• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

23 ottobre 2019, a Mogliano Veneto (TV), giornata dimostrativa aperta dedicata alla gestione dei corsi d’acqua nelle aree rurali

I cambiamenti climatici in atto e il conseguente verificarsi di eventi atmosferici estremi, quali per esempio precipitazioni di forte intensità e periodi di alte temperature e siccità prolungati, hanno posto all’attenzione del mondo agricolo (e non solo) il tema della gestione della rete idraulica.

Efficenza ecosistema agrario. La manutenzione dei corsi d’acqua, finalizzata alla conservazione dell’efficienza idraulica, del drenaggio dei terreni e del deflusso delle portate di piena, va svolta non perdendo mai di vista l’efficienza dell’ecosistema agrario, anche attraverso il mantenimento e lo sviluppo di una vegetazione erbacea e arbustiva lungo le rive sia dei corsi d’acqua consortili che di quelli aziendali.

Ruota attorno a questi temi la giornata dimostrativa aperta a tecnici, agricoltori e operatori delle aree rurali proposta da Veneto Agricoltura e dal Consorzio di Bonifica Acque Risorgive per mercoledì 23 ottobre, a partire dalle ore 9:00, nell’azienda “Diana” di Mogliano Veneto (Tv). L’iniziativa, finanziata dal Programma di Sviluppo Rurale del Veneto, farà vedere in azione le più moderne attrezzature a disposizione per una gestione ecologicamente compatibile della vegetazione lungo le rive dei corsi d’acqua. Nello specifico, le dimostrazioni dinamiche e statiche si svolgeranno lungo il canale Carmason e il fiume Zero, dove gli operatori spiegheranno le funzioni di una serie di macchine e attrezzature destinate alla manutenzione delle rive, alla potatura delle siepi, al taglio dell’erba, ecc. Allo scopo entreranno in funzione escavatori, robot radiocomandati, semoventi, trince, cesoie, troncarami, una barca diserbatrice, ecc. con l’obiettivo di spiegare l’importanza della buona manutenzione dei corsi d’acqua. L’area dimostrativa, raggiungibile a piedi dall’azienda “Diana”, è situata in via Grigoletto e Pasqualato a Bonisiolo di Mogliano Veneto. Ai piedi del cavalcavia sul Passante di Mestre sarà allestita un’area parcheggio temporanea.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

 

Olive Colli Euganei (PD), annata nera con perdite fino all’80 per cento

olive pronte per il frantoio

Annata da dimenticare per l’olio dei Colli Euganei, in provincia di Padova, con previsioni catastrofiche per la raccolta 2019. Dopo un 2018 eccellente, coronato da un’abbondante produzione (220.000 quintali di olive in Veneto), si può parlare di vera e propria debacle, visto che si parla di perdite previste nell’ordine di decine di milioni di euro.

Niente reti a terra perché sugli alberi non c’è quasi nulla. “Nella migliore delle ipotesi, prevediamo che la raccolta segni perdite dal 70 all’80 per cento – allarga le braccia Leonardo Granata, olivicoltore di Monte Sereo del settore olivicoltori di Confagricoltura Padova -, ma io e molti altri colleghi non metteremo neppure a terra le reti per la raccolta, perché sugli alberi non c’è quasi più nulla. Trattandosi di olive, è fisiologico che anni carichi, come quello scorso, si alternino ad anni di scarica, ma un quadro così desolante è da catastrofe. Il mese di maggio molto piovoso e freddo ha interferito pesantemente nella fioritura, in quanto il fiore dell’olivo è molto delicato e ha bisogno di un buon clima per svilupparsi. Da giugno è seguito un rialzo termico importante, che ha ulteriormente aggravato la situazione. Infine c’è stato un aumento delle fitopatie, che hanno accentuato la cascola. Molti, avendo poche olive, non hanno neppure trattato adeguatamente contro la mosca olearia e perciò gli attacchi sono stati letali”.

