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Clima pazzo, alberi pericolosi: che fare?

Albero caduto(di Alessandro Bedin, socio ARGAV) Nelle ultime settimane (ma di fatto negli ultimi anni) stiamo assistendo a squilibri climatici oramai inequivocabili che portano a situazioni estreme. Molti alberi, soggetti a veri e propri tornado, bufere o bombe d’acqua, schiantano a terra causando danni e pericolo per le persone. Che fare?

Taglio degli alberi, soluzioni semplice o semplicistica? Alle persone comuni, e anche a molti amministratori, verrebbe da pensare: “tagliamo tutti gli alberi così elimineremo il rischio che ci crollino in testa.” Soluzione semplice, o meglio, semplicistica. In realtà il problema è complesso e va affrontato in modo complesso con vari approfondimenti evitando di essere superficiali o banalizzando il problema. Primo passo: via le convinzioni a priori o i pre-giudizi. Poi, prima domanda: le cause dei cambiamenti climatici sono dovute alla presenza di vegetazione oppure ad uno sviluppo poco sostenibile da parte dell’uomo? Seconda domanda: per contrastare i cambiamenti climatici la vegetazione ha un ruolo? E che ruolo? Terza domanda: tutti gli alberi sono soggetti a schianti oppure determinate specie (magari quelle che si sono preferite negli ultimi decenni in quanto veloci a crescere, all’insegna del tutto e subito, cioè non avendo la pazienza di attendere i tempi naturali) sono più soggette di altre?

Italia, deficitaria di infrastrutture verdi rispetto agli altri Paesi. “Sembra facile, e invece non lo è, quasi mai” recita una canzone. Tralasciando la prima domanda alla seconda bisogna rispondere sinteticamente che alla vegetazione in ambito urbano è riconosciuto un ruolo fondamentale per i “Servizi Ecosistemici” da essa prodotti (trattenimento degli inquinanti, miglioramento microclimatico, riduzione dei rumori, miglioramento del deflusso superficiale dell’acqua piovana, miglioramento della ben-essere sociale…). E’ per questo che in tutto il mondo occidentale – poco in Italia – le cosiddette “Infrastrutture Verdi” sono oggetto di piani di incremento; anche importanti. E i costi di mantenimento/manutenzione sono ampiamente ripagati dai benefici (Analisi Costi Benefici alla mano).  E’ poi vero che alcune specie sono state utilizzate in modo sbagliato e piani di rinnovo – utilizzando specie più consone al luogo e all’ambiente e quindi più resistenti – sono da mettere in atto: non per ridurre la quantità di Infrastruttura Verde bensì per aumentarla, renderla quindi più funzionale (per i Servizi Ecosistemici che produce) e sicura.

Infrastrutture verdi, quali alberi scegliere? Gli alberi di veloce crescita (ma anche più fragili) utilizzati in passato in modo eccessivo sono: pioppi, cedri (atlantica e del libano), acer saccharinum. Gli alberi più adatti per resistenza (ma anche per bellezza), da utilizzare nelle nostre citta per aumentare (e migliorare) le infrastrutture verdi, sono: querce, carpini, aceri campestri, peri e bagolari.

Irrigazione e bonifica, elementi fondamentali per la crescita del Paese

Massimo Gargano

Massimo Gargano

“Partiamo da un assunto, i Consorzi di bonifica e di irrigazione sono elementi fondanti di un’agricoltura determinante per la crescita economica del Paese secondo un nuovo modello di sviluppo, che abbia il territorio al proprio centro”. Ad affermarlo, è stato Massimo Gargano, presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazione (ANBI), nel corso della Conferenza Nazionale Acque Irrigue tenutasi nei giorni scorsi a Roma.

Risorsa idrica, fondamentale per il comparto agroalimentare. Oggi più che mai – continua Gargano – di fronte alla semplificazione dei livelli istituzionali con l’eliminazione di Province e Comunità Montane, i Consorzi di bonifica sono protagonisti del territorio secondo il principio di sussidiarietà, che voglio tradurre in principio di prossimità; dobbiamo dare vita, insieme ai Sindaci, a grandi campagne di ascolto, cui devono seguire azioni risolutive. In questo, grande attenzione va dedicata al Sud, dove si acuisce la forbice con lo sviluppo del Nord: per quanto ci concerne, non mancano esempi positivi come la Calabria, ma ci preoccupano la deriva di situazioni come quelle di Sicilia, Basilicata, Puglia.

Risparmio d’acqua. Il sistema irriguo esperto Irriframe, che fa già risparmiare annualmente 100 milioni di metri cubi d’acqua, punta a raggiungere i 500 nei prossimi anni. All’Unione Europea, che chiede il recupero dei costi della distribuzione irrigua, diciamo che l’irrigazione collettiva già lo fa, limitando l’intervento pubblico ai soli investimenti strutturali; allo stesso tempo, in Italia, notiamo che una legge importantissima come quella contro l’indiscriminato consumo di suolo agricolo si è arenata nella pastoie degli interessi di parte. Eppure, in questa Conferenza, presentiamo i dati di un’indagine dell’INEA, che dimostra la disponibilità degli italiani a contribuire, affinchè l’ambiente, ove l’acqua è elemento indispensabile, venga mantenuto. E’ un potenziale tesoretto, su cui riflettere in un momento, in cui servono investimenti: noi segnaliamo quelli per il Piano Irriguo Nazionale, per il Sud, per la pulizia dei bacini delle dighe!”. Conclude Gargano: “In un mondo che corre, l’Italia deve tornare a farlo; rallentare significa non fare gli interessi del Paese. All’Italia che sa di muffa, si deve contrapporre un’Italia frizzante. I Consorzi di bonifica, portatori di cultura e valori positivi, si mettono, ora come sempre, al servizio degli interessi della collettività”.

Ministro Martina, CdB vantano esperienze d’avanguardia. “Siamo consci che 300 milioni in 7 anni, destinati dal P.O.N. (Piano Operativo Nazionale) al Piano Irriguo Nazionale, non sono molti, ma è meglio averli che no. Ora dobbiamo lavorare per incrementarli attraverso il Fondo di Coesione.” Risponde così il ministro alle Politiche Agricole Alimentari Forestali, Maurizio Martina, alle perplessità emerse nel corso della Conferenza. “Quello dell’acqua è uno dei fronti più esposti nei rapporti fra Paesi; i modelli idrici sono oggetto di un costante confronto internazionale. In Italia, c’è ancora da lavorare per ottimizzare l’utilizzo delle risorse idriche anche se possiamo vantare esperienze innovative e d’avanguardia come i Consorzi di bonifica. L’Expo sarà una straordinaria opportunità per presentarle”.

Paolo De Castro: tutelare suole e risorse idriche. “Il tema centrale in Italia come in Europa, in una logica di lungo periodo, è la gestione delle risorse naturali oggi sottoposte ad un forte stress, derivante soprattutto dalla crescente domanda alimentare dai Paesi asiatici. Dobbiamo quindi concentrarci sulla tutela di suolo e risorse idriche; non c’è alcuna concorrenza fra sostenibilità ambientale e sostenibilità economica.” Lo afferma l’europarlamentare, Paolo De Castro, intervenendo da Bruxelles alla Conferenza Nazionale Acque Irrigue per la crescita e il lavoro, in corso di svolgimento a Roma. “Il settore agricolo-alimentare è l’unico, che sta crescendo nella difficile congiuntura economica del Paese e l’acqua ne è fattore determinante; non è più tollerabile alcuno spreco. In questo quadro, i Consorzi di bonifica hanno ed avranno un ruolo strategico; smettiamo, quindi, defatiganti discussioni sulla loro soppressione.”

(Fonte: ANBI)

 

 

 

 

 

Comuni Ricicloni 2014, Veneto regione con il più alto numero di comuni virtuosi e Ponte nelle Alpi (BL) ancora in vetta

rubbishLo scorso 9 luglio sono stati premiati a Roma i Comuni Ricicloni 2014 e, anche quest’anno, è il Nord Italiaad aggiudicarsi il podio per la gestione dei rifiuti: Ponte nelle Alpi, in provincia di Belluno, per la quinta volta è al primo posto della classifica di Legambiente. Ben 1328 comuni vincono l’appellativo di ricicloni 2014 per aver superato il 65% di raccolta differenziata nel 2013, con una netta prevalenza di amministrazioni del Nord-Est.

Il Veneto è campione incontrastato, con 389 Comuni Ricicloni su 581. Ben il 67% delle amministrazioni locali venete si dimostra virtuoso con un incremento di quasi due punti percentuali rispetto allo scorso anno. Comuni ricicloni 2014 di Legambiente ha voluto premiare i comuni che avessero raggiunto nel 2013 la quota di almeno il 65% di raccolta differenziata. La valutazione dei Comuni è avvenuta attraverso un Indice di Buona Gestione che ha considerato l’azione a tutto campo nel governo complessivo del settore rifiuti: produzione, riduzione, riciclo. Ma il Veneto non primeggia solo per i comuni che effettuano oltre il 65% di raccolta differenziata: notevole è anche la presenza di comuni veneti nella classifica dei “Comuni Rifiuti Free”, quei territori, cioè, che producono meno di 75 kg l’anno di rifiuto indifferenziato. Tra i comuni con più di ventimila abitanti, sei su nove sono veneti (Castelfranco, Montebelluna, Vittorio Veneto, Paese, Feltre). Tra le prime cento posizioni della graduatoria generale, ben 56 comuni sono veneti, di cui 46 trevigiani, la maggior parte appartenenti ai consorzi Priula e TV3.

I rifiuti speciali rappresentano oltre l’85% dei rifiuti in Veneto. “Questi risultati – sostiene Gigi Lazzaro, Presidente Legambiente Veneto –  devono incoraggiare a proseguire sulla strada che porta a rottamare lo smaltimento in discarica, a fermare qualsiasi ipotesi di nuovi impianti di incenerimento ed anzi a chiudere le linee obsolete, come accaduto nel caso di Fusina, a Venezia. Moltiplicare gli impianti di recupero di materia, incentivare riuso e riutilizzo oltre che ridurre drasticamente la quota di rifiuti prodotti, sia urbani che di origine industriale, devono essere le prossime urgenti priorità. Non dimentichiamoci – continua Lazzaro – che oltre i rifiuti urbani vi sono quelli industriali, e per una credibile e coordinata strategia di transizione verso rifiuti zero è indispensabile prendere in considerazione il problema rifiuti nella sua interezza e guardando con maggiore attenzione a quei 14,7 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, pericolosi e non (fonte Arpav, osservatorio regionale rifiuti), che rappresentano oltre l’85% dei rifiuti totali prodotti in questa regione”.

