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Nutrie, non diminuisce l’allarme nelle campagne

NutriaLe modifiche introdotte nella legge n.157/92 sull’attività venatoria hanno inserito la nutria fra le specie nocive, equiparandone lo status giuridico a quello di talpe, ratti, topi, arvicole. Di conseguenza le nutrie sono state sottratte alla disciplina della citata legge quadro statale e ai piani di controllo approvati dalle Province. Questa novità, spiega Confagricoltura Veneto, ha creato un vuoto normativo, che non è stato colmato dalla Circolare interministeriale del 31.10.2014, che prevede il trasferimento delle competenza in materia, dalla Regione e dalle Province, ai Comuni.

Abbattimento nutrie possibile solo durante la stagione venatoria. Il provvedimento, infatti, si limita a ribadire che le nutrie sono equiparate agli animali infestanti e dannosi e quindi contro di esse è possibile l’utilizzo di tutti gli strumenti sinora impiegati per le specie nocive con obiettivo anche l’eliminazione totale, analogamente a quanto si fa nelle derattizzazioni. Tuttavia, conferma Confagricoltura Veneto, il quadro normativo che si è così formato non è sufficiente a fornire agli agricoltori i punti di riferimento necessari. Stante la situazione attuale, infatti, l’abbattimento delle nutrie sarebbe possibile solo durante la stagione venatoria, il che non basta per tenere sotto controllo la  proliferazione di questa specie, considerato che altri mezzi quali le gabbie per la cattura o le esche usate per i ratti sono da ritenersi per varie ragioni inadeguati o sconsigliabili. Rimane ancora aperto, poi, il problema dello smaltimento delle carcasse.

Regione chiamata ad attivarsi. Di conseguenza Confagricoltura Veneto ha deciso di sollecitare gli Assessori regionali competenti affinché assumano le iniziative che ritengono necessarie, o direttamente o intervenendo su altri livelli istituzionali, per permettere un’efficace azione di contenimento e se occorre di eliminazione di questa specie, così dannosa per la salvaguardia dei canali di irrigazione, di scolo e dei corsi d’acqua in genere e quindi così pericolosa non solo per l’attività agricola ma per la collettività tutta.

Fonte: Confagricoltura Veneto

Nella Pedemontana tra il Brenta e il Piave, nasce il “Montegrappa Outdoor Park”, rete di percorsi naturalistici ad impatto slow

Montegrappa Outdoor ParkE stato presentato nei giorni scorsi il progetto di parco tematico “Montegrappa Outdoor Park” (www.internet-planet.it), che prevede la messa in rete di itinerari slow nella Pedemontana tra il Brenta ed il Piave. I percorsi si diramano attraverso gli otto Comuni della Comunità Montana del Grappa, e attraversano i luoghi della Grande Guerra, della Strada dei Vini del Montello e dei Colli Asolani nonché della Strada dell’Architettura e dell’Archeologia.

Oltre 50 percorsi georefenziati. In particolare, il portale web raccoglie oltre 50 percorsi individuati e tracciati nei comprensori di Borso del Grappa, Crespano del Grappa, Paderno del Grappa, Castelcucco, Monfumo, Possagno, Cavaso del Tomba e Pederobba. Si tratta di percorsi ad impatto slow, che non hanno richiesto nessun intervento strutturale in loco, fruibili soprattutto a piedi, magari con i bastoncini del Nordic Walking, tecnica sempre più praticata dagli appassionati del camminare. Alcuni degli itinerari sono percorribili anche in mountain bike  e bicicletta. Navigando nel portale, si possono visualizzare i percorsi e scaricarli in formato gpx, usufruendone poi in loco con i propri dispositivi. I percorsi sono tematizzati per valorizzare e scoprire il patrimonio storico artistico del territorio, i prodotti tipici ed enogastronomici, i luoghi della memoria con particolare attenzione ai siti legati alla Grande Guerra di cui si avvicinano le celebrazioni del Centenario.

Un portale a servizio dei turisti, dei cittadini e delle imprese. Il turismo nella Pedemontana veneta guarda sempre più ad un turismo attivo, che unisce la natura alla cultura e alla tradizione in una dimensione di autenticità e di “esperienza del viaggio”. In tal senso, il progetto si affianca ad altre iniziative presenti sul territorio, come il Club di Prodotto “Treviso Provincia dello Sport” , istituito dalla direzione turismo provinciale e dal Consorzio di Promozione Turistica Marca Treviso. Montegrappa Outdoor Park è destinato a coinvolgere anche le attività turistiche e commerciali locali: infatti, a tutti i partner che sottoscriveranno il disciplinare di adesione al progetto, verrà data visibilità all’interno del portale attraverso la segnalazione della struttura sulla mappa degli itinerari e la condivisione di iniziative territoriali. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con la Regione Veneto, il Gal Altamarca e la Comunità Montana del Grappa ed è stata presentata dal presidente della Comunità Montana, Giovanni Bertoni, insieme a Silvia Moro, assessore al Turismo della provincia di Treviso. All’incontro, sono inoltre intervenuti  la vicepresidente nazionale Anwi (Associazione Nordic Walking Italiana) e Francesca Zuccolotto dell’Agenzia Discovering Veneto, che ha presentato il portale web.

