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Nel trevigiano-bellunese, avvio di una filiera certificata delle aziende del territorio operanti nel settore legno-energia

1867_energie_rinnovabiliIl Consorzio Agrario di Treviso e Belluno guarda al mercato delle energie rinnovabili e lancia la rivoluzione del consumo di biocombustibile: non più vendita al dettaglio, ma attraverso un servizio integrato che garantisce in un’unica soluzione installazione, manutenzione e fornitura di centrali termiche a biomassa.

Un nuovo modo di vendere e incentivare l’uso di energie rinnovabili, reso possibile grazie all’alleanza strategica che il Consorzio Agrario ha stipulato con un’altra azienda trevigiana, l’opitergina Drusian Impianti. L’obiettivo è costituire una filiera tra aziende del territorio operanti nel settore legno-energia, dalla costruzione degli impianti alla fornitura di biocombustibile, certificata dal marchio SelvaFlama, riconosciuto dall’Associazione Italiana Energie Agroforestali (AIEL). Una sinergia che punta allo sviluppo nelle province di Treviso e Belluno di un servizio integrato di qualità, in grado di offrire in un’unica soluzione contrattuale l’installazione-manutenzione di centrali termiche (generatore a biomasse e silo deposito combustibile), a cura di Drusian, e la fornitura di biocombustibile sfuso (legna, cippato e pellets), mediante consegna per autobotte da parte del Consorzio Agrario. Il tutto realizzato su misura delle esigenze del cliente (aziende e privati), sfruttando gli incentivi fiscali in vigore o investendo a costo zero attraverso innovative formule di contracting energetico.

Pellet al dettaglio consegnato a casa. «Siamo fieri di avviare questa collaborazione, che ci permette di espandere ulteriormente un mercato in cui già siamo molto presenti nelle province di Treviso e Belluno, ottimizzando l’impiego delle nostre strutture aziendali – afferma il presidente del Consorzio Agrario di Treviso e Belluno, Fulvio Brunetta – Sul fronte delle energie rinnovabili attualmente il Consorzio Agrario vanta una buona quota di mercato nella vendita di pellet al dettaglio, ma la nostra intenzione è quella di incentivare la vendita di pellet sfuso, consegnato con autobotte automatica: è un modo intelligente di usare il pellet, in quanto non c’è sforzo per il cliente, non si sporca e non c’è rifiuto di imballaggio». «Le biomasse rappresentano una fonte di energia ecologica e conveniente, valida non solo per usi domestici, ma anche per l’alimentazione di impianti più grandi, come quelli di industrie, edifici comunitari, serre, enti pubblici – spiega il direttore del Consorzio Agrario, Pietro Carniato – Basti pensare che rispetto a metano, gasolio e gpl, i cui valori di consumo si attestano tra i 100 e i 250 euro per MWh, il pellet consegnato in autobotte presenta un valore di consumo di 69 euro per MWh, con un risparmio medio sul costo annuo del riscaldamento di oltre il 50%. Senza dimenticare, ovviamente, l’abbattimento dell’impatto ambientale, aspetto che oggi ha valenza sia ecologica che commerciale: gli edifici serviti da impianti a biomassa, infatti, acquistano automaticamente la classe energetica A, aumentando così il loro valore nel mercato immobiliare».

Destinatari le aziende agricole, ma non solo. «Il Consorzio Agrario vanta oggi un portafoglio di oltre 28mila clienti nelle province di Treviso e Belluno, molti dei quali sono aziende agricole – prosegue Pietro Carniato – I nostri servizi, tuttavia, rispondono alle esigenze di tutte le categorie di consumatori, non solo del settore primario. Sempre in fatto di energie, ad esempio, il Consorzio svolge anche un servizio di consegna a domicilio del gasolio da riscaldamento, offrendo un prodotto di qualità, che non danneggia gli impianti, in modo trasparente: per ogni consegna a domicilio, infatti, effettuiamo una doppia misurazione, prima all’uscita del prodotto dalla cisterna e poi all’erogazione dall’autobotte, in modo da garantire al cliente l’esatta quantità di prodotto richiesta».

Fonte:

Autunno da “Guardiani della Natura” per 1700 studenti del Veneto

Vallevecchia, litorale

Vallevecchia, litorale

Prende il via lunedì 22 settembre, nell’azienda pilota e dimostrativa di “ValleVecchia” di Veneto Agricoltura (famosa per il progetto di rinaturalizzazione di cui è stata oggetto e che la rende ora uno dei più importanti siti naturalistici per l’avifauna di passaggio del nord Adriatico) a Caorle (VE), l’iniziativa organizzata dall’Azienda regionale con la Regione, assessorato all’Agricoltura e Sezione Parchi e biodiversità, e l’Ufficio Scolastico Regionale.

Full immersion nella natura. Si tratta di uno stage formativo che coinvolge 1700 ragazzi, divisi in 8 turni, di 40 scuole primarie di tutto il Veneto, che trascorreranno 24 ore completamente all’aperto a contatto con la natura. I giovani partecipanti pernotteranno in tenda presso un Campo Base allestito dalla Protezione Civile regionale, che si occuperà dell’intero allestimento. Per i numerosi bambini partecipanti, delle classi 4° e 5°, lo stage formativo si svolgerà presso il Centro di Educazione Naturalistica ed Animazione Rurale (CENAR) “ValleVecchia”. Saranno accompagnati da guide naturalistiche esperte alla scoperta della splendida riserva, sito Natura 2000, a piedi e navigando nei canali interni per conoscere la flora e la fauna dei diversi habitat: il litorale, la pineta e le zone umide; infine visiteranno l’azienda agricola di Veneto Agricoltura e concluderanno con la visita al “Museo Ambientale di ValleVecchia” (MAV).

Un’iniziativa “sinergica” che permetterà ai ragazzi di scoprire le naturali bellezze della nostra regione ed ottenere il Patentino di “Guardiani della Natura”, mentre per la Protezione Civile sarà l’occasione di effettuare una vera e propria esercitazione per valutare l’efficace dei propri mezzi organizzativi, logistici e le azioni di sicurezza. L’iniziativa vuole promuovere nei giovani la conoscenza delle ricchezze naturalistico-ambientali del territorio veneto e sviluppare in loro la consapevolezza dell’importanza della sua conservazione, tutela e valorizzazione. L’iniziativa, già sperimentata l’anno scorso con ottimi risultati nella foresta regionale demaniale del Cansiglio (BL-TV) anch’essa gestita da Veneto Agricoltura, perdurerà a “ValleVecchia” fino al 9 ottobre.

Fonte: Veneto Agricoltura

Eurobarometro: i cittadini europei sostengono la tutela dell’ambiente

inquinamentosA tre anni dall’ultimo sondaggio Eurobarometro sulla tutela dell’ambiente, e nonostante la crisi economica, la preoccupazione dei cittadini europei nei confronti dell’ambiente non si è affievolita. Il consenso è pressoché unanime: il 95% dei 28 000 intervistati ha dichiarato di ritenere la tutela dell’ambiente importante a livello personale e molti pensano che si possa fare di più.

Nel dettaglio. Una grande percentuale degli intervistati è dell’opinione che un uso efficiente delle risorse naturali (79%) e la protezione dell’ambiente (74%) possano stimolare la crescita. Se l’80% di loro ritiene che l’economia incida sulla qualità della vita, il 75% pensa che anche lo stato dell’ambiente abbia un impatto analogo. Il 77% dei cittadini dell’UE crede che i problemi ambientali si ripercuotano direttamente sulla propria vita quotidiana. La maggior preoccupazione è destata dall’inquinamento — in primo luogo dell’aria (56%) e dell’acqua (50%) — ma anche dalla produzione di rifiuti e dall’esaurimento delle risorse naturali. Un numero sempre crescente di intervistati (59%) ritiene che, per misurare i progressi nei rispettivi paesi, i fattori sociali e ambientali dovrebbero essere considerati altrettanto  importanti dei criteri economici.

La responsabilità ambientale è sempre più sentita. Rispetto al 2011, sempre più cittadini (75%) dichiarano di essere pronti ad acquistare prodotti rispettosi dell’ambiente, anche se ciò comporta costi leggermente più elevati. La stragrande maggioranza (93%) ritiene che i grandi inquinatori debbano risarcire i danni ambientali causati. L’introduzione di sanzioni più pesanti per i trasgressori è considerata il modo più efficace di affrontare i problemi ambientali. L’85% degli europei reputa di avere un ruolo da svolgere nella protezione dell’ambiente e la maggior parte ha cominciato a comportarsi e ad agire di conseguenza; le tre attività più diffuse risultano essere la separazione dei rifiuti destinati al riciclaggio (72%), nonché la riduzione del consumo energetico (52%) e del consumo idrico (37%). Una significativa maggioranza ha la sensazione che si possa fare di più per proteggere l’ambiente. Il 77% considera che le grandi imprese e l’industria non si stiano impegnando a sufficienza; il 70% è della stessa opinione riguardo a chi governa il loro paese, mentre il 65% ritiene che anche i cittadini possano fare di più. La priorità identificate per i cittadini che desiderino tutelare l’ambiente sono: separare i rifiuti da riciclare (54%), ridurre il consumo di energia domestica (39%) e utilizzare i trasporti pubblici (39%).

Fonte: Rappresentanza in Italia Commissione europea

In bici contro l’inquinamento dell’aria, la Regione Veneto lancia un bando a favore del “bike sharing”, domande entro il 7 ottobre 2014

Bici Po di Goro“Con la bicicletta si può ridurre l’inquinamento dell’aria diminuendo il traffico urbano, promuovere le energie alternative e nel contempo migliorare la qualità della salute”: a dirlo è l’assessore all’ambiente Maurizio Conte per ricordare che è aperto il bando per il“bike sharing”, deliberato dalla giunta regionale all’inizio di agosto.

“Possono partecipare tutti i Comuni del Veneto – aggiunge l’assessore – che hanno tempo per le domande fino al 7 ottobre”. Il finanziamento previsto è di oltre un milione di euro per progetti di “bike sharing” associati a sistemi di alimentazione mediante energie rinnovabili. Tra gli interventi finanziabili vi sono la costruzione di parcheggi attrezzati per le biciclette, la fornitura di biciclette elettriche a pedalata assistita con sistemi innovativi, l’installazione di colonnine per la ricarica delle bici elettriche, impianti ad energia rinnovabile a supporto del servizio di “bike sharing” e sistemi informatici, hardware e software e di rete per il monitoraggio e la gestione in remoto delle bici. “Andare in bicicletta incide sulla diminuzione di emissioni di CO2 – sottolinea Conte – e questo ha anche rilevanti ricadute economiche, come evidenziato da uno studio del Mit di Boston presentato qualche settimana fa; infatti a una migliore qualità dell’aria consegue un risparmio nella spesa sanitaria e le misure tese a contrastare l’inquinamento costano un decimo rispetto ai risparmi che si ottengono innegabilmente nel settore sanitario”.
L’iniziativa è stata inserita nelle azioni previste dal Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell’Aria. Il bando è pubblicato nel BUR n. 77 dell’8 agosto e sarà presentato anche in un workshop alla Fiera Expo Bici di Padova, lunedi 22 settembre.

Fonte: Regione Veneto

11 settembre 2014, al Flormart si parla del rapporto tra irrigazione e paesaggio, coordina l’incontro il presidente ARGAV Fabrizio Stelluto

PUBB-FLORMART-UVB-rContinua alla fiera di Padova fino al 12 settembre Flormart. Che giovedì 11 settembre, a partire dalle ore 10, ospiterà la tavola rotonda “Acqua & Ambiente: l’irrigazione che genera il paesaggio” (Pad. 8 Sala 8A).

Programma. Pur in un momento di congiuntura difficile, gli italiani sarebbero disposti a pagare mensilmente € 7,80, per salvaguardare il paesaggio creato e mantenuto dall’irrigazione. Ne deriva una potenziale disponibilità annuale di investimento pari ad oltre due miliardi di euro, da finalizzare alla tutela del territorio agricolo. Sono questi due dei dati, che saranno resi noti nell’incontro. L’introduzione ai lavori sarà affidata ad Andrea Crestani, direttore Unione Veneta Bonifiche, mentre a presentare il tema del convegno sarà Stefania Luzzi Conti, Economista I.N.E.A. Alla tavola rotonda, coordinata da Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV, parteciperanno: Anna Maria Martuccelli, direttore Associazione Nazionale Bonifiche ed Irrigazioni , Ulderico Bernardi, docente Università di Venezia e scrittore, Gianluca Carraro, presidente Federazione Dottori Agronomi e Forestali Veneto, Erica Boschiero, cantautrice, Giuseppe Romano, presidente Unione Veneta Bonifiche.

Ambiente. “Goletta Verde” segnala in Veneto forti criticità alle foci dei fiumi. Si salvano le spiagge.

Goletta verde LegambienteIl Veneto è stata la penultima regione toccata dal tour 2014 della Goletta Verde, la campagna itinerante di Legambiente, realizzata con il contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, che in questi giorni ha fatto tappa in Veneto. che ogni estate realizza un monitoraggio sullo stato di salute del mare e dei litorali italiani. Cinque campionamenti su undici eseguiti lungo la costa veneta hanno evidenziato la presenza di scarichi non trattati adeguatamente con una carica batterica che superava per quattro di questi punti di almeno il doppio i valori consentiti dalla normativa vigente, con un giudizio quindi di “fortemente inquinato”.

Le situazioni più gravi sono state riscontrate alle foci del Po delle Tolle, dell’Adige, del Brenta e del Piave. “Inquinato” il punto di campionamento eseguito a Caorle, nei pressi della bocca di porto Falconera. “Criticità di certo non nuove in questa regione  – scrive in una nota Legambiente – e proprio per questo è ormai indispensabile che la giunta della Regione Veneto affronti la sfida della depurazione con urgenza e determinazione. Anche l’Unione Europea ci chiede di fare presto: la nuova procedura di infrazione arrivata nei mesi scorsi coinvolge 37 agglomerati urbani veneti nei quali sono state riscontrate “anomalie” circa il trattamento dei reflui. Tra gli agglomerati urbani finiti sotto la lente d’ingrandimento dell’Ue c’è anche quello di Venezia (per un totale di 97.637 abitanti equivalenti). Secondo la documentazione trasmessa dalle autorità italiane a Bruxelles, l’agglomerato urbano di Venezia non rispetta l’articolo 5 della direttiva 1991/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane perché “la capacità dell’impianto di trattamento è inferiore al carico in entrata e non è dimostrato che tutto il carico generato in questo agglomerato riceve un adeguato trattamento. Le Autorità indicano che nessuna riduzione dell’azoto è applicata”.Gli stessi dati 2012 dell’Istat inchiodano la regione agli ultimi posti in Italia rispetto ai carichi inquinanti civili trattati (secondo i  quali confluiscono in impianti di depurazione, secondari o avanzati, appena il 48,8 per cento dei carichi urbani complessivi, rispetto alla già bassa media italiana del 57,6 e del 57,9 del Nord-est Legambiente chiede quindi che Regione e amministrazioni comunali, sia dei centri costieri che dell’entroterra, si attivino immediatamente per risolvere questo grave deficit depurativo e non compromettere ulteriormente una delle principali risorse di questo territorio. La salute del mare è indissolubilmente legata a quella dei corsi d’acqua, come dimostrano anche le nostre analisi. Per questo l’appello ad agire subito ed efficacemente sul fronte dei contratti di fiume”.

I prelievi e le analisi di Goletta Verde sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente nei giorni 30 luglio, 3 e 4 agosto. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori. Le criticità maggiori sono state riscontrate alla foce del Po delle Tolle (località Bonelli, del comune di Porto Tolle); alla foce del fiume Adige (a Rosolina Mare); alla foce del fiume Brenta (località Isola Verde del comune di Chioggia) e alla foce del fiume Piave (a Lido di Jesolo). Per questi prelievi il giudizio è stato di “fortemente inquinato”. “Inquinato”, invece, il giudizio per il campionamento effettuato  alla bocca di porto di Falconera (Porto Falconera, comune di Caorle). Contenuta entro i limiti di legge la carica batterica riscontrata alla Laguna del Mort (Eraclea mare) e per i prelievi effettuati alle spiagge di Marina di Caleri (località Caleri di Rosolina Mare); di San Nicolò (Lido di Venezia); a Porto Santa Margherita (comune di Caorle, presso via Lepanto) e alla spiaggia Brussa-Bibione Pineda (porto Baseleghe di San Michele al Tagliamento).

Olii esausti. Tra i fattori inquinanti, troppo spesso sottovalutati, c’è anche il corretto smaltimento degli olii esausti. Proprio per questo, anche quest’anno il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, che da 30 anni si occupa della raccolta e del riciclo dell’olio lubrificante usato su tutto il territorio nazionale, è main partner della storica campagna estiva di Legambiente. “La difesa dell’ambiente, e del mare in particolare, rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione”, spiega Elena Susini, responsabile della Comunicazione del COOU. L’olio usato si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli di ciascun cittadino. “Se eliminato in modo scorretto questo rifiuto pericoloso può danneggiare l’ambiente in modo gravissimo: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in mare inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche”. A contatto con l’acqua, l’olio lubrificante usato crea una patina sottile che impedisce alla flora e alla fauna sottostante di respirare. Lo scorso anno in Veneto il COOU ha raccolto 22.858 tonnellate di olio usato – un dato in aumento rispetto alle 22.638 recuperate l’anno precedente – evitandone così lo sversamento nell’ambiente.

Fonte: Legambiente

Al via il concorso finalizzato alla creazione del logo per il “Contratto di fiume” del Basso Piave

Consorzio Bim Basso PiaveIl Consorzio Bim (Bacino Imbrifero Montano) Basso Piave, primo soggetto promotore del Contratto di fiume del Basso Piave, organizza il concorso grafico “Un logo per il Contratto di Fiume del Basso Piave”. Il contratto di fiume è uno strumento di partecipazione volontaria che coinvolge i Comuni della zona toccati dal fiume Piave, enti e associazioni a vario titolo interessati alle sue caratteristiche come la difesa dal rischio idraulico, lo sviluppo dell’economia verde, la tutela e valorizzazione del territorio.

Il tema del concorso riguarda la produzione di un logo con spiccata qualità artistica e comunicativa che promuova il processo di Contratto di Fiume del Basso Piave e che possa essere utilizzato nell’ambito di ogni evento, pubblicazione, patrocinio da parte delle strutture del CdF- Contratto di Fiume stesso. Il logo dovrà essere facilmente riproducibile anche in piccoli formati, facilmente associabile al concetto di Contratto di Fiume del Basso Piave.

Premio. Al vincitore verrà riconosciuto un premio in denaro di 500 euro, che sarà consegnato nell’ambito di una cerimonia pubblica. Per conoscere i requisiti e le modalità di partecipazione, si può consultare il seguente regolamento: (179.8 KB)Concorso grafico Logo per il Contratto di Fiume del Basso Piave (179.8 KB) oppure chiamare per informazioni il Consorzio BIM Basso Piave, via Rorato 15 – 30027 San Donà di Piave (VE), tel 349 4939271
e-mail: m.abordi@terrasrl.com www.consorziobim.com

Fonte: Consorzio Bim Basso Piave

“Le Alte Terre si organizzano”, scaricabili on line gli atti pubblicati dall’Università della Montagna

Immagine 3Nella sezione Multimedia del sito dell’Università della Montagna Universitò degli Studi di Milano sono stati pubblicati gli atti del convegno “Le Alte Terre si Organizzano” svoltosi a Edolo il 14 aprile 2014. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto tra università, associazioni, amministrazioni e rappresentanti del mondo politico dalle Alpi all’Appennino.

Utili ai giovani che guardano alla montagna per il loro futuro. Si è trattato di un primo e bell’esempio della capacità dei portatori di interessi, rappresentativi di diverse forze della società, di “far sistema”. L’Università della Montagna ha favorito l’incontro, occupandosi di organizzarlo, gestirlo e diffonderlo con le tecnologie che lo hanno fatto ampiamente fruire e arricchito di importanti interventi in streaming interpretando anche in questo modo il proprio ruolo in virtù del mandato attribuito dal Ministero ma ancor prima dai tanti giovani che con entusiasmo progettano il loro futuro guardando alle montagne.

Fonte: Unimont – Università della Montagna

 

In nome delle vittime di Refrontolo. L’intervento di Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV.

StellutoOra è il momento del dolore, del silenzio…e delle polemiche (inutili, come sempre; se ci sono responsabilità, chi di dovere le accerterà. Tutto il resto è “fuffa”). Alla tragedia di Refrontolo, come alle troppe sciagure idrogeologiche (più meno gravi), che si susseguono in Italia, si risponde in un solo modo: con il “fare” in uno sforzo di umana responsabilità collettiva, che tolga ogni ipocrisia ed alibi burocratico per realizzare ciò, che serve a preservare il territorio e le sue vite.

Frequentando gli ambienti della politica ho imparato che stanziare risorse non vuol dire automaticamente metterle a disposizione: è solo un’affermazione di intenti e, come si sa e si sta dimostrando, di buone intenzioni sono lastricate le fosse. Quante volte abbiamo sentito dire che gli interventi per la salvaguardia idrogeologica devono essere esclusi dal patto di stabilità in modo da poter destinare a ciò risorse già a disposizione? Nulla però si avverte muovere o, se ciò avviene, non palesa certo la determinazione, con cui si perseguono le riforme istituzionali, fondamentali certo ma, mi si permetta, meno incidenti sulla nostra vita quotidiana di chi esce al mattino per non tornare mai più, perché travolto da un’improvvisa alluvione.

Smettiamola, poi, la litania del clima, che sta cambiando: è ormai cambiato! Il mondo ed i suoi equilibri ambientali siamo riusciti a stravolgerli nella partita dell’egoismo tra “chi ha e non vuole cedere” e “chi non ha ed ambisce a dispetto di tutto”. Sono decenni, ormai, che gli scienziati predicono quanto sta accadendo, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire! Il mondo l’abbiamo rovinato nei macrosistemi, come lo stiamo facendo nei nostri dintorni: la cementificazione non conosce sosta (forse rallenta per contingenza economica, non certo per scelta culturale), ma le stesse pratiche agronomiche dei nostri vecchi le abbiamo dimenticate in nome del profitto (quanti campi, in barba a normative raramente fatte rispettare, sono coltivati fino a ridosso delle sponde dei corsi d’acqua, ostacolandone la manutenzione?).

Per tutto questo, quando sento o leggo molte dichiarazioni di queste ore, mi domando: ma di cosa stiamo parlando? E’ paradossale, ma i morti di Refrontolo dovremmo ascriverli nell’immaginaria lapide “vittime del progresso”, quel progresso, che ci fa dimenticare che la natura è più forte di noi e che, di fronte a decine di millimetri di pioggia in pochi minuti, poco possiamo fare, se non limitare i danni, sperando nella clemenza del destino e dimenticando secoli, che ci hanno fatto credere di essere migliori: la storia è a dirci che, in fondo, non è vero.

Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV

Energia pulita, avviata collaborazione Veneto-Carinzia

Fonti Rinnovabili 101La Regione del Veneto ed il Land austriaco della Carinzia hanno avviato una collaborazione bilaterale in materia di politiche energetiche, in particolare sul fronte di quelle rinnovabili.La decisione è emersa nel corso di un incontro, tenutosi nei giorni scorsi a palazzo Balbi, sede della Giunta regionale, tra l’assessore ai Lavori Pubblici ed Energia del Veneto, Massimo Giorgetti, e una delegazione del Land della Carinzia guidata dall’assessore all’Ambiente ed Energia Rolf Holub, che era accompagnato dal suo vice, Stean Mercac.

Ricerca di sinergie. Giorgetti e Holub, assistiti dai rispettivi tecnici, hanno illustrato i Piani energetici delle due Istituzioni, individuando alcuni significativi aspetti di possibile collaborazione, che saranno oggetto di futuri incontri. In particolare, Giorgetti ha proposto al collega carinziano di avviare subito ragionamenti comuni su due temi: la combustione delle biomasse (sulle quali in Veneto c’è qualche perplessità) e la comunicazione delle buone pratiche a Enti Pubblici, Imprese e famiglie da attivare attraverso la realizzazione di uno specifico progetto da finanziare con fondi europei.

In Carinzia, utilizzo fonti rinnovabili sopra il 50%. “Il Veneto – ha detto Giorgetti alla delegazione della Carinzia – ha inserito nella sua futura programmazione europea soprattutto efficientamento e risparmio energetico per un totale di investimenti di circa 90 milioni di euro, da rivolgere a edifici e alloggi pubblici, scuole, illuminazione pubblica. Il nuovo Piano Energetico del Veneto – ha aggiunto l’assessore – viene sostanzialmente definito a stralci, e la parte dalla quale siamo partiti si concentra sulle fonti rinnovabili e sul risparmio energetico. Con i nostri fondi – ha detto ancora Giorgetti – ci affianchiamo alla spesa delle altre pubbliche amministrazioni e a quella dei privati cittadini, che stanno dimostrando grande interesse per questa partita. Abbiamo tra l’altro calcolato che le famiglie venete spendono annualmente circa 5 miliardi di euro l’anno per approvvigionarsi di energia e che, con il nostro obiettivo di risparmio che si aggira sul 20% si potrebbe risparmiare la bellezza di un miliardo di euro”. Holub, da parte sua, ha illustrato a Giorgetti i Piani energetici della Carinzia, riferendo che nel suo land l’utilizzo delle fonti rinnovabili per l’energia ha raggiunto il 51,2%.