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L’Unione Europea si mobilita per salvare le api

apiCreare le condizioni per “una nuova primavera per le api” grazie ad una reale presa di coscienza del dramma che sta colpendo milioni di esemplari in Europa e nel mondo. Ogni anno infatti si assiste alla moria fino al 30% delle colonie, con un impatto negativo non solo sull’ambiente ma anche sulla sicurezza alimentare, in quanto sono le api a garantire la riproduzione di più dell’80% delle specie vegetali.

Da attuare delle oasi di biodiversità. L’impegno in questo senso è stato assunto dai rappresentanti delle istituzioni, organizzazioni internazionali e dagli stessi apicoltori riuniti a Bruxelles per la terza edizione della settimana europea delle api e della impollinazione. Dal confronto, svoltosi nella sede del Parlamento europeo, è emersa chiara la necessità di attuare delle vere oasi di biodiversità, delle riserve di polline e di nettare per soddisfare i bisogni alimentari delle api e mantenere le loro difese immunitarie. Inoltre, è stata sottolineata l’importanza del legame essenziale tra scienza e politica affinché le decisioni siano prese sulla base di dati scientifici.

Presto una conferenza sulla salute delle api. L’elevata mortalità delle api dipende da più fattori: parassiti, malattie, cattive pratiche nel settore dell’apicoltura e dell’agricoltura, ma anche da alcuni pesticidi, senza dimenticare le carenze alimentari. Si tratta ora, è stato ricordato a Bruxelles, di dare una priorità a questi fattori per poter prendere con urgenza le decisioni politiche più opportune. Al riguardo, il Commissario europeo alla Sanità, Tonio Borg, intervenuto ai lavori, ha annunciato una nuova conferenza sulla salute delle api allo scopo di promuovere il dialogo, il trasferimento delle conoscenze e un approccio di lotta integrato a livello europeo. Del resto, la stessa Autorità per la Sicurezza Alimentare nell’UE (Efsa), dopo avere analizzato circa 250 progetti di ricerca europea sulla salute delle api nel 2012 e nel 2013, ha lanciato un appello urgente affinché gli sforzi di ricerca siano meglio coordinati per fare avanzare realmente le conoscenze, lottare per la salvezza delle api e per salvaguardare la biodiversità.

(Fonte: Veneto Agricoltura Europa)

I soci ARGAV visitano il Delta del Po veneto, quiete carica di emozioni

Soci ARGAV Giardino Botanico Litoraneo Porto Caleri gruppo(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Immersione totale nella natura per i soci ARGAV lo scorso 12 aprile, giornata in cui abbiamo visitato una delle maggiori zone umide del Mediterraneo e d’Europa, il Parco Regionale Veneto del Delta del Po. Ad accompagnarci nella visita, le guide naturalistico-ambientali  Francesco Beltrame, Ilaria Ruggini e Mara Santarato di Co.Se.Del.Po., cooperativa di servizi del Delta di Ariano del Polesine. (Foto in alto, il gruppo di soci ARGAV all’uscita del Giardino Botanico di Porto Caleri)

Ilaria CosedelPo visita soci ARGAV Girardino Litoraneo Porto CaleriLa terra più giovane d’Italia. Prima di iniziare a descrivere la nostra giornata alla scoperta di giardini, vie d’acqua, prodotti tipici e musei, è opportuno inquadrare, seppure a grandi linee, il territorio che abbiamo visitato. Il Delta geografico (a dx nella foto Ilaria Ruggini mentre ce ne illustra le caratteristiche) si estende tra l’Adige a nord e il Po di Goro a sud per 786 chilometri quadrati, di cui oltre 160 occupati da valli e lagune, gli ambienti in cui l’acqua dolce di fiume si mischia a quella salata del mare. Il territorio del Parco comprende 9 comuni: Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Loreo, Papozze, Porto Viro, Porto Tolle, Rosolina e Taglio di Po, per un totale di oltre 73 mila abitanti. Nonostante sia una delle aree protette più antropizzate, il Parco conserva al proprio interno la maggiore estensione italiana di zone umide tutelate, pari a 120 chilometri quadrati. Il fiume, prima di confluire nel mare, si divide in cinque rami principali e altri rami minori: dal Po Grande o di Venezia, si dirama a nord il Po di Maistra mentre a sud si diramano il Po Piccolo o di Goro, il Po della Donzella o Gnocca e il Po delle Tolle. Il ventaglio di bracci dà vita al Delta attivo, ossia il territorio più recente del Po, tuttora in evoluzione, che interessa per intero il Parco Regionale Veneto e che è il risultato dello scorrere del fiume a partire dal 1604, quando la Repubblica di Venezia, per scongiurare l’interramento della laguna veneziana, praticò il Taglio di Porto Viro (1600-1604), l’opera idraulica di deviazione del corso del Po verso sud. L’opera fu realizzata dove ora sorge Taglio di Po.