La produzione in Veneto. Lo scorso anno la resa, favorita dalle ottimali condizioni climatiche, era stata pari a più del doppio rispetto alla pessima annata 2017. In Veneto ci sono 3.560 ettari a olivo, con crescita annua del +0,7 per cento. A Verona si concentra circa il 70 per cento delle superfici regionali, seguita da Vicenza (562 ettari, +0,4%), Treviso (550 ettari, +18,3%) e Padova (430 ettari, +3,6%). (dati Veneto agricoltura).

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Padova

L’Associazione Polesana Coldiretti Rovigo festeggia i primi 100 anni di storia

Coldiretti Rovigo oggi, venerdì 18 ottobre 2019, festeggia i 100 anni di storia al teatro comunale Ballarin a Lendinara (RO), città che ha dato i natali all’Associazione Polesana. Rovigo è l’unica federazione provinciale che si chiama ancora associazione; ed ecco perché festeggerà un centenario in questo 2019 anche se l’associazione nazionale è nata il 30 ottobre 1944 al termine del secondo conflitto mondiale.

Programma. Il convegno celebrativo “100 anni di Coldiretti a Rovigo: una storia di cambiamenti. Dalla terra allo stile di vita, come è cambiato il ruolo dell’agricoltore” si terrà a partire dalle 9,30. A fare gli onori di casa sarà il direttore di Coldiretti Rovigo Silvio Parizzi. Coordinerà i lavori il presidente di Coldiretti Rovigo Carlo Salvan. Presenti per i saluti il sindaco di Lendinara Luigi Viaro, il presidente della Provincia Ivan Dall’Ara, il Prefetto di Rovigo Maddalena De Luca, il vescovo della Diocesi di Adria-Rovigo Pierantonio Pavanello; seguiranno l’intervento di matrice storica di Leonardo Raito, docente dell’Università di Ferrara seguito dal presidente di Coldiretti Veneto, Daniele Sanvagno e dall’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan. Chiuderà la mattinata il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini. Infine, i presenti si sposteranno in via Conti per la mostra fotografica e documentale “Cento anni di storia”; poi in piazza Risorgimento di terrà la celebrazione con inaugurazione della targa memoriale e un buffet preparato con i prodotti delle aziende agricole polesane.

Il numero di Terra Polesana del 1920

Un po’ di storia. A febbraio del 1919, come si apprende dalla stampa locale di quel tempo, si tenne una “adunanza fra tutti i piccoli proprietari e fittavoli del comune di Lendinara per gettare le basi per la costituenda Associazione Polesana tra piccoli proprietari e fittavoli”. Qualche settimana dopo, domenica 1° marzo 1919, a Rovigo, nacque ufficialmente l’associazione. Nulla arriva per caso; si trattava di in un momento storico particolare dove vigeva una forte contrapposizione politica tra agrari liberi e leghe rosse socialiste. I piccoli proprietari e i fittavoli stavano vivendo una forte crisi economica, come del resto in tutta Europa, che non dava prospettive a tutti coloro che lavoravano per vivere nei campi polesani. Da questa situazione nacque una aggregazione proprio per difendere la dignità dei piccoli proprietari e per riconoscere valore del loro lavoro. Lo sviluppo dell’associazione prese vita velocemente in tutta la provincia perché, come scriveva l’associazione sul suo foglio, “la causa del piccolo proprietario è la causa dell’agricoltura italiana!”.

L’agricoltura in Polesine. “Nella nostra provincia – sottolinea il presidente di Coldiretti Rovigo, Carlo Salvan – l’agricoltura ha sempre ricoperto un ruolo importante dell’economia polesana. Anche oggi si mostra il settore economico di riferimento in tutte le sue declinazioni che vanno dall’allevamento, all’estensivo, alla pesca passando per l’ortofrutticolo e proprio per questo vorremmo che il centenario fosse l’occasione per ribadire l’importanza della valorizzazione di questo grande patrimonio economico e sociale, nonché speranza di futuro per le nostre aziende e per il nostro territorio”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Rovigo

19-20 ottobre 2019, al via il “week-end Unesco” sulle colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene con escursioni gratuite su prenotazione

Il prossimo fine settimana, 19 e 20 ottobre, sarà un week end dedicato alle colline del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene, insignite lo scorso luglio del Patrimonio dell’Umanità Unesco. Una due giorni di festeggiamenti pensato da Regione del Veneto e ATS per condividere il traguardo con tutti gli abitanti dei comuni coinvolti e i visitatori.

Escursioni e assaggi. Sia sabato 19 sia domenica 20, sono previste escursioni “A piedi tra le colline di Conegliano e Valdobbiadene” organizzate in collaborazione con Unpli Treviso e Primavera del Prosecco Superiore. Per i turisti del gusto, poi, già da oggi, giovedì 17 fino a domenica 20, è previsto il programma “A tavola con il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg”. Che, grazie a numerosi ristoranti del Conegliano Valdobbiadene aderenti all’iniziativa, consentirà di degustare, sia a pranzo sia a cena, il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg abbinato a un “piatto Unesco” creato per l’occasione. Prenotazione obbligatoria  (IAT Conegliano – 0438.21230. Ulteriori informazioni: treviso@unpliveneto.it. Le escursioni sono gratuite e riservate ad un massimo di 25 partecipanti. Si consigliano abbigliamento e scarpe da trekking. Itinerari: Tra Rive e Chiesette | Farra di Soligosabato 19 ottobre, ore 9.30; Le Grotte del Caglieron | Fregona sabato 19 ottobre, ore 10.0; L’anello del Prosecco | Valdobbiadene sabato 19 ottobre, ore 14.00;  Nei dintorni del Castello | Susegana sabato 19 ottobre, ore 14.30; Passeggiata tra i castagneti | Combai (Miane) domenica 20 ottobre, ore 9.30; Il Molinetto della Croda | Refrontolo domenica 20 ottobre, ore 14.30; Itinerari storico-culturali Serravalle e i suoi luoghi storici | Vittorio Veneto sabato 19 ottobre, ore 10.00; La Confraternita dei Battuti | Conegliano sabato 19 sabato, partenza ore 15.00; L’Abbazia e il Borgo di Follina| Follina domenica 20 ottobre, ore 14.30. Per organizzare al meglio il proprio “week-end Unesco” saranno operativi durante il fine settimana degli info-point, a cura di Unpli Treviso e Primavera del Prosecco Superiore. I punti informativi saranno allestiti nei Comuni di: Cison di Valmarino, Conegliano, Follina, Fregona, Miane (Combai), Pieve di Soligo, Refrontolo, Revine Lago, San Pietro di Feletto, Sarmede, Sernaglia della Battaglia, Tarzo, Treviso, Valdobbiadene e Vittorio Veneto. In generale, per informazioni: ATS “Colline di Conegliano Valdobbiadene Patrimonio dell’Umanità” Tel. 0438 83028; segreteria@prosecco.it

Convegno “Le Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene: prospettive per il territorio”. Domenica 20 ottobre ore 10.00 – Teatro Careni, Pieve di Soligo (Treviso) Interverranno, moderati da Luciano Ferraro, giornalista esperto di enologia, il sindaco di Pieve di Soligo, Stefano Soldan, per i saluti iniziali, Franco Bernabè, presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, Innocente Nardi, presidente dell’Associazione temporanea di scopo, Pia Petrangeli, segretariato Generale – Servizio I Coordinamento- Ufficio Unesco Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed Emilio Gatto – direttore Generale dello Sviluppo Rurale del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. L’incontro, inoltre, sarà arricchito dagli approfondimenti di Amerigo Restucci, coordinatore Comitato Scientifico del sito Unesco; Mauro Agnoletti – coordinatore dossier candidatura del sito Unesco, Roberto Cerrato, direttore associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato Unesco; Vincenzo Tinè – soprintendente per l’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso. Chiuderà il presidente Luca Zaia.

Fonte: servizio stampa Regione Veneto

17-23 ottobre 2019: con il progetto europeo “Drinkable Rivers” si misura la qualità delle acque del Brenta. Possibilità di partecipare ai rilevamenti.

Controllare la qualità dell’acqua è di vitale importanza per valutare la salute dei nostri fiumi ed è quanto si promette di fare il progetto “Drinkable Rivers (fiumi potabili), promosso dall’Università di Delft (Olanda) e dalla rete mondiale Unesco dei musei dell’acqua, con l’obiettivo di coinvolgere associazioni e cittadini europei nel “misurare” la qualità delle acque dei fiumi nel periodo 17-23 ottobre 2019.

Obiettivo del progetto: 1500 misurazioni. Sono una trentina le realtà europee che hanno aderito al progetto, tra cui l’Associazione Brenta Sicuro, che effettuerà delle rilevazioni sulle acque del Brenta, a partire da Limena, il Brenta Cunetta ed il Naviglio Brenta, attraversando, quindi, le due provincie di Padova e Venezia. Verrà misurata la qualità chimica dell’acqua – durezza, contenuto di nitrati e fosfati, quantità di minerali disciolti. Inoltre si guarderà la limpidezza dell’acqua e si verificherà la qualità del terreno circostante.

Programma dei rilevamenti. Questi saranno effettuati giovedì 17 ottobre sul Naviglio-Brenta: alle ore 09,00 rilievo subito dopo la chiusa di Strà, ore 09.30 rilievo sul pontile di fronte Villa Pisani, ore 10.15 sul ponte di Mira-Taglio (fronte municipio), ore 11.00 sul pontile di Fusina; sabato 19 ottobre alle ore 09.00: sul Brenta, in prossimità del sostegno di Vigonovo, poi, ore 10.00, fino a Cadoneghe ed a Limena alle ore 11.00; domenica 20 ottobre, ore 09.00 ritrovo e rilievi in zona Brondolo di Chioggia, al termine, ore 11.00, chiusura della sessione dei rilievi in via Brondolo 26 a Chioggia (imbarco in prossimità del ristorante Brustolina), con un piccolo rinfresco offerto da Coop 3.0, che sostiene l’indagine. I rilievi di sabato 19 (fino a Cadoneghe) e domenica 20 sono effettuati con la collaborazione di Arcaluna, la variopinta imbarcazione interamente creata, con materiali di recupero, da Vittorio Riondato.

Partecipazione all’indagine conoscitiva. L’associazione Brenta Sicuro, inoltre, intende dare continuità all’indagine, sia eseguendo rilevamenti di confronto sugli stessi punti che già sono stati identificati, che monitorando altri corsi d’acqua che compongono il complesso sistema fluviale del basso Veneto. Per avere ulteriori informazioni o dare la propria adesione di partecipazione all’indagine conoscitiva, si può contattare l’indirizzo email comitatotbrentasicuro@gmail.com oppure chiamare al numero 347 2305979.

Fonte: Associazione Brenta Sicuro

25-27 ottobre 2019, a Segusino (TV) si celebra la 115a edizione della Fiera Franca del Rosario, soci Argav in visita il 26 ottobre

La ripresa delle attività Argav sul territorio sabato 26 ottobre vede nuovamente protagonista la comunità di Segusino (TV), dove sarà in corso fno a domenica 27 la Fiera Franca del Rosario, giunta alla 115a edizione, organizzata dalle associazioni Segusinesi in collaborazione con l’amministrazione comunale.

La manifestazione viene inaugurata venerdì 25 ottobre alle ore 20 con la finale di “Cuochi di Contrada”, divertente competizione tra gli abitanti delle contrade di Segusino che, nei mesi scorsi, hanno messo a punto una personale ricetta guardando alla tradizione oppure innovando. Nel corso della serata saranno preparati in diretta i 2 piatti finalisti, che saranno giudicati dal pubblico stesso: per far parte della speciale giuria e partecipare alla serata-cena (costo euro 15) si può inviare un messaggio whatsapp, sms o chiamare al numero di cellulare 340.6285209 entro mercoledì 23 ottobre. Sabato 26 ottobre, a partire dalle 9, ci sarà la rassegna bovina e quella morfologica sui “Muli del Piave”. Nel contempo, apriranno anche gli stand gastronomici ed espositivi. Nel pomeriggio, ci sarà la 12^ corsa podistica “Sulle Grave del Piave e Borghi di Segusino” e la “5^ Nordic Walking”, meeting nazionale del Nordic Walking. Domenica 27 dal primo mattino apriranno gli stand, la mostra mercato e ci sarà il “Raduno dei Trattori d’epoca e agricoli” lungo le vie del paese, per poi proseguire con spettacoli e iniziative – tra cui la corsa podistica e nordic walking “Sulle grave del Piave e Borghi di Segusino” – per tutto il pomeriggio fino a tarda sera. Ulteriori informazioni: www.prolocosegusino.it

La visita dei soci Argav. Avrà inizio alle ore 9 di sabato 26, con il ritrovo dei partecipanti davanti alla tensostruttura che ospita l’esposizione di bestiame. Dopodiché si andrà in passeggiata lungo la valle dei mulini e della Riù, attraversando il nuovo percorso dei ponticelli, con arrivo a Stramare e la visita del borgo seicentesco, discendendo lungo il sentiero “per Spinafé”. Verso le 11.30 si ritornerà in fiera e, dopo il pranzo, si visiterà il greto del fiume Piave, dove in alcuni punti sono ancora visibili i danni causati dalla tempesta Vaia di un anno fa. Al termine, ci sarà tempo di visitare la fiera.

Fonte: Pro Loco Segusino

 

24-27 ottobre 2019, a Venezia la 2a edizione del Festival della Cultura Gastronomica dell’Alta Scuola Veronelli

L’ isola veneziana di San Giorgio Maggiore, affacciata sul Bacino di San Marco, è pronta ad ospitare la seconda edizione di NutriMenti | Festival della Cultura Gastronomica a cura dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli. Nella sede di Fondazione Giorgio Cini, infatti, da giovedì 24 a domenica 27 ottobre il sapere della terra e della tavola sarà approfondito con un ricco programma di incontri, degustazioni e dibattiti animati da personalità del mondo del vino, della critica gastronomica e della cultura.

Ad aprire NutriMenti sarà l’anteprima della Guida Oro I Vini di Veronelli 2020. Dalle ore 14:30, la redazione presenterà la nuova edizione della prima guida ai vini d’Italia. All’interno del Cenacolo Palladiano avverrà la consegna dei dieci Sole, premi speciali attribuiti ad altrettanti “racconti in forma di vino” che gli ospiti potranno, poi, degustare, interloquendo personalmente con i produttori e con i curatori Gigi Brozzoni, Marco Magnoli e Alessandra Piubello. Chiuderà la giornata la presentazione del cortometraggio Not just food! realizzato nell’ambito del progetto europeo Food Relations, sostenuto dal Seminario Veronelli e promosso in Italia da Fondazione ACRA. Mettendo al centro lo studio di nuove dinamiche della conoscenza tra culture diverse, Food Relations mostra come in cucina e a tavola nessuno sia mai davvero straniero.

