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Cinque aree naturali costiere dell’Alto Adriatico in rete

ca mello aereaE’ stato presentato nei giorni scorsi a Fiumicello (UD), nell’ambito di un workshop previsto dal progetto ADRIAWET 2000, il Protocollo per il monitoraggio faunistico. Protocollo che in particolare prevede una piattaforma informatica che consente la condivisione pubblica dei dati raccolti nelle cinque aree naturali costiere alto adriatiche coinvolte nel Progetto: la Riserva Val Stagnon (Capodistria – Slovenia), la Riserva Naturale delle foci dell’Isonzo (Staranzano – GO), la Zona di Protezione Speciale di ValleVecchia (Caorle – VE), la Riserva Naturale Integrale di Bosco Nordio (Chioggia – VE) e l’Oasi di Ca’ Mello (Porto Tolle – RO), queste ultime gestite da Veneto Agricoltura.

Web 2.0 all’insegna della Natura. La piattaforma informatica, accessibile dal sito di progetto, consentirà a chiunque di consultare le presenze delle varie specie animali nelle aree coinvolte mentre, ai soli rilevatori che intendono partecipare al monitoraggio, sarà attribuita una password personale per l’inserimento dei dati nel software. Uno strumento in più quindi: anzitutto per la gestione delle aree naturali, ma anche per i visitatori che frequentano questi splendidi e delicati ambienti e che desiderano essere informati sulle specie presenti nei vari periodi dell’anno.

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Rischio idrogeogologico in alta pianura veneta, Mezzane e Rodegotto faranno meno paura

bonifica2“E’ stato un colloquio molto positivo per la disponibilità riscontrata nelle amministrazioni del territorio”. E’ questo il commento di Antonio Nani, presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, a due giorni dal vertice, svoltosi a San Bonifacio (presente anche l’assessore all’Ambiente della Regione Veneto, Maurizio Conte) per un confronto sugli interventi da realizzare sul torrente Mezzane, nel veronese e sul Rio Rodegotto, nel vicentino, entrambi esondati lo scorso 16 maggio.

Interventi per oltre 4 milioni di euro. La Regione Veneto mette a disposizione 500.000 euro (400.000 destinati al Mezzane, il restante al Rodegotto), cui l’ente consortile ne aggiunge 400.000 (100.000 per il Rodegotto, il restante per il Mezzane), frutto di una variazione di bilancio. Ai 700.000 euro così disponibili per il torrente Mezzane, se ne aggiungeranno ulteriori 200.000 dal Servizio Forestale Regionale; dovranno però essere integrati con ulteriori risorse, per le quali sono impegnate “Veneto Strade” e le Amministrazioni Comunali di Caldiero, Lavagno e Mezzane. Il piano complessivo prevede interventi per oltre 4 milioni di euro, ma già uno stanziamento superiore al milione permetterà la sistemazione idraulica dell’alveo con l’eliminazione dell’ostacolo rappresentato dalla ridotta arcata del ponte di Vago, garantendo un migliore fluire delle acque in caso di piena. Analoga partecipazione delle realtà territoriali alla spesa sarà necessaria per implementare l’attuale disponibilità di 200.000 euro, pari a circa il 10% del fabbisogno di interventi necessari sul Rio Rodegotto, ma sufficiente a garantire tranquillità alla popolazione; in particolare, necessita un approfondimento con le Amministrazioni Comunali interessate: Montorso, Montebello Vicentino e Zermeghedo.

Necessario un imepegno corale. “L’alluvione del 2010 ha posto drammaticamente alla nostra attenzione la priorità della tutela idrogeologica del territorio – commenta Conte – Come Regione, ogni anno investiamo circa 100 milioni per la difesa del suolo, ma non basta: per mettere definitivamente in sicurezza il nostro territorio servirebbe un impegno economico simile a quello per il Mose; è ormai nella fase conclusiva l’iter per l’avvio dei lavori sui bacini di Caldogno e Trissino, ma la loro realizzazione necessiterà di almeno due anni. Serve comunque un impegno corale, rispetto al quale lo Stato deve fare la sua parte, consentendo anche il superamento del Patto di Stabilità per interventi a tutela da frane ed alluvioni.”

(Fonte: Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta)

In Trentino per studiare come si gestiscono i beni Unesco. Candidature sino al 25 novembre 2013.

Immagine 1La Provincia autonoma di Trento, attraverso la step-Scuola per il governo del territorio e del paesaggio e in partnership con l’Università degli Studi di Torino, propone la seconda edizione del Master in World Natural Heritage Management.

I destinatari del progetto di formazione. Il percorso si concretizza nella scelta di un metodo che supera la tradizionale formazione d’aula, attraverso la combinazione di testimonianze di manager e professionisti, di viaggi di studio, di progetti di ricerca applicata e di stage in organizzazioni pubbliche e private. A rendere distintiva l’offerta formativa, oltre che alla qualità della didattica, è infatti l’insieme di servizi che viene fornito agli studenti. Il materiale didattico e i testi di studio sono gratuiti, così come le spese di trasporto e alloggio per i viaggi di studio in Italia e all’estero. Destinatari dell’iniziativa sono manager, funzionari, studiosi e professionisti di istituzioni ed organizzazioni pubbliche e private interessate alla gestione dei beni iscritti nella Lista UNESCO che, grazie alla formula part-time, avranno la possibilità di conciliare l’attività di frequenza con gli impegni professionali. Possono, inoltre, essere ammessi giovani laureati in possesso almeno di laurea triennale che vogliano approfondire le tematiche della conoscenza e della cultura, dell’economia e gestione dei beni naturali. I posti disponibili sono diciotto.

Candidature sino al 25 novembre. Il percorso si svolgerà a Trento dal 15 gennaio al 12 dicembre 2014. Le candidature alle selezioni sono aperte sino al prossimo 25 novembre. I giovani laureati che presenteranno domanda e avranno superato le selezioni potranno partecipare all’assegnazione di una delle cinque borse di studio a copertura parziale della quota di partecipazione. Per maggiori informazioni:  step-Scuola per il governo del territorio e del paesaggio T. 0461.020 060  email: step@tsm.tn.it

(Fonte: Trentino School of Management)

Acqua contaminata da sostanze perfluoroalchiliche, spetta alle autorità italiane intervenire

acqua_rubinetto--400x300“La direttiva sull’acqua potabile non stabilisce valori limite per il contenuto di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) ma lascia agli Stati membri il compito di fissarli qualora sia necessario per tutelare la salute umana” pertanto “la presenza di PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) nell’acqua potabile è soprattutto un problema locale che dovrebbe ridursi nel tempo per effetto della richiamata legislazione e dello sviluppo di linee guida negli Stati membri”. E’ la risposta del Commissario Ue all’Ambiente Janez Potočnik all’interrogazione di Andrea Zanoni, eurodeputato ALDE e membro della commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, sulla contaminazione delle acque potabili di trenta comuni veneti da sostanze perfluoroalchiliche.

Chiesto uno screening sanitario.  “Le autorità locali la smettano di ripetere a pappagallo che non c’è alcun pericolo – afferma in una nota Zanoni –  e stabiliscano dei valori limite per il contenuto di PFAS nell’acqua potabile visto che l’articolo 5, paragrafo 3, della direttiva sull’acqua potabile lascia a loro il compito di fissarli”.  Il Commissario Potočnik risponde alla richiesta di intervento di Zanoni affermando che “la Commissione non intende modificare la direttiva sull’acqua potabile poiché le questioni sono già soggette alla legislazione dell’Unione e, in caso di rischi per la salute, gli Stati membri sapranno intervenire”. “Personalmente avrei preferito che l’Ue fissasse standard obbligatori per queste sostanze nell’acqua di tutto il continente, ma visto che alla luce del principio di sussidiarietà spetta ai Paesi membri occuparsene, invito le autorità italiane a regolamentare la loro concentrazione per contrastare l’insorgere potenziale di patologie correlate alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche dell’acqua potabile”, commenta l’eurodeputato. Che il 1 ottobre ha presentato una seconda interrogazione alla Commissione europea per informarla della preoccupazione di una trentina di medici, gran parte membri dell’ISDE (International Society of Doctors for Environment), che chiedono con urgenza un progetto di screening sanitario della popolazione residente nei comuni coinvolti suggerendo la collaborazione di esperti indipendenti e possibilmente ponendo i relativi oneri a carico degli inquinatori.