 

Giardino Botanico Porto CaleriIl paesaggio del Delta del Po veneto è un alternarsi di ambienti diversi: dopo la campagna, che produce eccellenze orticole come i radicchi e le insalate Igp, si trovano le dune fossili, che corrispondono alle antiche linee di costa. Ecco poi a seguire gli argini e le golene, ossia gli ambienti umidi d’acqua dolce, quindi gli ambienti d’acqua salmastra, le valli da pesca e le lagune con decine di specie ittiche; ed ancora, gli ambienti delle sabbie, gli scanni, ricchissimi di avifauna, dove sono presenti oltre 380 specie di uccelli fra stanziali e migratori. La flora è estremamente varia tanto da includere un migliaio di specie diverse.

Particolare Pini Marittimo Giardino Botanico Porto CaleriNel Giardino della biodiversità. Il nostro tour inizia con la visita del Giardino Botanico Litoraneo del Veneto di Porto Caleri, (foto a sx e in basso)a Rosolina Mare (RO). Il sito, realizzato nel 1991 dal Servizio Forestale Regionale per le Province di Padova e Rovigo, ha lo scopo di proteggere e conservare un ambiente naturale unico e irripetibile, di notevole importanza scientifica per la varietà di habitat e grande interesse turistico per la rigogliosa vegetazione, che offre in ogni stagione di apertura delle splendide fioriture. Percorrendo uno degli itinerari interni (in tutto 4 km) lungo passerelle in legno e ponticelli, abbiamo osservato i diversi ambienti che, con i propri microclimi, danno vita a una grande varietà di piante e fauna.

Soci ARGAV Giardino Botanico Porto CaleriDalla pineta, composta da pini marittimi e domestici, non autoctoni, piantati negli anni ’40/50 del secolo scorso per difendere dalla salsedine le colture interne, e destinati ad essere soppiantati in futuro da piante spontanee come i lecci, oggi sottobosco, si passa alle zone umide d’acqua dolce, dove ci sono piccoli stagni in cui è stata scoperta una popolazione del rarissimo pelobate fosco italiano, un piccolo rospo considerato la specie di anfibio a maggior rischio di estinzione in Italia, oggi per fortuna scongiurata, vista la consistente proliferazione in loco. Pochi passi e si raggiunge la macchia, dove è protagonista il ginepro, e poi le dune consolidate, ricoperte da un tappeto di muschi e licheni nonchè piante aromatiche i cui profumi aleggiano nell’aria. Si arriva quindi alla spiaggia e alle prime dune: a ridosso del mare, la vegetazione è quasi assente causa la salsedine e l’azione del vento, salvo la presenza di piante pioniere, molto adattabili. Avviandoci verso l’uscita, incontriamo gli ambienti salmastri prossimi alla laguna, le barene, isolotti periodicamente sommersi dall’alta marea ricoperti da una fitta vegetazione di pianti perenni, come il limonium, che a fine agosto colora di viola il paesaggio. Per chi desidera visitare il Giardino, il sito è aperto da aprile a ottobre, mar-giov-sab-dom e festivi dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, ingresso euro 2,50, possibilità di visite guidate alle ore 10.30 e alle 16.30.

Il Delta nel piatto. Terminata la visita al Giardino, partiamo alla volta di Santa Giulia, graziosa frazione di pescatori in prossimità della foce del Po di Gnocca o della Donzella. Il nome di questo ramo del Po rievoca la romantica leggenda di una nobildonna vittima di un amore impossibile per un pescatore e che si gettò per questo nelle acque del fiume. Ancora qualche chilometro e arriviamo in località Bacucco, comune di Ariano nel Polesine, per una sosta ristoratrice nel caratteristico ristorante “Il Bilancione”.

Michela Crepaldi titolare Il Bilancione

Michela Crepaldi

Ristorante Il Bilancione Gorino SullamIl locale, (foto in basso) aperto da circa un anno, gode di una magnifica posizione, essendo sospeso sul canale del Po di Gnocca e collegato all’argine da un pontile, e deve il nome alla presenza di una grande “rete a bilancia”. Serviti di tutto punto dalla giovane titolare Michela Crepaldi e da Isabella, gustiamo alcune ricette della migliore tradizione culinaria valliva: antipasto di cozze e vongole, risotto di pesce, frittura mista e anguilla ai ferri (prezzo medio antipasto, primo e secondo 3o euro a persona bevande incluse, dai 30 posti in inverno ai 50 posti in estate grazie allo spazio fronte canale, chiuso il lunedì, consigliabile la prenotazione 333-1798064).

Soci ARGAV gita barca Po di GnoccaNella Sacca di Scardovari, 1500 pescatori di cui metà donne. Dal ristorante, ci imbarchiamo per un’escursione alla scoperta della Sacca di Scardovari (foto a sx) e dei “frutti” che qui sono coltivati: vongola verace e cozza del Delta, quest’ultima, unica in Italia ad avere il marchio Dop e che rappresentano, insieme al riso Carnaroli, un’eccellenza della “terra d’acqua”. Ad accompagnarci nell’affascinante escursione tra i canali, i pescatori Alberto Barini (338.9730072) e Luca Massarenti (339.4316864), della Cooperativa Pescatori Ariano, che affiancano alla pesca l’offerta di pescaturismo (uscite in barca per l’osservazione dell’attività della pesca oppure per birdwatching, costo da 2/5 persone 75 euro, oltre 5 persone 15 euro per gli adulti e 5 euro per i bambini). “Il lavoro di pescatore è duro e nella Sacca di Scardovari, laguna di 6.500 ettari, coinvolge circa 1500 persone, di cui metà donne“, spiega Alberto. Che aggiunge: “Ci si alza verso le 5 del mattino per andare a rastrellare le cozze e le vongole negli “orti”, i luoghi di coltura di vongole e cozze, oppure in laguna, e per farlo indossiamo delle mute”. Per assaggiare queste prelibatezze, oltre che nelle trattorie e nei ristoranti della zona, ci sono le sagre dedicate ai prodotti tipici, che hanno inizio con la bella stagione, prima tra queste, la sagra della cozza di Santa Giulia, che si tiene dal 22 al 25 maggio 2014 (maggiori info Pro Loco di Porto Tolle, tel. 0426.247276).

Magazzino Riso Alluvione 1966Un pescatore filosofo. Tra le tante curiosità inerenti al Delta di cui Alberto ci mette a conoscenza durante l’escursione in barca, tra cui ad esempio, il fatto che il tratto da noi percorso prima della grande alluvione del 1966 ospitava risaie (oggi rimane il magazzino del riso semidiroccato, foto in alto), c’è anche il tempo per lui di costruire in pochi minuti una barchetta con le foglie delle canne palustri, e Angela Cameran con barca di canna palustrequesto per la gioia di Angela (foto a dx), la nipotina della segretaria ARGAV Mirka Cameran e del socio Gianni Schweiger, divenuta la nostra mascotte.

Sala macchine Museo BonificaMara CosedelPo Museo BonificaUn’idrovora in stile Liberty. Terminata l’escursione, riprendiamo l’itinerario in auto verso l’ultima tappa della giornata, percorrendo la Strada della Bonifica, tra il Po di Goro e il Po della Donzella, fino al grande Museo Regionale della Bonifica Cà Vendramin a Taglio di Po, dove ci aspetta Mara Santarato (nella foto a dx in basso). La bonifica del Delta del Po rappresenta una vera e propria chiave di lettura del territorio deltizio, sia perché ha contribuito a disegnare il delta moderno, sia per l’importanza degli effetti sugli aspetti sociali ed economici, in quanto tutte le attività oggi presenti nel Delta devono il proprio sviluppo a questa grande opera di prosciugamento: scoprire l’ex impianto idrovoro “Cà Vendramin”, realizzato nei primi anni del 1900 e dismesso sessant’anni dopo in quanto obsoleto, ed oggi stupendo esempio di archeologia industriale significa scoprire le origini di questa terra (aperto da marzo a ottobre, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00 chiuso il lunedì (intresso 2 euro, ridotto 1 euro, gratuito per bambini con età inferiore ai 12 anni).

Consegna penna ricordo ARGAV a Francesco Beltrame CosedelPoMirka e Francesco BeltrameVisitare il Parco, da soli o con la guida. Il Parco Regionale Veneto del Delta del Po è una terra facile da visitare, oltre che con i mezzi classici – auto, camper, moto – anche a cavallo e in bicicletta, oltre naturalmente che in barca. A questo proposito, sono numerosi gli itinerari naturalistici, fluviali e terrestri, nonché i percorsi culturali che il Parco propone ai visitatori. Se vi piace organizzare la vacanza in modo autonomo, potete trovare materiale informativo utile al Centro Visitatori del Parco di Porto Viro, sorta di “porta d’accesso” al Delta, ubicato all’uscita di Porto Viro lungo la S.S Romea. A chi preferisce affidarsi all’ausilio di una guida, Co.Se.Del.Po, organizza visite guidate naturalistico-ambientali e proposte didattiche per le scuole di mezza giornata o una giornata intera. Per maggiori informazioni, potete contattare Francesco Beltrame, che vediamo nelle foto con i consiglieri Emanuele Cenghiaro e Marina Meneguzzi e la segretaria Mirka mentre riceve la penna ricordo ARGAV, al numero 329-4248555 o scrivere all’indirizzo email cosedelpo@libero.it.

Emissioni da gas serra dell’agricoltura in aumento

agricoltura_montanaNuove stime della FAO sui gas serra mostrano che le emissioni da parte dell’agricoltura, delle foreste e della pesca sono quasi raddoppiate negli ultimi cinquant’anni e potrebbero aumentare di un ulteriore 30 per cento entro il 2050, se gli sforzi per ridurle non saranno intensificati.

Aumento del 14 per cento. Questa è la prima volta che la FAO pubblica le proprie stime globali sulle emissioni di gas serra derivanti dall’agricoltura, dal settore forestale e da altri usi della terra (AFOLU), a contributo del Quinto Rapporto di Valutazione del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico [IPCC acronimo inglese ndt]. Le emissioni di gas serra provenienti dall’agricoltura e dall’allevamento sono passate dai 4,7 miliardi di tonnellate equivalenti di biossido di carbonio (CO2 eq) nel 2001 a oltre 5,3 miliardi di tonnellate nel 2011, un aumento del 14 per cento, verificatosi soprattutto nei paesi in via di sviluppo a seguito dell’espansione della produzione agricola totale. Nel frattempo, le emissioni di gas serra dovute al cambiamento di utilizzo dei terreni e alla deforestazione hanno registrato una diminuzione del 10 per cento nel periodo 2001-2010, segnando una media di 3 miliardi di tonnellate di CO2  eq/all’anno, grazie alla riduzione dei tassi di deforestazione e all’aumento dei volumi di carbonio atmosferico catturato in vari paesi.

Ripartizione. Le emissioni dall’ agricoltura, dal settore forestale e da altri usi dei terreni nel periodo 2001-2010 sono ripartiti come segue:5 miliardi di tonnellate di CO2  eq/anno da produzione di cereali e allevamento, 4 miliardi di tonnellate di CO2  eq/anno dalla conversione netta delle foreste ad altro uso (indicatore della deforestazione), 1 miliardo di tonnellate di CO2  eq/anno dalla degradazione delle torbiere, 0,2 miliardi di tonnellate di CO2  eq/anno da fuochi di biomassa. Nello stesso periodo, circa 2 miliardi di tonnellate di CO2  eq/anno sono stati rimossi dall’atmosfera grazie ai pozzi di carbonio forestali. Il data-base della FAO basato sui rapporti dei Paesi mostra che mentre le emissioni del settore agricolo continuano ad aumentare, lo fanno comunque ad un tasso di crescita inferiore rispetto alle emissioni da combustione di carburanti fossili in altri settori, ciò significa che l’incidenza AFOLU sul totale delle emissioni antropogeniche è in calo.

Origini delle emissioni agricole. La prima fonte di emissioni di gas serra dall’agricoltura è la fermentazione enterica – metano prodotto e rilasciato dal bestiame durante la digestione – che nel 2011 ha rappresentato il 39 per cento della quota totale di emissioni del settore. Le emissioni dovute alla fermentazione enterica sono aumentate dell’11 per cento tra il 2001 e il 2011. Le emissioni generate dallo spargimento di fertilizzanti sintetici ha rappresentato il 13 per cento delle emissioni agricole (725 milioni di tonnellate di CO2  eq) nel 2011, la fonte di emissioni agricole in più rapido aumento del settore: più 37 per cento dal 2001. I gas serra provenienti da processi biologici che producono metano nella coltivazione del riso incidono per il 10 per cento sul totale delle emissioni agricole, mentre gli incendi delle savane incidono per il 5 per cento.

Ripartizione per Paese. Secondo i dati della FAO, nel 2011, il 44 per cento dei gas serra di origine agricola è stato rilasciato in Asia, il 25 per cento nelle Americhe, il 15 per cento in Africa, il 12 per cento in Europa e il 4 per cento in Oceania. Questa ripartizione regionale si è mantenuta generalmente costate nell’ultimo decennio; nel 1990 tuttavia, la quota dell’Asia sul totale era inferiore (38 per cento) mentre quella europea era nettamente superiore (21 percento).

