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Ricerca Università Ca’ Foscari Venezia, e-commerce usato solo dal 13 per cento delle aziende agroalimentari venete

La pandemia e il conseguente lockdown hanno rappresentato anche per il made in Italy agroalimentare un percorso acceleratore d’innovazione, o almeno una significativa sollecitazione: nell’uso del digitale come strumento per rimanere vicini ai consumatori attraverso la comunicazione multicanale, nell’individuazione di nuove traiettorie e canali per arrivare al mercato, nell’adozione dell’ecommerce. Ma la spinta innovativa è di fatto risultata presente solo dove c’era già un progetto strategico avviato, mentre nei casi in cui mancava questa visione le aziende hanno continuato ─ e continuano ─ a muoversi a piccoli passi, talvolta maldestri. 

È quanto emerge dall’indagine curata da AgriFood Management&Innovation Lab, il laboratorio di ricerca del Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia, nato poco meno di un anno fa con l’obiettivo di supportare le imprese del comparto e accompagnarle nell’affrontare le importanti e complesse sfide del presente. Ancor più alla luce del nuovo contesto imposto dalla pandemia, che ha sollecitato anche le imprese dell’agroalimentare ad attrezzarsi diversamente e a ridisegnare il proprio rapporto con i clienti, nonché a definire nuove strategie e nuovi canali di promozione come di commercializzazione. Molte in tal senso le sfide ancora aperte, che chiedono di dotarsi quanto prima di strategia, progettualità e competenze: perché se è aumentata la consapevolezza del potenziale del web, questa spesso non è ancora declinata in azione.

Lo studio. Questa prima indagine curata da Agrifood Management&Innovation Lab è focalizzata sul “Digital marketing&food” e prende in considerazione le aziende agroalimentari di piccole e medie dimensioni del Triveneto. Lo studio ha infatti analizzato la presenza digitale di tutte le aziende tra i 10 e i 250 dipendenti presenti nel database Bureau Van Dijk’s AIDA con dati di bilancio disponibili appartenenti ai settori Ateco 10.1-10.8 (lavorazione e conservazione di carne, pesce, formaggi, frutta e ortaggi, granaglie, prodotti da forno e altri alimenti). 

Obiettivo della ricerca è stato quello di ottenere una panoramica della presenza digitale di questa tipologia di aziende, che per risorse e organizzazione adottano strategie di marketing differenti rispetto alle grandi imprese solitamente oggetto di studio e divulgazione in termini di best practice. Oltre a fornire una fotografia della situazione attuale del settore, mira ad offrire alle aziende del comparto alcuni termini di confronto, prevedere le difficoltà, suggerire vie per superarle e per evitarle.

Tempistica. Dopo una prima raccolta dei dati disponibili pubblicamente (svoltasi nel periodo luglio-dicembre 2019), le aziende sono state invitate a rispondere a un questionario, da febbraio ad oggi, per indagare nello specifico obiettivi e gestione della loro presenza online. Infine, un campione di loro è stato intervistato per garantire una migliore comprensione e un consolidamento di quanto emerso nei due step precedenti.

I dati. Dai risultati emerge come, di fatto, siano ancora poche le aziende che investono in modo strutturato nel digitale. Delle 520 aziende indagate (di cui 385 localizzate in Veneto, 65 in Friuli Venezia Giulia, 70 in Trentino Alto Adige), 445 sono presenti in internet con un sito web. Quanto alla presenza sui social, Facebook risulta essere il più usato, seguito da Instagram. I profili Facebook associati alle aziende del campione sono 320, di cui 6 nati nel corso del 2020, ma quelli realmente attivi, ossia con contenuti pubblicati nel corso dei sei mesi considerati (luglio-dicembre 2019), sono solo 272. I profili Instagram sono 209 di cui 158 quelli attivi. Tra i comparti maggiormente presenti nel web troviamo quelli della lavorazione delle granaglie, produzione di amidi e di prodotti amidacei, rappresentati dai molini (Ateco 10.6), produzione di prodotti da forno e farinacei (10.7) e produzione di altri prodotti alimentari (10.8). 

Nel dettaglio, per quanto riguarda il Veneto, emerge che il 78,4% delle 389 imprese indagate è online con un proprio sito. In generale sono più presenti nel web le aziende più grandi (la media è di 38,7 dipendenti tra le imprese che hanno un sito e di 27,7 dipendenti tra quelle che non ce l’hanno). Solo il 13% delle aziende, invece, usa l’ecommerce, con una distribuzione molto varia a seconda del settore: si va dallo 0% del settore della lavorazione e conservazione di pesce, crostacei e molluschi, al 30,8% del settore dei molini. 

In conclusione. «Tra le sfide da superare» commenta Francesca Checchinato, responsabile della linea di ricerca sulla digitalizzazione del settore food del laboratorio «persiste l’assenza di un’ottica di marketing all’interno delle imprese, soprattutto quando il mercato in cui l’azienda opera è B2B: non viene percepita l’utilità di sviluppare un’immagine e un posizionamento che ne permetta la differenziazione rispetto ai concorrenti. In termini di percorso due sono i rischi: la visione del digitale come mondo/area a sé stante rispetto all’attività dell’impresa, da delegare completamente ad agenzie esterne, oppure una visione “fai-da-te” che induce le imprese ad occuparsene da sole anche in assenza di competenze e porta a risultati poco incoraggianti, nonché a un utilizzo quasi nullo dei dati. Le aziende che hanno dichiarato di essere soddisfatte dei risultati ottenuti, invece, mostrano un approccio che considera il digitale parte della loro strategia di marketing, anziché un canale a sé stante e una necessità di investirci ulteriormente». «L’emergenza legata alla pandemia da Covid-19 – conclude Checchinato – ha fatto comprendere l’importanza dell’e-commerce quale nuovo canale distributivo, ma sembra che l’accelerazione verso investimenti dedicati riguardi prevalentemente aziende che già li avevano pianificati». 

Giovedì 22 ottobre 2020, a Montecchio Precalcino (VI) iniziativa stampa per “Ridare un sorriso alla Pianura Padana”

In occasione del via ufficiale della consegna delle piante ai 337 Comuni veneti aderenti al progetto di Regione e Veneto AgricolturaRidiamo un sorriso alla Pianura Padana”  è in programma, giovedì 22 ottobre, ore 10:00, al Centro Biodiversità Vegetale e Fuori Foresta di Montecchio Precalcino (Via Bonin, Longare-Vi), un’interessante iniziativa per giornalisti.

Nell’occasione saranno presentati gli straordinari numeri finali raggiunti dal progetto, che come accennato ha visto il coinvolgimento di ben 337 Comuni veneti, i quali fin da subito avvieranno la distribuzione di quasi 70.000 piantine arboree e arbustive ai propri cittadini. 

È prevista, inoltre, una visita guidata al Centro Biodiversità Vegetale e Fuori Foresta, autentico cuore pulsante del progetto, grande vivaio regionale dove sono state prodotte le piantine. I giornalisti interessati a partecipare all’inziativa devono contattare l’Ufficio Stampa di Veneto Agricoltura: 349 5877454.

Per saperne di più su questo importante progetto che punta a rendere più verde, e quindi più sorridente, il nostro territorio clicca qui: https://bit.ly/2Gf5VA1

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Ambiente e Agricoltura, conferme e accorpamenti nella nuova Giunta regionale del Veneto

Gianpaolo Bottacin

Gianpaolo Bottacin

Federico Caner

Cristiano Corazzari

Il Presidente Luca Zaia ha presentato la nuova giunta regionale.

All’Ambiente, Protezione Civile e Dissesto Idrogeologico è stato riconfermato Gianpaolo Bottacin (1969), ingegnere bellunese, mentre l’Agricoltura è stata accorpata a Turismo e Commercio estero, Fondi Ue, deleghe già seguite nelle precedente legislatura dal trevigiano Federico Caner(1973), consulente aziendale, riconfermato. Caccia e Pesca, invece, è stata accorpata a Cultura, Sicurezza, Flussi Migratori,  già seguite nella precedente legislatura da Cristiano Corazzari (1975), nato a Ferrara ma residente a Stienta (RO), in Polesine, riconfermato.

30 ottobre 2020, si parla di Politica agricola comunitaria e sviluppo rurale 2021/2027 al corso per giornalisti organizzato al Wigwam di Arzerello (PD) da Odg Veneto in collaborazione con Argav

L’Europa è attesa a nuove sfide nella politica agricola in vista anche dell’allargamento a tutta l’area dei Paesi dell’Est. Di questo e dell’agenda per uno sviluppo sostenibile si parlerà al corso di aggiornamento professionale per giornalisti “Politica agricola comunitaria e sviluppo rurale 2021/2027” (2 crediti) organizzato venerdì 30 ottobre, dalle 19 alle 21, al circolo di campagna Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD) dall’Odg Veneto in collaborazione con Argav e già presente in piattaforma Sigef.

Relatori. All’incontro, moderato dal presidente Argav Fabrizio Stelluto, parteciperanno: Cristian Bolzonella, Università di Padova; Franco Contarin, direttore Adg Fears e Foreste Regione Veneto; Gianmichele Passarini, presidente CIA Veneto; Lodovico Giustiniani, presidente Confagricoltura Veneto; Daniele Salvagno, presidente Coldiretti Veneto.

Dalla Preistoria dei laghi di Revine al futuro delle Colline del Prosecco: la formazione in campo di Argav

foto Fabrizio Stelluto

(di Fabrizio Stelluto, presidente Argav) Ottima riuscita per la visita formativa, organizzata da Argav: all’indomani di un webinar con l’Associazione Pubblici Giardini dai sorprendenti contenuti d’interesse, una rappresentanza dei nostri iscritti ha svolto un educational in terra trevigiana, cominciando dal Parco Archeologico Didattico del Livelet realizzato nel 2007, grazie alla lungimiranza ed all’impegno di un comitato locale nonché al contributo dell’allora Amministrazione Provinciale, sulla riva occidentale del lago di Lago, in comune di Revine; la ricostruzione di un villaggio palafitticolo permette di avvicinarsi alla conoscenza degli insediamenti umani, che caratterizzarono l’area prealpina tra 6.000 e 3.500 anni fa. I 20.000 visitatori registrati nel 2019 stanno a dimostrare la valenza anche turistica della salvaguardia di un ambiente incontaminato, dove proseguono le ricerche archeologiche dopo i ritrovamenti nella vicina località di Calmaggiore di Tarzo.

soci Argav in visita al Parco Archeologico del Livelet (Foto Stelluto)

Sorprendente è stato anche l’ambiente del momento conviviale, vissuto nell’antica osteria “Al forno” di Refrontolo, uno dei locali più antichi della Marca Trivigiana e gestito da 160 anni dalla famiglia Piol. Premiato con la chiocciola Slow Food per l’attenzione alla cultura culinaria del territorio, ha presentato melanzane in saor, sformatino con fichi e speck, ravioli con speck e mirtilli accompagnati da burro fuso e profumo di cannella, bigoli in salsa; nei bicchieri il verdiso, alternativa locale a sua maestà, il prosecco.

i soci Argav visitano la cantina Perlage (foto Fabrizio Stelluto)

All’eccellenza enoica trevigiana è stata dedicata la parte pomeridiana della giornata; accompagnati da Ivo De Nardi, antesignano della vitivinicoltura biologica, ci si è dapprima recati, a Soligo, sulle colline del santuario di Collagu, i cui ciglioni (terrazzamenti inerbiti ricavati nella roccia) sono emblema della candidatura delle Colline del Prosecco a patrimonio Unesco; a seguire si è tornati in pianura per conoscere la realtà della viticoltura biodinamica. A concludere la giornata di approfondimento è stata la visita alla cantina biologica Perlage in Farra di Soligo, esempio di come la sostenibilità agricola possa ormai essere un importante plus anche sul mercato del vino; la degustazione di tre differenti tipologie di prosecco ha certificato l’ampio spettro qualitativo di un fenomeno enologico , esportato nel mondo.

