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Irrigazioni, per il risparmio idrico i Consorzi di bonifica presentano “IRRIFRAME”

In 10 mesi (da ottobre a fine luglio scorso) sul Veneto, si è segnalato un deficit di precipitazioni pari al 24%, accompagnato da un notevole incremento delle temperature; conseguentemente la necessità irrigua per le colture è salita di quasi il 30%, cui è corrisposta la minore portata presente nei corsi d’acqua.

Presentazione del progetto per la stampa venerdì 10 agosto ore 11 a Mestre (VE). L’Unione Veneta Bonifiche ha così deciso di rafforzare l’impegno dei Consorzi di bonifica per l’ottimizzazione d’uso della risorsa idrica, aderendo al “sistema informatico di consiglio irriguo” IRRIFRAME. Il sistema permette una razionalizzazione delle irrigazioni, con consistente risparmio idrico e minori costi di produzione, semplicemente attraverso dati forniti via computer e cellulare. “IRRIFRAME”,  frutto della ricerca dei consorzi di bonifica italiani, sarà presentato nel corso di una conferenza stampa che si terrà venerdì 10 agosto p.v. alle ore 11.00 nella sede del Consorzio di Bonifica Acque Risorgive a Venezia Mestre (in via Rovereto 12, zona Chirignago).

(Fonte: Unione Veneta Bonifiche)

Siccità, gli agricoltori veneti pagano due volte, per il danno in campo e per i riflessi sui costi di produzione

Gli agricoltori salvano il salvabile facendo i conti con un raccolto di barbabietole mummificate, mais già trinciato anziché in granella e quello della soia appena recuperabile. “Caldo e siccità – commenta Coldiretti – stanno provocando perdite alle coltivazioni mondiali che fanno volare i listini e saltare diverse consegne con drammatiche conseguenze per la disponibilità di cibo”.

Danni ambientali ed economici. Quello che sta vivendo il Veneto è un problema non solo ambientale – spiega Coldiretti – ma anche economico con il calo delle rese stimato in oltre 7 milioni di quintali (rispetto ai 10 preventivati) per il granoturco e la soia intorno ai 560 mila quintali (esattamente la metà delle stime iniziali) il rischio è che il prezzo superi al 30 per le quotazioni di soia e mais necessari a nutrire gli animali per produrre latte e carne, dall’inizio dell’anno. La borsa merci al Chicago Board of Trade, punto di riferimento del mercato a livello internazionale, il valore del mais è intorno ai 9 dollari per bushel e la soia a 16 dollari per bushel, per consegne a settembre. Una situazione che – sottolinea la Coldiretti – ostacola la ripresa del Pil anche in Italia che è dipendente dall’estero per quasi un terzo delle materie prime agricole che consuma, come evidenziato dall’Istat.

A far la differenza, la presenza degli impianti di irrigazione. Per una regione zootecnica come il Veneto la situazione dovrebbe reggere in quanto nelle roccaforti dell’allevamento bovino, in particolare da carne (comparto a cui è indirizzato il 40% della produzione cerealicola) si collocano i comprensori irrigui dove si è salvata la produzione di silo mais attraverso l’irrigazione. Non sarà cosi per le aziende della bassa pianura che dovranno vedersela con il secco in quando non dotate di sistemi irrigui efficienti: peserà su di loro un probabile dimezzamento delle scorte – conclude Coldiretti – e quindi la necessità di procacciarsi i foraggi sul mercato con un ovvio rimbalzo sui prezzi e costi di produzione maggiori.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Calabroni e vespe i più importanti vettori dei lieviti responsabili delle fermentazioni di vino, birra e pane

Vespe sociali e calabroni sono protagonisti della tipicità di birra, vino e pane. Nell’intestino di questi insetti, infatti, “vivono” i lieviti responsabili delle fermentazioni naturali vinarie e panarie caratterizzandone la tipicità. E’ questo, in estrema sintesi, il “cuore” della ricerca pubblicata sulla prestigiosa rivista statunitense PNAS – Proceedings of the Natural Academy of Sciences, realizzata da un gruppo di ricercatori della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige in collaborazione con l’Università di Firenze ed il CNRS di Montpellier.

Durante l’inverno e la primavera, lieviti “ospiti” di vespe e calabroni. L’importanza di questo lavoro è racchiusa nel fatto che, per la prima volta, viene chiuso il ciclo ecologico dei lieviti responsabili delle fermentazioni del vino, della birra e del pane. Fino ad oggi, infatti, il ciclo vitale di questi lieviti era noto solo durante la fase di produzione e fermentazione di questi prodotti. Era ad oggi ignoto dove questi micro-organisimi vivessero quando le fermentazioni non ci sono, ovvero nei mesi invernali e primaverili. Questa ricerca dimostra che questi lieviti “vivono” nell’intestino dei calabroni e delle vespe sociali. Questi insetti rappresentano quindi il loro vettore più importante. “E’ sorprendente – spiega Duccio Cavalieri, coordinatore del Dipartimento di biologia computazionale – come il “microbiota”, ovvero l’insieme delle specie fungine dei calabroni, nel mese di settembre contenga le stesse specie che si trovano sulla superficie delle uve all’inizio della fermentazione vinaria. Questi lieviti “trascorrono” un periodo del loro ciclo vitale all’interno dell’intestino di vespe sociali e calabroni, al di fuori dell’ambiente di fermentazione. Poi – prosegue Cavalieri – quando i frutti maturano, questi insetti sono attratti dal loro odore, li rompono grazie ai loro potenti apparati mandibolari e inoculano questi micro-organismi al loro interno”. Questa indagine si lega ad una ricerca iniziata nel 1998 e chiude, di fatto, il ciclo ecologico dei lieviti che era ancora avvolto dal mistero. Per arrivare a questo risultato è stato anche sequenziato il genoma di questi lieviti trasportati dai calabroni ed è stato possibile individuare i ceppi dei lieviti in periodi dell’anno in cui non erano mai stati isolati ovvero da dicembre a febbraio.

Insetti protagoniti della tipicità dei prodotti. “Questa scoperta – conclude Roberto Viola, direttore del Centro Ricerca e Innovazione della Fondazione Edmund Mach di San Michele – apre la strada ad altre ricerche che intendano capire come questo microcosmo di micro-organismi possa essere associato alla tipicità dei prodotti, e di come sia importante conoscerlo, per proteggerlo, conservarlo e renderlo disponibile alle attività umane”. Lo studio è stato condotto da tre ricercatori della Fondazione Mach: Duccio Cavalieri, Carlotta De Filippo e Roberto Viola, in collaborazione con il Dipartimento di Biologia Animale e Genetica e di Farmacologia dell’Università degli Studi di Firenze (Irene Stefanini, Leonardo Dapporto, Stefano Turillazzi, Mario Polsinelli, Antonio Calabretta e Monica Di Paola) e con il CNRS di Montpellier (Jean-Luc Legras).

(Fonte: Istituto Agrario San Michele all’Adige)

Incendi: in sette mesi in fumo 19.000 ettari di terreno boschivo

Sono 3.900 gli incendi boschivi che hanno interessato la nostra Penisola dall’1 gennaio al 15 Luglio 2012, devastando 19.000 ettari di terra. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno si è avuto un aumento dei roghi del 165% e delle superfici in fumo di circa il 200%. Lo sottolinea Confagricoltura sulla base dei dati rilevati dal Corpo Forestale dello Stato.

Origine soprattutto dolosa. Gli agricoltori sono allarmati per la recrudescenza del problema – avverte Confagricoltura –. La siccità e il grande caldo sicuramente agevolano l’autocombustione, ma la maggior parte degli incendi è di origine dolosa. In particolare in Sardegna, Campania, Calabria, Puglia, Toscana e Lazio, il Corpo Forestale registra le maggiori criticità”. L’Organizzazione degli imprenditori agricoli esorta le autorità preposte (Corpo Forestale, Protezione, Civile, Vigili del Fuoco) a non abbassare la guardia, sia nella prevenzione, sia nell’attività antincendi vera e propria, ma anche in quella investigativa e di repressione (l’incendio boschivo è un delitto contro la pubblica incolumità e, come tale, perseguibile penalmente).  Confagricoltura ricorda che quasi i due terzi dei boschi italiani sono privati, e soprattutto degli agricoltori, che assolvono con continuità a precisi compiti di manutenzione, pulizia e selvicoltura, spesso insufficienti di fronte al dolo. La gran parte degli incendi interessa proprio le superfici boschive private (ma anche pascoli, allevamenti, strutture) con ripercussioni sui redditi e danni spesso irrecuperabili all’agro-ecosistema, che penalizzano tutta la collettività.

(Fonte: Asterisco Informazioni)

Ambiente, inaugurate in Cansiglio le aree parcheggio all’ex Caserma Bianchin

Aree sosta parcheggio ex caserma Bianchin

L’ex Caserma Bianchin (fabbricato ora di Veneto Agricoltura), o meglio alcune aree dell’ex insediamento militare, nel Comune di Farra d’Alpago (BL), dopo un anno di interventi mirati alla ricomposizione ambientale, è stata restituita al Cansiglio in tutto il suo splendore. In particolare, sono state inaugurate le aree parcheggio di cui il territorio era fortemente carente. La struttura, smilitarizzata, è ormai risorsa a servizio della comunità per una migliore fruizione turistica del comprensorio. Gli interventi, che hanno prodotto una riduzione del 50% circa della volumetria presente, hanno portato alla bonifica dall’amianto, dai serbatoi esistenti e alla sistemazione complessiva dell’area.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Legambiente, risulta inquinato il 62,5% dei laghi del Centro nord

foto Legambiente

Si è conclusa ieri la settima edizione della Goletta dei Laghi di Legambiente, la campagna per il monitoraggio scientifico e naturalistico dei maggiori bacini lacustri italiani, realizzata con il contributo del Coou (Consorzio obbligatorio oli usati). Un viaggio durato oltre un mese, lungo tutta la Penisola, dai confini con la Svizzera fino in Sicilia. Diciassette i laghi coinvolti nella campagna, in 11 regioni della Penisola.

Tra le cause, gli scarichi civili non depurati. Tra i 64 punti monitorati dal laboratorio mobile di Legambiente, 40 hanno riportato un livello di batteri fecali oltre il limite concesso dalla legge, ossia il 62,5%. Ancora una volta il maggior numero di campioni risultati fuori legge sono stati prelevati alla foce di fiumi e torrenti, a conferma che i problemi per i laghi sono causati anche dagli scarichi dei comuni dell’entroterra.

La maglia nera va ai grandi laghi del nord. A ridosso della scadenza europea per il raggiungimento del buono stato dei corsi d’acqua, fissata al 2015, solo il 37% delle acque lacustri a livello nazionale  ha raggiunto oggi la classe di buona qualità. Un dato che ribadisce l’urgenza di attivare un monitoraggio attento e costante di tutti gli specchi lacustri e azioni di risanamento. Maglia nera, anche quest’anno, ai grandi laghi del nord su cui si riscontra la falla più grande nel sistema di depurazione. Sul lago d’Iseo sono stati campionati 7 punti, di cui 6 risultati inquinati. Cinque di questi hanno rilevato la presenza di batteri fecali ben oltre il doppio del limite consentito dalla legge, classificandosi fortemente inquinati. Sul lago di Como, dei 13 punti campionati, 10 sono risultati critici con 8 punti fortemente inquinati. Sul lago Maggiore sono stati 6 i punti campionati, di cui 5 sono risultati fortemente inquinati. Sul lago di Varese i tecnici di Legambiente hanno effettuato due campionamenti risultati ambedue fortemente inquinati. Sul lago di Lugano, i tre punti campionati dai tecnici hanno rilevato due punti fortemente inquinati e uno inquinato. Sul lago di Garda sono stati prelevati 14 campioni di cui 8 sono risultati critici; di questi cinque punti sono risultati fortemente inquinati e 3 inquinati. Sul lago di Bolsena, sono stati prelevati 5 campioni di cui 3 sono risultati critici, di cui 2 sono risultati fortemente inquinati e 1 inquinato. Sul lago di Vico sono stati prelevati: un punto e’ risultato fortemente inquinato. Sul lago di Albano, 3 i punti campionati di cui uno e’ risultato fortemente inquinato e uno inquinato. Al lago Fibreno sono stati effettuati 2 campionamenti di cui un punto e’ risultato inquinato. Superano l’esame della Goletta dei Laghi di Legambiente i laghi di Viverone, in Piemonte, e i laghi laziali Bracciano, Salto e Turano.

(Fonte: Adnkronos.com)

Siccità, i Consorzi di bonifica chiedono risorse nel PSR per l’irrigazione. Manzato: “Necessario cambiare sistema”.

Pur in presenza di acqua, grazie all’oculata gestione delle risorse idriche, determinata anche dalle ordinanze regionali, si registra, nel Veneto ma non solo, una siccità che sta provocando gravi danni all’agricoltura: le colture soffrono nonostante la piena attivazione delle reti irrigue (18.900 chilometri di canali) a servizio di circa 600.000 ettari nella nostra regione.

E’ il primo, concreto esempio di “tropicalizzazione” del clima: tra giugno e luglio, infatti, le piante si trovano in uno stadio fisiologico determinante per il raccolto; se le temperature, come quest’anno, sono molto alte (ben al di sopra delle medie stagionali), le piante aspirano acqua solo per sopravvivere. Molta acqua viene “spesa” per compensare l’elevata traspirazione ed altrettanta per far fronte alla fisiologia della riproduzione: il risultato è il collasso della pianta. “Questa situazione nuova per il nostro territorio – commenta Giuseppe Romano, Presidente dell’Unione Veneta Bonifiche – obbliga a pensare a nuove infrastrutture irrigue nella bassa pianura. C’è innanzitutto bisogno di proseguire il programma di riconversione delle attuali strutture irrigue da “scorrimento” a “pluvirriguo”, riducendo il fabbisogno idrico. Questo è in parte possibile grazie alle risorse ministeriali derivanti dal Piano Irriguo Nazionale, grazie al quale sono ora in fase di avvio ben 22 progetti, per un valore di circa 76 milioni di euro, precedentemente ritardati dall’indisponibilità delle banche ad accendere i necessari mutui.

Il paradosso: l’acqua c’è ma le piante soffrono. “Migliorare l’irrigazione, significa anche provvedere alla formazione di buona parte del prodotto agroalimentare veneto –  aggiunge Andrea Crestani, Direttore U.V.B. – I consorzi di bonifica hanno indicato, in oltre 200 progetti per un valore totale di 1 miliardo e 700 milioni di euro, le necessità di interventi sul sistema irriguo, ma che non possono dipendere esclusivamente dalle risorse rese disponibili dal Piano Irriguo Nazionale. Per questo, chiediamo con forza ulteriori risorse all’interno del Piano di Sviluppo Regionale (P.S.R.) per mettere a disposizione, delle imprese agricole, un sistema irriguo, capace di ottimizzare gli utilizzi e garantire la piena disponibilità d’acqua. Investire nelle reti irrigue significa evitare futuri danni al settore primario, come stanno a testimoniare gli ormai conclamati cambiamenti climatici”.

Siccità in Polesine, chiesto un incontro con il ministro Catania. A questo riguardo, Franco Manzato, assessore regionale all’Agricoltura, in visita ieri ad alcune aziende del primario tra Adria e Taglio di Po per rendersi conto direttamente della situazione nel Basso Polesine, arso dalla siccità, ha affermato: “Non possiamo affrontare una situazione di questo genere con mentalità e strumenti tradizionali e contingenti, prima di tutto perchè per avversità di tal genere e su colture come queste si è risarciti solo se si è provveduto ad assicurarsi. Ma soprattutto dobbiamo ragionare e operare in prospettiva, riprogettando il sistema irriguo, qui e in tutta Italia, per razionalizzare la risorsa idrica e garantire la massima estensione dell’irrigazione in tutte le situazioni. Ne va non solo dell’agricoltura veneta, ma di quella nazionale. Discutiamo da subito – ha insistito l’assessore – un progetto nuovo per dare un futuro certo ai nostri imprenditori agricoli e sicurezze al territorio, che è la risorsa più preziosa che abbiamo. In ogni caso, di questa situazione eccezionale, che comunque merita una risposta eccezionale, parleremo a breve con il ministro Mario Catania, al quale Veneto, Emilia Romagna e Lombardia hanno chiesto un incontro specifico”.

(Fonte: Unione Veneta Bonifiche/Regione Veneto)

Siccità, in Veneto, registrato un calo del 25% delle precipitazioni negli ultimi 6 mesi, aziende agricole in sofferenza

Scipione, Caronte e infine Minosse. Questi i nomi dei cicloni subtropicali (dati da Antonio Sanò, de Ilmeteo.it, ndr) simboli indiscussi del sistema climatico globale che cambia e che mette alle strette l’economia agricola veneta.