Utilizzazione energetica. I nuovi dati della FAO offrono inoltre una visione dettagliata delle emissioni da utilizzo di energia nel settore agricolo provenienti da fonti tradizionali di combustibile, includendo l’elettricità e i combustibili fossili utilizzati per muovere i macchinari agricoli, le pompe per l’irrigazione e le imbarcazioni per la pesca. Questo tipo di emissioni ha superato i 785 milioni di tonnellate di CO2  eq nel 2010, con un aumento del 75 per cento dal 1990.

Migliori risposte grazie a dati migliori. La messa a punto di piani di intervento richiede valutazioni dettagliate delle emissioni e delle opzioni di mitigazione. Per esempio la FAO sta già lavorando a valutazioni disaggregate della catena di approvvigionamento e analizzando l’efficacia degli interventi globali di mitigazione nel settore dell’ allevamento. “I nuovi dati della FAO rappresentano la fonte più completa, ad oggi, di informazioni sul contributo dell’agricoltura al riscaldamento globale” ha affermato Francesco Tubiello, della Divisione  Clima, Energia e Regimi Fondiari della FAO. “Fino ad oggi, la mancanza di informazioni dettagliate ha reso estremamente difficile per scienziati e decisori politici prendere delle decisioni strategiche su come rispondere ai cambiamenti climatici e ha ostacolato gli sforzi per mitigare le emissioni del settore agricolo”. “I dati delle emissioni delle attività AFOLU rendono più facile per i paesi membri identificare opzioni di mitigazione e permettono ai loro agricoltori di prendere decisioni climaticamente intelligenti in modo più rapido e mirato. Ciò rende i contadini più resilienti ai cambiamenti climatici e migliora la loro sicurezza alimentare. Ciò permette, inoltre, ai paesi di avere accesso a fondi internazionali per i cambiamenti climatici e di raggiungere i loro obiettivi di sviluppo rurale. Notiamo tra l’altro che il rafforzamento delle capacità su questi temi raccoglie un grande interesse a livello di paese e noi stiamo rispondendo a tali richieste con attività a livello regionale e nazionale in tutto il mondo” ha aggiunto Tubiello.

Il contributo al rapporto dell’IPCC. Lanciato nel 2012, il database FAOSTAT sulle emissioni è stato per la prima volta una fonte chiave per l’analisi dei dati delle emissioni di gas serra dall’agricoltura, dal settore forestale e da altri usi della terra per la quinta edizione dell’IPCC Assessment Report, che è al momento in via di finalizzazione. I dati verranno aggiornati annualmente. Il database FAOSTAT sulle emissioni e’stato reso possibile grazie al sostegno finanziario dei governi di Germania e Norvegia.

(Fonte: Anarf)

Domenica 13 aprile 2014, a Padova si naviga lungo il Piovego per parlare di consumo del suolo

Il socio ARGAV Pietro Casetta ci rende partecipi di una bella iniziativa a cui collabora in veste di relatore ed in programma domenica 13 aprile 2014 alle ore 16. L’iniziativa èorganizzata dal WWF Padova e si tratta della conferenza in barca “Il consumo del suolo lungo il Piovego”.

Barca elettrica. La conferenza si effettuerà a bordo di Delta Nova Ecoelettrica di Delta Tour Navigazione turistica (imbarco alle Porte Contarine), dal Monumento Libeskind all’Inceneritore di San Lazzaro analizzando e descrivendo i casi più rappresentativi di “consumo del suolo” ma anche i casi più riusciti di gestione del territorio a cura dei cittadini.La conferenza sarà tenuta da Pietro Casetta e Fabio Casetto (costo partecipazione 10 euro adulti, 2 euro minori sino a 14 anni). Delta Nova Ecoelettrica è la più grande barca interamente elettrica (non ibrida) italiana realizzata con finanziamenti zero sia pubblici sia UE.

Parco Treves PadovaCinque itinerari per scoprire gli aspetti meno conosciuti di Padova. Ricordiamo che il socio ARGAV, nonchè geografo Pietro Casetta, è autore di “Padova Originale“, cinque itinerari (per iniziare) che consentono di scoprire la Padova del XXI secolo secondo originali e per lo più sconosciuti punti di vista: la Padova erotica, massonica e fluviale.

Breaking news: venerdì 4 aprile 2014 al Vega di Venezia si tiene il “Green New Day Veneto” in collaborazione con ARGAV

Invito_GreenNewDayVenerdì 4 aprile 2014, presso il Parco Scientifico e Tecnologico Vega di Venezia (Padiglione Antares), dalle 9.30 alle 17.30, si terrà il “Green New Day Veneto, Green jobs contro la crisi“, con la presentazione del rapporto GreenItaly “Nutrire il futuro” promosso da Unioncamere e Fondazione Symbola con la collaborazione di eAmbiente e ARGAV.

Programma mattina. Ore 09:30 Registrazione Partecipanti. Ore 09:45 Saluti iniziali ed introduzione, Tommaso SANTINI, Amministratore Delegato di Vega. Presentazione del Rapporto GreenItaly: Focus sul NordEst, modera Gabriella CHIELLINO, Amministratore Delegato di eAmbiente Intervengono: Alessandro RINALDI, Dirigente Divisione studi economici e statistici Si.Camera – Sistema Camerale Servizi. Il Rapporto GreenItaly: risultati e linee interpretative Pietro Francesco DE LOTTO, Direttore Generale Confartigianato Vicenza. Azioni green reali per lo sviluppo delle imprese Roberto CROSTA, Segretario Generale della Camera di Commercio di Venezia. La risposta green delle aziende Filippo MAZZARIOL, Responsabile APRE Veneto Eurosportello HORIZON 2020, Paolo DALLA VECCHIA, Assessore Politiche Ambientali della Provincia di Venezia. L’Agenda Metropolitana dell’Ambiente. Ore 13:00 Conclusioni e dibattito. Ermete REALACCI, Presidente Fondazione Symbola e Presidente Commissione Ambiente Camera dei Deputati. Ore 13:30 Buffet.

Programma pomeriggio. Tra i moderatori, il presidente ARGAV. Ore 14:30  “Veneto Green Up”: il Parco Vega come luogo dove si produce Green Economy, modera Fabrizio STELLUTO, giornalista e presidente di ARGAV. Matteo ZOPPAS, Presidente Confindustria Venezia. Saluti iniziali, Intervengono: Amerigo RESTUCCI, Rettore Università IUAV di Venezia e membro CDA Vega. Le opportunità green del Vega verso la valorizzazione, Marco GISOTTI, giornalista, divulgatore ambientale e Direttore di Green Factor. Il Paese dei green jobs, Gabriella BETTIOL, Responsabile Area Knowledge&Innovation. Confindustria Veneto SIAV. Il ruolo di Confindustria nello sviluppo green Luigi DI PRINZIO, Presidente di UniSky srl – Start Up VEGA inCube, Mauro ROGLIERI, Founder di MR Energy Systems srl – Start Up VEGA inCube, Michele PETRICCIONE, Responsabile R&S eAmbiente srl – Start Up e3city. “Open Green”: opportunità APPlicative nei settori green, energia e mobilità, Sergio LOMBARDINI, Direttore R&S e Innovazione Tecnologica di Eni Versalis. Innovazione attraverso la chimica verde: l’esperienza Versalis, Marco VERSARI, Direttore Marketing Strategico di Novamont. Sviluppi europei e italiani della Chimica Verde: l’esperienza Novamont. Ore 17:15 Conclusioni. Tommaso SANTINI, Amministratore Delegato di Vega

Per iscriversi all’evento compilare il format online contenuto nel portale http://www.eambiente.it Maggiori info: info@eambiente.it | Tel. 041 5093820

(Fonte: Green New Day Veneto)

 

 

Sabato 12 aprile 2014, i soci ARGAV visitano il Parco Delta del Po Veneto

foto Parco Delta del Po Veneto

foto Parco Delta del Po Veneto

Grazie alla collaborazione di  Co.Se.Del.Po., cooperativa di servizi del Parco Delta del Po Veneto, i soci ARGAV avranno modo di visitare sabato 12 aprile 2014 un ambiente naturale unico e irripetibile, sospeso tra cielo e terra.

Programma. Ore 10.00 Incontro con la Guida del Parco presso il Giardino Botanico Litoraneo del Veneto di Porto Caleri (Rosolina). Ore 11.30. Arrivo a Santa Giulia,  frazione di pescatori in prossimità della foce del Po della Donzella. Ore 12.00 circa. In località Bacucco, escursione in barca alla  scoperta della Sacca di Scardovari e dei frutti che qui sono coltivati: vongola verace e cozza del Delta. Ore 13.30 Pranzo (a costo sostenibile) presso il ristorante “Il Bilancione”. Ore 15.00/15.30. Attraverso la Strada della Bonifica, tra Po di Goro e Po della Donzella, arrivo al Museo Regionale della Bonifica Cà Vendramin. Ore 16.00/16.30. Termine della visita e rientro.

14 marzo 2014, a Pieve di Soligo (TV) si parla della valorizzazione del legno locale per la produzione di botti di qualità

bottiVenerdì 14 marzo 2014, a partire dalle ore 9.00, presso la sede del Gal Alta Marca (Villa Brandolini, piazza Libertà 7) di Solighetto di Pieve di Soligo (TV) si terrà l’incontro “BA.RO.C.CO., valorizzazione del patrimonio boschivo locale integrata con la produzione vitivinicola di qualità”, organizzato da T.E.R.R.A. con il patrocinio di Veneto Agricoltura, Gal Alta Marca e Aikal verso Expo 2015.

Invito alla partecipazione. “Obiettivo dell’incontro – afferma Marco Abordi, dottore forestale, ideatore e coordinatore del progetto -, è quello di creare le necessarie sinergie pubblico-private per attivare un progetto di filiera con importanti ricadute locali economiche, sociali ed ambientali. L’apporto di idee, la disponibilità di collaborazione e la condivisione di informazioni sono lo strumento per costruire un progetto utile e concertato con il territorio”.

Un progetto replicabile in tutta la pedemontana alpina e appenninica. Dall’incontro dovrebbe fuoriuscire la creazione di un gruppo di lavoro composto da tecnici, imprese ed enti, in grado di dare avvio a un nuovo progetto pilota di valorizzazione del legno locale, finalizzato alla produzione di barrique di qualità destinate alle cantine della zona di provenienza del legname per la produzione di un vino di elevato valore aggiunto.Il progetto, facilmente replicabile in tutto l’arco delle pedemontana alpina e appenninica dove si produce vini di qualità in prossimità di boschi pedemontani, consentirebbe di raggiungere diversi obbiettivi: attivare una nuova filiera locale e quindi anche professionalità e nuovi posti di lavoro;· creare nuove competenze tecniche finalizzate alla coltivazione dei boschi e la scelta di piante da barrique; manutentare un territorio a rischio idrogeologico; creare dei prodotti di nicchia di elevato valore territoriale e commerciale; legare la sostenibilità ambientale delle cantine e delle vigne anche a un territorio locale più ampio; creare nuovi boschi, anche planiziali, di elevato valore ecologico e produttivo; valorizzare il made in Italy.

Programma. Durante l’incontro si discuterà con esperti del settore, imprese che già anno sperimentato segmenti delle sopra citata filiera e potenziali enti competenti e finanziatori. Ecco nel dettaglio il programma della mattinata: ore 9.00, Saluti dell’Assessore all’Ambiente della Provincia di Treviso Alberto Villanova e di Michele Genovese, coordinatore GAL dell’Alta Marca Trevigiana – Introduzione del workshop e illustrazione del programma; ore 9.30, Presentazione progetto di filiera  Ba.ro.c.co. (Marco Abordi – T.E.R.R.A. srl); ore 9.50, La produzione delle Barrique, storia e potenzialità locali (Piero Garbellotto – Garbellotto Botti); ore 10.10, Affinamento del Raboso del Piave nei legni autoctoni  (Az. Agr. Cecchetto Giorgio); ore 11.30, Le foreste della Serenissima tra passato e futuro (Giustino Mezzalira – Veneto Agricoltura); ore 11.50, Legno Veneto: esperienze di costruzioni realizzate con il legno della nostra Regione. (Andrea Zenari – Consorzio Legno Veneto); ore 12.10, Il progetto Assi del Cansiglio (ITLAS Laborlegno); ore 12.30, La valorizzazione energetica dei prodotti secondari delle filiera “bosco – legno –cantina” (Ing. Donadello, Bim Piave Nuove Energie); ore 12.50, Progetti di valorizzazione culturale e gastronomica verso EXPO 2015 (Ettore Bonalberti AIKAL verso Expo 2015); ore 13.10, Tavola rotonda “Le opportunità di realizzazione di un progetto di filiera” – modera Speranza Boccafogli (Sinergie Soc. Cons.), introduce Filippo Taglietti (Consorzio Prosecco); ore 13.45, Aperitivo e degustazione vini.

(Fonte: Terrasrl)

13 marzo 2014, cambiamenti climatici, a Vallevecchia (Caorle-Venezia), meeting tecnico informativo

Vallevecchia, litorale

Vallevecchia, litorale

Cambiamento climatico e aspetti tecnici, risvolti economici e conseguenze su ambiente e attività agricole. Saranno questi i punti cardine del meeting, organizzato nell’ambito del progetto Life+ WSTORE2, previsto giovedì 13 marzo, ore 9.45 presso l’azienda agricola pilota e dimostrativa ValleVecchia di Veneto Agricoltura, a Caorle (VE).

Tutti sono invitati: stakeholders del mondo agricolo e delle pubbliche amministrazioni, rappresentanti del settore turistico, ambientalistico ed esperti naturalisti anche per raccogliere da essi indicazioni sulle problematiche e ragionare sulle strategie d’intervento per contrastare gli effetti negativi del cambiamento climatico. “WSTORE2” è un progetto co-finanziato dalla Commissione europea tramite il programma Life+, nato con lo scopo di migliorare la gestione delle acque dolci nelle aree marino-costiere nella prospettiva del cambiamento climatico, mettendo a punto una governance delle acque specifica per le zone costiere salmastre.

Riduzione di acqua dolce nelle aree costiere. L’innalzarsi delle temperature, il modificarsi delle intensità delle piogge e la loro distribuzione stagionale, hanno comportato una riduzione della disponibilità delle acque dolci nelle aree costiere, e di conseguenza l’aumento della salinità e la perdita di fertilità dei terreni. Con conseguenze sulle attività economiche, da quelle agricole a quelle turistiche, oltre all’impatto sull’ambiente e sulla fauna autoctona. Per approfondire il delicato tema del cambiamento climatico e della conseguente riduzione di acqua dolce nelle aree costiere saranno presenti le organizzazioni agricole di categoria, esperti agronomi e forestali ed esponenti dei Consorzi di Bonifica. L’appuntamento di giovedì prossimo rientra in una serie di tavoli di lavoro organizzati da Vegal – Gal Venezia Orientale, partner del progetto; si terrà a ValleVecchia in quanto luogo di attuazione del progetto e sede di Veneto Agricoltura, “lead partner” di WSTORE2, che vede coinvolti anche CER Canale Emiliano Romagnolo e il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Padova.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

28 febbraio 2014, nell’incontro ARGAV-Wigwam in Saccisica (PD) si parla di “Acqua, da pericolo a risorsa”

acqua3Venerdì 28 febbraio 2014, alle ore 19, si terrà il consueto incontro mensile Wigwam-ARGAV presso il circolo di campagna Arzerello di Piove di Sacco (PD).

Tema della serata sarà “Acqua, da pericolo a risorsa”, e vedrà ospiti Alessandro Pattaro, titolare e fondatore di ID&A ingegneria, che parlerà de “Il Contratto di Fiume, strumento di gestione sostenibile del territorio quale veicolo per la creazione di Smart Community“; Fabio Nadalini, già direttore tecnico del Centro Sperimentale Modelli Idraulici del Magistrato alle Acque di Voltabarozzo (Pd), che parlerà di “Cosa sta succedendo al nostro territorio ? Analisi e quesiti per la gestione della risorsa idrica”; Andrea Crestani, direttore Unione Veneta Bonifiche; Giacomo Gazzin, Presidente Ordine Dottori Agronomi e Forestali Padova; Alessandro De Zanche, promotore del nuovo Gruppo Wigwam Acqua e Territorio, che parlerà di “Formare la cultura del Buon governo delle Acque e del Territorio”. Sarà con noi anche Avelio Marini, coordinatore della Rete Wigwam Piccole Fattorie e Artigianato Alimentare, che parlerà de “I Prodotti tipici tra Filiere corte e mercato globale” e la scrittrice Luisella Fogo. A moderare l’incontro sarà il presidente ARGAV Fabrizio Stelluto, mentre Efrem Tassinato, giornalista-chef e presidente del Circuito Wigwam, organizzerà le degustazioni dei cibi e dei vini delle Fattorie delle Comunità Locali di Offerta Wigwam.

4,6 e 13 marzo 2014, a Legnaro (PD) si parla di impronta ambientale

Water footprintE’ necessario comprendere quanto la nostra presenza e le nostre attività lasciano traccia, talvolta indelebile, sul terreno della sostenibilità globale. E vale anche per l’Agricoltura. Sarà, quindi, l’impronta ambientale il tema del workshop organizzato da Veneto Agricoltura per le giornate del 4, 6 e 13 marzo 2014 (ore 09.00 – 17.00 presso la Corte Benedettina di Veneto Agricoltura a Legnaro-PD).

Aspetti normativi, metodologie e incentivazione. Gli incontri analizzeranno gli impatti ambientali derivanti dalle attività di tutti i comparti agricoli, affrontando gli aspetti normativi, le metodologie di valutazione e certificazione e le forme di incentivazione alla sostenibilità ambientale, anche attraverso esperienze, casi studio e progetti. Al centro delle tre giornate saranno l’impronta del Carbonio, strumento utile a gestire le performance ambientali e contrastare il cambiamento climatico, e l’impronta idrica, indicatore che permette di calcolare l’uso di acqua, sia diretto che indiretto. Il programma di incontri è finanziato dal Programma di Sviluppo Rurale.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Info:049.8293920