• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

31 maggio e 1 giugno 2014, a Venezia le azioni di pulizia in Veneto di “Spiagge e fondali puliti”, campagna promossa da Legambiente

operazione_spiagge_fondali_pulite_2006_024Una marea di plastica: i rifiuti più frequenti sulle nostre spiagge sono bottiglie e contenitori di plastica. Seguiti da tappi e coperchi, a pari merito con i mozziconi di sigaretta, poi da stoviglie usa e getta di plastica, dai cotton fioc e da mattonelle e calcinacci. Sono i risultati dell’indagine curata da  Legambiente secondo il protocollo scientifico del ministero dell’Ambiente e di Ispra, nell’ambito della campagna Spiagge e Fondali puliti – Clean up the Med, dedicata alla pulizia e alla difesa della spiaggia in programma il 31 maggio e 1 giugno 2014.

In Veneto. Il Comune di Venezia ha aderito all’iniziativa di Legambiente Venezia (legambientemestre@gmail.com) organizzando un doppio appuntamento: sabato 31 maggio intervento di pulizia all’Isola dei Laghi, isola della laguna nord di Venezia, appuntamento dalle ore 9.00  a Mazzorbo Fondamenta S. Caterina, dalle ore 10.00 alle ore 12.30 intervento di pulizia, dalle ore 13.00 pranzo al forte di Mazzorbetto (euro 6,00 necessaria preiscrizione telefonando o inviando una mail a: quagliati@libero.it oppure telefonando a 3358310465), dalle ore 14.30 alle ore 16.30 attività ludico ricreative, ore 17.00 ritorno a Mazzorbo fondamenta S. Caterina. Il trasporto da Mazzorbo all’isola dei Laghi e al forte di Mazzorbetto sarà effettuato con imbarcazioni private di associazioni che collaborano all’iniziativa. Domenica 1 giugno intervento di pulizia alla spiaggia di Pellestrina (pennello 11 – 13) fermata autobus scuola media Loredan, appuntamento alle ore 9.30 piazzale scuola Loredan, dalle ore 10.00 alle ore 12.30 intervento di pulizia, saranno messi a disposizione alcuni premi per  la classe e il gruppo più numeroso, la classe con più genitori e la famiglia più numerosa, il gruppo che arriva da più lontano ecc. per un massimo di 8 tipologie, dalle ore 13.00 alle ore 14.00 rinfresco c/o il campo sprtivo, dalle 14.30 premiazioni, dalle ore 15.00 alle ore 16.30 iniziative ludico ricreative.

I dati dell’indagine. I volontari dell’associazione ambientalista hanno eseguito l’indagine nella prima metà di maggio su un’area di 130.040 mq, pari a quasi 20 campi da calcio, monitorando in totale 24 spiagge monitorate, situate nei comuni di Genova, Viareggio (Lu), Orbetello (Gr), Scarlino (Gr), Fiumicino (Rm), Anzio (Rm), Pozzuoli (Na), Pollica (Sa), Giardini Naxos (Me), Palermo, Agrigento, Gela (Cl), Ragusa, Pachino (Sr), Noto (Sr), Catania, Policoro (Mt), Pisticci (Mt), Casalabate (Le), Tricase (Le), Brindisi, Polignano a Mare (Ba), San Benedetto del Tronto (Ap). Secondo diversi studi – spiega Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente – circa il 70% dei rifiuti marini affonda e circa il 15% resta in superficie. Questo significa che i risultati dei campionamenti effettuati sulle spiagge rappresentano solo la punta dell’iceberg di un problema ben più complesso. Per questo servono azioni concrete di salvaguardia e sviluppo dell’ambiente marino e delle coste con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati e dei territori”.

La tipologia di immondizia rinvenuta sulle spiagge. Sui litorali monitorati, la plastica è la categoria di rifiuto che batte tutti gli altri, con una percentuale del 65% sul totale di 15.215 rifiuti rinvenuti. Plastica di tutte le forme e dimensioni, dalle bottiglie agli shopper, dai tappi, al polistirolo, i secchi, le stoviglie usa e getta ma anche molti oggetti derivanti dal comparto della pesca. Il 9% degli oggetti plastici rinvenuti (più di 1.500), infatti, è costituto da reti, galleggianti, nasse, fili da pesca, senza contare l’ingente quantitativo di frammenti di polistirolo (che potrebbero essere i resti di cassette per il pesce). A seguire, ricoprono a tappeto le nostre spiagge i mozziconi di sigaretta (7%). Sono stati contati 1.035 mozziconi, il residuo di oltre 50 pacchetti di sigarette. Non mancano ai primi posti in classifica i metalli (6%) con lattine, barattoli e bombolette spray, seguiti dai rifiuti sanitari (5%) come cotton fioc, assorbenti, preservativi, blister. Poi materiali di costruzione al 4% (mattonelle e calcinacci), vetro al 3% (specie bottiglie), rifiuti di gomma (pneumatici, guanti) e tessili (scarpe, vestiti) entrambi al 2%.

I rifiuti sanitari – al quarto posto in classifica – sono il segnale preoccupante dell’inefficienza dei sistemi depurativi. Non solo che servono campagne di sensibilizzazione sui rifiuti da non buttare nel wc, ma talvolta gli impianti di depurazione sono inefficienti e non riescono a filtrare neanche oggetti solidi di una certa grandezza. II 79% degli oltre 500 oggetti contati è stato, infatti, registrato sulle spiagge distanti meno di 1 km da una foce.
Calcolando la superficie delle singole aree analizzate e i rifiuti rinvenuti, è possibile calcolare la densità dei rifiuti per ogni singola spiaggia. Le spiagge con maggiore densità di rifiuti sono quella di Barcarello a Palermo, del Golfo di Talamone a Orbetello (Gr), del Porto di Scarlino (Gr), la spiaggia Babbaluciara di Agrigento e la spiaggia Coccia di Morto/Pesce Luna di Fiumicino (Rm). In queste 5 spiagge, è possibile contare in media fino a 4 rifiuti nella sola superficie occupata da un ombrellone. L’indagine sulla beach litter è stata portata avanti anche in 5 spiagge del Mediterraneo in Grecia, Spagna, Francia e Tunisia, grazie alle organizzazioni di Clean up the Med, per richiamare l’attenzione sull’importanza di avanzare azioni di monitoraggio e di intervento in maniera coordinata tra tutti i Paesi costieri. In estrema sintesi, emerge dal confronto che la densità dei rifiuti in queste spiagge è molto minore rispetto a quelle italiane ma la percentuale di rifiuti plastici più alta.

I rifiuti marini hanno un impatto pesante sugli ecosistemi ma anche sull’economia e sul turismo. Uccelli, tartarughe e mammiferi marini possono restare intrappolati nelle reti da pesca o morire per soffocamento dovuto all’ingestione accidentale di rifiuti. Inoltre, le microplastiche ingerite dagli organismi acquatici sono la causa principale del disequilibrio della catena alimentare e dell’intero ecosistema marino. Sul fronte economico vanno considerati i danni meccanici alle imbarcazioni e alle attrezzature da pesca, allo stock ittico, i costi di pulizia delle aree costiere e le conseguenze sull’appeal turistico.

(Fonte: Legambiente/Comune di Venezia)

 

Il Governo, tramite il Ministero dell’Ambiente, impugna norme regionali di semplificazione burocratica. Luca Zaia: “Ci opporremo con tutti gli strumenti giuridici, sono articoli che non danneggiano l’ambiente né eludono norme di legge dello Stato”.

Luca Zaia, governatore del Veneto

Luca Zaia, governatore del Veneto

Il Governo, tramite il Ministero dell’Ambiente, ha impugnato davanti alla Corte Costituzionale alcune norme contenute nella legge finanziaria della Regione del Veneto in materia ambientale.

