si inserisce in una prospettiva europea, che vede nelle innovazioni in campo agricolo ed energetico opportunità di sviluppo sostenibile dei territori.

(Fonte: Veneto Agricoltura)