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Nutrie, via libera all’eradicazione, Giunta del Veneto approva piano triennale

NutriaArriva il piano triennale per la lotta alle nutrie in Veneto, finalizzato all’eradicazione del roditore, responsabile di danni ingenti a colture, arginatura e sponde dei fiumi nella pianura veneta. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore all’Agricoltura e alla caccia Giuseppe Pan, ha approvato il Piano che dà le indicazioni, da qui al 31 dicembre 2019, agli enti pubblici e ai privati su come contrastare la specie infestante. La Regione Veneto dà così piena attuazione alla legge regionale 15 del 2016 “Misure per il contenimento finalizzato alla eradicazione della nutria (Myocastor coypus), in sintonia con le più recenti disposizioni nazionali ed europee.

Rete pubblico-privata coordinata dalla Regione. Il piano stabilisce che ad occuparsi del controllo/eradicazione del roditore, importato nel 1929 dal Sud America e moltiplicatosi in modo incontrollato per assenza di antagonisti, dovrà essere una rete di soggetti, pubblici e privati, coordinata dalla Regione. Ne fanno parte, in qualità di soggetti pubblici, le Province, la Città metropolitana di Venezia, Comuni, Consorzi di bonifica, enti parco e gestori delle riserve naturale e dei siti di rete Natura 2000. Ma anche i proprietari dei fondi, i cacciatori, le guardie venatorie, le guardie giurate, gli operatori della vigilanza idraulica, possono intervenire – come volontari autorizzati – nel controllo alle nutrie. Le nutrie dovranno essere catturate con gabbie-trappole, oppure potranno essere abbattute direttamente con armi da fuoco dagli agenti della polizia provinciale e locale, dal personale dei parchi e da operatori adeguatamente formati e coordinati dalle Province o dai proprietari dei terreni e dai cacciatori purché muniti dei requisiti previsti per legge.

Riconosciuta specie nociva. Operatori abilitati, proprietari dei fondi e cacciatori dovranno indossare un apposito giubbotto di riconoscimento ad alta visibilità. Il piano vieta in modo assoluto l’uso di veleni e di metodi non selettivi, che potrebbero colpire altre specie, ma non pone alcun limite al ‘prelievo’ dei capi, visto l’obiettivo ultimo dell’eradicazione della specie in questione. “In base alla nuova normativa nazionale – spiega Pan – le nutrie non sono più considerate fauna selvatica, ma sono state riconosciute “specie nociva”, alla stregua di altri animali infestanti e dannosi, come topi, ratti, arvicole e talpe”. Il Piano dettaglia come dovranno essere organizzati i corsi di formazione per gli agenti, le guardia e gli operatori incaricati della caccia, le norme comportamentali di sicurezza, chi dovrà occuparsi dello smaltimento delle carcasse (i Comuni), le modalità di caccia applicabili nei parchi e nelle aree protette (sono consentite le gabbie e trappole ma non le doppiette), i metodi di cattura e di soppressione, con relativi limiti previsti per le aree protette e le zone umide (dove sarà consentito solo l’uso di pallini atossici).

Monitoraggio annuale. “Con l’entrata in vigore del Piano regionale di eradicazione, nel rispetto del parere dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione  e la ricerca ambientale – conclude l’assessore – la Regione del Veneto fornisce indicazioni a tutta la “filiera” degli Enti pubblici deputati al contrasto delle nutrie, superando ogni possibile incertezza o ambiguità, e mette in sinergia gli interventi dei Corpi di polizia provinciale e locale con l’azione dei proprietari e dei privati cittadini che, su base volontaria e previa debita autorizzazione e formazione, potranno collaborare al Piano regionale nel rispetto dell’ambiente e della sicurezza dei cittadini. Da ultimo la Regione sarà impegnata a monitorare, anno per anno, l’efficacia del Piano valutando in questo modo i risultati delle operazioni di contenimento ed eradicazione delle nutrie.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Fitofarmaci: Giunta del Veneto approva, prima in Italia, il regolamento che ne limita l’utilizzo nelle aree urbane e che vieta gli erbicidi, a breve in arrivo le linee d’indirizzo per le aree rurali

