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21 maggio 2017, con la Giornata delle Oasi WWF e RiservAmica dei Carabinieri Forestali, visite gratuite in oltre 200 parchi d’Italia

foto WWF Vicenza-Padova

Domenica 21 maggio 2017 torna la Giornata della Oasi organizzata dal WWF, un’occasione straordinaria per celebrare la biodiversità del nostro Paese, ricchissimo di ambienti e specie naturali. Grazie all’accordo raggiunto dal WWF con i Carabinieri Forestali, quest’anno ci sarà anche la quinta edizione di RiservAmica e saranno oltre 200 le Oasi, i parchi e le riserve che si potranno visitare per scoprire i tesori nascosti della natura italiana.

SOS Lupo. La giornata Oasi diventa anche il momento di chiusura dalla campagna “SOS Lupo”: una maratona di raccolta fondi lanciata da WWF l’8 maggio a cui si può aderire fino al 22 maggio, inviando un sms o chiamando da rete fissa al 45524.
Fonte: WWF Italia

20 e 21 maggio 2017, ultimo fine settimana di eventi per la Settimana nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione

Tanti gli appuntamenti che si svolgeranno in Veneto amche questo fine settimana nell’ambito della Settimana Nazionale della Bonifica ed Irrigazione, promossa dall’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI) all’insegna del tema “Acqua: identità e futuro dei territori”.

Visite alle “cattedrali dell’acqua” nel Padovano. Molti  grandi impianti idraulici saranno sede di visite guidate per avvicinare i cittadini ai temi della salvaguardia idrogeologica (prevenzione da alluvioni, allagamenti e frane), ma anche della gestione delle acque e dell’ambiente. L’impianto del Consorzio di bonifica Bacchiglione aprirà al pubblico sabato e domenica, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00, con l’accensione degli storici motori diesel negli orari 11-15-17. Domenica alle 15.00 si terrà inoltre la premiazione del concorso “Il consorzio di bonifica fra i banchi di scuola”. Sabato 20 maggio, il Consorzio di bonifica Adige Euganeo organizza lungo il canale Sorgaglia, in comune di Agna, la pulizia degli argini del canale in collaborazione con la Protezione Civile di Agna. Alle 11.30 presso il Municipio di Santa Margherita d’Adige, si terrà invece l’inaugurazione delle opere di irrigazione a servizio del bacino Cavariega nei comuni di Montagnana, Megliadino San Fidenzio, Megliadino San Vitale, Saletto, Santa Margherita d’Adige, Ospedaletto Euganeo, Ponso e Carceri. Visita invece all’idrovora Vampadore, in località Valli a Megliadino San Fidenzio (PD).

Eventi nel Veneziano e nel Trevigiano. Il Consorzio Acque Risorgive, dalle 14.30, sarà all’Oasi Lycaena di Salzano per la premiazione delle 44 classi che hanno aderito al progetto didattico “Acqua, Ambiente e Territorio – Ama il tuo fiume”, organizzato in collaborazione con il Centro Civiltà dell’Acqua Onlus. Domenica 21 il Consorzio organizza una giro in bici in collaborazione con l’ass.ne Fiab-Ciclo Liberi da Mestre all’Oasi di Noale con visita guidata dell’Oasi noalese e successiva prosecuzione verso la Treviso Ostiglia; rientro, in parte lungo l’asta del Dese, fino a Mestre. Partenza ore 9.00, rientro alle 17.30. Il Consorzio ha poi collaborato con gli organizzatori della 13° edizione della “Marcia dei 3 canai”, marcia non competitiva a passo libero con partenza da Cazzago di Pianiga (VE), lungo gli argini dei corsi d’acqua gestiti dal Consorzio. Il Consorzio Piave, invece, aprirà al pubblico, dalle 15.30 alle 18.30, l’idrovora di Portesine a Roncade. Il personale sarà a disposizione per illustrare la storia dell’idrovora, vecchia e nuova, e i benefici che la sua costruzione hanno portato al territorio. Apertura degli impianti idrovori nel weekend per il Consorzio di bonifica Veneto Orientale che sarà a disposizione dei cittadini per visite guidate all’idrovora Sindacale a Concordia Sagittaria,  all’idrovora Cittanova a San Donà di Piave e ad Eraclea, all’idrovora Torre di Fine. In quest’ultima, alle 18.30, si terrà un evento con l’associazione Vivi Torre di Fine dal titolo:”Le nostre origini”. Seguirà aperitivo e musica grazie al “Coro el Piave” che si diletterà in Canti Popolari e della Grande Guerra.  Domenica 21, all’idrovora Sindacale, si terrà un laboratorio per bambini 3-6 anni a cura della Ludoteca Mary Poppins mentre i genitori saranno accompagnati in una visita guidata dell’impianto.

Eventi nel Vicentino ed in Polesine. A Zugliano, alle 9.00 ci sarà l’apertura ai visitatori della Centrale Elettrica “Ziche”. In collaborazione con la Fondazione Ca’ Vendramin, sarà invece possibile visitare negli orari 9.30/12.30 e 15.00/18.00 gli spazi espositivi del Museo Regionale della Bonifica Ca’ Vendramin in Comune di Taglio di Po.

Fonte: Servizio stampa Anbi

19-21 maggio 2017, all’Orto Botanico di Padova si scopre il fascino delle piante

Il 18 maggio si è celebrato il Fascination of plants day, Giornata internazionale del Fascino delle Piante promossa in tutto il mondo dall’EPSO, allo scopo di avvicinare le persone all’affascinante mondo delle piante, oltre a promuovere lo sviluppo delle ricerca scientifica in questo settore. Il 22 maggio è il Biodiversity Day, Giornata Mondiale della Biodiversità, istituita dalle Nazioni Unite nel 1993 per sensibilizzare e promuovere la conoscenza verso le diverse specie animali e vegetali che popolano il nostro pianeta. L’Orto botanico di Padova festeggia queste due ricorrenze con un fine settimana ricco di attività per tutta la famiglia.

Venerdì 19 maggio 2017 – Ingresso libero, Le Signore della Botanica
Conferenza di presentazione dell’autrice Elena Macellari. Una guida alla scoperta di affascinanti figure femminili protagoniste della botanica del Novecento. In collaborazione con Aboca edizioni. Ore 18.30 – Aula Emiciclo.

Sabato 20 e domenica 21 maggio 2017 – Attività comprese nel biglietto di ingresso all’Orto. Esperimenti dal vivo, laboratori, giochi, attività. Per tutta la famiglia. Le forme della biodiversità. In compagnia dei biologi, attraverso la lente del microscopio, emergono le forme nascoste di fiori, foglie e radici. Sabato 20 e domenica 21 maggio / ore 10–13 e 14–18 La corsa alla luce, Come reagiscono gli organismi vegetali alla luce? La risposta ci viene da Euglena, capace di ‘scrivere’ con la luce o dalla meravigliosa danza nelle cellule di Elodea. Sabato 20 e domenica 21 maggio / ore 10–13 e 14–18 Piante pronte a tutto  – Prenotazione consigliata Un team di scienziati veste i panni di erboristi impegnati nella distillazione degli oli essenziali e dei progettisti di un impianto per depurare le acque dagli inquinanti: un modo per scoprire i mille utilizzi delle piante (massimo 50 persone). Sabato 20 maggio / ore 11.30 e 15.30. Anche la frutta ha un DNA Un kiwi, una provetta e del semplice detersivo: sono gli ingredienti base per una ‘ricetta’ che ci permetterà di osservare il DNA della frutta. Sabato 20 e domenica 21 maggio / ore 11.30, 15, 16, 17 I sensi e le piante I nostri sensi possono catturare l’essenza del mondo vegetale, ma come funziona e quanto è veritiero il loro racconto? Un gioco coinvolgente anche per i più piccoli. Sabato 20 maggio / ore 15, 16, 17 Domenica 21 maggio / ore 11.30, 15, 16, 17 Insetto contro insetto: una lotta tutta biologica Gli entomologi mettono sotto la loro lente d’ingrandimento insetti e acari che attaccano le piante e presentano i naturali  antagonisti che li combattono ogni giorno. Sabato 20 maggio / ore 15-18 Domenica 21 maggio / ore 15-18 Viva, la Terra! Dalla decomposizione naturale dei rifiuti domestici mescolati a residui vegetali nasce il compost: alcuni consigli per utilizzare nei giardini e negli orti delle nostre case questo ‘campione’ del riciclo. A cura di SESA (Società estense servizi ambientali) Domenica 21 maggio / ore 15-18  L’angolo del giardiniere Per tutta la famiglia Le piante medicinali Attraverso le aiuole dell’Orto antico dedicate alle piante medicinali e velenose per mostrarne i metodi di coltivazione e i loro usi (antichi e moderni). Sabato 20 maggio / ore 10-13 e 14–18 Le piante carnivore I giardinieri svelano i segreti delle piante insettivore spiegando come vanno a caccia queste originali protagoniste del mondo vegetale. Sabato 20 maggio / ore 14–18 Domenica 21 maggio / ore 10–13 e 14–18.

Percorsi di visita. Prenotazione obbligatoria Erbario in mostra Con un patrimonio di 500.000 piante essiccate e le sue importanti collezioni di alghe, di semi, di legni e di funghi, è un ‘archivio’ della biodiversità che racconta la storia delle specie vegetali (massimo 15 persone per turno). Domenica 21 maggio / ore 10.45, 11.30, 12.15, 15, 15.45, 16.30, 17.15 Serra delle orchidee: una visita straordinaria Le orchidee, con le loro radici sospese nell’aria, sono le affascinanti protagoniste del microambiente dove la vaniglia racconta la sua straordinaria storia (massimo 15 persone per turno). Sabato 20 maggio / ore 15, 15.45, 16.30, 17.15 Domenica 21 maggio / ore 10.45, 11.30, 12.15 Un habitat urbano per le specie animali La parola allo zoologo: impariamo a riconoscere l’incredibile varietà di forme di vita animale dell’Orto botanico e le specie aliene che l’hanno colonizzato (massimo 25 persone per turno). Sabato 20 maggio / ore 15 e 16.30 Piccola guida alle minacce al mondo naturale Una passeggiata, tra i viali dell’Orto antico e nelle serre del Giardino della Biodiversità, per conoscere le specie in pericolo di estinzione e le loro storie (massimo 25 persone per turno). Domenica 21 maggio / ore 10 e 11.30

In biblioteca all’orto botanico.  Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria
Dai manoscritti quattrocenteschi alle stampe dell’Ottocento: un viaggio attraverso la storia dell’illustrazione botanica (massimo 15 persone per turno). Sabato 20 maggio / ore 10, 10.45, 11.30, 12.15, 14, 14.45, 15.30, 16.15, 17

Visite a partenza fissa – Attività a pagamento (5 euro a persona in aggiunta al biglietto di ingresso), prenotazione consigliata allo 049.8273939 Con le guide dell’Orto botanico alla scoperta di collezioni e ambienti attraverso i viali dell’Hortus cintus e le serre del Giardino della Biodiversità. Sabato 20 e domenica 21 maggio / ore 11 e 15

Fonte: Orto Botanico di Padova

I 110 alberi monumentali del Veneto oggetto di un premio didattico regionale. Ecco le scuole premiate.

Albero monumentale

Nel Veneto sono ben 110 gli alberi monumentali ufficialmente censiti, autentico patrimonio naturale vivente da conoscere, tutelare e valorizzare. Un patrimonio frutto anche di storia, fatti e testimonianze perché questi monumenti della biodiversità sono stati, a volte per secoli, “sentinelle” di luoghi e paesaggi.

Qualche esempio? La sequoia gigante di Longarone (Bl) che ha resistito all’ondata distruttrice e mortale del Vajont; la farnia di Fossalta di Portogruaro (Ve), già presente nelle mappe del 1600; la magnolia grandiflora che dal 1810 fa bella mostra di sé nel Chiostro di S. Antonio a Padova. L’elenco di queste meraviglie della natura è lungo e sul sito internet dedicato, curato da Veneto Agricoltura, l’Agenzia regionale per l’innovazione nel settore primario, è anche ben dettagliato, visto che è suddiviso per provincia e singole schede che descrivono dettagliatamente e mostrano ogni albero monumentale censito.

Concorso per le scuole. Per valorizzare questo importante patrimonio naturale, la Regione Veneto, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e Veneto Agricoltura, ha indetto ad inizio anno scolastico 2016-2017 il Concorso didattico “Alberi monumentali del Veneto, le radici del nostro futuro”. Si tratta di una iniziativa rivolta alle scuole primarie e secondarie di primo grado collegata a un più ampio progetto regionale di tutela e valorizzazione del patrimonio arboreo monumentale, tema molto importante visto che la gestione di un albero monumentale richiede grande impegno e responsabilità da parte del proprietario, Ente pubblico o privato che sia, ma anche dell’intera collettività. Partendo proprio dal presupposto che gli alberi monumentali raccontano anche storie antiche di territori, eventi e uomini del passato, i promotori del progetto hanno voluto coinvolgere il mondo della scuola con l’obiettivo di far scoprire ai più giovani questo straordinario patrimonio naturale.Allo scopo, è stato messo a disposizione delle scuole aderenti all’iniziativa – ben 47 da tutte le province – il Quaderno didattico “Alberi monumentali del Veneto, le radici del nostro futuro” che è servito da strumento di lavoro in classe.

Le scuole primarie vincitrici. Nei loro elaborati, i ragazzi sono riusciti ad esprimere con sguardo attento la loro idea di albero monumentale, raccontando le storie dei luoghi e approfondendo gli aspetti botanici, floristici ed ecologici di questi monumenti naturali. In dirittura d’arrivo dell’anno scolastico è giunto il responso con l’elenco delle scuole vincitrici del Concorso. Il compito della giuria non è stato semplice, data la qualità degli elaborati pervenuti, ma alla fine i vincitori sono stati decretati, con tanto di motivazione. Per quanto riguarda le scuole primarie si sono classificate ai primi tre posti: la Scuola “L. da Vinci” di Pianiga (VE) per “aver esplorato, attraverso diverse forme espressive, il complesso mondo degli alberi ed averne colto la bellezza e l’importanza facendole proprie” (si aggiudica un computer portatile); la Scuola “D. Broglio” di Colognola ai Colli (VR) per “aver raccontato la storia del Platano dei cento bersaglieri con un racconto personale e vivissimo, divertente e sorprendente, che ha portato gli alunni a scoprire tutti i segreti di un albero vetusto” (si aggiudica uno stereo microscopio didattico); la Scuola di Valpantena (VR) per “aver lavorato in modo fortemente interdisciplinare e laboratoriale, sperimentando anche la germinazione dei semi, approfondendo temi legati ai propri luoghi e territori (si aggiudica una macchina fotografica digitale).

Le scuole secondarie vincitrici. Per quanto riguarda le scuole secondarie di primo grado, hanno vinto la Scuola “G. Zanellato” di Monselice (PD) per “aver colto pienamente il tema proposto, con un elaborato semplice ed accurato, originalissimo nell’associare sei alberi monumentali a temi di letteratura, arte, scienza e storia e restituendo il lavoro svolto con grande capacità comunicativa” (computer portatile); la Scuola di Romano d’Ezzelino (VI) per “aver affrontato il tema proposto raccontando la storia del Faghér del Cristo attraverso elementi di esplorazione sul campo, di espressione artistica e recuperando la tecnica dell’erbario con elementi di insiemistica (Stereo microscopio didattico); la Scuola “G. Carducci” di Este (PD) per “aver raccontato il Castagno, specie che caratterizza parte del paesaggio veneto, approfondendo la conoscenza di questo albero esplorandone anche tutte le risorse e gli utilizzi” (macchina fotografica digitale).Per informazioni sugli alberi monumentali d’Italia e la nuova normativa che disciplina la materiaè disponibile questo link.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

Pfas, insufficienti le misure sanitarie intraprese dalla Regione Veneto secondo Greenpeace, che pubblica il monitoraggio “Non ce la beviamo”. Replica dell’assessore all’Ambiente: “Veneto al top per sicurezza, valuteremo denuncia per procurato allarme”

Greenpeace ha pubblicato ieri il rapporto “Non ce la beviamo”, in cui vengono presentati i risultati di un monitoraggio sulla presenza di PFAS (sostanze perfluoralchiliche) condotto dall’associazione lo scorso aprile in diciotto scuole primarie e sette fontane pubbliche nelle province di Vicenza, Verona, Padova e Rovigo.

Misure insufficienti secondo Greenpeace. La ricerca rientra nell’ambito della Campagna STOP PFAS  con cui l’associazione rivendica l’insufficienza delle misure sanitarie adottate dalla Regione Veneto per risolvere il problema e soprattutto per  proteggere la popolazione dai rischi della contaminazione. Secondo Greenpeace, è necessaria una rapida riconversione industriale di tutti quei processi responsabili dell’inquinamento da PFAS e, ad oggi, la Regione Veneto non ha adottato provvedimenti che vanno in questa direzione.

I risultati. Dal monitoraggio, risulta che in più della metà dei campioni sono stati superati i valori di PFAS ritenuti sicuri per la salute in Svezia e Stati Uniti. Seppur in concentrazioni diverse, i risultati hanno evidenziato la presenza di PFAS in tutti i campioni analizzati a Padova, Verona, Vicenza e alcuni comuni della provincia di Rovigo, oltre ai comuni della zona rossa per i quali la contaminazione è già nota. Nel campione di acqua prelevato presso la scuola di San Giovanni Lupatoto (VR), un comune non incluso nella zona a maggiore contaminazione, è stato addirittura superato, seppur di poco, il livello di PFOS (Acido Perfluorottansolfonico) consentito nell’acqua potabile in Veneto.

Replica della Regione Veneto. “Premesso che per un’analisi scientifica sarebbe necessario l’utilizzo di parametri assolutamente identici, tuttavia da una comparazione con le rilevazioni fatte in altre realtà risulta inequivocabilmente che l’esposizione a Pfos (acido perfluoroottansolfonico) in Veneto è la più bassa rispetto ad altri Paesi“, risponde a Greenpeace in una nota l’assessore regionale all’Ambiente. Che continua: “I nostri tecnici hanno comparato diversi dati europei e americani e il nostro limite Pfos, che l’Oms ha evidenziato essere la sostanza più pericolosa tra la famiglia dei Pfas, è da considerare il più basso in Europa e vicino ai limiti americani che, in qualche caso. sono leggermente più bassi dei nostri. Una cosa è comunque certa, i nostri limiti sono gli unici che recano la dicitura “fino allo zero virtuale”: ciò significa che, di fatto, l’attuale esposizione totale reale a tutti i Pfas è in Veneto già più bassa che negli altri Paesi, Stati Uniti compresi, e prevediamo che i limiti scenderanno ancora, anche perché i gestori veneti del servizio idrico integrato stanno adottando tutte le necessarie precauzioni, provvedendo a limitare le concentrazioni con sempre maggiore efficacia, pur se i limiti esistenti sono attualmente già rispettati”.

Continua la nota: “Per quanto riguarda il solo parametro Pfos in acque potabili, l’informazione sui limiti pubblicata da Greenpeace appare peraltro fuorviante, in quanto non tiene conto della specifica tossicità dei singoli composti. Se si prendono i singoli componenti si potrà  riscontrare che il livello di performance italiano per il Pfos è l’unico che prevede un limite così basso per questo singolo composto, che è quello che presenta maggiore tossicità. Per quanto riguarda le azioni compiute dalla Regione, fin dal 2013,  appena avvisata della situazione, ha agito facendo installare ai gestori dell’acqua potabile i filtri a carboni attivi in soli tre mesi stanziando anche e immediatamente importanti risorse economiche. Non poteva in alcun modo invece bloccare gli inquinatori, perché non esisteva alcun limite di legge per tali sostanze e soprattutto perché la Regione non è organismo inquirente né tanto meno giudicante. Non ha invece bloccato, perché  non aveva senso farlo, la distribuzione dell’acqua potabile filtrata, che è stata definita sicura e potabile non dalla Regione, ma dal massimo organo nazionale in materia di tutela della salute pubblica, l’Istituto Superiore di Sanità, tanto che i limiti di qualità dell’acqua potabile fissati dal Ministero della Salute su parere dello stesso Istituto sono sempre stati rigorosamente rispettati dalla Regione. Dire che la Regione ha alzato i limiti per i composti Pfas nelle acque potabili o  parlare di mancato blocco dell’erogazione dell’acqua potabile come fa Greenpeace significa creare volutamente preoccupazioni se non addirittura un allarme ingiustificato nella popolazione. Si respinge categoricamente l’affermazione secondo cui la Regione avrebbe aumentato i limiti e  su questo valuteremo se ci siano gli estremi per una denuncia. Ricordiamo infine a Greenpeace che tali sostanze sono regolarmente bevute in molte altre regioni d’Italia, come anche ammesso sulla stampa dal presidente della commissione bicamerale ecoreati”.

Fonte: Greenpeace/Servizio Stampa Regione Veneto

 

Idrovora di Santa Margherita di Codevigo (PD) inserita nel circuito Water Museum of Venice, se ne parla il 19 maggio, 20 e 21 maggio occasione per visitarla

Visite guidate, workshop e premi per le scuole: sono tanti gli appuntamenti che avranno come sfondo l’idrovora di Santa Margherita di Codevigo (PD), storico impianto del Consorzio di bonifica Bacchiglione nell’ambito della Settimana Nazionale della Bonifica e dell’irrigazione. 

Sabato 20 e domenica 21 maggio l’impianto idrovoro sarà aperto al pubblico con l’accensione degli storici motori diesel. Guide d’eccezione saranno gli studenti dell’istituto agrario “De Nicola” di Piove di Sacco (PD), che accompagneranno i visitatori alla scoperta della storia dell’idrovora e del suo funzionamento. Inoltre, nei locali dell’impianto si potrà vedere la mostra fotografica “La lezione del ’66. Cosa abbiamo imparato cinquant’anni dopo la grane alluvione?”.

Workshop il 19 maggio. Inaugurata nel 1888, la storica idrovora è stata testimone dell’evoluzione meccanica e tecnologica dell’ultimo secolo: un museo vivo della bonifica che ancora oggi garantisce la sicurezza idraulica del territorio circostante. Simbolo di un paesaggio plasmato e reso fertile dall’uomo è stata da poco inserita nel network del “Water Museum of Venice” promosso dall’Unesco. Per festeggiare questo riconoscimento, venerdì 19 maggio, presso l’ex carbonaia di Santa Margherita, si terrà il workshop “Cultural ecosystem services. The Santa Margherita water pump as part of the Water Museum of Venice network”. Un evento dedicato al tema della valorizzazione del patrimonio storico culturale dei territori di bonifica, che conterà la partecipazione dei professori Elisabetta Novello (DiSSGeA – Università di Padova) e Francesco Vallerani (Università Ca’ Foscari di Venezia) e del direttore del Centro internazionale Civiltà dell’Acqua, Eriberto Eulisse.

Azione di formazione delle future generazioni. Domenica 21 maggio, invece, i protagonisti della giornata saranno i ragazzi delle scuole: fra gli spazi dell’idrovora si terrà la premiazione del concorso “Il Consorzio di bonifica fra i banchi di scuola” a cui hanno partecipato 10 classi delle scuole primarie e secondarie di primo grado delle province di Padova e Venezia. Nel weekend, inoltre, saranno presenti nel parco dell’idrovora gli stand delle associazioni di categoria Coldiretti, Cia e Confagricoltura con una ricca esposizione di prodotti locali.

Fonte: Servizio Stampa Consorzio di bonifica Bacchiglione

 

 

Monitoraggio satellitare cervi in Cansiglio, primi risultati, la maggior parte di essi rimangono in foresta, forte l’impatto sul sottobosco. Segnalata la presenza del lupo.

Cervi nella foresta demaniale reg.le del Cansiglio gestita da Veneto Agricoltura, visita soci Argav (foto Mirka Cameran Schweiger)

Il 10 maggio scorso, nel Museo Regionale dell’Uomo, a Pian Osteria, Tambre (BL), sono stati presentati i dati di una ricerca, iniziata ad aprile 2015 ed in corso sino a fine ottobre 2017, sulla radiotelemetria satellitare su alcuni esemplari di cervi della nella foresta demaniale regionale del Cansiglio (BL-TV).  Circa 24 mila i dati acquisiti finora, che hanno permesso di seguire più volte al giorno i percorsi di 10 cerve. Il progetto è stato interamente finanziato da Veneto Agricoltura, l’Agenzia veneta per l’innovazione in agricoltura della Regione, che ha in gestione il bosco del Cansiglio.

La ricerca in corso. E’ stato scelto di monitorare inizialmente solo esemplari femmine, che sono state catturate in due sessioni (primavera ed autunno 2015), grazie soprattutto all’aiuto della squadra specializzata di Polizia Provinciale di Belluno e dei Carabinieri Forestali di Tarvisio. Questi esemplari sono stati muniti di radio collare satellitare che trasmette dati di localizzazione per 104 settimane. Il convegno è stato pertanto il momento di presentare la prima parte dei risultati emersi da questi due anni.

Le domande. L’apertura del seminario in Alpago è stata affidata a Giustino Mezzalira (Veneto Agricoltura), con la presentazione della problematica cervo. Il dirigente dell’Agenzia regionale ha evidenziato l’importanza anche storica della Foresta del Cansiglio, “patrimonio in quanto ecosistema forestale, che ha anche un alto valore simbolico e storico per l’uomo”. Era infatti la foresta più importante per il legname della Serenissima e qui sono nati i fondamenti della gestione selvicolturale che ancora adesso si applicano in tutto il mondo. L’intervento di Michele Bottazzo (Veneto Agricoltura) ha messo l’accento sull’l’importanza della ricerca in atto, alla quale si chiede essenzialmente di dare risposte a quanto ancora non si conosce di questa popolazione di ungulati. E cioè: Quanto è grande l’areale? Dove si sposta? Utilizza solo il territorio demaniale o anche altri? Dove vanno i cervi del Cansiglio in inverno?

Le risposte: evidenti sono risultati gli usi diversi dei cervi dei vari ambienti del Cansiglio. Circa l’80% del tempo viene da loro speso nelle foreste, mentre il rimanente negli spazi aperti; che, essendo in gran parte recintati, sono sbilanciati nell’utilizzo soprattutto nell’area golf e nell’area dell’ex base militare in quanto non recintate. Quindi le recinzioni elettrificate “funzionano” per escludere la presenza (dei cervi); ma questo comporta, di conseguenza, un carico elevato (di cervi) nel bosco e nelle aree aperte non protette. Dai dati di Bottazzo emerge un forte impatto soprattutto sul sottobosco; e non solo nelle specie arbustive che vengono brucate continuamente, ma anche nel caso di specie erbacee come il lampone, ormai in Cansiglio fortemente rarefatto e presente solo all’interno di alcuni recinti sperimentali. Gli habitat di sottobosco sono infatti importantissimi per l’intero ecosistema e per tutta la biodiversità in quanto preziosi luoghi dove la fauna selvatica minore può trovare rifugio.

Stanziali e non. Sempre grazie ai dati di radiotracking Sandro Nicoloso (tecnico faunista) ha fatto vedere come gran parte dei cervi radiocollarati si spostano durante la cattiva stagione nel versante soleggiato del pordenonese, verso la pianura, che raggiungono facilmente puntando verso sud est. Nel versante friulano del Cansiglio ci sono infatti ampi e selvaggi ambienti boscati dove trascorrere tutto l’inverno per poi ritornare in Cansiglio ad inizio primavera. Alcuni esemplari però hanno anche un comportamento diverso. Un paio di cerve trascorrono tutto l’anno solo nel territorio demaniale e non si sono mosse nemmeno in caso di forti nevicate. Stranamente nessun esemplare ha stazionato in periodo invernale nei territori extrademaniali dell’Alpago e del trevigiano. Ovviamente la ricerca necessita di ulteriori approfondimenti. Fino a fine ottobre rimarranno radiocollarati ancora 7 esemplari, trasmettendo dati e fornendo informazioni sui loro spostamenti.

C’è inoltre la conferma della presenza del lupo e sarà in ogni caso interessante verificare l’impatto con questa specie. È prevedibile un certo riequilibrio in forza delle nuove dinamiche indotte da questa nuova presenza. Al termine dell’incontro vi è stato anche un copioso ed intenso dibattito sulla questione, specie con i tecnici del Friuli V.G., i quali hanno valutato positivamente l’iniziativa effettuata da Veneto Agricoltura e si sono detti interessati a seguirne gli sviluppi. Il  seminario è terminato con un’uscita in campo per verificare direttamente gli effetti dell’impatto del cervo nel sottobosco grazie al confronto con i recinti sperimentali di esclusione realizzati dall’Agenzia regionale.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

 

13-21 maggio 2017, torna la Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione, tante le occasioni per scoprire il territorio dal punto di vista ambientale

Impianto idrovoro (foto Anbi)

Da sabato 13 a domenica 21 maggio 2017 torna la Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione, cartellone di appuntamenti mirati a far conoscere le attività dei Consorzi di bonifica sul territorio. Il tema 2017, “Acqua, sfida di identità e futuro per l’agricoltura e la sicurezza dei territori”,  propone i compiti istituzionali originari degli enti consortoli (oggi anche in campo ambientale ed energetico): difesa idrogeologica ed irrigazione.

Cosa vedere? Protagoniste sono le “cattedrali dell’acqua”, cioè i grandi impianti idrovori, che lasciano sbalorditi i visitatori, ad iniziare dai più piccoli, per i quali la “Settimana” è diventata, negli anni, l’appuntamento conclusivo di percorsi didattici, frequentati durante l’anno. Edizione dopo edizione, la manifestazione, organizzata dal sistema ANBI, ha messo in campo proposte nuove  (passeggiate, giri in bici, manifestazioni sportive, mostre, concerti, spettacoli, esercitazioni, visite guidate, ecc.). Programma della manifestazione a questo link.

Fonte: Servizio Stampa Anbi

12 maggio 2017, si parla di biofertilizzanti come opportunità di economia circolare e rispetto dell’ambiente nel convegno che si tiene a Este (PD) moderato dal consigliere Argav Emanuele Cenghiaro

Venerdì 12 maggio 2017, a Este (PD), nella sala grande del Chiostro di Santa Maria delle Consolazioni (via Fancesconi 2), si terrà a partire dalle ore 14 il convegno “Biofertilizzanti, un’opportunità di economia circolare e rispetto dell’ambiente“, organizzato da Sesa con il patrocinio del comune di Este. Il convegno sarà moderato dal consigliere Argav Emanuele Cenghiaro.

Fertilizzanti organici, un ruolo importante per la salvaguardia ambientale. Dal Piano di Azione sull’economia circolare ai percorsi individuati dalla Commissione europea per migliorare l’utilizzo delle risorse, sono diversi gli ambiti che coinvolgono anche la filiera dei fertilizzanti. Il compost di qualità e il digestato sono utilizzati regolarmente dal settore agricolo secondo un modello di economia circolare perfetto, seguendo le fasi della natura e in sinergia con gli elementi acqua e suolo. Grazie alle conoscenze scientifiche e alle esperienze maturate con la buona pratica, il settore dei produttori di fertilizzanti organici svolge un ruolo basilare nella salvaguardia dell’ambiente.

Programma. 14:00|14:20 registrazione partecipanti. 14:30 saluti del sindaco di Este. 14:50|15:20 Carlo Barbante, Università Ca’ fFscari di Venezia e Istituto per la Dinamica dei Processi Ambientali – CNR. La risposta ai cambiamenti climatici globali: l’esigenza di una economia circolare. 15:20|15:50 Devis Casetta Legambiente (Comitato scientifico). Stato dell’arte sulla gestione dei rifiuti biodegradabili e lotta alla desertificazione dei suoli. 15:50|16:20 Fabrizio Adani Università di Milano – Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali – Produzione, Territorio, Agroenergia. Economia circolare e fertilizzanti rinnovabili: il ruolo della digestione anaerobica. 16:20|16:50 Alberto Pivato, Università di Padova – Dipartimento di Ingegneria civile, edile ed ambientale. Un approccio ecotossicologico per l’utilizzo del digestato in agricoltura. 16:50|17:10 pausa 17:10|17:40 Giuliana D’Imporzano Progetto europeo LIFE DOP. L’uso virtuoso del digestato supporta la sostenibilità delle filiere alimentari di eccellenza. Come superare la concimazione chimica. 17:40|18:10 Lorenzo Maggioni Progetto ISAAC. Biometano in Italia ed Europa.Stato dell’arte e possibili sviluppi.

Partecipazione. Per l’evento è stato richiesto l’accreditamento a CONAF da parte dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Padova (0,5 cfp) e all’Ordine Interprovinciale dei Chimici del Veneto. Il convegno è rivolto a tecnici liberi professionisti, dipendenti di strutture e/o organismi associativi pubblici o privati operanti nei comparti agricoli, della produzione di fertilizzanti e della ricerca. Le iscrizioni potranno pervenire tramite e-mail all’indirizzo di posta elettronica biofertilizzanti@gmail.com. Al termine del seminario verrà rilasciato un attestato di frequenza.

Fonte: Sesa

13 e 14 maggio 2017, il centro meteo di Teolo (PD) apre alle visite, disponibili ancora alcuni posti

Centro Agrometeorologico ARPAV di Teolo (PD)

Come tradizione, il Servizio Meteorologico ARPAV di Teolo (PD), sui colli Euganei, apre le porte agli appassionati del meteo che, nel weekend del 13 e 14 maggio, potranno scoprire tutti i segreti delle previsioni guidati dai meteorologi.

Disponibili ancora alcuni posti. L’evento è gratuito ma è obbligatoria la prenotazione tramite il sito www.arpa.veneto.it oppure richiedendo informazioni a: 049 9998123 (segreteria organizzativa) – 049 9998111 (centralino), email  cmt.urp@arpa.veneto.it.

Fonte: Servizio Stampa, Comunicazione ed Educazione Ambientale Arpav