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Fino all’11 maggio 2014, in mostra a Venezia le meraviglie del nostro Pianeta (ancora) integre

©SebastiãoSalgado/Amazonas	Images

Isole South Sandwich, 2009 © Sebastião Salgado/Amazonas Images

Sarà aperta al pubblico fino all’11 maggio 2014 a Venezia presso la Casa dei Tre Oci la mostra “Genesi. Fotografie di Sebastião Salgado“, realizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, da Amazonas Images e prodotta da Contrasto e Civita Tre Venezie, a cura di Lélia Wanick Salgado.

Grido di allarme per il nostro pianeta. Genesi è l’ultimo grande lavoro di Sebastião Salgado, il più importante fotografo documentario del nostro tempo: uno sguardo appassionato, teso a sottolineare la necessità di salvaguardare il nostro pianeta, di cambiare il nostro stile di vita, di assumere nuovi comportamenti più rispettosi della natura e di quanto ci circonda, di conquistare una nuova armonia.

In mostra circa 240 fotografie: dalle foreste tropicali dell’Amazzonia, del Congo, dell’Indonesia e della Nuova Guinea ai ghiacciai dell’Antartide, dalla taiga dell’Alaska ai deserti dell’America e dell’Africa fino ad arrivare alle montagne dell’America, del Cile e della Siberia. Genesi di Sebastão Salgado è un viaggio fotografico nei cinque continenti per documentare, con immagini in un bianco e nero di grande incanto, la rara bellezza del nostro principale patrimonio, unico e prezioso: il nostro pianeta.

Cinque sezioni. Salgado ha realizzato le fotografie andando alla ricerca di quelle parti del mondo ancora incontaminate, di quei segmenti di vita ancora intatta, in cui il nostro pianeta appare ancora nella sua grandiosa bellezza e dove gli elementi, la terra, la flora, gli animali e l’uomo, vivono in un’armonia miracolosa, come in una perfetta sinfonia della natura. La mostra è suddivisa in cinque sezioni che ricalcano le zone geografiche in cui Salgado ha realizzato le fotografie: Il Pianeta Sud, I Santuari della Natura, l’Africa, Il grande Nord, l’Amazzonia e il Pantanàl. In mostra anche le immagini che ritraggono popolazioni che ancora vivono in totale armonia con gli elementi, con le piante native e con gli animali selvatici; gli Yanomami e i Cayapó dell’Amazzonia brasiliana; i Pigmei delle foreste equatoriali del Congo settentrionale; i Boscimani del deserto del Kalahari in Sudafrica; le tribù Himba del deserto namibico; le tribù delle più remote foreste della Nuova Guinea.

Il ruolo dell’uomo in natura. Dice Salgado: “Personalmente vedo questo progetto come un percorso potenziale verso la riscoperta del ruolo dell’uomo in natura. L’ho chiamato Genesi perché, per quanto possibile, desidero tornare alle origini del pianeta: all’aria, all’acqua e al fuoco da cui è scaturita la vita; alle specie animali che hanno resistito all’addomesticamento; alle remote tribù dagli stili di vita cosiddetti primitivi e ancora incontaminati; agli esempi esistenti di forme primigenie di insediamenti e organizzazione umane. Nonostante tutti i danni già causati all’ambiente, in queste zone si può ancora trovare un mondo di purezza, perfino d’innocenza. Con il mio lavoro intendo testimoniare com’era la natura senza uomini e donne, e come l’umanità e la natura per lungo tempo siano coesistite in quello che oggi definiamo equilibrio ambientale”.

Info utili. La casa dei Tre Oci (tel. 041-2412332), sede della mostra, si raggiunge dalla stazione di Venezia Santa Lucia con il vaporetto n. 2 (fermata Zitelle). Orario: tutti i giorni 10-19, venerdì 10-21, chiuso martedì. Biglietti: 10 euro intero, 8 euro ridotto, 22 euro speciale famiglia, 4 euro speciale scuole.

