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10 novembre, a Vittorio Veneto (Tv) il premio Argav 2016 parla di 30 anni in difesa del Cansiglio

Venerdì 10 novembre Toio de Savorgnani, alpinista e ambientalista, premio Argav 2016, sarà a Vittorio Veneto (Tv) dalle ore 20:30 alle ore 23:30 nella casa Fenderl (via del Meril 13) per presentare “30 anni in difesa del Cansiglio“, l’antica foresta della Serenissima.
Programma della serata. Alle 20.30 è prevista la presentazione del libro Quelli delle cause vinte a cura dell’Ecoistituto del Veneto Alex Langer; alle 21.15 proiezione in multivisione “I racconti del bosco incantato di Ferdi Terrazzani“, alle 21.35, testimonianze di Toio de Savorgnani e Giancarlo Gazzola di Mountain Wilderness – Michele Boato Ecoistituto del Veneto, Bepi Cappelletto CAI, Augusto De Nato WWF – Moreno Baccichet Legambiente – Giancarlo Silveri Lipu

Pfas. Coldiretti alla Commissione: agricoltori danneggiati, no a risorse agricole usate per tamponare responsabilità altrui.

Coldiretti ha partecipato lo scorso 30 ottobre alla seduta della commissione speciale d’inchiesta per le acque inquinate del Veneto. In relazione alla contaminazione di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS), l’associazione si è espressa commentando positivamente le azioni fin qui intraprese sul monitoraggio dei pozzi e l’avvio di una campagna di raccolta campioni per le verifiche in zona rossa. Il recente provvedimento adottato dalla Regione non grava sulle aziende agricole e per Coldiretti si tratta di un passo importante verso il riconoscimento che l’agricoltura subisce il peso di questa situazione ambientale.

Danno provocato da una matrice industriale. Tuttavia il rischio connesso alla reputazione degli alimenti è alto, perché in assenza di dati certi sulla pericolosità non si può parlare di salubrità ma solo di percezione della stessa tale da rendere necessario un atteggiamento di prudenza. Per cui Coldiretti non è d’accordo sull’eventuale mobilitazione di risorse dall’agricoltura per rispondere ad un danno provocato da una matrice industriale. Martino Cerantola, presidente di Coldiretti Veneto, si riferisce alla proposta ventilata al Tavolo di Verde di destinare 3milioni di euro del Programma di Sviluppo Rurale. “Oltre a sottrarre risorse alle nuove generazioni che investono in campagna la soluzione è parziale – commenta Cerantola –  perché i parametri di accesso all’aiuto sono selettivi. Meglio dunque individuare nella legge finanziaria dei fondi regionali che possono agevolare l’adesione in massa delle imprese coinvolte ed aiutarle a sopportare  i costi di gestione oltre che gli interventi strutturali. Gli agricoltori per primi vogliono assicurare alla comunità prodotti sani e per mantenere una forte alleanza con il consumatore hanno provveduto a spese proprie alla conversione dell’approvvigionamento idrico o alle analisi, non solo per responsabilità morale soprattutto per una questione di buon senso”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

A Verona l’Anbi presenta alla stampa le azioni per un Veneto più sicuro

Oggi, lunedì 6 novembre 2017, alle ore 12.30, il Consorzio di Bonifica Veronese (strada della Genovesa, 31/e, Verona) terrà la conferenza stampa “Manutenzione Veneto e Piano Invasi: azioni per un territorio più sicuro“, in cui verranno illustrati i dati relativi al Piano di Riduzione del Rischio Idrogeologico del Veneto inseriti nel piano “Manutenzione Italia 2017” presentato da Anbi al Governo, verrà inoltre illustrato il piano regionale degli Invasi, inserito nell’attuale Legge di Stabilità e fondamentale per far fronte alle problematiche della siccità.

Intervengono: Giuseppe Romano, presidente Anbi Veneto, Andrea Crestani, direttore generale Anbi Veneto, Francesco Vincenzi, presidente Anbi, Massimo Gargano, direttore generale Anbi.

Fonte: Servizio Stampa Anbi Veneto

L’urlo dell’acqua. La memoria dell’alluvione del 1966 nelle province di Padova e Venezia. Il documentario di storia orale donato a scuole e Comuni.

Oggi, 4 novembre, ricorre il cinquantunesimo anniversario della grande alluvione che nel 1966 colpì, fra l’altro, il territorio delle province di Padova e Venezia. Per non dimenticare, il Consorzio di bonifica Bacchiglione dona alle scuole e ai Comuni un documentario che, tra ricordi e testimonianze, restituisce la voce di chi visse l’alluvione in prima persona.

Attraverso la raccolta di diciotto videointerviste, la rilettura delle cronache dell’epoca e il contributo di materiali fotografici e audiovisivi amatoriali inediti, L’urlo dell’acqua (Padova University Press 2017) descrive il ricordo e le emozioni di coloro che vissero i drammatici eventi della calamità, subendo danni alle abitazioni, agli animali e ai terreni, insieme alle testimonianze degli uomini impegnati nei soccorsi e nelle fasi successive di ritorno alla normalità. “Non è solo per l’importanza del ricordo che ci siamo impegnati affinché dell’alluvione, delle sue cause, dei suoi danni, delle popolazioni colpite, si continuasse a parlare – spiega il presidente del Consorzio Bacchiglione, Paolo Ferraresso –. Il Consorzio di bonifica assolve un impegno quotidiano nella salvaguardia del territorio e nella tutela dell’ambiente attraverso la gestione della risorsa idrica operando insieme a molti altri soggetti, dalla Regione ai Comuni ai singoli cittadini. La cura del territorio è, infatti, la prima misura di prevenzione, il primo e più importante argine da rafforzare. Per questo motivo vogliamo che questa memoria non si esaurisca nella durata di una commemorazione, ma continui ad essere occasione per nuove riflessioni sul presente”.

Il documentario è stato realizzato dal Laboratorio di Storia Orale dell’Università di Padova con la regia di Michele Angrisani e il finanziamento del Consorzio di bonifica Bacchiglione e della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Fonte: Ufficio Stampa Consorzio di bonifica Bacchiglione

 

Cattiva qualità dell’aria prima causa ambientale di morte prematura tra i cittadini UE, avviate dalla Corte dei conti europea test in 6 città tra le più inquinate d’Europa, tra cui Milano

E’ in corso una verifica della Corte dei conti europea sull’efficacia della politica Ue di ridurre i rischi per la salute derivanti dall’inquinamento atmosferico.

I test saranno effettuati nelle zone urbane più colpite dall’inquinamento atmosferico in sei Stati membri: Bruxelles (Belgio), Sofia (Bulgaria), Ostrava (Repubblica ceca), Stoccarda (Germania), Milano (Italia) e Cracovia (Polonia).

La cattiva qualità dell’aria è la prima causa ambientale di morte prematura tra i cittadini UE ( nel 2013, stimati 436 mila decessi prematuri imputabili al particolato fine, 68 mila al biossido di azoto e altri 16 mila all’ozono troposferico).

Fonte: Servizio Stampa Corte dei Conti Europea

C’è un Allocco nella foresta del Cansiglio (BL-TV)

foto Andrea Favaretto

Nella stazione di inanellamento sul monte Pizzoc, ai margini del famoso “serenissimo” Bosco del Cansiglio (BL-TV), è stato catturato, inanellato, liberato un rarissimo esemplare di Allocco degli Urali (Strix uralensis).

Un rapace che ha iniziato a nidificare anche alle nostre latitudini. Questo predatore notturno conta pochissime segnalazioni in Italia e testimonia ancora una volta lo straordinario valore, espresso in biodiversità, presente nell’area, demanio forestale regionale, gestita da Veneto Agricoltura. L’Allocco degli Urali è un rapace del grande Nord che, fatto intuibile anche dal nome che porta, abita nelle terre al di sopra del cinquantesimo parallelo. Prima unicamente migratore e svernante, da qualche anno ha iniziato a nidificare anche alle nostre latitudini, e in particolare in Friuli-Venezia Giulia, dove la prima nidificazione accertata risale al 1994; è stato segnalato anche in Cansiglio dopo qualche anno, territorio che diventa quindi l’estremità occidentale del suo areale.

Diffuso un tempo nell’intera area nord-orientale italiana. Elegantissimo nel piumaggio, questo rapace ha trovato nelle Alpi e nelle Prealpi italiane un ambiente ospitale e particolarmente adatto alle sue esigenze ecologiche. Si va ricostituendo quindi l’areale di questo uccello, specie che un tempo era diffusa nell’intera area nord-orientale italiana. Per il Cansiglio (BL-TV) la presenza di questo rarissimo rapace notturno era stata monitorata dai faunisti Mezzavilla e Lombardo, sebbene essa non fosse risultata costante negli anni. Questa nuova importante segnalazione fa ben sperare che questa specie molto rara possa trovare un suo habitat ideale anche nella bella faggeta dell’Alpago.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

Boschi di pianura, stati generali a Sandrigo (Vi) il 26 ottobre

Un dato: in 30 anni nel Veneto si è passati da 50 a 500 ettari di boschi planiziali. Una piccolo tesoro che va valorizzato. L’obiettivo degli Stati generali dei boschi di pianura, organizzati da Regione Veneto, Veneto Agricoltura e Comune di Sandrigo (VI), in collaborazione con ANCI,  ed in calendario giovedì 26 Ottobre a Sandrigo (VI, sala Arena), è di moltiplicare per 10 gli attuali 500 ettari entro il 2050. Raggiungere almeno 5.000 ettari di boschi planiziali che coniughino biodiversità, benessere per i cittadini veneti, valore per il turismo e produzione forestale.

