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L’Associazione provinciale apicoltori Verona lancia in Veneto il progetto “Comune amico delle api”

L’Associazione provinciale apicoltori Verona (Apav) ha realizato lo scorso 1 febbraio, nell’ambito della fiera agricola San Biagio di Bovolone (VR) il convegno “L’ape bene comune e i Comuni amici delle api“, in cui è stato presentato il progetto “Comune amico delle api“.

Di cosa si tratta. “L’iniziativa ha l’obiettivo di unire, anche in Veneto, i Comuni virtuosi che hanno a cuore l’ambiente e la tutela del territorio. Vogliamo favorire la presa di coscienza collettiva sul ruolo delle api e dell’apicoltura per la salvaguardia della biodiversità e della sicurezza alimentare come opportunità di sviluppo economico sostenibile del territorio, dove le api vengono considerate patrimonio globale”, racconta Alessandro Pistoia, presidente dell’associazione.

Ai Comuni che aderiscono al progetto si chiede l’assunzione di alcune responsabilità e una serie di impegni concreti per sostenere lo sviluppo dell’apicoltura nei propri territori, come descritto nel vademecum di adesione che si rifà alla CooBEEration Compaign, iniziativa internazionale volta a realizzare un percorso d’informazione e sensibilizzazione sul valore dell’apicoltura in un’ottica di sviluppo sostenibile. Ogni Comune che aderisce alla “rete” può realizzare e installare il cartello “Comune apico delle api” con il logo dell’iniziativa da posizionareo all’ingresso della città o del paese o in aree verdi previamente identificate. Ulteriori informazioni per diventare un “Comune amico delle Api” a questo link.

Fonte: Vita in Campagna

Emergenza Coronavirus, garantite scorte alimenti, no assalti per la spesa, da farsi preferibilmente attraverso una persona per famiglia

I rifornimenti alimentari sono garantiti in tutte le aree del Paese nei mercati e nei supermercati dove occorre evitare inutili accaparramenti che favoriscono solo le speculazioni. E’ quanto afferma Coldiretti in riferimento alla inutile corsa agli acquisti che si è verificata in alcune realtà per cibi e bevande, dopo il provvedimento varato dal Governo per contenere l’emergenza Coronavirus che introduce misure speciali in tutta Italia.

Garantire produzione con mobilità merci e lavoro nel rispetto delle norme di sicurezza. “Su nostra sollecitazioni sono stati pubblicati i chiarimenti sul trasporto merci e sul lavoro necessari a dare continuità alle attività produttive nelle campagne dove vanno seguiti i cicli stagionali, dalla semina alla raccolta e garantita la cura delle piante e l’assistenza e l’alimentazione degli animali allevati nelle stalle, ma anche la trasformazione industriale e le consegne per la distribuzione commerciale” ha affermato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, che sottolinea “l’importanza di un monitoraggio continuo delle misure adottate per non compromettere la mobilità di merci e persone necessarie all’attività produttiva, nel rispetto delle norme di sicurezza. La nota esplicativa al Dpcm chiarisce infatti che “le merci possono entrare ed uscire dai territori interessati dalla delimitazione. Il trasporto delle merci è considerato come un’esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può quindi entrare e uscire dai territori interessati e spostarsi all’interno degli stessi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci”.

A far la spesa, meglio una persona per famiglia. Anche la produzione alimentare – continua la Coldiretti – puo’ procedere regolarmente nei territori delimitati dal nuovo Decreto che riguardano la food valley italiana che garantisce l’approvvigionamento sui mercati nazionali ed esteri con la produzione di circa 1/3 del Made in Italy agroalimentare, dal latte alla carne, dai formaggi ai salumi, dal riso alla pasta, dalla frutta alla verdura fino al vino e alle conserve di pomodoro. Un territorio dove – precisa la Coldiretti – si concentra il maggior valore della produzione nazionale alimentare di qualità (Dop/Igp). Le limitazioni introdotte non vietano infatti gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro, secondo la nota esplicativa al Dpcm. Pertanto salvo che siano soggetti a quarantena o che siano risultati positivi al virus, i transfrontalieri potranno quindi entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa. Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo, inclusa una dichiarazione che potrà essere resa alle forze di polizia in caso di eventuali controlli”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova

Oasi Wwf di Noale (Ve), approvato il progetto di ampliamento

Il Consorzio di Bonifica Acque Risorgive (sede a Venezia-Mestre) ha approvato in questi giorni il progetto per ampliare l’oasi Wwf di Noale (Ve): 12 ettari che andranno ad aggiungersi ai 20 già esistenti, per un costo di 2.272.41 euro finanziati dalla Regione del Veneto.

Nei prossimi giorni verrà avviata la gara per assegnare i lavori che partiranno il prossimo settembre. Grazie all’ampliamento del sistema di bacini, si verrà a creare una superfice umida per la fitodepurazione delle acque provenienti dal Rio Draganziolo. I bacini fungeranno anche da casse di espansione e verrà realizzato un fossato di raccolta delle piogge. I livelli saranno regolati tramite manufatti e paratoie a minimo impatto ambientale.

L’intervento si pone in continuità con una serie di opere realizzate in tempi recenti che hanno sensibilmente migliorato la sicurezza idraulica della zona. I primi 20 ettari costitutivi dell’area WWF di Noale erano stati inaugurati nel decennio scorso; in precedenza, sempre nel comune di Noale, era stata migliorata l’efficienza di una delle idrovore e ripristinato il funzionamento di uno scolo.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

 

Festa della donna, un pensiero alle “principesse” di Vo’ Euganeo (PD)

Alessandra ed Elisabetta

“Solidarietà e vicinanza alle imprenditrici di Coldiretti di Vo’ Euganeo, rinchiuse nelle loro aziende”. E’ il messaggio che Chiara Bortolas presidente di Donne Impresa Veneto invia alle colleghe costrette all’isolamento a causa del Coronavirus. Delle 277 aziende agricole sui Colli Euganei circa 90 sono Coldiretti. Si tratta per lo più di cantine con 600 ettari coltivati a vigneto, agriturismi, fattorie didattiche e qualche allevamento per un fatturato totale 30milioni di euro.

Luana

In questo comune gli abitanti vivono blindati, tra la paura del contagio e le regole da rispettare. Gli agricoltori lavorano in campagna: c’è da potare, curare gli animali, preparare il terreno, ma è indubbio che la battuta d’arresto per le attività collaterali di accoglienza, ospitalità, ristorazione e degustazione, segneranno inevitabilmente il bilancio aziendale. “Grazie ai social riceviamo notizie – commenta Chiara Bortolas – che ci permettiamo di condividere per non abbandonarle: sono le nostre principesse imprigionate nei loro castelli, le vogliamo considerare così, in questo periodo di forza maggiore”.

Marika

Forza donne di Vo’! Marika Zanuso, in facebook ha postato un dolce fatto in casa con i biscotti mentre il marito Sandro si occupa della vigna bio. Nel menù del loro agriturismo “San Nazario” c’è la proposta vegetariana perfettamente abbinata ai vini. Cinzia, Catia e Barbara con mamma Mirella sono le donne dell’agriturismo Bacco e Arianna. Ognuna ha un suo ruolo in azienda, l’importante è trovarsi intorno al focolare domestico con tutta la famiglia. Monica Toniolo ha lasciato l’agenzia viaggi per fare la cuoca contadina nell’agriturismo “Ai Colli”. E’ mamma di Maria Luce che non può andare a trovare la nonna Maria Grazia: c’è il cordone militare. Luana Carmignotto: è l’artista dell’agriturismo “L’Alveare”, una giovane food designer che prepara piatti buoni da mangiare e belli da vedere. Alessandra Martini e la sorella Elisabetta, una cucina e l’altra impiatta. Il duo vincente, la nuova generazione dell’agriturismo “La Roccia”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

 

Ambiente, nuovo bando regionale rottamazione vecchie auto

La Giunta regionale ha deliberato l’avvio anche per il 2020 di un bando dedicato ai cittadini allo scopo di ridurre le emissioni in atmosfera. Saranno inizialmente messi a disposizione 600.000 euro a favore di chi deciderà di sostituire la propria vecchia auto con veicoli a basso impatto ambientale di nuova immatricolazione.