Gli articoli impugnati. In particolare, viene contestato l’art. 19 che prevede la possibilità di realizzare opere di regimazione idraulica con il sistema della compensazione, il che consentirebbe alla Regione di dare un valore economico al materiale scavato riutilizzabile e detrarlo quindi dall’importo da pagare alle aziende appaltatrici che eseguono i lavori. L’art. 56, commi 1 e 4, riguarda invece una semplificazione della disciplina relativa alla combustione controllata sul luogo di produzione di residui vegetali non più funzionali all’uso agricolo. Infine, è oggetto di impugnazione anche l’art. 65, comma 2 (tutela della rete ecologica regionale “Natura 2000”) con specifico riferimento alle disposizioni che consentono a determinati interventi di non essere assoggettati a valutazione di incidenza ambientale (VINCA).

La reazione. A fronte dell’azione del Consiglio dei Ministri e sul fatto di attribuzione di competenze tra Stato e Regioni, il governatore del Veneto Luca Zaia scende sul piede di guerra: “Noi ci opporremo con tutte le forze e gli strumenti giuridici, ma il problema di fondo resta: ogni qualvolta cerchiamo di introdurre elementi di semplificazione a favore delle economie dei territori e dei cittadini il governo ci si mette di mezzo”. Gli articoli impugnati – aggiunge il presidente – sono basati su principi di buon senso, semplificazione burocratica e utilità pratica ed economica per la Regione e i cittadini, senza minimamente danneggiare l’ambiente né eludere norme di legge imposte dallo Stato”.“Vedo nei comportamenti di questo governo e nei progetti di riforma solo un disegno neocentralista che disgrega il Paese e punisce chi, come il Veneto, ha saputo dimostrare come si fa buona amministrazione, assumendosene responsabilità e rischi. Pretendiamo autonomia decisionale, operativa e finanziaria”, conclude il presidente veneto.

(Fonte: Regione Veneto)

Proteggersi dai campi elettromagnetici, alcune possibili soluzioni

foto dracenaGrande successo per il convegno “Proteggersi dai campi elettromagnetici: nuove possibilità”,  organizzato da Eureka (Istituto Internazionale di Ricerca e per un alta qualità della vita) in collaborazione con Sefea (Società Europea Finanza Etica e Alternativa)e nell’aula magna dell’Abbazia di Praglia (PD) lo scorso 17 maggio.

I relatori al convegno EurekaE’ tempo di rigenerare. Ad introdurre il convegno Enzo Nastati,  presidente dell’Istituto Eureka, che ha contestualizzato il lavoro costante di Eureka e sottolineato l’importanza della creazione di corsi di formazione che non siano strumenti autoreferenti ma possano raggiungere quante più persone possibili. Fabio Salviato, direttore SEFEA (la finanziaria delle Banche Etiche), ha menzionato alcuni dati relativi ai titoli  “tossici” posseduti dalle prime venti banche del mondo; il sistema finanziario italiano è tecnicamente fallito ed è quindi necessario capire come la nostra generazione riuscirà a trovare soluzioni e se possibile metterci insieme, “perché la strada è stretta e abbiamo poco tempo ancora”. È indispensabile utilizzare responsabilmente il denaro e rigenerare per realizzare qualcosa di concreto.

Il convegno Eureka a Praglia 17.05Necessaria maggiore consapevolezza. A seguire Francesca Guidotti, presidente dell’Associazione RIVE (raggruppa gli eco-villaggi), che ha sottolineato la necessità per la rete degli ecovillaggi di raggiungere tutta la popolazione e per farlo i singoli ecovillaggi devono aprirsi verso l’esterno e far conoscere il proprio lavoro, impegno e speranza di una migliore qualità di vita. In questo senso è fondamentale mantenere in equilibrio le conoscenze scientifico-matematiche e la passione. L’intervento è stato completato da Silvio Palombo. Fabio Prescagin, di “EcoNatura Si”, ha rinnovato il suo impegno costante a fianco di Eureka, nella ricerca e nella conduzione di esperimenti in ambienti chiusi per raggiungere l’auspicata consapevolezza delle persone rispetto ai rischi dei CEM sui viventi.

Bambini i soggetti più a rischio. Mimmo Tringale, rivista AMM Terranuova, pur non presente, ha portato un contributo al convegno  esprimendo  il suo impegno di sostegno alla ricerca dell’Istituto e l’importanza del coinvolgimento delle persone che pian piano stanno acquisendo una crescente sensibilità rispetto al tema della sicurezza e della protezione dai CEM. Ciascuno di noi può alimentare la “massa critica” e diffondere il meritevole messaggio proposto nel corso del convegno e quotidianamente da chi è impegnato in questa difficile missione. L’architetto Enzo Micelli ha illustrato i risultati a livello fisico-tecnologico delle ricerche condotte negli istituti proposti sugli effetti concreti che i CEM hanno sugli individui; innanzitutto è emerso come siano più esposti a tali rischi i bambini che presentano in misura maggiore disturbi da elettrosensibilità, come tachicardia, mal di testa e stanchezza. È necessario operare una distinzione tra campi artificiali e naturali, rispettivamente nocivi e assolutamente sopportabili per l’uomo e gli esseri viventi in generale. I CEM influiscono sulla melatonina, sulle funzioni cognitive e  sui sistemi genetici. Per fare fronte a queste criticità sarebbe utile limitare l’uso dei dispositivi ad alta frequenza nei minori di 14 anni e adeguare i limiti di emissione di tali onde. Elena Tosoratti ha presentato gli esperimenti messi a punto da Eureka e i risultati raggiunti. In particolare, l’Istituto ha ragionato nella direzione di modificare gli ambienti in cui viviamo e che siano investiti dai CEM in modo da renderli quanto più immuni possibili dagli effetti negativi degli stessi.

Gli strumenti utili individuati in questo senso comprendono: un prodotto omeopatico, definito “Repel CEM” e lemnistica semplice e triplice, un filo elettrico sagomato ad 8 armonico. Questi due strumenti sono stati poi applicati concretamente, dando origine ad ulteriori due prodotti: la pianta Dracena composta con granuli di argilla espansa e impregnata di prodotto omeopatico e un dispositivo parallelepipedo con lemnistica triplice. È stato dimostrato come siano tutte iniziative efficaci nella schermatura dai CEM e nel miglioramento sostanziale della qualità di vita in ambienti indoor.  La ricerca dell’Istituto Eureka e dei suoi partners combinata con corsi di formazione e iniziative volte a implementare la partecipazione attiva di tutti gli individui, porterebbe sicuramente ad un globale miglioramento della qualità della vita.

(Fonte: Eureka)

Chioggia (Ve), realizzato canale con golene anti-allagamento di Sottomarina e migliorativo dell’ambiente

Consorzio Bonifica BacchiglioneLunedì 26 maggio 2014 ci sarà l’inaugurazione dei lavori realizzati a Chioggia (VE) dal Consorzio di bonifica Bacchiglione nell’ambito dell’Accordo di programma per la salvaguardia ambientale del bacino del Lusenzo nella laguna di Venezia

È stato realizzato un grande canale con golene, lungo circa 2000 m e largo da 5 a 15 metri, in grado di invasare 50.000 metri cubi d’acqua, regolato da un impianto idrovoro terminale con scarico nel fiume Brenta. Le opere realizzate a Chioggia hanno  l’obiettivo di “creare spazio” all’acqua per evitare gli allagamenti a Sottomarina e migliorare la qualità ambientale dell’area. I lavori ultimati riguardano due finanziamenti: “Completamento ricalibratura e gestione invasi nell’area di Brondolo di Chioggia” euro 1.289.497,00 (fondi per il disinquinamento della laguna di Venezia) ed il “Potenziamento idrovora di Brondolo e adeguamento della rete di bonifica (Chioggia)” euro 3.060.000,00 (accordo di programma fra Commissario Delegato per l’emergenza idraulica di settembre 2007, Magistrato alle Acque di Venezia, Ministero dell’Ambiente, Regione Veneto, Veritas spa, Comune di Chioggia e Consorzio di bonifica Bacchiglione).

