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Alla prima edizione del “Festival So Agro” a Padova lanciato un monito: “Con il cambiamento climatico sparirà il 56 per cento delle regioni vitivinicole mondiali”

lavoro cooperativa agricola“Con il cambiamento climatico e un innalzamento delle temperature di 4°, il 56% delle attuali regioni vitivinicole è destinato a sparire, nel 2100 si arriverà all’85%. Questo significa che dovrà cambiare l’approccio alla viticoltura e al modello agricolo. E questo è un problema economico e di sostenibilità”. Questo è il messaggio lanciato da Tommy Meduri, cofondatore di Rete 231, dal palco di SO AGRO, il nuovo festival dell’Agroalimentare Veneto organizzato da Irecoop e Confcooperative Veneto, conclusosi lo scorso 28 maggio.

Sostenibilità ambientale, aziendale e di economia circolare. Se la sostenibilità per le aziende sta diventando un imperativo per avere successo sul mercato, per il consumatore sta diventando una scelta consapevole. Lo hanno testimoniato i numerosi casi presentati nella due-giorni di SO AGRO. L’agroindustria ha comunque retto l’impatto della pandemia. “Nel 2020 il settore ha registrato solo un -0,4% sul 2019, che si era chiuso a sua volta con un +4,5% sul 2018”ha spiegato Gianluca Toschi, ricercatore senior di Fondazione Nordest. “Nell’arco di 11 anni, dal 2008 al 2020, l’export agroindustriale è quasi raddoppiato, crescendo di quasi il 90%, a fronte di un manifatturiero che si è fermato al +18%”.

“La cooperazione è resiliente: permette collaborare per uno scopo comune ed è stata ciò che ha permesso la tenuta del settore” ha dichiarato Ugo Campagnaro, presidente di Confcooperative Veneto, che rappresenta 230 cooperative attive nel settore agroalimentare (vino, allevamento, pesca, ortofrutta, cereali, latte e prodotti caseari, carni), con oltre 34.300 soci e quasi 11.500 addetti, per un fatturato di oltre 5 miliardi di euro.“Alla prima edizione di SO AGRO abbiamo voluto presentare stimoli, esempi di successo, proposte operative, perché dal confronto, dalla contaminazione e dalla cultura si crea lo sviluppo”. Nei due giorni di evento, in diretta online dal BUH12 di Padova, Irecoop e Confcooperative, 16 speakers, di grandi aziende dell’agroalimentare, produttori ed esperti hanno offerto nuovi strumenti e leve di accesso ai mercati tra sostenibilità e certificazioni, economia circolare, e-commerce e internazionalizzazione, comunicazione ed etichettatura. Per informazioni: www.soagro.it facebook.com/soagrofestival

Fonte: Servizio stampa So Agro

Una “bottega” di eccellenza vitivinicola

Bottega

(di Fabrizio Stelluto, presidente Argav) Nelle prossime settimane l’avvio di un orto botanico presso la sede di Bibano di Godega Sant’Urbano (TV), entro l’anno prossimo la produzione del primo whisky italiano e l’acquisto di 10 ettari di sughereta in Sardegna per produrre “in house” anche i tappi di prodotti, che alla qualità vitivinicola già abbinano la cura dell’estetica, grazie ad una soffieria di proprietà nella vicina Pianzano: non sono mancate le notizie nel corso della visita, che una delegazione di Argav ha reso all’ “head quarter” dell’azienda trevigiana, seconda al mondo solo alla francese “Moet Chandon” per vendite di “bollicine” nei “negozi di transito” (“Duty Free”, “Traveller’s Shops”, ecc.).

Ad accogliere giornalisti ed esperti è stato Sandro Bottega(nella foto in alto insieme al presidente Argav Fabrizio Stelluto, che gli consegna la penna associativa) che, con il fratello e la sorella, ha ereditato giovanissimo, nel 1983, l’azienda di famiglia che, nata come distilleria, è diventata anche uno dei brand vinicoli (prosecco, in primis) più conosciuti sui mercati internazionali (presente in oltre 140 Paesi). Motore del successo, accanto alla qualità del prodotto, sono la spinta verso l’innovazione (7 persone impegnate nel centro ricerca) e la visione etica dell’impresa, intesa come bene a servizio della comunità, a partire da quella d’origine, inserendo, tra le “mission” aziendali, l’attenzione al prossimo meno fortunato ed una sostenibilità a 360 gradi.

Visitare la sede di “Bottega spa” è davvero un’ “immersione esperenziale” in una dimensione d’impresa a servizio dell’uomo: lo testimoniano l’accuratezza dei recuperi architettonici nel rispetto della tradizione, ma anche la mensa aziendale “gourmet” ed il museo, che lascia sbalorditi di fronte ad autentici capolavori dell’arte vinaria. Un grazie a Giovanni Savio, responsabile dell’ufficio stampa, che ha favorito un’importante opportunità di accrescimento professionale.

30 maggio 2021, a Milies di Segusino (TV), mercatino in onore della fioritura dei narcisi, mentre nel Padovano concerto del “pianista fuori posto” a memoria dei dissesti idrogeologici occorsi nel territorio

Domenica 30 maggio torna a Milies di Segusino (TV) la Festa del Narciso organizzata dalla Pro Loco di Segusino e che quest’anno, nel rispetto delle norme anti Covid, prevede unicamente il mercatino lungo le vie del borgo e nel cortile dell’ostello, a partire dalle 9 del mattino sino alle 18. Naturalmente, chi desidera potrà raggiungere la cima del monte Doc e ammirare la fioritura dei narcisi (stagione permettendo). Ulteriori informazioni: tel.340-6285209.

Combattere il dissesto idrogeologico. Sempre domenica 30 maggio, dalle ore 18:15 alle 19:15, nei pressi della chiesa a Roncajette di Ponte San Nicolò, nel Padovano, si svolgerà un concerto del celebre “Pianista fuori posto” Paolo Zanarella. L’iniziativa, promossa dall’associazione Brenta Sicuro, assieme al Forum regionale per i Contratti di Fiume in Veneto con la collaborazione ed il patrocinio del Comune di Ponte San Nicolò e grazie al sostegno di Coop 3.0, vuole ricordare i vasti allagamenti con conseguenti ingenti danni provocati dalla rottura arginale del Bacchiglione nel 2010 e dunque la necessità di prevenire le calamità definite “naturali” ma che, molto spesso, sono frutto della poca cura riservata all’ambiente.  

Sabato 29 maggio, ore 10.30, presentazione on line del libro di Mauro Varotto “Montagne di Mezzo. Una nuova geografia”

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La Biblioteca Internazionale “La Vigna” invita alla presentazione del libro di Mauro Varotto “Montagne di Mezzo. Una nuova geografia” che si terrà su piattaforma zoom sabato 29 maggio alle ore 10.30 (link di collegamento scrivere a info@lavigna.it).

Il libro. Il Novecento ha portato a compimento nella montagna italiana il disegno della modernità. Abbandono e marginalità diffusi da una parte, divertissement turistico dall’altra hanno scavato divari territoriali profondi che richiedono oggi di essere ripensati. Obiettivo di questo libro è uscire da tale schema, puntando l’attenzione sui fenomeni sempre più diffusi di ritorno alle «terre alte» e inquadrandoli entro un’inedita cornice. Luoghi apparentemente perdenti sono tornati infatti al centro di movimenti di «nuova resistenza» ai modelli dominanti di standardizzazione, specializzazione e intensificazione produttiva che hanno decretato la crisi della montagna contemporanea o le sue effimere fortune. “Montagne di mezzo” traccia così i contorni di un’idea nuova di territorio, diversa da quella tuttora dominante nei media e nell’opinione pubblica, propone un alfabeto per dare valore a realtà minori, in posizione intermedia tra vette celebrate e fondivalle congestionati. Le montagne di mezzo non sono solo una realtà altimetrica, bensì luoghi che tengono insieme passato e futuro, rilanciando un’idea di abitare che concilia istanze climatiche sempre più stringenti, nuove energie sociali e modelli virtuosi di gestione e sviluppo della montagna.

Interventi. Danilo Gasparini, presidente del Consiglio Scientifico della Biblioteca Int. “La Vigna”, Raffaele Cavalli, consigliere scientifico della Biblioteca Int. “La Vigna”, Mauro Varotto, autore.

Fonte: Biblioteca Internazionale La Vigna

28 maggio, soci Argav in visita alla distilleria Bottega

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Nel rispetto delle normative sanitarie, i soci Argav riprendono le attività in presenza e lo fanno con la visita odierna all’articolata realtà di “Bottega” (soffieria, cantina, distilleria), uno dei brand vitivinicoli italiani più presenti nel mondo.

Programma. Ore 12,30: arrivo in soffieria e visita della struttura dove si producono le bottiglie in vetro soffiato per le grappe Alexander. Si trova a Pianzano di Godega S.U. (5 minuti dalla sede principale di Bibano). Ore 13,30: pranzo. Ore 14,30-16,30: visita della distilleria, della cantina (con degustazione delle diverse tipologie di Prosecco dalle autoclavi), degli spazi dedicati alle linee di imbottigliamento in piena operatività. Ore 16,30-18: degustazione selezione prodotti Bottega.

Montagna veneta in cerca di una nuova consapevolezza di sé con il progetto “Green Deal Cadore 2030”

unnamedUna comunità, 14 tavoli tematici, 250 partecipanti per decidere il futuro del Cadore. Lo scorso 22 maggio, in occasione di un incontro online nella sede della Magnifica Comunità di Cadore, ha preso il via il progetto “Green Deal Cadore 2030”, attraverso cui la storica istituzione sta elaborando in modo condiviso temi che saranno al centro dello sviluppo e del rilancio del territorio cadorino nei prossimi dieci anni.

Favorire lo sviluppo della montagna veneta. Ha aperto l’incontro il presidente della Magnifica Comunità di Cadore, Renzo Bortolot, che ha dichiarato: “E’ con soddisfazione e un certo orgoglio per il lavoro svolto che mi appresto a inaugurare la fase attuativa di questo progetto, tanto ambizioso quanto cruciale per il futuro della montagna veneta. Il Cadore si trasforma da oggi in un grande laboratorio di idee per guidare il cambiamento. Qui oggi si decide il nostro futuro. Mai come adesso il contesto è favorevole alla realizzazione delle idee progettuali che emergeranno dai tavoli tematici. Oltre a programmi economici mirati, come Next Generation EU, la nuova programmazione comunitaria 2021-2027, i fondi per la montagna e le Aree interne, possiamo contare sugli investimenti e la ricaduta dei grandi eventi internazionali in programma nei prossimi anni, come il Mondiale di canoa di Auronzo 2023 e le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Il compito della Magnifica Comunità di Cadore è quello di accendere il motore dello sviluppo, coordinando e facendo collaborare tutte le componenti territoriali, per fornire le linee guida che i soggetti preposti dovranno attuare con progetti e iniziative di sviluppo”.

“Tempi propizi per una nuova percezione e rappresentazione della montagna“. Sono poi intervenuti il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, che si è augurato che questo progetto venga esportato anche in altre aree del bellunese, come nell’Agordino e nella Valbelluna. Elena Zambelli ha quindi portato i saluti istituzionali del presidente della Camera di Commercio Treviso – Belluno, Mario Pozza. L’intervento del noto antropologo Annibale Salsa, che per tutta la vita si è dedicato alla storia e alla civiltà delle Alpi, ha messo sul tavolo notevoli spunti di riflessione: “E’ molto significativo ed encomiabile che la Magnifica Comunità di Cadore prenda in mano l’iniziativa di questo progetto che si propone di imprimere una svolta epocale al Cadore. Nella tradizione alpina sono state sempre le Comunità dei Vicini e le Regole a farsi carico dei bisogni degli abitanti e a negoziare con i poteri esterni le libertà dei loro membri. Quando però queste nobili istituzioni hanno dovuto rapportarsi ai nuovi soggetti della modernità, il loro ruolo propulsivo è stato messo in discussione e la montagna ha iniziato ad essere sospinta verso il margine e la periferia. Oggi si sta riscoprendo il loro ruolo di interpreti autentici delle istanze del territorio. I tempi sono propizi per accompagnare il cammino verso una nuova percezione e rappresentazione della montagna onde farla uscire da una posizione di subalternità economica, infrastrutturale e sociale nei confronti delle pianure e dei centri decisionali posti lontano dai territori”.

“Recuperare la forza morale adeguandola ai nuovi scenari“. Il prof. Salsa ha quindi proseguito affermando che: “Il fatto di essere in montagna non vuol dire esser marginali, questo è uno stereotipo da smontare. La marginalità non è necessariamente un fatto geografico, anche se ci sono delle componenti territoriali, è un fatto più che altro di tipo culturale e a ricaduta politico-amministrativo. Questo è il ripensamento radicale che le popolazioni montane devono porsi. Il Cadore, come altre realtà alpine, deve ritrovare una nuova consapevolezza di sé. Si danno per ovvie e scontate le risorse e le potenzialità, che sono tante, e che invece devono essere assunte a tema. Siamo a una svolta epocale negli stili di vita. La pandemia ha accelerato sulla riscoperta della montagna, ma bisogna distinguere tra montagna ideale e reale, nella quale entra in gioco la quotidianità, fatta di uno stile di vita che è necessario ripensare e riorganizzare per rendere la montagna uno spazio vivibile. Serve un’opera di rialfabetizzazione dei nativi e di alfabetizzazione degli esterni per andare incontro a un nuovo modo di vivere la montagna che ruota intorno al concetto di sostenibilità. Oggi si parla finalmente di sostenibilità ma non va dimenticato che quel concetto trovava nella prassi della quotidianità montanara un fondamento e un modus operandi consolidato. Si tratta oggi di recuperarne la forza morale adeguandola ai nuovi scenari. Serve una presa di coscienza. Bisogna cambiare modello culturale. Basta con la cultura della resa a una forma di progresso molto discutibile ritenuta ineluttabile. Basta con la cultura della rassegnazione. Mettiamo in moto un processo che guardi alla montagna con consapevolezza e senso di appartenenza, che non vuol dire solo identità, ma identificazione con il proprio territorio, che è il fattore che consente di evitare il senso di spaesamento che poi porta allo spopolamento”.

Ascolto attivo e arricchimento dell’idea progetto. È quindi intervenuto Luciano Gallo, presidente della società di consulenza Novia, partner tecnico della Magnifica Comunità di Cadore per la realizzazione del progetto “Green Deal Cadore 2030”.  Il prof. Gallo ha dichiarato che: “In questo mese di lavori, il tema centrale è la consapevolezza. Il Covid ha accelerato la crisi di un sistema, è finito un modello che non riesce più a generare sviluppo. E’ bene essere consapevoli che le questioni non evolveranno se torniamo come prima. Il domani va reinventato adesso perché per realizzarlo non basteranno dieci anni. Inizia un cammino che segna un cambiamento d’epoca”. Ha quindi spiegato che il progetto va nella direzione della sostenibilità ambientale, della rivoluzione digitale e dell’inclusione sociale. L’impatto atteso è quello di raggiungere un maggiore benessere diffuso in modo equo e sostenibile nel tempo, attraverso la realizzazione di progetti che potranno godere di finanziamenti importanti nei prossimi anni grazie al PNRR e alla Programmazione comunitaria 2021-2027. Tre assi portanti dei lavori che produrranno idee e progettualità per i cinque capitali del sistema territoriale: le Dolomiti, le infrastrutture fisiche e digitali; le imprese e il lavoro; il turismo e l’identità cadorina (Dolomiti, storia, arte e cultura); la comunità cadorina (persone, associazioni, famiglie); la scuola, la salute, la mobilità, i servizi comunali e di comunità. I 14 tavoli tematici, che sono stati costruiti all’insegna della diversità intorno a questi cinque capitali, sono tavoli generativi e progettuali, che dovranno generare idee progettuali. Due le regole: ascolto attivo e arricchimento dell’idea progetto. Ogni tavolo presenterà almeno un’idea progetto per la crescita del Cadore. Il coinvolgimento attivo di cittadini, amministrazioni, forze economiche, parti sociali, la Chiesa, le associazioni e il terzo settore rappresenta un traguardo importante che “Green Deal Cadore 2030” ha già raggiunto. L’adesione di soggetti istituzionali come la Regione Veneto, la Provincia di Belluno, i comuni del Cadore, la Camera di Commercio di Belluno è stato determinante per dare un forte impulso al progetto, che per l’approccio partecipativo bottom-up si presta ad essere esportato in altri territori che intendono affrontare e governare una fase di cambiamento, come sta facendo il Cadore.

Fonte: Servizio stampa Magnifica Comunità di Cadore

Microrganismi, nuove frontiere dell’agricoltura sostenibile, il tema del webinar Argav on line nel pomeriggio di oggi

webinar Microrganismi

L’utilizzo di microrganismi in agricoltura è il tema del prossimo webinar Argav, con diretta su facebook.com/argav.giornalistiagroalimentariambientali, in programma alle 18.30 di oggi, martedì 25 maggio su Teams. A parlarne sarà Alessandro Marino Merlo, agro(eco)logo.

I Microrganismi effettivi o efficaci, Effective Microorganism in inglese, abbreviato in EM, sono miscele di microrganismi in grado di soddisfare tutte le esigenze delle piante come nutrimento, proteggendole inoltre dagli attacchi sia fungini che di altre malattie. Tali miscele sono composte da microorganismi solo naturali, senza nessuna modificazione genetica e permetterebbero non solo di coltivare senza chimica, ma anche di disinquinare terreni alterati da colture agrarie precedenti a causa dell’uso massiccio di pesticidi. Vale la pena di conoscere queste proposte, poiché potrebbero dare indicazioni preziose per il futuro, sia in agricoltura che per altri usi ancora in sperimentazione.

I webinar Argav sono in collaborazione con Anni Veneto, l’associazione che riunisce gli 11 consorzi di bonifica della regione.

Contrasto frodi alimentari, utile l’impronta digitale chimica dell’origano

OriganoL’origano ha un’impronta digitale chimica che ne rivela l’autenticità. A dirlo è uno studio dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) sulle frodi alimentari in spezie ed erbe aromatiche, condotto in collaborazione con il gruppo Barilla e pubblicato sulla rivista internazionale Food Control.

Impronte digitali per smascherare le frodi. Spezie ed erbe aromatiche che usiamo per arricchire i nostri piatti spesso provengono da Paesi lontani. La complessità della filiera produttiva e il costante aumento della domanda offrono innumerevoli opportunità per frodi intenzionali o accidentali, con parziale sostituzione della materia prima originale con piante meno pregiate. A questo riguardo, l’origano è una delle erbe aromatiche maggiormente soggette a frode. Questa pianta originaria del Mediterraneo, per esempio, viene sostituita con foglie di oliva, sommacco, mirto, cisto o fragola, arrivando in alcune miscele fino al 70% di sostituzione con altre specie. “La complessità della filiera produttiva e il costante aumento della domanda offrono innumerevoli opportunità per attività fraudolente” spiega Roberto Piro, direttore della SCS8 – Valorizzazione delle produzioni alimentari dell’IZSVe. “In qualsiasi punto della catena di approvvigionamento possono infatti verificarsi frodi intenzionali o accidentali, con parziale sostituzione della materia prima originale con piante meno pregiate”.

Per contrastare questo fenomeno i ricercatori del Laboratorio di chimica sperimentale (SCS8) hanno messo a punto una metodica sperimentale di fingerprinting chimico che rileva l’impronta digitale dell’origano ed è in grado di identificare quantitativi di adulteranti compresi tra il 1,5 e il 30%, presenti nel campione per causa volontaria e involontaria. Per lo studio è stata utilizzata la spettrometria di massa ad alta risoluzione ad analisi diretta in tempo reale (DART-HRMS) combinata con l’analisi statistica, che ha permesso quindi di creare un modello di classificazione e di identificazione corretta dell’origano adulterato, con una specificità del 92% , una sensibilità del 95% e un’accuratezza del 94%.

Il modello funziona come un sistema di apprendimento su base empirica, proprio come accade per i sistemi di machine learning. I costituenti chimici di ciascun alimento o matrice emettono una serie di segnali caratteristici che vengono “insegnati” allo strumento. Ogni volta che i campioni sono sottoposti ad analisi, lo strumento impara a riconoscere i segnali dei prodotti genuini, distinguendoli da quelli adulterati. Questo metodo di riconoscimento intelligente dell’impronta chimica messo a punto dai ricercatori è ora utilizzabile per analisi di screening dei lotti di materia prima in ingresso.

L’Ue spinge verso metodi di fingerprinting chimico. Lo studio dell’IZSVe si inserisce in un filone di ricerca che le istituzioni europee stanno spingendo da qualche anno. Per combattere le frodi alimentari nel mercato alimentare europeo, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e l’Unione Europea stanno incentivando lo sviluppo di tecniche analitiche sempre più accurate e rapide in grado di identificare le matrici alimentari.

Un report della Commissione ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare del Parlamento europeo già dal 2013 invitava gli Stati membri a stimolare la ricerca sullo sviluppo e l’implementazione di metodi non-targeted che si basano sulla caratterizzazione dell’impronta digitale chimica e metabolica di un alimento genuino. Ma anche fuori dall’Europa, altri Paesi si stanno muovendo in questa direzione. Dello stesso avviso è la Convenzione della Farmacopea degli Stati Uniti d’America, che in un documento suggerisce di utilizzare metodi non-targeted per definire il fingerprinting chimico di un prodotto autentico e quindi di individuare per comparazione tutti quelli che hanno un’impronta chimica alterata che si discosta dal profilo originale. Alimenti e oltre: versatilità della spettrometria di massa DART-HRMS. Le agenzie internazionali si affidano sempre più alle capacità tecnologiche dei laboratori di ricerca per contrastare le frodi alimentari. Negli ultimi quindici anni l’impiego della spettrometria di massa DART-HRMS è sensibilmente aumentato per la sua capacità di verificare l’autenticità degli alimenti con un approccio non-targeted affidabile e veloce.

Il Laboratorio di chimica sperimentale dell’IZSVe utilizza questa tecnica da anni con successo, anche nell’ambito di altri progetti con differenti matrici alimentari, e i cui risultati sono al momento al vaglio di riviste internazionali. La tecnica ha trovato interessanti applicazioni anche nell’ambito della tossicologia forense per il rilevamento rapido di tossine in fieno causa di morte in bovini e della diagnostica  veterinaria per l’individuazione precoce di paratubercolosi, in collaborazione con l’università di Calgary (Canada), a partire dal siero di vacche asintomatiche. Negli ultimi quindici anni l’impiego della spettrometria di massa DART-HRMS è sensibilmente aumentato per la sua capacità di verificare l’autenticità degli alimenti con un approccio non-targeted affidabile e veloce. Il Laboratorio di chimica sperimentale dell’IZSVe utilizza questa tecnica da anni con successo, anche nell’ambito di altri progetti con differenti matrici alimentari.

Fonte: Servizio stampa IZSVe

Consorzio Agrario del Nordest verso l’adesione a Consorzi Agrari d’Italia

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Il Consorzio Agrario del Nordest, superando le divisioni preesistenti tra Consiglieri, lo scorso 11 maggio ha approvato all’unanimità in Cda la proposta di riesame del progetto di adesione a Consorzi Agrari d’Italia Spa.

La proposta sarà delineata al meglio e presentata per l’approvazione ai soci in assemblea deliberativa dal presidente Ettore Prandini insieme al direttore generale Pierluigi Guarise in condivisione con gli attuali soci di Consorzi Agrari d’Italia Spa, ovvero Bonifiche Ferraresi Spa ed i Consorzi Agrari dell’Emilia, del Tirreno, dell’Adriatico e del Centrosud.

Fonte: Servizio stampa Consorzio Agrario del Nordest

20 maggio 2021, maratona web veneta per la Giornata nazionale della biodiversità agricola e alimentare, con speciale tributo alle api

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Regione e Veneto Agricoltura, in occasione della Giornata nazionale della Biodiversità agricola e alimentare, organizzano nella mattinata di giovedì 20 maggio (ore 8:00-14:00) “BiodiversiThon 2021”, una maratona online non-stop per far conoscere le diverse specificità della biodiversità agraria: da quella animale, a quella vegetale e microbica.

Ma che cos’è la biodiversità agraria? In estrema sintesi, si potrebbe dire che la biodiversità di interesse agricolo e alimentare è un patrimonio immenso, sia in termini economici che storico-culturali, che necessita di essere salvaguardato e promosso, ma prima ancora conosciuto. Da qui l’idea di realizzare “BiodiversiThon 2021”, un evento unico nel suo genere: per tutta la mattinata sul profilo Facebook di Veneto Agricoltura è in programma un fitto susseguirsi di interviste ad esperti, focus, collegamenti in diretta, presentazione di video, interventi di agricoltori e allevatori custodi, ecc. dedicati ai temi della biodiversità agricola e alimentare del Veneto.

Allo scoccare di ogni ora, a partire dalle ore 8:00, sarà approfondito un argomento diverso: il via verrà dato da “Buongiorno Biodiversità”, uno spazio introduttivo per presentare la situazione italiana e regionale in fatto di sostegno alla conservazione, l’uso e lo sviluppo sostenibile delle risorse genetiche in agricoltura. A seguire (ore 9:00), è in scaletta il punto sul ruolo delle Istituzioni in rapporto alla biodiversità agraria, a partire dalla Legge nazionale che dal 2015 disciplina il comparto attraverso precise disposizioni di tutela, conservazione e valorizzazione; in questo spazio interverranno rappresentanti del mondo istituzionale (Ministero, Regione, Veneto Agricoltura, ecc.), scientifico e accademico (Università, CREA, Istituto Sperimentale Zooprofilattico delle Venezie, ecc.) e politico (è previsto anche l’intervento dell’assessore regionale all’Agricoltura, Federico Caner).

Alle ore 10:00 i riflettori si accenderanno sulla biodiversità vegetale, ovvero sulle varietà antiche di frutta, vitigni, orticole, cereali, ecc. del Veneto. Sono previsti collegamenti con i Centri di ricerca di Veneto Agricoltura, ancora con il CREA, alcuni Istituti agrari regionali. Alle ore 11:00 sarà l’ora della biodiversità animale con focus sulle specie zootecniche venete a rischio di estinzione o per le quali si sta lavorando per incrementare la mandria regionale: da quella bovina (Burlina, Rendena, Grigia) a quella ovicaprina (Alpagota, Lamon, Brogna), da quella suina a quella equina. Nell’occasione, con l’aiuto di esperti, si parlerà di un mondo zootecnico antico da proteggere e salvaguardare. Alle ore 12:00, entra in scena la biodiversità microbica, argomento quanto mai di attualità, coordinato dagli esperti di Veneto Agricoltura (Centro per la qualità agroalimentare di Thiene, VI); tra gli ospiti l’IZSV di Legnaro (Pd) e la sua direttrice Antonia Ricci. In questo spazio si parlerà anche dell’importanza della sorveglianza epidemiologica per i centri di conservazione e per gli allevatori custodi nonché di un interessante progetto Interreg sui fermenti che ha dato importanti risultati.

Alle ore 13:00, collegamento con l’agriturismo “La Cascina” di Mestre (Ve), dove prenderà il via il rush finale di “BiodiversiThon 2021” con una serie di focus sulle Comunità del Cibo e, più concretamente, sulla valorizzazione della biodiversità a tavola. Nell’occasione, l’agrichef Diego Scaramuzza (presidente nazionale Terranostra) presenterà alcuni piatti e materie prime del territorio, tradizionali e DOP/IGP, mentre il sommelier Gianpaolo Breda di AIS Veneto illustrerà le caratteristiche di sette vini prodotti da altrettanti vitigni autoctoni. In chiusura BiodiversiThon celebrerà anche la Giornata mondiale delle api, in calendario sempre il 20 Maggio. Con gli esperti Giustino Mezzalira e Paolo Fontana verranno descritte e possiamo dire decantate (con video e foto) le funzioni indispensabili di questo insetto per gli equilibri e la salvaguardia dell’ambiente e dei suoi ecosistemi, anche quello agrario.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura