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Innovazione, stop alla moria di pesci per il caldo estivo con l’ossigenatore a pannelli solari

Secondo i dati ISAC-CNR, con il solstizio d’estate si è conclusa una delle primavere più calde degli ultimi 200 anni, caratterizzata da un calo del 6% nelle precipitazioni; ne derivano non solo problemi per le campagne, che evidenziano l’indispensabilità dell’irrigazione a servizio soprattutto del “made in Italy” agroalimentare, ma per l’ambiente più in generale.

Nel pistoiese, la sperimentazione di un ossigenatore alimentato da pannelli solari. Al proposito, l’ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni) rende noto che un’innovazione sperimentale importante, nata dalla collaborazione fra l’Istituto di Geoscienze e Georisorse del C.N.R. (Consiglio Nazionale Ricerche) e Consorzio di bonifica Padule di Fucecchio, è in atto a servizio del pregevole ambiente palustre toscano, da cui prende nome l’ente consortile pistoiese: si tratta di un ossigenatore, alimentato da pannelli solari, che permettono l’attivazione delle valvole di erogazione negli intervalli di tempo programmati, soprattutto nelle ore notturne. Il sistema è stato ottimizzato con il continuo monitoraggio dei parametri chimico-fisici; i risultati ottenuti evidenziano la massima solubilizzazione dell’ossigeno nelle acque con il minor consumo di energia, evitando le condizioni di anossia nel periodo critico estivo, causa delle morie di pesci e dell’insorgenza di maleodoranze.

Consorzi di bonifica impegnati nella ricerca. Il progetto “Acqua un bene troppo prezioso”, relativo ad un impianto sperimentale d’ossigenazione lungo il Canale del Terzo dalle critiche condizioni ecosistemiche e ricompreso nel più ampio progetto per la salvaguardia del Padule di Fucecchio, è stato recentemente insignito del premio “Toscana ecoefficiente”, indetto dalla Regione a premiare chi concilia i principi della tutela ambientale con quelli dell’innovazione produttiva, della competitività, dell’efficienza economica e dell’equità sociale.  “Gli ossigenatori a pannelli solari sono ulteriore dimostrazione della modernità dei consorzi di bonifica, impegnati anche nella ricerca, usufruendo di qualificate collaborazioni – commenta Massimo Gargano, Presidente A.N.B.I. – E’ un segnale significativo in un momento di difficile congiuntura e lo è soprattutto nei giorni, in cui a Rio de Janeiro si svolge la Conferenza sullo Sviluppo Sostenibile: a 20 anni dal Vertice della Terra (Rio 1992) l’agricoltura si conferma il settore più in linea con gli orientamenti ambientali, emersi in quell’incontro.”

(Fonte: Asterisco Informazioni)

Longarone (Bl): foreste demaniali, foreste di tutti

In Italia, con 750.000 ettari di foreste demaniali, importiamo il 90% del legname dall’estero. Il ruolo delle nostre aree boschive come laboratorio di innovazione e motore di redditività e sviluppo territoriale con la creazione di nuovi posti di lavoro, va ripensato e rivalutato”. Questo quanto affermato ieri da Paolo Pizzolato, Amministratore Unico di Veneto Agricoltura, al convegno “Foreste regionali certificate: esperienze dalle diverse realtà italiane», promosso da ANARF (Associazione Nazionale per le Attività Regionali Forestali) e Veneto Agricoltura nell’ambito della “Festa della Foresta – Filiere del Legno” in corso da ieri alla Fiera di Longarone (Bl).

L’importanza della filiera “foresta-legno”. Durante il seminario si è fatto il punto sulla gestione e la valorizzazione delle foreste regionali demaniali, le foreste di tutti. Foreste storiche italiane, di pregio, che pur rappresentando il 5% della superficie forestale italiana continuano a svolgere funzioni diverse: produttive, di difesa del territorio, di valenza turistico – ricreativa, di tutela della biodiversità e riserva di carbonio. Ai saluti di Pizzolato, sono seguiti gli interventi di Mimmo Vita, Presidente nazionale UNAGA (giornalisti agricoli, foreste, ambiente della FNSI) e di tecnici ed esperti delle altre regioni e ANARF. Tutti a sottolineare l’importanza della filiera Foresta – Legno e delle risorse naturali che il territorio boschivo è in grado di offrire. Un volano la filiera il cui fine deve essere il reinvestimento delle risorse accumulate per un ulteriore sviluppo del bosco: la stesura di piani di assestamento, il miglioramento della viabilità forestale, la regimazione delle acque e l’introduzione di nuove tecniche di intervento sulla gestione forestale. “Siamo seduti sopra l’oro – ha concluso Pizzolato – e non ce ne rendiamo conto”.