(Fonte: Consorzio di bonifica Bacchiglione)

Tremila agricoltori veneti all’Assemblea Coldiretti per chiedere un’Europa diversa

in PLATEA1Tre mila imprenditori agricoli erano presenti ieri all’Assemblea Coldiretti riunitasi a Milano per chiedere un’Europa diversa. Con loro, nel parterre, c’erano anche il governatore Luca Zaia, il presidente del Consiglio Clodovaldo Ruffato, gli assessori Elena Donazzan, Marino Finozzi, Daniele Stival e Massimo Giorgetti, il sottosegretario all’Ambiente Barbara Degani e altri rappresentanti europei, provinciali e locali.

Piazza: “Europa spesso complice dei grandi interessi”. Un colpo d’occhio di grande impatto pari a circa 10mila berretti gialli, ovvero gli agricoltori di Coldiretti che nel capoluogo sventolano la bandiera del vero “Made in Italy”. Chiedono trasparenza, legalità, controlli serrati per tutelare le produzioni dalla contraffazione. “Ci siamo organizzati perché i ritardi della politica non possono fermare le nostre attività, ne scoraggiare l’entusiasmo e la volontà delle nuove generazioni che scelgono di investire nel lavoro dei campi come sfida professionale – spiega Giorgio Piazza, presidente di Coldiretti Veneto – siamo consapevoli del nostro ruolo e abbiamo intrapreso percorsi virtuosi che sono diventati veri e propri progetti come la filiera agricola italiana, i mercati agricoli per la vendita diretta e l’apertura alla società civile attraverso la fornitura di servizi con fattorie didattiche, sociali e il verde pubblico. Ci siamo dati da fare nonostante un’ Europa spesso complice dei grandi interessi”.

Zaia ribadisce il suo no alle trivellazioni in Adriatico. Sulla scia della valorizzazione del giacimento enogastronomico come volano del turismo è intervenuto pure Luca Zaia ribadendo il suo no alle trivellazioni in Adriatico, ultimo degli spauracchi in ordine di tempo e ricordando di aver vissuto in prima persona la mobilitazione alle frontiere anche da Ministro dell’Agricoltura appurando sul posto il danno vissuto quotidianamente dai produttori, che per quanto riguarda il Veneto mantengono performances di un comparto portandolo agli alti livelli in fatto di tipicità blasonate sviluppando un fatturato pari a più di 5 miliardi di euro.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Sabato 24 maggio 2014, i soci ARGAV in visita all’Ortodidattico di Lusia (RO)

Lattuga gentile_cappuccina_cipollotti_ rapanelli_rucolaArmati di sporta, come tutti i cittadini invitati di Rovigo e provincia, anche i soci ARGAV parteciperanno sabato 24 maggio alla presentazione ufficiale dell’Ortodidattico, che si terrà a Lusia a partire dalle ore 16 fino alle 19 presso l’azienda agricola omonima in via Provvidenza 684 (info tel. 425-667475, cell. 336-794014 email: mymag@tin.it). La sporta sarà utile per chi vorrà raccogliere liberamente fragole e verdure di stagione, dalle lattughe alle indivie, dai cipollotti ai finocchi agli zucchini, coltivati con tecniche naturali in difesa della biodiversità. Il prezzo di verdura e frutta raccolti sarà lasciato alla decisione, e al buon senso, di chi la raccoglie.

Renato Maggiolo mentre raccoglie cipollottiBiodiversità come superamento del biologico e portare il cittadino in campagna più che il contadino in città. La struttura è nata su iniziativa di due lusiani, Renato e Francesco Maggiolo, rispettivamente enogastronomo e agricoltore, desiderosi di portare, più che il contadino in città, il cittadino in campagna e di promuovere la biodiversità ambientale come superamento del biologico.  L’azienda agricola conta due ettari di terreno, impiantati e seminati con le varietà di ortaggi che crescono nel clima del Polesine, con intorno alberi e arbusti appartenenti a 40 diverse varietà, studiati per essere ognuno ricettacolo di qualche insetto utile. Vi è inoltre un percorso olfattivo composto da un centinaio di essenze aromatiche. Al di là della giornata di presentazione ufficiale, la libera raccolta delle verdure all’Ortodidattico è sempre possibile, dall’alba al tramonto di tutti i giorni, anche festivi e  chi lo desidera può aiutare nei lavori, gruppi e scuole in visita possono essere accompagnati previa telefonata.

