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Disponibilità risorsa idrica in Veneto, con maggio piovoso (+ 52%, oltre la media del periodo), laghi e fiumi in miglioramento, falde ancora in sofferenza

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Secondo il bollettino sulla disponibilità di risorsa idrica in Veneto redatto da ANBI Veneto, ci vorranno ancora diversi giorni per vedere significativi miglioramenti alle falde acquifere, intanto però le abbondanti precipitazioni scese a maggio scorso hanno permesso ai fiumi e agli invasi montani di portarsi su livelli tipici della stagione. Soddisfacente anche la situazione nella campagne con un indice di siccità al suolo su livelli di normalità.

I dati. Nel mese di maggio si è registra finalmente un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi 4 mesi particolarmente avari di precipitazioni. Con una media di 174 mm di precipitazioni, la piovosità ha superato del 52% la media del periodo pari a 115 mm (dato Arpav). La piovosità ha consentito di ridurre le esigenze irrigue e aumentare le riserve disponibili. Dal punto di vista delle temperature il mese si è presentato come spaccato in due, con una prima metà caratterizzata da valori più bassi rispetto alla media del priodo e una seconda parte con valori più alti. Pur denotando minimi segnali di ripresa, i livelli delle falde restano ancora critici. Le nevicate del mese e le basse temperature della prima metà del mese hanno incrementato lo spessore medio del manto nevoso riportandolo su valori più vicini a quelli della media storica del periodo (dato Arpav).

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

Difesa del territorio dalle acque alte in Adriatico, Lussinpiccolo in Croazia chiama, Venezia risponde

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Da lunedì 26 a mercoledì 28 giugno 2023 Lussinpiccolo, località principale dell’isola di Lussino, in Crozia, accoglierà un gruppo di studio veneziano esperto in materia di ingegneria ambientale e idraulica. Anche l’intera area del Quarnaro, infatti, risente dei cambiamenti climatici globali e condivide il problema del fenomeno delle acque alte marine. Alzare le rive non è più sufficiente e quindi occorre intervenire prima possibile con l’obiettivo fondamentale di difendere le città con efficaci opere di ingegneria idraulica ed ambientale.

Sinergia tra Paesi. “Il sindaco di Lussinpiccolo, insieme alla locale Comunità degli Italiani, ci ha invitato per esaminare la situazione della cittadina che, analogamente a Venezia, è minacciata dall’innalzamento del livello del mare e, conseguentemente, per proporre qualche soluzione al fine di contenerne gli effetti. A Venezia abbiamo il MOSE. Per Lussinpiccolo si può pensare a qualcosa del genere? Oppure a qualcos’altro? Lo si valuterà nel corso dell’incontro”, afferma il presidente dell’Ordine Ingegneri città metropolitana di Venezia Mariano Carraro, componente della delegazione veneziana, insieme a Francesca Domeneghetti, vicepresidente Ordine Ingegneri Venezia e coordinatrice gruppo di lavoro progetto Europa Adriatica, Mario De Marchis, consigliere Ordine Ingegneri Venezia, Hermes Redi, direttore Consorzio Venezia Nuova, Sebastiano Carrer, società di ingegneria Thetise membro Commissione cambiamenti climatici Ordine Ingegneri Venezia, Tommaso Marella società di ingegneria Thetis. “Ci interessa molto l’esperienza di Venezia in merito alla difesa del territorio dal fenomeno delle acque alte e l’impatto dei cambiamenti climatici. Noi siamo impegnati a dare ancora più sicurezza a Lussino e valorizzare le sue eccellenze per fare in modo che siano conosciute e visitate in serenità. Con Venezia ci unisce una lunga storia di relazioni tra le due sponde adriatiche e ci sono buone basi per creare sviluppo sostenibile insieme”, afferma al riguardo Ana Kučić, sindaco di Lussinpiccolo.