Fonte: Discovering Veneto

Ambiente in Veneto. La crisi economica “abbatte” anche le polveri sottili, ma la bruciatura delle biomasse aumenta le sostanze cancerogene nell’aria. Conte: servono risorse vere dallo Stato per la difesa ambientale del territorio.

Stelluto Conte

da sx Fabrizio Stelluto (presidente ARGAV) e Maurizio Conte (assessore all’Ambiente e alla Difesa del suolo Regione Veneto)

(di Marina Meneguzzi) Ciò che non potè l’uomo, potè la crisi. Che, indirettamente, porta una notizia positiva per la nostra salute. Nel corso del 2014, è diminuita, infatti, la quantità di PM10, le polveri sottili presenti nell’atmosfera, dannose per l’apparato respiratorio, e lo si deve ad interventi strutturali, come ad esempio il miglioramento del sistema di abbattimento dei fumi industriali, ma anche al fatto che, purtroppo, molte aziende hanno chiuso i battenti e che, per risparmiare, viaggiamo di meno in auto. Ad evidenziare il dato, tra i tanti temi trattati, è stato Maurizio Conte, assessore all’Ambiente e alla Difesa del suolo della Regione Veneto, nella conferenza stampa di fine anno relativa agli impegni presenti e futuri per la tutela del territorio e svoltasi ieri, lunedì 15 dicembre, a Palazzo Balbi a Venezia, in collaborazione con ARGAV, rappresentata dal presidente Fabrizio Stelluto.

Bruciatura biomasse il prossimo problema ambientale? Un dato allarmante emerso durante l’incontro è la forte crescita nell’aria di benzo(a)pirene, un idrocarburo cancerogeno che viene emesso dalla bruciatura di biomasse (legna, pellet), sistema di riscaldamento domestico preferito negli ultimi anni per il risparmio economico rispetto al metano. Da notare, che da alcuni giorni a questa parte è stato annunciato l’aumento dell’IVA al 10 al 22% del pellet, lievitazione che guarda più al miglioramento delle entrate del Paese piuttosto che a un sistema di disicentivazione all’uso. Altra brutta notizia dal punto di vista ambientale riguarda il bellunese, dove, nell’inverno 2013/14, l’eccessiva piovosità e le abbondanti nevicate hanno causato gravi ed estesi danni al patrimonio boschivo – si parla di circa 500 mila alberi caduti -. Dopo le note dolenti, l’incontro stampa è proseguito con una disamina delle azioni intraprese dall’assessorato per la salvaguardia del territorio ed illustrate da Conte e dai dirigenti responsabili: dalle grandi opere per la mitigazione del rischio idrogeologico, agli interventi di contrasto dell’erosione costiera e di ripristino dei litorali, alle iniziative per ridurre l’inquinamento atmosferico. Di seguito, potete leggere nello specifico i punti trattati, evidenziati da una nota stampa dell’assessorato.

Un anno a difesa dell’ambiente veneto. Conte: servono risorse vere dallo stato. “Il “Piano delle azioni e degli interventi di mitigazione del rischio idraulico e geologico”, redatto dalla Regione del Veneto dopo l’alluvione del 2010, prevede interventi strutturali per l’importo complessivo di oltre 2,7 miliardi di euro”, ha riferito Conte. Che ha aggiunto: “Finora la Regione ha investito circa 500 milioni. E’ un importo ancora limitato rispetto all’obiettivo complessivo, ma sicuramente rilevante per il bilancio regionale. Il problema di fondo è avere una disponibilità di risorse vere da parte dello Stato oppure liberare le risorse bloccate dai vicoli del Patto di stabilità da utilizzare per il dissesto idrogeologico”.

Bacini di laminazione, lavori già avviati e in via di attuazione. I bacini di laminazione rappresentano le azioni strutturali prioritarie per l’attuazione di una politica di difesa idraulica del territorio. Sono stati avviati i lavori sul Timonchio per la cassa di espansione di Caldogno e a breve inizieranno quelli per il bacino di Trissino, entrambi nel vicentino. Essendo ora state individuate le risorse finanziarie necessarie, è stato annunciato che la Giunta Regionale procederà a giorni ad autorizzare l’avvio delle procedure di appalto e realizzazione del bacino di laminazione sul fiume Bacchiglione a monte di Viale Diaz nei Comuni di Vicenza e Caldogno (VI), che avrà un costo complessivo € 18.750.000; del bacino di laminazione “Anconetta” sul fiume Agno-Guà-S. Caterina nei Comuni di S. Urbano e Vighizzolo d’Este (PD) per un costo complessivo € 15.700.000; del bacino di laminazione di “Prà dei Gai” sul fiume Livenza nei Comuni di Portobuffolè e Mansuè e sul fiume Monticano in Comune di Fontanelle (TV) per un costo complessivo € 39.000.000. Ad oggi si sono invece già concluse le procedure di gara dei bacini sul torrente Alpone in località Colombaretta, nel comune di Montecchia di Crosara (VR), e sul torrente Muson, nei comuni di Fonte e Riese Pio X (TV), mentre è in corso quella per il bacino S. Lorenzo sul torrente Tramigna nei comuni di Soave e S. Bonifacio (VR). Nel 2015 sarà quindi possibile dare inizio ai lavori su tutti questi tre bacini di laminazione.