(Fonte: Segreteria Europarlamentare Andrea Zanoni)

L’Orto Botanico dell’Università di Padova si arricchisce di un Giardino della Biodiversità

Ingresso Orto Botanico Università PadovaUn nuovo modo di conoscere e fare botanica che abbina la ricerca all’intrattenimento e che ha nell’innovazione il suo dna: è stato presentato nei giorni scorsi dal Rettore Giuseppe Zaccaria, il progetto di ampliamento dell’Orto Botanico dell’Università di Padova, il primo giardino botanico universitario al mondo. Nato nel 1545 per coltivare e studiare le piante medicinali e per secoli rimasto un modello di riferimento per gli Orti botanici europei, oggi l’Orto patavino annette all’area storica una nuova superficie di 15 mila mq chiamata Il Giardino della Biodiversità.

La nuova sezione accessibile al pubblico nel 2014. L’ampliamento dà vita a un percorso fitogeografico dei 5 continenti e a un viaggio attraverso i biomi del pianeta, ossia quelle ampie porzioni di biosfera che riuniscono ecosistemi caratterizzati dalle medesime condizioni ambientali. L’ampliamento, che e’ in fase di attuazione e sarà completato entro l’estate del 2014, prende le forme di una grande teca di vetro lunga circa 100 metri e alta 18 che illustra un’ideale sezione del globo, dall’equatore degradando verso i poli. Qui, in 5 serre, sono portati in vita i diversi ambienti, da quelli caratterizzati da condizioni più favorevoli per la vita (con abbondante umidità e elevate temperature che fanno crescere la foresta pluviale) sino alle condizioni più estreme (dove il freddo e la scarsa umidità rendono la vita quasi impossibile).  L’architettura è di forte impatto visivo: posizionata in un contesto di altissimo valore storico, il progetto rilegge le regole compositive che determinano l’impostazione della parte cinquecentesca, rispettando le dimensioni e i passi dell’antico Hortus cintus. Inoltre il progetto mantiene il medesimo orientamento degli assi che visivamente collegano le adiacenti cupole del complesso di Santa Giustina a quelle di Sant’Antonio, offrendo ai visitatori una suggestiva visione d’insieme.

Nuove serre Orto Botanico PadovaAcqua, filo conduttore della nuova sezione. Dalla lama d’acqua che separa l’orto antico e il moderno fino alle cascate che dividono un bioma dall’altro, l’acqua è il leitmotif del Giardino della biodiversità. L’edificio è progettato per il recupero delle acque piovane, garantendo al sistema l’autosufficienza idrica, e per ridurre il più possibile l’impatto ambientale: la sua forma e l’articolazione di spazi e impianti sono ottimizzati per sfruttare al massimo l’apporto dell’energia solare e per trasformare l’ambiente interno e quello circostante, grazie a soluzioni progettuali e tecnologiche. Il progetto è firmato dall’architetto Giorgio Strappazzon dello studio Vs associati che si è aggiudicato nel 2005 il concorso internazionale per la progettazione bandito dall’Università.

L’esposizione all’interno delle cinque serre si articola in tre diversi percorsi. Il primo è ‘La Pianta e l’ambiente‘: il Giardino della Biodiversità raccoglie oltre 1300 specie ripartite in aree che simulano le condizioni climatiche dei biomi portando i visitatori a compiere un ideale viaggio attraverso la foresta pluviale tropicale, la foresta tropicale subumida e savana, il clima temperato e mediterraneo, il clima arido, la tundra artica, tundra alpina e antartide. Il secondo percorso è ‘La Pianta e l’uomo‘: tramite pannelli, filmati, exhibit interattivi, reperti le nuove serre raccontano il pianeta dal punto di vista delle forme di vita vegetali indagando il ruolo svolto nel rapporto con l’uomo. Partendo dalla considerazione che le piante sono organismi complessi dotati di venti modi diversi di percepire l’ambiente che li circonda e di interagire con esso, il Giardino indaga come l’intelligenza vegetale e l’intelligenza umana abbiano svolto un comune percorso di coevoluzione.  Il terzo percorso è ‘La Pianta nello spazio‘: un approfondimento sui temi legati alle possibili condizioni di vita extra-terrestre e sugli effetti che l’inquinamento estremo, o lo stesso intervento dell’uomo, producono sulle specie vegetali. Simulazioni di viaggio, come quella di un equipaggio nello spazio, oppure di tipo insediativo, o ipotesi di una colonia su Marte, sono utilizzate per esemplificare queste riflessioni. All’esterno delle serre le aiuole sono dedicate a temi specifici e prevedono la coltivazione di specie compatibili con il clima locale, quali le piante alimurgiche, i giardini fioriti, le piante aromatiche.  Il progetto è caratterizzato da modalità di fruizioni interattive e un alto livello di tecnologia.

Un orto 2.0. Nel giardino della biodiversità anche un comune smartphone o un tablet diventeranno per i visitatori strumenti per relazionarsi con gli ambienti e le piante: un wikiorto che vivrà sul web consentirà ai visitatori di prepararsi alla visita e di rimanere in contatto con le piante anche una volta usciti dai cancelli. Prima della visita, il sito dell’Orto consentirà di scaricare applicazioni, esplorare i percorsi e acquistare il biglietto. Durante la visita, l’accesso a informazioni e approfondimenti tramite i cartellini di identificazione delle piante permetterà di approfondire le conoscenze nonché di provare esperienze di realtà aumentata. Dopo la visita, una speciale app consentirà di restare in contatto con l’Orto, continuando a far parte di una comunità virtuale. Accanto alla ricerca e allo studio, la nuova superficie dell’Orto si propone di essere anche un luogo di aggregazione urbana, che nel tessuto cittadino trova una sua armonica collocazione. Un vero e proprio destination place in cui i visitatori saranno coinvolti non solo attraverso spazi espositivi, ma anche di intrattenimento. Le aree Kids, Ristorazione, lo Store, lo spazio Eventi offriranno attività ad hoc per studenti così come per le famiglie con bambini, per i professionisti così come per i turisti, per gli appassionati di botanica e semplici curiosi. Partnership d’eccellenza con aziende e privati la cui filosofia sia congrua a quella dell’Orto Botanico verranno avviate, privilegiando le attività italiane che in particolare possano valorizzare il territorio veneto e della città di Padova.

(Fonte: Adnkronos.com)

Inquinamento idrico, per la prima volta in Italia dichiarata ammissibile una “class action” contro i somministratori di servizi pubblici

acqua_rubinetto--400x300Importante ordinanza emessa dal Tribunale di Roma a favore dei consumatori che riconosce il diritto alla collettività dei cittadini di promuovere azioni contro Enti e somministratori di servizi pubblici. Il Collegio del Tribunale di Roma, con due ordinanze gemelle, depositate il 2 maggio 2013, ha dichiarato ammissibile la class action promossa da alcuni cittadini molisani (e sostenuta da Italia dei Valori, Federconsumatori, Arco Consumatori e Lega Consumatori) nei confronti dei Comuni di Petacciato e Montenero di Bisaccia.

Un agente altamente cancerogeno nell’acqua potabile. L’azione, patrocinata dagli avvocati Claudio Belli (presidente nazionale dell’associazione AGIT – Avvocati Giusconsumeristi Italiani), Domenico De Angelis e Carla Biello, era stata avviata a seguito di fenomeni di grave inquinamento da trialometani (agente altamente cancerogeno) presenti nell’acqua potabile dell’area molisana tra il 2010 ed il 2011. Con le suddette ordinanze Il Tribunale di Roma, per la prima volta in Italia, ha ritenuto fondata la domanda di condanna alle restituzioni per tutti gli utenti del servizio non avendo potuto costoro fruire del servizio idrico per i mesi di dicembre 2010 e gennaio 2011 ed ha disposto, inoltre: 1. che devono ritenersi inclusi nella classe e possano aderire all’azione tutti i soggetti titolari di un contratto di somministrazione idrica con i Comuni di Montenero di Bisaccia e Petacciato nel periodo 28.12.2010/3.1.2011;  2. la pubblicazione del provvedimento, a cura e spese delle parti proponenti su “Il Messaggero”, “Corriere della Sera” e “La Repubblica”;  3. la fissazione di un termine per il deposito degli atti di adesione presso la cancelleria del Tribunale; 4. la trasmissione delle ordinanze al Ministero dello Sviluppo Economico per le ulteriori forme di pubblicità di competenza.

