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L’enoturismo in Italia: 14 milioni di accessi 
e oltre 2,5 miliardi di euro il giro d’affari. Tra le regioni più attrattive d’Italia, il Trentino-Alto Adige.

Brda, il Collio sloveno

E’ stato presentato alla Borsa Internazionale del Turismo 2019 a Milano, l’anteprima del XV Rapporto sul Turismo del vino in Italia. Oltre alla figura specialistica dell’enoturista appassionato (circa 150 euro la spesa giornaliera) spuntano i nuovi escursionisti del vino: viaggiano in giornata e spendono mediamente 85 euro. Dopo l’accordo con le Città dell’Olio si apre una finestra anche sul turismo tra uliveti e frantoi.

Criticità. Secondo il XV Rapporto le stime consolidate sui 14 milioni di accessi enoturistici annuali e gli oltre 2,5 miliardi di euro di fatturato annuali (per l’intera filiera del turismo del vino) sono valutazioni prudenti. In secondo luogo, dai Comuni emergono segnali di disagio a livello “infrastrutturale”: valutazioni insufficienti riguardano sia la qualità dei collegamenti (anche e soprattutto strade) sia la funzionalità degli organismi territoriali come Strade dei Vini e/o dei Sapori. 
Inoltre, tra i servizi su cui bisognerebbe maggiormente investire emerge la criticità della comunicazione (alcuni si spingono alla vera e propria “pubblicità”). Tuttavia, l’aggregazione territoriale sembra ancora poco perseguita, se non in pochissimi casi eccellenti. In tal senso, si è sempre più convinti del ruolo strategico che può svolgere l’Associazione Nazionale Città del Vino sui territori, a partire dal rafforzamento dell’Osservatorio del Turismo del Vino tramite la collaborazione con enti istituzionali (in primo luogo, il MIPAAFT) e con enti associativi (costituiti da operatori pubblici e/o privati).

Toscana il territorio di vino più amato dagli enoturisti. Risultati incoraggianti sono emersi dai due sondaggi, in particolare da quello rivolto alle aziende, che segnalano, con tutti i limiti di un sondaggio esplorativo, di erogare un’offerta ormai consolidata di servizi essenziali e accessori per l’enoturismo. Rimangono tuttavia da sanare alcuni ritardi per l’accessibilità di persone disabili a vigneti, cantine e degustazioni. Quest’impegno sui servizi, accompagnato al fascino del binomio vino/territorio è adeguatamente compensato dagli enoturisti, i quali, dal sondaggio esplorativo, spendono in media circa 85 euro se escursionisti senza pernottamento e circa 150 euro al giorno se turisti con pernottamento. Il turismo del vino in Italia, pertanto, cresce di anno in anno nei numeri e nei servizi, in particolare in Toscana, come emerge da entrambi i sondaggi esplorativi. Quasi il 50% delle aziende che hanno risposto al sondaggio è toscana e quasi il 50% degli enoturisti la ritengono la regione italiana più attrattiva.

Riflettori puntati anche sul turismo dell’olio. Il focus su questo comparto ha registrato evidenze di notevole interesse, a testimonianza della validità dell’intuizione della partnership strategica tra l’Associazione Nazionale Città del Vino e l’Associazione Nazionale Città dell’Olio. Comuni, cantine ed enoturisti sono molto interessati soprattutto in una prospettiva di collaborazione tra i due comparti per la valorizzazione del territorio, la promozione dell’offerta e la commercializzazione del prodotto. Nello specifico, la collaborazione strategica tra le due Associazioni Nazionali è ritenuta dagli enoturisti importantissima (quasi un plebiscito). Gli ulteriori sviluppi istituzionali della partnership sembrano trovare terreno molto fertile.

Risultati fondamentali emersi dall’indagine 1/Comuni. Dei rispondenti, almeno 1 Comune su 2 (52,78%) non prevede tassa di soggiorno. Il livello medio dei servizi offerti dagli operatori del settore enoturistico (cantine, ristoratori, albergatori, ecc.) agli enoturisti che arrivano nel territorio comunale è giudicato discreto (7,18 in media), con più del 40% che si spinge a riconoscere un voto pari o superiore a 8. L’attività su cui dovrebbero investire gli operatori del settore per migliorare i servizi offerti agli enoturisti che arrivano nel territorio comunale è in generale la formazione del personale (33,33% in tutto), seguita dalla pubblicità (27,78%). Quasi 3 Comuni su 4 (73,61%) hanno realizzato nel 2018 uno o più progetti per promuovere l’attrattività enoturistica del territorio e/o per migliorare i servizi offerti agli enoturisti. Gli enoturisti che arrivano nel territorio comunale, in termini di percentuale sul fatturato delle aziende vitivinicole della zona, sembrano incidere in media per il 26,95%. Gli enoturisti che arrivano nel territorio comunale, in termini di percentuale sul fatturato delle altre aziende della filiera enoturistica (ristoratori, albergatori, altri produttori tipici, ecc.), sembrano incidere in media per il 35,98%. La qualità delle infrastrutture di collegamento della singola zona d’interesse è giudicata inadeguata/insufficiente (5,48 in media). 2 Comuni su 3 (65,28%) sono inseriti e/o hanno rapporti con la Strada del Vino e/o dei Sapori del territorio: il funzionamento di questo organismo è giudicato inadeguato/insufficiente (5,85 in media). Circa 6 Comuni su 10 (58,33%) non hanno un Ufficio Turistico: quando c’è, non si procede a stime ragionate delle presenze enoturistiche (ossia il 70% circa; soltanto 5 “stimano” su 42 rispondenti “Sì”).
Per ben più dell’80% dei rispondenti il flusso degli arrivi in cantina e il fatturato dell’enoturismo nel 2018 sono aumentati o almeno rimasti stabili, anche rispetto alle stime di “Città del Vino” (circa 14 milioni di accessi enoturistici nel 2017 per un fatturato di almeno 2,5 miliardi di euro): queste evidenze/stime sembrano ormai salde e lasciano intravedere in realtà probabili tendenze in crescita. Circa il 20% (19,44%) dei Comuni rispondenti appartiene anche all’Associazione Nazionale delle “Città dell’Olio”.

Risultati fondamentali emersi dall’indagine 2/Cantine e aziende. Le Aziende rispondenti al sondaggio sono diffusamente distribuite sul territorio nazionale tra Nord – Centro – Sud – Isole, ma emerge con prepotenza anche in questo caso (oltre alla tradizionale reputazione enoturistica e all’altra evidenza che emergerà dal sondaggio sugli Enoturisti) il contributo della Toscana al turismo del vino in Italia, essendo “toscane” quasi la metà delle aziende/cantine rispondenti (19 su 42). Al di là dei valori medi, che trattandosi di un sondaggio esplorativo non possono che essere meramente indicativi, anche perché probabilmente si tratta di rispondenti già fisiologicamente sensibili al turismo del vino, emergono tre attività su tutte nello svolgimento della “normale” offerta enoturistica: vendita diretta in cantina, degustazioni e visita in cantina (che assieme “cubano” quasi il 65% di quanto svolto in azienda per il turismo del vino). Sembrano molto interessanti i livelli di servizio offerto, come emerge dall’indagine su servizi di logistica, di accoglienza e accessori. Emerge purtroppo ancora qualche ritardo nell’accessibilità per i disabili ai vari servizi enoturistici. Più della metà dei rispondenti produce anche olio e già è impegnato (per circa un terzo) nell’oleoturismo, riconoscendo come strategica la collaborazione tra “Città del Vino” e “Città dell’Olio” (più del 70% dei rispondenti).

Risultati fondamentali emersi dall’indagine 3/Enoturisti. Il turista del vino in Italia, dal sondaggio esplorativo, si conferma prevalentemente escursionista, avendo ricavato circa un 60% dei rispondenti, probabilmente già sensibili al turismo del vino, che in un modo o in un altro rientrano a casa nell’arco della giornata. Questa evidenza conferma inoltre la validità dell’assunzione alla base delle stime dei Rapporti dell’Osservatorio di “Città del Vino”, che combinano insieme turisti in senso stretto (visita in cantina con pernottamento sul luogo) ed escursionisti in senso più largo (visita in cantina senza pernottamento sul luogo). La Toscana si conferma regione enoturistica più attrattiva d’Italia, con quasi la metà delle preferenze globali (48,41%). Seguono Piemonte, Trentino-Alto Adige e Campania. Al di là dell’offerta enoica di questi territori, è da notare anche che sono di per sé territori molto attrattivi da un punto di vista turistico in generale, con il turismo del vino che potrebbe essere ulteriore motivo di piacevole esperienza turistica. Dal sondaggio esplorativo, con tutti i limiti ripetutamente summenzionati, emerge una spesa media di circa 85 euro per gli escursionisti e circa 160 euro per i turisti, sempre a livello di servizio complessivo dell’esperienza enoturistica lungo tutta la filiera (viaggio, vitto, alloggio, acquisto bottiglie in cantina, acquisto in loco di prodotti tipici, ecc.), non necessariamente soltanto in cantina. Il turista del vino, pertanto, si conferma disposto a spendere bene per un’esperienza enoturistica di qualità. 2 rispondenti su tre sono interessati anche al turismo dell’olio e tra questi un quasi plebiscitario 94,12% ritiene strategica la collaborazione tra l’Associazione Nazionale delle “Città del Vino” e l’Associazione Nazionale delle “Città dell’Olio”. Al link seguente XV Rapporto Turismo Vino – Anteprima BIT Milano 2019 – Presentazione

Fonte: Servizio stampa Associazione Nazionale Città del Vino

 

 

 

5 gennaio 2019, i soci Argav tornano a Segusino (TV) per la tradizionale visita al Presepio Artistico, nell’occasione si parla della vita in malga

Sabato 5 Gennaio 2019 i soci Argav saranno a Segusino (TV) per la tradizionale visita al Presepio Artistico, quest’anno titolato “Natale di rinascita“.

Una realtà rurale dalle mille sfaccettature. Oltre al Presepe, che non manca mai di stupire per la certosina precisione con cui viene pensato e allestito fin dall’estate dai componenti dell’associazione Amici del Presepio, presieduta da Carlo Stramare, insieme alla Pro Loco, presieduta da Denis Coppe, i soci Argav hanno sempre modo di conoscere aspetti inediti della vita rurale del paese. In compagnia degl “S-cék da Segusin”, così vengono soprannominati gli abitanti del paese per il forte legame che il territorio ha con il suo prodotto più tipico, il formaggio S-cék, quest’anno si avrà modo di approfondire il tema della vita in malga, grazie alla visione di un documentario realizzato nelle malghe di Segusino e Valdobbiadene – chiuse nel periodo invernale – e soprattutto alla chiacchierata in programma con un malgaro, che conduce una delle poche malghe rimaste in zona. Durante la giornata, sono previste anche una sosta ristoratrice all’osteria “Romolet” a Milies, borgata montana di Segusino, che offre una cucina a base di prodotti tipici ed una visita alla cantina vitivinicola “Torre Zecchei” di Valdobbiadene.

Un Natale di rinascita quello allestito dal Presepio Artistico di Segusino (TV), che dedica l’edizione 2018 ai sopravvissuti e alle vittime della Grande Guerra

Presepio artistico di Segusino, natività

Nel Natale del centenario della fine della Grande Guerra, non poteva che essere titolata “Natale di Rinascita” la nuova edizione del Presepio Artistico di Segusino (TV), che rientra nell’ambito della rassegna “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino”, visitabili dal pubblico a partire dalla notte di Natale, fino a domenica 3 febbraio 2019. Il presepe, allestito su una superficie di circa 100 mq all’interno della ex-casa del cappellano di Segusino (viale Italia 270), un anno fa ricordava i combattimenti della guerra e nel 2018 celebra la pace attraverso la natività di Gesù e un messaggio di pace da dedicare alle persone che, cent’anni fa, riuscirono a tornare a casa e a quelle che, purtroppo, perirono nei combattimenti.

Presepio artistico di Segusino, particolare don Antonio Riva

Raccontano gli Amici del Presepio, l’associazione parrocchiale di volontari che, da trenta anni a questa parte, arricchendosi via via di nuovi validi elementi, si occupa della scelta del tema, dell’elaborazione delle scene e dell’allestimento dell’opera, visitata da 15/20 mila persone. Il tutto, partendo da uno studio che inizia un anno prima, con un lavoro di allestimento di oltre 4 mesi: “Molto si è parlato della Prima Guerra Mondiale durante questi ultimi anni di ricorrenze, ma forse ancora mai troppo se rapportato al dramma che fu il primo conflitto bellico mondiale, soprattutto per le popolazioni civili. Simbolo per il paese di Segusino è la figura di don Antonio Riva, vice parroco del paese e guida spirituale dei profughi durante l’invasione, deceduto poco dopo la fine della guerra causa gli stenti e i patimenti subiti, e del quale il 2 gennaio 2019 si celebrerà il centenario della morte. “Natale di Rinascita” è un simbolo, un messaggio: il messaggio di Gesù che nasce e rinasce laddove c’è stato un dramma: il dramma della guerra (nel tema di quest’anno) ma anche ogni altro dramma piccolo o grande che sia, compreso il piccolo mondo della famiglia”.

Altra novità 2018, scorcio di Feltre con l’entrata trionfale degli alpini in città. Il Presepio Artistico di Segusino è ambientato nel paesaggio rurale veneto Pedemontano degli anni ’20-40 del 1900 e si contraddistingue per diversi aspetti artistici e scenografici. Tra questi, si distinguono la particolare tecnica delle scene riflesse tramite gli specchi per aumentarne la profondità di visione e la prospettiva, la cura dei dettagli e di tutti i particolari in miniatura. Un’altra novità dell’edizione 2018 è la riproduzione in scala di una scorcio di via Mezzaterra della cittadina di Feltre (BL), con l’entrata trionfale in città degli alpini dopo la liberazione.

Presepio artistico di Segusino, particolare

Il Presepio è inserito nella rassegna intitolata “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino” che propone ai visitatori un’ampia panoramica di altre opere e rappresentazioni attraverso vie e borgate di Segusino. Aggiunge Carlo Stramare, presidente dell’associazione: “Questa edizione sarà completata anche da una mostra allestita nei locali del “Centro Parrocchiale d.A.Riva“, dal titolo “Movimenti nelle retrovie” gentilmente concessa dall’Associazione Bellunesi nel Mondo ed anche quest’anno, ci saranno le domeniche con visita guidata ai presepi nei borghi. Il Presepio Artistico di Segusino fa parte de “L’Itinerario dei Presepi“, una guida che illustra alcuni tra i migliori presepi del Veneto e del Friuli. Ulteriori informazioni: www.presepiosegusino.it o alla pagina Facebook: Presepio Segusino.

Fonte: Associazione Amici del Presepio di Segusino

Un’idea regalo originale per Natale? I confanetti smartbox “Artigiani del gusto: un viaggio in Veneto”

Serata di gala molto particolare ed originale per i quaranta delegati del Consiglio Direttivo Unaga che, per la prima volta, si sono riuniti a Venezia lo scorso 1 dicembre. La sera di Venerdì 30 infatti, i giornalisti dell’Unione Nazionale Associazioni Giornalisti Agricoltura, Alimentazione, Ambiente, Territorio, Foreste, Pesca, Energie Rinnovabili, gruppo di specializzazione della Fnsi presieduto da Roberto Zalambani e rappresentato in Veneto da Argav, presieduta da Fabrizio Stelluto sono stati ospiti della Confartigianato Imprese Veneto per una presentazione dedicata in anteprima de i “Cofanetti del gusto“.

Prendere i turisti per la gola. Confartigianato Imprese Veneto ha infatti sviluppato per i propri associati un progetto di promozione turistica, finalizzato a valorizzare l’offerta enogastronomica di tutto il territorio regionale. Si tratta di cofanetti regalo (tipo smartbox) che verranno diffusi on line sui siti dedicati al turismo e off line nel territorio regionale attraverso una rete di distribuzione, allo scopo di suggerire degustazioni, produzioni artigianali, tipicità del nostro territorio. Il regalo contenuto nel cofanetto è “aperto” ovvero, l’acquirente, potrà scegliere tra le diverse proposte in esso contenute. Originalità del progetto è la compartecipazione delle aziende aderenti alla creazione dell’offerta. Le singole imprese hanno infatti formulato loro specifiche ed originali proposte di degustazione che potranno così essere selezionate dagli utenti desiderosi di assaggiare le nostre specialità o di regalare ad altri delle “esperienze di gusto” uniche ed esclusive.

Una regione vista attraverso il saper fare artigianale. La novità è stata illustarta da Cristiano Luigi Gaggion, componente commissione regionale Turismo di Confartigianato Imprese Veneto; Renzo Bettiol, presidente regionale caseari della Federazione e Cecile Rousset, VivoVenetia responsabile progetto. I due dirigenti hanno spiegato come “il progetto di promozione riguardi le aziende artigiane del comparto alimentare (salumifici, caseari, pasticceri e cioccolatieri, birrifici, produttori di vino e di grappe sino ai ristoratori, solo per citare i principali), puntando alla valorizzazione turistica delle stesse e al loro saper fare. Nel mondo del food, si registra un crescente interesse del pubblico per i cofanetti regalo (tipo smartbox): da qui l’idea di lanciare nel mercato il cofanetto regalo “Artigiani del gusto: un viaggio in Veneto” per permettere all’utente di scoprire le meraviglie artigianali del territorio veneto attraverso la degustazione dei suoi prodotti e la passione degli artigiani che ne sono produttori”.

