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Fino al 9 ottobre a Isola della Scala (VR) c’è Risitaly Top Show

In occasione della Fiera del Riso di Isola della Scala (VR), uno dei maggiori eventi nazionali del settore, con i suoi 500.000 visitatori e 400.000 risotti serviti, la Strada del Riso Vialone Nano veronese in collaborazione col Consorzio di tutela del Riso Nano Vialone e l’Ente Fiera organizza la quarta edizione di TOP SHOW, 16  giorni di incontri gastronomici legati al riso che vedranno impegnati cuochi di di tutta italia, che oltre ai risotti proporranno anche piatti tipici e vini doc delle rispettive regioni.

Le novità. A caratterizzare l’edizione 2010 del Risitaly Top Show saranno i gemellaggi gastronomici con Treviso, Mantova e Fermo, la presenza internazionale dell’India e del premio Nobel Lech Walesa, ma soprattutto la presenza di molti nomi famosi come le Stelle Michelin delle Marche e dell’Alto Adige e il veronese Dodici Apostoli, affiancati da molti ristoranti emergenti ma di assoluto valore. Protagonista resta comunque il Riso Vialone  Nano Veronese, che in questa rassegna vede esaltate le sue caratteristiche di grande prodotto per l’Alta Cucina.

(fonte Fiera del Riso)

ARGAV presente alla “due giorni” dell’ARGA Emilia Romagna a Castrocaro Terme e Terra del Sole e a Galeata

Castrocaro con l'imponente Fortezza

(di Maurizio Drago, socio Argav) L’ARGA dell’Emilia Romagna, presieduta da Roberto Zalambani, ha organizzato una “due giorni”  nel territorio di Castrocaro Terme e Terra del Sole e in quello di Galeata. Presenti all’iniziativa anche alcuni soci della nostra associazione veneta e trentina, fra i quali il presidente Fabrizio Stelluto. I giornalisti (una sessantina) sono stati accolti dall’amministrazione comunale di Castrocaro Terme e Terra del Sole (il sindaco Francesca Metri, appassionata del suo territorio, si raccomanda di citare entrambi i paesi, per non ridestare fra gli abitanti  vecchi screzi di territorialità; tra l’altro lei stessa, che è figlia di un castrocarese sposato con una terrasolana, vuole divenire la “garanzia” di imparzialità).

Il gruppo di giornalisti Arga

Tra fortezze, frantoi, terme e festival. Guidati dal “castellano” Elio Caruso, scrittore e presidente della Pro Loco,  il gruppo ha visitato l’imponente fortezza medioevale di Castrocaro riaperta dopo 500 anni di oblio. La simpatia romagnola si è manifestata con la cena contadina preparata dai titolari della Tenuta Pennita di Terra del Sole, preceduta dalla visita in cantina e in frantoio da cui scaturisce dell’ottimo olio di oliva. E, dopo cena, la visita a Palazzo Pretorio con apposita esibizione degli sbandieratori.

Le terme di Castrocaro

Castrocaro, famosa per le terme, è anche famosa per l’annuale festival delle voci nuove. Negli anni settanta si svolgeva nel padiglione, poi esigenze tecniche  hanno spostato l’evento in piazza. L’assessore al turismo Mauro Cacciaguerra ha fatto da guida alle storiche terme promosse dal duce Mussolini che vi stanziava spesso, sono tenute in ottimo ordine, con un ottimo servizio, in attesa dei numerosi utenti che ogni anno stanziano a Castrocaro per le proprietà curative delle sue acque.

I ritrovamenti a Galeata

A Galeata, il 16 settembre apre al pubblico la zona archeologica della villa di Teodorico. Il gruppo dei giornalisti ha visitato poi  il territorio di Galeata, alla scoperta dei recenti ritrovamenti archeologici. L’assessore alla cultura e collega giornalista Paolo Poponessi ha illustrato  l’importante ritrovamento degli scavi della villa di Teoderico e di alcune strade romane. Il 16 settembre verrà aperta al pubblico la zona archeologica della villa di Teoderico. Vale la pena di andare a Galeata anche per visitare il museo di Mambrini, il borgo di Pianetto e la Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, l’Abbazia di S. Ellero. Il sindaco di Galeata Elisa Deo ha invitato i giornalisti a pranzo nel Chiostro dei frati minori conventuali.Per chiudere la “due giorni” il presidente Roberto Zalambani ha accompagnato il gruppo alla Tenuta Pertinello, degustando l’ ottimo il suo vino, dal sangiovese al  passito.

Raccolta funghi: un decalogo per evitare incidenti

Dalle montagne lombarde a quelle venete, dalle colline emiliane alle vallate cuneesi fino ai monti della Sila in Calabria si preannuncia un settembre da record per la raccolta di funghi grazie alla pioggia estiva che ha reato le condizioni ottimali per la nascita del gustoso prodotto dell’autunno. Ma insieme alle frenetiche attività di ricerca del prelibato vegetale, si moltiplicano i rischi che in passato hanno provocato numerose vittime. A questo riguardo, Coldiretti ha sintetizzato in un decalogo alcune importanti regole.

Il decalogo

  • informarsi sulle norme vigenti nella zona relativamente alle attività di raccolta;
  • studiare il territorio che si intende esplorare ed evitare percorsi non adatti alla proprie capacità;
  • Rendere note le proprie intenzioni ed i tempi di rientro prima di partire ad amici o familiari;
  • Verificare le condizioni climatiche del posto;
  • Scegliere l’attrezzatura adatta senza dimenticare luce e cellulare e facendo particolarmente attenzione alle scarpe;
  • Raccogliere solo funghi di cui si sia sicuri e non fidarsi assolutamente dei detti e dei luoghi comuni, ma anche rivolgersi sempre, in caso di incertezza, per controlli ai Comuni o alle Unioni micologiche;
  • Utilizzare cestini di vimini ed evitare le buste di plastica;
  • Non utilizzare rastrelli che possano danneggiare il micelio;
  • Pulire immediatamente il fungo dai residui di rami, foglie e terriccio per garantire la sua integrità;
  • In caso di necessità contattare il 1515, numero di Emergenza Ambientale del Corpo Forestale dello Stato.

(fonte Coldiretti)

Il gracidio delle rane e il canto del gallo mandano in tilt il turista

Le cronache recenti raccontano di turisti esasperati dal gracidare delle rane o dal canto del gallo, soprattutto di turisti che perdono la vita nei boschi dove sono andati a raccogliere funghi. Si tratta – secondo Agriturist (Confagricoltura) – di preoccupanti testimonianze di un’involuzione culturale cui, lodevoli quanto estemporanee raccomandazioni al senso della misura e alla prudenza, difficilmente potranno porre argine. Occorre una riflessione seria su quanto sta accadendo investendo soprattutto la scuola di un compito educativo che in passato era assicurato da spontanei trasferimenti di esperienza dagli adulti ai ragazzi.

Ansia e protesta per ogni forma diversa da quella umana. “Noi agricoltori che proponiamo l’agriturismo – dichiara Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist – registriamo di anno in anno una sempre più frequente intolleranza degli ospiti verso le manifestazioni concrete della natura. Ogni forma di vita diversa da quella umana, invece che suscitare curiosità e interesse, rappresenta piuttosto motivo di ansia e di protesta, anche quando occupa legittimamente il proprio habitat naturale. Le escursioni piacciono sempre di più ma sono affrontate, a volte, con disarmante superficialità”.  La diffusione delle vacanze in campagna, secondo Agriturist,  propone ormai gli stessi problemi delle vacanze al mare o in alta montagna: si affronta la natura come se fosse “costruita” dall’uomo e ad esclusiva misura dell’uomo, senza documentarsi sui possibili pericoli, sottovalutando i consigli dei più esperti, con la pretesa che ci sia sempre qualcuno pronto ad intervenire in caso di difficoltà.

Il rimedio? Vacanza obbligatoria in agriturismo! “Si dovrebbe – prosegue provocatoriamente il presidente di Agriturist – prescrivere a tutti almeno una settimana di vacanza in agriturismo, per abituare al silenzio e ai “rumori” della natura; per imparare a conoscere gli insetti, gli uccelli e gli ormai pochi altri animali selvatici con cui conviviamo, rispettandone la presenza e trattandoli responsabilmente. E saper distinguere, con il consiglio di chi, come gli agricoltori, la natura la vive quotidianamente, una semplice passeggiata di qualche centinaio di metri da una escursione lunga e impegnativa, per la quale si richiede una adeguata attrezzatura e preparazione”.

(fonte Confagricoltura)

In aumento le vacanze degli italiani a settembre

Un italiano su dieci sara’ in vacanza nel mese di settembre quando meno affollate sono le localita’ turistiche e piu’ convenienti le offerte di soggiorno. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che con il grande controesodo di fine agosto non si esauriscono le vacanze degli italiani che quest’anno in misura superiore al passato hanno scelto di partire anche a settembre. Rispetto a giugno, luglio e agosto, nel mese di settembre – sottolinea la Coldiretti – si registra, insieme alle mete tradizionali del mare e delle citta’ d’arte, un aumento in percentuale del turismo legato alla natura in montagna, nei parchi e nelle campagne.

In cerca di funghi e sagre, oppure per la raccolta di frutta e uva. Ad apprezzare il mese di settembre sono soprattutto – precisa la Coldiretti – gli amanti della tranquillita’ che vogliono cogliere l’ultimo scampolo dell’estate per riposarsi e tornare in forma alla routine quotidiana. Una vacanza spesso a contatto con la natura con lunghe passeggiate nei boschi dove inizia la stagione di raccolta dei funghi che raccoglie un numero elevato di appassionati. Non mancano pero’ quanti scelgono di alloggiare nelle aziende agricole dove partono le attivita’ di vendemmia e si raccoglie la frutta. Un interesse riscuotono anche – continua la Coldiretti – i centri minori dove i buongustai possono approfittare delle tradizionali sagre di settembre per scoprire tradizioni gastronomiche locali attraverso piatti tipici e specialita’ prima di arrendersi ai classici sandwich consumati in fretta nelle citta’ durante la pausa pranzo.

Cresce il turismo verde
. Il turismo ecologico fa la parte del leone con una cresciuta che gli ha permesso di raggiungere in Italia il valore di oltre 10 miliardi all’anno con un progressivo aumento del fatturato e delle presenze, anche per l’offerta di sistemazioni low cost in agriturismi o campeggi. L’Italia puo’ contare – sottolinea la Coldiretti – su ben 772 i parchi e aree protette presenti che coprono ben il 10 per cento del territorio nazionale. I turisti ecologici – continua la Coldiretti – cercano soprattutto il contatto con la natura (38%), ma anche relax e tranquillita’ (13,7%), le tradizioni culturali, folcloristiche ed enogastronomiche (12,6%), la possibilita’ di avere prezzi piu’ bassi rispetto alle altre tipologie di turismo (10,3%) e, infine, sport (trekking, mountain bike, birdwatching, sci, equitazione, climbing) e attivita’ all’aria aperta (9,9%), secondo il rapporto Ecotur.

(fonte Asca)

Il turismo subacqueo veneto scopre le “tegnue” di Venezia

foto Tegnueveneziane.it

Sulla base di un progetto finanziato da Regione, Comune di Venezia e Cam idrografica, al largo del Lido di Venezia sono stati attivati due siti in cui e’ possibile visitare le cosiddette ‘tegnue’‘, affioramenti caratteristici della morfologia del golfo di Venezia, con le loro dune e substrati solidi che interrompono l’andamento pressoche’ regolare dei fondali di sabbie e fanghi. Nei due siti sono state posizionate boe per evitare l’ancoraggio e fornire supporto per i subacquei. Altrettanti affioramenti saranno attrezzati entro pochi mesi. Per visitare le tegnue, non sono in previste spedizioni organizzate, ma e’ possibile recuperarne le coordinate on line, sul sito www.tegnuevenezia.it, o nei due centri informativi attivi a terra, presso il Palazzo del Podesta’ del Lido o il piccolo Museo della Laguna sud di Pellestrina.

Da scoprire sott’acqua: i resti del campanile di San Marco, relitti e galee.Al momento, invece, manca un’offerta relativa al turismo dell’archeologia subacquea. ”L’attivita’ archeologica subacquea – spiega il presidente del gruppo Argo, Alessandro Tagliapietra – e’ ricca, ma nessun sito e’ attualmente aperto e fruibile da parte dei subacquei, nemmeno attraverso guide”. Eppure, come spiega Tagliapietra, i reperti non mancherebbero: dai resti del campanile di San Marco crollato nel 1902, agli otto relitti individuati attraverso i lavori per la costruzione del Mose, ai diversi resti di galee presenti in laguna (anche se, in questo caso, l’eventuale visitabilita’ sarebbe complicata dalla limitatissima visibilita’, misurabile in pochi centimetri, sotto le acque della laguna). ”In Veneto – conclude – manca ancora questa cultura, che mi auguro si affermi al piu’ presto, anche se i tempi non possono essere dettati da noi, ma dal ministero. Nel frattempo, cio’ a cui miriamo, anche attraverso i nostri corsi di archeologia subacquea, e’ di sensibilizzare i subacquei ad adottare i corretti codici di comportamento in caso di un non impossibile ritrovamento. Piu’ che il recupero, in questi casi, e’ importante la segnalazione e la documentazione”.

(fonte Ansa)

Entrato in vigore il decreto che salva dalle trivellazioni offshore

Pelagos

E’ in vigore da ieri, giovedì 26 agosto,  il decreto del Ministero dell’Ambiente, sulle trivellazioni offshore che salverà Pelagos, il santuario internazionale dei mammiferi marini, dal rischio trivellazioni per l’estrazione di gas e petrolio a sud dell’Isola d’Elba, tra Pianosa e Montecristo.La concessione di ricerca “Elba Sud” di 643 km2, rilasciata alla Puma Petroleum della multinazionale australiana Key Petroleum Ltd, ricadrebbe infatti nel pieno della zona protetta che include al suo interno le aree protette di Bergeggi, Cinque Terre, Portofino, Secche della Meloria, Asinara, i parchi nazionali dell’Arcipelago toscano e dell’Arcipelago della Maddalena e che, a tutti gli effetti ex legem, rappresenta un’area protetta per scopi di tutela ambientale, in virtù della legge nazionale istitutiva del santuario (la l. 426/98) realizzata in attuazione di accordi e convenzioni internazionali.

Non garantite zone non vincolate come il Canale di Sicilia e il mare di Pantelleria. “Il decreto pubblicato mercoledì 11 agosto sul supplemento ordinario della G.U. – ha dichiarato il vicepresidente nazionale di Legambiente Sebastiano Venneri vieta le attività di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare all’interno del perimetro delle aree marine e costiere a qualsiasi titolo protette per scopi di tutela ambientale ma purtroppo non garantisce tutte le zone non vincolate come il Canale di Sicilia e il mare di Pantelleria per esempio, dove è appunto in corso una mobilitazione dei barcaioli insieme ai turisti e a molti residenti per dire no alle trivellazioni. Chiediamo quindi al ministro Stefania Prestigiacomo di pronunciarsi con chiarezza per impedire scempi e disastri ambientali anche nelle aree costiere e marine non protette ma ugualmente pregiate e preziose per un corretto sviluppo turistico-economico del Belpaese”.

(fonte Legambiente)

Indagine Agriturist: la vacanza si prenota sempre più via web

foto Agriturismo La Fattoria di Montiano (GR)

Il Web – con le travel guide, i blog, i social network – è sempre più importante per le vacanze. Online si cercano indirizzi e strutture ricettive prima di partire e online si riportano – al ritorno – esperienze di viaggio e indici di gradimento che poi altri utenti valuteranno e utilizzeranno, a loro volta, per “costruire” le loro vacanze. Insomma il “passa parola” telematico è fondamentale per il successo di una struttura ricettiva.

Vacanze? Meglio in agriturismo. L’importanza di Internet la sa bene Agriturist (l’associazione agrituristica di Confagricoltura) che ha voluto effettuare un monitoraggio su una delle più importanti “travel guide” (Tripadvisor) per valutare come gli appassionati di agriturismo giudicano, in generale, l’accoglienza ricevuta nelle aziende agricole. Emerge che è valutata “molto buona” nel 72% dei casi e addirittura “eccellente” nel 12% dei casi. Ad essere particolarmente entusiasti sono soprattutto gli stranieri con un 15% di giudizi altamente positivi in più rispetto agli italiani.

Entroterra della Maremma

Assoluta libertà di organizzare il proprio tempo. Le motivazioni più frequentemente dichiarate dagli agrituristi, peraltro coincidenti con quanto rilevato da Agriturist analizzando i visitatori del proprio portale Web, mettono in evidenza un elevato “rendimento”, in termini di relax, della vacanza in agriturismo che, pur essendo generalmente breve (in media 4,6 giorni), produce risultati di riposo e di evasione dalla routine quotidiana superiori a qualsiasi altra soluzione di viaggio. Ciò si deve – ad avviso di Agriturist – alla distanza da contesti urbani (traffico automobilistico, rumori, luoghi affollati), e all’affrancamento da qualsiasi organizzazione “ad orario” della giornata: l’ospite non riceve alcuna pressione in direzione del “dover fare” e può scegliere in assoluta libertà come organizzare, più o meno attivamente, il proprio tempo. Il luogo dove l’ospite alloggia, l’azienda agricola, è infatti di per sé accogliente e attivatore di tante curiosità sicché non è necessario “uscire” per trascorrere ore piacevoli e vivere esperienze interessanti. In molti casi, anche chi proviene da paesi molto lontani (Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone, ecc.) trascorre – pone in evidenza Agriturist – la maggior parte del proprio tempo di vacanza nell’azienda agricola che lo accoglie, compiendo soltanto brevi gite nelle immediate vicinanze.

Si sceglie l’agriturismo perchè…Ai primi posti nel gradimento degli agrituristi c’è l’amenità del paesaggio, l’immersione nella natura, la buona tavola (con particolare attenzione per la prima colazione) e la piscina. Il rapporto qualità-prezzo è generalmente considerato molto favorevole e sono particolarmente apprezzate la cordialità e l’assistenza degli agricoltori ospitanti.

(fonte Confagricoltura)

Giovani imprenditori: spopola l’“Erasmus agricolo”

Andare da 1 a 6 mesi in un’azienda agricola europea, oppure ospitare  nella propria qualche giovane imprenditore “in erba” straniero. Questo format, grazie ad un processo virtuoso di passaparola, attivato spontaneamente anche sui principali social network del web, sta facendo decollare il progetto. A rilevarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori che sottolinea come stia prendendo molto piede l’iniziativa voluta dall’Unione Europea e denominata “Eye”, ovvero “Erasmus per i giovani imprenditori”.

Per gli stranieri, voglia di scoprire il made in Italy rurale. Si tratta -afferma la Cia- di una formula ben riuscita finalizzata a creare relazioni costruttive tra centinaia di giovani imprenditori europei. Il programma si rivolge a giovani imprenditori (ovvero ad imprenditori in essere da meno di 3 anni) e a nuovi imprenditori (quindi coloro che aspirano a diventarlo). Non solo. Il programma si rivolge anche ad imprese avviate e con esperienza che scelgono di partecipare in qualità di aziende ospitanti. L’“Eye” offre la possibilità ai giovani/nuovi imprenditori di trascorrere un periodo di lavoro, presso un’azienda di successo, in uno dei 27 Paesi dell’Unione Europea, inclusi i nuovi stati membri. Le aziende del comparto vitivinicolo italiano -evidenzia la Cia- sono in testa alle liste di preferenza degli stranieri, ma vanno molto forte anche gli agriturismi e le aziende multifunzionali. I giovani sono attratti dalla curiosità di scoprire le alchimie che portano al successo del “made in Italy rurale”.

Per gli italiani, desiderio di attivare link utili a “costo zero”. Gli italiani, invece, scelgono prevalentemente di essere ospitati in aziende del Nord Europa, ma l’Est sta diventando un orizzonte appetito, in particolare per attivare sinergie per nuovi business nel settore zootecnico e del “turismo verde”. Come organizzazione agricola -prosegue la Cia- monitoriamo costantemente questo progetto, perché è una grande e costruttiva opportunità che ci permette di analizzare le aspettative e le tendenze dei giovani imprenditori. Non ci limitiamo a questo: suggeriamo le mete degli scambi, con criteri precisi e utili. Altro aspetto da non snobbare è quello legato al portafoglio. Difficilmente i giovani riescono a fare esperienze del genere a “costo zero”: con questo “Erasmus” ciò, invece, avviene. La Commissione Europea ha infatti stanziato delle borse di studio per supportare economicamente gli imprenditori in partenza durante il periodo di permanenza nell’azienda del paese prescelto.

Borse di studio ancora disponibili. Il programma -conclude la Cia- viene curato dal nostro ufficio di Rappresentanza a Bruxelles. Scrivendo all’indirizzo cia.bxl@skynet.be è possibile ricevere supporto e maggiori informazioni sull’iniziativa, mentre per partecipare occorre iscriversi on-line al sito. Sono ancora disponibili borse di studio per imprenditori che intendano trascorrere un periodo all’estero ed intendano farlo entro giugno 2011.

(fonte Cia)

Fino al 15 ottobre 2010, gustose iniziative a sostegno del Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi

Eescursionisti, alpinisti e sci alpinisti, cercatori di funghi, scalatori: per tutti coloro che frequentano e amano la montagna, il Soccorso Alpino è un ente importantissimo e prezioso. Ma visto che in Italia non esiste, come in Francia o in altri paesi, un ente pagato dallo Stato che assolva a questa funzione e che copre tutto il territorio montano, il servizio è garantito dalla mobilitazione disinteressata del C.N.S.A.S., ovvero il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, un ente di volontariato altamente specializzato e professionale fondato nel 1954.

Cnsas Veneto: 600 uomini impegnati in azioni di solidarietà. Al Cnsas è assegnato per legge il soccorso in montagna (Legge n. 776, 24-12-1985) e sempre ad esso spetta il coordinamento delle operazioni in presenza di altri enti come la Guardia di Finanza, il Corpo Forestale, i Vigili del Fuoco ecc.  Il Soccorso Alpino è attivo 24 ore su 24 e viene allertato tramite il 118 che attiva la squadra competente per territorio. Portando l’esempio della Provincia di Belluno, il C.N.S.A.S. è presente in questo territorio come Delegazione Dolomiti Bellunesi, con 18 squadre più 2 su Treviso, per un totale di circa 600 uomini. Di questi circa 15 sono Tecnici di elisoccorso. I membri delle squadre sono tutti provetti alpinisti e sci alpinisti con un’ottima conoscenza del territorio: ad essi vengono somministrati anche concetti base di primo soccorso sanitario (così detto BLS). All’interno del CNSAS svolgono servizio anche medici ed infermieri che contribuiscono ad arricchire la struttura sul versante sanitario.

I ristoratori Ascom Belluno La responsabilità per un ente di volontariato è sicuramente grande ma grazie alla preparazione, alla selezione, alla passione, al senso di responsabilità degli operatori, gli uomini e le donne di questa organizzazione riescono a fare fronte a questo gravoso impegno con successo. Per questo, ben vengano azioni di sostegno economico come quelle intraprese dal Gruppo ristoratori Dolomiti Ascom di Belluno, impegnati in due iniziative, un pranzo e il piatto della solidarietà, per aiutare il  Soccorso Alpino bellunese.

Pranzo di solidarietà da prenotare entro il 2 agosto. Il pranzo è in programma giovedì 5 agosto al Passo Falzarego, nel piazzale antistante il rifugio Col Gallina, e si svolgerà sotto un tendone riscaldato. Per assicurarsi il posto a tavola è necessario prenotare entro il 2 agosto, chiamando l’Ascom di Belluno (0437 215111), di Cortina (0436 2458) o l’albergo Ristorante La Baita di Livinallongo (0436 7172). Il pranzo ha un costo di 35 euro a persona e proporrà piatti di alta qualità, perchè preparati dagli stessi ristoratori che aderiscono al Gruppo: saranno esaltati anche quest’anno i sapori della montagna e della tradizione locale, ma un occhio di riguardo sarà riservato al cioccolato, che sarà la base di alcune portate. In tal senso si inserisce il contributo della Camera di Commercio di Belluno, che sostiene l’arte del produrre cioccolato.  L’intero ricavato del pranzo (comprese le eventuali offerte) verranno devolute al Cnsas, che ha già deciso come utilizzare la cifra: «La useremo per la rete radio, di cui si parla da anni e che è indispensabile», ha detto Fabio Bristot, delegato provinciale del Cnsas.

Fino al 15 ottobre: Piatto della Solidarietà. Oltre al pranzo del 5 agosto, l’Ascom ha messo in campo anche il piatto della solidarietà: fino al 15 ottobre tutti i ristoratori del Gruppo proporranno un piatto, degustando il quale ogni cliente devolverà idealmente un euro al Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi. Ecco i locali aderenti all’iniziativa: Hotel Erice (Agordo), Ristorante La Cusina de Belun (Belluno), Ristorante La Taverna (Belluno), Ristorante Terracotta (Belluno), Ristorante Al Borgo (Belluno), Ristorante Cianzia (Borca di Cadore), Trattoria L’Oasi (Limana), Albergo Ristorante La Baita (Livinallongo del Col di Lana), Ristorante 56 Viale Cadore (Ponte nelle Alpi), Locanda San Lorenzo (Puos d’Alpago), Ristorante Da Roberta (Santa Giustina), Locanda Baita a l’Arte (San Gregorio nelle Alpi), Monaco Sport Hotel (S. Stefano di Cadore).

(fonte Ascom Belluno/Soccorso Alpino Dolomiti Bellunesi)