I vincitori assoluti in Veneto sono Carbonera (TV) per i Comuni sopra i 10.000 abitanti (85,7% di raccolta differenziata – 75,66 Indice di Buona Gestione), Ponte nelle Alpi (BL) per i comuni sotto i 10.000 abitanti (89% di raccolta differenziata – 80,49 Indice di Buona Gestione) e Belluno per la categoria dei Comuni capoluogo, essendo l’unico capoluogo veneto ed uno dei pochi in Italia a raggiungere il 70,6% di raccolta differenziata, con un Indice di buona gestione pari a 62,33.

La sfida alle Istitutuzioni di Legambiente. “Viste le ottime prestazioni del Veneto – rilancia Lazzaro – e la dimostrazione che “si può fare” e che i cittadini rispondono positivamente, vogliamo proporre una nuova sfida alla Regione, ai Consorzi, ai Comuni: poniamoci quale nuovo obiettivo il raggiungimento del 75% di raccolta differenziata dei rifiuti urbani entro il 2018. Questo obiettivo è coerente con il percorso ed i successi operativi già consolidati in alcuni Ambiti veneti. Si tratta di un obiettivo gestionale ambizioso ma assolutamente raggiungibile”. A ciò, secondo l’Associazione Ambientalista, va affiancato l’obiettivo della riduzione complessiva dei rifiuti urbani prodotti pari ad almeno il 10% rispetto ai quantitativi prodotti nel 2010 (sempre entro il 2018) e la necessità di aumentare la percentuale di recupero di materia che oggi si attesta su di un misero 2%. Inoltre come detto, devono partire serie politiche per la riduzione della produzione di rifiuti industriali. “Anche in virtù degli ottimi risultati raggiunti in Veneto – aggiunge Lazzaro – torniamo a chiedere l’istituzione della tariffazione puntuale che, oltre a rappresentare un criterio imprescindibile per raggiungere determinate soglie di raccolta differenziata, garantisce l’applicazione di una Tariffa più equa, poiché basata sull’effettiva produzione e sulla disincentivazione del conferimento di rifiuto non differenziato. Il principio per Legambiente, deve essere “chi inquina paga”. Il modello c’è, è veneto e si chiama Contarina SpA, braccio operativo dei consorzi Priula e TV3”.

La risposta dell’assessore regionale all’Ambiente. “Il rapporto di Legambiente prende atto che il Veneto è ai primi posti tra le regioni italiane quanto a raccolta differenziata. Secondo i nostri dati, ben 455 su 581 comuni veneti hanno già superato da tempo l’obiettivo del 65% fissato dall’Unione Europea per il 2015. Il presidente di Legambiente Veneto pone l’ulteriore sfida di raggiungere una media regionale del 75% entro il 2018. Lo sa benissimo che è un traguardo non pienamente conseguibile, ma con il nuovo Piano regionale per i rifiuti per la raccolta differenziata prevediamo di raggiungere per quella data una media regionale del 70% e su questa percentuale la sfida è accettata”.Risponde così l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte alla “provocazione” lanciata dal presidente di Legambiente Veneto . “I positivi risultati – sottolinea Conte – sono il frutto di un sistema che funziona e di una sempre più diffusa sensibilità su questi tema da parte della popolazione che sta dando un contributo fondamentale al corretto recupero dei rifiuti”. L’assessore fa rilevare, inoltre, che nel 2013 – in base ai dati dell’Osservatorio regionale sui rifiuti – 173 comuni veneti hanno superato il 75% di raccolta differenziata. “Ci sono ragioni oggettive come la stagionalità turistica – conclude l’assessore – che rendono difficile pensare di riuscire a far raggiungere questa quota a tutte le realtà della nostra regione. L’impegno comunque c’è e proseguirà con la nuova pianificazione che punta proprio a migliorare ulteriormente, puntando a ridurre la produzione di rifiuti urbani, favorire prioritariamente il recupero di materi a tutti i livelli, incentivare il recupero di energia e minimizzare il ricorso alla discarica.

(Fonte:Legambiente/Regione Veneto)

Ambiente. Alla scoperta del ramo più antico del Delta, il Po di Goro, fiume ricco di storia

Rive Po di Goro(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Tra i cinque rami principali in cui il Po si divide prima di confluire in mare, il Po di Goro, che unisce i due parchi del Delta, veneto ed emiliano, è forse il meno conosciuto. Eppure, ha tutto per affascinare: rive boscose ricche di fauna e la prossimità con luoghi di grande interesse culturale.

 

Scavi San Basilio

Scavi San Basilio

Un Fiume ricco di storia. Tra questi, figura il sito di San Basilio, borgo dalla storia millenaria, in cui sono stati rinvenuti numerosi reperti paleoveneti e romani, in parte conservati nell’accogliente Centro Visite ed in parte custoditi nel più celebre Museo Nazionale di Adria. La preziosa chiesetta romanica e gli scavi archeologici, al momento semi-aperti, raccontano l’importanza ricoperta da questo centro nel corso dei secoli. Sempre lungo il Po di Goro, si trova Mesola, paese rivierasco ferrarese sviluppatosi intorno alle mura del magnifico Castello Estense, costruito dal Duca Alfonso D’Este nella seconda metà del ‘500. Ed ancora, il Museo della Bonifica Ca’Vendramin, grande complesso di archeologia industriale che rappresenta per il Delta e la sua gente un luogo simbolico, quasi sacro, per tutto ciò esprime e racconta: storie di vite vissute tra grande fatiche e sofferenze, storie di grandi cambiamenti e di riscatto sociale, sviluppo e benessere.

po-di-goro-mare_28501Escursioni in barca fino ad ottobre 2014. Un modo per visitarlo è suggerito dal Parco Delta Po Veneto attraverso le escursioni in barca a prezzi davvero sostenibili in programma fino ad ottobre 2014 e realizzate in collaborazione con le associazioni Co.se.del.Po ( Francesco Beltrame cell. 329-4248555 oppure email cosedelpo@libero.it) , Aqua e lo storico servizio di navigazione nel Delta Marino Cacciatori. Tre gli itinerari proposti: “Un tuffo nel passato” e “Storie della Bonifica”; Un PO in barca e un PO in bici verso il mare; Un Po in barca e un PO in bici verso monte. Per informazioni e prenotazioni: 345-2518596 oppure 334-7035765.

