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10 ottobre 2020, i soci Argav nel Trevigiano per la visita al Parco del Livelet e alla cantina bio Perlage

Parco del Livelet

Nel rispetto delle normative anti Covid  Argav ha deciso di impegnarsi, affinché il distanziamento sia solo fisico e non anche sociale! Per questo, oggi, sabato 10 ottobre, saremo nella Marca per la visita al Parco del Livelet a Revine Lago e alla cantina biodinamica Perlage.

Programma. Ore 10.30: appuntamento al  Parco del Livelet a Revine Lago per un’introduzione ai valori archeologici, naturalistici e turistici della zona, condotta dalla responsabile delle guide locali; a seguire, visita al ricostruito villaggio palafitticolo. Ore 13, pranzo  al ristorante “Vecchio Forno” a Refrontolo. Ore 15 circa: sopralluogo ad uno degli scorci più suggestivi delle colline del Prosecco a Farra di Soligo e, guidati dal titolare, Ivo De Nardi, visita alla cantina biologica Perlage per una degustazione ed eventuale passeggiata alla conoscenza di un vigneto biodinamico.

9 ottobre 2020, nel webinar Argav si parla di biodiversità urbana, collegamento ore 18

Venerdì 9 ottobre 2020, dalle ore 18.00 alle 19.30, grazie all’interessamento del consigliere Alessandro Bedin, Argav e l’Associazione Italiana Direttori e Tecnici Pubblici Giardini organizzano il webinar  “La Biodiversità urbana: la città si sposa alla campagna per averne i massimi benefici”.

Intervengono: Roberto Diolaiti, presidente Associazione Pubblici Giardini; Ciro degl’Innocenti, segretario Associazione Pubblici Giardini; Patrizia Rossini, delegato Piemonte e responsabile Comunicazione Associazione Pubblici Giardini.

Per partecipare all’incontro basta cliccare sul link qui sotto, scaricando così l’app (in automatico) di zoom su pc o su cellulare e accedendo alla stanza virtuale del webinar: https://us02web.zoom.us/j/81251633664?pwd=REVzUnE4aGk3b0JRWGlTTDJ0S1prZz09 , oppure entrare nel sito www.zoom.us, accedere alla sezione “Join a Meeting” (nel menù in alto a destra) inserire la user ID 812 5163 3664 e successivamente il passcode 020771.

Campagna del pomodoro da industria, nel 2020 più luci che ombre

raccolta pomodoro da industria

La campagna 2020 del pomodoro da industria è appena terminata ed è tempo di bilanci per l’andamento registrato dai produttori di Verde Intesa, organizzazione dei produttori di Goito (MN) con oltre 60 aziende associate, 1600 ettari coltivati e 62.000 tonnellate di prodotti commercializzati.

L’andamento della produzione. “Dopo gli iniziali problemi dovuti al parziale ingolfamento degli impianti di lavorazione per la maturazione simultanea delle bacche – ha dichiarato Giuseppe Alferano, presidente di Verde Intesa – col trascorrere dei giorni l’aspetto logistico si è normalizzato e il pomodoro ha evidenziato buone caratteristiche organolettiche. Abbiamo registrato una buona resa e una qualità soddisfacente per gli associati di Verde Intesa:più grado Brixe meno scarto di pomodoro,anche se le eccessive temperature di fine luglio e le conseguenti piogge dei primi di agosto hanno penalizzato la maturazione e costretto gli operatori agricoli ad anticipare la raccolta e a chiudere la stagione con una ventina di giorni di anticipo rispetto al normale andamento”.

Giuseppe Alferano, presidente di Verde Intesa

Anche in Veneto le aziende produttrici. “Nonostante queste avversità – prosegue il presidente di Verde Intesa –possiamo ritenere la Campagna del pomodoro 2020 tutto sommato positiva per le nostre 30 aziende produttrici, dislocate  nelle regioni del nord Italia (Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna), con 500 ettari coltivati e una produzione media di 700-800 q/ha(40.000 tonnellate totali). “Per evitare agli agricoltori colpiti da ripetute anomalie climatiche il rischio di una grave perdita di reddito – sottolinea Alferano –abbiamo chiesto e ottenuto dal Ministero delle Politiche Agricole l‘attivazione della misura ‘mancata raccolta’ del pomodoro coltivato in pieno campo, destinato alla trasformazione industriale”.

Allargando l’analisi, Giuseppe Alferano ha sottolineato come altre parti d’Italia abbiano “sofferto” maggiormente il clima tropicale e le difficoltà logistiche legate al Covid per mancanza di autotrasportatori provenienti dai Paesi dell’Est, bloccati nei propri paesi dalle limitazioni degli spostamenti per il rischio contagio. Per Verde Intesa, invece, le consegne sono state in linea con le medie delle precedenti annate 2018 e 2019, grazie a una attenta rimodulazione dei programmi di conferimento alle aziende di trasformazione.

Fonte: Servizio stampa Verde Intesa

Delta del Po, il 4 ottobre inaugurazione del Giardino Laudato sì, simbolo di un nuovo modello di sviluppo

Cappella Laudato sì

Il prossimo 4 Ottobre, nel corso di un evento che vedrà realizzarsi il felice connubio tra parola, musica, arte e natura, sarà presentato a Rosolina (RO), nel Delta del Po il progetto del “Giardino Laudato sì” con il coinvolgimento e la partecipazione degli attori del territorio (imprese, artigiani, scuole, parrocchie, associazioni della società civile, esponenti del mondo politico-economico).

Il progetto nasce come idea di un nuovo modello di sviluppo, grazie alla collaborazione di sette Amministrazioni locali e delle forze produttive, economiche, educative e sociali del territorio. Esse – a seguito della pubblicazione dell’Enciclica Laudato si’ (2015) – hanno deciso di creare una partnership per la valorizzazione e la cura degli ecosistemi e delle biodiversità presenti nell’area del Delta del Po, integrandole alle attività umane e dando vita anche a un nuovo linguaggio espressivo ispirato all’interconnessione. Gli amministratori locali e i decision makers interessati hanno colto la sfidante esortazione di Papa Francesco nel «chiedere, per favore, a tutti coloro che occupano ruoli di responsabilità in ambito economico, politico o sociale, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà: siamo “custodi” della creazione, del disegno di Dio iscritto nella natura, custodi dell’altro, dell’ambiente» (Francesco, Omelia nella Messa di inizio del ministero petrino, 19.III.2013).

Concerto per l’Ecologia integrale. Alla presenza del Card. Peter K.A. Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, nonché di altre autorità rappresentanti il mondo delle Istituzioni a livello locale, nazionale e internazionale, il tenore Francesco Grollo, che inizierà tra l’altro dedicando un canto sacro dalla Basilica di San Marco a Venezia, terrà un “Concerto per l’Ecologia integrale”, accompagnato dall’Orchestra Ritmico-Sinfonica Italiana diretta dal maestro Diego Basso, nonché dai cori Art Voice Academy e Opera House. Il concerto, che prevede brani della tradizione cristiana, ma non solo (“Tu ci sei”; “Nessun dorma”; “Canto della terra”, eseguito in via eccezionale al pianoforte dal maestro Francesco Sartori, che ne è anche il compositore; “Panis Angelicus”, più alcuni fuoriprogramma), volti a simboleggiare il legame armonioso tra vita, relazioni umane, economia, valori dell’incontro e dell’accoglienza, tutela degli eco-sistemi e delle biodiversità, si svolgerà su una piattaforma di legno galleggiante sull’acqua. Al termine, il Card. Turkson inaugurerà la “Cappella Laudato si’”, realizzata dall’arch. Mario Cucinella con la collaborazione di alcuni partner tecnici di prestigio internazionale.

Interventi. Intermezzeranno le diverse esecuzioni musicali e canore alcuni interventi da parte di coloro che hanno seguito e sostenuto il progetto. Dopo i saluti istituzionali, tra cui è previsto quello del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, prenderanno dunque la parola: suor Alessandra Smerilli, coordinatrice della taskforce economia della Commissione Vaticana per il COVID-19, istituita da Papa Francesco; sig.ra Beatrice Finh, direttore esecutivo dell’International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, premio Nobel per la Pace 2017; sig. Si Qiuli, artista contemporaneo cinese, che sarà presente in collegamento video; don Joshtrom Isaac Kureethadam, responsabile dell’Anno dell’Anniversario Speciale Laudato Si’ e coordinatore del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale (piazza San Calisto 16 – 00153 Roma www.humandevelopment.va taskforce Ecologia della Commissione Vaticana COVID-19); S.E. sig.ra Chiara Porro, ambasciatore dell’Australia presso la Santa Sede; arch. Mario Cucinella, autore della “Cappella Laudato si’”. L’evento sarà presentato dalla sig.ra Eugenia Scotti, autrice e conduttrice televisiva. “Il progetto del Giardino – ha detto il Card. Peter K.A. Turkson – è un esempio della concretezza che ci chiede costantemente il Santo Padre, e che si ritrova nella Dottrina Sociale della Chiesa: vedere, discernere e mettere in pratica. Così è stato fatto nel Delta del Po. E mi ha molto colpito che tra gli input iniziali ci sia stata l’esortazione di un parroco, don Lino Mazzocchi, che – uscita la Laudato si’ – ha incoraggiato gli amministratori dell’area a verificare se, insieme, potessero fare qualcosa di utile per la cura della loro casa comune. Ovvero, per questa bellissima zona, dove si realizza un connubio unico tra terra e acqua, e dove intervengono famiglie, comunità e attività produttive. Dalle difficoltà, come qui ci sono state, si esce connettendo tutti gli aspetti; lo stesso dalle crisi come quella che stiamo vivendo: poiché tutto è collegato, è necessario lavorare insieme come un unico corpo”.

Il Delta del Po è, infatti, un luogo abitato e coltivato, una terra che il fiume ha costruito e l’essere umano ha modellato e trasformato. Uno scrigno di biodiversità. A maggior ragione – ha dichiarato in rappresentanza di tutti i sindaci del Delta del Po veneto Franco Vitale, sindaco di Rosolina – “siamo grati al Santo Padre e al progetto Giardino Laudato si’, perché così viene altamente riconosciuto quello che da sempre per noi tutti è un patrimonio da rispettare, valorizzare e perpetrare”. La “Cappella Laudato si’” troverà collocazione all’interno del Giardino Botanico di Porto Caleri, voluto dalla Regione Veneto e gestito da Veneto Agricoltura assieme al Parco del Delta del Po, si connota come sintesi dei valori naturalistici di questa area umida unica. “Così – ha aggiunto Alberto Negro, commissario straordinario Agenzia Regionale “Veneto Agricoltura” – se prima era testimone di acqua e terra, da ora, grazie alla benedizione del Santo Padre, questo territorio sarà segno di acqua, terra e cielo”.

Una “Cappella vivente”. In questo senso, ha detto il tenore Francesco Grollo, “il Giardino Laudato sì’ sarà un segno di pace e armonia. La musica e il canto ci immergono in questa dimensione di armonia: ci fanno avvicinare tra di noi, ci mettono in relazione con il creato e ci aprono alla lode e alla trascendenza”. Così come la “Cappella Laudato si’”, realizzata all’interno del Giardino nel rispetto dell’eco-sostenibilità ambientale e seguendo i principi dell’omonima Enciclica di Papa Francesco. “Nel contesto del Delta del Po – ha detto l’arch. Mario Cucinella – non dobbiamo aggiungere nulla se non costruire una nuova amicizia con la natura. “The Living Chapel” è una luce nella notte del parco, un segno immateriale e un’architettura per guardare lo spettacolo della natura”. Dopo il 4 ottobre il progetto vedrà poi una serie di iniziative dedicate a scuole, parrocchie, imprese, università e famiglie, affinchè tutti si impegnino a vivere il messaggio della Laudato sì.

Dal 3 al 5 ottobre a Montagnana (PD) Castel San Zeno apre le porte a degustazioni, visite e dibattiti

Dopo il Montagnana Wine Festival dello scorso anno e Càneva Montagnana, inaugurata neanche un mese fa, Vino nel Castello è l’evento che il prossImo 2-3-4 ottobre tornerà a trasformare Montagnana (PD) nel grande contenitore delle eccellenze dell’agroalimentare delle provincie di Padova, Verona e Vicenza.

“Con Vino nel Castello – spiega Alberto Bernardi, presidente dell’Associazione Montagnana 365, promotrice della manifestazione – puntiamo a creare un appuntamento fisso nel calendario dei grandi eventi di Montagnana e, insieme all’esperienza maturata nella promozione del settore viti-vinicolo, con il Wine Festival, aggiungiamo approfondimento, intrattenimento, cultura, musica e arti figurative. Rappresenta il nostro impegno per la città, nel valorizzarne gli elementi monumentali e per l’intero territorio. Questa nuova manifestazione, infatti, si tiene in quella che a mio avviso è la parte più bella di Montagnana, ossia Castel San Zeno, riempendola dei contenuti che provengono da qui attorno e che meritano di essere conosciuti, degustati e apprezzati. Ci dà orgoglio e soddisfazione che il nostro modo di fare promozione stia diventando un punto di riferimento per le aziende e i consorzi, lo dimostra il fatto che per queste tre date siamo riusciti a stringere rapporti solidi e ad ottenere il patrocinio di autentiche istituzioni dell’agroalimentare come il Consorzio del Prosciutto Veneto Dop, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago Dop, il Consorzio Tutela Vini dei Colli Euganei, il Consorzio Tutela Vini Merlara Doc, il Consorzio Tutela Vini Lessini Durello Doc, il Consorzio Tutela Vini Soave, il Consorzio Tutela Vini Arcole, Consorzio Tutela Vini Doc Colli Berici e Vicenza e Slow Food Veneto. E’ un impegno importante, che stiamo portando avanti insieme all’Amministrazione Comunale, al quale va il nostro grazie, ma che sta dando risultati”.

Tre giorni dedicati ai sapori dell’autunno, a quella vendemmia che è ancora in corso, ma soprattutto ai suoi frutti portati in piazza da oltre 45 aziende vitivinicole – tra le quali un posto d’onore sarà assegnato al Consorzio Tutela Vini Lessini Durello Doc con il ”Circuito “Durello & Friends” insieme ai Consorzi per la Tutela Vini di Soave, Merlara, Arcole, Gambellara- che sarà possibile degustare scegliendo il proprio percorso secondo la consueta formula del “ticket” che oltre al bicchiere mette a disposizione una selezione di assaggi. Ma non sarà solo un festival del vino, a fianco dei calici molte le preparazioni e i prodotti alimentari a marchio, tra cui 4 presidi storici Slow Food – Asiago stravecchio di malga; Monte Veronese di malga DOP; Stortina veronese; Mais Bianco perla – che potranno rientrare nella degustazione. E non mancherà l’intrattenimento, con concerti e musica d’autore, oppure l’occasione di approfondire la storia e la bellezza di Montagnana grazie all’apertura dei musei e le visite guidate dell’Associazione Murabilia.

Importanti saranno anche gli approfondimenti e le tavole rotonde partecipate dalle associazioni di categoria sui vari temi di attualità che interessano tanto l’agricoltura quanto il piccolo commercio e l’artigianato. “E’ stato coniato il termine di Convivio – conclude Bernardi – per raggruppare l’insieme degli interventi che si terranno durante la tre giorni. La nostra Associazione, infatti, si mette a fianco degli operatori del settore per creare un punto di ascolto e di approfondimento sugli argomenti che riguardano da vicino il presente e il futuro del territorio. Pensiamo che insieme alla promozione delle nostre eccellenze debba trovare posto anche l’informazione e il dibattito perché solo in questo modo gli appuntamenti, come Vino nel Castello, possono diventare un vero laboratorio di idee”. Ulteriori informazioni: Montagnana365.it

Fonte: Servizio stampa Associazione Montagnana 365

 

Kiwi, la moria delle piante continua inarrestabile, danni ingenti nel Veronese e nell’Alto Padovano in cui, a novembre, si terrà un convegno al riguardo

moria kiwi

La moria dei kiwi continua inarrestabile. Si stima che la malattia, nel Veronese, abbia colpito dalla sua comparsa (otto anni fa) più della metà dell’intera superficie dedicata agli inizi, cioè 1.800 ettari. In Friuli Venezia Giulia, dove la superficie coltivata nel 2020 è di poco superiore ai 500 ettari, la moria interesserebbe circa il 10% degli impianti. Coltivazioni colpite anche in Lombardia, nella zona del Mantovano, e marginalmente anche in Emilia Romagna e in Calabria. Nel Lazio i primi casi si sono riscontrati tre anni fa, ma ora c’è una recrudescenza della malattia nell’Agro Pontino che si stima possa interessare mediamente il 20% delle superfici, quasi 2.000 ettari di piantagioni persi. Un danno enorme per un Paese che, secondo i più recenti dati della Fao, è il secondo produttore mondiale di kiwi dopo la Cina e prima della Nuova Zelanda.

Malattia di cui non si conosce ancora la causa. Conferma Andrea Foroni, presidente dei frutticoltori di Confagricoltura Veneto e coltivatore di kiwi a Villafranca: “Purtroppo con questo caldo anche nel Veronese stanno crollando tante piante. Sono cariche di kiwi, ma soffrono perché, non avendo più l’apparato radicale, non assorbono più acqua e quindi muoiono. Anni fa c’era una distesa di impianti di kiwi, da Villafranca a Valeggio e Mozzecane. Tutti scomparsi, a causa di questa malattia di cui non si è compresa ancora la causa, nonostante tutte le sperimentazioni messe in campo anche in Veneto. Agrea, centro studi di Verona, aveva avviato un frutteto sperimentale che aveva mostrato margini di miglioramento con una corretta gestione dell’acqua e una significativa baulatura del terreno d’impianto, oltre a un buon uso del compost. Ma dopo quattro anni anche quei frutteti sono morti. Ora riponiamo le nostre speranze nella soluzione messa a punto dal vivaista veronese Massimo Ceradini sui nuovi portainnesti, presentati pochi giorni fa all’Agri Kiwi Expo di Latina, dove sul fenomeno si sono confrontati i massimi esperti e studiosi nazionali. L’ultima ancora di salvezza, dato che nessuna pratica agronomica finora sperimentata negli ultimi anni ha funzionato”.

Un danno enorme per la provincia veronese, che sui kiwi aveva investito con convinzione tanto da concentrare circa l’80 per cento della produzione regionale. Invece anche nel 2019 si è registrata un’ulteriore diminuzione della superficie totale coltivata ad actinidia, scesa a 2.450 ettari. E gli impianti espiantati vengono compensati solo in piccola parte dall’entrata in produzione dei nuovi impianti, messi a dimora negli anni precedenti. In Veneto nel 2019 il raccolto è stato di circa 37.100 tonnellate (-35,3% rispetto all’annata precedente) e su livelli produttivi ampiamente inferiori rispetto agli standard medi della coltura.

Strage di piante anche nell’Alto Padovano. Fino a pochi anni fa nella zona di Cittadella, in provincia di Padova, c’erano oltre 100 ettari di kiwi, una coltura molto redditizia in cui le aziende credevano e investivano. Ora ne sono rimasti meno della metà per colpa della moria dei kiwi. A Fontaniva (PD) due aziende agricole hanno espiantato tutto, decidendo di cambiare coltura, dopo anni di perdite di kiwi e di redditività. “Cittadella è stata tra le prime in Italia a credere nella coltura, che era stata avviata negli anni Ottanta da Fabio testi nel Veronese – sottolinea Matthias Paolo Peraro, referente di Confagricoltura per l’Alto Padovano -. L’Italia era prima al mondo e il Veneto era secondo a livello nazionale per produzione. Invece otto anni fa è comparsa questa malattia che ha fatto fuori più della metà dei frutteti. Sono stati fatti studi e sperimentazioni, ma senza risultati. La verità è che i kiwi non hanno mai avuto l’attenzione che hanno altre piante nella selezione, basti pensare alle viti. Il kiwi è ancora propagato per talea e, di conseguenza, anche le piante giovani tendono ad ammalarsi e morire, perché sono figlie delle vecchie. Bisognerebbe invece trovare piante resistenti e innestarle. Ma servirebbero più ricerca e investimenti, che nessuno ha mai pensato di fare”.

A novembre un convegno. Confagricoltura Padova vuole andare a fondo al problema una volta per tutte e perciò in novembre organizzerà, a Cittadella, un convegno che coinvolgerà l’Università di Padova, la cooperativa Apofruit ed esperti in difesa fitopatologica di Verona: “Noi non vogliamo perdere questo settore, perché siamo stati gli unici nel Padovano a tenere duro in questi anni e ci crediamo ancora – spiega Peraro -. Nell’Alto Padovano abbiamo un terreno ottimale, ricco d’acqua e sassoso, che evita i ristagni tanto dannosi per i kiwi. Inoltre si tratta di una coltura che è stata a lungo redditizia, se pensiamo che produceva 250 quintali ad ettaro, mentre oggi fatichiamo a farne 100 a causa della moria. Infine, si tratta di un settore che ha pochi antagonisti a livello mondiale. Il nostro kiwi viene raccolto in autunno, ma poi è conservato in frigo fino a febbraio-marzo, quando non c’è più prodotto estero, a partire da quello cileno e argentino. Perciò i prezzi sono sempre stati soddisfacenti. Aggiungo che nella zona di Cittadella abbiamo tanti giovani che ci credono ancora e stanno investendo. Ma i costi dell’impianto sono alti: 45.000-48.000 euro a ettaro, senza contare le 600-800 ore di manodopera necessarie per il raccolto. Perciò chiediamo sostegno per un settore che può dare ancora lavoro, redditività e un futuro alle nostre aziende padovane”.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

25 settembre 2020, i soci Argav tornano ad incontrarsi al Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) per parlare di agricoltura e ambiente. Disponibile la diretta Facebook della serata.

foto di repertorio

Nonostante tutto, resistiamo e ripartiamo, con le norme di sicurezza anti-Covid (mascherina, prenotazione obbligatoria all’indirizzo email arzerello@wigwam.it o whatsapp 333-3938555, registrazione dati per reperibilità) perchè il necessario distanziamento sia solo fisico e non sociale. Per questo, venerdì 25 settembre p.v. alle ore 19.00 ca. ci ritroveremo al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) in in via Porto, 8 per la consueta serata di approfondimento su temi fondamentali come agricoltura ed ambiente.

Saranno con noi: il socio Mauro Poletto, responsabile Ufficio Comunicazione ANBI Veneto, che parlerà del programma regionale della Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione, previsto questo fine settimana, Costantino Tessarin, presidente dell’Associazione per la Conservazione della Foresta di Bougoma, (in collegamento Skype dall’Uganda) per un aggiornamento sulla battaglia per conservare questo importante polmone verde africano; Alberto Negro, commissario Veneto Agricoltura, per anticipare alcune linee direttrici verso il Green New Deal nella regione; Marica Furini, agrotecnica e consulente ambientale, per presentare l’importanza dei progetti collettivi, coordinati dai consorzi di bonifica in campo ambientale nei contesti agricoli. Al termine, il nostro anfitrione, Efrem Tassinato, delizierà i presenti con alcune specialità autunnali “The tase of Veneto” Agostini Elio di San Martino di Lupari (PD) con cous cous al pollo e creme di stoccafisso mantecato, alla veneziana e alla vicentina.

A questo link la diretta Facebook della serata

Lutto in casa Argav, è mancato il collega Luigi Perini

Il presidente Fabrizio Stelluto con Luigi Perini, premiato qualche anno fa per la sua lunga militanza in Argav

(di Gianluigi Peretti, socio Argav) Queste sono giornate molto tristi per me. E’ scomparso un grande amico, tale da più di vent’anni, vale a dire il professor Luigi Perini, giornalista, socio storico Argav.

Non era per me un’amicizia legata solo ai comuni interessi culturali, alla scrittura, all’arte, alla storia e altro ancora, Luigi era diventato una specie di fratello maggiore da seguire per la sua saggezza, pacatezza, valori civici e soprattutto umani.

Era un uomo giusto, equilibrato, quel giusto che la Bibbia indica “ut palma florebit”, una palma alta che protegge. Infatti senza la sua presenza ci si sente un po’ più poveri, scoperti, smarriti, senza un punto di riferimento vero per la ricchezza delle sue risorse umane e non solo.

Credo che i miei sentimenti siano condivisi da altri e comprendo come per i suoi cari si sia creato un gran vuoto, anche per la recente scomparsa dell’amata consorte Maria.

Lui ha percorso quasi un secolo di vita, gran parte nel secolo scorso. Io spero che ci abbia lasciato dei suoi “ricordi” di cui è stata ricca la sua vita e che spesso amava ricordarmi e anche ripetermi. Ciao Luigi, rimarrai sempre nel mio cuore, e quello che ho imparato da te sarà sempre qualcosa di prezioso da custodire con cura nel mio intimo.

Ciao ancora, Gianluigi

Fabrizio Stelluto, presidente Argav: “Abbiamo perso un’autentica colonna, un esempio di attaccamento alla cultura della vita. E’ una pagina che si volta, ma non si cancella. Ciao, professore”.

I soci e il direttivo Argav si uniscono al cordoglio per la perdita del collega Luigi Perini ed esprimono ai suoi cari sentite condoglianze.

26-27 settembre 2020, molteplici e interessanti le proposte delle Comunità locali Wigwam per conoscere meglio il territorio padovano

Come ogni anno anche la Rete delle Comunità Locali Wigwam del Padovano sarà presente il 26 e 27 settembre a “Le Giornate Europee del Patrimonio” (European Heritage Days) promosse da Consiglio d’Europa, Commissione Europea e dal Programma Europa creativa fin dal 1985. Si tratta di un Programma che, per la sua natura paneuropea, e a maggior ragione ai tempi del Covid-19, contribuisce a cementare il senso di coesione e unità tra i differenti Paesi membri UE e – con tutte le precauzioni necessarie – riunendo i cittadini e sottolineando la dimensione europea nonché il valore e la preziosità di un “patrimonio culturale comune” tra i 50 Stati firmatari della Convenzione culturale europea.

Il filo conduttore scelto quest’anno è: “Patrimonio ed Educazione: imparare la vita” per celebrare la stretta correlazione e connubio sinergico che si rafforza e consolida a vicenda tra istruzione e patrimonio culturale. Educazione che, come dichiara Marija Pejcinovic Buric, segretaria generale del Consiglio d’Europa, è sempre stata un elemento centrale sia per le Giornate europee del Patrimonio che per le Campagne di sensibilizzazione e valorizzazione realizzate dell’Unione Europea. Le Giornate Europee del Patrimonio Culturale “#EuropeanHeritageDays” (EHD) dureranno fino a fine ottobre.

Le proposte dalle Wigwam Local Community del padovano: Padova-Camin, 26 settembre 2020 – Comunità Locale di Padova Est, Imparare la resilienza con gli orti, il miracolo fragile del Wigwam Il Presidio, Info e adesioni: +39 338 4238191 ilpresidio@wigwam.it; Ponte San Nicolò (Pd), 27 settembre 2020 – Comunità Locale di Padova Est, Imparare le nostre origini, in bicicletta per Ponte San Nicolò, Info e adesioni: +39 340 5971545 alessia.ziglio@comune.pontesannicolo.pd.it; Vigonza (Pd), 27 settembre 2020 – Comunità Locale di Padova Nord, Imparare il book crossing a Busa e a Peraga di Vigonza, Info e adesioni: +39 328 4185372 saracele@hotmail.com – info@teatroinvisibile.it; Polverara (Pd), 27 settembre 2020 – Comunità Locale della Saccisica, Imparare in ciclogiro le terre dell’Abate di Santa Giustina a Polverara, Info e adesioni: +39 340 8300009 assessore.pengo@comune.polverara.pd.it; Saccisica (Pd), 26-27 settembre 2020 – Comunità Locale della Saccisica, Imparare la Saccisica, in bicicletta alla riscoperta del territorio, Info e adesioni: +39 320 9737942 federico.baldo.72@gmail.com; Vigorovea (Pd), 27 settembre 2020 – Comunità Locale della Saccisica, Imparare la dignità dell’abito al Museo Storico del Bottone, Info e adesioni: +39 349 2692051 museostoricodelbottone@gmail.com; Arzerello (Pd), 27 settembre 2020 – Comunità Locale della Saccisica, Imparare il cammino interiore, passo dopo passo al bel Cristo di Arzerello, Info e adesioni: +39 380 3133314 oddone.schiavon@unipd.it; Arzerello (Pd), 27 settembre 2020 – Comunità Locale della Saccisica, Imparare a recuperare l’arte del ricamo in solidarietà, Info e adesioni: +39 349 0926417 lisoladeitesori@alice.it; Piove di Sacco (Pd), 26 settembre 2020 – Comunità Locale della Saccisica, Imparare a preservare il patrimonio giovanile dal cyberbullismo, Info e adesioni: +39 320 9452131 tinachiariello@yahoo.it; Piove di Sacco (Pd), 27 settembre 2020 – Comunità Locale della Saccisica, Imparare la Saccisica, dal Cristo SS Crocifisso al Cristo di Arzerello, Info e adesioni: +39 339 3342085 ctg.saccisica@gmail.com; Codevigo (Pd), 26 settembre 2020 – Comunità Locale della Saccisica, Imparare a pulire i fiumi, giornata ecologica “Wold Clean Up”, Info e adesioni: +39 347 2305979 sindaco@comune.codevigo.pd.it; Correzzola (Pd), 26-27 settembre 2020 – Comunità Locale della Saccisica, Imparare il sistema delle fattorie Benedettine di Correzzola, Info e adesioni: +39 346 0183423 info@associazionelacortedeimiracoli.it; Campolongo Maggiore (Ve), 27 settembre 2020 – Comunità Locale della Saccisica, Imparare il passato, esposizione Paleoveneta e Romana, Info e adesioni: +39 347 4206346 f.coccato@awn.it; Casalserugo (Pd), 26-27 settembre 2020 – Comunità Locale del Conselvano, Imparare i Patriarcati, in bicicletta alla riscoperta del territorio, Info e adesioni: +39 347 3122063 segreteria@comune.casalserugo.pd.it; Maserà di Padova (Pd), 27 settembre 2020 – Comunità Locale delle Terre Carraresi, Imparare natura, tradizioni e storie a Villa Petrobelli di Maserà, Info e adesioni: +39 347 7311 026 emmaartusi@gmail.com; Baone (Pd), 27 settembre 2020 – Comunità Locale dei Colli Euganei, Imparare la storia con un pic-nic a Villa Beatrice d’Este, Info e adesioni: +39 0445 1850321 segreteria@venetiancluster.eu / maurizio.male@venetiancluster.eu

Wigwam antesignana in sostenibilità e siluppo del territorio. “Sulle 52 proposte presentate da Rete Wigwam, 16 sono organizzate dalle Comunità del padovano, il motivo è perché la Rete, oggi estesa in 21 Paesi nel mondo, ha esordito nella provincia di Padova poco meno di 50 anni fa. Una tra le primissime organizzazioni eminentemente ecologiste e dedita allo sviluppo sostenibile dei territori, nate in Italia e nel Mondo. Unica con origine in Veneto e tutt’oggi con la propria sede centrale nella nostra regione tra quelle riconosciute con Decreto del Ministero dell’Ambiente, quali Associazioni di Protezione Ambientale a valenza nazionale”, racconta Efrem Tassinato, presidente di Wigwam Clubs Italia. Che aggiunge: “Altra concomitanza, la presenza a Venezia dell’Ufficio italiano del Consiglio d’Europa diretto da Luisella Pavan-Woolfe, Ufficio col quale Wigwam Italia ha costruito negli anni una solida partnership”.

Fonte: Servizio stampa Rete Wigwam

Nata a Bassano (VI) la Scuola di Politiche Sementis, dove s’incontra chi esplora, lezioni a partire dal 7 novembre 2020

Il gruppo dei giovani fondatori

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) A Villa Angarano San Giuseppe a Bassano del Grappa (VI), lo scorso sabato 12 settembre ha avuto luogo la presentazione di un progetto organizzato da giovani che, ritrovatisi in videoconferenza durante il lockdown e gradualmente sempre più numerosi, hanno sentito un grande bisogno di cambiamento. Il seme di questa iniziativa era già presente prima dell’attuale situazione sanitaria ma i primi germogli hanno iniziato a svilupparsi da marzo di quest’anno e settimana dopo settimana, mese dopo mese, questo gruppo di ragazzi ha progettato questa scuola di politiche nata da una necessità diventata impellente e non più rinviabile. Un’esigenza di cambiamento dove si è incontrato “chi esplora” e “non ha paura di tracciare nuove rotte”, nella consapevolezza della corresponsabilità che tutti abbiamo affinché questo nostro mondo sia un po’ migliore; soprattutto avendo attenzione per le generazioni future.

Tre semi nel logo: dimensione personale/spirituale, dimensione sociale e dimensione politica. Forse un’esigenza nata anche per approfondire tematiche quanto mai attuali, anziché “bersi” ogni cosa che rigurgita internet. Un percorso sicuramente più faticoso. Ci hanno illustrato la mappa del cammino che intendono fare e proporre, con le dieci significative tappe: cambiamento climatico ed energia, giustizia sociale, economia e disuguaglianze, rifiuti ed economia circolare, tecnologia e impresa, ambiente e migrazioni, biodiversità, alimentazione e agricoltura, diritto alla città, interazione col territorio e mobilità, identità e cultura veneta, cambio di paradigmi e comunità. Un progetto fatto di 10 temi cardine (le tappe) da trattare in 10 incontri suddivisi in 10 mesi; un sabato al mese, dal prossimo 7 novembre.

Un momento della presentazione

Un progetto con una visione coraggiosa, lungimirante, ma anche concreto e pratico che punta non solo a poter dare risposte ma soprattutto a porsi molte domande. Il metodo considerato è infatti basato sul conoscere, per capire, per scegliere. E’ il saper sentire, per saper pianificare, per saper agire. Per ogni giornata è prevista una formazione mattutina, con l‘aiuto di esperti in materia (es: Luca Mercalli, Giustino Mezzalira, Paolo Pileri…), e azione pomeridiana. Dopo la sessione mattutina seguirà un pranzo con prodotti locali ed ecosostenibili e la sessione pomeridiana di confronto ed azione. La scuola di politiche è rivolta a giovani dai 16 ai 29 anni e ci si può iscrivere andando sul sito web: www.scuolasementis.it.

Ma è un peccato che a questa scuola non possano iscriversi adulti e attuali o aspiranti amministratori pubblici, perché ne avremmo bisogno tutti; con una unica condizione: lasciare a casa tutte le nostre convinzioni e pregiudizi (o risposte semplici – se non semplicistiche – a problemi complessi) ma mettendoci invece in gioco sapendo soprattutto porci domande (che contano di più in un percorso di crescita, valido a qualsiasi età). Una scuola che “cerca risposte che diventino proposte alle sfide del presente” è auspicabile che possa crescere e diffondersi per raccontare un altro modo di vivere possibile, “tracciando nuove rotte e con un cambio di paradigmi”. Da seguire su instagram: @scuolasementis.