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Noce Lara trevigiana, obiettivo 50% di quota di mercato

Noci cooperativa Il Noceto

Obiettivo: acquisire il 50% di quota di mercato con la noce Lara. I nocicoltori trevigiani, riuniti nella cooperativa Il Noceto che ha sede a Chiarano, delineano con chiarezza le loro strategie per la prossima stagione per lasciarsi alle spalle i risultati sconfortanti dell’annata che si è appena conclusa.

Problematiche. “Nel 2019 la produzione di noci nel Veneto è stata falcidiata dal meteo sfavorevole e dalle cimici, che hanno quasi dimezzato il raccolto, come avvenuto in tutto il Nord Italia che ha incassato 7 milioni di euro di danni – spiega Giangiacomo Bonaldi Gallarati Scotti, presidente del Noceto e di Confagricoltura Treviso, associazione che vanta un grande numero di produttori nella cooperativa -. L’estrema piovosità del mese di maggio ha creato problemi nella fase di allegagione, mentre il freddo di giugno ha rallentato la crescita e la grandine di settembre ha rovinato i frutti. La cimice, con un 25-30 per cento di danni, e la proliferazione della batteriosi a causa della diminuzione imposta dall’Ue nell’utilizzo di rame, hanno completato la disfatta.

Alternativa a colture in crisi. “Dovremmo invece triplicare la produzione data la grande richiesta della nostra noce Lara, che sta avendo grande successo anche con gli importatori stranieri essendo di calibro molto grande e avendo un gusto particolarmente dolce. Ci conforta il fatto che abbiamo continue richieste di adesioni alla cooperativa, in quanto molti agricoltori stanno investendo in impianti di noci come alternativa a colture in crisi, come i seminativi. Attualmente abbiamo 14 soci, anche dal Veneziano e dal Friuli Venezia Giulia, ma potremmo arrivare al raddoppio. Poi dovremmo però potenziare gli impianti per riuscire a trasformare il prodotto in tempi rapidi. La speranza è che quest’anno il meteo ci permetta di portare a casa una buona stagione”.

La cooperativa trevigiana assomma 360 ettari in produzione (su 700 totali in Veneto), puntando ad arrivare a 430 nel 2020 e oltre quota 500 entro 5 anni. Oltre alla Lara, la varietà di cui la cooperativa è leader in Italia, si sta cominciando a sperimentare la coltivazione della noce pecan e di altre tipologie di frutta secca, mentre molti soci hanno già piantato nocciole. “La cooperativa nasce nel 1993 e per prima introduce in Italia la nocicoltura intensiva e la varietà Lara – spiega il direttore del Noceto, Michele Sciannimanica -. L’idea iniziale si è rilevata premiante sia dal punto di vista agronomico che di mercato, e oggi la cooperativa, da oltre vent’anni diventata Op (organizzazione di produttori), è leader di mercato della varietà Lara, avendo conquistato la Noce d’Oro un posto di eccellenza nel mercato della frutta in guscio e delle noci. Siamo riusciti a creare una nicchia ad alto valore aggiunto, determinata sia dall’aspetto esteriore del prodotto che dalla qualità interna”.

Il mercato della noce ha ampi potenziali di crescita. Oggi in Italia si producono solo 10.000 tonnellate contro le 80.000 degli anni Settanta e Ottanta, quando la regina era la noce di Sorrento che è poi andata in crisi. Attualmente il consumo interno è di 50.000 tonnellate, quindi dobbiamo importarne 40.000”. Il Noceto è da sempre attento all’ambiente: la Noce d’Oro già gode del marchio regionale Qualità verificata e da quest’anno delle certificazioni di biodiversità dei suoli, nonché di prodotto a residuo zero. “Abbiamo chiesto all’Ue, attraverso l’onorevole Mara Bizzotto che ha presentato un’interpellanza, la possibilità di competere ad armi pari con mercati che possono utilizzare 70 prodotti fitosanitari contro i 15 nostri e 35 chili di rame contro i nostri 4 – sottolinea Sciannimanica – . Non vogliamo aumentare i trattamenti o le sostanze, ma vogliamo far capire al consumatore che il prodotto più economico che arriva dai paesi extra Ue è prodotto con un bassissimo livello di attenzione all’ambiente per consentire alte rese di produzione. Attendiamo risposte e intanto abbiamo aderito a un gruppo di lavoro di nocicoltori del Nord Italia per studiare come combattere le nuove malattie che ci hanno colpito o le nuove avversità come la cimice asiatica. La Noce d’Oro è stata certificata ISO 9001 già nel 2002 e da molti anni ha anche ottenuto la certificazione di filiera, ma l’obiettivo più grande a cui puntiamo è quello di ottenere il marchio d’origine igp per il nostro prodotto”.

In Italia vengono prodotte annualmente dalle 10.000 alle 15.000 tonnellate di noci, di cui 4.000 in Veneto: il Noceto attualmente rappresenta una quota di mercato del 10% con obiettivo al 15% entro pochi anni. Considerando però la sola varietà Lara, il Noceto rappresenta da solo il 35/40% del mercato e punta ad arrivare al 50%.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, invio opere dedicate ad alpinismo, artigianato ed ecologia entro il 9 maggio 2020

Con la presentazione del bando e del regolamento 2020, riparte il Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, prestigioso concorso “per libri di montagna, alpinismo, esplorazione – viaggi, ecologia e paesaggio, artigianato di tradizione e Finestra sulle Venezie sulla civiltà veneta”, dedicato alla figura e all’opera di Giuseppe Mazzotti, eclettico intellettuale trevigiano (scrittore, alpinista, gastronomo, salvatore delle ville venete, per molti anni consigliere del Touring Club Italiano).

A questa XXXVIII edizione si potrà concorrere con opere riguardanti le seguenti sezioni, appartenenti alla seconda terna: “Alpinismo: imprese, vicende storiche, biografie e guide”, “Ecologia e paesaggio”, “Artigianato di tradizione”. Ognuna delle tre sezioni di gara avrà un vincitore (a cui spetterà il premio di duemila euro) e la selezione spetterà alla giuria del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, composta da Salvatore Giannella, Alessandro Vanoli, Franco Viola e Italo Zandonella Callegher, ai quali si aggiungono quest’anno Margherita Azzi Visentini, già docente di storia dell’architettura al Politecnico di Milano, grande esperta di Andrea Palladio e delle sue opere e già componente della giuria del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” fino al 2011, Alessandro Giorgetta, alpinista, geologo, scrittore e direttore editoriale del Cai – Club Alpino Italiano centrale e Domenico Luciani, architetto e primo direttore della Fondazione Benetton Studi Ricerche, ruolo che ha ricoperto per ventidue anni.

Il Premio è riservato a opere scritte o tradotte in italiano pubblicate dal 1° gennaio 2018 al 30 aprile 2020. Il bando scadrà il 9 maggio 2020 e l’annuncio delle opere vincitrici nonché di quelle eventualmente segnalate avverrà a metà ottobre; la cerimonia delle premiazioni si svolgerà al Parco Gambrinus di San Polo di Piave (Treviso), sabato 21 novembre 2020 alle 16,30 e al termine sarà assegnato il Super Premio “La Voce dei Lettori” del valore di tremila euro, determinato dal voto di preferenza della giuria di quaranta lettori (rappresentanti del mondo della cultura, dell’associazionismo, della comunicazione, della scuola, dell’università), chiamata a scegliere la preferita fra le tre opere già premiate dalla giuria. È aperta anche la partecipazione al Premio Giuseppe Mazzotti Juniores, riservata agli studenti degli istituti superiori di Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Slovenia e Croazia, che fino al 15 maggio possono concorrere presentando un elaborato scritto o un video. Ulteriori informazioni: www.premiomazzotti.it

Fonte: Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”

Riconoscere le principali specie di uccelli, corso in Cansiglio e in Alpago (BL) tra aprile e maggio 2020

Veneto Agricoltura, in collaborazione con l’Associazione Faunisti Veneti, organizza un corso teorico-pratico di identificazione in campo, sull’avifauna degli ambienti prealpini. La finalità del corso è quella di imparare a identificare, a vista e a udito, le principali specie di uccelli del territorio collinare e montano dell’Italia settentrionale.

Il corso, che avrà luogo nella foresta demaniale regionale del Cansiglio e in Alpago (BL), sarà articolato in tre appuntamenti tra aprile e maggio (sabato/domenica: 18-19 aprile, 16-17 maggio e 30-31 maggio), ed è rivolto ad esperti e professionisti che operano in campo ambientale (VINCA, progettazione e pianificazione territoriale), dottori agronomi e forestali, guide naturalistiche, studenti ed appassionati. Ai partecipanti verrà rilasciato un attestato nominativo, comprovante le competenze acquisite, a coloro che avranno partecipato ad almeno l’80% delle ore previste e avranno superato positivamente una verifica finale di apprendimento.