Criteri. “Rispetto ai bandi precedenti, – specifica l’assessore – nel 2020 abbiamo esteso la rottamazione anche ai vecchi veicoli alimentati a benzina euro 3 e gasolio euro 5, mentre nel valutare i punteggi per i nuovi acquisti continueremo a privilegiare il criterio delle emissioni, ritenendolo più idoneo”.

Gli incentivi. Fino a 4.500 euro, saranno, quindi, differenti in funzione delle effettive emissioni di anidride carbonica e ossidi di azoto del nuovo mezzo, stabiliti in base a specifici protocolli e si potranno ottenere, rottamando autovetture adibite al trasporto persone, che appartengano alle classi emissive benzina Euro 0 Euro 1 Euro 2, Euro 3, gasolio Euro 0, Euro 1 Euro 2 ed Euro 3 Euro 4, Euro 5 bifuel Euro 0 Euro 1 Euro 2. “Anche in questo bando, per agevolare il più possibile chi può averne più bisogno, – specifica l’assessore – nel predisporre la graduatoria, oltre a tenere conto delle emissioni, abbiamo confermato punteggi differenti a seconda della situazione economica dei beneficiari, prevedendo una priorità per le fasce di reddito più basse”. Tra i criteri è stato, inoltre, previsto un incremento di punteggio per le istanze presentate da residenti nei Comuni nei quali sono state approvate ordinanze conformi alle disposizioni dell’Accordo di Programma del Bacino Padano, così da premiare in quota parte anche il lavoro delle amministrazioni locali.

Per la presentazione della domanda ci saranno 30 giorni di tempo dalla pubblicazione sul BUR, prevista nell’arco di qualche giorno. In caso di punteggi equivalenti, come criterio residuale, si terrà conto dell’ordine cronologico di arrivo delle domande, fino ad esaurimento delle disponibilità finanziarie.

Fonte: Servizio stampa regione Veneto

6 marzo, l’edizione 2020 di M’illumino di Meno sempre più verde, globale, transgenerazionale e al femminile

M’illumino di Meno è la Giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili lanciata da Caterpillar e Radio2 nel 2005. L’edizione 2020, che cade oggi, venerdì 6 marzo, è dedicata ad aumentare gli alberi, le piante, il verde intorno a noi.
L’obiettivo che della sedicesima edizione dell’iniziativa era quello di piantare un filare di 500.000 alberi che simbolicamente portasse da Pino Torinese fino ad Alberobello, perché piantare alberi e piante aiuta a mitigare il riscaldamento climatico e a salvare il pianeta. Inoltre, nell’anno in cui M’illumino di Meno precede i festeggiamenti dell’8 marzo Festa della Donna, Caterpillar ha lanciato la “Super Mission“: far arrivare il messaggio di M’Illumino di Meno a due figure femminili che in questo momento rappresentano a livello globale l’impegno per la salvaguardia del pianeta: Greta Thunberg e Jane Fonda.
Gli scienziati di tutto il mondo concordano: riforestazione. L’invito di Caterpillar era, ed è, di piantare un albero, perché gli alberi si nutrono di anidride carbonica. Gli alberi sono lo strumento naturale per ridurre la principale causa dell’aumento dei gas serra nell’atmosfera terrestre e quindi dell’innalzamento delle temperature. Gli alberi e le piante emettono ossigeno, filtrano le sostanze inquinanti, prevengono l’erosione del suolo, regolano le temperature. Gli alberi sono macchine meravigliose per invertire il cambiamento climatico. Per frenare il riscaldamento globale bisogna cambiare i consumi, usare energie rinnovabili, mangiare meno carne, razionalizzare i trasporti. Tutti rimedi efficaci nel lungo periodo. Ma abbiamo poco tempo e il termometro globale continua a salire.
Sono decine i Comuni e le aziende che lo hanno fatto o programmato. Così, Caterpillar ha invitato Comuni, scuole, aziende, associazioni e privati a piantare un tiglio, un platano, una quercia, un ontano o un faggio. Ma anche un rosmarino, un ginepro nano, una salvia, un’erica o una pervinca major: tutto quello che si può piantare su un balcone. Pianteranno3 milioni di alberi a Milano entro il 2030. Pianteranno 60 milioni di alberi, uno per ogni italiano, le Comunità Laudato si’, a partire dall’Insegnamento di Papa Francesco. Piantano alberi intorno alle chiese nella diocesi Ambrosiana. Ha piantato 350 milioni di alberi in un giorno solo l’Etiopia.
Fonte: Rai 2

Emergenza coronavirus, Regione Veneto, a Vo’ indennizzi totali per danni diretti e indiretti

“Vo’ non è solo un piccolo paese ai piedi dei Colli Euganei, è il cuore pulsante dell’agroalimentare del Padovano. I danni diretti e indiretti causati dal blocco delle attività e dal cordone sanitario creato attorno alle 164 aziende agricole della ‘zona rossa’ sta causando danni pesantissimi a tutto il sistema agroindustriale padovano e veneto”. Lo ha ribadito l’assessore regionale all’Agricoltura che ieri, insieme ai vertici regionali delle associazioni agricole del Veneto e ai rappresentanti provinciali, ha tracciato il quadro dell’impatto economico generato sul mondo agricolo dall’emergenza coronavirus.

Necessaria una campagna promozionale a tambur battente nazionale e internazionale per promuovere sicurezza assoluta dei nostri prodotti. “Agriturismi e ristoranti sono il settore più colpito dai provvedimenti di blocco – prosegue l’assessore – in particolare a Vo’, dove operano oltre una ventina di agriturismi, ognuno dei quali sta subendo una perdita di almeno 100 mila euro al mese per mancati introiti. Ancora più pesante l’impatto su cantine e oleifici, settore che nel comprensorio euganeo vale circa 30 milioni di euro (42 milioni se consideriamo le altre attività agricole collegate) e che ora è sottoposto a danni di immagine pesanti. Chiediamo una campagna promozionale a tambur battente, nazionale e internazionale, per promuovere la qualità e la sicurezza assoluta dei nostri prodotti. Non dobbiamo certificare nulla, la qualità dei nostri prodotti è fuori discussione: anche oggi il Ministero della Salute ha ribadito che il virus non si diffonde con gli alimenti, né con gli animali domestici”.

Altra emergenza garantire continuità ai lavori nei campi, nei vigneti e nelle serre: manca la manodopera degli operatori stagionali, garantita da romeni e polacchi. “Ho proposto di ripristinare l’utilizzo di voucher semplificati in agricoltura – dichiara l’assessore – strumento che consente di impiegare nei lavori stagionali studenti, disoccupati, pensionati, garantendo trasparenza e reddito dignitoso.Ora – conclude – sono il Governo e l’Unione Europea a dover fare la loro parte. Le categorie economiche sollecitano l’annullamento dei contributi previdenziali per le aziende della zona rossa e la sospensione per l’intero Veneto, nonché di anticipare i pagamenti Pac alle aziende per aiutarle a fronteggiare la crisi di liquidità. Mi auguro che almeno si consenta alle aziende della filiera agroalimentare ma anche del turismo, anche a quelle più piccole, di accedere alla cassa integrazione in deroga”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Vinitaly, Veronafiere riposiziona la data, portandola da aprile a giugno 2020

“In considerazione della rapida evoluzione della situazione internazionale che genera evidenti difficoltà a tutte le attività fieristiche a livello continentale, Veronafiere ha deciso di riposizionare le date di Vinitaly, Enolitech e Sol&Agrifood dal 14 al 17 giugno 2020, ovvero nel periodo migliore per assicurare a espositori e visitatori il più elevato standard qualitativo del business”.

La decisione è stata frutto di un’attenta analisi dei dati disponibili oltre che dell’ascolto delle posizioni degli stakeholder del mercato, incluse le principali associazioni di settore: Unione Italiana Vini, Assoenologi, Federvini, Federdoc, Federazione vignaioli indipendenti e Alleanza delle Cooperative settore vitivinicolo. “Lo spostamento a giugno di Vinitaly e di altre Così Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere in chiusura del Consiglio di amministrazione della Spa, riunitosi ieri. “Vinitaly, insieme ad OperaWine – ha proseguito il direttore generale –, si svolgerà quindi in un contesto temporale in cui grandi eccellenze del made in Italy, quali Cosmoprof e Salone del mobile, per esempio, avranno il compito di rilanciare con forza l’attenzione dei mercati internazionali e l’immagine dell’Italia. In questo frangente ringraziamo le aziende per la fiducia che ci stanno dimostrando”. Sulle nuove date, inoltre, Confcommercio Verona e Cooperativa Albergatori veronesi hanno espresso massima disponibilità per favorire lo spostamento delle prenotazioni.

Nel 2021 Vinitaly sarà in calendario nelle sue date consuete (18-21 aprile); date che sono frutto dell’accordo con l’Union dei Grandi Cru di Bordeaux (UCGB) col quale dal 2013 c’è un accordo nato per incontrare le esigenze dei protagonisti del mondo del vino, buyer e stampa internazionale in particolare.

Tutte le nuove date delle iniziative di Vinitaly. Vinitaly Design International Packaging Competition 25 marzo 2020; 5StarWines / Wine without Walls 15-17 aprile 2020; VIA-Vinitaly International Academy 8-12 giugno 2020; Vinitaly and the City 12-15 giugno 2020; OperaWine 13 giugno 2020; Vinitaly-Sol&Agrifood-Enolitech 14-17 giugno 2020

Le dichiarazioni delle associazioni di settore. Ernesto Abbona, presidente Unione italiana vini: “Condividiamo in pieno le scelte di Veronafiere, sia per quanto riguarda la decisione presa, sia per la relativa collocazione temporale insieme ad altri grandi eventi come Cosmoprof di Bologna e il Salone del Mobile di Milano, che daranno un segnale importante per la ripresa del Paese”. Sandro Boscaini, presidente Federvini: “Occorre dare un messaggio forte al Paese. Se agiamo uniti nel contesto dello spostamento di data, non solo di Vinitaly, ma di altri grandi eventi internazionali che si svolgeranno in Italia a giugno, potremo contribuire in modo corale al rilancio dell’immagine positiva che merita il made in Italy”. Riccardo Cotarella, presidente di Assoneologi: “La decisione assunta da Veronafiere su Vinitaly e supportata dalle associazioni della filiera, deriva da considerazioni intelligenti e imprenditoriali. Non si può immaginare un Vinitaly fiore all’occhiello del settore vitivinicolo italiano, nonché evento che tutto il mondo ci invidia, ridimensionato più o meno fortemente nelle presenze di operatori che al momento danno previsioni non soddisfacenti. Questo significa tutelare l’operatività dei nostri produttori e allo stesso tempo proteggere l’immagine del vino italiano e di Vinitaly nel mondo”. Matilde Poggi, presidente Federazione italiana vignaioli indipendenti: “Siamo d’accordo con Veronafiere sulla necessità di modificare le date in calendario di Vinitaly. Giugno è l’ultima data utile per un evento sul vino. Come Fivi siamo comunque pronti ad un grande impegno per partecipare, dal momento che questo mese è dedicato tradizionalmente alle lavorazioni in vigna”. Riccardo Ricci Curbastro, presidente Federdoc: “La nostra posizione è di non dare messaggi negativi al mercato, specie in un momento cruciale per il sistema Paese e per il settore. La situazione negli ultimi giorni è stata diversa da quella sperata e per questo ci sentiamo di condividere la scelta di Veronafiere e di stare sulla stessa linea di Vinitaly, pur consapevoli che ci sarà molto da fare”. Luca Rigotti, coordinatore settore vino di Alleanza Cooperative: “Condividiamo la scelta di Veronafiere per lo spostamento delle date di Vinitaly. Ora lavoriamo assieme alla fiera affinché il mondo del vino possa dare un messaggio positivo all’economia nazionale”.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere

Emergenza coronavirus: Regione Veneto proroga di 14 giorni la scadenza dei bandi del programma di sviluppo rurale e convoca per oggi il “Tavolo verde”

Oggi, martedì 3 febbraio, l’assessore regionale all’Agricoltura ha convocato il ‘Tavolo verde’ (organo di consultazione e di concertazione con il mondo agricolo istituito dalla Regione Veneto) per valutare con gli operatori del settore le problematiche create all’emergenza sanitaria Covid-19 e le possibili misure da adottare o da proporre al Governo e all’Unione Europea.

Partecipanti. Alla riunione sono invitati i presidenti regionali di Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Agriveneto, Confcooperative, Legacoop e il presidente della commissione Attività produttive del Consiglio regionale. Al tavolo parteciperanno anche i referenti padovani delle associazioni, per fare il punto sulle specifiche problematiche della filiera agroindustriale nella ’zona rossa’ e nei territori contigui.

Proroghe bandi Psr. Sempre a seguito dell’emergenza coronavirus, la Regione Veneto ha prorogato di ulteriori 14 giorni le scadenze dei bandi del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 deliberati il 23 dicembre scorso ed inizialmente previsti al 10 marzo, il 9 aprile e il 24 aprile, a seconda del tipo di intervento, che mettono a disposizione delle imprese agricole e della sostenibilità del settore primario oltre 91 milioni di euro. “Alcune delle misure adottate dal Consiglio dei ministri riguardanti i Comuni della ‘zona rossa’ possono interferire o impedire lo svolgimento di alcune attività propedeutiche necessarie alla predisposizione delle domande di sostegno e dei relativi progetti a valere sui bandi. Attività che spesso non sono gestibili in modalità “a distanza”, come l’acquisizione di consulenze e lo svolgimento di briefing interdisciplinari, la presentazione di taluni documenti riguardanti l’iter di rilascio di autorizzazioni o permessi e il completamento delle relative istruttorie tecnico-amministrative, l’acquisizione di preventivi di spesa per attrezzature o impianti realizzati a misura del richiedente”, spiega l’assessore all’Agricoltura.

Qualora le misure emergenziali vengano ulteriormente prorogate dalle autorità nazionali o regionali competenti sulla gestione dell’ emergenza epidemiologica, la Regione Veneto ha incaricato il direttore dell’Autorità di gestione Feasr e Foreste a provvedere con proprio atto all’ulteriore congruente proroga dei termini dei bandi.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Tra “nature” del suolo, reti ecologiche sui tetti e suolo come risorsa ecosistemica, alle giornate internazionali sul paesaggio a Treviso si è tracciato il prossimo, fondamentale, decennio del nostro vivere sulla Terra

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Le due giornate sul paesaggio della Fondazione Benetton di quest’anno (20-21 febbraio 2020) si sono svolte in una contingenza storica particolare, ovvero a vent’anni dalla Convenzione Europea sul Paesaggio ma anche all’inizio del decennio (2020-2030) che, presumibilmente, si rivelerà fondamentale per il nostro vivere sul pianeta Terra, cioè dove le iniziative istituzionali e personali da mettere in campo sono molteplici e articolate per una svolta durevole e sostenibile.

Le “nature” del suolo. La sedicesima edizione delle giornate internazionali sul paesaggio ha approfondito il tema sul suolo ma non solamente da un punto di vista quantitativo (il suolo urbanizzato in eccesso, pavimentato….) ma anche da un punto di vista qualitativo cioè visto come un organismo vivente con le sue peculiarità e specificità. E’ stata infatti spostata l’attenzione sulla natura e sul valore del suolo in sé! “Raramente mettiamo al centro dell’attenzione la stessa natura (o nature) del suolo, nei suoi diversi aspetti ambientali, ecologici, estetici, sociali… al suolo come tessuto connettivo, nutrimento e processo vitale che accompagna la nostra esperienza di vita”. Alla Fondazione Benetton Studi e Ricerche è stato così evidenziato come nel suolo sia stoccato il doppio del carbonio di quello che esiste in atmosfera e che tale serbatoio sia molto più importante in termini di durata di tempo (centinaia di migliaia di anni), cioè un periodo decisamente più significativo rispetto allo stoccaggio nel legno delle piante. Nel suolo forestale c’è una presenza di carbonio pari al 6-7%, diversamente da quello agricolo in cui vi è solamente l’1% di carbonio.  Immaginiamo quanto ce ne potrà essere nel suolo urbanizzato e pavimentato. In un grammo di suolo ci sono ben 2 Km di DNA (Trevors, 2010) ad attestare l’organismo vivente quale é.

Tutte le relazioni che si sono susseguite sono state interessanti ma da citare, in particolare, quella di Giorgio Prosdocimi Gianquinto, Università di Bologna, che ha illustrato uno studio sull’agricoltura urbana eseguito a Bologna. In questa importante città italiana è stata fatta un’esperienza di un orto comunitario sul tetto piano di un condominio. Poi sono stati rilevati i tetti piani che sarebbero potenzialmente disponibili a Bologna rilevandone ben 3.500, pari a 82 ettari di superficie potenzialmente coltivabile che potrebbe produrre verdure fino a 12.000 tn/anno, ovvero pari al 75% del fabbisogno della città di Bologna (stimato in 16.000 tn/anno). La fantastica creazione di questi orti pensili darebbe luogo a una rete ecologica per insetti utili e api di ben 94 Km; una rete ecologica “aerea” straordinaria in un’area urbana. Questa città italiana ha prodotto lo studio, attraverso la sua Università, che da noi rimane un sogno, una ipotesi fantastica… Ma Parigi sta già realizzando una rete di infrastrutture verdi costituite da orti pensili con allevamento anche di api, pareti verdi, alberature…. Persino realizzando una prima vigna pensile in Europa a dimostrarci come certi sogni possono essere sognabili.

Suolo permeabile e vivo una risorsa ecosistemica. Un dirompente Paolo Pileri, urbanista del Politecnico di Milano, ci ha riportato sulle quantità di suolo continuamente “ucciso” in Italia: 2 mq al secondo, 14 ettari al giorno, con punte massime in Lombardia (12,99% di suolo impermeabilizzato) ma con il Veneto che non se la cava male con un buon 12,35% (sperando non voglia primeggiare sulla Lombardia). Pochi sanno che un suolo impermeabilizzato ha un costo per la gestione delle acque pluviali a carico di tutti i cittadini di € 6.500,00 a ettaro. In un’epoca di pandemia come quella che stiamo vivendo, poi, sapere che un suolo permeabile e vivo è una risorsa ecosistemica, cioè che produce beni come i principali antibiotici che ci sono d’aiuto (come per esempio la streptomicina C21H39N7012), e che hanno salvato e salvano molte vite, ci dovrebbe rendere consapevoli di quanto si dovrebbe fare per fermare una occupazione del suolo che, al di là dei buoni propositi e delle dichiarazioni roboanti, non ha di fatto un freno. Per l’Italia, molto più di altri paesi del mondo occidentale, ci sarebbe da alzare la testa e guardare un po’ avanti con lungimiranza… E con l’aiuto di un po’ di conoscenza.