AmbienteLa Giunta regionale del Veneto ha approvato lunedì 1 agosto 2016 un importante provvedimento in materia di prodotti fitosanitari. “Nell’ottica di ridurre l’utilizzo dei principi attivi dei fitofarmaci sono stati dati una serie di indirizzi per un corretto impiego delle sostanze fitosanitarie, proponendo un protocollo tecnico e un regolamento comunale adottabile da tutti i Comuni del Veneto, applicabile nelle aree pubbliche e private frequentate dalla popolazione quali parchi, giardini, aree verdi e confinanti con plessi scolastici, aree cimiteriali e in prossimità a strutture sanitarie individuando preliminarmente le aree frequentate dalla popolazione. Inoltre, l’articolo 11 della proposta di regolamento comunale vieta l’uso degli erbicidi, obbligando gli operatori a eseguire pratiche alternative al diserbo chimico, salva eventuale deroga approvata dai Sindaci”, ha spiegato Giuseppe Pan, assessore regionale all’Agricoltura.

Lavoro congiunto. Gli indirizzi regionali approvati dalla Giunta nascono da un lavoro congiunto promosso dalle strutture regionali competenti in materia di Agricoltura, Ambiente, Sanità e i diversi portatori di interesse – associazioni dei Comuni, organizzazioni professionali agricole, associazioni ambientaliste – accomunate dallo stesso interesse, ossia quello di utilizzare correttamente i presidi fitosanitari, specialmente nelle aree frequentate dalla popolazione.“Siamo i primi in Italia a formulare una proposta di questo genere, che consente di applicare la disciplina del Piano Nazionale Fitosanitari (DM 22 gennaio 2014) e di rispondere in via immediata ai cittadini che chiedono garanzie sulla qualità di vita e dell’ambiente circostante. In questo modo sarà anche possibile monitorare l’utilizzo dei prodotti fitosanitari da parte delle Amministrazioni comunali e seguirne nel tempo l’evoluzione in modo da adattare nel tempo le migliori strategie gestionali sul territorio veneto,  ha aggiunto Pan.

Regolamento e protocollo tecnico utilizzabli dai comuni entro agosto. “Stiamo già lavorando al fine di definire delle linee di  indirizzo, all’interno del Piano di Azione Nazionale Fitosanitari, per l’attuazione di misure specifiche per le aree rurali, i vigneti e le colture specializzate. L’obiettivo è quello di sviluppare e sostenere, attraverso la costituzione di un tavolo di lavoro ad hoc, le pratiche di agricoltura biologica e integrata”, ha assicurato l’assessore. Il regolamento e il protocollo tecnico saranno utilizzabili dai Comuni il giorno dopo la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Veneto, previsto entro due settimane a partire dall’1 agosto.

Fonte: serivizo stampa Regione Veneto

Giardinaggio professionale, nuove norme, d’ora in poi solo giardinieri qualificati e materiale organici esclusi dalla disciplina dei rifiuti

NOVITà NORMATIVE 2016(di Alessandro Bedin) A luglio 2016, in fatto di giardinaggio professionale, è avvenuto un cambiamento rilevante per migliorare la qualità e la competenza del comparto. Con un combinato normativo, infatti, sono stati approvati due articoli fondamentali.

D’ora in poi, solo giardinieri qualificati. L’art. 12 del DDL 1368-B ha stabilito che, per esercitare l’attività di manutenzione del verde, è necessario che le “imprese agricole, artigiane e industriali, iscritte al registro delle imprese, debbano aver conseguito un attestato di idoneità che accerti il possesso di adeguate competenze”; ovvero non sarà più possibile che ci siano giardinieri improvvisati ma solamente “giardinieri qualificati”. Sarà importante, ora, che le Regioni provvedano a dare compimento e definizione a questo passaggio così qualificante disciplinando “le modalità per l’effettuazione dei corsi di formazione ai fini dell’ottenimento dell’attestato” previsto per legge.