Rischio idrogeologico. L’assessore Conte ha inoltre fatto presente che, con la rimodulazione delle risorse del Fondo per lo sviluppo e coesione 2007-2013 (ex FAS), sono state incrementate le risorse da destinare alla linea di intervento per la riduzione del rischio idrogeologico a 61.750.000 euro, consentendo la realizzazione di ulteriori interventi a regia regionale. Tra questi ci sono anche interventi di contrasto dell’erosione costiera e di ripristino ambientale dei litorali per quasi 11 milioni: 1,1 milioni a Bibione, 3,5 milioni a Caorle, 3 milioni più altri 1,4 milioni a Jesolo e Cavallino-Treporti, 1,8 milioni a Chioggia.
In materia di sicurezza idraulica, la Regione finanzierà inoltre interventi di manutenzione di carattere straordinario sui fossi di privati e enti pubblici nei comuni con popolazione inferiore ai 20 mila abitanti: è disponibile un importo complessivo di circa 4 milioni 400 mila euro, a fronte di richieste per circa 11 milioni di euro.

Idrovia Padova-Venezia. Si è appena conclusa la gara per l’affidamento dell’incarico per la redazione del progetto preliminare per il completamento dell’Idrovia Padova-Venezia come canale navigabile con funzione anche di scolmatore del fiume Brenta. In via provvisoria, fino all’espletamento di tutti i controlli previsti dalla normativa, si è aggiudicata l’incarico l’associazione temporanea di studi professionali composta da Technital di Verona e Beta Studio di Ponte S. Nicolò (PD). La precisazione da parte dell’assessore Conte dello stato di provvisorietà di assegnazione dell’incarico è dovuta al fatto che la società veronese Technital fa parte delle imprese del Consorzio Venezia Nuova, al centro dell’inchiesta Mose. “La Technital ha fatto l’offerta migliore, ma se non avrà i requisiti previsti dalle norme, tra cui quelle di verifica antimafia e antiriciclaggio, l’incarico passerà alla seconda in graduatoria”, ha precisato Conte. “Il progetto sarà redatto – ha continuato l’assessore- sentendo anche le amministrazioni locali, l’Interporto di Padova e il Porto di Venezia sia per quanto riguarda il dimensionamento dei natanti per il trasporto merci fino alla Laguna di Venezia, sia come soluzione anche per i problemi idraulici dell’area.

Miglioramento dell’aria. Nuove tecnologie e crisi economica hanno favorito una costante diminuzione delle emissioni inquinanti in atmosfera. Va però in controtendenza la crescita del benzo(a)pirene dovuto all’uso di biomasse per il riscaldamento domestico. Tra le azioni messe in campo in sinergia con altre realtà, il Veneto ha aperto anche una serie di bandi che hanno come finalità ultima il miglioramento della qualità dell’aria. Sono quattro e riguardano la rottamazione di stufe e caldaie obsolete, la sostituzione di automobili inquinanti, l’applicazione di sistemi di bike sharing e l’adeguamento degli impianti di illuminazione pubblica. I dati non sono ancora definitivi, in quanto non sono ancora chiuse del tutto le operazioni di protocollo a causa delle istanze pervenute negli ultimi giorni (i bandi scadevano il 10 dicembre). I dati finora disponibili dicono che per il bando stufe e caldaie (2 milioni di euro) sono state presentate circa 500 richieste; per il bando auto (2 milioni di euro) circa 450 richieste; per il bando illuminazione (4 milioni di euro) circa 100 richieste; per il bando bike sharing (1,1 milioni di euro) 81 richieste con obiettivo di trasferire il trasporto delle persone dalle auto private alle biciclette.

Settore forestale. L’annata è stata caratterizzata dal pesante condizionamento meteo-climatico che ha influito su tutta l’attività delle strutture forestali regionali. L’inverno 2013-2014 è stato mite (il terreno non ha mai gelato), piovoso, con copiose precipitazioni nevose nel periodo gennaio – febbraio di neve pesante e sciroccosa che, in particolare nell’alta provincia di Belluno (Comelico, Centro Cadore e Agordino), hanno provocato gravi ed estesi danni al patrimonio boschivo d’alto fusto. La massa legnosa schiantata in provincia di Belluno ammonta a 235.000 mc. E’ andato perso circa il 77% dell’incremento legnoso annuo dei boschi della provincia di Belluno per un danno stimato pari a 7,5 milioni di euro in termini di redditività potenziale compromessa. Sul territorio montano e collinare si è verificato un diffuso stillicidio di fenomeni franosi; spesso non gravi se singolarmente considerati, ma non per questo meno insidiosi e dannosi soprattutto se valutati nell’impatto sulla realtà territoriale locale. In questo quadro d’insieme va inserito anche il tragico evento del 2 agosto a Refrontolo, a seguito della esondazione del Torrente Lierza, costato la vita a quattro persone. I Settori Forestali Regionali hanno attuato un programma annuale di 96 interventi di sistemazione idrogeologica ed idraulico-forestale, per 15 milioni di euro; 26 interventi (per circa 3 milioni di euro) a specifico ristoro degli eventi meteo-alluvionali di gennaio-febbraio 2014 mentre 3 milioni sono stati previsti come dotazione straordinaria per Refrontolo, in aggiunta alle iniziative di pronto intervento. Tutti i lavori sono realizzati direttamente dalle strutture forestali in economia con l’impiego, a livello regionale, di 624 operatori forestali specializzati.

Rifiuti, cave e piano aria. Conte ha infine ricordato che sono già stati presentati in consiglio regionale il nuovo piano rifiuti, il piano cave e il piano aria che hanno concretizzato un processo di programmazione importante, in cui sono state raccolte le esigenze provenienti da vari settori e la più recente evoluzione normativa, avendo come obiettivo primario la messa in sicurezza dei siti a rischio.

Arriva dal Polesine l’albero di Natale della Regione Veneto

albero deseroArriva dal Polesine l’albero di Natale del consiglio della Regione Veneto, a Venezia. E’ stato consegnato questo fine settimana, a Palazzo Ferro Fini, dalla Vivai De Sero di Villadose (Ro) a nome della Coldiretti Rovigo, un abete Normadiana di 3 metri di altezza, nato e cresciuto a Villadose.

La preferenza degli italiani va ad alberi di Natale alti meno di un metro e mezzo. “L’abbiamo trasportato col camion – spiega Filippo De Sero, titolare dell’omonimo vivaio e presidente della sezione Coldiretti Villadose – fino al Tronchetto e da lì, issato sulla barca del consiglio regionale che ha percorso il Canalgrande fino a Palazzo Ferro Fini. E’ ormai il quinto anno consecutivo che la Regione predilige il nostro albero e questo non può che farci piacere. L’abete verrà posizionato all’ingresso di Palazzo Ferro Fini e porterà un po’ di Polesine a Venezia, per tutta la durata delle festività natalizie”.  Una curiosità: quest’anno la Regione Veneto ha chiesto che l’abete fosse un po’ più basso rispetto ai soliti tre metri e 50, forse per empatia rispetto alle scelte obbligate dei cittadini, che oltre a tagliare le spese familiari, hanno tagliato anche l’altezza dell’albero di Natale. Infatti, da un’indagine di Coldiretti risulta che, rispetto a 10 anni fa, complice forse la crisi, l’albero di Natale degli italiani si è accorciato in media di quasi mezzo metro: oggi la maggioranza degli abeti acquistati dalle famiglie hanno un’altezza inferiore al metro e mezzo ed in molti casi non superano neanche il metro.

Fonte: Coldiretti Rovigo

Dicembre 2014, nel padovano, porte aperte alla tipografia “green” Grafica Veneta per vedere come viene stampato un libro

Grafica VenetaGrafica Veneta, la tipografia dei best seller in provincia di Padova, dal mese di dicembre ha deciso di aprire le porte della sua azienda ogni venerdì pomeriggio. Invitati alle visite guidate i cittadini, le famiglie, curiosi e interessati,  tutti colori i quali vogliono assistere in diretta alla nascita di un libro.

La stamperia da qualche anno ha predisposto un percorso didattico – addirittura alberato – per i più piccoli organizzando l’isola della lettura, la biblioteca oasi, la nursery del fumetto, la finestra sull’anteprima di stampa ed ora può offrire un intero tragitto anche per adulti. “Guidare i lettori a toccare realmente un’opera letteraria appena ‘sfornata’ è il nostro obiettivo – spiega il presidente Fabio Franceschi – così, in un contesto di massima sicurezza e accordi contrattuali permettendo, la gente potrà vedere le varie macchine d’avanguardia e assistere alle fasi di produzione di un volume”.  Si tratta di un privilegio riservato a pochi considerato che gli editori danno disposizioni rigorose per la stampa dei propri successi, ma che il patron di Grafica Veneta ha deciso di mettere a disposizione della collettività. “Questa offerta è per noi un investimento aziendale morale – spiega Franceschi – affinchè non ci siano dubbi sull’importanza vera di tenere tra le mani il peso di un racconto o di una storia che niente ha a che vedere con il digitale”.

La carta, anche riciclata, purchè certificata FSC, ovvero l’attestazione internazionale che garantisce che il prodotto proviene da foreste dove sono rispettati dei rigorosi standard ambientali, sociali ed economici, è un materiale determinante per l’imprenditore padovano che ha sempre ammesso l’uso dell’e-book per le ricerche o la consultazione e non lo ritiene un “pericolo” per la sua attività finche’ l’interesse per la cultura passerà  tramite la consistenza di una pagina piuttosto che l’atto di sfogliare un testo su un display. “Ospitiamo spesso intere scolaresche o studenti universitari con docenti e professionisti – ricorda Franceschi –  ora vogliamo coinvolgere chiunque  in questa emozione unica, che svelerà i segreti degli autori e delle case editrici che scelgono di lavorare con noi rispettando l’ecosistema”.

Iscrizioni. Saranno concentrate in gruppi di 25 persone, e scatteranno da oggi, 1 dicembre, quando sarà possibile iscriversi  telefonando al numero 049-9319911 o cliccando su www.graficaveneta.com.  

Fonte: Grafica Veneta

 

Clima, raggiunto un livello di gas serra mai avuto in 800 mila anni, se ne è parlato all’incontro ARGAV-Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd)

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da sx Marco Monai, Fabrizio Stelluto, Andrea Crestani ed Hermes Redi

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Asiago Dop

 

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I produttori ospiti de “La cucina del Wigwam” dedicata all’Asiago Dop

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Nell’arco di 800 mila anni, nella Terra si sono alternati periodi caldi e di glaciazione, rintracciabili attraverso le registrazioni climatiche ottenenute con le analisi del terreno (carotaggi) . Ma in questo lunghissimo arco di tempo, la concentrazione nell’atmosfera di anidride carbonica (gas serra) non aveva mai superato il livello di guardia di 300 punti, fatto invece successo negli ultimi anni, in cui si sono registrati 380 punti con previsioni di crescita a 400. La colpa? Dell’uomo e della sua opera di antropizzazione (combustione gas fossili, deforestazione). A confermare, ancora una volta, il fatto che il cambiamento climatico in atto sia dovuto al fattore umano (dissesto idrogeologico compreso, con relativi tragici fatti che ogni anno colpiscono l’Italia), è arrivato l’intervento di Marco Monai, direttore del Centro Meteo di ARPAV, intervenuto all’incontro ARGAV-Wigwam del 24 ottobre scorso, incentrato sul tema dell’acqua (da contenere, regimare, valorizzare).

Raggiunto presto il punto di non-ritorno? A suffragio di quanto esposto da Monai, arriva anche l’ultimatum lanciato nel frattempo dal rapporto finale dell’Ipcc (il gruppo di esperti sui cambiamenti climatici dell’Onu): “Le emissioni mondiali di gas serra devono essere ridotte dal 40 al 70% entro il 2050 e sparire definitivamente dal 2100, perché la temperatura media della Terra e degli Oceani ha acquistato 0,85C tra il 1880 e il 2012 e resta poco tempo per contenere l’aumento della temperatura entro i 2 gradi centigradi, limite per evitare conseguenze tragiche per l’uomo e la natura”.

Pevisioni meteo, attendibili sono nell’arco di una settimana. Monai ha spiegato che i dati di elaborazione attendibili delle previsioni meteo a livello stagionale sono molto bassi e che per l’Italia è ancora più difficile prevedere il tempo meteorologico al di là della settimana, causa la morfologia del Paese, molto diversificata. Dunque, non si dovrebbe dar retta a coloro che all’inizio di ogni stagione annunciano gran freddo oppure gran caldo, attenendosi a consultare, di settimana in settimana, fonti di informazioni, anche web, accreditate dal punto di vista scientifico. A proposito della condizione idrogeologica del Veneto, Andrea Crestani, direttore di Unione Veneta Bonifiche, altro ospite dell’incontro, ha ribadito la responsabilità dell’uomo sul dissesto in atto nel Belpaese (“abbiamo costruito dove non si poteva”), informando che dagli anni 70/80 del secolo scorso, abbiamo perso terreno agricolo pari a 13 campi di calcio al giorno. Crestani ha spiegato che il Veneto sta migliorando per quanto riguarda il rischio alluvioni – nel 2013 sono stati aperti 130 cantieri utili al riguardo – ma non per quanto riguarda gli allagamenti dei centri urbani, su cui incidono anche le scelte delle amministrazioni locali.

La difesa ambientale della laguna di Venezia. Altro ospite dell’incontro è stato Hermes Redi, direttore di Consorzio Venezia Nuova,  ente concessionario del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Magistrato alle Acque di Venezia per la realizzazione dei piani di salvaguardia della Laguna di Venezia, tra i quali rientra anche il progetto MOSE, finito nella bufera per corruzione, tangenti e fondi neri. Al di là delle vicende giudiziarie – ancora in corso – che hanno travolto politici e imprenditori, Redi ha parlato di come il MOSE, che sarà completato a giugno 2017, non sia solo un progetto ingegneristico italiano per la difesa di Venezia dalle acque alte, ma anche un progetto di difesa ambientale. L’ente, infatti, è nato per salvaguardare Venezia e la laguna, un’area di 550 km quadrati afflitta da problemi di subsidenza, aumento livello maree, mareggiate, erosione, inquinamento, acque alte. A questo proposito, il Consorzio si è attivato nel rinforzare il litorale di Pellestrina, una cinquantina di chilometri in tutto, nell’aumentare la resilienza ambientale del territorio attraverso la ricostruzione di barene per oltre 1600 ettari, nel recuperare le isole abbandonate come le isole della Certosa e di San Servolo, nella difesa ambientale (40 km di canali industriali coperti e 100 km di rive rialzate e restaurate, adattamenti all’innalzamento del livello del mare, come ad esempio a Chioggia).

Tutte le forme dell’Asiago Dop. A fine serata, come è oramai tradizione negli incontri mensili ARGAV-Wigwam, Efrem Tassinato, chef-giornalista e nostro anfitrione, ha curato l’aspetto enogastronomico. La “Cucina del Wigwam”, ha portato in tavola il tema “Il formaggio Asiago DOP e le sue forme“. In particolare, si sono degustati gnocchi farciti al formaggio Asiago Dop (Agostini Elio di San Martino di Lupari), pasta fresca farcita al formaggio Asiago Dop (Pastificio Avesani di Bussolengo), vino Vespaiolo Breganze Doc (Cantina Maculan di Breganze), Asiago fresco Dop (Azienda Agricola Rela di Canove), birra Antoniana (Birrificio Antoniano di Villafranca Padovana), Asiago mezzano Dop (Consorzio Tutela Asiago Dop) e confettura (Azienda Agrituristica del vicentino), Asiago vecchio Dop (Consorzio Tutela Asiago Dop) e miele allo zafferano (Malga Asiago di Massimiliano Gnesotto di Asiago), Asiago stravecchio Dop (Azienda Agricola Rela di Canove e vino Torcolato di Breganze (Cantina Maculan di Breganze). Dulcis in fundo, abbiamo assegnato la deliziosa torta Ortigara (Pasticceria Carli di Asiago).

 

 

 

 

Contratti di Fiume, nel Basso Piave siglato il “Manifesto” che dà avvio all’inziativa di salvaguardia del bacino idrografico

Firma contratto fiume Basso PiaveLunedì 10 novembre scorso, nelle sale del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale, gli aderenti al Comitato Promotore del Contratto di Fiume del Basso Piave hanno siglato il “Manifesto del Fiume”, primo passo fondamentale per la realizzazione e concretizzazione dell’iniziativa.

Che cos’è il Contratto di Fiume. E’ un protocollo giuridico per la rigenerazione ambientale del bacino idrografico di un corso d’acqua (secondo la definizione data dal 2º World Water Forum, il Contratto di Fiume permette “di adottare un sistema di regole in cui i criteri di utilità pubblica, rendimento economico, valore sociale, sostenibilità ambientale intervengono in modo paritario nella ricerca di soluzioni efficaci per la riqualificazione di un bacino fluviale“).

Da proposta, l’iniziativa prende realmente vita. “Con questo atto formale,  l’iniziativa promossa inizialmente da Consorzio BIM Basso Piave, passa ufficialmente da Contratto di Fiume proposto ad attivato”, spiega Marco Abordi, coordinatore tecnico e segreteria del CdF Basso Piave. Che aggiunge: “Il nostro è stato un passo importante, perché i Contratti di Fiume proposti a livello nazionale sono pochi e ancor meno sono quelli che si concretizzano realmente con la formazione di una cabina di regia e di una assemblea plenaria, riconosciuta con delibere di consiglio comunale e provinciale e con l’istituzione dei direttivi di associazione e onlus”. “Il contratto di fiume attivato – continua Abordi – è riconosciuto come strumento operativo dalle autorità di bacino e le misure che verranno previste in modo condiviso, saranno oggetto di finanziamenti europei legati ai fondi strutturali. Queste forme di pianificazione condivisa delle azioni sono riconosciute nella legge “Sblocca Italia” del Governo e vi è un emendamento alla legge 152 già approvato dalla Commissione Ambiente che riconosce i contratti di fiume come strumenti di collegamento tra territorio ed enti”.

I partecipanti. La cerimonia di firma ha visto la partecipazione di tutti gli attori locali promotori: Autorità di Bacino, Associazione Naturalistica Sandonatese, Canoa Club san Donà di Piave, Centro didattico “Il Pendolino”, Comune di Eraclea, Comune di Fossalta di Piave, Comune di Jesolo, Comune di Musile di Piave, Comune di Noventa di Piave, Comune di San Donà di Piave, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Consorzio Bim Basso Piave, Consorzio Bim Belluno, Consorzio Bim Treviso, Consorzio di bonifica Veneto Orientale, Dipartimento Tesaf Università di Padova, FIPSAS Venezia, Gal Veneto Orientale Vegal, Legambiente Veneto Orientale, Provincia di Venezia. Alla cerimonia è intervenuto anche il Coordinatore del Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume, Massimo Bastiani, che ha informato i presenti sulla situazione a livello nazionale e sul riconoscimento del Contratto di Fiume come strumento di attuazione delle politiche nazionali in riferimento a i bacini idrografici, nonchè il riconoscimento del Contratti di Fiume come beneficiari dei prossimi finanziamenti europei dei fondi strutturali.

Prossimo step, un piano di azioni condiviso. Nel corso della cerimonia, è stata premiata anche la vincitrice del bando di concorso “Un logo per il contratto di fiume del Basso Piave” Eleonora Fiorin, risultata vincitrice tra i 29 loghi proposti e concorrenti al premio. L’evento si è concluso con l’impegno di proseguire con i passi futuri previsti dalla metodologia, e quindi sviluppare un piano di azioni condiviso da enti e popolazioni con l’impegno ad allargare il contratto a tutta l’asta del fiume Piave.

Fonte: Cotratto di Fiume Basso Piave

14/11/14, a Trento il convegno “Dolomiti, un patrimonio mondiale in casa nostra”

Dolomiti LogoSi terrà il 14 novembre a Trento (Sala Belli, sede Provincia Autonoma), dalle 8.30 alle 13, la quinta edizione del convegno “Dolomiti, un patrimonio mondiale in casa nostra“,  organizzato dalla Provincia Autonoma di Trento, con il patrocinio della Fondazione Dolomiti-Dolomiten-Dolomites-Dolomitis Unesco, attraverso la TsmStep Scuola per il governo del territorio e del paesaggio.

L’obiettivo principale di questo anno sarà riflettere sulle potenzialità del riconoscimento Unesco alle Dolomiti e sui vincoli e le possibilità della sua valorizzazione. Si approfondiranno le possibili vie della cooperazione tra soggetti, enti e istituzioni per giungere a fare del riconoscimento Unesco un’opportunità effettiva per le comunità residenti. Sara inoltre l’occasione per creare un momento di confronto tra i rappresentanti dei diversi  territori delle Dolomiti per  capire quali possibilità di sviluppo economico e sociale si potranno creare in futuro grazie all’accreditamento Unesco e alle reti che sono nate  sui diversi territori che compongono questa area così piena di significati e di identità differenti.

La ricerca. Durante l’incontro saranno presentati i risultati della ricerca “L’accreditamento Dolomiti-Unesco. Percezioni, significati e potenzialità tra presente e futuro”, realizzata dagli allievi della seconda edizione del Master World Natural Heritage Management. Info e iscrizioni: La partecipazione al Convegno è gratuita con iscrizione obbligatoria fino ad esaurimento posti.  » ISCRIVITI ONLINE «

Programma. Ore 8.30 Accreditamento. Ore 8.45. Apertura dei lavori e saluto delle autorità. Ore 9.00. Prima Sessione “Vivere le Dolomiti –  Valorizzare le Dolomiti”. Considerare le Dolomiti tra percezione e governo (Ugo Morelli, presidente Comitato Scientifico del Master World Natural Heritage Management). Riconoscere e valorizzare i paesaggi dolomitici tra geografia e vivibilità (Franco Farinelli, Università degli Studi di Bologna). Ore 10.00 Seconda Sessione “L’accreditamento Dolomiti-Unesco. Percezioni, significati e potenzialità tra presente e futuro”. Presentazione dei risultati della ricerca a cura degli allievi della seconda edizione del Master World Natural Heritage Management. Ore 11.00. Tavola Rotonda, coordina: Gian Paolo Carbonetto, giornalista, Protagonisti nei territori Dolomitici: Marino De Santa (Legnolandia), Riccardo Felicetti (Pasta Felicetti), Emanuele Montibeller (Arte Sella). Ore 13 conclusione dei lavori.

Fonte: TsmStep School

 

Ambiente. La regione Veneto incentiva la dismissione di auto obsolete e inquinanti.

auto elettricaOttenuto il parere favorevole della competente commissione, la giunta della regione Veneto ha dato il via libera all’operatività del bando che assegnerà un contributo pari a mille euro per la rottamazione dei veicoli inquinanti e la loro sostituzione con automezzi a basso impatto ambientale di nuova immatricolazione.

Inseriti nel bando anche veicoli ibridi ed elettrici. Il provvedimento definitivo, che sostituisce e modifica quello adottato a fine settembre, è stato approvato nel corso dell’ultima seduta. Rispetto alla versione precedente, nel bando sono stati inseriti anche i veicoli ibridi con alimentazione a gasolio ed elettrica e quelli esclusivamente elettrici. Lo ha reso noto l’assessore regionale all’Ambiente Maurizio Conte, sottolineando che il traffico stradale è fonte di emissioni inquinanti come le polveri sottili e gli ossidi di azoto. “Il bando – aggiunge Conte – rientra quindi tra le azioni che la Regione sta promuovendo per prevenire e ridurre le emissioni in atmosfera, analogamente a quanto si prefigge il bando aperto contemporaneamente per la rottamazione di stufe e impianti termici inquinanti. Le agevolazioni previste contribuiranno infatti a togliere dalle nostre strade veicoli obsoleti, incentivando la loro sostituzione con mezzi non solo meno inquinanti ma anche più sicuri”.

Nel complesso la Regione stanzia 2 milioni di euro che saranno ripartiti in contributi di 1.000 euro a ogni richiedente che abbia un veicolo con i requisiti previsti dal bando. I veicoli da rottamare devono appartenere alla categoria M1, destinati al trasporto di persone e alle classi emissive Euro 0 benzina o diesel ed Euro 1, 2, 3. Sono inclusi i veicoli con doppia alimentazione benzina e metano o benzina GPL purché omologati nella classe emissiva Euro 0 benzina. Il nuovo veicolo dovrà essere acquistato a decorrere dalla pubblicazione del bando fino al 31 marzo 2015. Ora sono compresi anche quelli ibridi con alimentazione a gasolio ed elettrica e quelli elettrici. La cilindrata dei nuovi mezzi, a seconda della tipologia, non potrà essere superiore a 2000 cc o a 1600 cc (a benzina). Le classi emissive sono quelle state stabilite dall’Unione Europea.

Fonte: Regione Veneto

Difesa del suolo. Il bacino di laminazione di Caldogno/Villaverla in costruzione utilizzabile già da agosto 2015.

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Luca Zaia, governatore del Veneto

Il bacino di laminazione di Caldogno/Villaverla, a nord di Vicenza, contro le piene del Bacchiglione, sarà terminato entro la fine del 2015. Ma il primo bacino funzionale dei due previsti al suo interno sarà già operativo dall’agosto del prossimo anno. Lo ha confermato lo scorso 17 ottobreil presidente del Veneto Luca Zaia, in visita ai lavori di realizzazione assieme al sindaco di Vicenza Achille Variati e a quelli di Caldogno, Marcello Vezzaro, e di Villaverla, Ruggero Gonzo, oltre a consiglieri regionali.

“E’ la prima grande opera di difesa del suolo che realizziamo in Veneto dopo ottant’anni – ha sottolineato Zaia – e a giorni partiranno i lavori di quello di Trissino, mentre siamo prossimi all’affidamento di quelli di Colombaretta, Muson e San Lorenzo”. A quasi quattro anni dalla grande alluvione del 2010, il bilancio degli interventi per la sicurezza idraulica del territorio veneto è riassumibile nei 925 cantieri realizzati dopo l’evento e nell’avvio delle opere per la riduzione del rischio. Il bacino di Trissino/Caldogno è progettato per trattenere in caso di piena circa 3,8 milioni di metri cubi d’acqua dal torrente Timonchio, ma, tenuto conto del “franco” degli argini di circa un metro, in caso di necessità si potrebbero sfiorare i quattro milioni.

L’opera. non A questa grande vasca stanno lavorando quotidianamente una sessantina di operai di nove ditte diverse, tutte venete, con una cinquantina di mezzi di vario tipo. L’intervento è diviso in due parti separate e funzionanti anche autonomamente, in modo da poter utilizzare uno solo o entrambi gli invasi. Ma non sarà un’opera solo in attesa di eventi estremi: il piano campagna conserverà infatti la vocazione agricola e potrà essere coltivato dai proprietari precedenti. “Non un metro cubo del terreno che viene scavato finisce all’esterno – ha fatto presente Zaia – ma, a seconda della tipologia, viene utilizzato per le arginature o per la ricostruzione del piano campagna”. Le famiglie che abitano lungo l’argine del Timonchio nell’ambito del bacino, dove si trova l’argine che divide le due sezioni, si trasferiranno in nuove abitazioni, avendo accettato la proposta che garantisce loro sicurezza e nessun danno economico. Ringrazio i proprietari e quelle famiglie – ha affermato Zaia – perché hanno dato un esempio di come si affronta un problema come quello della sicurezza collettiva; e ringrazio anche gli ambientalisti che hanno collaborato a questo lavoro.

Burocrazia sempre in agguato. Attesa e necessaria, l’opera ha messo ancor più in evidenza la necessità che i lavori di salvaguardia del territorio, e dunque della vita umana, non possono seguire le ordinarie procedure degli interventi pubblici, pena blocchi e ritardi le cui conseguenze si sono viste nei giorni scorsi a Genova. Basta un ricorso qualsiasi per fermare tutto – ha ricordato Zaia – e questo oggi non se lo può permettere nessuno. E a questo oggi si aggiungono i tagli dalla Legge di Stabilità, che metteranno in forse e impediranno di finanziare le opere necessarie. Gli hanno fatto eco gli altri tre sindaci: troppe leggi e procedure arretrate – ha ripetuto Variati – mentre occorrono normative più efficienti, anche in mano a commissari, per superare le disgrazie che abbiamo avuto. Il parlamento potrebbe decidere tutto questo in un paio di mesi.

Fonte: Regione Veneto