In programma anche una dimostrazione di una zappatrice meccanica “bio”, a seguire, aperitivo a base di verdure. L’evento, realizzato in collaborazione con Argav (Giornalisti agroambientali di Veneto e Trentino Alto Adige), ha il sostegno del Consorzio per lo Sviluppo del Polesine nell’ambito delle attività realizzate attraverso il progetto di iniziativa comunitaria “APP4INNO” di cui il Consvipo è partner: “Il forte spirito d’iniziativa e il carattere innovativo che contraddistingue quest’attività ha reso l’Ortodidattico un’idea vincente e siamo lieti di poterne cogliere con questo appuntamento i primi risultati”, afferma Angelo Zanellato, presidente del Consorzio. Dopo una breve presentazione dell’azienda agricola, ci sarà la dimostrazione di un’innovativa zappatrice meccanica di fabbricazione inglese ma adattata alle esigenze della piccola orticoltura attenta alla biodiversità dalla cooperativa Comagri di Lusia. L’incontro terminerà con un aperitivo a buffet a base di verdure preparato dalla trattoria Al Ponte di Lusia.

—

Non si ferma il consumo di suolo in Italia, triste primato per Veneto e Lombardia

agricolturaE’ stato presentato il Rapporto Ispra sul consumo del suolo in Italia. Il trend è sempre più preoccupante perché non rallenta e continua a procedere al ritmo di 8 metri quadrati al secondo.

Triste primato per Lombardia e Veneto. Nel 2012,  é stato perso un altro 7,3% di suolo, pari a quasi 22.000 kmq. I comuni più cementificati sono Napoli (62,1%),Milano (61,7%), Torino (54,8%), Pescara (53,4%), Monza (48,6%), Bergamo (46,4) e Brescia (44,5). A livello regionale, si legge nel Rapporto dell’Ispra, mantengono il “primato nazionale” della copertura artificiale la Lombardia e il Veneto con oltre il 10%, mentre Emilia-Romagna, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia si collocano tutte tra l’8 e il 10%. Si consuma suolo anche per costruire infrastrutture che insieme agli edifici ricoprono quasi l’80% del territorio artificiale. Più in dettagli, le strade asfaltate e le ferrovie arrivano al 28%, le strade sterrate e le infrastrutture di trasporto secondarie al 19%, gli edifici al 30%, i parcheggi, i piazzali e le aree di cantiere al 14%.

Gli impatti sui cambiamenti climatici. Nel suo Rapporto, l’Ispra parla anche di “forti impatti sui cambiamenti climatici: la cementificazione galoppante ha comportato dal 2009 al 2012 l’immissione in atmosfera di 21 milioni di tonnellate di CO2 per un costo complessivo stimato di 130 milioni di euro”. Effetti di questa trasformazione si hanno anche sull’acqua e sulla capacità di produzione agricola. Tra il 2009 e il 2012 a causa dell’impermeabilizzazione abbiamo perso una capacita di ritenzione pari a 270 milioni di tonnellate di acqua che, non potendo infiltrarsi nel terreno, deve essere gestita (in base ad uno studio del Central Europe Programme il costo della gestione dell’acqua non infiltrata in Italia dal 2009 al 2012 é stato stimato intorno ai 500 milioni di euro). Infine, si segnala che è anche disponibile un’applicazione per segnalare nuove perdite di terreno: i ricercatori dell’Ispra hanno infatti messo a punto un programma per individuare nuove zone consumate.

(Fonte: Europe Direct Veneto)

20 maggio 2014, a Trento si tiene il seminario “Coltivare la terra, trasformare il paesaggio”

-1Partendo dagli spunti sollecitati dalla mostra “Terre coltivate – Storia dei paesaggi agrari del Trentino”, organizzata dalla Fondazione Museo storico del Trentino, il seminario “Coltivare la terra, trasformare il paesaggio” che si terrà a Trento presso le Gallerie di Piedicastello martedì 20 maggio 2014 alle ore 16.30, intende proporre alcune riflessioni sul tema del rapporto tra agricoltura e paesaggio.

Programma. La conservazione e la valorizzazione del paesaggio, infatti, è strettamente connessa alle pratiche agricole sviluppate nel corso della storia e in diverse forme dalle comunità locali. Un’attività agricola e forestale che riconosce nel paesaggio un elemento essenziale delle prospettive di sviluppo richiede scelte di pianificazione appropriate accompagnate da un’attenta riflessione sugli orientamenti e sulle pratiche consolidate. Apertura dei lavori. Carlo Daldoss, assessore alla Coesione territoriale,  Urbanistica, Enti locali ed Edilizia abitativa della Provincia autonoma di Trento; Terre coltivate: paesaggi in trasformazione, Giorgio Tecilla, segretario del Forum Osservatorio del Paesaggio, Provincia autonoma di Trento; Storia dell’agricoltura e paesaggi rurali delle Alpi Annibale Salsa, Comitato  Scientifico di step- Scuola per il governo del territorio e del paesaggio; Il valore dei paesaggi agricoli, Sabrina Diamanti, CONAF-Consiglio Nazionale Agronomi Forestali; Trasformazioni dei paesaggi agricoli nello spazio alpino, Paola Sabina Lupo Stanghellini, EURAC Bolzano; Tavola rotonda: Nuove forme dell’agricoltura e nuove opportunità di paesaggio, introduce e modera,  Alessandro de Bertolini, Fondazione Museo storico del Trentino, intervengono: Gabriele Calliari, presidente Coldiretti del Trentino, Fabrizio Dagostin, dirigente Servizio Agricoltura Provincia autonoma di Trento, Mauro Fezzi, direttore Generale Fondazione Edmund Mach, Claudio Maurina, presidente Ordine Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Trento, Giorgio Perini, vicepresidente di Acli Terra del Trentino. Link iscrizioni on line.

(Fonte: Trentino School of Management)

Sabato 24 maggio 2014, nell’Ortodidattico di Lusia (RO), il cittadino (ri)diventa contadino: impara a conoscere le verdure di stagione, le raccoglie e se le gusta a casa! All’evento, in visita anche i soci ARGAV.

Famiglia raccoglie verdure Ortodidattico

Libera raccolta di verdure nell’Ortodidattico

Sabato 24 maggio 2014, a partire dalle ore 16.00 si terrà a Lusia (RO), in via della Provvidenza 684, (tel. 0425.667475, cell. 336-794014) la presentazione ufficiale dell’Ortodidattico, il profumo della freschezza, innovativo progetto agricolo a cura di Renato e Francesco Maggiolo, rispettivamente enogastronomo e agricoltore locale, sorto con l’obiettivo di portare il cittadino in campagna – e non solo i contadini in città con i loro mercati – nonché di promuovere la biodiversità ambientale come superamento del biologico.

Lattuga gentile_cappuccina_cipollotti_ rapanelli_rucola

verdure e aromi nell’Ortodidattico

Un habitat “ripopolato” naturalmente. L’Ortodidattico è un’azienda agricola di due ettari di terreno, impiantati e seminati con tutte le varietà di ortaggi che crescono nel clima del Polesine, con intorno alberi e arbusti appartenenti a 40 diverse varietà, studiati per essere ognuno ricettacolo di qualche insetto utile. Vi è inoltre un percorso olfattivo composto da un centinaio di essenze aromatiche. Nella coltivazione orticola non c’è nessuno impiego di chimica, in quanto è stato scelto di affidarsi alla biodiversità ambientale, vale a dire alla varietà di organismi viventi in esso presenti, per la cura e la sanità dei prodotti. Biodiversità che viene periodicamente monitorata attraverso apposite valutazioni della qualità dell’acqua, dell’aria e del suolo.