L’iniziativa è ospitata da Città di Lussinpiccolo, Comunità degli Italiani di Lussinpiccolo ed Ente del Turismo di Lussinpiccolo. E’ organizzata con l’adesione dell’Ordine Ingegneri Venezia, la partecipazione e collaborazione dell’Unione Italiana, il patrocinio del Consolato Generale d’Italia a Fiume e di AIL Venezia. Il meeting è supportato da Jadranka Turizam, Thetis, Consorzio Venezia Nuova e Fondazione Archivio Vittorio Cini. Progetto Europa Adriatica ( autore Vittorio Baroni) sotto l’egida del Consiglio d’Europa – Ufficio di Venezia con la la collaborazione della Capitale Europea della Cultura 2025 Nova Gorica e Gorizia. Partner del gusto veneziano Bellini Canella. Ulteriori informazioni https://adriaticeurope.org/concept

Fonte: Progetto Europa Adriatica

Inaugurato a Schiavon (VI) l’impianto di biometano più grande d’Europa

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“Oggi, grazie all’agricoltura, creiamo un valore aggiunto di 485 miliardi di euro ed oltre quattro milioni di occupati e siamo il primo settore, per importanza, per il prodotto interno lordo. Il settore primario, quindi, non conta il 2-3 per cento del Pil o degli occupati, come per decenni ci è stato raccontato. Ma è vero esattamente l’opposto, in quanto si deve considerare ciò che muove l’agricoltura, in termini di artigianato, di piccola impresa e di energia. E proprio in questo senso, l’impianto di oggi rappresenta un’eccellenza, un modello da replicare”. Con queste parole il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, è intervenuto lo scorso 26 maggio a Schiavon (VI) in occasione del Festival del biometano e, in particolare, dell’inaugurazione dell’impianto più grande d’Europa, che trasforma i reflui zootecnici in energia rinnovabile e fertilizzante naturale, alla presenza dei vertici territoriali di Coldiretti, di Vicenza e di tutto il Veneto, nonché di un ampio parterre di autorità.

L’impianto, promosso da Iniziative Biometano (Gruppo FemoGas), è gestito da due società operative, Motta Energia ed EBS, di cui sono socie 117 aziende agricole attive nel territorio del Brenta, principalmente nei comuni di Schiavon, Pozzoleone, Bressanvido, Sandrigo e sono proprio questi allevatori che “alimentano” l’impianto stesso e gli permettono di produrre sostenibilità. A confrontarsi sul tema “Biometano, un circolo… virtuoso” sono stati, oltre al presidente nazionale di Coldiretti Prandini, Piero Gattoni (presidente del CIB-Consorzio italiano biogas), Stefano Ciafani (presidente nazionale di Legambiente), il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, Roberto Marcato (assessore allo Sviluppo economico e all’Energia della Regione Veneto), Luca De Carlo (presidente della IX commissione – Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare), Angelo Baronchelli (presidente del Gruppo AB), Stefano Bozzetto (amministratore delegato di FemoGas). “Ogni anno l’impianto di Schiavon produce settemila tonnellate di biometano – ha spiegato Stefano Svegliado, amministratore delegato di Motta Energia e EBS – una quantità sufficiente a soddisfare il fabbisogno annuale di duecento mezzi pesanti, che percorrono centomila chilometri ciascuno. Se il metano diventa biometano liquido, la componente gassosa, cioè l’anidride carbonica, sarà presto recuperata e ceduta alle industrie che se ne servono: il settore alimentare, per esempio, la impiega nelle bibite gassate”.

Oltre al biometano, l’impianto produce il digestato. Questo compost è utilizzato, nella sua frazione liquida azotata, per concimare i campi delle stesse aziende socie, e nella frazione solida per la concimazione di precisione in viticoltura, in floricoltura ed in orticoltura. Il digestato viene dunque restituito alla campagna, in alternativa ai concimi chimici, contrastando la desertificazione dei suoli e contribuendo a preservare la purezza della falda acquifera. Da Schiavon ne escono 250 mila tonnellate l’anno ed a beneficiarne sono circa 10 mila ettari di campagna. Per realizzare tutto ciò occorre riconsiderare il valore dell’Agricoltura. “Bisogna sburocratizzare. Nei territori, occorre rendere più celeri le procedure che consentono di realizzare questi impianti. L’Italia è il paese più sostenibile a livello globale – ha aggiunto il presidente Prandini – ed il dato degli allevamenti, che oggi in termini di emissioni rappresentano il 5,5 per cento, può essere ulteriormente migliorato. E, grazie all’evoluzione di impianti come quello presentato oggi, si potrà trattenere ulteriormente l’ammoniaca, creando i principi per i quali andremo a fissare il carbonio nel suolo. Con questo intento Coldiretti vuole, nei prossimi cinque anni, arrivare ad un impatto zero, diventando un paese sostenibile per quanto riguarda le filiere zootecniche”. 

Per farcela, l’Europa deve sostenere queste iniziative virtuose. “Ci aspettiamo un atteggiamento di un’Europa che favorisca ed accompagni gli agricoltori in questo percorso – sottolinea il presidente Prandini – dando certezze ai cittadini e consumatori che il mondo agricolo può produrre ancora di più e meglio rispetto ai bisogni della collettività, senza dover ricorrere ai cibi di laboratorio”. 

L’agricoltura ed il territorio hanno bisogno di tempestività. “Lo dimostra ciò che sta vivendo l’Emilia Romagna – conclude il presidente Prandini – rendendo evidente che la manutenzione del letto dei fiumi va fatta, per evitare che si replichino analoghe situazioni. Anche al tema della fauna selvatica e delle nutrie, di conseguenza, va data una pronta risposta, altrimenti la caduta degli argini e l’abbandono delle aree interne, saranno all’ordine del giorno, mentre devono essere limitati il più possibile. Dobbiamo pensare, infine, alle prospettive che avranno i nostri giovani. Dobbiamo pensare alla redditività dei nostri allevamenti, perché se non abbiamo un giusto reddito economico, l’agricoltura rischierà di essere ad appannaggio di pochi. Per questo, l’iniziativa di oggi, attraverso l’attività tradizionale, consentirà di garantire un maggior valore al lavoro agricolo”. Concetti sostenuti in toto dal ministro Lollobrigida, in videocollegamento, che ha precisato come “Il sostegno del governo per il settore primario è assicurato, così come occorre adoperarsi per sfruttare al meglio le fondamentali risorse messe a disposizione del Pnrr per lo sviluppo delle attività e, di conseguenza, del paese”. Al termine della mattinata, con il taglio del nastro, gli agrichef di Campagna Amica hanno realizzato con i prodotti tipici locali un buffet per tradurre in concreto i concetti espressi nel corso delle due tavole rotonde, esaltando i valori della terra e le sue produzioni, oltre al saper fare dei cuochi contadini.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

Cavallino-Treporti si riconferma “Comune ciclabile”

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Con il massimo dei voti, cinque bike smile, Cavallino-Treporti si riconferma “Comune ciclabile” per il sesto anno consecutivo. La Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta) ha riconfermato la Bandiera Gialla alla prima spiaggia veneta. «È uno degli importanti riconoscimenti che qualifica il nostro territorio. Come amministrazione stiamo continuando a lavorare per rendere tutto il litorale percorribile, in sicurezza, con nuove piste ciclabili, aree verdi e percorsi dedicati alle bici, arredi e attrezzature dedicate. Muoversi in bicicletta in sicurezza, godendo pienamente della ricchezza ambientale e paesaggistica del territorio, favorisce il miglioramento della qualità di vita dei cittadini e consente ai nostri ospiti di visitare, e portare economie, al territorio», afferma l’assessore allo Sport Lisa Targhetta, che sta seguendo la progettualità dei percorsi ciclabili.

Tra gli obiettivi di potenziamento della mobilità sostenibile, tra fine maggio e i primi di giugno inizieranno i cantieri per realizzare la nuova pista ciclabile di via Vettor Pisani a Ca’ Savio e via di Ca’ Vio. Un percorso in sicurezza, da 1,5 milioni di euro, che si congiunge alle tratte di ciclabile già esistenti, fino alla pista a sbalzo di via Pordelio. «Con questi interventi metteremo in sicurezza anche la mobilità dei nostri studenti che raggiungono in bicicletta sia il plesso V. Carpaccio sia gli impianti sportivi. Per quanto riguarda il cantiere, si interverrà cercando di limitare il più possibile l’intralcio alla viabilità. I lavori, invece, all’altezza di Ca’ Pasquali, legati alla posa delle palancole per realizzare il nuovo tratto di ciclabile a sbalzo sulla laguna di via Pordelio, previsti per la primavera, sono stati posticipati dopo la stagione estiva», aggiunge l’assessore alla viabilità Nicolò D’Este.

Fonte: Servizio stampa comune Cavallino-Treporti

Venerdì 26 maggio, si parla di impoverimento della materia organica nei terreni al corso di formazione giornalisti al Wigwam di Arzerello (PD)

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Venerdì 26 maggio p.v., alle ore 18.30, i soci Argav si ritroveranno al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) per la consueta conviviale di fine mese. Questa volta il tema sarà “Il suolo si sta estinguendo, un problema epocale del nostro tempo: l’impoverimento di materia organica nei terreni. Analisi mondiale ed esperienze di contrasto a Nordest, il ruolo dell’informazione”.

Entro il 2050 il 90% del suolo coltivabile del Pianeta può trasformarsi in un deserto, se non agiamo subito. La carenza di contenuto organico trasforma il suolo in sabbia, causando crisi alimentare, scarsità idrica, perdita di biodiversità, cambiamenti climatici, conflitti e migrazioni. L’incontro analizzerà l’allarme lanciato dall’Onu, proponendo anche alcune sperimentazioni di contrasto del fenomeno in atto a NordEst e valorizzando il ruolo dei giornalisti nel raccontare questa emergenza ambientale.

Relatori. Elena Zanato, referente Italia del movimento Conscious Planet – Salva il Suolo: “12 obiettivi per lo sviluppo sostenibile indicati dall’ONU”; Wittfrida Mitterer, direttrice master 2° livello Casaclima/Bioarchitettura Università Lumsa Roma: “L’humus, una bioricostituente per il suolo agricolo”; Giampaolo Rossi, capo settore agrario ambiente Consorzio di bonifica Veneto Orientale: “La sperimentazione in località Fiorentina di San Donà di Piave: sistemare il terreno per ridargli vigore”; Pietro Teatini, docente associato idrologia ed ingegneria idraulica Università Padova: “Il progetto MoST per il contrasto alla salinizzazione degli ambienti costieri”. Coordina: Fabrizio Stelluto, presidente Argav.

Iscrizioni giornalisti. L’iniziativa formalmente organizzata, a complemento della Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione, dal Sindacato Giornalisti del Veneto per iniziativa di Argav, è accreditata come corso di formazione dall’Ordine dei Giornalisti; coloro, che fossero interessati ad ottenere i 2 crediti formativi previsti, devono obbligatoriamente iscriversi sulla piattaforma www.formazionegiornalisti.it entro giovedì 25 Maggio p.v. . 

I fondi Pnrr per la ricerca sulle zanzare promuovono la scienza partecipata attraverso l’app Mosquito Alert

MosquitoAlertArriva la primavera e con essa tornano le zanzare. Dopo un inverno così mite e le piogge di questi ultimi giorni si teme che nei prossimi mesi la loro presenza possa essere maggiore degli anni scorsi. Ma non si tratta solo di un fastidio: le zanzare infatti possono trasmettere virus – come quelli del West Nile, del Chikungunya e del Dengue – capaci di causare gravi malattie all’uomo. Per questo è importante sapere dove, quando e quante specie abbiamo sul nostro territorio, dove si raggiungono maggiori densità e maggiori rischi e dove è più opportuno concentrare gli interventi di disinfestazione.

Già dal 2021, la task force di Mosquito Alert Italia – capitanata dal Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive di Sapienza con il contributo dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie, di Muse – Museo delle Scienze di Trento e dell’Università di Bologna – ha puntato sulle segnalazioni fotografiche dei cittadini per ottenere dati a livello nazionale. In due anni, l’app Mosquito Alert è stata scaricata da oltre 18.000 utenti, che hanno inviato oltre 8.000 foto da 103 su 107 province italiane. La maggior parte di queste appartengono alla specie più diffusa in Italia – la zanzara comune Culex pipiens – e alla specie invasiva Aedes albopictus, la famosa zanzara tigre che è approdata in Italia ormai da oltre 30 anni e diffusa in tutto il territorio, condizionando la possibilità di godere appieno delle attività all’aperto da maggio a ottobre. Ma i cittadini hanno anche inviato fotografie anche di specie più rare, come la zanzara coreana (Aedes koreicus) e quella giapponese (Aedes japonicus) – specie invasive giunte più recentemente nel nostro paese e in espansione soprattutto nel nord Italia.

Grazie alle segnalazioni dei cittadini effettuate all’interno delle loro abitazioni, si è cominciato a capire quali specie pungono maggiormente all’aperto e quali al chiuso, un dato che può sembrare banale per chi di noi è frequentemente vittima delle punture, ma che finora non era stato possibile valutare scientificamente per la difficoltà di fare campionamenti e posizionare trappole negli ambienti domestici. Il successo dell’iniziativa ha portato i ricercatori a un salto di qualità nel 2023, anche grazie ai finanziamenti ricevuti da gruppi di ricerca di 10 Università, dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Associazione degli Istituti zooprofilattici sperimentali e della Fondazione Bruno Kessler grazie al progetto “INF-ACT – One Health Basic and Translational Research Actions addressing Unmet Needs on Emerging Infectious Diseases” finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca su fondi PNRR Next Generation EU. Da maggio e per tutti i prossimi mesi dell’anno, verranno avviate attività di promozione dell’app Mosquito Alert nelle università, nei musei, nelle scuole e nei comuni con alcuni dei quali è già iniziata una proficua collaborazione. L’obiettivo è quello di ottenere un maggior numero di segnalazioni attraverso l’ulteriore sensibilizzazione dei cittadini al progetto, ma anche quello di sfruttare questa occasione per creare una maggior consapevolezza sui rischi sanitari associati alle punture di zanzare, sulla necessità di sorvegliare la possibile introduzione della specie più pericolosa – la Aedes aegypti, non presente in Italia ma segnalata l’anno scorso per la prima volta da molto tempo nel Mediterraneo, nell’isola di Cipro – e, infine, sul ruolo essenziale di ognuno di noi nell’evitare di fornire alle zanzare luoghi per la riproduzione.

È importante sottolineare che le larve di zanzara vivono e si sviluppano in acqua, e che molte volte, specialmente in caso di stagioni poco piovose, sono le stesse persone a mettere a disposizione siti idonei per la loro riproduzione, dalle vasche ai bidoni ai sottovasi e una miriade di altri piccoli contenitori spesso pieni d’acqua, non di origine piovana, utilizzati per le attività di innaffiamento e irrigazione. Riferimenti: www.mosquitoalertitalia.it Info: Alessandra della Torre, coordinatore Research Node 2, progetto INF-ACT, Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive, Sapienza Università di Rom alessandra.dellatorre@uniroma1.i Beniamino Caputo, coordinatore di Mosquito Alert ITALIA, Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive, Sapienza Università di Roma beniamino.caputo@uniroma1.it

Fonte: Servizio stampa ISVe

Formazione giornalisti, entro oggi le iscrizioni al corso “Il Parco Regionale dei Colli Euganei e la necessità di raccontare un territorio in evoluzione, che si svolgerà a Galzignano (PD) il 20 maggio

Parco Colli Euganei

Scadono oggi, giovedì 18 maggio, i termini di iscrizione sulla piattaforma Sigef del corso di formazione giornalisti “Il Parco Regionale dei Colli Euganei e la necessità di raccontare un territorio in evoluzione“, organizzato dall’Ordine dei giornalisti del Veneto in collaborazione con Argav e l’Ente Regionale Parco dei Colli Euganei. Il corso si svolgerà il prossimo 20 maggio dalle ore 9.30 alle ore 13.30 presso Casa Marina, in via Sottovenda, 3 a Galzignano Terme (PD).

La candidatura a Riserva della Biosfera Mab Unesco, la Carta Europea del Turismo sostenibile, progetti per il mantenimento di habitat esclusivamente euganei saranno gli argomenti trattati. Relatori: Riccardo Masin, presidente Parco Regionale Colli Euganei; Marco Pavarin, referente CETS Ufficio Educazione Naturalistica Parco Regionale Colli Euganei; Giorgio Ziron, responsabile progetto flora Ente Parco Regionale Colli Euganei; Maurizio Drago, giornalista, consigliere Argav; Mauro Gambin, giornalista, direttore “Con i piedi per terra”.