Sala macchine Museo Bonifica“Un tuffo nel passato” e “Storie della Bonifica” viene effettuato con il battello domenica 31 agosto e domenica 14, 21 e 28 settembre, sempre in compagnia di una guida. Tra le località toccate alternativamente (una domenica l’una e una domenica l’altra), ci sono San Basilio e Ca’ Vendramin, luoghi che si raggiungono con una mezz’ora di navigazione. Il ritrovo al mattino è alle 9.45 all’attracco di Mesola per l’imbarco con partenza alle 10. Dopo la visita delle località, si ritorna a Mesola, con partenza dall’imbarco alle ore 12 ed arrivo nella località ferrarese alle 12.30. Nel pomeriggio, gli orari sono: imbarco 15.15 (Mesola), ritorno ore 17.30. Biglietto 6 euro, 3 euro per bambini da 6 a 12 anni e bambini fino a 6 anni gratis.

Bici Po di GoroUn PO in barca e un PO in bici verso il mare è un servizio navetta sul Po di Goro da Mesola al mare. Viene effettuato domenica 7 settembre e sabato 4 ottobre, mentre il 3 agosto è solo su prenotazione e con minimo 20 partecipanti. Il mattino si naviga in direzione della foce e nel pomeriggio verso l’entroterra, per tornare ai luoghi di partenza. Il battello fa tappa a Mesola/Rivà di Ariano (andata ore 10, ritorno ore 18.30) al Museo della Bonifica Ca’ Vendramin (andata ore 10.30, ritorno ore 18), a Goro (andata ore 11.30, ritorno ore 17) e Bacucco-Foce (andata ore 12.30, ritorno ore 16) e consente di programmare una giornata sul fiume abbinando alla barca una pedalata sulla Destra Po e sulla sinistra del Po di Goro (la bici si noleggia nei luoghi di fermata). In abbinata al servizio navetta, c’è la possibilità di effettuare l’escursione “Nuove terre e corti padronali”, sempre in bici e in barca. Per chi sceglie questa possibilità, il ritrovo è alle ore 9.30 al Museo della Bonifica Ca’ Vendramin, dove si effettua una visita guidata, dopodiché si parte in bici pedalando sull’argine che costeggia il fiume in direzione della foce. Il percorso si snoda nel mezzo della campagna del Delta, caratterizzata in parte dal paesaggio “creato” dalla Riforma Agraria e da alcune dimore della nobilità veneziana. Giunti alla foce, saranno i voli degli uccelli che popolano il Delta a rendere ancor più suggestivo l’incontro del fiume con il mare. Biglietto: 10 euro, 5 euro per bambini da 6 a 12 anni, bambini fino a 6 anni gratis, recupero bici (in barca o con apposito carrello) 4 euro, bici da bambino 2 euro.

Bici San BasilioUn Po in barca e un PO in bici verso monte. Si tratta sempre di un servizio navetta in programma il 20 settembre, mentre il 19 luglio e il 16 agosto solo su prenotazione e con minimo 20 partecipanti. Si parte da Mesola/Rivà (ore 14.30 andata e ore 18.30 ritorno), con sosta a San Basilio (andata ore 15 e ritorno ore 18) e tappa finale ad Ariano nel Polesine (andata ore 16, ritorno ore 17). Per i cicloturisti, c’è la possibiità di caricare la bici e tornare a Mesola/Rivà in barca. In abbinata al servizio navetta, c’è l’escursione “Verso le origini del Delta, sulle tracce della Via Popillia” in bici e in barca. Per chi sceglie questa possibilità, il ritrovo dei partecipanti è alle ore 14.30 a Rivà di Ariano (possibilità di traghettamento da Mesola), dove si incontra la guida, per partire insieme in bici sull’argine in direzione Ariano nel Polesine. Quindi, è prevista la sosta a San Basilio per una visita alla chiesetta, agli scavi e al Centro Culturale. Si prosegue poi sull’argine fino a raggiungere Ariano Polesine, dove si prende il battello per rientrare a Mesola/Rivà. Biglietto: 10 euro, 5 euro per bambini da 6 a 12 anni, bambini fino a 6 anni gratis. Recupero bici (in barca o con apposito carrello) 4 euro, bici da bambino 2 euro.

 

Semina vongole laguna Caleri

Semina vongole laguna Caleri

Nel parte nord del Parco, dove nidificano beccacce e rondini di mare e si coltivano gli orti. Altra bella e interessante escursione di circa 2 ore alla scoperta dell’attività della pesca in valle e dell’acquacoltura è quella nella laguna Caleri, che si trova fra la foce dell’Adige e il Po di Levante, ed in cui spicca la valle da pesca Ca’ Pisani, “scrigno culturale” in cui si tramandano le tecniche di lavoro, le conoscenze e le esperienze e il linguaggio di valle con detti e parole che appartengono alla sola cultura valliva, tutti saperi non rintracciabili nei libri.. Ccon il pontoon boat (una barca dal fondo piatto) di Marino Cacciatori (prenotazioni 329-8607631 tel. 0426-380314) si naviga nei fondali bassi tra gli “orti di mare”, dove vengono seminate e raccolte le vongole. Chi desidera, può concludere il tour con la visita del Giardino Botanico di Porto Caleri, area tra la laguna e il mare in cui convivono i mirco-ecostistemi del Delta del Po veneto.

 

Il Ghebo parte esterna

Il Ghebo parte esterna

 

Monica Cristina e Alessio de Il Ghebo

Monica Cristina e Alessio de Il Ghebo

Il menù del pescatore in una “baita di mare”. Ritemprato con le visite lo spirito, c’è da ritemprare anche il corpo. A questo proposito, da Porto Levante, villaggio di pescatori e di diporto che si distende tra le lagune Vallona e Marinetta, si può raggiungere in barca lo Scanno Cavallari, un lungo lembo di sabbia che difende la laguna dall’acqua del mare e che si estende dalla foce del Po di Maistra fin quasi ad Albarella. Qui si trova una deliziosa “baita di mare”, il Rifugio Il Ghebo (tel. 348.9157201-346.5370982, con spiaggia privata e servizio traghetto) gestito da Monica, Cristian e Alessio e dove, in uno scenario unico tra i riflessi della laguna e il profumo del mare, si può gustare il menù del pescatore a base di prodotti ittici locali (costo 30 euro in media per un antipasto, un primo e un secondo).

Gestione rifiuti, avviso regionale per contributi a feste e sagre paesane

Mauizio Conte

Maurizio Conte, assessore regionale all’Ambiente

Anche quest’anno gli organizzatori di feste e sagre potranno fare richiesta alla Regione di contributi finalizzati ad incentivare la riduzione della produzione di rifiuti e favorire la raccolta differenziata. Su proposta dell’assessore alle politiche ambientali Maurizio Conte, la giunta veneta ha infatti approvato il provvedimento che consentirà la pubblicazione di un avviso pubblico per la presentazione delle domande, una volta ottenuto il parere favorevole della competente commissione consiliare. L’importo disponibile è di 100 mila euro.

Contributo di 700 euro a ciasun ente promotore. Il contributo sarà quantificato entro il limite massimo di 700 euro da concedersi a ciascun promotore di eventi (feste, sagre) e, comunque, calcolato tra il 35% e il 70% delle spese effettivamente sostenute e documentate per l’acquisto di stoviglie riutilizzabili, che siano piatti, bicchieri e posate in materiale durevole, nonché, ove non fosse possibile, di stoviglie biodegradabili e compostabili in mais o “Mater Bi” o “PLA” o polpa di cellulosa. La raccolta differenziata dovrà essere effettuata nel rispetto delle categorie merceologiche individuate dalla normativa.

Nel futuro, estensione contributi anche a mense. “La corretta gestione integrata dei rifiuti – sottolinea Conte – si attiene a specifici criteri che prevedono la prevenzione e la riduzione alla fonte della produzione dei rifiuti e, in secondo luogo, il recupero mediante il riciclo, il reimpiego e il riutilizzo dei materiali. Questi obiettivi richiedono la promozione ed il sostegno di ogni attività ed iniziativa che consegua la minimizzazione dei rifiuti ed aumenti gli attuali livelli di raccolta differenziata, già ottimi nel Veneto. Nel nostro territorio le sagre e le feste insieme alle mense hanno ampia diffusione e costituiscono un’importante luogo di aggregazione che consente di poter raggiungere una platea numericamente significativa da sensibilizzare su questi temi. Inoltre, gli eventi sul territorio coinvolgono numerosi addetti all’organizzazione”. Sulla scorta della positiva esperienza maturata nel corso delle passate annualità in occasione dei corrispondenti bandi da parte di associazioni e parrocchie animate da notevole sensibilità e disponibilità nel perseguire le finalità promosse dall’iniziativa regionale, gli incentivi saranno concentrati per sostenere soltanto feste e sagre paesane, prevedendo comunque, in un prossimo futuro, la possibilità di estendere l’azione di sostegno anche a favore delle mense.

(Fonte: Regione Veneto)

6 luglio 2014, il Festival dei casoni e delle acque chiude a Codevigo (PD) con uno spettacolo teatrale allestito presso l’Idrovora di Santa Margherita

Idrovora CodevigoDomenica 6 luglio 2014, alle ore 21, la sesta edizione di “Scene di paglia – Festival dei casoni e delle acque” chiude con il nuovo spettacolo di teatro–canzone di Giovanni Dell’Olivo (www.giovannidellolivo.com). Si tratta di uno studio in anteprima per il festival  che racconta il tema dell’abbandono dal punto di vista delle donne protagoniste dell’Odissea, messo in scena con un allestimento unico, creato appositamente per l‘Idrovora di Santa Margherita a Codevigo (PD).

Incontri Faccia a Faccia con i luoghi della nostra terra. “Animare un luogo operativo, di lavoro quotidiano, come un impianto idrovoro con il teatro è un’occasione unica per valorizzare bellezze architettoniche che racchiudono la storia del nostro territorio e per avvicinare gli spettatori a conoscere il mondo della bonifica”  dichiara Eugenio Zaggia – presidente del Consorzio di bonifica Bacchiglione. “Il festival itinerante Scene di paglia – continua il presidente – ha il valore aggiunto di condurre lo spettatore in un viaggio di incontri Faccia a Faccia, come dice il titolo dell’edizione di quest’anno: Faccia a Faccia con i luoghi della nostra terra, Faccia a Faccia con tematiche attuali affrontate con l’arte del teatro, Faccia a Faccia tra attori e spettatori”.

Visite guidate gratuite a partire dalle 18. L’ impianto idrovoro di Santa Margherita è uno degli impianti di maggior valore storico–artistico del comprensorio. Realizzato nel 1888, per garantire il deflusso meccanico delle acque del territorio della Saccisica,  conserva in ottimo stato i motori Diesel degli anni ’30 ed un percorso informativo sulle vicende del bacino idrografico “Sesta Presa”.  L’impianto idrovoro, in occasione dello spettacolo, sarà aperto per visite guidate a partire dalle 18.00. Per info e prenotazioni visite: 049/871133 – 346/3221977 – comunicazione@consorziobacchiglione.it L’ingresso è libero. Prima dello spettacolo sarà offerta una degustazione di vini da parte del Consorzio di tutela vini delle Corti benedettine.

(Fonte: Consorzio di bonifica Bacchiglione)

 

Acqua, bene comune, cosa possono fare i singoli cittadini per evitare gli sprechi

acqua_rubinetto--400x300Da un rubinetto che gocciola si possono perdere fino a 4000 litri di acqua in un anno. E se a perdere è il wc possono andare sprecati anche 100 litri di acqua al giorno. A ricordarlo è l’assessore regionale all’ambiente, Maurizio Conte, prendendo spunto dalle recenti giornate di grande calura all’inizio della stagione estiva e richiamando l’impegno di tutti per evitare sprechi.
Acqua, bene comune. “Quello che conta innanzi tutto – aggiunge Conte – è che sia diffusa una cultura dell’acqua come bene comune da salvaguardare nell’interesse generale. Il successo di un intervento normativo di qualsiasi livello dipende dalla stretta collaborazione e dall’azione coerente, anche a livello locale, oltre che dall’informazione, dalla consultazione e dalla partecipazione dell’opinione pubblica e ovviamente degli utenti. Ad ognuno quindi la sua parte: da un lato le direttive, le norme e i piani di stretta competenza delle Autorità preposte alla tutela delle acque. Dall’altro lato quello che possiamo fare come singoli cittadini. Con il nostro comportamento si può contribuire a far diminuire gli sprechi e conseguentemente anche i costi ad essi collegati e a migliorare la qualità dell’acqua”.
Accorgimenti da osservare. Per quanto riguarda l’utenza, gli uffici tecnici della Regione sottolineano che far funzionare la lavatrice o la lavapiatti a pieno carico, permette di risparmiare in un anno anche oltre 10.000 litri d’acqua potabile. Applicare un filtro con miscelatore d’aria (del costo di pochi euro) al rubinetto arricchisce il getto d’aria, riducendo fino a metà la fuoriuscita dell’acqua. Si possono risparmiare anche 6000 litri/anno per famiglia. Lo sciacquone del water è il 30% dei consumi domestici. Un sistema a quantità differenziata per lo scarico del water, permette di risparmiare oltre 20.000 litri di acqua ogni anno.
Usare detersivi appropriati, biodegradabili in tempi brevi, senza fosforo e in quantità limitate, compatibili con l’ambiente, è una scelta in favore di un minor inquinamento e di una riduzione dei costi. Nel water non vanno gettati rifiuti, neanche di piccole dimensioni tanto meno farmaci, liquidi pericolosi per l’ambiente. Un litro d’olio rende non potabile un milione di litri d’acqua. La rimozione e la depurazione dell’acqua da tutti i residui ha un costo che ritroveremo puntualmente in bolletta.
Rispetto all’idrologia, il territorio di pianura del Veneto può essere approssimativamente distinto in tre fasce: una fascia di ricarica degli acquiferi, una fascia delle risorgive e una fascia di media e bassa pianura. “E’ evidente – conclude Conte – che le principali azioni di tutela avranno più efficacia se applicate nella fascia più a monte. E’ qui, nelle province di Verona, Vicenza, Padova e Treviso, che le azioni per il risparmio idrico, la ricarica delle falde, la prevenzione dall’inquinamento, o in altre parole la tutela quali–quantitativa, avranno incisività. E grazie ad una sempre più precisa conoscenza del nostro territorio possiamo “georeferenziare” le azioni pubbliche, perché siano veramente utili e sostenibili”.
(Fonte: Regione Veneto)

Manzato: “Mezzo miliardo di euro per la montagna”

image004Grande inizio per Boster Nord-Est, inaugurato ieri ed in programma nella Piana della Foresta Regionale del Cansiglio (BL-TV) fino a domenica 8 giugno.

Montagna strategica anche per la pianura. In fiera era presente anche l’assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato, che ha sottolineato l’importanza di eventi simili per la valorizzazione delle montagne e del settore forestale. “La montagna veneta – ha riferito l’assessore – riceverà quasi mezzo miliardo di euro dalla prossima programmazione del PSR 2014-2020, ben il 40% del totale; uno sforzo importante per questo territorio assolutamente strategico anche per la pianura. Anche per questo motivo, Veneto Agricoltura deve continuare a dare servizi e idee al settore primario come l’evento fieristico Boster Nordest, che porta innovazione e promozione al bosco veneto e all’Alpago”.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

 

Venezia, il Mose e tu

img(di Cristina De Rossi, socio ARGAV) Sarà sicuramente solo una coincidenza, ma è singolare che gli arresti dei 35 presunti implicati nelle tangenti del Mose di Venezia siano avvenuti nella Giornata Mondiale dell’Ambiente.

Cristina Rossi legge la testimonianza mandata da Bepi De Marzi

Cristina De Rossi

E’ oltremodo simbolico che si faccia pulizia, si aprano le finestre e le porte per sbattere i tappeti impregnati dallo sporco della corruzione, dal finanziamento illecito e dalla frode fiscale, proprio nel giorno dedicato alla riflessione sulle azioni che ognuno di noi può compiere per il miglioramento delle condizioni del proprio ambiente.

La laguna si risveglia come ogni giorno, ma oggi le sue acque sono ancora più torbide e melmose: il sindaco della città è agli arresti e con lui altri nomi di grosso calibro, politici e amministratori, che hanno segnato nel bene e nel male il destino del Veneto, e non solo, negli ultimi decenni.

Mazzette, tangenti, favori, imboscamenti di danaro, uomini e donne corrotti e compiacenti: se tutto ciò verrà provato, saremmo di fronte all’ennesima umiliazione nei confronti dei cittadini probi e onesti, dei figli ignari della delinquenza dei padri.

Venezia e il Mose sono piatti succulenti, da sbrodolarsi di sugo fino alle orecchie. Se le accuse troveranno conferma, vorrà dire che questi signori non hanno usato il tovagliolo per pulirsi la bocca, ma le banconote, per milioni di euro.

Vorrà dire che hanno mangiato avidi e voraci più dei gabbiani, peggio dei pesci siluro che sradicano flora e fauna nei nostri fiumi, fino a renderli privi di vita altra.

Vorrà dire che a noi cittadini verrà tolta, per l’ennesima volta, la voglia di credere e sperare in un mondo più pulito e non solo per l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo, il cibo che mangiamo.

Vorrà dire instillare in maniera prepotente il sospetto che sono e siamo tutti uguali, ladri, furbi, parassiti.

Vorrà dire punire e umiliare quanti, nelle associazioni, nei partiti, nella società civile, hanno dato il loro disinteressato contributo per aiutare il prossimo e creare un mondo più giusto.

Vorrà dire essere ancora costretti a respirare l’aria fetida dei palazzi e dei salotti in cui incontreremo ancora politici accaparratori, avidi, disonesti, che più hanno più rubano.

Vorrà dire sentirsi impotenti nel non poterli cacciare a calci nel sedere, liberando le loro sedie, arieggiando le loro stanze che puzzano di disonestà , ancorché abbellite da quadri e suppellettili, forse messi ad arte per coprire il marcio e occultarne il lezzo.

Ma tutto questo si saprà alla fine, dopo i processi, perché si deve partire dal presupposto che tutti sono innocenti, finché non viene provato il contrario.

Essere garantisti è una conquista intellettuale, serve a moderare l’istinto.

Ma ora gli arresti effettuati nell’alba liquida di una Venezia sonnacchiosa e stiracchiante, portano inevitabilmente a un pensiero meno nobile: che di garantito ci sia solo la galera.

6-8 giugno 2014, a Pian Cansiglio (BL) c’è “Boster Nord-Est”, la fiera out-door dedicata a bosco e territorio

Boster-Nord-Est-2014_NEWManca un giorno all’avvio della prima edizione nel Nord Est di BOSTER, atteso evento fieristico out-door dedicato al settore boschivo, filiera del legno e gestione sostenibile delle montagne. Palcoscenico della “tre giorni”, che segna la nascita di un nuovo progetto fieristico per il settore delle filiere del legno, sarà la Piana della foresta regionale del Cansiglio (BL-TV), che da venerdì 6 a domenica 8 giugno 2014 si arricchirà di macchinari e attrezzature della filiera bosco-legno.

Organizzatori. BOSTER nord-est è organizzata dalla società Paulownia Italia srl in collaborazione con Veneto Agricoltura che ne cura la sezione dei convegni e degli appuntamenti tecnico scientifici; gli altri partner organizzativi sono il dipartimento TESAF dell’Università di Padova, gli Uffici Forestali di Regione Veneto e Regione Friuli Venezia Giulia. Grazie ad una ricca rassegna di incontri e workshop, la fiera darà voce alle istanze del mondo forestale in termini di domanda e offerta di lavoro, di qualificazione professionale e di rappresentatività delle ditte boschive. Saranno dibattute le politiche di sviluppo delle filiere foresta-legno e i temi più sentiti dagli operatori di settore.

Venerdì 6 giugno il Tendone A ospiterà le attività inerenti all’argomento “Selvicoltura”. Incontro di apertura è il Workshop “Selvicoltura 2020 – La risorsa “foresta” in tempo di crisi globale” a cura di Veneto Agricoltura che introdurrà il tema dalle 9:00 alle 10:00; in seguito, con la formula dei gruppi di lavoro interattivi, saranno presi in esame, attraverso l’intervento di specialisti e con il supporto di approcci SWOT, tre temi selezionati: dalle biomasse forestali a fini energetici; Rete Natura 2000 e aree protette; competitività delle imprese boschive. Il Workshop continuerà dalle 10:00 alle 13:00 con lo sviluppo di lavori, da parte dei gruppi, sul tema mirato “Selvicoltura in aree Rete Natura 2000 e in aree protette” che saranno poi presentati e discussi dalle 14:30 per concludersi alle 17:00.

Il Tendone B presenta una fitta agenda di attività ed incontri che si turneranno durante le tre giornate di Fiera. Si parte la mattina del 6 giugno con il Convegno “PEFC, certificazioni ambientali e di prodotto” che avrà luogo dalle 10:00 alle 11:30 e che precederà la Cerimonia di inaugurazione (12:00– 14:00). Nel primo pomeriggio riprenderanno i Convegni con una parentesi nel settore Design&Architettura: “Abitare il design sostenibile”, l’orario è 14:30 – 16:30. La giornata si concluderà con l’attività ITLAS / Labor Legno che prevede la visita e l’illustrazione del cantiere forestale. Segue aperitivo di chiusura lavori.

Il Tendone C ospiterà, il primo giorno di fiera, due Laboratori: Dalle 9,15 alle 10,00 Laboratorio tecnico pratico sulla “Manutenzione ordinaria di attrezzature per i lavori in bosco”, mentre dalle 15:30 fino alle 16:15 si svolgerà il Laboratorio tecnico pratico “Manutenzione ordinaria di attrezzature forestali”. Interessante presenza in fiera è la rete di imprese per la filiera del legno Consorzio Legno Veneto che mostrerà il proprio progetto imprenditoriale, le aziende associate, le loro attività e i loro prodotti. Il 6 giugno, dalle 10:00 alle 13:00, continueranno i lavori del Working group del WK “Selvicoltura 2020” – La risorsa “foresta” in tempo di crisi globale-Competitività imprese forestali, mentre nel pomeriggio, dalle ore 15.00 alle 18.00, si svolgerà il Seminario per professionisti “Legno Veneto: tecnologie sostenibili per l’edilizia”.

Sabato 7 giugno al Tendone A, si terranno, in mattinata (9:30 – 12:30), il Convegno del dipartimento TESAF dell’Università di Padova dal titolo “Viabilità forestale regionale: il suo ruolo strategico tra competitività e funzionalità” e, nel primo pomeriggio (14:30 – 15:30) la Cerimonia Speciale per i primi 10 anni di PEFC dei boschi regionali  Veneti, con la premiazione del primo miele italiano certificato. Sarà possibile partecipare “all’lllustrazione del sistema di pagamento dei servizi ambientali del bosco”, dalle 15:30 alle 16:30: saranno presentate da parte dei dirigenti di Regione Veneto e FVG le prossime misure del PSR a favore del settore forestale e delle filiere del legno.

Il Tendone B, inizierà le attività alle 9:30 con la “Presentazione ITLAS per architetti, progettisti ed installatori”, iniziativa privata su invito personale alla quale seguirà il tour in Cansiglio. Alle 11:00 verrà, invece, presentato il “Confronto tra Veneto e FVG sulle misure a favore del settore forestale e filiere del legno – Nuovo PSR 2014-2020”. Al Tendone C avrà luogo il Corso di formazione: Il Direttore dei lavori in Selvicoltura,  l’orario è  9:30 – 13:00; mentre dalle 15:30 alle 16:45 verrà ri-presentato il Laboratorio tecnico pratico sulla “Manutenzione ordinaria di attrezzature per i lavori in bosco”. Per il settore edilizia in legno ( Tendone Consorzio Legno Veneto) l’appuntamento è con  il Seminario per proprietari forestali pubblici e privati “il valore delle certificazioni per le filiere locali”, l’orario di inizio è 12:30, terminerà alle 13:00. Sabato dà il via, anche, alle visite guidate per poter approfondire l’esperienza Boster: organizzate sia per conoscere il Museo dell’Uomo, sia per visitare il Giardino Botanico del Pian del Cansiglio. Partiranno alle 10:30, e nel primo pomeriggio, alle 14:30.

Domenica 8 giugno le attività si concluderanno al Tendone B con un tocco artistico-culturale, sarà infatti possibile assistere alla “Presentazione della  Mostra fotografica di documenti storici dall’Archivio di Stato di Venezia” (11:00 – 12:00). Visite Guidate organizzate sia per conoscere il Museo dell’Uomo sia per visitare il Giardino Botanico del Pian del Cansiglio partiranno alle 10:30, e nel primo pomeriggio, alle 14:30. Visita guidata anche verso la Mostra sui cervi allestita all’interno del Giardino Botanico,  domenica sarà possibile osservarla dalle 10:30 alle 16:30.

Le iniziative collaterali. Altrettanto ricca e variegata l’offerta di iniziative che si susseguono nei tre giorni di fiera. Si segnala la possibilità di vedere applicate le tecniche gestionali più innovative e i macchinari in azione presso il cantiere forestale di Veneto Agricoltura con la collaborazione del TESAF dell’Università di Padova, tra dimostrazioni pratiche di Treeclimbing ed Illustrazioni del Cantiere Forestale di un bosco certificato che avverranno tutti i giorni alle 11:00 ed alle 15:30. Interessanti da seguire sono anche le visite guidate giornaliere lungo il percorso di visita alle piazzole dimostrative (visite a cura di Compagnia delle Foreste) con partenze diversificate ( 10:00; 11:15; 14:30; 15:45). Altre attività da non perdere sono le visite, con partenza dal sito fieristico, alle aree del progetto MANFOR e alle opere contro il dissesto idrogeologico con tecniche di ingegneria naturalistica a cura della Regione Veneto. Dedicati agli operatori di settore saranno i Laboratori Tecnico-Pratici sulla manutenzione ordinaria di attrezzature forestali, ed il laboratorio analisi biocombustibili a cura del TESAF. Non mancheranno inoltre momenti spettacolari rivolti anche al grande pubblico, come il grande show dello STIHL Timbersports con prove di agilità, forza e precisione nell’uso degli attrezzi forestali e, in esclusiva, le prove dimostrative del Campionato Italiano del Pentathlon e Triathlon del Boscaiolo della Federazione Italiana Boscaioli (F.I.B.).

(Fonte: Boster Nord Est)