Carta di Sandrigo. L’incontro, dove Amministrazioni pubbliche e cittadini insieme, si confronteranno per far crescere in pianura la ricchezza dei boschi (sottotitolo del meeting), vuole delineare una nuova fase storica per il bosco di pianura, volontà che verrà espressa nel documento denominato “Carta di Sandrigo”. Si tenga anche conto che sono trascorsi 14 anni dalla emanazione della legge regionale 13/2003 (Norme per la realizzazione di boschi nella pianura veneta).  La legge individuava nelle Amministrazioni pubbliche, ma anche in Associazioni di cittadini i protagonisti di questa ritorno del bosco nei suoli di pianura. Per questi ed altri motivi, hanno organizzato questo convegno. Il programma completo e le iscrizioni all’evento sono possibili fin d’ora a questo link.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

Legge di bilancio, prevista detrazione del 36 per cento per verde privato

La novità a favore dell’ambiente nella manovra economica è la detrazione per gli interventi di sistemazione e copertura a verde nei giardini privati.

Gli interventi previsti. Ha affermato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: “Attraverso una detrazione del 36% finanziamo tutti gli interventi su aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi, per le coperture a verde e i giardini pensili. Al pari del successo riscontrato dal bonus per le ecoristrutturazioni, questa è una norma che può determinare grosse opportunità su due fronti: in primis quello della lotta alle polveri sottili e allo smog, ma anche della riqualificazione urbana, di cui il privato è attore irrinunciabile, aprendo una fase di nuove opportunità e sperimentazioni per l’abitare efficiente e sostenibile”.

Fonte: Servizio stampa Ministero dell’Ambiente

A Padova il mondo tecnico discute di gestione ambientale del prodotto

A Padova, sono in corso di svolgimento, fino ad oggi, i tavoli di normazione internazionale ISO per la definizione delle linee guida strategiche per la gestione ambientale di prodotto dei prossimi anni. Per tre giornate, 30 delegati della Commissione ISO TC 207, costituita presso la International Organization for Standardization (praticamente le Nazioni Unite tecnico-scientifiche), provenienti dalle più prestigiose realtà al mondo, si sono dati appuntamento nella città del Santo per parlare di ambiente.

L’Italia è rappresentata dall’UNI – Ente Italiano di Normazione, che ha delegato CESQA, il Centro Studi Qualità e Ambiente dell’Università di Padova, in virtù della sua esperienza nella ricerca pura e applicata per lo sviluppo di politiche di sostenibilità ambientale a livello internazionale. CESQA da più di 10 anni partecipa ai tavoli ISO come rappresentante per l’Italia e quest’anno è stato scelto per coordinare l’organizzazione del meeting in materia di Life Cycle Assessment (Analisi del ciclo di vita) e di “impronte climatiche”. Il Ministero dell’Ambiente ha concesso il patrocinio.

Definito il quadro di riferimento. Il direttore di CESQA, Antonio Scipioni, spiega: “I Tavoli ISO si concentrano sulle metodologie tecnico- scientifiche per la valutazione delle impronte ambientali delle attività e dei prodotti, secondo la metodologia detta LCA (Life Cycle Assessment o valutazione sul ciclo di vita), cioè con una precisa verifica degli effetti considerati sull’ambiente, prima, durante e dopo l’utilizzo umano”. Alessandro Manzardo, docente, aggiunge: “In questa occasione si va a definire il quadro di riferimento, con cui tutte le aziende impegnate nella salvaguardia dell’ambiente si dovranno confrontare. Si parlerà di come rendere più affidabili i risultati delle analisi LCA oltre che di processi decisionali per minimizzare gli impatti ambientali dei prodotti e dei processi industriali”.

L’impronta umana sull’ambiente dovrebbe essere reversibile. Infatti, troppo spesso attività e prodotti della civiltà contemporanea vengono valutati solo per i benefici immediati che danno allo sviluppo economico, senza pensare alle ripercussioni negative determinate dai loro effetti sul lungo periodo, in termini di compromissione dell’ambiente o di sfruttamento irreversibile di risorse. “L’impronta, che l’uomo lascia sul nostro pianeta dev’essere compatibile con il delicato equilibrio naturale – spiega ancora Scipioni – dovrebbe essere più simile ad un’impronta del piede sulla sabbia, assolutamente reversibile, piuttosto che a quella di un escavatore, che estrae materiale per l’industria”. L’impatto sull’atmosfera, in termini di emissioni di anidride carbonica data prevalentemente dalle fonti energetiche fossili, viene calcolato con la cosiddetta “carbon footprint” o impronta di carbonio: tanto minore è l’impronta di un’attività umana, tanto maggiore è il contributo alla lotta ai cambiamenti climatici.

Da qualche anno CESQA è capofila degli studi di ricerca europei sulla “water footprint”,vale a dire l’impronta d’acqua, che guarda all’impatto sulle risorse idriche, sempre più a rischio per quantità e qualità. “Dai consumi per le attività antropiche alla depurazione acque, dalla conservazione dei ghiacciai alla tutela dei corpi idrici, l’acqua dolce è una risorsa assai limitata sul pianeta, esposta sia alle aggressioni umane per usi civili e produttivi, sia ai cambiamenti climatici; sempre più spesso anche i flussi migratori in vaste aree del Pianeta sono ricondotti alla carenza d’acqua” annota Scipioni. I Tavoli ISO di Padova sono quindi un’ulteriore occasione di consolidamento dell’appartenenza di CESQA e dell’intera realtà accademica patavina alla rete internazionale di conoscenze tecnico-scientifiche d’avanguardia, nonchè di partecipazione attiva alla definizione degli standard, cui tutti gli scienziati del mondo sono chiamati ad uniformarsi. A Padova, dopo tre giorni di confronti, la sostenibilità ambientale potrà dire di aver fatto un altro passo avanti, segnando con una impronta, questa volta positiva, il futuro del nostro pianeta.

Fonte: Servizio Stampa CESQA

15 ottobre 2017, con il WWF si scopre la biodiversità in città, le iniziative in Veneto

Dalla caccia al tesoro alle visite guidate, fino ai corsi di disegno naturalistico e piantumazione di alberi: Urban Nature, organizzata da WWF Italia domenica 15 ottobre, sarà l’occasione per scoprire e comprendere il valore culturale e scientifico della biodiversità urbana e delle tante forme di vita che popolano la nostra quotidianità.

Festa della natura in città. Attraverso l’iniziativa, si intende anche valorizzare tutti i soggetti, cittadini e gruppi, che già stanno operando nelle nostre città per aumentare la biodiversità e darle spazio. I cittadini vengono quindi invitati ad esplorare, conoscere e appassionarsi alla biodiversità presente nelle città per metterla in primo piano anche nelle scelte delle amministrazioni pubbliche, oltre che nella vita quotidiana dei privati cittadini. Il numero delle persone che vive in città è, a livello mondiale, è infatti in continuo aumento, tanto che nel 2050 passerà dal 50% del 2009 ad oltre il 70% della popolazione complessiva. In Europa, già oggi il 70% della popolazione vive nelle aree urbane ed entro il 2020 l’Unione Europea stima che la quota di popolazione che vivrà in aree urbanizzate salirà all’80%. Anche l’Italia non fa eccezione: sempre più abitanti abitano dentro o attorno alle grandi città e per mantenere almeno costante la fruizione del “verde urbano”, si rende necessario un suo ampliamento.

Un ambiente urbano in “buona salute” è capace di dare bellezza, benessere, protezione, aria ed acqua pulita (anche cibo a chi coltiva l’orto urbano) spazi per la socialità, lo scambio e l’accoglienza ed è premessa per la convivenza tra umani e mondo animale. Grazie all’impegno dei volontari WWF, domenica 15 si realizzerà un programma variegato di iniziative in decine di città italiane. A Venezia, i volontari hanno organizzato un programma che si svolge a Mestre tra Forte Marghera e la Barena di Campalto con visite guidate alla scoperta della natura urbana, biciclettata, mostre e caccia al tesoro (maggiori info pagina Facebook WWF Venezia oppure chiamare Roberto 347.656.8599). Nell’Oasi WWF Cave di Noale sono in programma visite guidate alle ore 10.30 e 11.30, laboratori per adulti e bambini -(hotel per gli insetti e mangiatoie per uccelli) alle ore 11 (maggiori info 333.4336904 oppure email cavedinoale@wwf.it). A Rovigo, in piazza Perosi, alle ore 9 ci sarà la piantumazione di alberi nel Parco Diritti dei Bambini (lungo Adigetto San Pio X dietro la chiesa, maggiori info Eddi  349.8042520).

Fonte: WWF Venezia e territorio, WWF Italia