Due le tipologie di servizi offerti. “Il progetto -ha proseguito Cecile Rousset- è a cura di Confartigianato ed in collaborazione con la piattaforma Vivovenetia.com, che opererà la vendita on line dei cofanetti. Permetterà all’utente di scegliere tra due tipologie di servizi: degustazione di vini, birre, grappe, cioccolato, pasticceria, prodotti da forno ecc (prezzo al pubblico 36 euro) oppure pranzo o cena includendo 4/5 portate (prezzo al pubblico 89 euro) e comprende una offerta valida per 2 persone. I cofanetti del gusto verranno promossi e venduti prevalentemente on line, così da incontrare le preferenze degli acquirenti che solitamente cercano nel web queste soluzioni. I canali a disposizione saranno: www.vivovenetia.com ed i siti web Confartigianato delle varie province del Veneto. Ma verrà avviata anche una rete di distribuzione anche attraverso punti vendita “fisici”: le sedi Confartigianato nel Veneto e le stesse aziende che aderiranno al progetto”.

Il cofanetto ha un anno di validità dalla data di acquisto. Per concordare la data del servizio, il cliente chiamerà Vivovenetia che a sua volta verifica la disponibilità dell’azienda per accogliere l’ospite, sulla base delle disponibilità indicate. Inoltre, per aiutare le imprese a raccontarsi meglio e a raccontare la propria offerta, è a disposizione un collaboratore specializzato in storytelling e marketing per rendere più attraente la degustazione e predisporre una immagine coordinata dei partecipanti.

L’elenco delle Imprese già aderenti. A conclusione della presentazione, i delegati UNAGA hanno avuto l’opportunità di partecipare ad una degustazione, guidata dai maestri artigiani Bettiol, Bertelli, Gaggion e Doriguzzi che hanno offerto i prodotti delle loro aziende e di alcune altre tra le 23 già aderenti che hanno messo a disposizione una selezione dei loro prodotti: il salumificio Bettelli, il Caseificio di Roncade, i birrifici Benaco e Grillo, le pasticcerie Gaggion e Gardellin, la distilleria LI.DI.A. oltre al panificio Le delizie del Grano del Presidente regionale Nicola Trentin. Le aziende già aderenti al progetto sono: 1. Vini Iseldo Maule Snc Di Maule Graziano & c VI 2. La locanda srl VI 3. Minerva snc VI 4. Albergo Ristorante Valsugana VI 5. Panificio Pasticceria Righetto snc VI 6. Hotel Alpi snc di Munari Giovanni e Enzo VI 7. Birrificio Bennaco 70 VR 8. Birrificio del Grillo, Dez and Deb BL
9. Pasticceria Gaggion BL 10. Pasticceria Gardellin snc PD 11. Poli Grappa VI
12. Perlage wines TV 13. Caseificio di Roncade TV 14. Bertelli Salumi srl PD
15. Distilleria f.lli brunello srl VI 16. Salumificio Carretta Felicino Snc VI 17. Ristorante Il Torchio Antico – Villa Godi Malinverni VI 18. Distilleria Li.Di.A. S.a.s. VI 19. Vicentini 1966 – Marostica VI 20. Cioccolateria Veneziana VE
21. La Carline VE

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto

14 ottobre 2018, giornata aperta delle Fattorie didattiche, 168 le aziende agricole e agrituristiche partecipanti, visite gratuite ma su prenotazione

E fanno sedici! A tante edizioni è giunta la “Giornata aperta delle Fattorie Didattiche”, manifestazione promossa dalla Regione Veneto in collaborazione con le organizzazioni professionali del settore agricolo, in programma domenica prossima 14 ottobre.

Le aziende agricole e agrituristiche venete che hanno dato la loro adesione sono ben 168, un numero superiore a quello degli ultimi anni. Si possono visitare gratuitamente ma è indispensabile effettuare la prenotazione alla fattoria prescelta, individuandola nell’elenco completo, suddiviso per le sette province venete, pubblicato nel sito della regione Veneto e alla pagina Facebook.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Alla scoperta del Monte Baldo, il Giardino d’Italia tra Trentino e Veneto e di Brentonico, comune che ha messo il verde al centro della propria attività

veduta del Monte Baldo

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Lo scorso agosto si è tenuta a Brentonico (TN), sul Monte Baldo, dosso montuoso che si sviluppa per circa 35 Km in direzione Nord-Sud, a cavallo tra Trentino e Veneto, la seconda edizione di “Baldo, Bio & Benessere”, evento che ha animato il già vissuto e frequentato parco Cesare Battisti, situato al centro del paese.

La biblioteca nel parco Cesare Battisti

Un’importante area verde fulcro di attività. Il parco ospita tanti giochi e attività per bambini nonché alberi secolari che offrono la loro ombra per il riposo. E’ questa un’area che ricorda il modo di pianificazione urbanistico tedesco, con spazi verdi al centro dei quartieri e non marginali, quali risultato della spartizione delle aree migliori per l’edificazione e con un fabbricato per servizi comuni con tetto green come è oramai costume in tutto il mondo occidentale da almeno 30 anni ed una biblioteca nel parco con due sezioni di libri: per bambini e per adulti.

particolare dell’iniziativa Baldo Bio e Benessere

L’attività ferragostana. Nei giorni di Ferragosto 2018, il parco si è animato ancor più con bancarelle dedicate al biologico, al benessere e ai lavori manuali e ha visto l’organizzazione di alcuni laboratori, tra cui quello di riconoscimento delle piante (a cura della Forestale), camminate Nordic Walking, corsi per la realizzazione di fiori o di farfalle di carta, di illustrazione di un libro, per la realizzazione di ghirlande di fiori di carta, Landascapes – i panorami dell’anima- workshop creativo espressivo, attività di ballo popolare, workshop creativi espressivi, corso di cucina vegana, togheterness mandala in natura, approfondimenti sui campi elettromagnetici e radiazioni naturali, trattamenti, consulenze a cura di associazioni e operatori olistici… Un mix di attività organizzate con il contributo di Rovereto e Vallagarina Azienda per il Turismo, Altopiano di Brentonico, Parco naturale Locale Monte Baldo, Family Trentino, Il Gradino Associazione, Cassa Rurale Alto Garda.

Il giardino rinascimentale di palazzo Eccheli Baisi

Brentonico è un piccolo paesino ma ha in sé una particolarità, che costituisce nel contempo un onore e una responsabilità. E’, infatti, il comune con maggiore superficie baldense (63 Kmq) rispetto tutti gli altri comuni, sia trentini che veneti. Il risiedere nel territorio del Monte Baldo, che è stato definito Hortus Italiae, il Giardino d’Italia, ne fa, quindi, un centro di particolare interesse, tant’è che il giardino del Palazzo Eccheli Baisi, che si trova nel paese, è stato progettato e realizzato sul modello degli Orti Rinascimentali di Padova e Pisa, con un orto dei semplici e un piccolo orto botanico. Un giardino delizioso da visitare, mantenuto in ottimo stato e ricco di dettagliati cartellini di riconoscimento delle piante presenti.

Macaone

Il Giardino d’Italia. E’ utile sapere che il Monte Baldo ospita ben 1952 specie di piante, il 43% delle specie dell’intera flora alpina, pur estendendosi solo sullo 0,2% del territorio alpino. In questo massiccio di natura calcarea sono state censite 2085 specie diverse di farfalle su un totale di 5127 specie segnalate nell’intera Italia. Una varietà biologica eccezionale, in un luogo molto ristretto, a due passi da casa per i veneti e i trentini. Per capire meglio la sua importanza bisogna sapere che Linneo (1707-1778), il fondatore della sistematica moderna, considerava il Monte Baldo una vera e propria “Regione Botanica”. Nel 1566, Francesco Calzolari (1522-1609), veronese, speziale, erborista, naturalista e, unanimemente riconosciuto, capostipite degli esploratori botanici del Monte Baldo, fornì una descrizione delle piante del Baldo che rimane tra le prime opere riguardanti la flora delle Alpi e che attirò e attira tutt’oggi l’interesse di naturalisti che si sono avvicendati e si avvicendano nella sua esplorazione. A Calzolari il comune di Brentonico ha dedicato una strada mentre Daniele Zanini ha dedicato un corposo libro “Le piante di Francesco Calzolari” (WBA books).

 

A Piazzola sul Brenta (PD) c’è il Festival delle Pro Loco venete

Piazzola sul Brenta (PD) ospita fino ad oggi, domenica 23 settembre, la seconda edizione del Festival delle Pro Loco del Veneto, praticamente una festa delle feste, con tante proposte culturali e prodotti tipici veneti in mostra.

 

In Veneto ci sono 535 associazioni iscritte all’Unpli (Unione Nazionale Pro Loco), quasi 70mila volontari tesserati che dedicano migliaia di ore a città, borghi, territori, oltre 5 mila eventi l’anno (una media di 10 per associazione), 1 ufficio turistico su tre gestito dalle Pro Loco. Più di 100 associazioni provenienti da tutte le province saranno presenti a Piazzola sul Brenta insieme alle delegazioni di undici regioni italiane. Ci saranno stand gastronomici, filò e cantastorie, bande musicali e gruppi folkloristici, ludobus con giochi in legno e fuochi d’artificio. Ulteriori info: www.unpliveneto.it

Fonte: Festival delle Pro Loco del Veneto

Agriturismi, domeniche in bicicletta tra Vicenza e Padova

Tornano, in questo scorcio tra la fine dell’estate e l’autunno, “Le domeniche di Agricycle”, iniziativa promossa da Agriturist Veneto, l’associazione degli agriturismi di Confagricoltura, e Agricycle Veneto, la rete regionale degli agriturismi attrezzati per rispondere alle esigenze del cicloturismo, un settore che in Italia è in costante crescita.

Tre domeniche. Pedalare in campagna, alla scoperta delle bellezze naturalistiche del Veneto, gustando un buon spuntino a base di prodotti degli agriturismi è la formula dell’iniziativa, che propone per tre domeniche un’escursione guidata in bicicletta, facile e adatta alle famiglie e ai bambini, lungo strade secondarie o sterrate, alla scoperta di castelli, ville e angoli naturalistici. Ad accompagnare gli escursionisti ci sarà la guida Giada Sgaravatto. Al ritorno, negli agriturismi, verrà offerta una degustazione a base di prodotti dell’azienda o locali.

La prima tappa autunnale sarà domenica 16 settembre, alle 15, all’agriturismo Villa Feriani a Montegalda (Vicenza), con “Pedalando tra il fiume e i monti Berici”. L’itinerario sarà di circa 20 chilometri e passerà per Sant’Antonio, con visita al Castello di San Martino, Cervarese Santa Croce, Montegaldella, Montegalda, Colzè. Informazioni al 347 0833891.

Domenica 30 settembre, alle 15, ci si sposterà in provincia di Padova, all’agriturismo La Buona Terra di Cervarese Santa Croce. L’itinerario, di circa 20 chilometri, passerà per Montemerlo, Costigliola, Praglia, Feriole, La Montecchia, Selvazzano e poi farà ritorno per l’argine del Bacchiglione. Informazioni al 328 0770977.

Domenica 15 ottobre, alle 15,  l’ultimo itinerario che si terrà in concomitanza con la giornata regionale delle Fattorie Didattiche Aperte. Partirà da Fattoria in Valle a Bagnoli di Sopra, sempre in provincia di Padova, e avrà una lunghezza di 15 chilometri. Passerà per Anguillara Veneta, Borgoforte, con ritorno a Bagnoli di Sopra lungo l’argine del canale Gorzone e l’ultima tappa a Villa Widmann Borletti. Informazioni al 348 3225532.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

25 e 26 agosto 2018, sull’altopiano dei Sette Comuni, nel Vicentino, si festeggia la pecora di Foza

Pecora di Foza (foto Asiago.it)

Per secoli a Foza, borgo montano situato sull’Altopiano di Asiago, in provincia di Vicenza, l’economia ha ruotato attorno alle attività del bosco e della pastorizia. E’ in questo ambito che i pastori del luogo hanno saputo selezionare piano piano una razza di pecora dalla lana lunga e adatta alla tessitura chiamata proprio con il nome del loro paese, Foza, ma che si diffuse a tal punto da essere identificata anche come ‘pecora vicentina’.

Nel 2015 c’erano solo 163 capi. Le complesse dinamiche socio-economiche del XX° secolo determinarono però un progressivo abbandono dell’attività pastorizia, con la conseguente drastica diminuzione delle pecore di razza Foza, ridotte a soli 163 capi nel 2015. Di fronte al rischio di estinzione di questa razza autoctona e la conseguente perdita della memoria di un passato ricco di storia, l’amministrazione comunale di Foza ha intrapreso un percorso di salvaguardia delle ultime pecore rimaste. Un progetto che ha visto coinvolti anche la Regione Veneto, l’Università di Padova, Veneto Agricoltura e altri Enti. A Foza sono state così avviate numerose iniziative, fra cui una sezione dedicata alla “Pastorizia” nel locale Museo, conferenze, dibattiti e l’annuale Giornata di piazza dedicata ai lavori della lana, diventata nel corso degli anni la ‘Festa della Pecora Foza’.

Convegno sabato 25 agosto mattina con visita guidata. Quest’anno, il Comune, sempre più consapevole che le complesse vicende legate alla pastorizia sono intimamente connesse all’identità del suo territorio, in collaborazione con l’associazione Mondo Rurale di Marostica, propone un interessante convegno che si terrà sabato 25 agosto (ore 10,30) nella sala multimediale del Museo di Foza. Il focus, concepito come un momento di studio e confronto di esperienze, intende fare il punto sul processo di recupero della pecora di razza Foza. Sono previsti interventi del sindaco di Foza, Mario Oro; del presidente regionale di Coldiretti, Martino Cerantola; di Alberto Alberti (commissione Museo), che presenterà il quadro storico della pastorizia sull’Altopiano dei Sette Comuni; Giustino Mezzalira e Valerio Bondesan (Veneto Agricoltura), che illustreranno rispettivamente l’attività di conservazione della biodiversità agraria nel Veneto e l’opera di recupero e conservazione della razza Foza. Isabella Bortoli (allevatrice) porterà invece la sua esperienza sul campo, delineando le problematiche con cui si trova a fare i conti; Francesca Rodeghiero (associazione Mondo Rurale) presenterà infine una serie di proposte di valorizzazione dei prodotti dell’allevamento della pecora Foza: dalla lana ai formaggi alle carni. Al termine dei lavori è prevista una visita guidata alla sezione della “Pastorizia” del Museo e una degustazione dei formaggi ‘Malghe della Marcesina’.

Domenica 26 agosto, la pecora Foza sarà celebrata con l’annuale Festa, durante la quale si potranno ammirare gli storici ovini e sarà suggellato il gemellaggio con la pecora ‘Brogna’ della Lessinia (altra razza che rischia l’estinzione). Il programma prevede, tra l’altro, la dimostrazione da parte di figuranti in costume, delle varie fasi legate alla filiera della lana: dalla tosatura alla tessitura. L’evento si configura come anteprima del Festival dell’Agricoltura in programma a Bressanvido (Vi) dal 23 al 30 settembre, che avrà come filo conduttore proprio il tema della “Biodiversità”.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

Il socio Efrem Tassinato firma il menù del Galà del Festival in Slovacchia dedicato all’Italia

da sx Peter Chudík, presidente della regione di Presov, Efrem Tassinato e Jozef Švagerko, sindaco di Poprad

Viva Italia, importante evento di promozione del made in Italy in Slovacchia, ha avuto quest’anno la firma del socio Argav e tesoriere Unaga Efrem Tassinato, che ha cucinato pietanze venete per il menù del Galà conclusivo, che si è tenuto a Poprad, città della regione di Presov, la più orientale della Slovacchia, lo scorso 30 giugno 2018, alla presenza, tra gli altri, del sindaco Jozef Svagerko e del presidente regionale Peter Chudík.

Un piatto molto apprezzato servito da Efrem Tassinato al Galà del Festival Viva Italia in Slovacchia: gnocchi di patate trevigiane con crema diaAsparago bianco di Cimadolmo IGP

Connessioni tra comunità locali. La regione di Presov e la regione del Veneto sono connesse da La Via di Karol, l‘Itinerario europeo dei Piccoli Santuari che ha origine dai luoghi natali di Papa San Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla, e raggiunge Roma. Questo è stato anche il tema dell’edizione 2018 del Festival: ovvero promuovere la connessione e l’interscambio tra le comunità locali delle regioni dei paesi interessati. Non un mero percorso all’insegna del turismo religioso, peraltro dai numeri potenzialmente davvero grandi, ma anche l’occasione di scoperta dei territori, dei loro prodotti tipici, della loro offerta ricettiva e di ristorazione a base di piatti della tradizione. “Un’importante leva di marketing per uno sviluppo delle Comunità Locali in chiave solidale e sostenibile” ha commentato Tassinato, giornalista chef e presidente di Rete Wigwam, cui fa capo lo sviluppo del progetto di questa via delle fede.

Da sx Zuzana Sisakovà, chef del ristorante Vino & Tapas di Poprad, che ha ospitato e aiutato in cucina Efrem Tassinato. Zuzana èl’unica chef donna tra i 20 migliori chef della Slovacchia, nella classifica degli ultimi due anni, della rivista Top Trend di Poprad.

Buon rapporto qualità-prezzo. “Oltre a qualificati produttori di specialità enogastronomiche, i Paesi interessati da La Via di Karol dispongono di strutture di tutto rispetto, dove pellegrini e viandanti potranno ristorarsi, all’insegna del mangiare tipico e sostenibile, della buona tavola, della tradizione culinaria e a prezzi più che alla portata di ogni tasca”, ha  commentato Fabio Bortolini, presidente di Pre Mesto Poprad, la pro loco che ha organizzato il Festival.

Fonte: servizio comunicazione Wigwam