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Siccità, in Veneto dichiarato lo stato di crisi idrica

A causa del perdurare delle anomale condizioni meteorologiche che hanno determinato una situazione di grave insufficienza nei bacini idrici dei corsi d’acqua, con ripercussioni negative sui livelli delle falde sotterranee e sugli approvvigionamenti idropotabili, il presidente della Regione ha dichiarato  lo stato di crisi idrica su tutto il territorio veneto. Il provvedimento, valido fino al 30 aprile, potrà subire modifiche in relazione all’andamento meteorologico.

Le riduzioni. In base all’art. 44 delle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del Piano di Tutela delle Acque (PTA), l’ordinanza prevede deroghe ai valori del deflusso minimo vitale, sussistendo gravi esigenze di approvvigionamento per il consumo umano e per utilizzazioni irrigue nei bacini dei fiumi Piave, Brenta e Adige. In particolare sono ridotti del 50% i valori del deflusso minimo vitale da garantire a valle dei punti di captazione idrica in tutto il territorio regionale, salvo quanto diversamente specificato. Nel Bacino del Fiume Piave (art. 12 delle Norme di Attuazione del Piano stralcio per la Gestione delle Risorse Idriche dell’Autorità di Bacino dei fiumi dell’Alto Adriatico) le utenze irrigue dovranno ridurre il prelievo di concessione del 40% rispetto a quanto assentito dal decreto di concessione, come previsto nel caso di eventi di grave siccità nel periodo compreso tra il 1° aprile e il 31 maggio. Per gli altri bacini idrografici, nel caso dei Consorzi di bonifica la riduzione del 40% delle portate concessionate non dovrà essere riferita alle singole derivazioni ma alla portata complessiva derivata dal medesimo sistema irriguo.

I soggetti gestori di manufatti con capacità di regolazione e invaso, per l’intero periodo di attuazione di questo provvedimento, dovranno trattenere la risorsa idrica così risparmiata, compatibilmente con le quantità disponibili, allo scopo di renderla fruibile nel periodo estivo. Per il bacino del Fiume Adige deve essere garantita la portata minima di 80 mc/s a Boara Pisani per assicurare l’efficacia dell’attuale barriera di contrasto della risalita del cuneo salino alla foce, a tutela dei prelievi acquedottistici e irrigui. Nel caso non potesse essere garantita tale portata minima, la Regione attiverà un tavolo tecnico con tutti gli utilizzatori interessati.

Per consentire l’accumulo la società Enel Produzione SpA, gestore degli invasi idroelettrici di S. Croce, Mis e Pieve di Cadore, per l’intero periodo di attuazione delle misure, provvederà a trattenere integralmente la risorsa idrica ottenuta con le riduzioni realizzate nel nodo di Nervesa della Battaglia, nelle sezioni di diga Bastia, Valle di Cadore e Pontesei (per il serbatoio di S. Croce), nelle sezioni di La Stanga e Mis (per il serbatoio del Mis) e nella sezione di Pieve di Cadore (per il serbatoio di Pieve di Cadore). Nell’alveo del fiume Piave deve comunque essere garantita una portata di minimo deflusso vitale, a valle della traversa di Nervesa della Battaglia, di almeno 3 mc/s. La società Enel Green Power SpA, gestore dell’invaso idroelettrico del Corlo, provvederà a trattenere integralmente la risorsa idrica del Torrente Cismon, ad eccezione della sola portata del deflusso minimo vitale. All’Autorità di Bacino del fiume Po è richiesto di stabilire in 450 mc/s il valore della portata di minimo deflusso vitale da garantire nella sezione di Pontelagoscuro.

Divieto di irrigare il verde pubblico e privato, nonchè di lavare l’auto in casa. Per i pozzi a salienza naturale dovranno essere installati dispositivi di regolazione per impedire l’erogazione d’acqua a getto continuo, limitandola ai soli periodi di effettivo utilizzo. Viene ribadito anche che nei territori dei comuni ricadenti nelle aree di primaria tutela quantitativa degli acquiferi entro il 30 giugno i pozzi a salienza naturale destinati all’utilizzo ornamentale senza specifico impiego (fontane a getto continuo) devono essere chiusi con le modalità stabilite dall’amministrazione competente al rilascio delle concessioni. L’ordinanza contiene l’invito ai gestori delle strutture acquedottistiche a rinviare tutte le operazioni di manutenzione delle reti e degli impianti che comportino consumi aggiuntivi di acqua, fatte salve le operazioni necessarie per motivi di igiene pubblica. Scatta inoltre il divieto di lavaggio di automezzi, al di fuori degli impianti autorizzati, e di irrigazione del verde pubblico e privato. Saranno i sindaci a disporre la vigilanza sull’applicazione di questa disposizione.
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Per i bacini dei fiumi Adige, Brenta-Bacchiglione, Livenza e Tagliamento, appositi tavoli di coordinamento tecnico fra tutti i soggetti titolari di prelievi dal corso d’acqua interregionale armonizzeranno le limitazioni ai rispettivi quantitativi prelevabili nei diversi punti secondo criteri che consentano l’equo utilizzo della risorsa lungo l’intera asta fluviale sino al tratto terminale, contrastando in tal modo la risalita del cuneo salino e nel complesso salvaguardando l’equilibrio ambientale del corso d’acqua e degli ecosistemi connessi anche nel tratto prossimo alla foce. Le funzioni di verifica delle effettive quantità prelevate, anche mediante misurazioni presso i manufatti di presa, vengono affidate ad ARPAV mentre quelle di sorveglianza sull’osservanza delle disposizioni sono demandate alle Unità di Progetto del Genio Civile. I Consorzi di Bonifica trasmetteranno ad ARPAV, con cadenza settimanale, i dati relativi al deflusso minimo vitale rilasciato nei corsi d’acqua. L’ordinanza sarà trasmessa alle autorità di bacino, alle province, ai consorzi di bonifica e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Protezione Civile.

(Fonte: Regione Veneto)

In Polesine e nel veneziano, il cuneo salino minaccia l’agricoltura

Allarme siccità anche nel veneziano, in particolare per la campagna di Chioggia che rischia la risalita del cuneo salino dalla foce dell’Adige. Infatti, l’assenza di precipitazioni degli ultimi tempi ha abbassato la portata del fiume a meno 3,80 metri rispetto allo zero idrometrico di Boara Pisani. A questa quota corrisponde una portata variabile tra i 60 e gli 80 metri cubi d’acqua al secondo, che risulta ad essere insufficiente perché possa funzionare lo sbarramento antisale degli anni ’90 posto alla foce dell’Adige.

Dopo il Polesine, in allerta il territorio clodiense. L’acqua salata che risale lungo l’Adige porterà delle ripercussioni sull’ecosistema e sull’ambiente e  nei prossimi giorni, dopo l’allerta per i comuni di Rosolina e  S. Anna, non saranno più garantite le irrigazioni agricole anche nel territorio clodiense. Il Consorzio di bonifica Delta del Po, competente per comprensorio, non ha le disponibilità economiche sufficienti per gli interventi strutturali necessari per rimodernare la barriera antisale «e questi – afferma il presidente di Coldiretti Venezia Giorgio Piazza – sono i primi effetti dei tagli regionali alla bonifica. Il Veneto sta dando un brutto esempio di gestione del territorio e, per il secondo anno consecutivo, stanzia zero euro per le opere di contrasto all’abbassamento del suolo (e al conseguente fenomeno del cuneo salino). Sono tagli devastanti e autolesionisti».

Necessari fondi per subsidenza. Il problema, principalmente causato dalle estrazioni metanifere degli anni ’50, dovrebbe essere risolto con un’attenzione più oculata da parte dello Stato, come è accaduto per  Polesine, Ferrarese e Ravennate che hanno avuto a disposizione  dei fondi speciali per riparare i danni permanenti. Infatti ancora oggi, al contrario di quanto avviene nel Veneto, la regione Emilia Romagna nei propri bilanci sta continuando ad indirizzare i fondi statali verso le opere di bonifica dei propri territori colpiti dalla subsidenza. «Ci auguriamo – conclude Giorgio Piazza – che nel bilancio veneto 2012 si provveda ad inserire quei fondi per subsidenza e sollevamento dell’acqua, indispensabili per il territorio, e non soltanto per il mondo agricolo».

