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Raccolti stagione primaverile. Impiegare i disoccupati nei campi in accordo con centri per l’impiego, l’ipotesi allo studio in Veneto prende concretezza. Ma sono in arrivo 15 mila stagionali rumeni.

Prende forma il progetto veneto per impiegare nei campi, in via provvisoria e sperimentale, disoccupati e cassaintegrati. Ieri l’assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, ha incontrato il direttore di Veneto Lavoro, Tiziano Barone, e le associazioni del mondo agricolo del Tavolo verde regionale, per valutare fattibilità e procedure.

L’obiettivo è consentire alle aziende del primario di utilizzare i servizi di incontro domanda/offerta dei 39 Centri per l’Impiego per incrociare la disponibilità dei lavoratori in cerca di occupazione con le esigenze delle imprese a corto di manodopera stagionale per la raccolta di fragole ed asparagi e per le lavorazioni di primavera. “Veneto Lavoro si è resa disponibile a raccogliere le domande delle imprese in via informatica e ad effettuare una pre-selezione per profili, attitudini e disponibilità tra i disoccupati presenti nel sistema. Saranno poi gli enti bilaterali, le associazioni di categoria o gli enti agricoli abilitati ai servizi per l’impiego e le imprese a svolgere l’intermediazione diretta. Se le verifiche in corso con le rappresentanze sindacali e il Dipartimento regionale di prevenzione per la sicurezza nei luoghi di lavoro daranno un esito positivo potremmo dare avvio a questa forma snella e facilitata di incontro diretto tra domanda e offerta di lavoro già dopo Pasqua, forse a partire dal 14 aprile. Le procedure di urgenza dovranno comunque garantire, a lavoratori e aziende, sicurezza e sorveglianza sanitaria nel pieno rispetto dei protocolli di tutela anti-Covid siglati il 14 marzo scorso, formazione alle mansioni richieste e supporti alla mobilità, per consentire ai lavoratori di raggiungere le aziende di destinazione, ha dichiarato Pan.

Da Bucarest, oltre 15 mila stagionali rumeni nei campi italiani. Nel frattempo, Coldiretti informa che l’ambasciatore romeno in Italia George Bologan dà la disponibilità all’impiego dei suoi connazionali per la raccolta e i lavori nelle aziende agricole italiane. Pur evidenziando le difficoltà del momento e la situazione straordinaria legata all’emergenza coronavirus, ha confermato che “la Romania è accanto all’Italia e la disponibilità a venire incontro c’è” anche perchè “l’agricoltura resta un’opzione per chi cerca lavoro”. Sono circa 75mila lavoratori regolari che ogni anno arrivano dall’estero. La comunità  più numerosa è proprio quella rumena che supera 15 mila unità e fornisce anche la manovalanza specializzata in meccanica e manutenzione.

Proroga permessi di soggiorno fino al 15 giugno. In Italia il Ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova è intervenuto per prorogare i permessi di soggiorno per lavoro stagionale in scadenza al fine di evitare agli stranieri di dover rientrare nel proprio Paese proprio con l’inizio della stagione di raccolta nelle campagne. Secondo la circolare del Ministero degli Interni – spiega la Coldiretti – la proroga dura fino al 15 giugno e riguarda i permessi di soggiorno in scadenza dal 31 gennaio al 15 aprile ai sensi dell’articolo 103 comma 2 del D.L. 18. Inoltre, il decreto Cura Italia prevede che le attività prestate dai parenti e affini fino al sesto grado non costituiscono rapporto di lavoro nè subordinato nè autonomo, a condizione che la prestazione sia resa a titolo gratuito.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto/Coldiretti Veneto

Razze avicole autoctone venete, nati oltre 200 pulcini di anatra Germanata veneta e Mignon a Ceregnano (RO)

Oltre 200 pulcini di anatra Germanata veneta e Mignon sono nati sotto l’occhio vigile della telecamera – i tempi cambiano – presso l’azienda pilota e dimostrativa “Sasse Rami” di Veneto Agricoltura a Ceregnano (RO).

Un breve video sull’avvenimento é a disposizione sui profili Social Facebook, Twitter e YouTube dell’Agenzia, https://youtu.be/nVSogqOQqNY: dalla prima fase di schiusa, dove gli anatroccoli forano il guscio dell’uovo per muovere i primi passi ancora tutti bagnati; alle ore successive dove i pulcini appaiono già belli asciutti accolti in apposite cassette: sono di color marrone i pulcini di razza Germanata veneta, gialli quelli di razza Mignon; fino al loro trasferimento dall’incubatoio al caldo pollaio dove cresceranno. Le diverse fasi dell’evento, raccolte appunto in un breve video, testimoniano l’importanza dell’attività di conservazione delle razze autoctone venete, e quindi della biodiversità animale, a tutela del patrimonio avicolo, culturale e storico svolta nell’azienda dell’agenzia regionale.

In dettaglio. A Ceregnano vengono allevate e quindi conservate cinque diverse specie avicole suddivise in ben 15 razze autoctone: Pollo (Robusta Lionata, Robusta Maculata, Ermellinata di Rovigo, Pepoi, Polverara Bianca, Polverara Nera, Padovana, Camosciata, Padovana Dorata, Padovana Argentata); Anatra (Germanata veneta e Mignon); Faraona (Camosciata); Oca (Padovana); Tacchino (Comune Bronzato, Ermellinato di Rovigo). Per ogni razza avicola l’azienda “Sasse Rami” dispone di un gruppo di riproduttori composto da 60 capi. Per informazioni sull’attività di conservazione delle razze autoctone venete scrivere a: sasserami@venetoagricoltura.org, il personale di Veneto Agricoltura contatterà gli interessati.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Allarme agricoltura, Italia troppo dipendente da mais e soia esteri

È decisamente un passo avanti la firma dell’accordo quadro per il mais da granella di filiera italiana certificata avvenuta nei giorni scorsi, fortemente voluto da Compag, la Federazione Nazionale delle Rivendite Agrarie, e altre nove organizzazioni rappresentanti l’industria mangimistica italiana (Assalzoo), i produttori agricoli (Ami, Cia, Confagricoltura e Copagri), il mondo cooperativo (Aci), i settori di stoccaggio ed essiccazione (Aires), le ditte sementiere (Assosementi) e i Consorzi di Indicazioni Geografiche (Origin Italia) allo scopo di promuovere la coltivazione di mais in Italia favorendo i contratti di filiera per il mais destinato all’alimentazione animale.

L’Accordo quadro per il mais (valido per le politiche agricole 2020-22) rappresenta un primo passo verso la ripresa produttiva di questo prezioso cereale in Italia, ma è fondamentale che la filiera non venga lasciata sola in un momento così difficile. Se i Paesi a cui l’Italia è solita rivolgersi per il proprio approvvigionamento di mais destinato all’agricoltura e alla zootecnia dovessero decidere di sospendere tali forniture allo scopo di garantirsi un maggiore periodo di autonomia per sopravvivere all’isolamento imposto dall’attuale emergenza coronavirus, il nostro Paese si troverebbe ad affrontare una situazione senza precedenti, privo delle riserve di magazzino che gli consentirebbero di sostenere il settore zootecnico e, di conseguenza, l’approvvigionamento di prodotti animali sulle tavole degli Italiani. La zootecnia italiana è eccessivamente dipendente dall’importazione di mais e soia: se tale scenario si verificasse davvero – e si tratta di uno scenario assolutamente possibile – non saremmo in grado di sostenere il settore e le conseguenze sarebbero catastrofiche.

Importate il 50 per cento delle granaglie. Nella drammatica situazione contingente, però, non può bastare. “In un Paese che importa il 50% delle granaglie destinate all’alimentazione del bestiame –  afferma il presidente di Compag Fabio Manara – è fondamentale che il Governo comprenda quanto l’intero settore zootecnico sia a rischio, ora che le importazioni dall’estero sono rallentate dalle misure adottate dai vari Paesi per contenere il coronavirus (riduzione del personale viaggiante, quarantena per il personale che rientra da altri paesi, lungaggini alle frontiere ecc.), e che intervenga di conseguenza, offrendo tempestivamente degli incentivi agli agricoltori in modo che questi riprendano a coltivare i numerosi terreni abbandonati (perché non sufficientemente redditizi) riducendo così il gap delle importazioni almeno dal 50% al 30%. Se, con i dovuti incentivi da parte del Governo, gli agricoltori procederanno immediatamente alla semina, essi saranno già in grado di raccogliere a settembre. Non è troppo tardi, ma se ci lasceremo sfuggire quest’occasione non saremo in grado di avere approvvigionamenti fino al prossimo anno, decisamente troppo tardi”.

Fonte: Servizio stampa Compag

Rottamazione auto, prorogati i termini di presentazione domanda al 5 maggio 2020. Avviato anche un progetto di abbattimento immissioni inquinanti del trasporto pubblico.

A seguito dell’emergenza Covid-2019 e i conseguenti diversi provvedimenti emanati, la Regione Veneto ha deciso di prorogare la possibilità di presentare le domande per il bando per la rottamazione degli autoveicoli inquinanti di 30 giorni, fissando la scadenza al 5 maggio 2020. L’obiettivo è di non limitare la possibilità di partecipazione dei cittadini al bando in corso per la concessione di incentivi che possono arrivare fino a 4.500 euro per la rottamazione di veicoli inquinanti con conseguente acquisto di nuova auto.

Altra importante iniziativa per migliorare la qualità dell’aria. È stato approvato un bando che prevede la concessione di contributi per installare dei preriscaldatori sui mezzi di trasporto pubblico con l’obiettivo di abbattere le emissioni inquinanti. “L’iniziativa riguarda la conduzione di un’attività sperimentale – spiega l’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin – con il coinvolgimento delle società di trasporto pubblico operanti sul territorio regionale, volta a verificare la possibilità di abbattimento delle emissioni inquinanti nei motori a ciclo diesel utilizzati nel parco mezzi circolante. Si tratta di un’attività sperimentale nella quale sono coinvolte le società di trasporto pubblico operanti sul territorio regionale”.

Il bando prevede di assegnare un contributo economico alle aziende di trasporto pubblico che metteranno a disposizione alcuni loro mezzi, di varie classi emissive, per la sperimentazione. La Regione attribuirà un contributo pari a 2.500 euro per ciascun veicolo sottoposto a sperimentazione a ristoro dei costi che le aziende aderenti dovranno sostenere per l’acquisto e l’installazione dei preriscaldatori oltre ai costi per il trasferimento dei mezzi scelti verso i laboratori di ricerca che Arpav indicherà.

L’attività di sperimentazione, al fine di ottenere un congruo volume di dati, avrà una durata di diciotto mesi; entro i successivi sei mesi Arpav dovrà poi trasmettere la relazione con la valutazione sull’efficacia della installazione dei preriscaldatori sui veicoli. Le aziende di trasporto pubblico interessate potranno presentare istanza di contributo alla Direzione Ambiente della Regione del Veneto, fornendo un elenco indicativo dei mezzi disponibili alla sperimentazione.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Emergenza coronavirus, Zaia dichiara stato di crisi in Veneto per agricoltura e pesca

Nel Bollettino Ufficiale della Regione Veneto di ieri è stato pubblicato il decreto con cui il presidente della Regione Luca Zaia ha dichiarato lo stato di crisi per il settore primario in Veneto.

Il decreto, che sarà ratificato nella prima seduta utile della Giunta regionale (si prevede martedì 7 aprile), motiva la richiesta di ‘stato di crisi’ con la necessità di “limitare con tempestività gli impatti economici, sociali ed ambientali che l’emergenza del COVID-19 ha arrecato e continua ad arrecare al settore primario”. Il provvedimento specifica che la pandemia in corso, con le relative misure di contenimento e restrizioni, sta causando “rilevanti difficoltà per il settore primario, sia in termini di mancato raccolto dei prodotti stagionali, sia per l’assenza dell’importante canale distributivo al dettaglio, dell’Horeca e delle vendite dirette, che rappresenta un ambito fondamentale nei rapporti commerciali delle medie e piccole imprese, fulcro del sistema produttivo agricolo ed agroindustriale veneto”.

Con la dichiarazione di ‘stato di crisi’, la Regione Veneto chiede siano definiti “gli strumenti finalizzati alla resilienza e ripresa economica, nell’ambito delle disposizioni nazionali e comunitarie”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Emergenza nuovo coronavirus, bonus da 600 euro per i giornalisti autonomi, richieste fino al 30 aprile 2020

Nicola Chiarini

Bonus da 600 euro una tantum esentasse per il mese di marzo anche per i giornalisti autonomi iscritti alla Gestione separata dell’Inpgi. E’ il bonus previsto  dal decreto interministeriale, firmato dai ministri del Lavoro e dell’Economia che fissa le modalità di attribuzione del Fondo per il reddito di ultima istanza, istituito con il decreto legge ‘Cura Italia’, per i lavoratori autonomi iscritti alle casse private che hanno subito danni all’attività dalla diffusione del coronavirus.

Richieste da inoltrare fino al 30 aprile. «Lo stanziamento del bonus per il sostegno al reddito dei professionisti autonomi e precari iscritti agli istituti previdenziali privati è un importante segnale di attenzione nei confronti di lavoratori privi di adeguati strumenti di tutela. I limiti di reddito fissati per accedere al contributo di 600 euro permetteranno di soddisfare una platea ampia di giornalisti», osserva Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione nazionale della Stampa italiana. «Come auspicato dalla Fnsi – prosegue – il contributo statale sarà erogato attraverso l’Inpgi e le altre casse professionali e, aspetto non secondario, per un numero significativo di giornalisti andrà a sommarsi alle misure di sostegno già deliberate dallo stesso Inpgi. È un risultato importante per il cui raggiungimento è stato fondamentale il confronto costante fra la Fnsi e il governo».

Modalità. La richiesta va presentata via mail all’indirizzo Bonuscovid19@inpgi.it corredata di copia di un documento di identità valido e utilizzando il modulo scaricabile a questo link https://inpginotizie.it/wp-content/uploads/2020/03/DEF-modulo-richiesta-indennita-600-euro-emergenza-coronavirus-art-44-dl-18-2020-rivisto-GG-bis.pdf

Criteri. Due le platee che hanno diritto al bonus: chi nell’anno 2018 ha dichiarato un reddito annuo fino a 35.000 euro; chi ha guadagnato tra i 35.000 e i 50.000 euro annui e che nel primo trimestre 2020 (gennaio/marzo) abbia registrato una contrazione di reddito almeno del 33% rispetto al primo trimestre 2019. Il beneficio economico viene riconosciuto in presenza di regolarità contributiva.

Risultato. Commenta Nicola Chiarini, socio Argav, referente per il lavoro autonomo della giunta regionale del Sindaco giornalisti Veneto e componente del Comitato amministratore dell’Inpgi 2: «È un risultato notevole raggiunto grazie al confronto fondamentale fra Fnsi e Governo. Decisivo è stato il gioco di squadra anche con l’Istituto di previdenza che la scorsa settimana ha deliberato un primo pacchetto di 42 milioni di euro per il sostegno al reddito dei colleghi autonomi. A tal proposito ricordo che il bonus di 600 del Governo, laddove ci siano le condizioni, potrà essere accumulato con il contributo una tantum di 500 euro stanziato in autonomia dall’Inpgi».

Fonte: Sindacato Giornalisti del Veneto

Una montagna di aiuti per gli ospedali trentini, raccolta fondi organizzata da Ski Team Pinzolo

“La montagna non è solo nevi e dirupi, creste, torrenti, laghi, pascoli. La montagna è un modo di vivere la vita. Un passo davanti all’altro, silenzio tempo e misura”. A ricordare la frase dello scrittore Paolo Cognetti dedicata alla montagna è Massimo Cadorin, presidente dello Ski Team Pinzolo, che ha dato il via alla raccolta fondiUna montagna di aiuti per gli ospedali trentini” per aiutare concretamente i presidi ospedalieri di Trento, Rovereto, Arco, Tione, Cles, Borgo e Cavalese che combattono in prima linea per far fronte all’emergenza nuovo Coronavirus.

Un aiuto concreto. Spiega Cadorin: “Nell’attesa di tornare in pista, atleti, allenatori e dirigenti si sono attivati subito per sostenere chi sta lottando contro il coronavirus, non solo a parole, ma anche con fatti concreti. I fondi raccolti attraverso la campagna consentiranno di acquisire le forniture necessarie alle strutture per prendersi cura al meglio dei pazienti e per permettere agli operatori sanitari di proteggersi per proteggere. Attraverso la generosità e la solidarietà delle persone, oltre all’acquisto da parte degli ospedali dei materiali, si sosterrà l’Azienda Provinciale nell’erogare servizi sanitari per contrastare l’emergenza. Per questa importante iniziativa Ski Team Pinzolo si avvale del supporto di Kreston Rs come advisor internazionale, della esperienza e della piattaforma di Kobo Funds.

Per fare una donazione. Sulla piattaforma https://kobofunds.com/campaign/apss_trento, oppure con un bonifico bancario: IBAN IT 96 J 02008 01802 000102416554 intestato all’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento – Unicredit Banca. Causale: Una Montagna di aiuti per il coronavirus.

Tanti gli sportivi che con un video hanno sostenuto l’iniziativa: dallo sciatore Giorgio Rocca alla pattinatrice Cecilia Maffei, dal campione di motocross Alberto Forato, al pilota di MX Alessandro Lupino, dal ciclista campione del mondo su strada Francesco Moser, ai cestisti Giacomo Galanda e Davide Pascolo, fino al motociclista Marco Melandri. A testimonianza che la solidarietà nello sport non ha confini.

Fonte: Servizio stampa Ski Team Pinzolo

Opportunità per le imprese della Bassa Padovana, anche non agricole: oltre 130 mila euro alle attività artigianali, turistiche e di servizio, domande entro il 19 maggio 2020

Anche le imprese della Bassa Padovana che non svolgono attività agricola, rientranti nel territorio del Gal Patavino, possono chiedere contributi tramite il nuovo bando “6.4.2 – Creazione e sviluppo di attività extra-agricole in aree rurali”.

Gli investimenti che possono essere candidati sono di due tipi: interventi su immobili che ospitano l’attività di impresa, oppure attrezzature, dotazioni (sia hardware che software) necessarie per migliorare l’azienda. Nel caso di interventi sugli immobili, il contributo a fondo perduto è il 40% del costo sostenuto, mentre nel caso delle attrezzature la percentuale è del 35%. Una bella opportunità per chi ha investimenti in vista: le spese sono ammissibili dalla data di presentazione della domanda e gli interventi devono essere conclusi entro il 28 Febbraio 2021 per dotazioni e attrezzature, entro 31 Ottobre 2021 per ristrutturazione e ammodernamento degli edifici.

Le imprese che possono richiedere il contributo. Sono solo quelle che presentano un codice ATECO tra quelli elencati nel bando e riferiti all’artigianato, il turismo e il servizio (attenzione, fa riferimento il Codice ATECO primario). C’è tempo fino al 19 maggio 2020 per fare domanda di contributo, e le imprese interessate devono rivolgersi agli Sportelli unici agricoli dell’AVEPA o ad un Centro Autorizzato di Assistenza Agricola (CAA), per accreditarsi e accedere al sistema informatico che raccoglie le richieste di contributo.

Perché un bando per le imprese, in questo momento particolare di crisi eccezionale causata dall’emergenza sanitaria del corona virus? Ci risponde Federico Miotto, presidente del GAL Patavino: “Nonostante l’emergenza, i nostri imprenditori guardano avanti e hanno fiducia, continuando a investire. Avevamo già programmato l’uscita del bando e, sentite anche le Associazioni di Categoria, lo abbiamo rinnovato. Con la passata edizione abbiamo assegnato 77.000 euro di contributi a imprese locali, ora rendiamo di disponibili oltre 130.000 euro. È una bella opportunità, una impresa può ottenere fino a 40.000 euro di contributo per i suoi investimenti”. Tutti i bandi del GAL sono disponibili sul sito web www.galpatavino.it alla sezione bandi pubblici. Gli uffici del GAL, inoltre, sono a disposizione per tutte le informazioni e-mail: servizio.tecnico@galpatavino.it.

Fonte: Servizio stampa Gal Patavino

Lutto in casa Argav, è mancato il collega Giuseppe Lorenzoni

(di Clara Grossi, giornalista di Rovigo socia Argav). Argav perde un amico, una voce importante delle problematiche agricole: si è spento domenica sera, 29 marzo, il collega socio Argav Giuseppe Lorenzoni, conosciutissimo in Veneto e fuori regione come esperto e qualificato agronomo, figlio dell’indimenticato Rodolfo, avvocato.

Nella sua lunga ed intensa attività ha avuto importanti riconoscimenti dagli studi, dalle ricerche effettuate, dagli articoli apparsi su riviste qualificate che sono sempre risultati molto utili per la salvaguardia delle piante autoctone e per lo studio dell’ambiente. Presidente provinciale dell’Ordine degli Agronomi, consulente per il tribunale di Rovigo, insegnante alla scuola per periti agrari di Sant’Apollinare, molto vicino al mondo delle cooperative agricole, alla stalla sociale Sant’Antonio e a molte altre aziende del settore agricolo, socio del Lion club di Rovigo.

Il saluto del Presidente Fabizio Stelluto. “Giuseppe Lorenzoni era da moltissimi anni nostro socio, ha sempre dimostrato una grande sensibilità per le tematiche ambientali ed ha seguito con continuità i nostri incontri e i nostri dibattiti, partecipando attivamente al confronto e alle decisioni nelle materie che a lui stavano molto a cuore”.

Tutta la grande famiglia Argav si unisce al dolore della moglie Manuela Casotto, dei figli Rodolfo ed Eugenia e quando sarà possibile ritrovarci come associazione, sapremo trovare il modo più idoneo per ricordare un socio veramente speciale.

 

Via libera regionale alle aziende agrituristiche per la consegna di prodotti agricoli e pasti a domicilio

Le aziende agrituristiche e quelle autorizzate alla vendita diretta dei prodotti coltivati in proprio possono effettuare le consegne a domicilio delle spese e dei pasti preconfezionati. Ad annunciarlo è l’assessore al turismo della Regione del Veneto, Federico Caner, dopo la comunicazione ufficiale alle organizzazioni delle categorie agricole che avevano manifestato la propria disponibilità a effettuare tale attività, che, in considerazione dell’emergenza creata da Covid-19, le consegne sono ammesse.

Servizio e opportunità nel contempo. “È un servizio utile per i cittadini e un’opportunità di lavoro preziosa per molti produttori veneti, nel pieno rispetto delle limitazioni imposte per il contenimento del contagio – precisa l’assessore –. Da una parte le famiglie avranno un’opportunità ulteriore di approvvigionarsi di alimenti e pasti senza muoversi di casa, dall’altra le nostre aziende agricole potranno distribuire i prodotti coltivati che altrimenti finirebbero al macero, evitando uno spreco inconcepibile, ancor più di questi tempi di difficoltà e ristrettezze economiche”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto