• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Lavori agricoli stagionali, convergenza unanime in Veneto su Incontralavoro agricoltura, in attesa di forme contrattuali temporanee semplificate

Pace fatta tra Confagricoltura, Cia e Agri Veneto e Regione Veneto, rea quest’ultima di aver siglato pochi giorni fa un protocollo con la sola Coldiretti Veneto finalizzato al reperimento di lavoranti agricoli stagionali. Il risultato dell’accordo si chiama “IncontroLavoro Agricoltura”, piattaforma veneta di incrocio tra domanda e offerta di lavoro per reperire manodopera per campi, serre e aziende agricole, accessibile da questo link.

A gestirla sarà l’ente strumentale Veneto Lavoro, attraverso i 39 Centri per l’impiego, che fanno intermediazione tra le offerte di lavoro delle aziende e le candidature dei disoccupati iscritti e dei cassaintegrati, nonché studenti e pensionati. Veneto Lavoro farà la preselezione dei candidati e invierà alle imprese interessate le disponibilità dei singoli, con relativo curriculum (caricato su Cpi online). Gli enti bilaterali accreditati o autorizzati collaboreranno all’incontro tra domanda e offerta, offrendo garanzie sul rispetto delle norme contrattuali e dei requisiti di sicurezza per i lavoratori, la formazione minima necessaria, e sulla disponibilità di servizi di trasporto per raggiungere le sedi di lavoro.

Centinaia le offerte di lavoro. La piattaforma è stata presentata ieri dall’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan, insieme al direttore di Veneto Lavoro Tiziano Barone; hanno partecipato i presidenti regionali di Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Agriveneto, Confcooperative e Legacoop e i rappresentanti dei tre sindacati di categoria Andrea Gambillara (Flai Cgil), Andrea Zanin (Fai Cisl) e Giuseppe Bozzini (Uila Uil). “La registrazione di offerte di lavoro è già iniziata – ha anticipato Barone – L’ente bilaterale veronese Agri Bi ha già segnalato 250 richieste di lavoro da parte delle aziende, e il portale online di Veneto Lavoro ha già raccolto centinaia di domande da parte di aspiranti braccianti agricoli”. “Ringrazio tutte le categorie professionali e le organizzazioni sindacali per la condivisione e il sostegno dato a questa iniziativa-pilota – ha sottolineato l’assessore Pan – che ha potuto prendere forma grazie al protocollo regionale sul lavoro in agricoltura e di contrasto al caporalato siglato il 21 maggio dello scorso anno con le organizzazioni datoriali e le parti sociali, Inps e Anpal”.

Nuove tipologie di contratti. Nei prossimi giorni Pan incontrerà le ministre all’Agricoltura e al Lavoro per “sollecitare strumenti contrattuali facilitati e snelli, che consentano ai lavoratori occasionali di non fare ‘cumulo’ con ammortizzatori sociali o altri redditi di assistenza, e nel contempo evitino alle aziende procedure complesse e onerose, insostenibili in questa fase di crollo dei prezzi di raccolta. Se non sarà possibile ripristinare i voucher semplificati, si definiranno altre forme di contratto occasionale e temporaneo. Ma chiediamo anche ai sindacati di farsi parte dialogante e di cogliere la straordinarietà del momento e la necessità di offrire alle categorie più deboli, in via temporanea, una opportunità di impiego e di integrazione al reddito, nel pieno rispetto della dignità e dei diritti dei lavoratori e delle esigenze operative delle imprese”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Gli agricoltori di Coldiretti rispondono all’appello del Parco Faunistico Valcorba, portando quintali di frutta e verdura. Fieno, invece, per cammelli, pony e lama del circo bloccato a Rovigo.

Da Padova a Pozzonovo il furgone degli agricoltori di Coldiretti ha trasportato i primi 25 quintali di frutta e verdura per sfamare gli animali del Parco Faunistico Valcorba di Stroppare. Il  pronto intervento  prevede una seconda consegna oggi pomeriggio, per continuare ad assicurare il pasto a giraffe, scimpanzé, mandrilli, suricati e altre specie esotiche ospiti dello zoo.

Pronto intervento. A 24 ore dall’appello lanciato dai gestori dell’area protetta, gli operatori agricoli di Coldiretti Padova hanno raccolto asparagi, biete, zucche, pere, mele, arance, limoni e fragole, quest’ultime molto gradite dalla comunità delle scimmie, mentre le giraffe hanno gradito molto l’insalata di Lusia tra l’altro Igp. Da questa località è in partenza una seconda fornitura dello stesso quantitativo oggi pomeriggio. Sempre in provincia di Rovigo, Coldiretti Veneto segnale la solidarietà degli imprenditori agricoli polesani che hanno donato un carico di fieno al Circo Busnelli-Niuman bloccato da due mesi a Borsea con cavalli, pony, cammelli e lama.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

 

Emergenza nuovo coronavirus. Il Parco Faunistico Valcorba di Pozzonovo (PD) lancia un appello: “Abbiamo bisogno di frutta e verdura per gli animali”

Il collega e consigliere Maurizio Drago ci informa che anche lo zooparco Valcorba di Pozzonovo (PD) risente dell’emergenza nuovo coronavirus. Doveva aprire i battenti ai primi di aprile, rimane invece chiuso come moltissime altre strutture
Le oltre 90 specie di animali dello zoo stanno bene, vengono seguiti ogni giorno da curatori e veterinari. Ma dalla direzione del parco faunistico arriva la richiesta di frutta e verdura per le centinaia di animali erbivori. “Per quanto riguarda le forniture, la vera difficoltà riguarda la reperibilità dei prodotti vegetali freschi di cui abbiamo bisogno tutti i giorni e dei quali è ora molto faticoso approvvigionarsi, data la situazione”, è l’accorato appello del direttore dello zooparco Andrea Mazzonetto.
Di solito la merce ortofrutticola veniva prelevata dalle giacenze, dal surplus dei magazzini generali e ortomercati. Purtroppo il blocco coronavirus rende tutto estremamente più difficile. Ma le scimmiette, i lemuri e tante altre specie di animali  hanno bisogno di frutta fresca e verdure. “Se qualcuno avesse la possibilità di fornirci frutta e verdura invenduta o volesse semplicemente aiutarci, questo sarebbe senza dubbio un modo utile e apprezzato! Il nostro zoo è un’impresa privata e dipendiamo esclusivamente dalle entrate dei visitatori, quindi la speranza è di riaprire quanto prima, ovviamente in  massima sicurezza. Per gli animali carnivori possiamo contare su scorte sufficienti per le prossime settimane, così pure per il fieno, ci manca solo frutta e verdura fresche” continua Mazzonetto. Che aggiunge: “Ci teniamo a dire che la priorità a qualunque donazione va agli ospedali e a tutti gli enti che si impegnano ogni giorno per la salute dei cittadini. Altro appello che ci sentiamo di fare al pubblico: acquistare dei biglietti sul nostro sito per utilizzarli alla riapertura e vivere finalmente nuove giornate serene e  spensierate in mezzo alla natura”. Ulteriori informazioni: www.parcovalcorba.com tel.0429-773055 (parco), 049-605820 (amministrazione).

Lavori stagionali in agricoltura. L’accordo tra Regione Veneto e Coldiretti per agevolare l’incontro tra domanda e offerta fa insorgere Confagricoltura, Cia e Agri Veneto: “«La Regione Veneto ha perso ruolo super partes, tanto più grave in un momento di crisi come questo”

Appena il tempo per Giuseppe Pan ed Elena Donazzan, rispettivamente assessori regionali all’Agricoltura e al Lavoro, di gioire per la firma in teleconferenza del protocollo che potenzia il raccordo tra il portale online regionale Clic Lavoro Veneto e la banca dati di Coldiretti “Jobincountry” per agevolare il reclutamento di lavoratori stagionali, che le altre associazioni di categoria – Confagricoltura Veneto, Cia Veneto e Agri Veneto – sono insorte esprimendo “stupore e sconcerto per l’accordo firmato dalla regione con la sola Coldiretti”.

L’alzata di scudi. “La Regione ha perso la sua neutralità e il suo ruolo super partes, che dovrebbe essere garantito in ogni momento, ma soprattutto in questa fase di emergenza dovuta al coronavirus”, hanno dichiarato in una nota unitaria Gianmichele Passarini, Lodovico Giustiniani e Doriano Annibale, rispettivamente presidenti regionali di Confagricoltura Veneto, Cia Veneto e Agri Veneto. Continua la nota: “La mancanza di manodopera stagionale in agricoltura è conclamata, sono settimane che lanciamo l’allarme, l’idea di questo patto nel quale coinvolgere Veneto Lavoro è nata proprio in seno al Tavolo Verde al quale hanno partecipato tutte le associazioni; tutte hanno portato il proprio contributo, le proprie idee e messo a disposizione le rispettive strutture. Ma si vede che per la Regione questo non è importante: si firma con una parte sola e poi, con “magnanimità”, si assicura che si estenderà «l’accordo con la banca dati di Veneto Lavoro a tutte le organizzazioni del mondo agricolo». Ci spiace, ma non è un atteggiamento accettabile e corretto, non è una gara ad essere i primi della classe“. Cia, Confagricoltura e Agri del Veneto assicurano che continueranno a lavorare come prima e più di prima per cercare «soluzioni che vadano a vantaggio di tutti, per non creare agricoltori di serie A e di serie B. “Certamente – concludono nella nota – cambieranno i rapporti con la Regione Veneto, la cui scelta di parte non trova nessuna giustificazione se non in un grave errore commesso nella concitazione di questo momento”.

A buttare acqua sul fuoco è l’assessore Elena Donazzan. “Nessuna volontà di non tenere unito il mondo agricolo. Riconosciamo l’importanza di tutte le associazioni del primario, che svolgono un lavoro egregio nella rappresentanza delle loro differenti specificità, e che fin dall’inizio di questa emergenza sanitaria ed economica hanno segnalato opportunamente l’esigenza di un raccordo tra il settore del lavoro e quello dell’agricoltura”. “Gli strumenti previsti – chiarisce Donazzan – sono a disposizione dell’intero comparto. L’agricoltura in questo momento può rappresentare una delle poche occasioni di impiego, in particolare nei lavori stagionali. Lavori che, per quanto occasionali e temporanei, necessitano per sempre di formazione, come ben sottolineato dal collega Pan e da tutte le componenti del Tavolo verde. Il protocollo di oggi non è altro che l’aggiornamento di uno strumento creato da Coldiretti nel 2014, come banca dati delle professioni agricole, a seguito dell’esigenza maturata durante gli anni della crisi 2011-13 e che l’assessorato al lavoro della Regione Veneto ha subito colto e valorizzato, ritenendolo un metodo corretto di lavoro per l’incontro tra domanda e offerta per filiere specifiche. Il portale di Veneto Lavoro è, infatti, generalista e universale – precisa Donazzan – E l’idea di farlo diventare anche una interfaccia di specifici settori, in primis quello agricolo, è una richiesta espressa da tutte le diverse componenti del Tavolo Verde: idea che ho condiviso con il collega Giuseppe Pan e che, grazie anche a questi anni di sperimentazione incrociata con la banca dati nazionale delle professioni agricole gestita da Coldiretti, dimostra di avere tutte le potenzialità per essere da subito una piattaforma di intermediazione e formazione a valenza regionale, in collaborazione con tutte le associazioni di categoria e di sindacato del mondo agricolo”.

L’accordo siglato. Prevede che in Veneto le imprese del primario interessate possono pubblicare nel portale online Clic Lavoro Veneto le loro offerte di lavoro e i candidati possono inserire il loro curriculum. Coldiretti Veneto, da parte sua, ha implementato lo strumento per l’intermediazione tra domanda e offerta di lavoro denominato “Job in Country” afferente alla Confederazione Nazionale Coldiretti. La Regione, inoltre, con il supporto della Direzione Lavoro e di Veneto Lavoro, promuoverà appositi “recruiting day” stagionali presso i Centri per l’Impiego, organizzati sulla base delle specifiche necessità territoriali nei periodi di maggiore richiesta di lavoro agricolo. Durante questi eventi le persone in cerca di lavoro potranno incontrare le imprese del territorio e sarà possibile incrociare i curricula dei candidati con le richieste delle aziende favorendo l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Il portale Clic Lavoro Veneto, in collegamento con il portale di Coldiretti “Jobincountry”, offrirà maggiore visibilità ai curricula e alle offerte di lavoro pubblicate sul portale nazionale di categoria. Coldiretti si impegna a promuovere i servizi offerti dai Centri per l’Impiego nei confronti delle aziende del settore agricolo. La Regione, dal canto suo, oltre a condividere la propria banca dati del lavoro con Coldiretti, si impegna a promuovere percorsi formativi regionali che assicurino un’adeguata risposta ai fabbisogni in termini di competenze, soprattutto in riferimento a quelle connesse all’innovazione nel primario.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto, Confagricoltura Veneto, Cia Veneto, Agri Veneto

Riaperta al pubblico la vendita nei garden, finito il tiremmolla tra ordinanze regionali e nazionali

Da ieri i garden e le imprese florovivaistiche hanno riaperto i cancelli al pubblico. Lo annunciano Coldiretti e Confagricoltura Veneto, affermando che, con l’ordinanza di ieri del governatore Luca Zaia, è stato ridato il via libera alle manutenzioni del verde e alla vendita al dettaglio di piante e fiori nei vivai, come prevedevano di fatto i decreti del Governo, che non hanno mai vietato la vendita diretta di fiori e piante nelle serre.

Tanta confusione. Ora per le aziende del settore si apre la possibilità di una ripresa in un periodo centrale dove si concentra il  70% della produzione. Coldiretti Veneto sottolinea che il comparto è tra i più colpiti a causa dell’emergenza sanitaria: “Tuttora non c’è garanzia di alcun risarcimento né le misure indicate sono all’altezza della sofferenza economica sopportata dalle imprese”. Confagricoltura afferma: “È meglio farsi mandare una visura camerale dal proprio commercialista, in modo da mostrare il codice dell’azienda in caso di controlli. La confusione fatta è stata tanta. Molte, infatti, le telefonate dei cittadini che chiedono se i garden sono aperti per l’acquisto di piantine da orto”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti e Confagricoltura Veneto

 

Emergenza nuovo coronavirus, nei laboratori della Fondazione Edmund Mach (TN) parte l’analisi dei tamponi a supporto della sanità trentina

Fondazione Edmund Mach

In relazione all’emergenza Covid-19 la Fondazione Edmund Mach di Trento e l’Azienda provinciale per i Servizi Sanitari di Trento hanno sottoscritto e reso operativo un accordo di collaborazione tecnologica con il quale l’ente di San Michele contribuisce a potenziare la capacità produttiva giornaliera diagnostica sui tamponi.

Il protocollo, firmato dai direttori Mario Del Grosso Destreri e Paolo Bordon, si affianca alla collaborazione già iniziata nelle scorse settimane, concretizzatasi con la fornitura da parte di FEM di dispositivi tecnologici che consentono di velocizzare l’estrazione dell’ Rna del virus dai tamponi. L’attività analitica che verrà svolta a San Michele, vede coinvolti ricercatori, tecnologi e tecnici dei laboratori di genetica della conservazione, biologia computazionale con la piattaforma di sequenziamento, nutrizione e nutrigenomica ed ecologia applicata, per effettuare le analisi in stretto raccordo con il Laboratorio di microbiologia e virologia dell’Ospedale S. Chiara. Un vero e proprio sforzo collettivo del Centro Ricerca e Innovazione FEM che analizzerà l’RNA estratto presso APSS per confermare la positività o la negatività dei tamponi che verranno restituiti alla stessa Azienda Sanitaria per la validazione finale dei risultati del test.

A servizio dell’emergenza. “Nell’arco di pochi giorni – spiega il direttore generale Del Grosso Destreri- sono stati compiuti in FEM notevoli sforzi per convertire tecnologie e tecniche finalizzate ad attività di ricerca in ambiti differenti e metterle a servizio dell’emergenza che il territorio sta affrontando. Ringrazio, pertanto, tutti i colleghi che hanno messo impegno e passione fuori dal comune per rendere possibile tutto questo”. Paolo Bordon, direttore APSS: “Dobbiamo ringraziare FEM per aver accolto l’appello a collaborare al contenimento della diffusione del virus Sars-Covid-2. Dopo aver messo a disposizione della nostra microbiologia un macchinario per la lettura dei tamponi ora si è resa disponibile ad analizzare i campioni nel proprio laboratorio aumentando così la capacità diagnostica nella nostra provincia. Con questo rinforzo potremo ampliare ulteriormente il numero di campioni letti con una migliore capacità di risposta nel monitoraggio degli operatori impegnati nei servizi essenziali”.

Fonte: Servizio stampa Fondazione Edmund Mach

Festività pasquali, i suggerimenti di lettura, liberamente accessibili on line, de La Biblioteca La Vigna su biodiversità, meccanizzazione del raccolto, le piante medicinali nell’illustrazione botanica

In questo periodo stiamo riscoprendo un po’ tutti il piacere di leggere. A questo proposito, la Biblioteca La Vigna, Centro di cultura e civiltà contadina, propone degli spunti di approfondimento tratti dal loro sito, tutti liberamente accessibili, che vi proponiamo per le festività pasquali.

Buona lettura e buona Pasqua a tutti!

Biodiversità. Sentiamo spesso parlare di “recupero della biodiversità”, un’azione che genera una riscoperta e un arricchimento. In agricoltura, nell’ultimo secolo, la biodiversità ha lasciato il passo alla semplificazione delle varietà genetiche. Se un tempo nelle aziende agricole si coltivavano pochi alberi di diverse varietà, oggi si prediligono coltivazioni intensive di un numero limitato di specie, quelle che sono maggiormente richieste dal mercato. Ma non è tutto perduto. Ci sono enti, associazioni e singole persone che da anni si stanno impegnando a recuperare le antiche varietà agricole della nostra terra, salvaguardando una parte della storia dei nostri antenati. Alla luce del Progetto BIONET, che vede impegnata la Biblioteca in collaborazione con Veneto Agricoltura, riproponiamo di leggere il numero 21 de “La Vigna News” dove è documentata la salvaguardia delle antiche varietà di mele e pere che viene attuata in Veneto e, in particolare, nel Vicentino.

La meccanizzazione del raccolto. Una delle operazioni fondamentali in agricoltura è il raccolto: è il frutto dell’impegno e delle cure che i contadini hanno dedicato durante l’anno alle coltivazioni e da esso dipende il loro reddito e il loro benessere. È per questo che l’uomo ha sempre riservato molta attenzione al raccolto e, quando sono stati disponibili, ai mezzi meccanici che potessero semplificare una fase così importante e delicata del lavoro agricolo. Alla luce del progetto ALMA che  vede impegnata la Biblioteca nella valorizzazione dell’archivio storico della ditta di macchine agricole Laverda di Breganze (Vi), riproponiamo la lettura del n. 29 de “La Vigna News”, dedicato al tema della meccanizzazione del raccolto tra Ottocento e Novecento.

Illustrazione botanica – Le piante medicinali. Fin dalla preistoria gli uomini hanno scoperto molti rimedi botanici per le affezioni di cui soffrivano. Quando si affermarono le prime tradizioni scritte, si sentì la necessità di trasmettere le conoscenze mediante manoscritti e poi libri a stampa che mostravano in alcuni casi l’illustrazione delle piante medicinali. Questi testi servivano a comprendere le virtù delle piante e a riconoscerle per non confondere quelle benefiche con quelle tossiche. Questa settimana vi proponiamo la lettura dell’e-book che il prof. Francesco Mezzalira ha messo a disposizione nel sito della Biblioteca dopo una conferenza  sull’illustrazione delle piante medicinali tenutasi nella nostra sede.

Fonte: Biblioteca La Vigna

 

 

 

Covid-19, anche la pesca veneta “getta l’ancora”. L’appello è di comprare pesce italiano e locale.

Le prime elaborazioni effettuate da Veneto Agricoltura attraverso il suo “Osservatorio Socio Economico della Pesca” fanno emergere, con chiarezza, la grave situazione di crisi che sta affrontando la pesca regionale a causa dell’emergenza Covid-19.

Per il mercato ittico di Chioggia, sicuramente rappresentativo della situazione regionale e non solo, i dati produttivi del mese di marzo 2020 evidenziano una contrazione, rispetto a marzo 2019, del valore della produzione locale di quasi il -61%, mentre in termini di quantità la diminuzione è stata del -49%. Del -40% è il decremento anche dei transiti dall’estero, sia in valore che in quantità, mentre quelli nazionali segnano un -56% circa.

La chiusura del canale HORECA (hotel, ristorazione e catering) ha provocato una forte depressione della domanda di prodotti ittici, tanto che in Veneto alcuni mercati lavorano a giorni alterni e molte imprese sono ricorse al fermo pesca facoltativo, permesso dal decreto legge n.18 del 17 marzo 2020. Ricordiamo che per alcuni comparti ittici, in una regione a forte vocazione turistica come il Veneto, l’HORECA arriva a rappresentare fino all’80% degli sbocchi commerciali. A questo si aggiunge la modifica dei comportamenti di acquisto da parte del consumatore che, in questo periodo, predilige GDO e acquisti concentrati; diverse barche dello strascico hanno così dovuto bloccare temporaneamente le attività, mentre i pescherecci veneti dei Consorzi Gestione Vongole si sono orientati per un fermo temporaneo dal 14 marzo al 30 giugno. La piccola pesca artigianale e qualche peschereccio continuano a lavorare rifornendo parzialmente i mercati che, in una situazione così precaria, rispondono con forti oscillazioni dei prezzi. Da non dimenticare infine le produzioni da allevamento tipiche regionali, come i mitili, che giungeranno a maturazione tra pochi giorni: non avranno un mercato di sbocco e si rischia l’eccesso di offerta, dovendo gli impianti essere liberati.

Comprare locale. Se la raccomandazione al consumatore in questo periodo eccezionale per tutto l’agroalimentare è “compra italiano”, l’appello ancora più accorato per i prodotti ittici, che immaginiamo verranno cercati in questo periodo pasquale, è quello di comprare locale. Un gesto che può concretamente aiutare la filiera a risollevarsi e alle barche di tornare in mare, anche perché, è bene ricordarlo, le pescherie al minuto sono aperte offrendo varie specie di ottimo pesce fresco e stagionale.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

Aree rurali punto di ripartenza ai tempi di Covid-19, insieme a innovazione, formazione, lotta al cambiamento climatico e ridefinizione degli obiettivi strategici. La riflessione del CdA VeGal.

Alekos Biancolini (da “Veneto Orientale: un racconto presente”)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una riflessione condivisa da Domenico Favro (presidente), Giampietro Orlandi (vicepresidente), Loris Pancino, Simone Pivetta e Alberto Teso (CdA) e Giancarlo Pegoraro (direttore) di VeGal.

L’emergenza epidemiologica di questo avvio 2020 è destinata a lasciare un segno importante. Cambieranno gli scenari, il territorio e le nuove priorità.

Certamente la nostra priorità va, oggi, ad affrontare tutti insieme l’emergenza e a limitare il più possibile la diffusione del contagio, con un pensiero emozionato e di rispetto alle vittime di questa prima violenta fase di diffusione e a chi sta lottando e lavorando, pazienti e lavoratori: immediatamente e visto il nostro ruolo, il pensiero e il nostro massimo impegno va allo stesso tempo per prepararci ai nuovi scenari, per i quali proponiamo alcune prime riflessioni.

La nostra area rurale, metropolitana e costiera, che da sempre ha perseguito una via per uno sviluppo integrato – ossia non appoggiato ad un unico comparto economico – si è dimostrata corretta. Dipendere da un unico settore, che possa entrare in crisi, per una qualsiasi causa, è molto rischioso. Ci stiamo dimostrando resilienti, come Veneto orientale, ma più in generale come area rurale. Le aree rurali possono offrire un gancio alle città. Non solo: in questo momento di difficoltà che le aree costiere subiscono per un’economia fortemente centrata sul turismo, l’entroterra può costituire un punto di ripartenza, con le sue risorse multiculturali, ambientali e storiche, anche per andare oltre una stagionalità ristretta che evidentemente si dimostra sempre più rischiosa.

Dobbiamo innanzitutto imboccare, davvero, una via sostenibile. La correlazione tra diffusione del virus, inquinamento e cambiamento climatico è sempre più evidente nella letteratura scientifica. Serve un cambio di passo. Il Green deal (Patto verde) lanciato a dicembre 2019 dalla Commissione europea, ci ha lasciato troppo indifferenti. Si tratta della più grande sfida mondiale al clima: dobbiamo davvero adoperarci al massimo per rendere il nostro continente “carbon neutral” entro il 2050. Anche prima. Dobbiamo contenere il target dei 2°C, se non quello di 1,5°C. Riduzione dei consumi. Elettrificazione. Riduzione dell’inquinamento. Miglioramento degli standard degli edifici. Riduzione della mobilità e telelavoro. Cambio degli stili di vita. Sistemi produttivi meno impattanti. Riduzione dei rifiuti. In sintesi: lotta al cambiamento climatico. Ma una lotta vera, non solo attraverso sottoscrizione di protocolli e impegni generici. Il virus non ci faccia dimenticare le recenti devastazioni: la tempesta Vaia del 2018 e le alluvioni del 2019.

Economia: nonostante il più resiliente approccio integrato ed intersettoriale, è evidente allo stesso tempo che il territorio dovrà accompagnare la transizione dei settori più immediatamente e fortemente colpiti da questo cambiamento. Turismo, commercio e settore culturale innanzitutto. Ma anche alcune categorie all’interno di settori meno colpiti, come l’agroalimentare ad esempio o i servizi. Oltre a tutti gli altri, colpiti comunque da una carenza di liquidità. Questi settori devono immediatamente introdurre innovazione, nuovi modelli e progetti in grado di permettere alle imprese di essere competitive anche nei nuovi scenari. Occorrerà abbandonare vecchi modelli e aiutare ad introdursi in nuovi mercati. Il cambiamento non può più essere graduale, ma va introdotto oggi, diciamo da maggio 2020, fin dall’inizio di una “riapertura” che sarà progressiva.

Occupazione: collegato al tema dell’economia e ai cambiamenti che le imprese dovranno affrontare, sarà fondamentale accompagnare il sistema formativo verso le nuove sfide, per i giovani, ma non solo. Nuove tecnologie, nuovi strumenti e nuove metodologie. Serve un piano formativo. Una sfida comune. Fondamentale per il nostro territorio, anche per i numerosi addetti stagionali.

Si tratta di sfide che richiedono un cambio di passo. VeGAL c’è. Abbiamo accompagnato insieme ai nostri associati il territorio nell’ultimo quarto di secolo, portando circa 100 milioni di euro di finanziamenti comunitari, che stimiamo abbiamo sviluppato almeno un indotto quattro volte superiore, con oltre 600 progetti realizzati o finanziati. Serve una collaborazione rafforzata Comuni-Città metropolitana-Regioni (al plurale: siamo area di confine, tra Veneto, FVG e Slovenia), oltre che con Stato-UE. E’ il nostro ruolo. Per questo nascono i GAL.

Servirà uno sforzo comune per rivolgere l’attenzione di tutti, verso progetti efficaci. È giunto il momento di fare una riflessione, vera, su tutto ciò che stiamo facendo e su tutto ciò che ci accingiamo a fare: è davvero strategico? Contribuirà davvero a migliorare i nostri standard? Certamente alcuni progetti andranno ridiscussi. Le regole in cui ci muoviamo andranno davvero semplificate: servono strumenti straordinari, che non si possono realizzare con procedure ordinarie, che tutti sappiamo essere rallentanti, demotivanti, costose, non sempre necessarie e chiare. Riusciremo davvero e finalmente ad introdurre una semplificazione?

Raccogliamo i pensieri e prepariamoci. Chiediamo a tutti – scienziati, esperti, imprenditori e politici – di mettere a disposizione idee, stimoli e riflessioni. Condividiamole e ri-partiamo.

 

Florovivaismo, nel Padovano un’orchidea in omaggio a 1500 famiglie e attivata una rete on line per la consegna a domicilio. Regione Veneto conferma la possibilità di curare il verde.

Oggi, giovedì 9 e domani, venerdì 10 aprile, la floricolutura Menin di Carceri, in provincia di Padova, consegnerà alle famiglie del paese (1500 abitanti) le orchidee Phalaenopsis di loro produzione come dono pasquale, in segno di speranza e rinascita.  “Suoneremo il campanello e, senza attendere risposta, lasceremo le piante sul cancello, rispettando così tutte le norme di sicurezza. Il nostro augurio è che il colore dei nostri fiori illumini un poco questi giorni bui”.

Confagricoltura Veneto spera nel buon senso per il prossimo Dpcm e per l’ordinanza regionale. Dall’inizio dell’emergenza Covid-19, la floricoltura Menin, leader in Italia nella produzione delle orchidee Phalaenopsis, 2,5 milioni di piante prodotte ogni anno in 60.000 metri quadrati di serre e distribuite dai grossisti nelle fiorerie e nei garden di tutta Italia, ha mandato al macero migliaia di orchidee, con enormi perdite di fatturato ogni settimana.“Anche in questo momento difficilissimo le nostre aziende dimostrano di avere una grande capacità di reagire e un cuore grande – applaude Michele Barbetta, presidente di Confagricoltura Padova, che ha l’azienda agricola a Carceri -. Ora ci aspettiamo però anche il buon senso nel prossimo Dpcm e nelle ordinanze regionali, che devono tornare a consentire la vendita dei prodotti florovivaistici in punti vendita autonomi. Lasciare aperti solo gli angoli verdi dei supermercati, come ha stabilito l’ultima ordinanza Zaia, e vietarlo a garden e vivai, che lavorano in grandi spazi aperti e con clientela frazionata, non ha alcun senso e comporta un danno enorme per tutta la categoria. La vendita online, poi, ci porta più lavoro di spostamenti che reddito”.

Nell’online credono invece le aziende florovivaistiche padovane associate a Coldiretti. Diego Masaro, imprenditore di Legnaro nonché presidente della consulta florovivaistica di Coldiretti Padova, ha lanciato l’idea di fare squadra e mettere in rete le aziende padovane organizzate con la vendita a distanza e la consegna a domicilio. L’elenco delle aziende è pubblicato e aggiornato sul sito web di Coldiretti Padova, a questo indirizzo https://padova.coldiretti.it/news/fiori-a-casa-tua/. “I clienti ci possono contattare telefonicamente o via mail, siamo pronti a rispondere e a consegnare al più presto i nostri prodotti freschi”, afferma Masaro. Con 450 aziende su 1.487 Padova è leader del settore florovaistico veneto che, nonostante il calo strutturale delle imprese, aveva registrato una sostanziale tenuta della produzione, il cui valore è di circa 215 milioni di euro con un patrimonio di 1,6 miliardi di piantine. In provincia di Padova, dove il florovivaismo è diffuso nel distretto di Saonara come in diversi centri della Bassa Padovana, le aziende fatturano poco meno di 80 milioni di euro. La produzione di fiori e piante vale in Veneto circa 52 milioni mentre quella vivaistica è a 29 milioni e il servizio di sistemazione di parchi e giardini offerto dalle imprese vale 126 milioni.

C’è il via regionale alla cura del verde. Arriva dalla Regione Veneto la conferma dell’interpretazione normativa sostenuta da Coldiretti in merito alla cura del verde. Le imprese agricole e florovivaistiche che si occupano del green pubblico o privato possono continuare a svolgere regolarmente l’attività in quanto tale possibilità è data dal quadro normativo ordinario nell’ambito agricolo (Codice Ateco 01) per cui la cura del verde risulta essere una attività connessa che non è sospesa dalla normativa statale per il contenimento del Covis19. In merito al nuovo decreto, tra l’altro non ancora pubblicato e che non parla di risarcimenti, Coldiretti Veneto giudica troppo breve il termine di 6 anni per la restituzione dei prestiti ed esprime preoccupazione per i tempi di erogazione che probabilmente non saranno corti. Occorrono inoltre scadenze lunghe per la sospensione dei pagamenti di imposte e contributi perché non si possono pagare a maggio o giugno attività che per due o tre mesi non hanno realizzato ricavi”.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Padova/Coldiretti Padova/Coldiretti Veneto