Foreste certificate. Quella di ieri è stata la prima uscita di ANARF e Veneto Agricoltura. Il primo incontro per scambiarsi esperienze gestionali diverse con le altre Regioni, in particolare col Friuli Venezia Giulia , Regione (come ha infatti ricordato Maria D’Orlando), che vanta circa 324.000 di ettari di foreste di cui 80.000 certificati. E proprio di certificazione, al fine di rivalutazione delle foreste venete ha parlato Massimo Loreggian di Veneto Agricoltura. Sono ben 16.000 gli ettari di foresta veneta certificati e gestiti dall’Azienda Regionale di Legnaro (Pd) di cui il 93% appartenente al programma Rete Natura 2000. Infine Alessandro Dei Tos, ha portato l’esperienza di successo del progetto “Assi del Cansiglio”, nato dalla collaborazione tra ITLAS Labor Spa e Veneto Agricoltura; un esempio di sinergia tra pubblico e privato in grado di coniugare efficacemente sostenibilità e redditività.

Intorno alla “tola de la Region”. Nel pomeriggio, il forum dedicato al “Progetto Legno Veneto” si è svolto attorno ad un tavolo realizzato con legno delle foreste venete (10 metri x 3) denominato “Tola de la Region”, per la valorizzazione del legno prodotto nella nostra regione. Un forum di operatori veneti della filiera legno. L’iniziativa è stata voluta dall’Assessore all’agricoltura Franco Manzato e dagli imprenditori del settore forestale, prima lavorazione e costruttori di edifici e strutture di legno, per creare un gruppo di operatori interessati ad utilizzare il legno nella costruzione di case e strutture. “Il Veneto ha un’immensa ricchezza di boschi – ha sottolineato Giustino Mezzalira di Veneto Agricoltura – che ogni anno cresce tanto in superficie che in massa legnosa. Ed è bene sapere che essa è alla base di una filiera in cui operano migliaia di imprese e che dà lavoro a qualche decina di migliaia di persone. Per questo il progetto si prefigge di raggiungere alcuni obiettivi fondamentali per mantenere e rilanciare il settore. I punti sono stati condensati nel “manifesto del progetto legno veneto” secondo il quale è necessario l’intervento pubblico, per la programmazione ed il controllo; ma anche le imprese, gli enti locali, i proprietari, i professionisti, devono operare in una chiara organizzazione”. I lavori della “Festa” termineranno oggi, sabato 23 giugno con il convegno (ore 09.00) sull’”Attualità dei lavori in amministrazione diretta per una gestione forestale sostenibile: esperienze, criticità e proposta” a cura della Regione Veneto e con l’incontro di PEFC Italia (ore 10.30) “Cosa cambierà nella documentazione PEFC per le foreste certificate”.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

La buona notizia: campi irrigati nelle zone terremotate

Dallo scorso fine settimana è ripresa la distribuzione di acqua per irrigazione anche nei campi serviti dalla centrale idraulica di Mondine, nel mantovano, disastrata dalle scosse telluriche dei giorni scorsi; per evitare un ulteriore, gravissimo danno all’agricoltura, è stato costruito (a tempo di record ed a completo carico anche finanziario del Consorzio di bonifica Emilia Centrale) un nuovo impianto di pompaggio, ubicato un centinaio di metri a monte di quello oggi impraticabile: “disseterà” 26.000 ettari di territorio, irrorandolo con 20.000 litri d’acqua al secondo.