Materiale organici esclusi dalla disciplina dei rifiuti. Con l’art. 41 della stessa norma, poi, è stato modificato parte dell’articolo in materia di esclusione dalla gestione dei rifiuti – punto f) art. 185 del D.Lgs. 152/2006 – includendo nello stesso anche “la paglia, gli sfalci e le potature… nonché ogni altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso destinati alle normali pratiche agricole e zootecniche o utilizzati in agricoltura, nella selvicoltura o per la produzione di energia da tale biomassa, anche al di fuori del luogo di produzione ovvero con cessione a terzi, mediante processi o metodi che non danneggiano l’ambiente né mettono in pericolo la salute umana”. Questo comporta l‘esclusione dei materiali organici dalla disciplina dei rifiuti e il loro riutilizzo-reimpiego per i normali scopi di miglioramento del suolo e/o per scopi energetici. Ciò fa venir meno procedure formali vincolanti rispetto materiali naturali organici indispensabili per la fertilità del suolo e per tentare di evitare un latente processo di desertificazione già purtroppo in atto. Tali novità sono altri piccoli passi, con le norme che sono seguite alla prima importante del settore (L. 10/2013 “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”), per cercare, speriamo, di mettere la realtà italiana di giardinaggio e paesaggistica al passo con quella Occidentale, in generale, e Mittel-Nord Europea, in particolare. Che ci precedono, in questo settore, di almeno trent’anni.

Direttiva nitrati, Regione Veneto approva il Programma di azione, 60 giorni di consultazione

nitratiLa Giunta del Veneto ha approvato il nuovo testo del Programma d’Azione che disciplina l’uso degli effluenti di allevamento, dei digestati, delle acque reflue e dei fertilizzanti azotati nelle zone designate come vulnerabili ai nitrati, ai sensi dell’omonima direttiva europea,  e a seguito della recente pubblicazione del “decreto ministeriale effluenti” approvato il 25 febbraio scorso.

La direttiva europea ha stabilito che gli Stati membri individuino ambiti territoriali più fragili sotto il profilo delle acque superficiali e profonde (vulnerabili ai nitrati), al cui interno va applicata una regolamentazione particolarmente rigorosa, appunto i “Programmi d’Azione”. Tali programmi vanno riesaminati periodicamente, per adeguare le misure di salvaguardia alle condizioni dello stato dell’ambiente che risultassero modificate sulla base dei monitoraggi sulle diverse componenti ambientali. Secondo i rilievi effettuati dall’Arpav, le matrici aria, acqua e suolo del Veneto presentano degli indicatori in diminuzione per quanto riguarda la presenza di nitrati.

60 giorni di consultazione. “Dopo un percorso interdisciplinare di analisi e revisione normativa durato quasi un anno – sottolinea Giuseppe Pan, assessore all’Agricoltura regionale –  decorrono dal 26 luglio 2016 i 60 giorni di consultazione pubblica previsti dal procedimento di Valutazione Ambientale Strategica – VAS – che coinvolge il partenariato regionale e i singoli cittadini. Questa fase è propedeutica alla raccolta di tutte le osservazioni ambientali provenienti dal territorio, che saranno valutate dai tecnici regionali preposti”. “Lo sforzo di riordino e di integrazione normativa apportato dal Programma di Azione è stato significativo – dice Pan – e la formulazione di un testo unico, coordinato, semplificato e integrato con le disposizioni vigenti, renderà possibile una gestione agronomica chiara e ponderata degli effluenti e dei materiali assimilati, applicando un distinguo sulle regole da applicare nelle zone vulnerabili e sul resto del territorio regionale”.

Fonte: Servzio Stampa Regione Veneto

 

Rifiuti, da cellulari a phon, arriva la consegna gratuita ai distributori

smartphoneTelefoni cellulari, tablet e smartphone, ma anche phon e rasoi: tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche inferiori a 25 cm, quando non più utilizzabili, ora vale la regola dell’1 contro 0. Potranno cioè essere portate gratuitamente presso i distributori con superficie superiore ai 400 metri quadri, che hanno l’obbligo di raccoglierle senza che il cittadino debba acquistare altri prodotti analoghi.

È l’effetto della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il decreto “1 contro 0”, firmato dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che spiega: “Con questo decreto vogliamo evitare che quelle piccole e grandi tecnologie che fanno parte della vita quotidiana dei cittadini diventino nel loro fine vita un rifiuto e quindi un costo per tutti. Devono invece essere, come insegnano i positivi dati nella raccolta dei Raee in Italia, una risorsa della filiera dell’economia circolare, cui l’Italia è avviata con grande determinazione e da oggi con un utilissimo strumento in più”.

RAEE conferibili, la segnalazione a cui l’utente deve porre attenzione. Per i distributori, gli oneri derivanti dalla gestione dei rifiuti conferiti presso i loro locali sono stati semplificati e in parte allineati con quanto già previsto dalle modalità di raccolta “1 contro 1” in vigore dal 2010. Sono disciplinate le caratteristiche del punto di raccolta messo a disposizione dei cittadini, che dovrà essere liberamente e facilmente fruibile, essere adeguatamente segnalato e riportare visibilmente l’indicazione delle tipologie di RAEE conferibili. Nel decreto ci sono poi le modalità con le quali allestire, nelle pertinenze del locale vendita, un deposito preliminare in cui conferire i RAEE prima del loro ritiro da parte degli operatori per il successivo invio a recupero. Gli adempimenti che garantiscono la corretta tracciabilità dei rifiuti che sono stati adeguatamente semplificati per facilitare la rapida diffusione del sistema di raccolta. Nel caso dei distributori più piccoli, sotto i 400 metri quadri, il ritiro può avvenire in maniera facoltativa.

Fonte: Servizio Stampa Ministero dell’Ambiente

Ma l’agricoltura, “consuma” l’acqua? Anbi confuta con i dati la percezione esterna negativa.

acqua3Secondo la Direttiva Comunitaria 2000/60, si respira una diffusa percezione “negativa” dell’impatto dell’agricoltura sulle tematiche ambientali. Spesso l’agricoltura è accusata di sprecare l’acqua. Alcune metodologie/indicatori (es. impronta idrica) contribuiscono alla diffusione di questa opinione, divulgando risultati di analisi che tengono conto solo di alcuni elementi. Andrea Crestani, Direttore di Anbi Veneto (Unione Regionale Consorzi Gestione e Tutela del Territorio e Acque Irrigue) è intervenuto a smentire queste tesi a Palazzo del Bò a Padova nel corso della giornata studio organizzata dalla Sezione Veneta dell’Associazione Idrotecnica Italiana (A.I.I.- Sez.Veneta) “Le acque dei fiumi veneti” con una relazione dal titolo “Risorse idriche per l’agricoltura in Veneto con la Direttiva 2000/60″.

Esternalità positive. “Contrariamente ad un’opinione diffusa – per Crestani -, la pratica agricola svolta con il supporto dell’irrigazione ha delle esternalità positive con un valore per la collettività che non viene però «quantificato» dal mercato”. Per esternalità positive si intendono gli effetti benefici che, non remunerati, ricadono su uno o più soggetti grazie allo svolgimento di un’attività da parte di terzi, ovvero i consorzi con la pratica irrigua. Dall’intervento di Crestani emerge come l’irrigazione prevenga il degrado del suolo, la desertificazione e contribuisca a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. Sempre grazie alla pratica irriga si contribuisce al mantenimento della biodiversità e alla vificazione dei corsi d’acqua, si ricarica la falda, alimentando i fiumi e le risorgive e si contrasta la risalita del cuneo salino. “Non viene invece calcolato che se in Italia si è generata una pratica così importante è perché irrigando si crea ambiente, occupazione, produttività, maggiore sicurezza alimentare ed una miglior qualità del prodotto – chiosa Crestani-.”

In Veneto ogni anno vengono erogati 5 miliardi di metri cubi di acqua, di cui il 95% derivante da acque superficiali ed il rimanente 5% da acque sotterranee. Le superfici agricole soggette ad irrigazione ammontano a 600mila ettari, 400mila di soccorso e 200mila strutturata. Le aree agricole sono dotate di una rete di canali di servizio consortile di circa 18500 km di cui 10000 km di tipo promiscuo e 8500 ad uso irriguo esclusivo. La disponiblità idrica e la gestione dell’irrigazione da parte dei Consorzi permette la coltivazione di 504mila ettari a seminativo, 76mila ettari di vigneti, 27720 ettari di orticole e 15mila ettari di frutteti, per una produzione agricola lorda di 5,5 miliardi di euro all’anno, con un valore di esportazione di 420milioni di euro (22% sul totale nazionale).

Bilancio ambientale. Per quantificare le esternalità positive dell’irrigazione, un valido supporto per l’analisi dei costi-benefici dell’attività irrigua è lo strumento del bilancio ambientale, previsto anche dalla Legge Regionale 12 del 2009. “E’ uno strumento con funzione conoscitiva e di supporto alle decisioni, per rilevare, gestire e comunicare i costi e i benefici ambientali di tutte le attività del Consorzio, redatto al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile e valorizzare la valenza ambientale delle azioni consortili – conclude Crestani –”. Si tratta quindi di un metodo indiretto di valutazione che si avvale di una relazione di sostituibilità e/o complementarietà esistente tra un bene privo di mercato (ovvero le esternalità positive dell’irrigazione) e altri beni con un proprio valore economico.”

Fonte: Servizio Stampa Anbi

Fondi europei, bando Regione Veneto per contributi a nuove imprese naturalistiche, domande per via telematica dal 30 luglio al 4 ottobre 2016

Oasi naturalistica di Ca' di Mezzo

Oasi naturalistica di Ca’ di Mezzo

La Giunta del Veneto ha approvato il bando per l’erogazione di contributi a nuove imprese naturalistiche, con risorse del POR FESR 2014-2020 che ammontano a 1 milione di euro. “Si tratta – spiega l’assessore al territorio, cultura e sicurezza, Cristiano Corazzari – di una linea di finanziamento per incentivare gli investimenti in moderne attività imprenditoriali operanti nell’ambito della promozione, conservazione e tutela del patrimonio naturale, anche con metodi innovativi”.

Uno dei principali obiettivi è quello di incrementare la fruibilità degli ambienti naturali, con metodi innovativi di visita, attraverso lo sviluppo dell’attività delle aziende operanti in questi contesti. Le iniziative dovranno essere finalizzate ad aumentare l’attrattività delle aree coinvolte e quindi del numero dei visitatori, ma contribuire nel contempo a sensibilizzare a un uso cosciente e rispettoso delle risorse ambientali, consentendo a tutta la popolazione di usufruire di un indotto che favorirà il miglioramento del contesto sociale ed economico entro cui operano le stesse imprese finanziate. Gli interventi interessati al bando potranno essere realizzati, tra l’altro, nelle aree della Rete ecologica regionale, in quelle naturali protette, in quelle destinate a parco, nelle zone appartenenti alla rete Natura 2000, nei corridoi ecologici e in quelle che rientrano nel patrimonio dell’Umanità e riserva di Biosphera MAB secondo le definizioni dell’UNESCO.

Saranno ammesse alle agevolazioni le imprese naturalistiche, ovvero micro, piccole e medie imprese (PMI), indipendentemente dalla loro forma giuridica, che svolgono attività di promozione e valorizzazione dei siti di importanza naturalistica. Tra le spese ammissibili, quelle per la realizzazione di opere strutturali, murarie e di impiantistica, per l’acquisto di attrezzature, allestimenti, attrezzature (es.: binocoli, racchette da neve, canoe, slitte, bici, GPS, kayak, sci), dispositivi informatici e software, piccoli mezzi motorizzati e piccole imbarcazioni, per attività promozionali, per la creazione di siti internet, per spese di progettazione e consulenze, ecc.

Le domande di partecipazione al bando devono essere presentate nel periodo compreso tra il 30 luglio e il 4 ottobre 2016, esclusivamente per via telematica, attraverso il Sistema Informativo Unificato della Programmazione Unitaria (SIU) della Regione. Il sostegno alle iniziative sarà pari al 70% della spesa ammessa e comunque nel limite minimo di 14 mila euro e massimo di 105 mila euro di contributo. Non sono ammesse domande di partecipazione i cui progetti comportino spese per un importo inferiore a 20 mila euro.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Argini dei fiumi monitorati in wireless, tecnologia per ridurre rischio alluvioni

Esercitazione nel Parco Retrone a Vicenza

Esercitazione nel Parco Retrone a Vicenza

Ridurre il rischio alluvioni attraverso non solo grandi interventi infrastrutturali, ma anche con l’applicazione delle più sofisticate tecnologie, usate per monitorare la rete idrica e comprenderne, così, lo stato di salute in modo da prevenire le emergenze. Questo il tema al centro del COWM, Citizen Observatories for Water Management, tenutosi nei giorni scorsi a Venezia e organizzato dall’Autorità di Bacino dei Fiumi dell’Alto Adriatico, sotto l’alto patrocinio della Commissione Europea, del Ministero per l’Ambiente e della Protezione Civile Nazionale.

100 km di argini lungo il Bacchiglione monitorati dalla Regione Veneto. Durante il convegno sono stati presentati alcuni significativi esempi relativi a corsi d’acqua in cui, negli ultimi anni, si sono verificate disastrose rotture con importanti eventi alluvionali. “Dopo la rottura del Frassine a Prà di Botte (PD) , la più grave avvenuta nel corso dell’alluvione del 2010 in Veneto con una fuoriuscita di oltre 25 milioni di metri cubi d’acqua, è stato realizzato un importante intervento di ricostruzione – ha spiegato Tiziano Pinato, dipartimento Difesa del Suolo Regione Veneto – e tuttavia, le indagini georadar e in tomografia hanno evidenziato che esiste ancora un problema di infiltrazione che indebolisce l’argine, che resta quindi sotto stretta osservazione”. Dopo questo primo monitoraggio, la Regione Veneto ha scelto di indagare ben 100 chilometri di arginature lungo il corso del Bacchiglione (per un costo contenuto di 150 euro al chilometro), dalla zona sud di Vicenza fino al Padovano, l’area più ad alto rischio in Veneto. “Un’indagine che ci ha dato una ricostruzione tridimensionale dello stato di salute degli argini, rilevando temperature in profondità e presenza di acqua e che – ha aggiunto Pinato – ci consente oggi di vedere i punti di criticità su cui intervenire: come a monte di Ponte San Nicolò (PD) dove è stata rilevata un’infiltrazione ed è stato possibile intervenire prevenendo una rottura”.

Sperimentazione in atto nel Modenese. Per quanto riguarda il monitoraggio in tempo reale dello stato di salute degli argini, la prima sperimentazione italiana è in corso da gennaio lungo il Secchia, nel tratto dove aveva rotto a Cavezzo (MO) grazie alla collaborazione tra AIPO, Agenzia Interregionale per il Po e CAE Spa, azienda leader nel settore delle tecnologie di acquisizione dati a scopo di protezione civile. Nel Modenese è stata introdotta la tecnologia WSN (Wireless Sensor Network): “Una stazione di monitoraggio multirischio – spiega Guido Bernardi, CAE spa – raccoglie i dati di sensori disposti a maglia su tutto il tratto arginale consentendo di trasmettere in tempo reale dati relativi a temperature o movimenti a diverse profondità. La centralina di monitoraggio funziona in ogni condizione: è alimentata con fotovoltaico e trasmette anche via radio, evitando così quelle interruzioni possibili nei casi di black out”. Una sola centrale può monitorare e inviare in diretta su App ai tecnici, i dati per un tratto fino a 2 km (con 10 punti di monitoraggio) per un investimento di 150mila euro.

Osservatori dei Cittadini . “Abbiamo da poco approvato il nuovo Piano del Rischio Alluvioni per l’area del Nordest italiano – spiega Michele Ferri, responsabile progetti speciali Autorità di Bacino Alto Adriatico – che ha posto come obiettivi non solo interventi infrastrutturali ma anche la riduzione del danno per le popolazioni. L’investimento in tecnologie ci permette analisi dei dati e individuazione delle priorità. E in questo senso, il monitoraggio arginale, per un territorio ad alto rischio alluvione come il Nordest dove gli argini sono spesso vecchi di secoli, rappresenta un obiettivo strategico così come gli Osservatori dei Cittadini”. “Dopo decenni in cui il cittadino è stato impotente di fronte alla devastazione urbanistica del territorio, oggi le comunità sono rimesse al centro della governance delle acque – ha aggiunto il direttore Anbi Veneto, Andrea Crestani – sia attraverso gli Osservatori dei Cittadini, al centro di COWM, ma anche con i Contratti di Fiume, strumenti strategici di pianificazione territoriale attraverso la partecipazione dal basso”. “In questo convegno, si è dimostrato come la vicinanza tra Regione del Veneto, Consorzi di Bonifica, Auorità di Bacino e società private come CAE – ha concluso il presidente Anbi Veneto, Giuseppe Romano – possa produrre, soprattutto in una fase di crisi economica come questa, ottimi risultati sul piano della sicurezza idrogeologica”.

 

Fonte: Servizio Stampa Cowm2016

 

17 giugno 2016, a Mirano (Ve) workshop per giornalisti a tema ambientale proposto da Argav in collaborazione con Anbi Veneto

Golena di nuova realizzazione Trebaseleghe (Padova)

Golena di nuova realizzazione a Trebaseleghe (Pd) foto Consorzio di bonifica Acque Risorgive

I collegi giornalisti hanno ancora possibilità di iscriversi al corso di aggiornamento professionale (8 crediti formativi) “L’attività del Consorzio di bonifica nell’area metropolitana di Venezia“, che si terrà a Mirano (VE) venerdì 17 giugno nella sede del Consorzio di bonifica Acque Risorgive (via G. Marconi 11), promosso da Argav sotto l’egida dell’Ordine dei Giornalisti e con l’organizzazione di Anbi Veneto. L’iscrizione può essere fatta attraverso la piattaforma Sigef nel sito dell’Ordine oppure, comunicandolo, anche presentandosi la mattina del corso.

Programma. 09.00/10.30. Inizio dei lavori. Interventi di Carlo Bendoricchio, direttore del Consorzio di bonifica Acque Risorgive, “Illustrazione delle attività di sicurezza idraulica e disinquinamento della Laguna di Venezia“; Carlo Casoni, settore Ambiente e Territorio del Consorzio di bonifica Acque Risorgive, “Ambiente e riqualificazione“; Andrea Crestani, direttore Anbi Veneto (Unione Regionale Consorzi Gestione e Tutela del Territorio e Acque Irrigue), “Nuovi strumenti di concertazione (Contratti di Fiume)”. 10.30/11.00/13.30. Trasferimento in pullman per la visita guidata “Scorzè, nuovo casello autostradale, ambiente metropolitano, sistemazioni nuovo passante autostradale, casse espansione“; “Mogliano Veneto, impianto idrovoro Simionato, impianto idrovoro di Tessera in interconnessione con Campalto“. 13.30: pausa pranzo. 14.30/16.30. Visita guidata all’area di fitodepurazione di Favaro Veneto e all‘Oasi di Gaggio o bosco di Mestre. 16.30. Rientro e chiusura della giornata.

Consumo del suolo. A Padova, un gruppo di giovani famiglie di un quartiere cittadino dà avvio a Pacta, Progetto di Acquisto Collettivo di Terreno Agricolo

Il PresidioPacta è un acronimo coniato a fine 2014 da alcune giovani famiglie del quartiere Sacro Cuore-Altichiero di Padova e sta per Progetto di Acquisto Collettivo di Terreno Agricolo. Si tratta di un’azione di protesta nata per dire no alla continua cementificazione del territorio attraverso un progetto concreto che vuole porsi anche come riferimento per tutti coloro che ritengono sia impensabile ulteriore consumo di suolo nella città di Padova.

Rush finale. Questa sera, mercoledì 15 giugno, alle 19.30, al circolo Wigwam Il Presidio di Padova (Camin-via delle Gramogne 41), sarà presentato un questionario (cartaceo e online) che aiuterà a definire la tipologia del progetto. Durante la presentazione, sarà possibile cenare con la formula del “buffet condiviso”, in cui chiunque dei partecipanti porta qualcosa.

Ingresso libero. Alle 21.15 ci sarà la proiezione del documentario Bioresistenze di Guido Turus, (qui il trailer) che nasce dal progetto Bioresistenze della Confederazione Italiana Agricoltori (Cia), e che guarda a un’agricoltura che si pone a salvaguardia dell’ambiente e a tutela del territorio e della biodiversità del paesaggio, nonché a salvaguardia dei diritti e della legalità laddove legalità non significa astratto principio di osservanza positiva delle leggi ma costituzione di uno spazio in cui le persone si sentono cittadini e i diritti di tutti vengono realizzati e attuati. Al termine della proiezione ci sarà l’incontro con l’autore e una degustazione di alcune specialità territoriali offerte dal Circolo Wigwam Il Presidio. Ingresso libero, info e contatti ilpresidio@wigwam.it cell. 338-4238191.

Fonte: Circolo Wigwam Il Presidio