(Fonte: garantitaly.it)

25 marzo, con il progetto “Spring Alive” Lipu invita a segnalare le rondini in arrivo dall’Africa

Con l’arrivo della primavera torna la specie simbolo più conosciuta e amata: la rondine. Ad annunciarlo è la LIPU-BirdLife Italia: almeno 16 milioni di coppie, provenienti dall’Africa dopo un viaggio di migliaia di chilometri, inizieranno ad arrivare dalla prossima settimana in Europa e con la consueta allegria “invaderanno” le nostre campagne per prepararsi alla nidificazione.

Troveranno però un habitat trasformato: un’agricoltura intensiva che utilizza prodotti chimici e la modernizzazione di stalle e fienili hanno già causato un gravo declino di questa specie, calata del 40% negli ultimi decenni. Che si sommano agli effetti dei cambiamenti climatici in Africa, dove le rondini che svernano nell’area tropicale a sud del deserto del Sahara rischiano di perdere consistenti fette di popolazione. L’arrivo di questi splendidi animali sarà, anche quest’anno, ammirato e osservato dalla LIPU-BirdLife Italia con “Spring Alive”, il progetto educativo di BirdLife International basato sul birdwatching, partito a febbraio e che si concluderà a giugno.

Chiunque può partecipare: basta riconoscere, per la prima volta in questa stagione, una rondine o una delle altre quattro specie simbolo della primavera (rondone comune, gruccione, cuculo e cicogna bianca), collegarsi al sito www.springalive.net e inserire l’osservazione. Grazie a una mappa animata sul web, che risulta dalle migliaia di osservazioni provenienti da tutta Europa, possiamo renderci conto di quanta primavera sia già “arrivata” in Italia o in un altro paese europeo, verificare la precocità degli arrivi di queste specie “africane” e di conseguenza gli effetti dei cambiamenti climatici sulla migrazione degli uccelli. La rondine infatti, come altre specie transahariane, inizia a subire gli effetti dei cambiamenti climatici già nei luoghi di svernamento in Africa. Ad esempio, le popolazioni che svernano a Sud del Sahara stanno spostando, negli ultimi anni, le aree invernali più a nord, dove però incontrano le aree desertiche. Questo fatto – denuncia la LIPU – recentemente scoperto e analizzato, potrebbe portare a consistenti perdite di popolazione e rischi gravissimi per le popolazioni di rondini svernanti nell’area tropicale a sud del deserto del Sahara.

Il progetto Spring Alive avrà una sua prima importante tappa con l’evento di domenica 25 marzo: le segnalazioni delle rondini e delle altre specie verranno effettuate all’interno di 14 tra oasi, riserve e centri della LIPU (programma completo nel sito http://www.lipu.it). Giochi, laboratori, escursioni e visite guidate, e molte liberazioni pubbliche di uccelli selvatici curati dai centri recupero della LIPU caratterizzano i programmi della giornata. “Il prossimo 25 marzo invitiamo i cittadini ad alzare gli occhi al cielo e a segnalarci l’arrivo dei ‘primi messaggeri’ della primavera: rondini, rondoni e i tanti altri migratori del progetto Spring Alive.

Delibere Salvarondini. Una giornata in natura per educare le persone alla conoscenza della biodiversità che li circonda – dichiara Fulvio Mamone Capria, presidente LIPU-BirdLife Italia, che sarà presente tutto il giorno nell’Oasi LIPU Castel di Guido, in provincia di Roma, con i volontari – Un invito anche a tutti i pubblici amministratori affinché approvino nel proprio Comune una delibera “Salvarondine”, che vieta la distruzione dei nidi e impedisce il restauro degli edifici nel periodo della nidificazione. Sarebbe davvero – conclude il presidente LIPU – un bel gesto verso la natura e un contributo concreto alla salvaguardia delle rondini”. Da tempo la LIPU chiede un’agricoltura meno intensiva e priva di prodotti chimici, e inoltre incentivi agli agricoltori per conservare le stalle tradizionali, aumentare la presenza di prati stabili, riserva preziosa di insetti indispensabili alla rondine per l’alimentazione dei pulcini.

Programma Festa Spring Alive 2012 domenica 25 marzo. Trentino-Alto Adige. Al Centro per il recupero dell’avifauna selvatica di Trento in località San Rocco, la LIPU festeggia l’arrivo della primavera e delle rondini, con una giornata dedicata agli uccelli e alle migrazioni. Ore 09,30 Ritrovo presso il Centro Recupero Avifauna Selvatica in località San Rocco 2/A, Villazzano Trento.  Ore 09,45 Inizio attività con la presentazione del progetto internazionale “Spring alive” e delle problematiche che hanno rondini, rondoni e balestrucci e relative azioni di tutela.  Ore 10,15 Birdwatching al “Bosco della città” nei pressi del C.R.A.S. e animazione per i più piccoli.  Ore 11,45 Visita Centro Recupero.  Ore 12,15 Proiezione di un filmato naturalistico.  Ore 13,00 Aperitivo di congedo. Veneto. Pederobba (TV), Giornata “Città degli Aironi”. La LIPU Pedemontana Trevigiana aprirà le porte del Centro di Educazione Ambientale e guiderà lungo il sentiero naturalistico della Garzaia di Pederobba. Sarà una bella occasione anche per osservare le nidificazione dell’airone Cenerino nel cuore della Città degli Aironi, censimento rondini, rondoni e tutti i migratori.  Info lipupedemontana@virgilio.it  – cell 3394683136 – www.lipupedemontanatrevigiana.it

(Fonte: LIPU)

Giornata mondiale dell’Acqua, 800 mln di persone non accedono a potabile

”L’acqua non e’ una risorsa inesauribile, per questo non bisogna sprecarla ma considerarla un bene prezioso di tutta l’umanita”’. E’ con questo messaggio che Green Cross aderisce alla Giornata Mondiale dell’Acqua – World Water Day -, istituita dalle Nazioni Unite e celebrata il 22 marzo allo scopo di sottolineare l’importanza della risorsa e promuoverne una gestione sostenibile visto che ”ancora oggi 800 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile. Ogni anno circa 1,4 milioni di bambini muoiono per malattie legate all’acqua, come la diarrea”.

Crisi idrica globale, manca ancora un piano concreto. A pochi giorni dalla conclusione del 6* World Water Forum di Marsiglia, un evento che ha registrato, tra le altre, la presenza del presidente fondatore dell’Ong, Mikhail Gorbaciov, ”si torna a parlare di acqua e della sua rilevanza per la nostra vita e per quella di coloro che invece non ne dispongono in quantita’ e qualita’ sufficienti. Se l’esito finale del Forum di Marsiglia non e’ dei piu’ soddisfacenti – per il presidente di Green Cross International Alexander Likhotal manca ancora un piano concreto per far fronte alla crisi idrica globale – il monito dell’Ong e’ quello di non scoraggiarsi ma intensificare gli sforzi affinche’ tutti nel mondo possano avere pieno accesso a questa risorsa”.

Maggiori e concreti risultati auspicabili a giugno, in Brasile. La Giornata mondiale dell’Acqua, evidenzia Elio Pacilio, presidente di Green Cross Italia, ”puo’ rappresentare una nuova opportunita’ per incentivare governi, amministrazioni locali, associazioni e comunita’ di tutto il mondo, ad agire per risolvere i problemi legati alla gestione di questa risorsa, con la speranza di ottenere risultati e provvedimenti concreti gia’ dalla prossima Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile (Rio +20), che si terra’ in Brasile nel mese di giugno”.

(Fonte: Asca.it)

Cambia il territorio, i Consorzi di bonifica si candidano a nuove responsabilità

I Consorzi di bonifica si candidano a nuove responsabilità nella gestione di un territorio veneto sempre più impermeabilizzato: 218.000 ettari cementificati, di cui 70.000 sotto il livello del mare e mantenuti asciutti dal lavoro di circa 400 idrovore; grazie ad un forte rapporto con le Amministrazioni Comunali (circa 300 convenzioni e accordi di programma) puntano a rafforzare il ruolo di “front-office territoriale” per le comunità locali.

Le azioni da intraprendere. A fronte di ciò è quantomai chiaro il messaggio lanciato dall’Unione Veneta Bonifiche alla settima conferenza organizzativa A.N.B.I. svoltasi  a Napoli: “Serve un ulteriore articolo correttivo alla legge regionale sulla bonifica da inserire in Finanziaria 2012: se la Regione non riesce a far fronte alla carenza di risorse da destinare alle attività dei Consorzi di bonifica, la nostra proposta è di rimodulare il limite di esenzione in funzione delle disponibilità finanziarie del bilancio regionale”. A dirlo è il Presidente dell’UVB, Giuseppe Romano, che ribadisce la volontà di trovare un punto d’incontro con Servizio Idrico Integrato (S.I.I.) e Regione Veneto: “I gestori del SII, per farsi carico del contributo di scolo esentandone i residenti  urbani già allacciati a fognatura, dovrebbero aumentare le bollette. Su tali incrementi però, andrebbe applicata anche l’IVA, cosa che non avviene attraverso il contributo di bonifica, che è deducibile”.

“La tutela del cittadino viene prima di tutto: per ridurre gli oneri, ci muoveremo attivamente in Regione per disapplicare l’esonero dei contribuenti urbani. Restiamo quindi in attesa- conclude Romano – di vedere come si evolverà la questione nelle prossime sedute del  Consiglio Regionale”. Nel 2011 sono state 665.000 i contribuenti esonerati  dal tributo alla bonifica per un ammontare di 5,9 milioni di euro; una  somma che non  è stata coperta, come dovuto, dalla Regione Veneto, che ha stanziato solo 1 milione di euro, provocando, di fatto, un “buco” di circa 5 milioni ai bilanci dei Consorzi. Senza interventi correttivi, tale situazione è destinata a ripetersi anche nell’anno in corso.

(Fonte: Unione Veneta Bonifiche)

Siccità, azioni comuni di Veneto e Friuli-Venezia Giulia

Veneto e Friuli Venezia Giulia metteranno in campo azioni comuni per affrontare la grave situazione di siccità che sta attanagliando il Nordest. A tal fine sono stati attivati dei tavoli tecnici che nel giro di qualche giorno predisporranno una serie di indicazioni operative per consentire il massimo accumulo di acqua negli invasi e un sensibile contenimento dei consumi per tutte le utilizzazioni, da quelle irrigue a quelle domestiche.

I partecipanti al tavolo tecnico. La strategia di collaborazione è stata messa a punto ieri nel corso di un incontro a Palazzo Balbi a Venezia, presieduto dall’assessore regionale veneto all’ambiente Maurizio Conte e dal Vicepresidente e assessore all’ambiente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Luca Ciriani, insieme a Roberto Casarin segretario dell’Autorità di bacino dell’Alto Adriatico e segretario generale dell’Autorità di bacino del fiume Adige. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, i rappresentanti degli enti gestori dei serbatoi idrici delle due regioni e dei consorzi di bonifica.

Montagne senza neve. In assenza di precipitazioni e in mancanza dell’apporto dello scioglimento della neve in montagna, che quest’anno ha visto un calo del 70-80% rispetto alla media, i volumi idrici degli invasi e delle falde acquifere stanno toccando i valori più bassi degli ultimi anni, creando uno stato di grave siccità che occorre affrontare, in considerazione anche dell’avvicinarsi della stagione irrigua in agricoltura. “Ci troviamo in una situazione particolarmente pesante – ha detto l’assessore Conte – e insieme al Friuli Venezia Giulia abbiamo deciso di mettere in atto azioni comuni, perché c’è la necessità di individuare con tempestività misure concrete di risparmio idrico per superare l’emergenza”.

Le linee di indirizzo. “Abbiamo concordato sulla necessità di metterci insieme – ha sottolineato da parte sua Ciriani – per affrontare il problema in maniera coordinata, in un clima di collaborazione che consenta l’adozione di indicazioni operative più incisive per razionalizzare le risorse disponibili idriche. Torneremo a riunirci tra una quindicina di giorni per la verifica”. In linea di massima, le linee di indirizzo su cui stanno lavorando i tecnici riguardano come intervenire per mantenere l’acqua nei bacini montani, immagazzinare l’acqua anche in pianura, ridurre gli usi irrigui e contemperare anche l’uso dell’acqua ai fini della produzione di energia.

(Fonte: Regione Veneto)

Etichettatura energetica: Italia in mora

La direttiva sull’etichettatura energetica ha un ruolo importante nel promuovere l’efficienza energetica e nel sensibilizzare i consumatori. Dando ai consumatori informazioni sul consumo energetico dei prodotti che acquistano, l’etichetta energetica li aiuta a prendere decisioni che consentono di risparmiare energia e denaro e incoraggia i produttori a sviluppare prodotti con una buona efficienza energetica.

In mora l’Italia, insieme a Cipro e Romania. La definizione di soglie comuni a tutta l’Unione europea in materia di efficienza energetica (B, A, A+ ecc.) dà inoltre agli Stati dell’Unione un sistema di riferimento chiaro sulle caratteristiche dei prodotti che può essere utile anche per le imprese private nella loro attività promozionale. La legislazione vuole dare queste opportunità in tutti i paesi. Nonostante le lettere di costituzione in mora inviate il 18 luglio 2011, Cipro, la Romania e l’Italia non hanno ancora comunicato alla Commissione europea di avere pienamente inserito la direttiva nel proprio ordinamento nazionale. La Commissione europea ha pertanto deciso di inviare un parere motivato a questi Stati, che se non rispettano i loro obblighi giuridici potranno essere aditi alla Corte di Giustizia da parte della Commissione europea.

I procedimenti d’infrazione riguardano la direttiva sull’etichettatura energetica, che tratta tutti i prodotti connessi all’energia, la loro pubblicità e il loro uso negli appalti pubblici. L’Unione europea si è impegnata a ridurre del 20 per cento le emissioni di gas ad effetto serra e il consumo di energia attraverso una maggiore efficienza energetica entro il 2020. L’etichettatura energetica è essenziale ai fini del conseguimento di tali obiettivi. Nell’ambito della nuova direttiva sono state già riviste le etichette per frigoriferi e congelatori, lavatrici, lavastoviglie e condizionatori d’aria ed è stata introdotta una nuova etichetta per i televisori.

(Fonte: Asterisco Informazioni)

Emergenza siccità: a secco gli invasi montani

Secondo il bollettino sulla risorsa idrica Arpav, da ottobre a gennaio il deficit di precipitazioni nevose, rispetto alla media 1970-2009, è del 40% sopra i 2200 metri e del 65-75% tra i 1200 e i 1600 metri di quota. I primi due mesi dell’anno registrano mediamente solo 20 mm di pioggia, in netto calo rispetto alla media 1946-2010 di 46mm.

Invasi e fiumi. Una situazione che si traduce in una diminuzione sensibile del volume di acqua presente nei serbatoi montani, fonte indispensabile di accumulo per garantire l’irrigazione ai territori agricoli a valle. I principali invasi del Piave (Lago di Pieve di Cadore, Lago del Mis, Lago di Santa Croce) sono ad un terzo del volume massimo invasabile; una situazione analoga sul Brenta (serbatoio del Corlo), che va a completare un quadro generale, dall’inizio dell’anno, di un volume massimo invasato sotto la media pari a -6/15%. Inoltre, la portata dei fiumi (ancora difficilmente valutabile nelle sezioni naturali montane del Piave) è comunque molto bassa e sotto la media.

Necessità di prevenire l’emergenza. Il perdurare di questa situazione – afferma il Presidente dell’UVB Giuseppe Romano – fa presagire un’apertura di stagione primaverile molto siccitosa che, di fronte alla necessità di garantire anche i minimi flussi vitali dei fiumi, potrebbe compromettere gravemente l’inizio della stagione irrigua con conseguenti gravi danni per l’agricoltura. Nei prossimi giorni l’Unione Veneta Bonifiche parteciperà ad un incontro organizzato dall’Autorità di bacino Alto Adriatico, assieme all’Associazione dei Consorzi di bonifica del Friuli, per aprire un confronto con i gestori delle centrali idroelettriche sulla situazione siccitosa dei bacini di invaso al fine prevenire un’eventuale emergenza.

(Fonte: Unione Veneta Bonifiche)

Il Consorzio di bonifica Piave lancia l’allarme: è siccità!

Dal 26 febbraio fino al 7 marzo tutto il sistema idrico del Bacino del Piave è in “asciutta” per i consueti lavori di espurgo e lavori programmati su tutte le opere consorziali di difesa di sponda, manutenzione paratoie, pulitura dei canali e recupero dei rifiuti in alveo. Ma l’ assenza di precipitazioni di una certa rilevanza e le trascurabili riserve d’acqua non consentono di prevedere un parziale recupero della capacità di invaso dei serbatoi di Pieve di Cadore, dei laghi di Santa Croce e del Mis, né di mantenere invariata la riserva idrica presente. Tutto ciò può comportare il rinvio della riapertura prevista dei canali il 7 marzo.

Si spera nelle prossime previsioni di pioggia. Giuseppe Romano, presidente dell’Unione Veneta Bonifiche, si dichiara molto preoccupato per il perdurare dell’assenza di precipitazioni di questi mesi e lancia l’allarme: “La situazione è già drammatica e riteniamo a rischio la possibilità di irrigare le colture, basti pensare che, rispetto allo scorso anno, c’è stato un 70% in meno di precipitazioni nevose, le precipitazioni sono state sporadiche e comunque non significative, il tutto ha reso i laghi pressoché vuoti e verso l’esaurimento”. “Una boccata d’ossigeno spero arrivi con le previsioni di pioggia intensa previste per domenica e lunedì – conclude Romano – altrimenti considero a rischio anche l’apertura dei canali dopo il 7 marzo. Chiediamo alle autorità preposte di attivare un tavolo tecnico per gestire la emergenza”.

(Fonte: UVB)

Allergie: pollini “ritardatari” per il freddo, ma in aumento

In leggero ritardo rispetto alla media degli anni precedenti sono comparsi a fine gennaio i primi pollini invernali. Granuli di ontano, nocciolo e cupressaceae sono stati rilevati dal Centro di monitoraggio aerobiologico della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige che ha ripreso anche quest’anno la divulgazione del bollettino dei pollini allergenici per tenere costantemente informate le persone che soffrono di questo tipo di allergia.

Bollettino pollini. Le temperature piuttosto rigide di queste ultime settimane hanno ritardato la piena fioritura delle specie arboree invernali e di conseguenza le concentrazioni di polline in aria si sono, fino ad ora, mantenute piuttosto basse. Ciò nonostante, considerato il recente miglioramento delle condizioni meteorologiche ed il lieve innalzamento delle temperature, si prevede un aumento delle concentrazioni in aria di questi pollini. Il Centro di monitoraggio aerobiologico, che afferisce al Centro ricerca e innovazione di San Michele, ricorda che il bollettino pollini è consultabile in vari modi: sul web all’indirizzo http://www.fmach.it, via e-mail iscrivendosi alla newsletter dal sito, ascoltando la segreteria telefonica di Meteotrentino (0461-238939) e presso le farmacie.

Servizio SMS “info pollini” messo a disposizione da Meteotrentino. Per ricevere l’sms basta inviare la parola “pollini” al numero 4881886. Per abbonarsi inviare la parola “pollini on”. Per sospendere “pollini off”. Via SMS di FEM-SIG : inviare al 335 1019034 la parola “qpol”.

(Fonte: Iasma)