(Fonte: Genesi, Sebastião Salgado)

Nel veneziano siglato un accordo tra “pubblico e privato” per abbattere Co2

Sgambaro Carbon printUn accordo che sigla la bontà, alimentare e ambientale, quello presentato ieri a Forte Marghera (Ve), nell’ambito del progetto comunitario LIFE + Carbomark coordinato dalla Regione Veneto. Pierantonio Sgambaro, dell’omonimo pastificio di Castello di Godego in provincia di Treviso, insieme al titolare di GiPlanet Spa di Piove di Sacco (PD) e con i sindaci di Mel (BL) e Lusiana (VI) hanno firmato un protocollo che li impegna a mantenere le aree boschive comunali dalle quale riceveranno in cambio ossigeno per compensare le emissioni di anidride carbonica prodotte dai loro stabilimenti.

I Comuni rinunciano a tagliare legname e l’impresa ricompensa il mancato guadagno. Nel mercato volontario dei crediti di carbonio controllato dalla Regione Veneto c’è solo un business, quello pulito, come l’aria prodotta da 62.800 piante nei 314,20 ettari di Mel. Se si calcola che ogni ettaro governato a fustaia è in grado di trattenere una tonnellata di Co2 quelle fissate in totale, sommando anche l’area di Lusiana, sono 414 ogni anno. In sostanza un circuito virtuoso che fa onore al nord est, un sodalizio tra pubblico e privato, in cui le amministrazioni locali rinunciano a tagliare legname e l’impresa ricompensa il mancato guadagno, sostenendo i costi della cura e manutenzione degli alberi fino a trent’anni d’età. Un’iniziativa apprezzata anche dal presidente del Consiglio Regionale Clodovaldo Ruffato, dal vice della Commissione Agricoltura Graziano Azzalin e dal consigliere regionale Pierangelo Pettenò presenti alla firma ufficiale tra le parti. Con loro anche il vice presidente nazionale del Club di Kyoto Francesco Ferrante che ha tenuto a battesimo, cosi come aveva già fatto in passato in qualità di leader di Legambiente, quando lo stesso Pierantonio Sgambaro lo invitò nelle coltivazioni di grano duro in Puglia per spiegargli che il migliore chicco per la pastasciutta più al dente era italiano.

Dal km zero all’impronta verde. Ora ogni pacco di pasta firmato “Sgambaro” avrà, oltre al bollino del Kmzero, anche l’impronta verde sulla confezione a ricordare l’impegno preso verso l’azzeramento completo della Co2. Sgambaro, vero pionere della rintracciabilità e della filiera corta (azienda visitata dai soci Argav in un recente passato) coltiva a grano duro 4 mila ettari nella Pianura Padana, nei campi emiliani, veneti, friulani e lombardi che danno 20 mila tonnellate di chicchi con standard qualitativi elevati raggiungendo oltre il 15% di proteine.

Una convivenza che interessa anche .

Clima e energia: piano della Commissione europea per il 2030

gas serraContinuare sulla strada della riduzione della CO2 e aumentare l’uso di energia da fonti rinnovabili. Questi gli obiettivi del nuovo pacchetto energia e clima dell’UE presentato il 22 gennaio 2014 dal Presidente della Commissione europea José Manuel Barroso, il Commissario per l’Energia Günther Oettinger e la Commissaria per il Clima Connie Hedegaard. Il pacchetto sarà all’esame del Consiglio europeo al meeting del prossimo marzo.

Il piano della Commissione pone obiettivi ambiziosi ma realizzabili: una riduzione del 40% delle emissioni di gas a effetto serra rispetto al 1990 e un 27% dell’energia proveniente da fonti rinnovabili. La Commissione ha invitato il Parlamento e il Consiglio a condividere i propri obiettivi, a renderli vincolanti per gli Stati membri e ad impegnare l’Unione europea al prossimo incontro mondiale sul clima di Parigi 2015, proponendosi così come un modello virtuoso a livello globale nella lotta al cambiamento climatico. In più, la Commissione propone nuove politiche di efficienza energetica, un nuovo sistema di governance e un mercato energetico sicuro e competitivo in Europa.