Bonifica è sostenibilità, al Museo regionale della bonifica “Ca’ Vendramin” l’evento conclusivo del progetto scuola di ANBI Veneto

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“Acqua, ambiente, territorio. Bonifica è sostenibilità” – il progetto didattico curato da ANBI Veneto con i suoi 11 Consorzi di Bonifica, in collaborazione con la Direzione Istruzione e Formazione della Regione del Veneto e l’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto – giunge al termine dopo un anno ricco di lezioni, visite guidate, laboratori didattici sul tema della bonifica e dell’acqua che hanno coinvolto 50 scuole del Veneto (Istituiti comprensivi Istituti superiori e Istituti professionali) e 80 classi per un totale di oltre 1500 studenti dalle scuole primarie alle scuole secondarie di primo e secondo grado, statali e paritarie fino agli istituti professionali del Veneto.

L’evento conclusivo, occasione per i ragazzi di raccontare e mostrare ai propri coetanei i lavori svolti in questi mesi, si terrà presso il Museo Regionale della Bonifica “Ca’ Vendramin” di Taglio di Po, in via Veneto 38, domani, giovedì 18 maggio 2023, alle 10.00 in un evento che ANBI Veneto promuove nel contesto della Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione e nell’ambito della Settimana della Sostenibilità #PoDeltaSWEEK, organizzata da Fondazione Ca’ Vendramin e Consorzio di Bonifica Delta del Po. “La conoscenza dei corsi d’acqua è una chiave di lettura fondamentale per comprendere il proprio territorio, la sua storia, le sue peculiarità ambientali, produttive e sociali. Questa conoscenza è ancora più importante in epoca di cambiamenti climatici, dove lunghi periodi siccitosi sono interrotti da eventi temporaleschi anche estremi – spiega il presidente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro -. Insieme alla Direzione Formazione e Istruzione della Regione del Veneto e all’Ufficio Scolastico Regionale, abbiamo individuato un format composito di attività rivolte ai ragazzi finalizzate non solo alla conoscenza dei corsi d’acqua, ma addirittura a instaurare un rapporto di amicizia tra i ragazzi e i canali o fiumi che passano in prossimità delle loro scuole. Il concetto di fondo è molto semplice: con l’amicizia e la conoscenza si accompagna il rispetto.”

Rappresentante nell’evento di Ca’ Vendramin sono le Scuole Primarie di Porto Viro “Porticino” e “Mons. Sante Tiozzo” dell’Istituto comprensivo di Porto Viro, la Scuola Primaria “Vittorino da Feltre” dell’Istituto Comprensivo 1 di Adria, la scuola secondaria di primo grado “Dante Alighieri” di Pozzonovo  (Pd) e l’Istituto Professionale IRIGEM di Rosà (Vi). Oltre a bambini e ragazzi, e ai rispettivi docenti e dirigenti scolastici, interverranno il presidente di ANBI Veneto Francesco Cazzaro, il direttore Andrea Crestani, i rappresentanti dei Consorzi di Bonifica, i rappresentanti della Direzione Istruzione e Formazione della Regione del Veneto e dell’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto.

Fonte: Servizio stampa ANBI Veneto

Conferenza dei Sindaci del Veneto Orientale, tra i progetti approvati l’aggiornamento del Piano Congiunto per l’Energia, l’Ambiente e il Clima “Venezia Orientale Resiliente”e la riqualificazione di aree ed edifici industriali inutilizzati

e409d76c-2e07-e13c-252a-6b009c134b18Ambiente, archeologia, aree produttive, lavoro e sociale i temi dei progetti strategici approvati dalla Conferenza dei Sindaci del Veneto Orientale. Condivisi in tutti i 22 Consigli comunali della Venezia Orientale, la Conferenza dei Sindaci, riunitasi lo scorso 11 maggio, nella sua sede di Portogruaro, presso il VeGAL, ha approvato cinque progetti che saranno proposti nei prossimi giorni, nel quadro della LR n.16/93, provvedimento legislativo che il 22 giugno di 30 anni fa, la Regione del Veneto approvó per favorire lo sviluppo di un’area che tuttora presenta alcuni svantaggi rispetto alle aree contermini, destinatarie di maggiori risorse, benefici per la pubblica amministrazione, le imprese e i cittadini.

Ogni progetto, che sarà coordinato da un Comune capofila, si concluderà entro il 2023 e metterà a disposizione una serie di studi, approfondimenti normativi e analisi di buone prassi, che saranno curati da esperti delle varie discipline. I progetti, presentati in anteprima all’Assessore regionale agli Enti locali, Francesco Calzavara, saranno avviati a giugno 2023 e prevedono un costo totale di 228.500€, per il 30% cofinanziato dai Comuni, pari a 68.617€.

I progetti. In materia ambientale, verrà effettuato un aggiornamento del PAESC, il Piano Congiunto per l’Energia, l’Ambiente e il Clima “Venezia Orientale Resiliente”, con il coordinamento del comune di San Stino di Livenza. Il comune di Concordia Sagittaria coordinerà un masterplan delle aree archeologiche, in una logica di sistema che coinvolga le zone archeologiche, i tre Musei nazionali presenti nell’area ed i più significativi siti di scavo nei quali sono previsti attività di ricerca. Capofila del progetto sulle aree produttive è il comune di Gruaro, che guiderà la stesura di un masterplan finalizzato a favorire gli obiettivi di promozione dello sviluppo sostenibile, di riconversione e di limitazione del consumo di suolo, riqualificando le aree e gli edifici industriali non utilizzati, dismessi o degradati. In tema di lavoro, saranno concertate ed individuate dal comune di Jesolo, una serie di azioni integrate di formazione di base come strategia per lo sviluppo locale. Infine, in ambito sociale, il comune di Portogruaro coordinerà l’avvio e il sostegno alla formazione nell’Ambito Territoriale Sociale del Veneto Orientale per la gestione ed erogazione dei Servizi sociali. Gianluca Falcomer, presidente della Conferenza dei Sindaci del Veneto Orientale: “La salute di un territorio si percepisce dalla capacità di progettare insieme. Una realtà complessa e articolata come quella della Venezia Orientale contando sulla sola disponibilità dei Comuni e di VeGAL riesce a vedere lontano. Si fa pianificazione sui temi più importanti del territorio: lavoro, archeologia, formazione, ambiente e governance. Ai Comuni capofila e a VeGAL va il riconoscimento e la gratitudine di tutta la Conferenza.”

Fonte: Servizio stampa VeGal

L’associazione intercomunale Brenta Sicuro invita ad andar per argini fluviali il 28 maggio, il 18 giugno e l’1 ottobre 2023

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L’associazione intercomunale Brenta Sicuro organizza tre gite in bici lungo le arginature fluviali con l’intento di sensibilizzare i partecipanti verso le criticità che questi ambienti presentano e la conseguente necessità di rispettare il territorio, i particolare i corsi d’acqua.

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La partenza dei ciclotour, realizzati in collaborazione con Coop Alleanza 3.0,è dai loro punti vendita di Vigonza (28 maggio), Sant’Angelo di Piove di Sacco (18 giugno), Ponte san Nicolò (1 ottobre), sempre alle 8:45. Previste varie ed interessanti soste, con spiegazioni dei territori attraversati, visite a produttori di miele, agriturismi, idrovore ed aree umide.

Cicloturisti assicurati, meglio se provvisti di casco. L’organizzazione garantisce ad ogni partecipante l’assicurazione per la responsabilità civile, oltre ad offrire una merenda. Le iniziative sono alla portata di tutti, sia per la brevità del tragitto che per gli argomenti trattati. I costi di partecipazione sono simbolici: offerta minima di euro 5 (3 euro i soci Coop) per tutte e tre le gite. Ulteriori informazioni al n° whatsapp 347 2305979 oppure all’indirizzo mail: eventibrentasicuro@gmail.com

Fonte: associazione intercomunale Brenta Sicuro