Il prossimo appuntamento Argav sarà con l’Assemblea elettiva, in calendario sabato 24 Ottobre a Mestre (VE).

video del collega Mauro Poletto

14 ottobre 2020, Direttivo Argav nella nuova sede di Fisar Padova

l prossimo Direttivo Argav si terrà domani, mercoledì 14 ottobre dalle ore 18,30 nella nuova sede di Fisar Padova, in via dell’Artigianato 8 ad Albignasegno, ospiti del consigliere giornalista Emanuele Cenghiaro, delegato Fisar Padova.

Questo l’ordine del giorno: approvazione verbale precedente, comunicazioni del Presidente, comunicazione della Segretaria, domande iscrizione nuovi soci, approvazione bilancio consuntivo 2019, approvazione bilancio preventivo, Assemblea 2020 con rinnovo cariche2020/2023, prossime attività, varie ed eventuali.

Ehi ragazzi, a Mestre (VE) c’è un nuovo locale coraggioso, Tribeca

(di Fabrizio Stelluto, presidente Argav, ottobre 2020). Ehi ragazzi, mi cade il coltello dal tavolo e, in pochi secondi, un’attenta quanto discreta maitre mi sostituisce l’intero set di posate. Già questo merita la citazione in un periodo, in cui il servizio in sala pare un optional. Luogo del “miracolo” di professionalità è il “Tribeca”, nuova proposta culinaria, coraggiosamente aperta in tempo di Covid in località Gazzera, a Mestre (VE), da uno dei fratelli “Dai rossi”, marchio riconosciuto fra le affermate pizzerie della Terraferma veneziana. Autore del calcolato azzardo è Luca Piovan , che ha deciso di replicare la positiva esperienza in corso da anni nel locale di via Monte Grappa, sito nell’immediata conterminazione del centro mestrino. 

Caratteristica del menu Tribeca è l’assenza di primi piatti, ben sostituiti da appetizer e leccornie a base di carne, in particolare, hamburger di provenienza tracciata: dalla chianina alla fassona. A farla da padrone è comunque il “crudo” anche di pesce con un originale “sushi alla veneziana”. La creatività è presente pure nell’offerta di dolci, avendo provato l’innovazione della granita sul fondo del tiramisu. Buona la selezione di vini e birre, comprese le ambrate estere. Prezzo giusto per la qualità alimentare e l’attenzione al commensale; se si è predisposti a riconoscere tali valori, Tribeca è una scelta giusta, altrimenti è vietato lamentarsi dell’industria del fast-food!

10 ottobre 2020, i soci Argav nel Trevigiano per la visita al Parco del Livelet e alla cantina bio Perlage

Parco del Livelet

Nel rispetto delle normative anti Covid  Argav ha deciso di impegnarsi, affinché il distanziamento sia solo fisico e non anche sociale! Per questo, oggi, sabato 10 ottobre, saremo nella Marca per la visita al Parco del Livelet a Revine Lago e alla cantina biodinamica Perlage.

Programma. Ore 10.30: appuntamento al  Parco del Livelet a Revine Lago per un’introduzione ai valori archeologici, naturalistici e turistici della zona, condotta dalla responsabile delle guide locali; a seguire, visita al ricostruito villaggio palafitticolo. Ore 13, pranzo  al ristorante “Vecchio Forno” a Refrontolo. Ore 15 circa: sopralluogo ad uno degli scorci più suggestivi delle colline del Prosecco a Farra di Soligo e, guidati dal titolare, Ivo De Nardi, visita alla cantina biologica Perlage per una degustazione ed eventuale passeggiata alla conoscenza di un vigneto biodinamico.

9 ottobre 2020, nel webinar Argav si parla di biodiversità urbana, collegamento ore 18

Venerdì 9 ottobre 2020, dalle ore 18.00 alle 19.30, grazie all’interessamento del consigliere Alessandro Bedin, Argav e l’Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini organizzano il webinar  “La Biodiversità urbana: la città si sposa alla campagna per averne i massimi benefici”.

Intervengono: Roberto Diolaiti, presidente Associazione Pubblici Giardini; Ciro degl’Innocenti, segretario Associazione Pubblici Giardini; Patrizia Rossini, delegato Piemonte e responsabile Comunicazione Associazione Pubblici Giardini.

Per partecipare all’incontro basta cliccare sul link qui sotto, scaricando così l’app (in automatico) di zoom su pc o su cellulare e accedendo alla stanza virtuale del webinar: https://us02web.zoom.us/j/81251633664?pwd=REVzUnE4aGk3b0JRWGlTTDJ0S1prZz09 , oppure entrare nel sito www.zoom.us, accedere alla sezione “Join a Meeting” (nel menù in alto a destra) inserire la user ID 812 5163 3664 e successivamente il passcode 020771.

Campagna del pomodoro da industria, nel 2020 più luci che ombre

raccolta pomodoro da industria

La campagna 2020 del pomodoro da industria è appena terminata ed è tempo di bilanci per l’andamento registrato dai produttori di Verde Intesa, organizzazione dei produttori di Goito (MN) con oltre 60 aziende associate, 1600 ettari coltivati e 62.000 tonnellate di prodotti commercializzati.

L’andamento della produzione. “Dopo gli iniziali problemi dovuti al parziale ingolfamento degli impianti di lavorazione per la maturazione simultanea delle bacche – ha dichiarato Giuseppe Alferano, presidente di Verde Intesa – col trascorrere dei giorni l’aspetto logistico si è normalizzato e il pomodoro ha evidenziato buone caratteristiche organolettiche. Abbiamo registrato una buona resa e una qualità soddisfacente per gli associati di Verde Intesa:più grado Brixe meno scarto di pomodoro,anche se le eccessive temperature di fine luglio e le conseguenti piogge dei primi di agosto hanno penalizzato la maturazione e costretto gli operatori agricoli ad anticipare la raccolta e a chiudere la stagione con una ventina di giorni di anticipo rispetto al normale andamento”.

Giuseppe Alferano, presidente di Verde Intesa

Anche in Veneto le aziende produttrici. “Nonostante queste avversità – prosegue il presidente di Verde Intesa –possiamo ritenere la Campagna del pomodoro 2020 tutto sommato positiva per le nostre 30 aziende produttrici, dislocate  nelle regioni del nord Italia (Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna), con 500 ettari coltivati e una produzione media di 700-800 q/ha(40.000 tonnellate totali). “Per evitare agli agricoltori colpiti da ripetute anomalie climatiche il rischio di una grave perdita di reddito – sottolinea Alferano –abbiamo chiesto e ottenuto dal Ministero delle Politiche Agricole l‘attivazione della misura ‘mancata raccolta’ del pomodoro coltivato in pieno campo, destinato alla trasformazione industriale”.

Allargando l’analisi, Giuseppe Alferano ha sottolineato come altre parti d’Italia abbiano “sofferto” maggiormente il clima tropicale e le difficoltà logistiche legate al Covid per mancanza di autotrasportatori provenienti dai Paesi dell’Est, bloccati nei propri paesi dalle limitazioni degli spostamenti per il rischio contagio. Per Verde Intesa, invece, le consegne sono state in linea con le medie delle precedenti annate 2018 e 2019, grazie a una attenta rimodulazione dei programmi di conferimento alle aziende di trasformazione.

Fonte: Servizio stampa Verde Intesa