Gli impianti riattivati. “E’ un intervento straordinario – commenta Massimo Gargano, Presidente A.N.B.I. (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni – che testimonia, una volta di più, la grande capacità operativa degli enti di autogoverno del territorio, in grado di dare risposte concrete, in pochi giorni anche in condizioni difficili, alle esigenze della comunità.” Analoghe situazioni si stanno registrando nei comprensori terremotati di Lombardia ed Emilia Romagna, idraulicamente gestiti dai Consorzi di bonifica “Terre dei Gonzaga” (Mantova) e “Burana” (Modena). Nel primo, dopo gli iniziali momenti di disagio, è tornata efficiente l’irrigazione a servizio di 20.000 ettari in “Destra Po”. In particolare l’ente consortile della Burana, nonostante le gravi lesioni riportate dalle strutture, è comunque riuscito a riattivare le centrali “Ubertosa”, “Concordia Sud” e “Sabbioncello”, distribuendo acqua a 300.000 ettari grazie ad una rete di canali lunga 2.300 chilometri.

Urgono finanziamenti per il consolidamento delle strutture danneggiate. “Va però sottolineato – conclude Gargano – che resta aperta la questione del ripristino statico degli immobili: la loro agibilità è ora garantita solo attraverso interventi provvisori a tutela dell’incolumità dei lavoratori; questi stanno operando, con assoluta abnegazione, in condizioni di grande precarietà per garantire le produzioni in zone, emblema del made in Italy agroalimentare e dove si realizza il 2% del P.I.L. italiano. Servono, però, urgenti stanziamenti per il consolidamento o la ricostruzione delle strutture idrauliche danneggiate non solo per la distribuzione dell’acqua ad uso agricolo, ma anche per la salvaguardia idraulica del territorio; da soli, i consorzi di bonifica non ne hanno le risorse necessarie. Ricordiamoci che, se il terremoto speriamo sia alle spalle, all’orizzonte abbiamo la stagione autunnale con tutte le incertezze meteorologiche, che i cambiamenti climatici hanno accentuato.”

(Fonte: ANBI)

Vivi l’ambiente 2012: oltre 300 attività gratuite per l’estate in Trentino

La Rete trentina di educazione ambientale per lo sviluppo sostenibile dell’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente (APPA) propone per l’estate 2012 circa 300 appuntamenti: passeggiate, escursioni, visite guidate a centrali idroelettriche e a riserve naturali provinciali, serate a tema, giochi e laboratori creativi, per coinvolgere residenti e turisti di ogni età in percorsi di conoscenza e valorizzazione dell’ambiente.

2012, Anno dell’energia sostenibile per tutti. In sintonia con il tema scelto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha proclamato il 2012 come “Anno dell’energia sostenibile per tutti”, le attività hanno come tema ricorrente quello dell’energia con l’obiettivo di “sensibilizzare riguardo l’importanza di aumentare le opportunità relative ad un accesso all’energia sostenibile, all’efficienza energetica, e alle fonti di energia rinnovabile a livello locale, nazionale, regionale e internazionale”.  La partecipazione alle attività è gratuita, prenotazione obbligatoria tranne dove non richiesta. L’attività avrà luogo con un minimo di 4 partecipanti. In caso di maltempo l’attività può essere cancellata. Per tutti gli appuntamenti all’aperto è richiesto un abbigliamento adeguato. Le attività sono suddivise in 5 Gruppi: Bassa e Alta Valsugana; Valle di Non, Valle di Sole, Giudicarie; Vallagarina e Altipiani Cimbri, Alto Garda e Ledro, Val di Gresta e Brentonico; Valle di Fiemme, Val di Fassa, Primiero; Trento, Cimone e Garniga Terme, Valle dei Laghi, Rotaliana e Cembra.

(Fonte: Provincia Autonoma di Trento)

Nel web di Arpav gli Open Data dell’ambiente veneto

La radioattività nei fanghi e nei reflui dei depuratori urbani, le precipitazioni e i livelli delle falde acquifere nelle ultime 48 ore ma anche la concentrazione degli inquinanti nell’aria e l’elenco delle aziende a rischio di incidente rilevante sono solo alcuni esempi del “pacchetto” di dati “aperti” che ARPAV mette a disposizione di tutti nel proprio sito internet.

I dati “aperti” o OPEN DATA sono dati “grezzi” che possono essere liberamente utilizzati, elaborati e distribuiti da chiunque, senza limiti di copyright o brevetti, con l’unico vincolo di citarne la fonte. La pubblicazione degli OPEN DATA è prevista dal Codice dell’Amministrazione Digitale. In questo modo l’enorme patrimonio informativo di ARPAV, grazie alle tecnologie info-telematiche, può essere utilizzato sia per rendere l’Amministrazione più trasparente, sia per elaborazioni in ambiti differenti da quelli per i quali sono stati raccolti, finalizzate allo sviluppo di prodotti e servizi.  Gli OPEN DATA di ARPAV, prodotti e validati dall’Agenzia stessa, sono articolati per matrici: agenti fisici, atmosfera, clima, idrosfera, industria, pollini allergenici, rifiuti e suolo. La pubblicazione delle banche dati è in continuo aggiornamento.

(Fonte: Asterisconet.it)

Consumo del suolo, in dieci anni Veneto più “impermeabilizzato” e meno ricco

“Nel Veneto è giunto il momento di recuperare le migliaia di capannoni abbandonati prima di costruirne di nuovi, riqualificare le zone industriali dismesse e ristrutturare le vecchie abitazioni. Solo così sarà possibile stoppare la continua azione di sottrazione di prezioso suolo agricolo”. Lo ha ribadito Paolo Pizzolato, Amministratore Unico di Veneto Agricoltura, al convegno “Suolo, agricoltura e territorio: un equilibrio possibile” tenutosi lo scorso 8 giugno a Legnaro (Pd) presso la Corte Benedettina di Veneto Agricoltura. L’evento è stato promosso dalla Commissione europea-Rappresentanza in Italia e da Veneto Agricoltura, tramite il suo Centro di informazioni Europe Direct Veneto, d’intesa con la Regione Veneto, in collaborazione con ARGAV.

Il problema dell’impermeabilizzazione del suolo. Sono 4.500 gli ettari di terreno agricolo e rurale che ogni anno vanno perduti nel Veneto a causa dell’impermeabilizzazione del suolo. Nell’Unione Europea, gli ettari perduti ogni giorno sono addirittura 250 e la Commissione spende 38 miliardi all’anno a causa del degrado del suolo, come ha ricordato Luca Marmo della Direzione Generale Ambiente della Commissione Europea. In Italia la percentuale di terreno impermeabilizzato raggiunge il 57% e a farne le spese sono i migliori suoli dal punto di vista agricolo e paesaggistico.

Dissesti idrogeologici, per causa loro, ogni mese muoiono 7 persone. Il convegno si è incentrato sulla fragilità del territorio e su come la continua sottrazione di suolo agricolo determini degli alti costi sostenuti da tutta la collettività: in Italia ogni mese 7 persone perdono la vita a causa di dissesti idrogeologici, 800 milioni di euro all’anno vengono invece spesi per interventi di recupero, 1 miliardo di euro é stanziato dalla Protezione Civile. Se a questi costi si vanno poi ad aggiungere i valori non stimabili economicamente legati al suolo, come ad esempio quello paesaggistico, ci si rende conto di come sia ormai necessaria una maggiore sensibilità e attenzione a questo fenomeno.

Settore primario, diminuisco le aziende mentre s’innalza l’eta degli agricoltori. Come ha fatto presente Simone Vieri (Università La Sapienza di Roma), chi ne risente maggiormente è proprio il settore primario messo sempre più sotto pressione. I dati infatti parlano chiaro: nell’ultimo censimento dell’agricoltura del 2011 si è registrato una drastica diminuzione delle aziende unitamente ad un invecchiamento della popolazione agricola. Tra le cause che contribuiscono all’impoverimento del suolo spicca l’intensiva urbanizzazione e i cambiamenti climatici, ma, come ha ricordato Mariano Carraro (Segretario generale per l’Ambiente della Regione Veneto), poiché su quest’ultimi l’intervento dell’uomo è per il momento impensabile, si rendono necessari interventi che mirino ad una pianificazione territoriale funzionale. Pianificazione che dovrà essere coerentemente supportata da una legislazione in grado di ridurre e contenere i rischi connessi alla sottrazione di suolo e che faccia uso dei migliori e più opportuni interventi tecnici quali quelli presentati da Giustino Mezzalira di Veneto Agricoltura che suggerisce, di predisporre delle casse di espansione e interventi di alluvionamento programmato.