L’acqua c’è ma non è sufficiente a soddisfare la domanda. L’aumento della temperatura media registrato negli ultimi 30 anni è stato quasi sempre superiore a quello medio globale sulla terraferma. L’acqua c’e’ ma non e’ sufficiente a soddisfare l’idroesigenza delle colture che han fatto del Veneto una delle regioni più importanti dal punto di vista della produzione agricola nazionale. Siamo di fronte ad un fenomeno mai visto. Negli ultimi sei mesi le precipitazioni medie sono state di 126 mm, contro i 350 previsti. Un deficit del 25% che sta mettendo in ginocchio le aziende agricole con perdite, in alcune zone del Polesine, anche del 100%.

Necessità di cambiare il sistema d’irrigazione. Il presidente dell’Unione Veneta Bonifiche, Giuseppe Romano, nel corso dell’ assemblea ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni) tenutasi nei giorni scorsi a Roma, ha sottolineato la necessità di rinnovare il sistema irriguo: “In una situazione nuova come quella che stiamo affrontando, emerge la necessità di ammodernare la rete irrigua’ trasformandola da irrigazione a scorrimento a irrigazione a pioggia, così come di aumentare le riserve idriche, attraverso il recupero di ex cave dismesse e sfruttando le cave di alta pianura, andando di fatto a contenere l’acqua quando c’è in abbondanza, evitando i fenomeni alluvionali, per poi utilizzarla nei periodi siccitosi. Non ci può essere rilancio degli investimenti senza sicurezza idrogeologica e la valorizzazione del nostro territorio.”

(Fonte: Unione Veneta Bonifiche)

Padova vince il Campionato europeo per le rinnovabili

Sono 12 i comuni vincitori della Res Champions League 2012, il campionato europeo per le energie rinnovabili, che premia le migliori performance sulle fonti pulite e le politiche energetiche locali. Quattro le categorie premiate: i comuni fino a 5mila abitanti (piccolissimi), quelli tra 5 e 20mila abitanti (comuni piccoli), tra i 20 e i 100mila (medi) e quelli oltre i 100mila residenti (grandi). Padova vince tra le città grandi. Il premio ai sindaci vincitori è stato consegnato nei giorni scorsi a Roma, presso il Senato, in una cerimonia organizzata da Legambiente, che dal 2010 partecipa in rappresentanza dell’Italia al progetto europeo Res Champions League.

Padova si guadagna il primo posto tra i comuni con più di 100 mila abitanti soprattutto per il suo impegno sul fronte dello sviluppo delle energie rinnovabili e teso alla della riduzione delle emissioni di anidride carbonica. La città ha installato 572 mq di solare termico, 42.700 kW di fotovoltaico, 0,75 kW di mini eolico, 590 kW di mini idro, 11,3 MW di biomassa, 200 kWe + 90 kWt geotermia, 1.980 kWe biogas. Inoltre, nel 2011 il comune si è impegnato a ridurre almeno del 20% le sue emissioni al 2020 rispetto ai livelli del 2005. Un risultato che per quanto riguarda gli impianti solari domestici e il risparmio energetico nelle case è attribuibile in buona misura agli sportelli energia di quartiere promossi da Legambiente e Comune di Padova dal 2008. Alla gara hanno partecipato quest’anno i migliori comuni di 12 paesi europei – Austria, Belgio, Bulgaria, Francia, Germania, Italia, Polonia, Scozia, Repubblica Ceca, Romania, Slovenia, Ungheria – selezionati in base ai risultati conseguiti in “competizioni nazionali” sulla diffusione delle tecnologie pulite e sulle politiche energetiche locali. Ognuno dei premiati porta avanti uno o più progetti che testimoniano gli importanti progressi compiuti in Europa nello sviluppo delle fonti di energia pulita e le possibilità offerte da un sistema efficiente di generazione distribuita per contribuire a ridurre le emissioni climalteranti.

(Fonte: Legambiente Padova)

In Trentino, estate all’insegna di “Vivere il Parco 2012”

Continuano le iniziative di valorizzazione degli storici Parchi delle Terme di Levico e Roncegno, che nel corso dell’estate ospiteranno “Vivere il Parco”. L’attività programmata dal Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale della Provincia autonoma di Trento è rivolta ad un pubblico eterogeneo: i residenti ed i numerosi turisti presenti in Valsugana sono invitati a trascorrere momenti di svago a diretto contatto con la natura, cimentandosi in attività didattiche, ludiche e di intrattenimento.

Un ricco ventaglio di iniziative per bambini ed adulti. Laboratori artistico-creativi, corsi su tematiche naturalistiche, visite guidate al Parco di Levico con cenni alle sue origini (ogni lunedì di luglio e agosto, escluso il 13 agosto, ad ore 16.30) e l’appuntamento giornaliero con la ginnastica dolce e lo stretching ad ore 9.00. I laboratori rivolti agli adulti prevedono quattro appuntamenti: martedì 17 e mercoledì 18 luglio “Le Maschere africane”. Fibre naturali, rami, foglie, cortecce, gusci sono gli elementi utilizzati per creare i tratti del volto che caratterizzano una maschera. Venerdì 27 e sabato 28 luglio “Aromaterapia: gli oli essenziali per la cura ed il benessere di mente e corpo”, seminario sull’uso degli oli essenziali con suggerimenti di impiego e ricette per il loro utilizzo in cosmesi, in cucina, in casa e per trattare e prevenire alcuni squilibri della salute. Lunedì 6 e martedì 7 agosto è la volta del floral designer Oscar Aciar che propone un laboratorio di “Composizioni floreali barocca e contemporanea”. Oscar Aciar si definisce un “artigiano del fiore”, è presente in trasmissioni televisive su Real Time e su Sky. Progetta con creatività e realizza con arte, armonia ed equilibrio, composizioni, addobbi e decorazioni floreali. Si conclude sabato 18 e domenica 19 agosto con “La farmacia di Madre Terra”, breve corso di fitoterapia. Descrizione delle principali piante officinali selvatiche del nostro territorio.

A bambini e ragazzi sono rivolti laboratori didattici con momenti di creazione ed esplorazione, seguiti da esperti educatori, con l’intento di stimolare la loro sensibilità nel rispetto dell’ambiente e la loro fantasia nell’uso delle cose più semplici che la natura ci regala ogni giorno (19 luglio Straniumani, 26 luglio Equi-Librarsi, 2 agosto Paesaggio, 9 agosto Di-vento, 23 agosto W La bici… La bici viva, ritrovo presso il gazebo del parco ad ore 15.30). Nel corso dell’estate si dà ampio spazio all’itinerario musicale “Parco di Note”. I concerti, frequentati da artisti provenienti da Italia, Spagna e Irlanda, sono pensati per portare i suoni del mondo fra gli alberi ed i fiori del parco, dove la musica viene proposta in piena sintonia con l’ambiente naturale circostante. Gli appuntamenti musicali hanno luogo presso l’installazione “Sequoia”, all’entrata principale del parco o presso il Grande Faggio.

Novità della nona edizione di Vivere il Parco sarà Cinema in Musica, programmato per mercoledì 11 luglio ore 21.00. Si propone la visione de “Il Pianeta Azzurro” di Franco Piavoli. Il film segue il ciclo delle stagioni nel paesaggio di campagna, dal risveglio della vita dopo le gelate invernali alle fioriture della primavera, il calore estivo nel lavoro dei campi e il crepuscolo dell’autunno. L’uomo si confronta con la natura nel susseguirsi delle stagioni e nei momenti essenziali della sua esistenza: l’infanzia, l’amore, il cibo, il lavoro, il dolore. Le scene del film saranno musicate dal vivo e sarà presente Silvano Agosti, produttore del film.

Partecipazione agli appuntamenti gratuita, gradita l’iscrizione ai laboratori. Venerdì 20 luglio, 3 e 17 agosto a partire dalle ore 16.30 si organizza una passeggiata botanica, a richiesta anche a ritmo di nordic walking, scoprendo e conoscendo le differenti specie arboree che popolano il parco. Il 28 e 29 luglio il parco ospiterà la Festa delle Erbe Officinali. Il ricco programma prevede un mercatino riservato ai coltivatori di prodotti naturali legati al mondo delle erbe officinali e delle coltivazioni minori, un’escursione accompagnati dall’erborista per visitare le coltivazioni di erbe e l’essiccatoio del gruppo “Erbe officinali della Valsugana”, la cena al chiaro di luna a base di cereali e erbe officinali, laboratori a tema rivolti a bambini ed adulti. Per informazioni ed iscrizioni: Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale Provincia autonoma di Trento, tel. 0461 706824 (Parco di Levico), 0461 496123 (segreteria) www.naturambiente.provincia.tn.it, email: parco.levico@provincia.tn.it. A.p.T. Valsugana, tel. 0461 727700 – 800-018925 www.valsugana.info email: info@valsugana.info

(Servizio Conservazione della Natura e Valorizzazione Ambientale della Provincia autonoma di Trento)