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Rifiuti, un genitore su 3 non fa la raccolta differenziata in famiglia

L’attenzione verso le tematiche ambientali è in costante crescita, ma molte famiglie non sono ancora abbastanza informate e sensibili sulla raccolta differenziata e il riciclo della plastica. E’ quanto emerge da una ricerca condotta da Swg per Moige, Movimento italiano genitori, e Corepla, Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti.

Più facile per carta e vetro. Sebbene il 71% dei genitori dichiari di fare la raccolta differenziata in famiglia, 1 genitore su 3 (il 29%) dichiara di farla solo qualche volta o di non farla affatto. Per il 33% degli intervistati, infatti, la raccolta differenziata risulta essere una faticosa necessità o un inutile spreco, mentre il 67% la considera una cosa comunque positiva. Carta, plastica e vetro sono i materiali per i quali la raccolta differenziata è maggiormente effettuata (oltre l’80%).

Problema imballaggi. I risultati evidenziano, però, che 7 famiglie su 10 (70%) raccolgono indistintamente tutti gli oggetti in plastica, mentre appena un quarto solo gli imballaggi, come invece dovrebbe essere. In realtà, per ciò che concerne la plastica, i genitori appaiono spesso confusi. Emerge, infatti, la richiesta di indicazioni più chiare soprattutto sulla destinazione degli imballaggi raccolti (63%): 3 italiani su 4 dichiarano di avere un’idea molto vaga (45%) o di non averla assolutamente (28%).

Educazione ambientale, viene meno alla prova dei fatti. I genitori interpellati, rivela la ricerca, attribuiscono una certa importanza all’educazione ambientale da dare ai figli (4 è il valore medio su una scala da 0 a 5), tuttavia, gli atteggiamenti emersi nel corso dell’indagine segnalano alcune criticità che probabilmente trovano riscontro nei comportamenti dei figli: nel fare la spesa solo un genitore su cinque (20%) presta attenzione al tipo di imballaggio e alla sua riciclabilità, la maggioranza lo fa saltuariamente (59%) o non lo fa affatto (21%). Solo 1 genitore su 5 dichiara, inoltre, di fornire spesso spiegazioni ai figli sulla natura e il riutilizzo degli imballaggi.

Donne e nord Italia più preparati. La ricerca segnala, inoltre, che su questi temi le donne sembrano più preparate degli uomini, e sono loro che in casa si ne occupano maggiormente. Da segnalare, infine, le diversità territoriali: l’Italia risulta praticamente spaccata in due, con il Nord che primeggia sul Meridione. Ai primi posti nel 2011 troviamo la Valle d’Aosta, seguita da Veneto, Piemonte, Trentino Alto Adige, Friuli e Lombardia. Maglia nera alla Calabria, preceduta da Sicilia, Basilicata e Molise.

Non rifiutiamoci. “I problemi ecologici e quelli relativi alla tutela dell’ambiente sono tematiche che toccano ciascuno di noi, soprattutto in veste di genitori, e che la società nel suo complesso è chiamata a risolvere” affermano Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige, e Giuseppe Rossi, presidente di Corepla, che proseguono: “A questo scopo è nata, in collaborazione con Corepla, la campagna “Non rifiutiamoci”, adesso alla seconda edizione, che interesserà 36 scuole elementari in 5 regioni italiane, coinvolgendo circa 21.000 bambini e 45.000 adulti tra genitori e insegnanti”. “E’ importante – concludono – che genitori e figli imparino ad essere soggetti attivi nei processi di raccolta e riciclo. Affinchè questo possa avvernire, il nostro progetto si impegna a diffondere quanto più possibile le ‘buone pratiche’ per salvaguardare l’ambiente”.

(Fonte: Adnkronos.com)

Per migliorare la qualità delle acque individuati altri 15 inquinanti

I miglioramenti della qualità dell’acqua nell’Ue potrebbero essere compromessi da nuove forme di inquinamento chimico. Dalla Commissione ambiente arriva la proposta di aggiungere quindici nuove sostanze chimiche all’elenco di trentatré inquinanti monitorati e controllati nelle acque di superficie.

Nei biocidi, prodotti fitosfanitari e farmaci le sostanze da monitorare. Si tratta di un ulteriore passo verso il miglioramento della qualità delle nostre acque fluviali, lacustri e costiere. Le quindici sostanze comprendono prodotti chimici industriali e sostanze utilizzate nei biocidi, nei farmaci e nei prodotti fitosanitari, scelte sulla base di prove scientifiche che ne attestano la possibilità di rappresentare un rischio significativo per la salute. Come ha detto il commissario responsabile per l’Ambiente, Janez Potočnik, risulta necessario monitorare e controllare queste quindici sostanze chimiche supplementari, per accertare che non rappresentino un rischio per l’ambiente o la salute umana.

Le quindici sostanze prioritarie supplementari proposte sono le seguenti: sostanze contenute in prodotti fitosanitari: aclonifen, bifenox, cipermetrina, dicofol, eptacloro, quinoxyfen; sostanze usate in prodotti biocidi: cibutrina, diclorvos, terbutrina; sostanze chimiche industriali: acido perfluorottano sulfonato (PFOS), esabromociclododecano (HBCDD); sottoprodotti della combustione: diossina e PCB diossina-simili; sostanze farmaceutiche: 17 alpha-etinilestradiolo (EE2), 17 beta-estradiolo (E2), diclofenac.

I farmaci sono proposti per la prima volta.  Perchè nell’acqua concentrazioni superiori alle soglie proposte possono ripercuotersi negativamente sulla salute dei pesci,  danneggiando altri organismi viventi.La principale finalità della politica europea delle acque è garantire che in tutta l’Ue sia disponibile una quantità sufficiente di acqua di buona qualità, utilizzata in modo più efficiente per le esigenze delle persone e delle imprese nonché per la protezione dell’ambiente, e lo scopo generale della direttiva è giungere entro il 2015 a un buono stato di tutte le acque, siano esse di laghi, fiumi, torrenti e falde acquifere.

(Fonte: segreteria europarlamentare On. Giancarlo Scottà)

Vertice bonifica Polesine, i tagli della Regione Veneto mettono in pericolo il territorio

Si contraggono i capitoli dedicati alla bonifica e si azzerano quelli per gli interventi sulla subsidenza in Polesine. Il quadro della proposta di bilancio in discussione in Regione Veneto, se confermata, avrà ripercussioni pesantissime sull’equilibrio idrogeologico e la sicurezza idraulica della provincia di Rovigo. Per questo Coldiretti Rovigo, con le altre associazioni agricole, ha organizzato un vertice con i consorzi di bonifica, la Provincia di Rovigo e tutti gli amministratori polesani che siedono in Regione, per lanciare l’allarme e trovare una linea d’azione comune.

Maggiori costi bonifica, ingiusto farli pesare sui polesani. I termini del problema li ha sintetizzati il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo: «Il nostro territorio si trova praticamente tutto sotto il medio mare – ha detto – e con le estrazioni metanifere degli anni Cinquanta si è innescato un meccanismo di abbassamento continuo (secondo gli ultimi studi, di 40-50 centimetri dal 1983). Per mantenere il territorio in sicurezza i consorzi devono pompare continuamente acqua per mantenere il livello delle falde stabile, con conseguenti enormi costi energetici. Proprio per far fronte ai danni provocati dalle estrazioni metanifere, a suo tempo lo Stato ha riconosciuto proprio al Polesine (con Ferrara e Ravenna) dei fondi specifici per fronteggiare i maggiori costi dei consorzi polesani. Ecco perché questi costi non possono oggi dipendere dalle difficoltà del bilancio regionale ed essere addossati ai polesani, sotto forma di un aumento dei contributi consortili».

Una settimana senza idrovore e il Polesine va sott’acqua. Dai rappresentanti dei due consorzi Delta Po e Adige Po sono bastati alcuni dati: «Solo per l’energia elettrica del pompaggio spendiamo due milioni di euro l’anno (40 euro per ettaro) – ha ricordato il presidente dell’Adige Po Giuliano Ganzerla – Le manutenzioni straordinarie sono a zero da due anni. Siamo in una situazione di precarietà idraulica». Sono un’ottantina le idrovore che lavorano giorno e notte per mantenere il Polesine all’asciutto. Se la Regione continuerà a tagliare risorse (in previsione ci sono 2,5 milioni di euro per gli impianti di sollevamento, di cui a Rovigo arriverà il 35 per cento) si profila la necessità per i due consorzi territoriali di chiedere ai contribuenti un surplus di contributi del 20 per cento. Eppure le 40 idrovore bassopolesane l’anno scorso hanno ricacciato nel Po e nell’Adige 400 milioni di metri cubi d’acqua; a Cavanella Po esiste l’istallazione di pompaggio più potente del Veneto, che ha una portata di 50 mila litri d’acqua al secondo: «Una settimana senza idrovore – ha spiegato il direttore del Delta Po, Giancarlo Mantovani – ed il territorio va sott’acqua. Se, poi, piove, basterebbe qualche ora».

I consiglieri polesani in Regione hanno condiviso le preoccupazioni del mondo agricolo. «Io presenterò un apposito emendamento – ha annunciato Graziano Azzalin, presidente della commissione Agricoltura – ma dovrà essere sottoscritto da tutti, al di là di maggioranza e opposizione. Se è vero come è vero che il nostro territorio è una specificità, dobbiamo fare squadra». Più cauto Cristiano Corazzari che ha sottolineato i problemi delle finanze regionali; una proposta di rottura dall’assessore alle Attività produttive venete, Isi Coppola, che ha affermato: «Con le buone maniere noi Polesani non siamo riusciti a farci capire. La lezione dell’anno scorso non è stata capita. Bisognerà occupare con le barche il Canal grande – ha ribadito l’assessore – visto che tutti a Venezia ormai conoscono i problemi della montagna, bisognerà imporre la conoscenza del Polesine allo stesso modo, con azioni eclatanti. Pur nelle difficoltà del bilancio si potrebbero distrarre risorse da altre priorità».

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

A Cologna Veneta inaugurata la nuova centrale idroelettrica sul L.E.B.

Sei anni, di cui solo otto mesi per l’edificazione: è questo l’iter, per altro più veloce della media italiana, resosi necessario per realizzare la centrale idroelettrica sul canale L.E.B., inaugurata in frazione Baldaria del comune di Cologna Veneta nel veronese.

Sfruttato il dislivello idrico. A realizzarla è stata la società EN.In. Esco srl (società del gruppo I.C.Q. Holding SpA), utilizzando le acque dell’importante asta irrigua gestita dal Consorzio di 2° grado Lessinio Euganeo Berico, il cui presidente, Antonio Nani, ha inquadrato l’opera, come uno dei tanti tasselli per permettere all’Italia di raggiungere gli obbiettivi internazionalmente assunti nel campo della produzione di energie rinnovabili; gli aspetti tecnici sono invece stati illustrati dall’Amministratore Delegato della società capofila, Luigi De Simone. A testimoniare il significato attribuito all’evento è stata la presenza, accanto a molte altre autorità, di ben due assessori della Regione Veneto: Roberto Ciambetti, al bilancio, e Maurizio Conte, all’ambiente.

Caratteristica dell’impianto (tipologia: “ad acqua fluente a bassa caduta 2) è la compattezza , conglobando tutte le opere accessorie in un unico manufatto e riducendo, al minimo, l’impatto sul territorio. L’impianto, costato circa 2 milioni di euro, sfrutta un dislivello idrico di oltre 4 metri tra il canale L.E.B. ed il fiume Fratta; la sua capacità produttiva è stimata in 1,60 gigawattora (1.600 megawattora) all’anno. L’energia elettrica prodotta è totalmente immessa in rete salvo quella necessaria al funzionamento della centrale.

(Fonte: Consorzio bonifica LEB)

Il Carnevale di Venezia si tinge di verde, spazio all’ambiente ed ai rifiuti

Anche il Carnevale di Venezia si tinge di verde e oltre a maschere, scherzi e coriandoli dedica un po’ del suo spazio anche a uno dei temi più attuali: l’attenzione all’ambiente e alla riduzione dei rifiuti. Fino al 21 febbraio 2012, Ecolamp tornerà al Sestiere di Campo San Polo con spettacoli, giochi interattivi e intrattenimenti dedicati al recupero e al corretto smaltimento delle lampadine.

Il Teatro della Luce e del Riciclo. In linea con il tema conduttore di quest’edizione, ”La vita è teatro. Tutti in maschera”, il consorzio Ecolamp per il recupero e il trattamento delle lampade fluorescenti esauste allestirà il Teatro della Luce e del Riciclo, all’interno del quale tutti i visitatori, soprattutto i più piccoli, potranno assistere a giochi di prestigio, acrobazie e spettacoli organizzati per rappresentare in maniera giocosa, ma chiara e comprensibile, il tema della raccolta differenziata delle sorgenti luminose a basso consumo.

Mascherine “green light” in regalo. ”Imparare divertendosi è da sempre il criterio a cui si ispirano le iniziative didattiche di Ecolamp che, fin dal primo anno di partecipazione al Carnevale di Venezia, ha contribuito a sensibilizzare ed educare adulti e bambini sulle modalità di corretto smaltimento delle moderne lampadine fluorescenti, che stanno sostituendo le vecchie lampade a incandescenza, sui risultati del loro riciclo e sui valori della tutela ambientale”, spiega Fabrizio D’Amico, direttore generale di Ecolamp. A tutti coloro che visiteranno il Teatro della Luce e del Riciclo, Ecolamp consegnerà delle mascherine da indossare che raffigurano quattro tipi di lampade di nuova generazione. Inoltre, ritornano anche quest’anno a Venezia le due mascotte Ecolamp, Voltonio e Bidonia, che sfileranno per le vie della città, coinvolgendo i cittadini per diffondere i concetti di sostenibilità ambientale, e parteciperanno al Concorso per la Maschera più bella del Carnevale 2012. Il Carnevale di Venezia sarà anche l’occasione per presentare i dati ufficiali di raccolta del 2011 e dei primi mesi del 2012 (15 febbraio, Teatro della Luce e del Riciclo, Campo San Polo).

(Fonte: Adnkronos.com)

 

Inquinamento luminoso, fondi a Province per individuazione Comuni

Saranno le Province ad individuare le amministrazioni comunali interessate ad attuare interventi per il contenimento dell’inquinamento luminoso, e in particolare il risanamento degli impianti di illuminazione pubblica esterni. Lo ha disposto la giunta regionale, su relazione dell’assessore all’ambiente Maurizio Conte, impegnando a favore delle Province venete un importo complessivo di 800 mila euro, suddiviso sulla base della densità demografica.

“Dal 2009 il Veneto è dotato di una legge regionale – sottolinea Conte- che promuove la riduzione dell’inquinamento luminoso e ottico e dei consumi energetici da esso derivanti. Sono obiettivi che devono essere perseguiti dai comuni in stretta collaborazione con le Province. Abbiamo quindi ravvisato l’opportunità di individuare le Province come ente di riferimento a cui i comuni che siano già nella condizione di poter garantire sul proprio territorio progetti concreti dovranno rivolgersi per la segnalazione delle situazioni previste e per ottenere l’eventuale assegnazione delle risorse regionali”. L’importo assegnato alla Provincia di Belluno è di 34.480 euro, a Padova 150.480 euro, a Rovigo 41.520 euro, a Treviso 143.840 euro, a Venezia 139.760 euro, a Vicenza 140.960 euro, a Verona 148.960 euro.

(Fonte: Regione Veneto)

Nord Est campione di raccolta differenziata

foto Legambiente

I dati di Fondazione Impresa sulla raccolta differenziata dicono molto sull’attenzione di cittadini e amministrazioni locali nei confronti dell’ambiente. Anche la normativa italiana è parsa sensibile alla questione, fissando specifici obiettivi: 35% di raccolta differenziata entro il 2006, 40% entro il 2007, 45% entro il 2008, 50% entro il 2009, 60% entro il 2011 e 65% entro il 2012. Obiettivi ambiziosi ma risultati ancora molto lontani.

Nel 2009 la percentuale di raccolta differenziata in Italia si è attestata intorno al 33,6%. Pertanto non solo non è stato raggiunto l’obiettivo 2006 del 35% ma, secondo le elaborazioni di Fondazione Impresa, si è registrato un deficit rispetto all’obiettivo 2009 del 50% di 16,4 punti percentuali. Tra il 2006 e il 2009 la percentuale di raccolta differenziata in Italia è aumentata inoltre di soli 7,8 punti percentuali.

Solo due regioni hanno raggiunto e superato l’obiettivo 2009 del 50%: sono Trentino Alto Adige e Veneto, rispettivamente con il 57,8% e il 57,5% di raccolta differenziata. Il Friuli Venezia Giulia si è fermato nel 2009 al 49,9%, con un deficit di appena 0,1 punti percentuali che consente di affermare che rispetto alla raccolta differenziata il Nord Est è l’area più virtuosa del Paese. Nel complesso è evidente la spaccatura esistente tra Nord e Sud del Paese. Quasi tutte le regioni del Nord hanno infatti superato l’obiettivo 2006 del 35%, mentre la maggior parte delle regioni del Sud, nel 2009, risultano ancora fuori obiettivo. Puglia, Calabria, Basilicata, Molise e Sicilia nel 2009 non hanno nemmeno raggiunto il 15% di raccolta differenziata. Menzione speciale invece per la virtuosa Sardegna, con il 42,5% di raccolta differenziata e con la variazione più alta in Italia tra il 2006 e il 2009, pari a 22,7 punti percentuali.

Approfondendo l’analisi a livello provinciale è emerso che, nel 2009, più di una provincia su due (51,4%) risulta essere ancora fuori obiettivo e cioè con un livello di raccolta differenziata inferiore al 35%. Il 5,6% delle province italiane ha raggiunto l’obiettivo 2006, il 7,5% l’obiettivo 2007, l’11,2% l’obiettivo 2008 e il 24,3% delle province ha raggiunto l’obiettivo 2009 superando il 50% di raccolta differenziata. Nel Nord Est si trovano le province più virtuose d’Italia: Treviso con il 69,2% di raccolta differenziata, Rovigo con il 66,6% e Pordenone con il 66,3%. Nella top ten delle province più virtuose d’Italia, oltre a quelle del Nord, spiccano quelle sarde di Medio-Campidano e Oristano, rispettivamente con il 60,6% e il 58,7%. Tuttavia, complessivamente nel Sud e nelle Isole l’80,0% delle province risulta essere ancora fuori obiettivo e nel Centro ciò vale per il 76,2% delle province. Le province fanalino di coda sono Frosinone, Messina, Siracusa ed Enna che nel 2009 non hanno superato il 5% di raccolta differenziata.

Un’Italia spaccata in due. “Gli esiti positivi in termini di raccolta differenziata dipendono dall’impegno sia dei cittadini – e dalla loro propensione a introdurre comportamenti e abitudini verdi nella propria vita quotidiana – sia dalla tipologia di gestione dei rifiuti messa in campo dalle istituzioni locali e dalla realizzazione di eventuali misure di prevenzione. I dati emersi – spiegano i ricercatori di Fondazione Impresa – portano alla luce un’Italia spaccata in due: tra aree molto virtuose e aree che hanno trascurato la raccolta differenziata nella propria agenda delle cose da fare. C’è da sperare che le buone performance di alcune regioni come la Sardegna motivino anche le aree meno virtuose a impegnarsi nel recupero del terreno perso”.

(Fonte: www.asterisconet.it)

Consorzio di bonifica Bacchiglione, in arrivo gli avvisi di pagamento per il contributo 2011

Sono stati spediti in questi giorni gli avvisi di pagamento del Consorzio di bonifica Bacchiglione relativi al 2011. Le novità riguardano le modalità di calcolo dei contributi stabilite dal nuovo Piano di Classifica predisposto dal Consorzio secondo le direttive impartite dalla Regione Veneto all’inizio del 2011.

Interessati 39 comuni tra Padova e Venezia. Non ci sono consistenti variazioni in termini complessivi anche se l’introduzione dei nuovi criteri può comportare variazioni in più o in meno degli importi per i singoli immobili (terreni o fabbricati). Il nuovo Piano di Classifica stabilisce i criteri tecnici ed economici di ripartizione dei contributi nel comprensorio consortile che interessa 39 comuni suddivisi nelle due province di Padova e Venezia.

Un lavoro 24 ore su 24  su 890 km di canali e 39 impianti idrovori. Il contributo di bonifica per ogni immobile è calcolato in base al beneficio che l’immobile stesso trae dalle attività consortili e alle spese sostenute dal Consorzio nelle varie zone per la manutenzione dei canali (taglio della vegetazione, scavo del materiale che si deposita sul fondo, consolidamento delle sponde) e per la gestione di manufatti idraulici ed impianti di pompaggio. Il Consorzio di bonifica Bacchiglione mantiene in efficienza una rete di 890 km di canali e garantisce il funzionamento di 39 impianti idrovori, telecontrollati e telecomandati, dotati di 111 pompe in grado di espellere complessivamente 182.000 litri d’acqua al secondo.

Scadenza pagamenti. Per quanto riguarda i contributi di bonifica relativi al 2011, gli importi superiori ai 200 euro sono suddivisi in due rate, con indicazione di pagamento entro il 30 dicembre 2011 (I rata) e 15 febbraio 2012 (II rata); gli importi inferiori ai 200 euro vanno pagati invece in una rata unica con scadenze 16 gennaio 2012.

Gli avvisi arrivano con ritardo di mesi rispetto alle abituali scadenze a causa degli adempimenti conseguenti alla nuova normativa regionale. Tenuto conto delle festività, può succedere che alcuni avvisi vengano recapitati al contribuente dopo la scadenza indicata negli avvisi stessi. Il Consorzio, considerata la situazione, non attiverà forme di riscossione coattiva prima del 1 marzo 2012.

Il pagamento può essere effettuato secondo diverse modalità: presso tutti gli sportelli Equitalia Nord Spa, presso gli sportelli Poste Italiane Spa o in qualsiasi Banca mediante l’utilizzo dei bollettini RAV allegati, presso gli sportelli Bancomat oppure presso tutte le tabaccherie convenzionate ITB. Il contributo di bonifica è interamente deducibile in sede di dichiarazione dei redditi annuale, presentando ricevuta di pagamento.  Per informazioni riguardati i contributi consortili è possibile contattare direttamente l’Ufficio Catasto e Tributi del Consorzio di bonifica Bacchiglione tel. 049.665617, dal lunedì al sabato dalle ore 8.30 alle ore 14.00 e martedì e giovedì dalle ore 15.00 alle ore 17.30; inviare una e-mail bonifica@baccbrenta.it oppure recarsi presso l’ufficio Catasto e Tributi del Consorzio a Padova in Via Vescovado n. 11: apertura al pubblico dal lunedì al sabato dalle ore 8.30 alle ore 12.00.

(Fonte: Consorzio di bonifica Bacchiglione)

2011, anno tra i più caldi dal 1800 ad oggi, si spera nelle precipitazioni per ristabilire le scorte idriche

Il 2011 si è classificato al terzo posto tra i più caldi dal 1800 con  il 13 per cento di precipitazioni in meno rispetto alla media di riferimento che evidenzia un forte rischio siccità per la prossima primavera-estate. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che l’arrivo delle precipitazioni con pioggia e neve è atteso per ripristinare le scorte idriche nel terreno, sulla base dei dati Isac-Cnr.

Crollo presenza funghi e tartufi. L’autunno, che è normalmente la stagione della pioggia, è stato quest’anno particolarmente siccitoso destando molta preoccupazione nelle campagne e nelle città dove in alcuni casi, come in Romagna, si è temuto per il razionamento dell’acqua. Gli effetti del caldo e della siccità nel 2011 si sono già fatti sentire con il crollo della presenza di funghi e tartufi che necessitano di acqua per crescere mentre nelle campagne si è verificato – sottolinea la Coldiretti – un calo nei raccolti di olive da olio (-5 per cento) e uva da vino con una vendemmia di qualità ma al minimo storico di 40 milioni di ettolitri, oltre il 13 per cento in meno rispetto allo scorso anno. I timori – conclude la Coldiretti – si estendono peraltro al futuro poiché occorre ristabilire le scorte idriche con la neve in montagna e l’acqua nei terreni da utilizzare con l’arrivo del caldo nelle stagioni primavera ed estate.

(Fonte: Coldiretti)

Multi-energy le nuove stazioni di servizio in Alto Adige

La Giunta provinciale di Bolzano ha dato il via libera alla modifica delle direttive per l’adeguamento della rete di distribuzione dei carburanti. Gli impianti di nuova apertura dovranno garantire l’erogazione di
metano, Gpl ed energia elettrica, e dovranno essere installati pannelli fotovoltaici.

Obbligo dotazione di pannelli solari. ”Con queste modifiche al regolamento provinciale – ha sottolineato il presidente Luis Durnwalder – vogliamo contribuire a diffondere su tutto il territorio altoatesino carburanti provenienti da fonti rinnovabili ed eco-sostenibili come il metano e l’energia elettrica”. In concreto, le autorizzazioni per nuovi impianti potranno essere concesse a patto che venga garantita l’erogazione di tutti i prodotti compresi metano, Gpl e, almeno per quanto riguarda la viabilità ordinaria, il rifornimento con energia elettrica. Inoltre, tutte le nuove stazioni di servizio dovranno essere dotate di pannelli
fotovoltaici che garantiscano una potenza installata non inferiore agli 8 kw.

(fonte: Ansa.it)