La superficie “artificializzata” non va di pari passo con la ricchezza. La conservazione del suolo non è solo un problema tecnico, é anche il presupposto indispensabile per avviare e sostenere ogni attività di crescita economica e di coesione sociale. Il suolo, infatti, oltre a costituire il supporto di tutte le attività umane è anche il custode del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico che, su di esso, si trova. E’ forte dunque il legame tra la conservazione del patrimonio territoriale e la capacità di determinare innovazione e sviluppo economico. In particolare in Veneto negli ultimi dieci anni l’aumento della superficie “impermeabilizzata” per fini industriali e urbanistici è stato accompagnato da una drastica riduzione  del PIL (dal 2001 al 2009 -14%). Se la nostra Regione si trova però tra le prime in Italia per superficie artificializzata è invece al secondo posto per ricchezza prodotta. Un segnale che parla chiaro, come ha detto Tiziano Tempesta (Università di Padova): un’industrializzazione esagerata che ha sottratto preziosi territori all’agricoltura senza portare rendite sensibili. La gestione e la difesa del suolo sono così da considerare funzionale alla crescita, sia perché operano ai fini della prevenzione di danni ambientali, sia perché sono in grado di attivare processi di valorizzazione delle risorse presenti nel territorio. Tutto ciò comporta una particolare esigenza di programmazione e pianificazione che non sempre in Italia è stata tenuta in gran conto negli ultimi anni e soprattutto dovrebbe partire da una conoscenza approfondita.

La Tavola Rotonda. Nel dibattito finale, Giorgio Dal Negro (Presidente di ANCI Veneto), ha sottolineato il rischio di un ulteriore abbandono delle campagne a causa dell’introduzione dell’IMU. Giuseppe Romano (Presidente dell’Unione Veneta Bonifiche), ha ricordato che ben 1/3 del Veneto risulta essere sotto il livello del mare, da qui risulta l’importanza dei Consorzi di Bonifica per la sicurezza idraulica del territorio. Occorrono però delle opere di mitigazione condivise. Daniele Toniolo (Presidente di CIA Veneto), ha invece  ribadito la necessità di ripensare il territorio e la gestione dell’acqua che rappresenta l’elemento vitale per produrre qualità. Manuel Benincà di Coldiretti Veneto si è soffermato, in particolare, sulla Direttiva Nitrati applicata come da regolamento UE ma di dubbia efficacia. Tra gli intervenuti, il Prof. Luigi Dal Dal Paos dell’Università di Padova, che ha segnalato la necessità di interventi forti e illuminati per ridurre al massimo il rischio idraulico.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Vacanze scolastiche nelle campagne venete

A poche ore dalla fine dell’anno scolastico 2012, le fattorie di Coldiretti annunciano l’offerta in campagna di centri estivi, vacanze green e campus per ragazzi. Un’opportunità che incontra le esigenze delle famiglie che vogliono far vivere la natura attraverso un contatto reale, non più virtuale come potrebbe essere un gioco su face book.

Nel padovano e trevigiano. E così in tutto il Veneto fioccano da più parti le proposte di colonie e settimane verdi: come a Padova nell’agriturismo didattico “La Primizia” di Tencarola che dall’11 giugno fino all’8 settembre propone esperienze vere di vita rurale: accudire gli animali, pescare e corsi di cucina per cuochi provetti. Nel trevigiano precisamente a Cison di Valmarino Enrico Curto dell’azienda “La Dolza” coinvolge nel suo ranch schiere di giovani che vogliono sperimentare l’ippica insegnando l’abc del cavallo comprese le cure in stalla, il tutto con la sana fatica di stare a contatto con gli animali.

Nel veronese, rodigino e veneziano. I genitori dei piccoli dell’agrinido di Pescantina nel veronese – il primo in Italia – possono stare tranquilli lo staff è sempre operativo per animare le giornate dell’asilo di campagna. Poco lontano a Bonacina nella “Vecchia Fattoria” il dopo scuola e l’ecogiornata continuano come supporto alla crescita degli adulti di domani.  Nel Polesine ma anche nel veneziano l’offerta è tutta sportiva e ricreativa: dall’allenamento per futuri calciatori ai ritiri per gruppi giovanili che praticano arti marziali.

Auspicabile un intervento della Regione per una burocrazia più snella. I numeri delle adesioni confermano l’interesse verso l’agricoltura e il bisogno di conoscenza nelle nuove generazioni al quale Coldiretti risponde con un progetto di educazione alla campagna amica che permette ai bambini di fare una esperienza unica senza la perenne mediazione di una multimedialità. La formazione sul campo consente – sottolinea la Coldiretti – l’approccio ambientale verso uno sviluppo sostenibile retto sulle energie rinnovabili.  L’iniziativa privata e organizzata degli agricoltori – evidenzia Coldiretti – coinvolge una rete di strutture e deve essere accompagnata dal riconoscimento ufficiale da parte delle istituzioni pubbliche del servizio che le aziende agricole fanno alla collettività. Per questo alla Regione Veneto Coldiretti chiede di valorizzare il contributo spontaneo che l’agricoltura offre in termini di politiche sociali e terapeutiche alleggerendo le procedure e i passaggi intermediari facilitando così le relazioni tra Usl, comuni e distretti scolastici che già riconoscono nelle fattorie didattiche iscritte all’albo regionale elementi certificati di garanzia e sicurezza.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

21-23 giugno 2012, Pefc, la più grande organizzazione al mondo di certificazione forestale, organizza un viaggio stampa patrocinato da UNAGA nella foresta del Cansiglio

L’Associazione P.E.F.C. Italia, il programma di certificazione della gestione forestale più diffuso al mondo, che concede il proprio marchio ai gestori forestali e alle imprese che si certificano utilizzando legno e derivati provenienti da foreste gestite in modo sostenibile, organizza, con il patrocinio di UNAGA, dal 21 al 23 giugno p.v. un viaggio stampa per la visita dei boschi del Veneto e, in particolare, della zona del Cansiglio, con l’opportunità di conoscere ed approfondire tante realtà legate alla filiera legno.

Il programma. Le aree forestali del Veneto hanno una storia gestionale che risale ai cantieri di costruzione delle navi della Serenissima: nella Repubblica marinara di Venezia, per la costruzione delle navi e delle loro componenti, il legno proveniva dal Cansiglio. Nei due giorni di tour, si avrà modo di conoscere esempi virtuosi di gestione forestale sostenibile, ma anche curiosità come la cultura dei Cimbri, un gruppo etnico che ha, per tradizione, sempre amato, curato e ‘vissuto’ il bosco. Inoltre, si avrà modo di vedere e conoscere esempi di Bioarchitettura e di case in legno a km 0, con possibilità, inoltre, di inserirsi nelle attività promosse dalla fiera ‘Filiere forestali’ che si tiene a Longarone (BL) in contemporanea al tour stampa di PEFC. Info: Martina Valentini – 338.91.80001.

Un quinto di legname importato in Europa proviene da traffici illeciti. Quanto sia importante la scelta delle realtà legate alla “catena di custodia” lo si può comprendere attraverso la lettura di qualche dato: un quinto del legname importato nei Paesi della UE (fra 26 e 31 milioni di metri cubi) proviene da traffici illegali. Un commercio senza scrupoli che sta depauperando le foreste di mezzo mondo. Per arginare questo mercato, l’utilizzo di legname, carta e prodotti certificati PEFC è essenziale. La scelta di certificarsi, oltre ad essere ecologicamente meritoria, si è rivelata economicamente vantaggiosa per le aziende che l’hanno adottata: sia per l’aumento della loro platea clienti, sia rispetto all’accesso alle gare d’appalto pubbliche, che sempre più spesso richiedono prodotti certificati come requisiti premianti d’accesso al bando.

(Fonte: Associazione PEFC Italia)

Anbi: no a blocco impianti idraulici zone terremoto

“Dobbiamo evitare che gli impianti idraulici si fermino definitivamente”: è questo l’obbiettivo indicato dal Presidente A.N.B.I. (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni), Massimo Gargano al Sottosegretario all’Agricoltura, Franco Braga, accompagnato in sopralluogo alle centrali idrovore ed agli impianti irrigui resi inagibili dal terremoto nelle aree di confine tra Emilia Romagna e Lombardia.