Per quanto riguarda l’energia, sarà fondamentale per gli Stati membri diminuire la dipendenza energetica e le importazioni, rilanciare l’industria ecocompatibile, investire nelle energie rinnovabili, armonizzare le politiche ambientali nazionali. Solo attraverso la mobilitazione dei governi nazionali e la cooperazione sarà possibile raggiungere davvero gli obiettivi auspicati dalla Commissione. Infatti, il nuovo sistema di governance prevedrebbe una cooperazione più stretta tra governi, e tra questi ultimi e le istituzioni comunitarie. Esso sarebbe basato su un approccio comune nell’elaborazione dei piani nazionali, scritti seguendo gli orientamenti della Commissione, che sarebbe anche incaricata della sorveglianza.

Energia a prezzi abbordabili. L’Ue punta a realizzare un sistema energetico il più competitivo e sicuro possibile, che garantisca a tutti i consumatori energia a prezzi abbordabili, e un approvvigionamento stabile e continuo, che dipenda in misura minore dai Paesi produttori extraeuropei. Rilanciare il settore delle energie rinnovabili, oltre a facilitare il raggiungimento di questo quadro energetico europeo, creerebbe nuove opportunità e posti di lavoro in Europa. Come ha affermato il Presidente Barroso, la lotta al cambiamento climatico è di importanza capitale per l’avvenire del pianeta, e un’attiva politica europea dell’energia è essenziale per la competitività dell’Unione. Per quanto riguarda il mercato europeo delle emissioni, l’Emission Trading System, la Commissione intende operare per far sì che il prezzo delle unità inquinanti acquistabili da imprese e Stati non sia troppo basso, tale da incentivare concretamente la riduzione delle percentuali di gas effetto serra nell’atmosfera, e ha avanzato al Consiglio e al Parlamento europeo una proposta legislativa in merito.

Tra i fondi comunitari in materia ambientale figurano quelli del programma Horizon 2020 per la ricerca, che per i prossimi sei anni finanzierà anche progetti innovativi nei campi dell’energia e della lotta al cambiamento climatico, e quelli di Cosme, il programma per le PMI, che mira fra l’altro a migliorare la sostenibilità ambientale delle imprese e l’uso efficiente delle risorse.

(Fonte: Asterisco Informazioni)

19 febbraio 2014, a Gardolo (TN) si parla di educazione dei giovani al paesaggio

2014_invito_paesaggio_lingua_madreMercoledì 19 febbraio alle ore 17.30 presso il Centro Studi Erickson in via del Pioppeto 24 a Gardolo (TN), Ttsm Step (Trentino School of Management -Scuola per il governo del territorio e del paesaggio) organizza la presentazione del volume “Paesaggio Lingua Madre, Educazione, paesaggio, vivibilità”.

Il volume.Edito dalla Erickson e curato da Gianluca Cepollaro e Ugo Morelli, è frutto di una ricerca svolta da Step-Scuola per il governo del territorio e del paesaggio e dall’IPRASE (Istituto Provinciale per la Ricerca e la Sperimentazione Educativa) con alcune scuole primarie. Il progetto ha previsto il coinvolgimento di 278 alunni di 15 diverse classi (seconde, terze, quarte e quinte, quindi bambini di età compresa tra i sette e i dieci anni) e di 14 docenti che si sono impegnati, accompagnati da un gruppo di esperti, sia alla partecipazione di un’attività di ricerca che in un’attività formativa. Il progetto si è posto l’obiettivo di definire un approccio didattico all’insegnamento della storia, dell’educazione alla cittadinanza, della geografia e delle scienze naturali centrato sul paesaggio e sugli ambienti di vita. Dal lavoro emerge un quadro composito, che vede nell’educazione al paesaggio l’opportunità di affrontare una serie di urgenze educative attorno alla relazione tra natura e cultura, tra lettura della storia e progettazione del futuro, tra responsabilità e partecipazione, tra identità e alterità.

I partecipanti. All’incontro, introdotto e moderato da Riccardo Mazzeo delle Edizioni Erickson, interverranno Gianluca Cepollaro e Ugo Morelli di Step, Beatrice de Gerloni del Dipartimento della Conoscenza della Provincia autonoma di Trento, Antonella Demattè docente della scuola primaria e l’antropologo Annibale Salsa.

Di cosa si parlerà. Il paesaggio percepito dai bambini, come dichiarato dalla Convenzione Europea del Paesaggio, è parte integrante della percezione sociale di un territorio; trascurare il loro punto di vista significherebbe ritenere che il paesaggio sia un bene prevalentemente riservato agli adulti. I bambini non solo hanno il diritto di vedere considerate le proprie aspettative ed esigenze nelle scelte che riguardano la gestione e la progettazione dei paesaggi che abitano ma hanno anche il bisogno di essere aiutati per costruire le condizioni per una buona vivibilità futura. Educare al paesaggio, infatti, significa educare alla responsabilità dei luoghi che si abitano, alla gestione delle risorse di cui si dispone, ma soprattutto a comportamenti e stili di vita appropriati e sostenibili.

Nonostante la Costituzione ne sancisca la tutela, nella scuola italiana non si parla quasi mai di paesaggio. Eppure è proprio nei primi anni che dovrebbero gettarsi le basi per favorire una coscienza del territorio, dell’ambiente e del paesaggio in cui si vive. La percezione del paesaggio da parte degli adulti è fortemente dipendente dall’esperienza degli anni dell’infanzia al punto che potremmo dire che “il paesaggio è come lingua madre”: una sorta di “firma dell’origine” della quale ci nutriamo sin dai primi anni e che ci accompagnerà per tutta la vita ibridandosi e confondendosi con gli altri paesaggi che incontreremo e che, anche con le nostre azioni, contribuiremo a costruire. Per informazioni e iscrizioni www.tsm.tn.it

(Fonte: Tsm-Step)

L’inverno a Vallevecchia (Caorle, VE) si anima di avifauna selvatica

Vallevecchia, litorale

Vallevecchia, litorale

ValleVecchia (Caorle, VE), paradiso per birdwatchers e appassionati di fotografia naturalistica: gli avvistamenti di avifauna selvatica sono numerosissimi e le specie svernanti sono abbondanti e diversificate. Lo conferma l’equipe di tecnici faunistici di Veneto Agricoltura che ha monitorato l’area in questi mesi e che fornisce un quadro puntuale dell’avifauna presente nell’Azienda Agricola pilota e dimostrativa dell’Ente regionale.

Anatre di superficie e tuffatrici. In questi mesi invernali nei bacini d’acqua della zona occidentale dell’area – dove coabitano agricoltura e natura, frutto di un progetto, avviato al termine del secolo scorso, di riqualificazione ambientale, risultato di una delle ultime bonifiche negli anni ’60 -, sono presenti soprattutto anatre “di superficie” e “tuffatrici”. Tra le prime, la specie più numerosa è la canapiglia presente all’inizio di dicembre con 360 individui, seguita dal germano reale con 180 esemplari e da 150 mestoloni; non mancano altre specie come l’alzavola, della famiglia delle “anatidae” e tra le più piccole anatre europee, ed il fischione, o Anas Penelope, anatra comune e largamente diffusa. Tra le anatre “tuffatrici” primeggia il moriglione, di cui sono stati osservati ben 60 esemplari, ma è possibile scorgere anche la moretta e la più rara moretta tabaccata, una specie di elevato interesse conservazionistico a livello europeo.

Presenti anche rarità. Nei fitti canneti si incontrano il raro porciglione, uccello di palude della famiglia dei Rallidi che raramente si mostra ai birdwatchers, e la più comune gallinella d’acqua, mentre la folaga, piccolo uccello acquatico della famiglia dei Rallidi con striatura bianca sopra il becco, presente con oltre 1000 individui, forma grandi gruppi al centro dello specchio d’acqua. Dall’altana di osservazione, alta una decina di metri, si riescono a scorgere le barene e gli scanni sabbiosi della foce Falconera; qui sono di casa i trampolieri (della famiglia degli Scolopacidi) come il piovanello pancianera, uccello migratore dal petto chiazzato di nero e il chiurlo, dal lungo becco ricurvo; infine la grigia pivieressa, di piccole dimensioni della famiglia dei Caradriidi, mentre nelle acque più fonde della foce si può osservare il cigno reale. I rilevamenti positivi di questo periodo invernale si inseriscono tra i monitoraggi avifaunistici che Veneto Agricoltura svolge con cadenza quindicinale, secondo i protocolli definiti nell’ambito del progetto www.adriawet2000.eu

(Fonte: Veneto Agricoltura)

 

 

 

 

L’Italia ha bisogno di pioppi, siglato accordo fra le regioni della pianura Padana per incentivarne la coltivazione

PioppiL’Italia ha bisogno di pioppi. Ne coltiviamo, praticamente tutti in pianura Padana, per 66 mila ettari, per circa la metà in Friuli Venezia Giulia, ma le imprese industriali utilizzatrici del mobilio e della carta ne hanno bisogno per almeno 100 mila ettari. Che non ci sono, con un massiccio ricorso all’importazione di una materia prima che potremmo produrci da soli, con vantaggi per sistema produttivo e manifatturiero, ma anche per l’ambiente, dato che assorbe anidride carbonica e contribuisce alla depurazione delle acque.

Accordo pioppo DSC01531I firmatari dell’accordo. Nasce da questi numeri l’accordo di filiera sottoscritto ieri a Venezia dalle Regioni della pianura Padana (con gli assessori Tiberio Rabboni per l’Emilia Romagna, Mariagrazia Santoro per il Friuli Venezia Giulia, Giovanni Fava per la Lombardia e Franco Manzato per il Veneto, assente giustificato Claudio Sacchetto del Piemonte, che lo firmerà in altro momento), da Assocarta, Federlegno Arredo, Coldiretti, Confederazione Italiana Agricoltori, Confagricoltura, Associazione Pioppicoltori Italiani, CRA – Istituto per la pioppicoltura di Casale Monferrato. “Un accordo rivoluzionario”, lo ha definito Fava, “che costituisce un importante strumento di collaborazione interistituzionale per la valorizzazione dell’intera filiera del pioppo – ha affermato Manzato – che ha conosciuto un declino nel corso degli anni e che merita invece di essere valorizzata, valorizzando aree, ad esempio quelle golenali, dove non ci sono valide colture alternative”. “In proposito – ha informato Rabboni – l’Emilia Romagna ha abolito il divieto di coltivazione in quelle zone”, dove il pioppo può dare soddisfazioni produttive e utili anche allo stesso “made in Italy”.

Firma accordo Pioppo DSC01547Impronta di carbonio, crediti ai pioppicoltori. Le regioni firmatarie riconoscono l’importanza dell’arboricoltura da legno in generale e della pioppicoltura in particolare, quale fonte di materia prima strategica, riducendo la crescente dipendenza dalla importazione e favorendo l’incremento delle superfici destinate alla pioppicoltura. Si adopereranno quindi per un’azione di riconoscimento degli aspetti ambientali, paesaggistici e produttivi della pioppicoltura, anche ricordando le specificità collegate alla gestione delle aree golenali, di esondazione, ed espansione dei fiumi, favorendone il rilancio mediante un adeguato sostegno economico. Opereranno infine per implementare la pioppicoltura nell’ambito della nuova strategia forestale della UE, prevedendo interventi specifici a sostegno della pioppicoltura e si adopereranno per far riconoscere ai pioppicoltori i crediti di carbonio corrispondenti alla capacità di sequestro annuo di gas serra e gli altri molteplici servizi svolti a vantaggio dell’ambiente e della collettività.

(Fonte: Regione Veneto)

Consorzi di bonifica veneti: “Investire in irrigazione porta più occupazione e ricchezza (anche ambientale)

Impronta idricaI cambiamenti climatici degli ultimi anni (eventi alluvionali come quelli che hanno colpito l’Italia in questi ultimi giorni, ma anche forte siccità come nel 2003, 2006 e 2012), hanno spinto il settore agricolo ad affrontare le criticità nell’utilizzo della risorsa idrica.

Investire in irrigazione significa migliorare la bilancia economica ed occupazionale veneta. I Consorzi di bonifica del Veneto, che annualmente provvedono a fornire acqua ad un territorio da 600.000 ettari (200.000 con irrigazione strutturata e 400.000 con irrigazione di soccorso), evidenziano la necessità di una più moderna ed efficiente gestione dell’irrigazione in agricoltura, in quanto primo fattore di produzione e di valorizzazione dell’ambiente. Giuseppe Romano, presidente dell’Unione Veneta Bonifiche: “L’agricoltura viene facilmente vista come la maggior responsabile dei consumi idrici, quando invece, attraverso l’irrigazione, genera ambiente, paesaggio e contribuisce alla ricarica delle nostre falde. Proprio per questo l’impronta idrica dei prodotti, sia agricoli che non (Water Foot Print) e la loro provenienza aprono una grande riflessione sulla sostenibilità dei consumi di questa importante risorsa.”

Necessario sostenere adeguate politiche di gestione dell’acqua. Un chilo di carne di manzo ha un’impronta idrica ben più elevata di tanti altri prodotti, perché derivante dal consumo diretto di acqua da parte dei bovini e da quella utilizzata per l’irrigazione delle foraggere di cui si nutrono, ma è ancora più significativo che i beni materiali di non “prima necessità” come scarpe, abbigliamento, carta (1 foglio = 13 litri), ma anche caffè, cioccolata e birra, ormai di uso quotidiano, se sommati producano sicuramente un’impronta idrica ben maggiore di quella agricola. “Sono dati su cui invitiamo a riflettere – prosegue Romano – Non è certamente nostra intenzione sostenere una politica finalizzata a mantenere gli attuali consumi irrigui, quanto piuttosto sostenere adeguate politiche di gestione dell’acqua, volte all’ampliamento ed ammodernamento delle reti irrigue nelle zone strutturate, nonché all’infrastrutturazione delle aree, dove si pratica l’irrigazione di soccorso. Un adeguato sostegno ai sistemi irrigui potrebbe derivare dalla realizzazione di bacini interaziendali per l’accumulo della risorsa; in alcune zone del Veneto, inoltre, il recupero ed il riutilizzo delle cave potrebbe trasformarle in grandi serbatoi con la duplice funzione di garantire approvvigionamento idrico nei periodi più aridi e di laminazione delle piene.”

Mdifiche colturaliModifiche colturali. Continua Romano: “Una migliore disponibilità d’acqua, sulla base delle esperienze degli ultimi anni, ha comportato modifiche colturali, differenti turnazioni, migliore strutturazione ed efficienza delle aziende agricole. Ad esempio, un’eventuale riconversione da seminativo (grano/mais) a colture specializzate (melo/pero/vite) porta un incremento medio di produzione lorda vendibile di 14.500 euro all’ettaro ed un aumento medio di giornate lavorative pari a 90 giorni ad ettaro.” Esistono poi altrettanto importanti esperienze come il “Sistema Intelligente Irriframe”, una piattaforma informatica a supporto delle aziende agricole, che fornisce, attraverso l’invio di mail o sms, un consiglio irriguo puntuale e preciso su ogni tipologia di coltura. Il sistema permetterà di ottimizzare l’utilizzo d’acqua, risparmiandone il consumo fino al 30%, riducendo i costi di produzione e, in prospettiva futura, migliorando il sistema delle turnazioni, rendendole più efficienti e razionali. I Consorzi di bonifica sono inoltre molto impegnati in interventi per preservare il buono stato dell’acqua, con aree di fitodepurazione per la riduzione dei carichi di nutrienti in Laguna di Venezia, azioni per la ricarica della falda acquifera e lo scongiurare della scomparsa delle risorgive, aree di vivificazione lagunare, aree umide ed opere di sbarramento anti-sale contro la risalita del cuneo salino.”

In vista dell’Expo, conoscere meglio le vie d’acqua. Conclude il presidente dell’Unione Veneta Bonifiche: “Siamo inoltre grandi produttori di energia pulita, idroelettrica per la precisione: nel 2013 i 34 impianti idroelettrici e fotovoltaici consortili disseminati nel Veneto hanno prodotto 36 milioni di chilowattora annui”. Il 2014, sarà inoltre un anno di grandi confronti sul tema dell’acqua come fattore di produzione; aderendo al tema di Expo 2015 “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”, i Consorzi di bonifica del Veneto, in collaborazione con i G.A.L. (Gruppi d’Azione Locale) della regione, parteciperanno all’importante appuntamento con un progetto mirato alla conoscenza delle vie d’acqua e delle peculiarità di un vasto territorio, che va dal Delta Po al litorale del Veneto Orientale.

(Fonte: Uione Veneta Bonfiche)

25/1-16/2/14, ambiente fluviale e paesaggio acquatico al centro della mostra-laboratorio “La Piave”

Mostra-LA-PIAVEApre la stagione 2014 di PaesAgire con due appuntamenti dedicati al mondo fluviale, di cui uno in programma questa sera, venerdì 24 gennaio alle ore 20.45. Si tratta della rassegna dedicata al tema “Paesaggi sostenibili/Paesaggi Insostenibili”, che approfondisce le tematiche dell’ambiente fluviale e dei valori del paesaggio acquatico.

Il dialogo “LA PIAVE – Quale futuro sostenibile per il fiume?” introduce la mostra/laboratorio “LA PIAVE” che verrà allestita presso le serre di Villa Brandolini (piazza Libertà 7, Pieve di Soligo, Treviso, aperta dal 25 gennaio al 16 febbraio 2014 tutti i week-end, orario sabato 15.00 – 18.00 domenica 10.00 – 12.00 e 15.00 – 18.00 Ingresso libero). Il dibattito si terrà a partire dalle 20.45 presso la Sala Consigliare di Villa Brandolini a Pieve di Soligo, a confrontarsi con il pubblico e gli ospiti saranno Alessandro Mason, Elisabetta Bianchessi e Alessio Guarino, autori del progetto “LA PIAVE – 220 km | Laboratorio di ricerca | Azione” che dal 7 giugno al 23 novembre 2014 sarà ospitato alla XIV Biennale di Architettura a Venezia. A confrontarsi con i tre autori in un dialogo che metterà a confronto i desideri e i progetti delle comunità che vivono lungo le sponde del fiume saranno diversi ospiti: Flaviano Mattiuzzo, GAL dell’Alta Marca Trevigiana, Emanuela Gatto, rappresentante di Lega Ambiente circolo di Sernaglia e del CEA “Media Piave”, Natale Grotto, responsabile Settore Urbanistica di Pieve di Soligo e vicesindaco di Sernaglia. Quindi il dibattito alla ricerca dell’identità del fiume Piave, che vuole ritrovare il suo spazio fisico di movimento convivendo con le azioni umane, si arricchirà degli interventi di: Igor Barin e Alessandro Pellegrino, APV Service (azienda produttrice di droni), Nelso Salton – B&B Alla Casetta di Cesiomaggiore (BL), Dennis Dalto, Massimiliano Soster e Stefano Fregolent, Associazione PerLAPiave (organizzazione eventi e corsi kayak), Francesco Rubert, sturtrupper – Laboratorio web LA PIAVE, Nicola Zamuner, campione internazionale di canoa e stand up paddling, Progetto Milleremi.  Seguirà la vernice della Mostra.

Mostra-la-Piave-dettaglioIl progetto “La Piave–220 km/Laboratorio di ricerca/Azione”.  Dieci persone appartenenti a diversi ambiti, hanno compiuto un viaggio in 10 giorni lungo il corso del fiume Piave, raccogliendo idee e informazioni che hanno poi rielaborato nell’allestimento della mostra “LA PIAVE – 220 km/Laboratorio di ricerca/Azione”. Le fotografie, i video, gli oggetti e le installazioni che compongono la mostra, traggono quindi origine dalle 10 originali visioni del fiume e disegnano uno spazio dove le idee incontrano il pubblico interagendo e mutando con esso. Il laboratorio di ricerca-azione La Piave esprime la necessità di riscoprire l’interezza del fiume, dalla sua sorgente alla foce, coinvolgendo gli amministratori e la cittadinanza in un processo di affermazione dell’identità fluviale, superando la visione eccessivamente locale, che del corso d’acqua oggi si offre. La mostra offre l’opportunità di una partecipazione attiva ad un processo che propone una visione contemporanea del fiume, con una serie di azioni reali-virtuali da realizzare lungo il suo corso, per creare la consapevolezza di tempi altri, logiche altre, di primaria importanza rispetto al nostro rapporto con la natura e con l’acqua. In questo senso, il progetto è un laboratorio che durerà nel tempo (prolungando le sue azioni sino alla Biennale di Venezia XIV Mostra Internazionale di Architettura, alle celebrazioni del fiume nel 2015 per il centenario della grande guerra) e che, dai singoli cittadini, con una piattaforma web, restituirà visibilità alle molteplici possibilità di esperienza fisica, culturale, turistica e sportiva che ancora oggi il fiume concede a chi lo vive spontaneamente, rendendolo nuovamente ludico, primigenio, collettivo, per il territorio che attraversa.