Riconoscimenti e crediti formativi. Per gli studenti universitari, sarà possibile richiedere al proprio corso di laurea il riconoscimento di CFU in conformità ai regolamenti dei diversi corsi di studi; l’AsFaVe potrà fornire tutta la documentazione necessaria, oltre all’attestato nominativo. Per gli iscritti all’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali e per le guide ambientali escursionistiche sarà possibile il riconoscimento di crediti formativi. Per informazioni: info@faunistiveneti.it; www.faunistiveneti.it

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Pesticidi, secondo la Corte dei conti europea l’azione UE ha portato a progressi modesti

Stando a una nuova relazione della Corte dei conti europea, i progressi nella misurazione e nella riduzione dei rischi derivanti dall’uso dei pesticidi nell’UE sono stati limitati. Vari Stati membri hanno recepito in ritardo l’insieme delle disposizioni della direttiva sull’uso sostenibile dei pesticidi, mentre gli agricoltori sono ancora poco incentivati ad adottare metodi alternativi. In aggiunta, la Commissione europea non ha la possibilità, secondo la Corte, di monitorare con precisione gli effetti o i rischi dovuti all’uso di pesticidi.

I prodotti fitosanitari (“pesticidi”) vengono utilizzati per proteggere le colture da organismi nocivi, parassiti e malattie. Comprendono insetticidi, fungicidi ed erbicidi, che possono esercitare pressioni sull’ambiente e comportare rischi per la salute umana. L’UE dispone dal 1991 di norme comuni per la loro autorizzazione e il loro utilizzo e, nel 2009, ha adottato la direttiva sull’uso sostenibile dei pesticidi. La Corte ha verificato se l’azione dell’UE al riguardo abbia avuto un esito positivo.

Procedure di infrazione. Vari Stati membri dell’UE hanno recepito in ritardo la direttiva nel diritto nazionale e, nel 2012, sono state avviate procedure di infrazione nei confronti di due di essi. La Corte ha inoltre constatato che la Commissione europea non aveva debitamente verificato la completezza o l’esattezza del recepimento. Ad esempio, non tutti gli Stati membri avevano recepito nel diritto nazionale l’obbligo per gli agricoltori di applicare la difesa integrata. La Corte riconosce però che, a partire dal 2016, la Commissione ha intensificato gli interventi per far rispettare l’attuazione della direttiva sull’uso sostenibile dei pesticidi.

In linea con la direttiva, la difesa integrata è divenuta obbligatoria per gli agricoltori. Essa consiste nel ricorrere ai pesticidi solo se la prevenzione e altri metodi falliscono o non sono efficaci. Non sono però stabiliti criteri chiari o requisiti specifici che aiutino a rendere esecutivo questo obbligo e a verificarne il rispetto. Parallelamente, è stata creata una categoria di “prodotti fitosanitari a basso rischio”. A oggi, tuttavia, sono disponibili all’impiego solo 16 sostanze di questo tipo su 487 (3 %) e non sono sufficienti, sostiene la Corte. Si osserva, inoltre, che gli agricoltori sono poco incentivati a ridurre la propria dipendenza dai pesticidi. In particolare – segnala la Corte – l’applicazione dei princìpi di difesa integrata non è prevista come condizione per percepire i pagamenti PAC.

“La Commissione europea non è stata capace, finora, di ridurre in misura consistente e controllare i rischi associati all’impiego di pesticidi da parte degli agricoltori”, ha dichiarato Samo Jereb, il Membro della Corte dei conti europea responsabile della relazione. “C’era l’opportunità di risolvere adeguatamente questo problema grazie alla nuova politica agricola comune che entrerà in vigore nel 2021, ma purtroppo non è stata colta.” La Corte ha rilevato che le statistiche sulle sostanze attive e sul loro uso pubblicate dalla Commissione (Eurostat) non erano abbastanza dettagliate per essere utili. Né i dati forniti dagli Stati membri erano sufficientemente armonizzati o aggiornati. Infine, gli indicatori nazionali per misurare i rischi e l’impatto che alcuni Stati membri hanno pur sviluppato non erano comparabili nell’intera UE. I tentativi iniziali della Commissione di sviluppare tali indicatori a livello UE non hanno avuto successo per la mancanza di dati pertinenti. I primi due indicatori di rischio a livello UE sono stati introdotti solo nel novembre 2019, dieci anni dopo l’adozione della direttiva, e nessuno dei due tiene conto del modo, del momento e del luogo in cui i pesticidi sono utilizzati. Alla Commissione, pertanto, manca ancora una solida base di dati concreti per stabilire se la direttiva abbia conseguito l’obiettivo dell’UE di rendere sostenibile l’uso dei pesticidi, conclude la Corte.