Rete idraulica, danni per 70 milioni di euro. L’esponente del Governo ha annunciato che incontrerà il Ministro allo Sviluppo Economico, Passera, per la determinazione delle risorse disponibili; da una prima stima, i danni alla rete idraulica ammonterebbero a 70 milioni di euro.

Irrigazione coltivazioni a rischio. Due le priorità condivise: innanzitutto riattivare il servizio di irrigazione per evitare gravi danni a produzioni, simbolo del “made in Italy” agroalimentare nel mondo; contestualmente rendere nuovamente operativi i grandi impianti idrovori (attualmente sono dichiarate pericolanti le centrali di Pilastresi e Ca’ Bianca nel ferrarese; Mondine nel mantovano), da cui dipende la sicurezza idrogeologica di una vasta ed abitata area della Pianura Padana, che il blocco delle idrovore espone ad altissimo rischio di alluvione in caso di forti piogge; per questo, i consorzi di bonifica evidenziano la necessità di interventi solleciti. Solo in una seconda fase, invece, si potrà provvedere al rinforzo degli argini, danneggiati dal sisma.

In Emilia, realizzato il 2% del PIL italiano. Soddisfazione per l’impegno assunto dal Governo è stato espresso anche dal Direttore Generale A.N.B.I., Anna Maria Martuccelli, mentre il Presidente dell’Unione Regionale Bonifiche Emilia Romagna, Massimiliano Pederzoli, sottolineando la voglia di riscatto delle genti terremotate, ha sottolineato come in quelle zone si realizzi il 2% del Prodotto Interno Lordo italiano. Il Sottosegretario Braga ha infine annunciato la disponibilità del Governo a condividere con ANBI e con i suoi tecnici l’individuazione di soluzioni antisismiche provvisorie, ma capaci di garantire la ripresa delle attività.

(Fonte: ANBI)

L’ARGAV in visita al Parco Faunistico Valcorba a Stroppare (Pd)

Leone e leonessa Parco Valcorba

(di Maurizio Drago, socio ARGAV) I giornalisti dell’ARGAV hanno visitato il Parco Faunistico Valcorba a Stroppare di Pozzonovo, nella Bassa Padovana. Si è trattato, per molti colleghi, di una sorpresa positiva nel visitare il Valcorba che fa parte dei 13 parchi faunistici nazionali certificati Uiza (Unione Italiana giardini zoologici e acquari), una sorta di garanzia a tutela degli animali che vivono in un ambiente consono alla loro natura.

Andrea Mazzonetto, il direttore del Parco Valcorba, accoglie i giornalisti ARGAV

Un sogno naturalistico divenuto realtà. Qui vivono leoni, tigri, lemuri, zebre, antilopi (alcune estinte allo stato brado), ippopotami, pappagalli, jene, fenicotteri, cigni e tante altre specie. Il direttore del Parco Andrea Mazzonetto ha illustrato ai giornalisti il Parco sin dalla sua nascita, quando decise di realizzare il sogno della sua vita: effettuare un grande parco faunistico. Il sogno è divenuto realtà. Ora il Parco Faunistico Valcorba si estende su circa 20 ettari, ma è in continua evoluzione. 53 specie di animali provenienti da tutto il mondo, in totale quasi 300 animali, 18000 piante nell’intero parco che si puo’ percorrere a piedi in circa 2 ore.

Leopardo (Parco Valcorba)

Una meraviglia naturale tutta da scoprire. Il parco è frequentato da scuole, famiglie, anziani. All’incontro con i giornalisti Argav erano presenti anche i sindaci di Pozzonovo, Bagnoli di Sopra, Anguillara Veneta, Stanghella che hanno tutti plaudito l’operato appassionato dei Parco Faunistico. Peccato che un parco cosi’ bello e cosi’ grande sia ancora poco conosciuto al grande pubblico. Si tratta di mettere piu’ cartellonistica (i sindaci lo hanno recepito e hanno manifestato il loro interesse a dare una mano a un parco privato che tuttavia contribuisce a far crescere l’economia locale). Nell’occasione il comune di Pozzonovo ha preparato un itinerario del territorio, così hanno fatto altri comuni limitrofi. Una “gita fuori porta” con la sensibilità di conoscere il mondo animale diventa una occasione per scoprire meglio il territorio. E, perché no?, soffermarsi in qualche posto vicino e assaggiare i piatti tipici della zona.