PaesAgire è organizzata da Antennacinema, con la direzione artistica di Michelangelo Dalto e promossa dall’Amministrazione Comunale di Pieve di Soligo (TV). La manifestazione gode inoltre del patrocinio di: Regione del Veneto, Provincia di Treviso, Comunità Montana delle Prealpi Trevigiane, Università IUAV di Venezia, Fai – Fondo per l’Ambiente Italiano, Consorzio Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, Unindustria Treviso, Collegio dei Geometri della provincia di Treviso, Ordine degli Architetti della provincia di Treviso, Ordine degli Ingegneri della provincia di Treviso. La 6ª edizione è organizzata in collaborazione con l’Osservatorio per il paesaggio delle colline dell’Alta Marca, l’Associazione Culturale Careni, l’ISISS Marco Casagrande di Pieve di Soligo ed ha per generoso sponsor la Banca di Credito Cooperativo delle Prealpi.

(Fonte: PaesAgire)

 

Rifiuti: sequestrato impianto trattamento in Alto Adige

Tracciabilità rifiutiL’impianto di trattamento di rifiuti della ditta Xela di Cortaccia, in Alto Adige, è stato sottoposto a sequestro preventivo dai carabinieri del Noe. Il Nucleo operativo ecologico di Trento ha lavorato coi militari della Stazione di Cortaccia e il supporto del Terzo nucleo elicotteri carabinieri di Bolzano. L’accusa è di avere trattato illecitamente ingenti quantitativi di rifiuti pericolosi e non, destinati poi per smaltimento o incenerimento ad altri impianti nel nord Italia e all’estero.

(Fonte: Ansa.it)

A Padova corso sul paesaggio rivolto a ingegneri, architetti, urbanisti, geologi, dottori agronomi e forestali, tecnici di ruolo nella PA. Iscrizioni entro il 24 gennaio 2014.

foresta di Giazza

foresta di Giazza

La Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali del Veneto ricorda che scadrà il 24 gennaio prossimo il termine ultimo per la presentazione della domanda e del curriculum vitae per l’ammissione al primo Corso Regionale di Formazione sul Paesaggio.

Il corso. Organizzato dall’Osservatorio Regionale per il Paesaggio (Regione del Veneto, Università degli Studi di Padova, Università IUAV di Venezia, Università Ca’ Foscari di Venezia e Università degli Studi di Verona), il corso intende sviluppare i saperi e le capacità tecniche necessarie per conoscere e governare il paesaggio e le sue trasformazioni. Si svolgerà nell’arco di 8 settimane non consecutive per una durata complessiva pari a 38 ore di lezione frontale e 12 ore di seminario, con inizio il giorno 14 marzo 2014. Il Corso si rivolge agli iscritti ad ordini professionali (Ingegneri, Architetti e Urbanisti, Dottori Agronomi e Forestali, Geologi) e ai tecnici di ruolo nelle Pubbliche Amministrazioni, con preferenza per gli Enti Locali territoriali. Il numero di iscritti va da un minimo di 25 ad un massimo di 50 persone.

 Modalità d’iscrizione. Per la partecipazione al corso da parte degli iscritti agli ordini professionali è previsto il versamento di una quota, pari ad € 100,00. Il corso è gratuito per i dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni.  La domanda di iscrizione, con allegata la documentazione, dovrà essere inviata tramite e-mail, posta certificata, lettera raccomandata a/r o portata a mano all’indirizzo: Provincia di Padova,  Settore Attività Produttive e Pianificazione Territoriale-Urbanistica,  Terza Torre – Zona Stanga, Piazza Bardella, 2  35131 Padova.  Tel. 049 8201302 – Fax 049 8201716.  e-mail: osservatorio.graticolato@provincia.padova.it  posta certificata: provincia.padova@cert.ip-veneto.net

(Fonte: Federazione Ordini dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali del Veneto)