La presentazione del progetto agricolo. L’appuntamento di sabato 24 maggio inizierà alle 16 con la presentazione dell’Ortodidattico Logo Ortodidatticoa cura di Renato Maggiolo. A seguire, ci sarà una dimostrazione di un’innovativa zappatrice meccanica, fabbricata in Inghilterra e adattata alle esigenze della piccola orticoltura da una cooperativa di servizi agricoli di Lusia (Comagri), per togliere le erbacce senza diserbo e senza la lunga fatica della zappatura. I visitatori potranno raccogliere liberamente le verdure di stagione pronte nell’Ortodidattico. Il prezzo della verdura raccolta non è stabilito da chi lo coltiva ma viene lasciato alla decisione e al buon senso del visitatore-compratore. “Bisogna imparare ad apprezzare le verdure naturali sia nel gusto ma anche nel sapergli dare un prezzo”, spiega Maggiolo. L’incontro terminerà con un gustoso aperitivo elaborato con verdure e centrifugati di verdure dalla trattoria Al Ponte di Lusia.

Renato Maggiolo mentre raccoglie cipollotti

Renato Maggiolo mentre raccoglie cipollotti nell’Ortodidattico

Il cittadino torna in campagna. “L’ortodidattico vuole essere un’occasione per riprendere quel dialogo tra produttori e consumatori interrotto dalle logiche del mercato che hanno portato molti orticoltori di Lusia a chiudere l’attività in quanto non riescono a pareggiare i costi e ad una diminuzione dei consumi di frutta e verdura a causa dei prezzi troppo alti e alla mancanza di gusto e freschezza dei prodotti”, spiega Renato Maggiolo. Che aggiunge: “Il progetto vuole dunque invogliare il cittadino a diventare contadino, almeno per qualche mezz’ora alla settimana, senza “costringere” invece gli agricoltori a diventare fruttivendoli, perché il cittadino deve tornare a dialogare con la Natura e il proprio territorio, capire quando un ortaggio è fresco e conoscerne il miglior utilizzo in cucina”.

Angelo Zanellato

Angelo Zanellato

Un nuovo approccio al settore primario per renderlo più competitivo. L’evento è stato reso possibile grazie al sostegno del Consorzio per lo Sviluppo del Polesine nell’ambito delle attività realizzate attraverso il progetto di iniziativa comunitaria “APP4INNO” di cui il Consvipo è partner: “Il forte spirito d’iniziativa e il carattere innovativo che contraddistingue quest’attività l’ha resa un’idea vincente e siamo lieti di poterne “cogliere” con tale appuntamento i primi risultati”, afferma con soddisfazione Angelo Zanellato, presidente del Consorzio.

Laghetto per fitodepurazione acqua Ortodidattico

Ortodidattico, laghetto per la fitodepurazione dell’acqua

La libera raccolta delle verdure nell’Ortodidattico è sempre possibile, dall’alba al tramonto di tutti i giorni, anche festivi e  chi lo desidera potrà aiutare nei lavori. I visitatori troveranno sempre qualcuno in grado di dare spiegazioni e consigli per l’uso degli ortaggi in cucina e su come coltivare il proprio orto domestico nel rispetto della terra. Per visite di gruppi e scuole, possibilità di essere accompagnati previa telefonata (0425-667475, cell. 336-794014) o email: mymag@tin.it

E’ nato il Parco della laguna Nord di Venezia

mappa_parco_leggeraIl Consiglio comunale di Venezia ha approvato la delibera di istituzione del Parco regionale ambientale e antropologico di interesse locale della laguna Nord di Venezia. Entro tre mesi la giunta comunale proporrà al consiglio le linee guida del piano ambientale, che verrà successivamente approvato dando così pienamente vita al parco.

Sostegno ad agricoltura, pesca e turismo “intelligente”. L’istituzione del Parco della laguna Nord riporta al centro dell’attenzione le isole della laguna, l’arcipelago che ha meglio conservato i caratteri tradizionali della civiltà lagunare e che soffre da anni una condizione difficile. Il Parco sarà lo strumento per tutelare questi caratteri e rigenerarne la vitalità, garantendo migliori opportunità per le comunità residenti, migliore mobilità e possibilità di residenza, sostegno alle attività sia tipiche (in primis agricoltura e pesca tradizionali) sia nuove (come le forme intelligenti e leggere di turismo, alternative al modello “di massa”), in un quadro di rigorosa tutela ambientale.

(Fonte: Comune di Venezia)