Poiché la Commissione europea sta attualmente valutando la legislazione in questo settore d’intervento a fronte della crescente preoccupazione manifestata dai cittadini e nelle aule parlamentari, la Corte raccomanda di:

·         verificare la difesa integrata a livello di azienda agricola;

·         consentire il collegamento della difesa integrata ai pagamenti a titolo della nuova PAC;

·         migliorare le statistiche sui prodotti fitosanitari;

·         sviluppare migliori indicatori di rischio.

Nuovo coronavirus, assessorato regionale all’Agricoltura: “In Veneto standard elevati di tutela sanitaria e biosicurezza, infondati allarmismi su filiera alimentare”

“Il mondo agricolo ha affrontato negli ultimi anni delle gravi emergenze sanitarie come l’influenza aviaria, la blu tongue o la peste suina quindi il settore si è già dotato da tempo di protocolli sanitari stringenti con controlli periodici e approfonditi. Questo è garanzia del fatto che i nostri allevamenti hanno i più elevati standard di tutela sanitaria e biosicurezza. Rassicuriamo i cittadini sul fatto che il virus non si trasmette attraverso gli alimenti, i  nostri prodotti sono certificati e sani”. E’ quanto dichiara l’assessore all’agricoltura dopo l’incontro con le categorie economiche del Veneto e dopo il vertice in videoconferenza con il ministro per le Politiche agricole e i colleghi delle altre Regioni.

Nel confronto con le Regioni e il Governo l’assessore del Veneto ha sollecitato che l’esecutivo nazionale affronti nel prossimo decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri alcuni temi cruciali per il settore: i danni diretti subiti dalle 250 aziende  agricole nella zona rossa, soprattutto allevamenti, a cui mancano gli approvvigionamenti, il riconoscimento della cassa integrazione anche per i lavoratori stagionali, misure a sostegno degli agriturismi che stanno scontando l’azzeramento delle prenotazioni, proroghe dei mutui e stop al pagamento delle tasse, vigilanza sulle speculazioni dei prezzi a cui già alcuni dei prodotti agroalimentari sono andati soggetti, attenzione alle problematiche della logistica e dei trasporti della filiera agroindustriale.

Campagna informativa. “Chiedo infine che anche a livello nazionale si intraprenda una campagna informativa ed incisiva per diffondere la consapevolezza che i nostri prodotti non sono veicolo del virus e che il rischio contagio non viaggia con i trasporti. L’assessore ha infine annunciato che a breve convocherà il Tavolo Verde con le categorie per fare il punto della situazione e discutere richieste e proposte da presentare al governo per affrontare le numerose problematiche create dall’emergenza e dai blocchi sanitari, comprese logistica e trasporti.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

La Confraternita di Valdobbiadene nomina il nuovo Gran Maestro

È Enrico Bortolomiol il nuovo Gran Maestro della Confraternita di Valdobbiadene. Insignito in occasione dell’Assemblea d’Inverno, da poco tenutasi nella sede storica di San Pietro di Barbozza (TV), Bortolomiol ha specificato da subito come il suo intento primario sarà quello di “mantenere i valori storici che contraddistinguono la nostra realtà, continuando a lavorare per rafforzare sempre più l’inimitabile e unica identità territoriale”. 

A completare il Capitolo (Consiglio) sono stati eletti i confratelli Vlady Bortolin, Roberto De Lucchi, Luca Gallina e Gianfranco Zanon, volti che da anni ormai sono portatori della cultura del territorio.  Le nuove nomine hanno preceduto la cerimonia della “Festa delle Nozze di Canaan’’, il momento più suggestivo della vita associativa della Confraternita di Valdobbiadene, che consiste nell’investitura dei nuovi Cavalieri di Valdobbiadene.  Con il suggello di una spada lignea ricavata da un antico tralcio di vite, hanno giurato solennemente Mirco Balliana, Luigino Barisan, Maria Elena Bortolomiol, Emanuele Miotto ed Angela Varaschin, tutte persone che si distinguono per essere appassionati cultori e promotori del Valdobbiadene DOCG e del suo territorio di origine: le colline di Valdobbiadene Conegliano.

La Confraternita di Valdobbiadene. Dal 1946 la Confraternita di Valdobbiadene promuove ed è testimone di un prodotto, il Valdobbiadene DOCG, che non è solo un vino ma racchiude in sé un ricco patrimonio storico-culturale legato al territorio nel quale è prodotto e la grande passione e dedizione dei viticoltori per la coltivazione delle sue uve. La Confraternita di Valdobbiadene è attualmente composta da circa 130 membri (tecnici enoici, personalità del mondo vitivinicolo o di altri settori), tutti impegnati per la promozione e la tutela di questo vino e del suo territorio.

Fonte: Servizio stampa Confraternita di Valdobbiadene

Sospeso corso di formazione e serata di aggiornamento Argav

In ottemperanza all’Ordinanza della Regione Veneto sull’emergenza coronavirus (Covid-19), l’Argav, d’intesa con l’Ordine dei Giornalisti, ha sospeso il corso di formazione “PAC e Sviluppo Rurale 2021-2027” e la correlata serata di aggiornamento, in programma venerdì 28 febbraio. Il corso sarà riprogrammato appena le condizioni sanitarie generali lo consentiranno.

 

Covid-19, l’ordinanza emessa dal governatore Luca Zaia di concerto con il Ministro della Salute Roberto Speranza

Ecco i punti essenziali dell’ordinanza a doppia firma, emessa dal presidente Luca Zaia insieme al Ministro della Salute Roberto Speranza, in tutto il territorio del Veneto per arginare la diffusione del coronavirus Covid-19.

“Assenza totale di qualsiasi forma di manifestazione, fiere comprese, di qualsiasi forma di aggregazione, pubblica o privata, fino al primo di marzo compreso. Eventualmente, il provvedimento potrà essere reiterato”.

“Chiusura delle scuole di ogni ordine e grado fino al 1 marzo. Chiusura dei musei, cinema e qualsiasi luogo di aggregazione pubblico e privato. Chiusura dei mercati, sospensione di attività collettive per finalità ludiche, sportiv o per qualsiasi finalità”.

“Disinfestazione di tutti i mezzi pubblici, comprese quelli di Trenitalia e compresi quelli acquei”.

“Con questa ordinanza chiediamo la comprensione e la collaborazione di tutti i cittadini. Non è un momento facile, però con questi dati che abbiamo oggi possiamo ancora sperare di circoscrivere il contagio”, definito al momento in 25 casi in Veneto”.

Fonte: Regione Veneto

Pinot grigio, Consorzio delle Venezie Doc favorevole ad una gestione coordinata della produzione italiana

“Siamo favorevoli alla costituzione di un tavolo di confronto nazionale sul Pinot grigio che favorisca il monitoraggio delle varie aree vitate del paese aiutando la filiera nel lavoro di tutela e valorizzazione di questo vino. E ci auguriamo che la proposta da noi lanciata lo scorso anno – accolta subito da Unione Italiana vini e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari che ringrazio per la sensibilità e per aver organizzato un momento molto importante di dibattito tra i principali operatori del Paese – possa portare presto ad azioni sul mercato che aiutino l’aumento del valore della filiera produttiva del Pinot grigio, che rappresenta il primo vino bianco fermo delle nostre esportazioni e una grande ricchezza del nostro sistema vitivinicolo”.

Riuniti i principali attori della produzione di Pinot grigio italiano. Con queste parole Albino Armani, presidente del Consorzio Delle Venezie Doc, ha commentato gli esiti del dibattito svoltosi lo scorso lunedì 10 febbraio alla Camera di Commercio dell’Industria, Artigianato ed Agricoltura di Verona in occasione della riunione congiunta promossa da Unione Italiana Vini e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, nel corso della quale sono stati presentati i dati elaborati dall’Osservatorio del Vino di UIV sulla produzione e commercializzazione dei vini imbottigliati base Pinot grigio in Italia. Un’audience che ha visto riuniti i principali attori della produzione di Pinot grigio italiano a cui sono stati illustrati dati importanti che hanno sottolineato la necessità di organizzarsi a livello nazionale per una gestione coordinata e ulteriormente regolamentata del prodotto Pinot grigio. In tal senso è andato l’appello lanciato nel corso del dibattito – e condiviso da tutti gli intervenuti – per la creazione di un tavolo di confronto nazionale che lavori congiuntamente per favorire dinamiche di crescita del valore, tema che coinvolge direttamente anche la DOC Delle Venezie principale protagonista della filiera con 2,4 milioni di quintali di prodotto (pari al 55% del totale nazionale) destinato per il 95% all’export.

In tema di commercio internazionale, nel corso dell’incontro sono stati presentati alcuni risultati di un’analisi dettagliata svolta da Wine Intelligence sul consumo del Pinot grigio italiano in USA, UK e Germania, da cui emergono alcuni elementi di debolezza dell’immagine del prodotto e, quindi, la necessità di lavorare per un miglioramento del percepito – soprattutto in termini di riconoscimento e di identità territoriale – del Pinot grigio DOC delle Venezie, orientando con più decisione l’attività promozionale verso un pubblico giovane di consumer, che si affaccia ora su questo mercato e che va quindi conquistato e fidelizzato. “Chiudiamo la riunione con un sentiment positivo” ha dichiarato Armani “consapevoli che per attuare una strategia di attacco vincente sarà necessario avere una fotografia completa e continuamente aggiornata della situazione produttiva nazionale del Pinot grigio. Mi auguro che quello di oggi sia il primo di una serie di incontri tra i principali attori della filiera italiana.  Sarà importante, in particolare per il nostro consorzio, creare maggior consapevolezza dell’acquisto rispetto alla Denominazione delle Venezie, che può contare su commissioni di degustazione che ne certificano la qualità, su un contrassegno di Stato che ne garantisce la tracciabilità e, a brevissimo, sul Riconoscimento ministeriale che consentirà al Consorzio di intensificare la sua attività di promozione mondiale”.

Fonte: Servizio stampa Consorzio delle Venezie Doc

Fioriere galleggianti di plastica riciclata e canna di bambù con piante palustri per abbassare il contenuto da derivati di azoto nelle acque il progetto educativo Wigwam e Ministero Ambiente a Caffaro di Torviscosa, in Friuli-Venezia Giulia

Torviscosa

Con l’incontro del 14 febbraio scorso alla scuola secondaria di primo grado IV Novembre di Torviscosa (Ud) è ufficialmente partito il progetto educativo di Rete Wigwam e Ministero dell’Ambiente, mirato alla consapevolizzazione sui temi ambientali, della popolazione scolastica residente intorno all’area SIN (Sito contaminato di Interesse Nazionale) Caffaro di Torviscosa nella Riviera Friulana.

Fioriere galleggianti. L’avvio del progetto è stato presentato dal Matteo Burattin, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo insieme alle insegnanti Manuela Verona e Alessia Buso e da Efrem Tassinato, giornalista e agronomo, presidente di Rete Wigwam e socio Argav, con Giovanni Cecconi, ingegnere idraulico e direttore del Venice Resilience Lab delle Comunità Locali Wigwam della Laguna veneziana. Il progetto educativo, che coinvolgerà direttamente circa 200 studenti e, indirettamente, tutta la popolazione scolastica di Torviscosa e suoi dintorni, sarà incentrato su attività pratico-laboratoriali all’aperto e in aula per il supporto teorico, consistenti nella realizzazione di fioriere galleggianti. Esse saranno assemblate con bottiglie di plastica riciclate unite da canna bambù, sulle quali saranno messe a dimora le tipiche piante palustri, come la tifa e la canna palustre ma anche orticole, come il carciofo che, attraverso le radici avranno il potere di sottrarre, abbassandolo, il contenuto dei derivati dell’azoto presenti nelle acque.

Le attività vedranno convolti in primis la Wigwam Local Community della Riviera Friulana nel cui territorio si trova la SIN Caffaro di Torviscosa; le scuole facenti parte dell’Istituto Comprensivo “Università Castrense” di San Giorgio di Nogaro; la Capitaneria di Porto – Guardia Costiera, Direzione Marittima di Trieste / Ufficio Circondariale Marittimo di Porto Nogaro; l’Istituto di Ricerca Riconosciuto Agriteco di Venezia-Marghera; l’Unione Nazionale dei Giornalisti Agroalimentari e Ambientali e la sua associazione regionale ARGA Friuli Venezia Giulia ed infine, per la sua consolidata esperienza, il Venice Resilience Lab delle Comunità Locali Wigwam della Città di Venezia e di Venezia-Marghera.

Fonte: Servizio stampa Wigwam Nazionale