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19-25 giugno 2017, Settimana europea dell’energia sostenibile, gli appuntamenti a Venezia per celebrarla

Dal 19 al 25 giugno 2017, a Venezia si tiene la Settimana Europea dell’Energia Sostenibile, con centina di eventi “Energy Day” realizzati con il coinvolgimento dei maggiori operatori del settore delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. Il tutto,  ad ingresso libero e gratuito.

Obiettivo della manifestazione, organizzata dallʼAssociazione NordEstSudOvest e da Europe Direct del Comune di Venezia, è quello diffondere le migliori pratiche, ispirare nuove idee e favorire attività di networking nel campo dell’efficienza energetica e delle fonti di energia rinnovabili. La Settimana veneziana è patrocinata dalla Commissione Europea, dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dal Ministero dei Beni e Attività Culturali, dal Ministero dello Sviluppo Economico, dalla Regione Veneto, dagli enti locali, dagli Ordini professionali e da altri soggetti. L’evento veneziano è inserito nel programma ufficiale europeo.

Fonte: Europe Direct Comune di Venezia

Siccità, misure d’emergenza e buone pratiche per limitare gli sprechi irrigui

Novissimo in secca

Irrigazione in fasce orarie limitate, maggiore attenzione nelle modalità di derivazione dell’acqua ed evitare un invaso “ingordo” che vada oltre le reali esigenze. Mercoledì 14 giugno scorso, nel corso di un’assemblea pubblica con gli agricoltori, il Consorzio di bonifica Bacchiglione ha presentato misure d’emergenza e buone pratiche per limitare gli sprechi irrigui nel bacino del delta del Brenta.  

«La siccità avanzata in questi mesi è sempre più preoccupante. Tuttavia con il Cda del Consorzio ci siamo dati un obiettivo a cui vogliamo tenere fede: garantire che in questa zona si possa piantare il radicchio. Per questo abbiamo messo in campo una serie di misure d’emergenza e vogliamo scrivere con gli agricoltori le regole per gestire l’uso dell’acqua limitando gli sprechi» ha affermato il presidente del Consorzio Bacchiglione, Paolo Ferraresso.

La situazione. La carenza d’acqua quasi fisiologica nella stagione estiva per il Naviglio Brenta e il Novissimo, una rete irrigua complessa e obsoleta, l’utilizzo sregolato delle derivazioni da parte delle valli da pesca, la presenza di coltivazioni che richiedono un’ingente quantità d’acqua, sono criticità preesistenti che la siccità di questo periodo non fa che peggiorare.

La soluzione. Ogni anno il Consorzio di bonifica Bacchiglione attraverso il sistema Leb (un canale lungo 44 km che partendo da Belfiore si immette in Bacchiglione a Montegaldella) deriva l’acqua dell’Adige per rimpinguare il Naviglio Brenta e il Novissimo, che presentano spesso una situazione di carenza idrica. In questo modo è possibile garantire l’irrigazione nella zona che dalla Riviera del Brenta si estende fino a Chioggia passando per il Piovese.

Quando anche l’Adige è in secca. Come in questo periodo, il Consorzio di bonifica Bacchiglione ha adottato alcune misure straordinarie per far fronte al problema: pompe d’emergenza sul Novissimo, accordi con il Genio Civile per la regolazione delle paratoie che scaricano in laguna, sfalci straordinari per migliorare il deflusso dell’acqua, un dialogo aperto con le valli da pesca per regolamentare le loro derivazioni, sono i passi ritenuti indispensabili per migliorare la gestione delle acque. Un grande impegno che perderebbe di utilità senza la collaborazione dei singoli agricoltori.  «Faremo il possibile per ottimizzare il servizio e garantirne l’efficienza, ma è indispensabile la collaborazione i tutti – ha affermato Ferraresso –. è necessario però un cambio di mentalità, se ognuno guarda al suo orticello ne risentono gli interessi di tutti. Ecco perché chiediamo agli agricoltori di tenere comportamenti virtuosi che aiutino la gestione dell’acqua: niente più personalismi, quindi, l’acqua è un bene prezioso e comune».

Fonte: Servizio stampa Consorzio di Bonifica Bacchiglione

 

I soci Argav scoprono il “Cansiglio Ring”, guida d’eccezione Toio De Savorgnani, premio Argav 2016

(testo e immagini video di Renzo Michieletto, consigliere Argav) Come è divenuta ormai tradizione, l’assemblea Argav di metà anno si tiene preferibilmente nella località di provenienza del vincitore del premio Argav. Quest’anno, grazie alla disponibilità di Toio De Savorgnani, a cui abbiamo conferito il premio nel 2016, l’assise si è tenuta lo scorso 10 giugno in Cansiglio, dove vive e lavora l’alpinista ambientalista.

L’anello del Cansiglio. Siamo entrati nella bella stagione e gli amanti della natura mettono nel mirino i siti più significativi, che nel nostro Paese non mancano. Tra questi, c’è per l’appunto la foresta del Cansiglio, straordinario patrimonio boschivo immerso tra le provincie di Belluno, Treviso e Pordenone, in gran parte gestito da Veneto Agricoltura. Le attrazioni in questo ambiente oggi quasi incontaminato sono tantissime, a cominciare dal “Cansiglio Ring”. Al termine dell’assemblea, i giornalisti ed i soci Argav, accompagnati da Toio De Savorgnani, hanno effettuato una breve escursione proprio lungo un tratto del “Ring”, anello che si snoda attorno alla foresta demaniale, che per secoli è stata “Bosco da reme della Serenissima Repubblica” e che è percorribile a piedi o con la mountain bike.

Il percorso. Partendo dal Villaggio Cimbro di Vallorch, il sentiero passa per la località Pich, fiancheggia il Giardino Botanico (altra importante attrazione del Cansiglio), le aree pic-nic Archeton, il Bus della Lum e si spinge fino alla località Bech, costeggiando l’azienda agricola Le Code, ritornando poi in località Vallorch.

Olio di palma, Europarlamento chiede di ridurre le importazioni ed il suo uso nei biocarburanti

L’Europarlamento sostiene che l’UE dovrebbe introdurre un sistema di certificazione unico per l’olio di palma che entra nel mercato dell’UE ed eliminare progressivamente l’utilizzo di oli vegetali entro il 2020.

Deforastazione e degrado habitat. Il Parlamento europeo chiede un dibattito aperto in tema di produzione di olio di palma con l’obiettivo di contrastare l’impatto non sostenibile di tale produzione, che porta alla deforestazione e al degrado dell’habitat, in particolare nel sud-est asiatico. E’ la prima volta che l’Europarlamento presenta una sua relazione sull’argomento e chiede alla Commissione di trovare la via per sostenerla. “Non possiamo – si legge nel documento – ignorare il problema della deforestazione, che minaccia l’accordo globale COP21 sui cambiamenti climatici e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Nello specifico, i deputati hanno fatto notare che il 46% dell’olio di palma importato dall’UE è utilizzato per produrre biocarburanti che richiedono l’uso di circa un milione di ettari di suolo tropicale. Per questo hanno chiesto alla Commissione di prendere misure per eliminare progressivamente l’uso di oli vegetali, incluso l’olio di palma, usati come componente dei biocarburanti che sono causa di deforestazione, possibilmente entro il 2020.

Uno schema unico di certificazione. I deputati hanno evidenziato l’esistenza di diversi schemi, su base volontaria, per promuovere la coltivazione sostenibile dell’olio di palma. Per questo chiedono un sistema unico di certificazione per garantire che solo l’olio di palma sostenibile entri nel mercato UE. Chiedono, inoltre, di introdurre criteri di sostenibilità per l’olio di palma e per i prodotti che lo contengono che entrano nel mercato UE. La Commissione dovrebbe pertanto migliorare la tracciabilità dell’olio di palma importato nell’UE e dovrebbe considerare l’applicazione di differenti dazi che riflettano accuratamente i costi reali, almeno finché non verrà applicato lo schema unico di certificazione. La Relazione dell’Europarlamento evidenzia inoltre che gran parte della produzione globale di olio di palma viola i diritti fondamentali dell’uomo e gli adeguati standard sociali. Il lavoro minorile è frequentemente utilizzato e sono presenti diversi conflitti per l’uso della terra tra comunità locali, autoctone e i possessori delle concessioni legate all’olio di palma.

L’olio di palma in Italia. Secondo Coldiretti, negli ultimi dieci anni le importazioni in Italia di olio di palma sono triplicate (+212%) e nel 2015 hanno raggiunto il quantitativo di oltre 1,6 miliardi di chili. L’Organizzazione agricola evidenzia comunque che per la prima volta c’è stato un calo del 10% nei primi sette mesi del 2016 rispetto all’anno precedente.

Fonte: Europe Direct Veneto

Gas serra, il 7 per cento delle emissioni globali provengono da produzioni e uso di legna da ardere e di carbone

Sino al 7% delle emissioni globali di gas serra causate dall’uomo provengono dalla produzione e dall’uso di legna da ardere e di carbone. Questo è in gran parte dovuto ad una gestione delle foreste non sostenibile e alla produzione inefficiente di carbone e di legna da ardere. Lo sostiene un nuovo Rapporto della FAO, in cui si avverte però, che gran parte della produzione corrente di legna da ardere è insostenibile e contribuisce notevolmente al degrado delle foreste e del suolo e all’emissione di gas serra nell’atmosfera.

Necessarie tecnologia migliore per l’impiego di energia da legno. In molte regioni la conversione a carbone è spesso fatta con metodi rudimentali e inquinanti e per questo la FAO sollecita i Paesi ad invertire queste tendenze negative nella produzione e nell’impiego di energia da legno. E’ necessario dunque adottare urgentemente tecnologie migliori per la conversione dell’energia e proprio per questo la FAO chiede l’impiego di tecnologie ad energia rinnovabile, soprattutto quelle relative alla biomassa forestale. Allo scopo, è di importanza vitale che tutti, dal settore pubblico a quello privato, il mondo accademico, ricercatori, policy-makers, pianificatori e istituzioni finanziatrici coordinino i loro sforzi e collaborino per aumentare il contributo che le foreste danno al mix delle fonti globali di energia rinnovabile.

Fonte: Europe Direct Veneto

Regione Veneto, approvata la legge quadro per il contenimento graduale del consumo del suolo

Lunedì 29 maggio scorso, il Consiglio regionale del Veneto ha approvato con 26 voti favorevoli, 13 contrari e 4 astenuti la nuova Legge Quadro per il contenimento graduale del consumo di suolo.
2050, obiettivo consumo zero del suolo. “Con la nuova legge si promuove un processo di revisione sostanziale della disciplina urbanistica che, oggi, deve essere ispirata ad una nuova coscienza delle risorse territoriali ed ambientali. In particolare la nuova disciplina mira a ridurre progressivamente il consumo di suolo non ancora urbanizzato, in coerenza con l’obiettivo europeo di azzerarlo entro il 2050”. E’ quanto sottolinea l’assessore regionale al territorio a conclusione del dibattito in Consiglio regionale che ha portato all’approvazione della normativa.
Nello specifico la Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, stabilirà la quantità massima di consumo di suolo ammesso nel territorio regionale nel periodo preso a riferimento e la sua ripartizione per ambiti comunali o sovracomunali omogenei, sulla base delle specificità territoriali e delle informazioni fornite dai comuni. La quantità massima del consumo di suolo ammesso nel territorio regionale sarà sottoposta a revisione almeno quinquennale. I comuni approvano la variante di adeguamento dello strumento urbanistico generale al provvedimento di Giunta regionale.“Particolare rilievo nell’impianto normativo della legge – conclude l’assessore – rivestono le previsioni volte alla riqualificazione edilizia ed ambientale e alla rigenerazione urbana, che indicano forme ed azioni quali la demolizione di opere incongrue o di elementi di degrado, il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e lo sviluppo di tipologie edilizie urbane a basso impatto energetico e ambientale. A tal fine viene istituito uno specifico fondo regionale”.
Perplesse parte delle minoranze, che, oltre ad aver chiesto un maggior finanziamento alla legge per “dare un chiaro segnale del nuovo corso imboccato dalla regione sulla materia”, come ha sottolineato il controrelatore di minoranza, hanno contestato comunque l’eccessiva presenza di eccezioni rispetto alle norme di contenimento del suolo, “una legge che non ha raggiunto gli obiettivi che si era posta”. Il Presidente della II Commissione, nella replica finale ha rimarcato come “il Veneto con questa legge entra nel club della poche regioni che in Italia hanno una legge specifica sul consumo del suolo: oggi è un giorno in cui si inizia a parlare di una nuova attenzione verso il paesaggio, verso la bellezza, verso il territorio. Sono convinto che l’applicazione di questa legge inizierà un percorso di cura del paesaggio. Questa legge è pienamente rispondente a quanto aveva posto nel suo programma il presidente della Giunta. Chi sostiene che questa legge non è coraggiosa dice il falso: questa è una legge coscienziosa, che dà l’avvio ad una nuova stagione. E’ l’inizio di un nuovo percorso e che andrà valutata con i provvedimenti attuativi affidati alla Giunta”.
Rischio idrogeologico. “Con l’approvazione della nuova legge sul consumo del suolo abbiamo finalmente sancito il principio che i piani urbanistici devono adeguarsi alla pianificazione del rischio idrogeologico, tenendo tra l’altro conto anche del problema dell’impermeabilizzazione del suolo”. A dirlo è l’assessore regionale all’ambiente e alla difesa del suolo dopo l’approvazione delle nuove norme in materi. “Uno dei concetti più sbagliati, che in taluni casi avevano caratterizzato anche le scelte di diversi comuni e a cui con questa legge finalmente poniamo un freno, è quello – spiega l’assessore – secondo il quale gli interventi di sicurezza idraulica dovrebbero sottostare alla pianificazione urbanistica. In risposta a queste convinzioni, purtroppo a volte avallate dagli stessi amministratori locali che dovrebbero salvaguardare la sicurezza del loro territorio, tracciamo una nuova rotta che certamente sarà  utile per non ripetere gli errori pianificatori del passato, urbanizzato in maniera del tutto sconnessa e senza considerare il rischio idrogeologico. Come ho ricordato spesso nei miei interventi pubblici – sottolinea l’assessore – è infatti l’urbanistica che deve adeguarsi agli aspetti della sicurezza idraulica e non viceversa: le soluzioni ai problemi idraulici non cambiano a seconda della prospettiva politica o se qualche comitato alza la voce”.
Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto/Ansa.it

28 maggio 2017, in Pian del Cansiglio (BL) riprono le visite al Giardino botanico alpino, nell’occasione presentato il volume sugli orti botanici italiani

Destinazione Cansiglio. Questo fine settimana una gita nel “Bosco dei Dogi” è quasi obbligata. Dopo la chiusura invernale, riapre infatti il Giardino botanico alpino “G. Lorenzoni” di Veneto Agricoltura, che ha in gestione la foresta demaniale regionale, quasi 4000 ha a cavallo delle province di Belluno e Treviso.

Eventi in programma domenica 28 maggio: alle ore 10.00 sarà presentato il volume “Orti Botanici eccellenze italiane”, alle ore 15,00 è prevista invece una visita guidata al Giardino. La pubblicazione, un progetto editoriale articolato che presenta un’intera sezione dedicata al Giardino Botanico Alpino di Pian Cansiglio, è ricca di contributi di vari autori ed è stata realizzata dall’Associazione Nazionale Nuove Direzioni, Marina Clauser e Pietro Pavone della Società Botanica Italiana ne sono i curatori, l’editore è Thema Edizioni.

Volume in omaggio ai partecipanti. Dal testo traspare che gli Orti ed i Giardini Botanici sono un’eccellenza italiana in continua trasformazione, un patrimonio storico unico, diversificato e complesso, conosciuto e visitato da specialisti, appassionati di botanica e studenti, ma soprattutto da tanti turisti e curiosi. Il volume fornisce, inoltre, interessanti approfondimenti su queste strutture ricche di storia, cultura e arte, capaci non solo di affascinare ma anche di comunicare l’importanza di piante e fiori; gli Orti ed i Giardini botanici svolgono infatti non solo attività tecniche finalizzate alla tutela di piante rare fuori dall’habitat di provenienza o alla conservazione di semi di specie a rischio d’estinzione, ma offrono interventi formativi per gli studenti, dall’università alla scuole dell’infanzia, senza dimenticare il vasto pubblico. Tutto ciò per far acquisire comportamenti virtuosi nei confronti della natura e per diffondere la consapevolezza che la vita sul nostro Pianeta senza le piante non sarebbe possibile per l’Uomo. Il volume, di cui una copia omaggio verrà consegnata ai partecipanti (fino ad esaurimento delle scorte) è dunque un invito a conoscere e visitare questi luoghi straordinari, preziosissimi, ma anche un appello ai soggetti pubblici e privati a sostenerli, così come sta facendo in Pian Cansiglio Veneto Agricoltura con il Giardino Botanico Alpino “Lorenzoni”.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

Progetto di Legge consumo del suolo, la Commissione tecnica territorio di Confartigianato denuncia: “Eccessive deroghe e periodo transitorio rischiano di compromettere la corretta applicazione dei principi enunciati dalla legge”

E’ in corso in questi giorni in Consiglio Regionale Veneto l’esame dei 245 emendamenti presentati in ordine alla nuova Legge Quadro per il contenimento graduale del consumo di suolo. Un provvedimento talmente importante da essere costantemente monitorato da un gruppo di lavoro appositamente costituito in Confartigianato Imprese Veneto: la Commissione tecnica territorio che ha espresso alcune valutazioni nell’ottica di interpretare la norma non come un risultato da acquisire, ma come un primo passo nella direzione giusta a cui farne seguire molti altri.

Le criticità individuate. “Auspichiamo buonsenso e coraggio da parte di tutti – si legge nella nota – per non perdere l’occasione, dopo un iter lungo e travagliato, di lanciare uno sguardo di prospettiva su un nuovo possibile modello di sviluppo. Si tratta infatti, di intervenire su un driver strategico quale il governo del territorio che, è bene ricordare, non è  proprio di nessuna istituzione o categoria economica  ma, piuttosto, attiene al benessere  collettivo e allo sviluppo dell’intero Veneto. E’ per questo che, pur condividendo i principi fondanti del testo, come l’obiettivo di consumo suolo zero per il  2050,  riscontriamo  alcuni  elementi che rischiano di ridurre se non vanificare, l’intento della norma. In particolare ci si riferisce all’eccessivo sistema di deroghe inserito nel testo di legge che, sommato a quanto previsto per il periodo transitorio, rischiano seriamente di compromettere una corretta applicazione dei principi enunciati dalla legge. Come ridondante si ritiene l’introduzione di un ulteriore osservatorio in quanto la Regione dovrebbe essere già in possesso di una mole sufficiente di dati e rilevazioni utili a supportare un processo decisionale”.

Le osservazioni mosse. Continua la nota: “Con lo spirito propositivo che ha sempre contraddistinto Confartigianato, la Commissione pone quindi sul piatto una riflessione su alcune tematiche fortemente connesse al governo del territorio e che, anche se non tutte direttamente implicate nella norma in questione, non possono essere tralasciate se davvero si vuole innestare un processo di riforma serio ed incisivo, che guardi in prospettiva ad una riorganizzazione delle politiche territoriali del Veneto: promuovere il riutilizzo delle aree dismesse attraverso politiche di incentivo a processi di riqualificazione anche in chiave di efficientamento energetico, che possano davvero creare un interesse reale e fornire strumenti concreti per poter trasformare quelle che ad oggi sono aree degradate di città e periferie, in moderni quartieri efficienti ed a misura d’uomo; affrontare la problematica degli abbattimenti di quegli edifici non più funzionali o recuperabili, utilizzando strumenti quali i crediti edilizi, in grado di generare un interesse di mercato per ciò che oggi non ha più valore; definire nuove politiche di sviluppo dei centri urbani che tengano conto delle mutate condizioni sociali, dei fabbisogni della popolazione e della sostenibilità del territorio; superare il concetto di invarianza idraulica, dunque anziché garantire semplicemente l’invariabilità nel tempo delle capacità idrauliche del suolo e dei corpi  ricettori puntare al miglioramento delle condizioni esistenti, affrontando così il tema legato al rischio alluvionale che rappresenta la prima minaccia ambientale, sociale ed economica di larga scala per il nostro territorio regionale; ridurre il peso degli oneri di urbanizzazione nel sostegno della spesa corrente dei comuni elemento che li spinge a non adottare politiche di contenimento.

Cambiare davvero faccia al Veneto. Cconclude la nota della Commissione Tecnica Territorio: “Crediamo sia giunta l’ora che tutti gli attori dal legislatore regionale, agli amministratori locali, coinvolgendo banche e attori economici, siglino un patto volto ad una reale riqualificazione urbana del nostro territorio. Un accordo non dettato dalla cogenza di una norma, ma dalla volontà di cambiare davvero faccia al Veneto”.

Fonte: Servizio Stampa Confartigianato Veneto Imprese

25 maggio 2017, a Baone (PD) si parla di Biosfera e Biodistretto Colli Euganei, un’area dedicata alla salute preventiva e alla qualità della vita

“Biosfera Colli Euganei – Tra Biodistretto e MAB: un’area dedicata alla salute preventiva e alla qualità della vita” è il tema dell’incontro organizzato giovedì 25 maggio 2017 alle ore 18.45 da Wigwam Local Community Colli Euganei all’azienda agricola Le Volpi di Baone (PD). Sarà un incontro-workshop che si propone di mettere intorno ad un tavolo quanti si son resi proattivi sul tema dello sviluppo sostenibile e gli attori che tale processo possono aiutare. Un punto di partenza affinché il processo trovi sempre di più l’adeguato supporto delle istituzioni locali, regionali e nazionali.

Interventi. A dare il benvenuto sarà Luigi Rossi Luciani, anfitrione dell’incontro, ed il sindaco di Baone Luciano Zampieri. Seguiranno gli interventi di Efrem Tassinato, presidente della Rete Wigwam, che parlerà della propria associazione di protezione ambientale oggi estesa a 21 Paesi nel mondo e di come lui stesso abbia iniziato negli anni ’70 la lotta per la difesa dall’attività estrattiva del comprensorio euganeo; Franco Zanovello, presidente della Strada dei Vini Colli Euganei, illustrerà lo stato dell’arte verso il Biodistretto e il MAB (Man and Biosphere di UNESCO), argomento che sarà poi ripreso con una valenza più legata agli aspetti delle produzioni agricole di qualità da Emanuele Calaon, presidente del Consorzio Tutela Vini Colli Euganei DOC e dell’Associazione del Biodistretto. La visione strategica della progettualità per un nuovo concetto di sviluppo economico ma improntato alla sostenibilità, sarà invece il contributo atteso da Fernando Zilio, presidente Camera di Commercio Padova, che dirà delle opportunità insite al progetto camerale denominato Padova4.0 che dispone di notevoli risorse da investire nella ripartenza e consolidamento dell’assetto produttivo padovano. Alberto Negro, direttore generale di Veneto Agricoltura, offrirà una panoramica di quanto già sta facendo e si propone di fare l’Agenzia Veneta per l’innovazione regionale in questo connubio tra agricoltura e natura. Attese le conferme di Enrico Specchio, commissario straordinario Ente Parco Regionale dei Colli Euganei e di Luciano Zanaica, presidente BCC Banca dei Colli Euganei. Confermata la partecipazione di numerosi sindaci, rappresentanti di categorie economiche del territorio, Operatori delle Comunità Locali Wigwam del Veneto.

Lungo i sentieri dei Colli Euganei. Con l’occasione sarà anche presentato un esempio di integrazione di “sentieri più offerta ricettiva” a cura di Mauro Gambin, direttore della Rivista Con i piedi per terra. Modererà, il giornalista Ferdinando Garavello, de Il Gazzettino di Padova. Al termine della conferenza-tavola rotonda alcune fattorie e attività di ristorazione dei Colli Euganei offriranno una degustazione di vini e prodotti tipici. Info e richieste di accreditamento: direzione@wigwam.it   +39 333 3938555.

Fonte: Direzione Rete Wigwam

23 maggio 2017, a Montecchio Maggiore (VI) si visitano gli Orti Castellani, a far da guida il socio Argav Alessandro Bedin

Orti Castellani di Montecchio Maggiore (VI)

Nel primo pomeriggio di martedì 23 maggio 2017 è  in programma una visita agli Orti Castellani di Montecchio Maggiore (VI) guidata dal socio Argav Alessandro Bedin, responsabile del Verde pubblico del comune di Montecchio Maggiore e membro dell’Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini.

Un’area verde magistralmente ideata. Gli Orti Castellani sono stati premiati al concorso “La Città per il verde” sezione speciale “Orti urbani, orti didattici e parchi agricoli” all’EXPO 2015. L’area presenta un disegno progettuale attento, completo di numerosi servizi utili all’aggregazione sociale, con spazi particolarmente curati, dedicati alla sosta e al ristoro. La giuria in particolare ha evidenziato quali note di merito l‘uso di siepi perimetrali utili alla fauna, la progettazione partecipata in accordo con la Coldiretti locale, il razionale e pulito disegno degli spazi e dei servizi, l’esistenza di un regolamento per la pratica del biologico e l’allestimento di corsi di formazione. Il ritrovo è alle ore 15.00 al parcheggio del supermercato Pam di Viale Trento. Maggiori informazioni e iscrizioni e-mail: verde@comune.montecchio-maggiore.vi.it