Aperti spazi di tutela inedita dei cittadini. “Si tratta di una pronuncia di grande rilevanza collettiva i cui principi, in caso di esito positivo del giudizio, potranno essere estesi a tanti casi e situazioni analoghe su tutto il territorio nazionale” – ha affermato Claudio Belli, presidente nazionale AGIT e patrocinatore della controversia – “Le ordinanze del Tribunale di Roma aprono degli spazi di tutela inediti per tanti cittadini che, senza lo strumento della class action, hanno dovuto subire passivamente, in questi anni, fenomeni di inquinamento e pagare egualmente il canone idrico. In ogni caso va rilevato – ha sottolineato Claudio Belli – che, al di là del valore economico della controversia, la forza di questo tipo di azioni è la valenza deterrente che esse assumono in funzione di tutela degli interessi e della salute della generalità dei cittadini”. Per informazioni: AGIT Segreteria generale info@giusconsumeristi.it – Fonte: AGIT – http://www.giusconsumeristi.it

(Fonte: http://www.aeceuropa.eu, associazione che ha nell’‘avv. Claudio Belli il punto di riferimento per l’azione collettiva a tutela dei cittadini colpiti dalla vendita di latte contaminato da dosi eccessive di aflatossine).

27 settembre 2013, riprendono gli incontri ARGAV-Wigwam a Piove di Sacco (PD)

Arezerello di Piove di Sacco, 11/10/11, Fabrizio Stelluto presidente ARGAV e Maurizio Conte assessore Ambiente Regione Veneto

da sx Maurizio Conte, assessore Ambiente Regione Veneto e Fabrizio Stelluto presidente ARGAV in un precedente incontro al Wigwam Arzerello di Piove di Sacco

Riprendono dopo la pausa estiva i consueti appuntamenti mensili ARGAV-Wigwam. Nella serata di venerdì 27 settembre 2013 saranno ospiti Maurizio Conte, assessore regionale all’Ambiente, con il quale si farà il punto sullo stato delle principali questioni interessanti il nostro territorio e Giuliano Marchesin, direttore Unicarve, che illustrerà il nuovo “Accordo Quadro” per la commercializzazione di bovini da carne e per un progetto di filiera “4i”.

Temi trattati. All’incontro, che si terrà al circolo di campagna Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD), in via Porto 8, alle ore 19.00 circa, si parlerà anche del progetto di polo scolastico agroalimentare del veneziano,  dell’accordo “Circuito Wigwam” – Italia Nostra”  sugli orti urbani e sociali, del progetto Ecocourts del Comune di Padova.

Cambiamento clima, rischio innalzamento di 5° della temperatura globale entro il 2100

img“Al Polo Nord sta diminuendo in maniera drastica la copertura del ghiaccio marino. Inoltre ampie estensioni di permafrost, strati di suolo ghiacciati, si stanno sciogliendo. Questo suolo fa da tappo a cospicue quantità di metano e CO2 che potrebbero aggiungersi a quelle che noi umani stiamo emettendo in atmosfera. In Antartide la situazione non è migliore. Tutta la parte ovest soggetta alle variazioni del clima sta collassando”. Lo ha affermato Fabio Florindo, dirigente di ricerca dell’ INGV, co-coordinatore del progetto Andrill che vede protagonista l‘Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, presentando i risultati inediti della ricerca a Geoitalia 2013 tenutasi nei giorni scorsi a Pisa.

Rischio forte accelerazione cambio clima. “In Antartide abbiamo effettuato delle perforazioni per studiare sedimenti del Piocene inferiore che giacciono sotto al ghiaccio. Allo stato attuale eè emersa una profonda similitudine tra quanto accadde in quel periodo – ha proseguito Florindo – e quanto sta accadendo oggi, ma una differenza c’è ed è importante. Qualora le cose non dovessero cambiare, in un secolo accadrà quanto all’epoca accadde in milioni di anni. Oggi in Antartide piattaforme di ghiaccio estese anche per 3000 Kmq stanno scomparendo nel giro di poche settimane. Qualora dovessimo continuare ad emettere molta CO2 in atmosfera, entro il 2100 potremmo avere un innalzamento della temperatura globale di 5 gradi e la calotta polare dell’Antardide occidentale potrebbe collassare. Come conseguenza di questo, il livello globale degli oceani aumenterebbe di alcuni metri. Senza tenere conto, anche se non è un problema immediato, che stiamo perdendo enormi quantità di acqua dolce, per ora sotto forma di calotte di ghiacio ai poli”. Il progetto Andrill, vede in campo Italia, Germania, Stati Uniti, Nuova Zelanda ed un Paese osservatore quale l’Inghilterra, ma nella prossima fase si aggiungeranno anche il Brasile, il Giappone e la Cina. Florindo è il coordinatore di questo importante progetto internazionale. I risultati sono chiari.

(Fonte: Asterisco Informazioni)

22 settembre 2013, Padova in festa per difendere l’ambiente

downloadDa tempo a Padova, Puliamo il Mondo, la campagna internazionale di volontariato ambientale (27-28-29 settembre 2013), si è trasformata in una Festa, che si terrà domenica 22 settembre 2013 dalle 10 alle 19 in piazza dei Signori, realizzata per promuovere riuso degli oggetti, riciclaggio, risparmio energetico, energie rinnovabili, mobilità sostenibile. L’iniziativa è realizzata con la collaborazione dell’assessorato all’Ambiente del Comune di Padova e la partecipazione di decine di associazioni e anche quest’anno si svolge nel contesto della Festa provinciale del Volontariato, che vedrà animarsi le varie piazze del centro storico cittadino con lo slogan “Piantiamola! Coltiviamo comunità”.

Quest’anno particolare spazio sarà dato al tema dello stop al consumo di suolo e riscoperta delle valenze agricole e paesaggistiche del territorio. Per esempio, si potrà sostenere la campagna Salviamo il paesaggio per il Parco Agro-paesaggistico metropolitano facendosi immortalare nella photogallery, come hanno fatto Gian Antonio Stella, giornalista de Il Corriere della Sera, e centinaia di cittadini, o sottoscrivere la cartolina Via le mani dalla città indirizzata ai candidati sindaci delle prossime lezioni amministrative. Non mancheranno le consuete attività: laboratorio di riciclo creativo, giochi, scambio libri, premi alla raccolta differenziata, eco-pesca ed eco-bar. E poi car e bike sharing, green economy, gruppo d’acquisto solare e per la mobilità elettrica, sportello energia, prodotti agricoli e eco-solidali, cooperazione internazionale e molto altro ancora… come ad esempio la distribuzione gratuita del compost prodotto negli impianti di trattamento del rifiuto umido e del verde dell’Etra, o le visite alla Torre dell’Orologio e alla Reggia Carrarese. Come spettacoli, dopo la sfilata di abiti usati e la “plazoleta de Tango”, si esibirà in piazza la nuova Orchestra Jazz dell’univesrsità di Padova. Per conoscere il programma completo della manifestazione clicca qui.

(Fonte: Legambiente Padova)

29 settembre 2013, il socio ARGAV Pietro Casetta organizza un Itinerario naturalistico-ambientale per scoprire Padova e i suoi corsi d’acqua minori

Isola Memmia Prato della Valle Padova foto padovanet.it

Isola Memmia Prato della Valle Padova foto padovanet.it

Domenica 29 settembre, il socio ARGAV Pietro Casetta propone un interessante itinerario naturalistico-ambientale per scoprire Padova e i suoi corsi d’acqua minori. Il percorso, titolato “Risaliamo l’Alicorno, dal Parco Treves all’Orto Botanico sin al Prato della Valle“, inizia alle ore 14.30 dall’ingresso del Parco Treves a Padova, che si trova poco lontano da Porta Pontecorvo.

Programma. L’itinerario porta alla scoperta delle caratteristiche idrauliche e ambientali dello sconosciuto corso d’acqua, l’Alicorno, senza il quale il Parco Treves non esisterebbe, l’Orto Botanico non sarebbe stato irrigato, il Prato della Valle non avrebbe la sua Canaletta. Ecco le tappe principali: il Parco Treves de’ Bonfili di Giuseppe Jappelli: tecnologia idraulica, significati massonici, paesaggio romantico;  L’Orto Botanico: un idrovoro, due corsi d’acqua, e molte problematiche di irrigazione vecchie e nuove; Il Prato della Valle: una palude bonificata grazie la Canaletta che ora lo cinge. Per concludere:  aperitivo “San Leonino” allo Snack Bar Isola Memmia. Durata percorso sino alle 18.30 circa, costo comprensivo di ingressi e aperitivo 15 euro a persona, l’organizzatore declina ogni responsabilità per danni a persone e cose che dovessero essere subiti dai partecipanti nel corso dell’escursione, prenotazione gradita info tel. 049 872 13 03 cell. 349 320 86 40 email pietrocasetta@pietrocasetta.it)

Fonte: www.pietrocasetta.it