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10 ottobre 2020, i soci Argav nel Trevigiano per la visita al Parco del Livelet e alla cantina bio Perlage

Parco del Livelet

Nel rispetto delle normative anti Covid  Argav ha deciso di impegnarsi, affinché il distanziamento sia solo fisico e non anche sociale! Per questo, oggi, sabato 10 ottobre, saremo nella Marca per la visita al Parco del Livelet a Revine Lago e alla cantina biodinamica Perlage.

Programma. Ore 10.30: appuntamento al  Parco del Livelet a Revine Lago per un’introduzione ai valori archeologici, naturalistici e turistici della zona, condotta dalla responsabile delle guide locali; a seguire, visita al ricostruito villaggio palafitticolo. Ore 13, pranzo  al ristorante “Vecchio Forno” a Refrontolo. Ore 15 circa: sopralluogo ad uno degli scorci più suggestivi delle colline del Prosecco a Farra di Soligo e, guidati dal titolare, Ivo De Nardi, visita alla cantina biologica Perlage per una degustazione ed eventuale passeggiata alla conoscenza di un vigneto biodinamico.

9 ottobre 2020, nel webinar Argav si parla di biodiversità urbana, collegamento ore 18

Venerdì 9 ottobre 2020, dalle ore 18.00 alle 19.30, grazie all’interessamento del consigliere Alessandro Bedin, Argav e l’Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini organizzano il webinar  “La Biodiversità urbana: la città si sposa alla campagna per averne i massimi benefici”.

Intervengono: Roberto Diolaiti, presidente Associazione Pubblici Giardini; Ciro degl’Innocenti, segretario Associazione Pubblici Giardini; Patrizia Rossini, delegato Piemonte e responsabile Comunicazione Associazione Pubblici Giardini.

Per partecipare all’incontro basta cliccare sul link qui sotto, scaricando così l’app (in automatico) di zoom su pc o su cellulare e accedendo alla stanza virtuale del webinar: https://us02web.zoom.us/j/81251633664?pwd=REVzUnE4aGk3b0JRWGlTTDJ0S1prZz09 , oppure entrare nel sito www.zoom.us, accedere alla sezione “Join a Meeting” (nel menù in alto a destra) inserire la user ID 812 5163 3664 e successivamente il passcode 020771.

Delta del Po, il 4 ottobre inaugurazione del Giardino Laudato sì, simbolo di un nuovo modello di sviluppo

Cappella Laudato sì

Il prossimo 4 Ottobre, nel corso di un evento che vedrà realizzarsi il felice connubio tra parola, musica, arte e natura, sarà presentato a Rosolina (RO), nel Delta del Po il progetto del “Giardino Laudato sì” con il coinvolgimento e la partecipazione degli attori del territorio (imprese, artigiani, scuole, parrocchie, associazioni della società civile, esponenti del mondo politico-economico).

Il progetto nasce come idea di un nuovo modello di sviluppo, grazie alla collaborazione di sette Amministrazioni locali e delle forze produttive, economiche, educative e sociali del territorio. Esse – a seguito della pubblicazione dell’Enciclica Laudato si’ (2015) – hanno deciso di creare una partnership per la valorizzazione e la cura degli ecosistemi e delle biodiversità presenti nell’area del Delta del Po, integrandole alle attività umane e dando vita anche a un nuovo linguaggio espressivo ispirato all’interconnessione. Gli amministratori locali e i decision makers interessati hanno colto la sfidante esortazione di Papa Francesco nel «chiedere, per favore, a tutti coloro che occupano ruoli di responsabilità in ambito economico, politico o sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà: siamo “custodi” della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’ambiente» (Francesco, Omelia nella Messa di inizio del ministero petrino, 19.III.2013).

Concerto per l’Ecologia integrale. Alla presenza del Card. Peter K.A. Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, nonché di altre autorità rappresentanti il mondo delle Istituzioni a livello locale, nazionale e internazionale, il tenore Francesco Grollo, che inizierà tra l’altro dedicando un canto sacro dalla Basilica di San Marco a Venezia, terrà un “Concerto per l’Ecologia integrale”, accompagnato dall’Orchestra Ritmico-Sinfonica Italiana diretta dal maestro Diego Basso, nonché dai cori Art Voice Academy e Opera House. Il concerto, che prevede brani della tradizione cristiana, ma non solo (“Tu ci sei”; “Nessun dorma”; “Canto della terra”, eseguito in via eccezionale al pianoforte dal maestro Francesco Sartori, che ne è anche il compositore; “Panis Angelicus”, più alcuni fuoriprogramma), volti a simboleggiare il legame armonioso tra vita, relazioni umane, economia, valori dell’incontro e dell’accoglienza, tutela degli eco-sistemi e delle biodiversità, si svolgerà su una piattaforma di legno galleggiante sull’acqua. Al termine, il Card. Turkson inaugurerà la “Cappella Laudato si’”, realizzata dall’arch. Mario Cucinella con la collaborazione di alcuni partner tecnici di prestigio internazionale.

Interventi. Intermezzeranno le diverse esecuzioni musicali e canore alcuni interventi da parte di coloro che hanno seguito e sostenuto il progetto. Dopo i saluti istituzionali, tra cui è previsto quello del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, prenderanno dunque la parola: suor Alessandra Smerilli, coordinatrice della taskforce economia della Commissione Vaticana per il COVID-19, istituita da Papa Francesco; sig.ra Beatrice Finh, direttore esecutivo dell’International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, premio Nobel per la Pace 2017; sig. Si Qiuli, artista contemporaneo cinese, che sarà presente in collegamento video; don Joshtrom Isaac Kureethadam, responsabile dell’Anno dell’Anniversario Speciale Laudato Si’ e coordinatore del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale (piazza San Calisto 16 – 00153 Roma www.humandevelopment.va taskforce Ecologia della Commissione Vaticana COVID-19); S.E. sig.ra Chiara Porro, ambasciatore dell’Australia presso la Santa Sede; arch. Mario Cucinella, autore della “Cappella Laudato si’”. L’evento sarà presentato dalla sig.ra Eugenia Scotti, autrice e conduttrice televisiva. “Il progetto del Giardino – ha detto il Card. Peter K.A. Turkson – è un esempio della concretezza che ci chiede costantemente il Santo Padre, e che si ritrova nella Dottrina Sociale della Chiesa: vedere, discernere e mettere in pratica. Così è stato fatto nel Delta del Po. E mi ha molto colpito che tra gli input iniziali ci sia stata l’esortazione di un parroco, don Lino Mazzocchi, che – uscita la Laudato si’ – ha incoraggiato gli amministratori dell’area a verificare se, insieme, potessero fare qualcosa di utile per la cura della loro casa comune. Ovvero, per questa bellissima zona, dove si realizza un connubio unico tra terra e acqua, e dove intervengono famiglie, comunità e attività produttive. Dalle difficoltà, come qui ci sono state, si esce connettendo tutti gli aspetti; lo stesso dalle crisi come quella che stiamo vivendo: poiché tutto è collegato, è necessario lavorare insieme come un unico corpo”.

Il Delta del Po è, infatti, un luogo abitato e coltivato, una terra che il fiume ha costruito e l’essere umano ha modellato e trasformato. Uno scrigno di biodiversità. A maggior ragione – ha dichiarato in rappresentanza di tutti i sindaci del Delta del Po veneto Franco Vitale, sindaco di Rosolina – “siamo grati al Santo Padre e al progetto Giardino Laudato si’, perché così viene altamente riconosciuto quello che da sempre per noi tutti è un patrimonio da rispettare, valorizzare e perpetrare”. La “Cappella Laudato si’” troverà collocazione all’interno del Giardino Botanico di Porto Caleri, voluto dalla Regione Veneto e gestito da Veneto Agricoltura assieme al Parco del Delta del Po, si connota come sintesi dei valori naturalistici di questa area umida unica. “Così – ha aggiunto Alberto Negro, commissario straordinario Agenzia Regionale “Veneto Agricoltura” – se prima era testimone di acqua e terra, da ora, grazie alla benedizione del Santo Padre, questo territorio sarà segno di acqua, terra e cielo”.

Una “Cappella vivente”. In questo senso, ha detto il tenore Francesco Grollo, “il Giardino Laudato sì’ sarà un segno di pace e armonia. La musica e il canto ci immergono in questa dimensione di armonia: ci fanno avvicinare tra di noi, ci mettono in relazione con il creato e ci aprono alla lode e alla trascendenza”. Così come la “Cappella Laudato si’”, realizzata all’interno del Giardino nel rispetto dell’eco-sostenibilità ambientale e seguendo i principi dell’omonima Enciclica di Papa Francesco. “Nel contesto del Delta del Po – ha detto l’arch. Mario Cucinella – non dobbiamo aggiungere nulla se non costruire una nuova amicizia con la natura. “The Living Chapel” è una luce nella notte del parco, un segno immateriale e un’architettura per guardare lo spettacolo della natura”. Dopo il 4 ottobre il progetto vedrà poi una serie di iniziative dedicate a scuole, parrocchie, imprese, università e famiglie, affinchè tutti si impegnino a vivere il messaggio della Laudato sì.

11-13 settembre 2020, a San Donà di Piave (VE) la 3a edizione di TerrEvolute, il Festival della bonifica

Torna TerrEvolute, il Festival della bonifica organizzato da Anbi Veneto, con i suoi 11 Consorzi di Bonifica, e dall’Università degli Studi di Padova, la cui terza edizione si svolgerà nelle giornate di venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 settembre.

La manifestazione, dedicata ai temi dell’ambiente, dell’agricoltura, del paesaggio e, più in generale, al rapporto tra acqua e territorio, è un’occasione di incontro e confronto per gli operatori del settore ambientale e dell’agricoltura, ma si rivolge anche a tutti i cittadini coinvolgendoli in tanti eventi a loro dedicati, come spettacoli, mostre artistiche, presentazioni di libri, visite guidate e degustazioni gastronomiche. Un Festival che si pone obiettivi di tutto rilievo dunque, ma che cerca di coinvolgere e sensibilizzare su importanti tematiche anche i singoli cittadini, attraverso un grande mix di eventi, come spettacoli di piazza, incontri, presentazioni di libri, visite guidate, mostre artistiche, degustazioni ed e mercatini, realizzati con il coinvolgimento delle Organizzazioni Agricole. Il tutto, ovviamente, nel pieno rispetto delle disposizioni sanitarie anti Covid-19.

Questi i principali appuntamenti del Festival, tutti ospitati in p.zza Indipendenza e, in caso di maltempo, presso l’auditorium Leonardo da Vinci: venerdì 11, ore 21.30Un paese da raccontar” di e con Giovanni Digito, sabato 12, ore 21.30, “Il CaNminante”, di e con Mirco Artuso e Hanky Panky; domenica 13, ore 21.30AcquaDueO” di e con Banda Osiris e Telmo Pievani. Sempre in p.zza Indipendenza sabato 12, alle 18.30 si terrà l’incontro “Ca’ Corniani. Terre d’Avanguardia”, mentre domenica 13, alle 18.30, in Corte “Luigi Fasseta” nella sede del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale (ingresso da p.zza Indipendenza) Andrea Pennacchi sarà protagonista di “Pojana e i suoi fratelli a Terrevolute”, con accompagnamento musicale di Giorgio Gobbo.

Tra gli anniversari che ricorrono quest’anno, oltre ad essere passati 5 anni dalla sottoscrizione dell’Agenda 2030, anche quello della Conferenza Cop21, che ha visto l’adozione dell’Accordo di Parigi sul clima, e della Conferenza di Addis Abeba sul finanziamento allo sviluppo. 5 anni sono gli anni trascorsi anche dalla pubblicazione dell’enciclica “Laudato sì”, secondo la quale l’ecologia integrale deve diventare un nuovo paradigma di giustizia. «Questa edizione in particolare sarà caratterizzata dal rapporto tra il mondo della bonifica e l’Agenda 2030» spiega l’Ideatrice e curatrice di TerrEvolute Elisabetta Novello, docente di Storia economica e di Storia ambientale presso il Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova, «il programma d’azione sottoscritto nel settembre 2015 dai 193 paesi membri dell’ONU, ha l’obiettivo di coinvolgere tutta la collettività per garantire una migliore qualità della vita in un ambiente tutelato. Contiene 17 obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile che raccolgono temi quali il rispetto per l’ambiente, il diritto a un lavoro dignitoso, consumo e produzioni responsabili, lotta contro il cambiamento climatico, energia pulita e accessibile, un’economia etica. Proprio su queste tematiche i tecnici e gli esperti del mondo della bonifica dialogheranno insieme con quello accademico».

Un percorso di confronto e studio che non si esaurisce con le giornate del Festival. «Proprio questo momento di confronto – continua Novello – sarà l’occasione e l’inizio di un lavoro che ci porterà al 2022, per festeggiare assieme il centenario del famoso convegno che nel 1922 ha segnato una tappa davvero importante per lo sviluppo della bonifica contemporanea». «Nel marzo del 1922, dal famoso congresso che si è tenuto a San Donà di Piave, è partita l’azione di bonifica integrata, che ha continuato a svilupparsi fino ai nostri tempi» aggiunge Francesco Cazzaro, presidente Anbi Veneto. «Per questa edizione ci siamo proposti di guardare al passato, per vedere cosa è cambiato e cercare di riprogrammare il futuro. E questo ci impegniamo a farlo con tutte le forze sociali e produttive che hanno qualcosa da dire e da proporre per i prossimi decenni. I consorzi di bonifica stanno toccando con mano cosa vuol dire sfruttare esageratamente il territorio, cementificarlo oltre la misura sostenibile. Ecco che il tema della sostenibilità diventa sempre più fondamentale. Lo vediamo quotidianamente nell’attività ordinaria e in quella straordinaria, trovandoci a fare i conti con le conseguenze di uno sfruttamento esagerato del territorio. Sfruttamento che ci porta poi a problematiche difficili da risolvere e da contenere». «TerrEvolute ha tra gli obiettivi anche quello di stimolare la partecipazione della società civile a un cambiamento non più differibile – conclude Novello –. È necessario avviare una profonda riflessione sull’opportunità di adottare un’etica ambientale per promuovere uno sviluppo sostenibile». La manifestazione è patrocinata da Ministero dell’Ambiente, Anbi, Regione del Veneto, Anci Veneto, Comune di San Donà di Piave, Coldiretti, Confagricoltura e Cia.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

Aperta sino al 30 settembre 2020 la partecipazione al concorso internazionale “Climate change 2020”

Anche per il 2020 é stato indetto il bando del concorso internazionale di comunicazione e creatività “Climate change 2020” – ottava edizione ed è possibile iscriversi e presentare progetti sui cambiamenti climatici.

Il concorso internazionale di comunicazione e creatività per opere edite e inedite sul tema dei cambiamenti climatici è organizzato dall’Associazione Shylock Centro Universitario Teatrale di Venezia con la collaborazione dell’Università Ca’ Foscari Venezia e Europe Direct Venezia Veneto del Comune di Venezia e con il patrocinio del Ministero per l’Ambiente, la Tutela del Territorio e del Mare, del CMCC – Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici, del WWF Italia, di Legambiente e di ISDE Italia – Medici per l’ambiente.

L’obiettivo del Concorso è quello di incentivare un approccio interpretativo e attivo nei confronti di temi ambientali con un richiamo alla Strategia europea 2020, in particolare il pilastro dell’Europa Sostenibile e al Green Deal europeo. L’iniziativa mira a stimolare l’ideazione e la produzione di strumenti comunicativi ed artistici sul tema dei cambiamenti climatici, valorizzando un approccio costruttivo o propositivo in linea con l’approfondimento delle conoscenze di base degli ultimi rapporti internazionali sul tema.

Tema e target. L’edizione del 2020 è aperta a qualsiasi interpretazione, ma propone anche alcuni focus tematici in connessione con la Pandemia Covid19 e il ruolo delle figure femminili nel contesto dei cambiamenti della vita quotidiana imposti dalla sfida ambientale globale. Il target del concorso sono tutti gli autori di qualsiasi nazionalità che abbiano compiuto 15 anni al momento della scadenza della consegna degli elaborati. Sono ammessi sia autori individuali sia in forma di collettivo o enti formali.

Sezioni di partecipazione e tipologie opere. Sezione 1: candidatura di opere e progetti inediti da parte di autori individuali o collettivi. Sezione 2: segnalazione di opere edite e progetti realizzati a cura di autori, editori o altri soggetti terzi. Possono essere: opere di scrittura: elaborati di scrittura di qualsiasi genere, in lingua italiana. Sono previsti limiti massimi di lunghezza. Altri tipi di opere e progetti: opere e progetti inediti di comunicazione creativa realizzati attraverso le tecniche e le modalità espressive più diverse. Scadenza per la partecipazione: 30 settembre 2020. Le opere e le segnalazioni vanno inviate via posta elettronica a: concorso@cut.it. In caso di adesione si raccomanda la lettura del bando completo. I risultati saranno resi noti dagli organizzatori nel novembre 2020. Entro il mese di dicembre 2020 si terrà un evento pubblico di condivisione dei risultati a Venezia o, in caso di impossibilità dovuta all’emergenza Covid19, verrà organizzata una presentazione on line. E’ possibile vedere il video di presentazione su Facebook. Nel video interviene Bianca Nardon, presidente di Shylock Centro Universitario Teatrale di Venezia e Direttore del concorso “Climate change”, insieme con Amelia De Lazzari, ricercatrice di CNR ISMAR e lo scultore Leonardo Nava. Ulteriori info: Europe Direct del Comune di Venezia
numero verde gratuito 800 496200 e-mail infoeuropa@comune.venezia.it

Fonte: Europe Direct del Comune di Venezia

Al via la 2a edizione di “Jean Giono”, che premia chi fa rinascere i boschi. Invio candidature entro il 2 settembre 2020.

2^ edizione quest’anno del Premio “Jean Giono – l’uomo che piantava gli alberi”, iniziativa di Veneto Agricoltura che prevede l’assegnazione di complessive 1.000 piante a personalità che si sono contraddistinte nell’opera di promozione, ma soprattutto di realizzazione, di alberature che abbiano generato un significativo miglioramento per l’ambiente e il paesaggio nel territorio italiano.

In dettaglio. Il Premio consiste nell’assegnazione di 250 piante di alberi/arbusti prodotti dal Centro di Veneto Agricoltura per la Biodiversità Vegetale e Fuori Foresta di Montecchio Precalcino (Vi) al vincitore di ciascuna delle quattro categorie previste dal regolamento del Concorso: 1) agricoltore, conduttore di fondo agricolo; 2) tecnico, agronomo-forestale, ricercatore; 3) rappresentante di Amministrazione locale (Amministratore, Sindaco/Assessore comunale, tecnico ente locale); 4) volontario (rappresentante del mondo dell’associazionismo). I vincitori dovranno destinare le piante assegnate alla realizzazione di un nuovo impianto arboreo/arbustivo o all’integrazione di un impianto preesistente.

Il Concorso indetto dall’Agenzia regionale è intitolato allo scrittore francese Jean Giono (1895-1970), autore del libro “L’uomo che piantava gli alberi”, che narra le vicende di uno schivo antieroe che negli anni che precedono la Prima Guerra Mondiale dà avvio ad una lunga e silenziosa quanto straordinaria opera di rimboschimento delle spoglie pendici dei monti della Provenza nella Francia meridionale, ridando così vita alla terra e alle comunità del luogo.

Premiazione. La kermesse finale del Premio “Jean Giono 2020”, con la consegna dei riconoscimenti ai vincitori, si terrà domenica 13 settembre (ore 11:00) a Longarone (Bl) in occasione del Festival delle Foreste in programma contemporaneamente a Longarone e in Cansiglio nei giorni 11-12-13 e poi 19-20 settembre prossimo.

Candidatura. Nelle prossime settimane Veneto Agricoltura valuterà le candidature che dovranno essere inviate entro le ore 12.00 del 2 settembre. La candidatura può essere espressa da qualsiasi soggetto fisico o giuridico inviando a info@venetoagricoltura.org la scheda di partecipazione che può essere scaricata da questo link.  Le candidature possono essere espresse da un qualsiasi soggetto fisico o giuridico ma devono in ogni caso individuare come candidata/o una persona fisica e non un soggetto associativo/collettivo. Sono ammissibili anche autocandidature. Possono essere avanzate candidature di persone già segnalate, ma non premiate, nella scorsa edizione.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Cinghiali, autorizzato dalla regione Veneto l’autoconsumo dei capi abbattuti anche da parte dei controllori

danni terreni agricoli causati dal passaggio dei cinghiali

Le carcasse dei cinghiali abbattuti nel territorio regionale possono essere destinate all’autoconsumo: anche i controllori, cioè gli operatori autorizzati al prelievo del cinghiale nell’ambito del piano regionale di controllo e di eradicazione, sono autorizzati al pari dei cacciatori a gestire in proprio la carcassa, senza obbligo di conferirla ai macelli autorizzati e di affrontare i relativi oneri per l’ispezione veterinaria.

A chiarire la parificazione di trattamento tra prede dei cacciatori e capi abbattuti nelle azioni di controllo è la Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare e Veterinaria della Regione Veneto, interpellata dalle associazioni di categoria e dall’Ulss 2 Marca Trevigiana. Un chiarimento che anticipa le nuove linee guida in materia di selvaggina selvatica presentate dal Ministero della Salute lo scorso anno. La Regione, quindi, attraverso le Direzioni Veterinaria e Agroambiente, informano rispettivamente le ULSS, le Polizie provinciali, le associazioni venatorie e le due Unità organizzative Alpina e Litoranea che “il cacciatore che abbia abbattuto un cinghiale nell’ambito del ‘piano di gestione e controllo’ può utilizzarne la carcassa per l’autoconsumo, senza transitare per un macello autorizzato”.

Prelievo venatorio autorizzato in Lessinia e sul Baldo. Al momento – informa la Direzione regionale veterinaria facendo riferimento anche ai regolamenti europei in materia di sicurezza alimentare – non sussistono motivi sanitari e/o di sicurezza alimentare per giustificare una diversa modalità di gestione delle carcasse dei capi cacciati, dato che sia i cacciatori in regime venatorio (si ricorda, ad ogni buon conto, che il prelievo venatorio del cinghiale in Veneto è autorizzato solo in Lessinia e sul Baldo in provincia di Verona) sia i controllori che operano in tutto il territorio regionale secondo il piano veneto di controllo ed eradicazione approvato da Ispra, svolgono la medesima attiva di caccia. “La precisazione dell’autorità di sicurezza alimentare della Regione Veneto rappresenta un intervento puntuale, utile e coerente – commenta l’assessore regionale all’Agricoltura e alla Caccia Pan- che può finalmente agevolare, se non addirittura incentivare, il lavoro dei controllori. Se le diverse modalità di gestione delle carcasse tra cacciatori e controllori erano giustificate una decina di anni fa, quando la presenza e la distribuzione del cinghiale era ben diversa da quella attuale, in ragione del regime di concessione venatoria nel quale operano i cacciatori, oggi la presenza invasiva di questa specie selvatica ha raggiunto livelli tali da giustificare un piano regionale di eradicazione, che integri l’ordinario prelievo venatorio. Tuttavia, perché il piano abbia successo, è necessario che l’intervento dei controllori sia in qualche modo agevolato, o per lo meno, non penalizzato rispetto a quello dei cacciatori. Ricordo che in Veneto la popolazione stimata dei cinghiali supera i 50 mila esemplari. Solo nelle due unità gestionali della Lessinia e del Baldo, dove sono autorizzati sia il prelievo venatorio sia quello selettivo di controllo, si calcola siano presenti complessivamente 9 mila cinghiali: lo scorso anno i cacciatori ne hanno abbattuti 1359 e ai controllori che operano in selezione è stato posto l’obiettivo di prelevarne altri 900. Sono i numeri stessi a rendere evidente l’opportunità da un lato di valorizzare i capi abbattuti con opportune iniziative di commercializzazione, e dall’altro di agevolare l’autoconsumo senza passare obbligatoriamente per i macelli”.

La sicurezza alimentare è comunque obiettivo prioritario e resta garantita – evidenzia la Direzione regionale veterinaria – Le nuove disposizioni chiariscono che l’autoconsumo, indipendentemente dalle modalità di abbattimento, è possibile nella misura di un capo per ogni cacciatore/operatore e verrà sospeso qualora si verifichino situazioni di emergenza epidemica. Inoltre, le Ulss saranno coinvolte nella formazione dei cacciatori e dei selecontrollori nelle competenze relative a igiene delle carni e malattie degli animali, e si richiede il rispetto da parte di tutti gli operatori degli obblighi in materia di identificazione e tracciabilità delle carni, l’impegno a prevenire ogni forma di zoonosi, l’obbligo dell’analisi delle carni per la ricerca del parassita della trichinella, nonché il rispetto della normativa vigente in materia di smaltimento dei sottoprodotti.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Acqua, un bene prezioso da risparmiare, ecco 10 regole per farlo

In estate il consumo idrico aumenta di circa il 25%, però dobbiamo sapere che l’acqua è una risorsa preziosa e finita (intesa come acqua potabilizzata e pronta per essere bevuta), dunque da usare con attenzione. Per ridurre il consumo idrico, è sufficiente acquisire ogni giorno un comportamento ecologicamente responsabile. Ecco di seguito dieci buone abitudini per evitare gli sprechi d’acqua e fare un po’ di economia sulla bolletta.

  1. Applicare il frangigetto sul rubinetto può favorire un notevole risparmio. Una famiglia di tre persone potrebbe risparmiare circa 6.000 litri d’acqua in un anno.
  2. Aprire il rubinetto solo per il tempo necessario porta un risparmio di circa 2.500 litri di acqua per persona all’anno.
  3. Riparare il rubinetto che gocciola permette di risparmiare in un anno circa 21.000 litri d’acqua.
  4. Sistemare il water che perde può evitare il lento ma costante fluire dell’acqua, con un risparmio di circa 52.000 litri d’acqua in un anno.
  5. Controllare la cassetta di scarico, magari sostituendola con sistemi per un consumo più razionale (a manovella, a rubinetto o diversificato) che liberano a scelta 6-12 litri d’acqua, può favorire un risparmio del 50%, quantificabile in circa 26.000 litri d’acqua in un anno.
  6. Doccia o bagno? Per una doccia sono necessari circa 20 litri d’acqua, mentre per un bagno ne occorrono circa 150. Il calcolo del risparmio è presto fatto.
  7. Lavare le verdure lasciandole a mollo, anziché in acqua corrente, può produrre per una famiglia di tre persone, un risparmio di circa 4.500 litri all’anno.
  8. Utilizzare lavatrice e lavastoviglie a pieno carico , per una famiglia “tipo” di tre persone, consente un risparmio di 8.200 litri all’anno.
  9. Lavare l’automobile usando il secchio e non l’acqua corrente del getto permette di risparmiare circa 130 litri d’acqua potabile per ogni lavaggio.
  10. Riutilizzare acqua già impiegata per innaffiare l’orto, consente di risparmiare in un anno circa 6.000 litri d’acqua potabile.

Fonte: AcegasApsAmga

Lupi. Avviato in Veneto il primo progetto sperimentale europeo basato sulla localizzazione Gps

Un lupo femmina, del peso di 34 kg, è stato catturato la scorsa settimana nel versante bellunese del Massiccio del Grappa dal gruppo di lavoro del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Sassari, nell’ambito del Progetto per la gestione proattiva della specie mediante telemetria satellitare, approvato e finanziato dalla Regione del Veneto con specifica delibera di giunta. L’esemplare, in ottime condizioni di salute, una volta completate le operazioni di monitoraggio sanitario e biometrico e i prelievi per la genetica, è stato immediatamente rilasciato munito di radiocollare satellitare.

I dati di localizzazione provenienti dal collare, che si aggiungeranno a quelli già raccolti da un primo lupo femmina catturato esattamente un anno fa nella stessa area, consentiranno di approfondire le dinamiche predatorie del branco, presente nell’area e di testare – primo progetto europeo di questo tipo – sistemi innovativi di prevenzione basati sulla localizzazione GPS, quali i “recinti virtuali” (virtual fences) e i segnalatori di prossimità, potenzialmente molto utili anche per altri grandi carnivori presenti sull’arco alpino.

Raddoppiate le richieste di contributi per le recinzioni elettrificate di recinzione. “La ricerca scientifica e la sperimentazione di nuove tecnologie costituiscono attività complementari alle iniziative messe in campo dalla Giunta regionale, per promuovere l’adozione di misure di prevenzione “tradizionali” (recinzioni elettrificate, dissuasori, cani da guardiania), che rimangono comunque la via maestra per il raggiungimento di una possibile coesistenza tra la presenza dei grandi carnivori e il mantenimento della vita economica e sociale nelle nostre montagne. Da pochi giorni si è chiuso il secondo bando per la Misura 4.4.3 del PSR, per il finanziamento al 100% di recinzioni elettrificate di protezione, fisse e mobili e dissuasori: un segnale tangibile dell’assistenza diretta agli allevatori di montagna, per aiutarli a proteggere e difendere gli allevamenti dagli attacchi. Agli uffici sono arrivate 125 domande per un totale di contributi richiesti superiore a 336 mila euro – prosegue l’Assessore Pan -, più del doppio rispetto allo stesso bando dell’anno scorso. Un dato positivo ed incoraggiante, frutto dell’imponente attività di sensibilizzazione portata avanti dai tecnici incaricati dalla Regione e dalle associazioni di categoria, ma anche un segnale importante di una crescente consapevolezza e di un atteggiamento sempre più costruttivo da parte delle aziende”.

Indennizzo ai danni accertati. L’effetto di queste misure in termini quantitativi assoluti (numero di predazioni e danni accertati) è in parte “mascherato” dal numero crescente di branchi stabili nel territorio del Veneto (come del resto in tutte le Alpi), e conseguentemente dall’aumento degli attacchi soprattutto nelle aree di nuova colonizzazione. Nei primi 7 mesi di quest’anno, oltre un quarto delle predazioni da lupo accertate in regione sono avvenute in due aree del bellunese, l’Alpago e l’area del Monte Cesen in Valbelluna, dove dallo scorso anno si sono insediati due nuovi branchi. Per contro, in altre aree di presenza del lupo ormai consolidata da più anni, il numero di attacchi e i danni accertati sono sostanzialmente stabili rispetto agli anni scorsi. “È importante continuare a garantire il corretto e tempestivo indennizzo di tutti i danni accertati – conclude Pan. Nel primo semestre 2020, nonostante le difficoltà dovute al periodo emergenziale, tutte le 110 istanze per danni sono state istruite e di queste la metà è già stata liquidata. Le restanti 55, pervenute agli uffici da luglio in poi, sono attualmente in istruttoria e saranno inviate a pagamento nei prossimi giorni, per un ammontare complessivo di contributi che saranno erogati pari a 56.189,11 euro”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Dal mondo della bonifica un piano nazionale per affrontare i mutamenti climatici

L’Assemblea Anbi 2020, tenutasi quest’anno il 7 e 8 luglio in video collegamento nel rispetto del distanziamento fisico dovute al Covid-19, si è articolata sul doppio binario dei mutamenti climatici e di un piano articolato e ambizioso – ma basato su numeri, dati e costi concreti – per la realizzazione e la manutenzione di opere per la sicurezza idraulica e la bacinizzazione di risorsa. Infrastrutture che favoriscono lo scolo delle acque piovane in eccedenza, infrastrutture che favoriscano lo stoccaggio della stessa per utilizzarla quando serve, con priorità ovviamente all’agricoltura che produce cibo, lavoro e PIL. Nonché gran parte del prestigio che l’Italia gode all’estero dove Made in Italy è sinonimo di altissima qualità, lifestyle e benessere.

Fabbisogno. “La necessità d’invaso per soddisfare le varie esigenza che l’Italia aveva negli anni ’70 – ’80 era stimata in almeno 17 miliardi di metri cubi d’acqua, quello che oggi riusciamo effettivamente a immagazzinare grazie a 534 dighe sparse nel territorio nazionale è appena 11,9 miliardi”, spiega il presidente di Anbi Francesco Vincenzi, facendo ben capire che rispetto a 40-50 anni fa, il fabbisogno è sicuramente aumentato. “Ogni anno vengono utilizzati 20 miliardi di metri cubi di acqua per irrigare, soprattutto nel Nord Italia, 3.300.000 ettari di campagna – continua Vincenzi –, ma la richiesta d’irrigazione sta crescendo in molte aree del Paese per migliorare la competitività delle aziende sui mercati e perché le lunghe stagioni siccitose e il rialzo delle temperature sono alla base, per molte produzioni agricole, della necessità irrigare per tutto l’arco dell’anno”.

Un piano poderoso. Da questa considerazione prende il via il Piano Nazionale per la Manutenzione Straordinaria e l’Infrastrutturazione di Opere per la Difesa Idrogeologica e la Raccolta delle Acque, redatto da Anbi sulla base delle segnalazioni provenienti da tutti i Consorzi di Bonifica del Paese, e che proprio da Anbi, per voce del presidente Francesco Vincenzi e del direttore Massimo Gargano, è stato presentato nei giorni dell’Assemblea a una vasta platea di rappresentanti delle Istituzioni – in primis la Ministra all’Agricoltura Teresa Bellanova – e delle Organizzazioni Agricole, oltre, ovviamente, a tutti i Consorzi di Bonifica e alle ANBI regionali. Il piano è poderoso: 3.869 progetti, un valore complessivo che sfiora gli 11 miliardi di euro (10.946 milioni per l’esattezza), 54.700 posti di lavoro che possono essere generati. Una sostanziosità che si evince già dal lungo nome, che però Anbi stessa riassume in Piano di Adattamento ai Mutamenti Climatici, e dall’articolazione dello stesso in 4 sezioni fondamentali dove la parte principale è dedicata alla difesa idrogeologica. Tale sezione (Opere di Manutenzione Straordinaria per la Difesa Idrogeologica) conta infatti ben 3.685 interventi, per 8,4 miliardi di euro, in gran parte concentrati a Nord (2.015 interventi, ai quali si sommano i 1.224 del Centro e i 419 del Sud).

Le altre tre sezioni raccolgono progetti di invasi per immagazzinare risorsa idrica fondamentale per l’Irrigazione. Non stupisce pertanto che sia il Sud, che sconta clima più caldo e siccitoso ma anche una generale difficoltà nell’attrarre risorse (questa volta) economiche, in testa sia per gli invasi incompiuti e quindi da completare sia per gli invasi che richiedono la manutenzione straordinaria. La quarta sezione è invece dedicata ai nuovi invasi, quelli cioè da realizzare per rispondere alle nuove esigenze irrigue dei territori: sono 30 per il Nord Italia (per una capacità d’invaso prevista di 100.345.000 metri cubi d’acqua, che richiedono 633 milioni di euro), 17 per il Centro, 8 per il Sud.

Green new deal. “Ora dobbiamo passare dalle parole ai fatti” dice Vincenzi alla presenza della Ministra Bellanova; e chiede esplicitamente “un vero Green New Deal per il nostro Paese” con “procedure esecutive più rapide ma non meno controllate” e “maggiori risorse destinate ad incrementare la capacità di resilienza dei territori e delle loro comunità”. “Nei prossimi mesi – spiega – partiranno gli investimenti del fondo infrastrutture strategiche che prevede interventi per circa 300 mln di euro in 10 anni. La programmazione è stata portata a termine nei mesi scorsi in accordo con le regioni ed entro settembre saranno adottati i decreti legge di concessione per i primi 12 progetti per complessivi 70,8 mln di euro. Altri 13 progetti per oltre 108 mln di euro partiranno nei primi mesi del 2021. Un ulteriore consistente programma di investimenti partirà a fine 2020, inoltre per dare respiro alla crisi di liquidità che ha colpito i consorzi di bonifica il ministero ha modificato le proprie linee guida incrementando al 20% il livello di contributo concedibile in fase di anticipazione. Abbiamo approvato al 21 settembre 2020 i termini di presentazione al bando per la selezione di proposte progettuali inerenti al piano operativo agricoltura, con una dotazione finanziaria pari a 86 mln di euro, di cui 83 mln non quota sud e 2,5 mln di quota centro nord. Un bando cui ci auguriamo che i territori meridionali sapranno rispondere in maniera positiva e proficua. Sta per essere poi emanato il bando da 12 mln di euro a sostegno della progettazione rivolto ai consorzi ed enti irrigui. Puntiamo in questo modo a sostegno della progettazione di interventi per rompere di approvvigionamento di schemi irrigui anche inter regionali”.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto