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Lotta contro la proliferazione delle nutrie, convenzione Regione-Consorzi di bonifica

“Inauguriamo un nuovo corso nell’affrontare la proliferazione delle nutrie. I Consorzi di bonifica si mettono a disposizione della Regione del Veneto per risolvere un problema non più rinviabile. Lo fanno in virtù della loro capillare presenza sul territorio e della cura con la quale, quotidianamente, operano nel tenere in efficienza la rete idraulica e prevenire frane e smottamenti. È un lavoro troppo spesso vanificato proprio da questa specie aliena, con danni che affliggono l’agricoltura e, in senso più ampio, la sicurezza di tutti i cittadini, visto che le sommità arginali sono spesso sormontate da infrastrutture viarie e vista l’importanza che gli argini hanno nel difendere campagne e centri abitati dagli allagamenti”.

Ad affermarlo è Alex Vantini, presidente di ANBI Veneto, l’associazione che riunisce i consorzi di bonifica, in relazione alla convenzione sottoscritta lo scorso 29 maggio tra Regione del Veneto e Consorzi di Bonifica relativa al progetto “Incentivare le operazioni di controllo della nutria”. – “Ringraziamo l’assessore regionale al Territorio e alla Caccia Cristiano Corazzari che, promuovendo e sostenendo economicamente il progetto, sta dando una risposta concreta ai segnali d’allarme lanciati dai nostri uomini e dagli agricoltori impegnati, sotto la pioggia o sotto il sole scottante, nei territori solcati dai canali in gestione consortile”.

Fonte: servizio stampa Anbi Veneto

Cura dei luoghi e cultura del paesaggio e del giardino, al via le borse di studio per un percorso di ricerca, scadenza il 29 agosto

Laureati e post laureati italiani e stranieri hanno tempo fino a venerdì 29 agosto 2025 alle ore 12 per partecipare al bando per le borse di studio sul paesaggio istituite annualmente dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, per sostenere giovani laureati desiderosi di intraprendere un percorso di ricerca nel campo della cultura del paesaggio e del giardino, e della cura dei luoghi.

Le borse di studio sono indirizzate a tre aree tematiche che corrispondono al profilo culturale e al campo operativo di tre figure fondamentali per il lavoro scientifico della Fondazione fin dalla sua istituzione: Sven-Ingvar Andersson (Progetto di paesaggio), Rosario Assunto (Teorie e politiche per il paesaggio) e Ippolito Pizzetti (Natura e giardino).

L’undicesima edizione, 2025/2026, prevede l’attivazione di due borse di studio residenziali e semestrali (15 gennaio 2026-15 luglio 2026), ognuna corrispondente a una delle tre aree tematiche, a scelta del candidato. Saranno privilegiate proposte dai contenuti originali, innovativi e coerenti con l’indirizzo scientifico della Fondazione.

Il valore di ciascuna borsa è fissato in euro 10.000,00 (lordi).  Le borse sono destinate a laureati (laurea magistrale) e post laureati italiani e stranieri, che non abbiano compiuto i 40 anni alla data del 31 agosto 2025. Non possono concorrere i titolari di assegni di ricerca, né coloro i quali ricoprano un impiego pubblico o privato e svolgano una qualunque attività lavorativa in modo continuativo. Il modulo per la candidatura è disponibile, con il bando, nel sito http://www.fbsr.it

Fonte: servizio stampa Fondazione Benetton Studi Ricerche

Mari dell’Unione Europea: le navi che inquinano passano ancora tra le maglie dei controlli

In una relazione pubblicata lo scorso 4 marzo, la Corte dei conti europea suona l’allarme: navi e imbarcazioni continuano a inquinare i mari dell’Unione Europea. Sebbene la normativa UE mostri miglioramenti e sia a volte più rigorosa delle norme internazionali, la sua applicazione da parte dei 22 Stati membri costieri europei è lungi dall’essere soddisfacente. Le azioni volte a prevenire, affrontare, monitorare e sanzionare i vari tipi di inquinamento provocato dalle navi non sono all’altezza del compito – avverte la Corte.

La normativa dell’Unione Europea incorpora le norme internazionali applicabili, a volte con requisiti ancora più rigorosi, in settori quali l’inquinamento da idrocarburi, i relitti delle navi e le emissioni di zolfo. Tuttavia, la Corte dei conti europea segnala che vi sono anche lacune che l’UE deve ancora colmare, specie per quel che riguarda i rischi di inquinamento.

Per esempio, è ancora possibile per gli armatori eludere l’obbligo di riciclo dei materiali delle navi scegliendo una bandiera di uno Stato non-UE prima di procedere con lo smantellamento. I dati parlano da soli: nel 2022 una nave su sette nel mondo batteva bandiera di uno Stato dell’UE, ma tale cifra scendeva del 50 % per il parco navi a fine ciclo di vita. Analogamente, le norme UE sui container persi in mare sono tutt’altro che a tenuta stagna. In primo luogo, non vi è garanzia che tutte le perdite siano dichiarate; in secondo luogo, vengono recuperati pochissimi container.

“L’inquinamento marino provocato dalle navi rimane un grave problema e, nonostante una serie di miglioramenti negli ultimi anni, l’azione dell’UE non è realmente in grado di tirarci fuori dalle cattive acque”, ha affermato Nikolaos Milionis, il Membro della Corte responsabile dell’audit. “In realtà, si stima che più di tre quarti dei mari europei abbiano un problema di inquinamento e, dunque, l’ambizioso obiettivo di raggiungere un inquinamento zero per proteggere la salute delle persone, la biodiversità e gli stock ittici non è ancora in vista”.

La Corte osserva inoltre che i paesi dell’UE sottoutilizzano strumenti – quali ad esempio una rete di navi pronte a intervenire in caso di sversamenti di idrocarburi oppure il rilevamento tramite droni – dei quali l’UE li ha dotati per aiutarli a combattere l’inquinamento provocato dalle navi. Un esempio lampante è il sistema europeo di sorveglianza satellitare per il rilevamento di chiazze di idrocarburi (CleanSeaNet), che consente la sorveglianza e il rilevamento precoce di possibili casi di inquinamento. Nel periodo 2022-2023, tale sistema ha individuato in totale 7.731 possibili sversamenti nei mari dell’UE, per lo più in Spagna (1462), Grecia (1367) e Italia (1188).
La Corte ha però constatato che gli Stati membri si sono attivati per meno della metà di queste segnalazioni, confermando l’inquinamento solo nel 7 % dei casi, anche a causa del tempo trascorso tra l’acquisizione dell’immagine satellitare e l’effettivo controllo dell’inquinamento.

La Corte ha inoltre rilevato che le autorità degli Stati membri non espletano sufficienti ispezioni preventive delle navi e che le sanzioni per gli inquinatori restano miti. Coloro che scaricano illegalmente in mare sostanze inquinanti sono raramente soggetti a sanzioni efficaci o dissuasive e l’azione penale è rara. Analogamente, pochi Stati membri segnalano violazioni relative al recupero di attrezzatura da pesca abbandonata, persa o dismessa.

Nel complesso, la Corte conclude che né la Commissione né gli Stati membri monitorano appieno i fondi UE utilizzati per contrastare l’inquinamento delle acque marine. Non dispongono di una visione d’insieme dei risultati effettivamente ottenuti, né delle modalità con cui questi ultimi potrebbero essere replicati su scala più ampia. Al contempo, dall’audit è emerso che l’UE ha difficoltà a monitorare l’inquinamento provocato dalle navi. L’effettivo ammontare di sversamenti di idrocarburi, di sostanze contaminanti e di rifiuti marini provenienti dalle navi resta sconosciuto, così come non si conosce l’identità di chi inquina.

Fonte: servizio stampa Corte dei conti europea

Corso gratuito on line sulla resilienza dei territori Mediterranei

Diamo notizia di un’iniziativa utile a implementare buone pratiche per la resilienza dei territori agricoli e forestali ai rischi climatici. Si tratta di ResAlliance, progetto finanziato dal programma Horizon Europe, dedicato a rafforzare la resilienza dei paesaggi nella regione mediterranea identificando le principali sfide ambientali  e promuovendo soluzioni nei settori forestale e agricolo.

Come parte di questa iniziativa, è stato lanciato il MOOC “Resilience for Mediterranean Landscapes” – un corso online gratuito (in inglese) pensato per fornire a professionisti della silvicoltura e dell’agricoltura, decisori politici, studenti e portatori di interesse le conoscenze e gli strumenti necessari per affrontare queste urgenti sfide.

Il corso è condotto dai migliori ricercatori di 16 istituzioni europee con un approccio pratico (saranno presentati casi studio reali da Spagna, Italia, Grecia, Portogallo e Cipro), disponibile on-demand, sempre accessibile, con scenari e soluzioni concrete a livello locale.

Iscriversi è semplice e gratuito: basta registrarsi alla LandNet, lpiattaforma per i portatori di interesse, e accedere alla pagina “Course” utilizzando le credenziali della LandNet.

27 giugno, al Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (Padova), il corso Odg Veneto in collaborazione con Argav su cambiamenti climatici e salute umana

Il cambiamento climatico è una realtà che sta trasformando il volto anche del nostro territorio. A questo riguardo, venerdì 27 giugno, dalle 18.30 alle 20.30, si svolgerà al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Padova) il corso di formazione giornalisti organizzato da Odg Veneto in collaborazione con Argav dedicato a “Cambiamenti climatici e salute umana”.
Relatori  del corso, moderato dal presidente Argav Fabrizio Stelluto, saranno Giuseppe Pomarico, geologo esperto in climatologia applicata e Riccardo Panigada, giornalista scientifico, esperto di biomedicina, socio Argav. Iscrizione al corso piattaforma formazione giornalisti (2 crediti).

Il corso si propone di illustrare in modo rigoroso, ma accessibile, gli impatti concreti dei cambiamenti climatici sui mesoclimi del Nord-Est italiano, attraverso l’analisi di dati aggiornati, scenari previsionali e casi di studio emblematici. Particolare attenzione sarà data alle proiezioni regionali con un focus sull’agricoltura, sulla gestione delle risorse idriche e sulla risposta degli ecosistemi locali anche attraverso l’analisi di due casi simbolo del Nord-Est (Venezia e Marmolada); saranno illustrati i principali mutamenti registrati nella distribuzione delle piogge e nelle temperature.

Infatti, il nostro cervello inizia a soffrire al di sopra di un intervallo compreso tra i 23 e i 27 gradi centigradi e un ulteriore aumento della temperatura ambientale potrebbe anche interrompere la capacità dell’organismo di regolare la temperatura endocranica; il sonno e le capacità cognitive superiori possono, però, iniziare a soffrire in modo rilevante anche a temperature inferiori.

Questi e diversi altri cambiamenti metabolici, ma anche organici, dovuti all’eccessivo calore ambientale, che determinano rischi notevoli sia per l’integrità del Sistema nervoso centrale, sia per la nostra stabilità psichica e comportamentale, e che possono perfino aumentare le probabilità di contrarre infezioni encefaliche, saranno trattati il 27 giugno da Riccardo Panigada, socio Argav, giornalista scientifico particolarmente esperto di tematiche inerenti alla biomedicina.

Non sono più solo evidenze empiriche e osservazioni statistiche dell’epidemiologia a rilevare la correlazione tra certi squilibri metabolici e disturbi del comportamento, ma ormai molti autorevoli studi di gruppi di ricerca appartenenti a università di prestigio internazionale, dimostrano quanto effettivamente l’esposizione prolungata a temperature superiori a quelle adeguate all’organismo umano possano determinare scompensi, oltre che fastidiosi, anche notevolmente pericolosi. Ovvero la conferma arriva dalle più recenti rilevanze emerse da evidenze strumentali e di laboratorio, ottenute da scienziati impegnati nei campi delle neuroscienze, dell’endocrinologia, e dell’immunologia, poste in relazione a osservazioni della psicologia clinica.

In provincia di Padova, cinque nuove aree verdi frutto del bando “Un nuovo parco per il tuo Comune”

Este, Montegrotto Terme, Piove di Sacco, Massanzago, San Giorgio in Bosco: sono i cinque Comuni vincitori del bando “Un nuovo parco nel tuo Comune”, l’iniziativa proposta lo scorso mese di marzo dalla Provincia di Padova per rafforzare le azioni di contrasto all’inquinamento atmosferico e migliorare la qualità dell’aria. Decisiva la partecipazione di Veneto Agricoltura che fornirà le piantine forestali per i parchi in questione.

Il bando, rivolto ai Comuni, ha registrato una partecipazione significativa, segno di un crescente interesse verso politiche ambientali attive e condivise. Sono stati 14 le municipalità che hanno partecipato alla gara; relativamente agli altri Comuni in graduatoria (ma non beneficiari), il bando prevede la possibilità, nel caso di successivi finanziamenti o rinunce, di essere comunque considerati per future assegnazioni.

Attraverso l’ampliamento delle aree verdi nei territori comunali, l’obiettivo dell’iniziativa era di aggiungere alle misure già attive per il contenimento degli inquinanti, un’ulteriore azione: la realizzazione di nuovi parchi urbani capaci di incidere in modo benefico sulla qualità dell’aria a livello locale. Contestualmente, attraverso l’aumento del numero di alberi sul territorio, si ricaverà una riduzione del rumore, la protezione di risorse idriche sotterranee e un contributo alla conservazione della biodiversità. Ogni parco avrà una superficie pari a cinque mila metri quadrati e sarà realizzato secondo modelli progettuali sostenibili, con la messa a dimora di 612 piante autoctone, tra alberi e arbusti. Almeno il 30% degli esemplari piantati avrà un’altezza di oltre tre metri, mentre le restanti saranno giovani piante selezionate per la loro capacità di adattamento e resistenza.

Il progetto si inserisce in un percorso intrapreso dalle amministrazioni a partire dal 2021, a seguito della condanna inflitta all’Italia, con particolare riferimento alle regioni del Nord, dalla Corte di Giustizia Europea per i ripetuti superamenti dei limiti di PM10 nell’area della Pianura Padana. Un contesto ambientale complesso, caratterizzato da alcuni fattori che gravano come ad esempio la particolare conformazione orografica e la geografia antropica della regione caratterizzata da un’intensa attività produttiva. In linea con il Green Deal europeo e l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030, la Provincia di Padova ha avviato un piano d’azione condiviso con il Comune di Padova per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. L’incremento della superficie arborea è stato individuato come uno degli strumenti efficaci e immediatamente attuabili per dare seguito a questo impegno.

Oltre alla capacità di assorbire anidride carbonica e rilasciare ossigeno, le aree verdi contribuiscono a mitigare le ondate di calore, a ridurre il rischio idrogeologico e a migliorare il benessere psico-fisico della popolazione. La vicinanza con la natura stimola inoltre comportamenti virtuosi e orientati alla salvaguardia e al rispetto del bene comune, inteso sia come comunità umana, sia come spazio pubblico.

Al progetto “Un nuovo parco nel tuo Comune” collaborano Provincia di Padova, ETRA S.p.A. società benefit, AcegasApsAmga S.p.A. e acquevenete S.p.A. Inoltre, ci sono due partecipazioni di tipo “tecnico”: Veneto Agricoltura fornirà le essenze per la realizzazione dei parchi e il “Modulo d’impianto”, fornendo supporto tecnico ai Comuni con il Distretto del Florovivaismo di Saonara che provvederà all’intera realizzazione delle aree verdi.

Valentino Turetta, consigliere della Provincia di Padova con delega all’Ambiente: «Piantare alberi non è solo un gesto simbolico, ma una misura reale ed efficace riconosciuta anche dall’Unione Europea, che ha fissato l’obiettivo ambizioso di tre miliardi di nuovi alberi entro il 2030».

Fonte: servizio stampa Veneto Agricoltura

12-15 giugno, il Festival Cansiglio InVita tutti per approfondire, secondo un approccio “One health”, i temi legati all’ambiente e alla salute planetaria

Dal 12 al 15 giugno 2025 il Festival Cansiglio InVita accoglie cittadine e cittadini, ricercatori e ricercatrici, e stakeholder (portatori di interesse) del territorio per approfondire i legami che uniscono la salute degli esseri umani con quella degli animali, degli ecosistemi e del pianeta.Tutte le attività sono gratuite. Mentre alcune saranno ad accesso libero, per quelle a numero chiuso è richiesta la registrazione, attraverso il sito http://www.cansiglioinvita.it

Il Festival è un’occasione di conoscenza e scoperta sul campo, dedicata ai temi ambientali e alla salute planetaria, frutto di quell’equilibrio necessario tra le componenti ambientali, sociali e culturali che compongono il nostro “sistema Terra”. Quattro giornate in cui si alterneranno momenti dedicati alla ricerca e al dibattito scientifico, occasioni di divulgazione e attività esperienziali aperte al pubblico, tutte diffuse in diversi siti della Foresta del Cansiglio (Prealpi Venete e Friulane).

Si inizia la sera del 12 giugno con una proiezione a tema per poi proseguire nei giorni successivi con un calendario fitto di attività: un convegno scientifico interdisciplinare che esplora il legame esistente tra benessere, animali e cura dell’ambiente, laboratori e attività nella natura per persone di tutte le età e per gruppi con condizioni e patologie specifiche, esperienze guidate immersive e di forest bathing nel cuore della Foresta del Cansiglio, uno spazio di meditazione permanente e molto altro.

Giunto alla sua terza edizione, il Festival è promosso e organizzato dal Dipartimento TESAF (Territorio e Sistemi Agro-Forestali dell’Università degli Studi di Padova), il Gruppo di Azione Locale (GAL) Prealpi e Dolomiti, l’associazione no-profit Società Selvatica ETS, e l’AUSF Padova (Associazione Universitaria Studenti Forestali), con il patrocinio e il supporto di numerosi enti e organizzazioni del Cansiglio e di altre zone. La manifestazione si inserisce nella cornice più ampia del Progetto RINASCO – Rigenerare Insieme Natura Ambiente Salute COnsapevolmente, un progetto di Terza Missione dell’Università di Padova che mira a valorizzare la conoscenza scientifica sull’interconnessione tra salute umana, animale e ambientale.

Il progetto RINASCO coinvolge sei dipartimenti dell’Università di Padova: BCA (Biomedicina Comparata e Alimentazione), MAPS (Medicina Animale, Produzioni e Salute), TESAF (Territorio e Sistemi Agro-Forestali), DAFNAE (Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente), DCTV (Scienze Cardio-Toraco Vascolari e Sanità Pubblica) e DNS (Neuroscienze).
Il Festival è co-finanziato dall’Unione Europea attraverso il progetto internazionale Interreg Italia – Österreich CONNATURALP, che mira a promuovere un approccio integrato per la protezione e la promozione della salute degli ecosistemi e degli esseri umani, per tutelare entrambe. Il progetto coinvolge il GAL Prealpi e Dolomiti, l’Università di Padova con i Dipartimenti TESAF e di Psicologia Generale, l’Università Paracelso di Salisburgo, l’Università di Trieste, l’UNESCO Biosfera Lungau Park, l’IPA Terre di Asolo e Monte Grappa, il Parco Nazionale degli Alti Tauri e l’Associazione ANGOLO OdV.

Fonte: Agripolis Università di Padova

Dalla Regione Veneto 5,5 milioni per la bonifica di siti inquinati, pubblicato il bando per Comuni e Province, richieste entro il 30 giugno

La Giunta regionale del Veneto ha approvato lo scorso 2 maggio un nuovo bando per l’anno 2025 destinato alla concessione di contributi a Comuni e Province per la bonifica e la messa in sicurezza di siti contaminati, stanziando 5,5 milioni di euro a sostegno di interventi ambientali strategici per il territorio. Il provvedimento, proposto dall’assessore all’Ambiente, Gianpaolo Bottacin, mira a supportare le amministrazioni locali nel superamento di situazioni di rischio ambientale legate all’inquinamento di suolo, sottosuolo e acque.

“ I fondi che stanziamo potranno coprire fino al 100% della spesa sostenuta per interventi di bonifica, analisi di rischio e progettazione, contribuendo anche al completamento di operazioni già avviate nell’ambito del PNRR. Questo strumento è un investimento non solo sulla salute pubblica e la sicurezza ambientale, ma anche sulla rigenerazione del nostro patrimonio territoriale”, ha spiegato Bottacin. Il bando è riguarda interventi di messa in sicurezza di aree pubbliche o private che le amministrazioni interessate devono attuare su discariche, anche in gestione post mortem, nel caso in cui il soggetto gestore non sia più rintracciabile, sia fallito o non intenda intervenire.

Le richieste dovranno essere presentate entro il 30 giugno 2025, e i progetti selezionati potranno ricevere un contributo compreso tra 10.000 e 1.000.000 di euro, con la possibilità di superare tale soglia nel caso vi siano risorse residue. Le istanze che superano la media del punteggio attribuito all’insieme degli interventi potranno essere opportunamente collocate in graduatorie predisposte per singola provincia al fine di garantire una distribuzione quanto più possibile omogenea delle risorse nel territorio regionale in relazione ai singoli ambiti provinciali. “La semplice rimozione di rifiuti non costituisce invece intervento ammissibile – conclude l’Assessore -, tuttavia le corrispondenti spese potranno essere riconosciute qualora si tratti di procedura preliminare o complementare alla bonifica dell’area oggetto di contaminazione. Anche le spese di progettazione potranno essere riconosciute entro il limite del 15% della spesa complessivamente prevista per l’intervento”.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto

“Alla ricerca della plastica perduta”: caccia al tesoro e laboratori per le scuole al Salone Nautico di Venezia (fino al 2 giugno)

La sostenibilità entra nel vivo del Salone Nautico di Venezia, in corso all’Arsenale fino al 2 giugno, grazie a un’iniziativa innovativa che coinvolge il pubblico e le scuole: “Alla ricerca della plastica perduta”, un progetto promosso da Yacht Club Venezia e Mureadritta, in occasione della regata L’Ammiraglia Venezia Pola Lussino.

Caccia al tesoro sostenibile

Tutti i visitatori e operatori del Salone sono invitati a partecipare alla speciale “caccia al tesoro”: un gesto semplice ma significativo, che consiste nel conferire – presso la Tesa 90 – bottiglie di plastica vuote, usate o raccolte all’interno dell’area espositiva. Le bottiglie verranno immediatamente compattate e triturate per essere trasformate in materia prima per abbigliamento tecnico nautico. Ogni partecipante riceverà una ricevuta e, con un pizzico di fortuna, potrà vincere premi sostenibili come t-shirt o cappellini speciali.

Laboratori didattici per le scuole

Dopo la giornata del 29 maggio, anche venerdì 30 maggio lo stand della regata Ammiraglia si trasforma in un laboratorio didattico gratuito per scuole primarie e secondarie di primo grado. Quattro gli appuntamenti disponibili (prenotabili su http://www.ammiraglia.org): ore 10:00, 11:00, 12:00. A guidare i laboratori sarà Alberto Olivetto, tra i massimi esperti europei di economia circolare applicata al riciclo della plastica per il settore tessile. Durante l’attività, gli studenti potranno osservare da vicino l’intero ciclo di trasformazione: dalla bottiglia usata, al compattatore, fino alla fibra tessile destinata all’abbigliamento nautico. A ciascun partecipante verrà consegnata una bottiglietta d’acqua: una volta svuotata, potranno inserirla nel compattatore e ricevere un piccolo premio.

Fonte: servizio stampa Yacht Club Venezia

A Galzignano (Padova) nato il Laboratorio di Comunità dei Colli Euganei, che tratterà di agricoltura verticale, biofilia e inclusione sociale per rispondere alla transizione demografica

Davanti a stime di progressivo invecchiamento della popolazione, l’Italia si trova oggi in una delle sfide più complesse della sua storia recente: la transizione demografica. Secondo le proiezioni Istat, entro il 2080 il nostro Paese conterà poco più di 46 milioni di abitanti, con una quota crescente di anziani. Nel 2040 si raggiungerà un vero e proprio picco con quasi 18 milioni e mezzo di over 65. E non è tutto: entro il 2043, quattro famiglie su dieci saranno composte da persone sole e 4,1 milioni di ultrasettantacinquenni vivranno senza compagnia stabile, di cui 3 milioni saranno donne. Uno scenario che cambia profondamente il modo di pensare ai servizi, agli spazi pubblici, alla coesione sociale.

A questa realtà complessa e urgente, quattro Comuni dell’area dei Colli Euganei — Galzignano Terme, Arquà Petrarca, Cinto Euganeo e Battaglia Terme — rispondono uniti, mettendo in campo visione e concretezza attraverso la partecipazione congiunta al progetto ISL04 del GAL Patavino, rivolto alla realizzazione di investimenti per il rafforzamento dei servizi di base alla popolazione delle aree rurali. Il bando ISL04, promosso nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale, punta a sostenere investimenti che favoriscano occupazione, inclusione sociale, parità di genere, sviluppo locale, valorizzazione del patrimonio culturale e antropico e promozione di pratiche sostenibili come la bioeconomia circolare e la silvicoltura. Nello specifico, mira a incentivare progetti che attivino o potenzino servizi alla persona, attività culturali e ricreative, infrastrutture sociali e ambientali nelle aree rurali.

Nel cuore di questo programma prende vita a Galzignano Terme un’iniziativa concreta e ambiziosa: il Laboratorio di Comunità dei Colli Euganei. Il luogo prescelto per far nascere questo nuovo polo sociale è l’ex scuola di via Fabio Filzi, oggi sede dell’Auser “A. Saggini Galzignano” APS, uno stabile che versa in uno stato di evidente vetustà, ma che si trova in un contesto urbano già fortemente riqualificato: la vicinanza al Parco dei Colli Euganei, alla biblioteca comunale, alle scuole dell’infanzia e al MuCE – Museo dei Colli Euganei, ne fanno un punto strategico per dare forma a una nuova centralità comunitaria.

Grazie al finanziamento del GAL Patavino (200 mila euro) e a un cofinanziamento comunale di 50 mila euro, potrà partire la trasformazione dell’ex scuola in un centro polifunzionale composto da tre ampie aule, due depositi e un grande atrio. Questi spazi saranno destinati ad accogliere iniziative innovative che uniscono la tradizione agricola locale alle sfide del futuro: in particolare, il progetto prevede attività di sperimentazione legate all’agricoltura verticale e al design biofilico. Agricoltura verticale significa coltivare in altezza, sfruttando spazi ridotti ma organizzati in modo efficiente, con risparmio di suolo, ottimizzazione dell’uso dell’acqua e maggiore sostenibilità. È una risposta concreta al cambiamento climatico, pensata per integrare la produzione agricola con la vita urbana, con l’obiettivo di creare prodotti di qualità in ambienti controllati e resilienti. A questa si affianca il principio della biofilia, un nuovo modo di progettare gli spazi abitativi e pubblici mettendo al centro il legame tra essere umano e natura: pareti verdi con piante vive, materiali naturali, vetri selettivi che filtrano la luce in modo ideale per la vita vegetale e il benessere umano, ventilazione naturale, forme architettoniche ispirate alla morfologia della natura. Il tutto inserito nel contesto dei Colli Euganei, un’area tutelata e a forte vocazione agricola, dove predominano colture di pregio come vite e olivo.

Il laboratorio non sarà solo un luogo fisico, ma uno spazio vivo di comunità, a disposizione delle associazioni dei quattro comuni, delle scuole, delle aziende agricole, delle università, del Parco Colli Euganei e di Auser. Un luogo dove si potranno attivare progetti formativi, workshop, percorsi transgenerazionali, esperienze pratiche che partono dalla cultura contadina e guardano al futuro. Tra i partner coinvolti ci sono le aziende agricole Bano – Serre Florovivaistiche e Le Valli – Serre Florovivaistiche, che porteranno competenze e know-how in campo agrario e florovivaistico.

I laboratori potranno accogliere anche i più piccoli, con esperienze come gli orti didattici o gli orti d’infanzia, strumenti educativi potenti per trasmettere il valore della terra e del prendersi cura. Con il primo Laboratorio di Comunità dei Colli Euganei, i Comuni di Galzignano, Arquà Petrarca, Cinto Euganeo e Battaglia Terme danno vita non solo a un’opera pubblica, ma a un processo sociale innovativo, in cui la sfida demografica diventa occasione per riscoprire la forza dei legami, la centralità della natura e il valore dell’agire insieme. Una piccola grande rivoluzione che parte dalla terra per seminare futuro.