Sabato 26 ottobre numerosi appuntamenti saranno dedicati alle eccellenze vitivinicole italiane: Fabio Rizzari, in particolare, autorevole critico enologico, esplorerà territori e produzioni di Sicilia e Sardegna. Momento centrale della giornata sarà la tavola rotonda Venice all you can eat, appuntamento dedicato a Venezia come luogo paradigmatico, teatro delle evoluzioni e delle degenerazioni di cucina e urbanità. Ne discuteranno Alberto Capatti, presidente del Comitato Scientifico dell’Alta Scuola Veronelli, Renata Codello, architetto e direttore Affari Istituzionali di Fondazione Giorgio Cini, Massimiliano Borgia, direttore Festival del Giornalismo Alimentare di Torino, Cesare Benelli, patron del ristorante Al Covo, Bamba Barry, rappresentante di Orient Experience, progetto imprenditoriale promosso da migranti nel segno della condivisione, della professionalità e della cucina. In una dimensione di incontro tra linguaggi e discipline diverse, la musica sarà parte essenziale del Festival con Sesto senso a cura di Luca Damiani, musicologo, scrittore e conduttore di Sei Gradi trasmissione culto di Rai Radio 3. Sarà lui a condurre i partecipanti in un viaggio ideale che unisce brani musicali interpretati da Claudio Farinone, chitarrista, autore e conduttore della Radio Svizzera Italiana, e grandi vini proposti in degustazione guidata.

ll programma di domenica 27 ottobre avrà inizio con un focus sulla comunicazione alimentare dal titolo Il discorso sul cibo. Scrivere di cucina e di vino: questo l’oggetto del confronto tra Daniele Cassandro, redattore di Internazionale e curatore del numero speciale Menù e Massimiliano Borgia, direttore del Festival di Giornalismo Alimentare di Torino. Nel novantesimo anniversario de La Cucina Italiana e a pochi mesi dal bicentenario della nascita di Pellegrino Artusi, la tavola rotonda …e l’arte di mangiar bene indagherà la cucina di casa come “rivoluzione possibile del cibo quotidiano”. Alle ore 15 si confronteranno sulla cucina domestica Alberto Capatti, storico della gastronomia, Maddalena Fossati Dondero, direttrice de La Cucina Italiana, Laila Tentoni, presidente di Casa Artusi, Massimiliano Borgia, direttore Festival del Giornalismo Alimentare di Torino e Aldo Colonetti, filosofo e storico del design. A chiudere il Festival sarà un dialogo con Annalisa Metta, architetto del paesaggio e docente del Dipartimento di Architettura dell’Università Roma Tre. In Terra, vino, paesaggio il racconto di quattro affascinanti paesaggi agrari sarà abbinato alla degustazione di altrettanti capolavori enologici selezionati dalla redazione della Guida Oro I Vini di Veronelli.

Sabato 26 e domenica 27 ottobre, inoltre, dalle ore 11 alle ore 17, il Cenacolo Palladiano di Fondazione Giorgio Cini ospiterà il Sensorium dell’Alta Scuola Veronelli, banco d’assaggio che riunisce un’ampia rappresentanza di eccellenze vitivinicole. Gli ospiti potranno vivere l’emozione di degustare nel magnifico refettorio progettato da Andrea Palladio, al cospetto della riproduzione de Le Nozze di Cana, capolavoro di Paolo Veronese oggi custodito al Louvre. Durante NutriMenti | Festival della Cultura Gastronomica si terranno, infine, focus sensoriali, degustazioni e masterclass a cura dell’Alta Scuola Italiana di Gastronomia Luigi Veronelli. Per partecipare agli eventi – siano gratuiti o a pagamento – è necessario riservare il proprio ticket sul sito dell’Alta Scuola Veronelli.

Fonte: Seminario Permanente Luigi Veronelli

 

Sicurezza alimentare. Come funzionano i controlli veterinari alle frontiere? La risposta in 100 secondi.

Ogni anno l’Italia importa animali e prodotti di origine animale dall’estero, un volume commerciale in continua crescita. Quanto sono sicuri questi prodotti? E chi fa i controlli? A vigilare ci pensano veterinari e personale dei Posti di Ispezione Frontaliera (PIF) e degli Uffici Veterinari Adempimenti Comunitari (UVAC), stazioni periferiche del Ministero della Salute. I PIF si occupano delle importazioni dai Paesi Terzi, gli UVAC si occupano degli scambi all’interno della Comunità Europea.

 

Fonte: Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie.

Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto, scarseggiano le risorse finanziarie per la loro affermazione in Italia e all’estero

Il coordinamento delle Strade del vino e dei sapori tipici del Veneto

Veneto Agricoltura ha realizzato il report sulle “Strade del vino e dei prodotti tipici”, in Veneto 19, sorte 18 anni fa con una legge regionale. Lo studio dell’Agenzia regionale si è posto l’obiettivo di analizzare queste realtà, di verificarne i fattori di successo e le criticità, nonché di individuare azioni, strumenti e informazioni utili ad affrontare le sfide future.

La metodologia utilizzata ha visto la messa a punto e distribuzione di un apposito questionario ad un campione rappresentativo di 211 associati alle Strade, su circa 800 complessivi, suddivisi in base alla tipologia di attività, ovvero: aziende produttrici (aziende agricole, cantine); strutture ricettive (agriturismo, alberghi, bed & breakfast); servizi per la ristorazione (trattorie, ristoranti, enoteche, bar); altre attività inerenti la Strada (agenzie turistiche, guide, musei, piccoli negozi). All’analisi hanno collaborato sia il neonato Coordinamento regionale delle Strade del vino e dei prodotti tipici, che il referente ufficio della Regione del Veneto.

Punti di forza. Riguardo alla “base associativa” del Coordinamento delle Strade del vino e dei prodotti tipici, essa è formata da un nucleo consolidato pari a circa il 50% (soci da più di 8 anni), mentre l’8% lo è da meno di due anni, ma con la caratteristica della prevalenza di produttori che effettuano anche vendita diretta. Alcune Strade attraggono turisti grazie al brand vino, incoming del quale beneficiano alberghi, ristoranti e altri soggetti ma, ahi loro, non i produttori: il prodotto vino pur possedendo dei brand molto forti (Amarone, Prosecco, etc.), non sempre è correttamente allineato/utilizzato per la valorizzazione comunicativa del territorio. Il principale veicolo promozionale a disposizione delle Strade del Vino è il web, Internet, in linea con il tipo di turismo che esse attraggono, dall’estero o comunque da fuori Veneto; dato questo che fornisce un’indicazione molto precisa sull’investimento strategico da fare in termini di marketing. L’altro binario informativo è il sempreverde “passaparola”, che indica quali fattori determinanti il contatto fiduciario e il gradimento dell’esperienza; l’analisi dei questionari fa emergere con grande chiarezza che il “passaparola” premia soprattutto i produttori e la vendita diretta. Le Guide, invece, sono il maggior veicolo pubblicitario dei ristoratori, mentre per l’accoglienza contano oltre ad internet, le agenzie turistiche. La provenienza dei turisti dall’estero premia maggiormente i produttori. Quella di prossimità, cioè italiani specie del Nord, premia invece i ristoratori che comunque hanno anche un 39% di clienti dall’estero.

Punti di debolezza. Il Report segnala invece criticità nella scarsità di risorse finanziarie a disposizione dell’attività delle Strade, e quindi nella conseguente mancanza di eventi promozionali. Sono soprattutto albergatori e attività collegate alla Strada che richiamano il tema della scarsa notorietà turistica del loro territorio. La carenza di personale e la concorrenza tra vicini sono lacune evidenziate soprattutto tra i produttori.

Prospettive future. Quindi, che fare?  La prospettiva più agognata che i tecnici di Veneto Agricoltura rilevano dall’analisi comparata dei questionari è la necessità di aprirsi maggiormente al turismo estero. In particolare, gli albergatori sono più sensibili alla costruzione di proposte integrate, che implichino una permanenza più lunga e una capienza di spesa più generosa. Nonostante molti soci avvertano la difficoltà di coordinare le attività aziendali con quelle delle Strade, ben l’85% è risoluto a continuare e a investire in questa esperienza. Anzi, lì dove si registrano alcune sacche di disaffezione, vi è anche una quota importante di soci determinati ad impegnarsi di più nell’organismo associativo. Le minacce più sentite dagli scettici riguardano la riduzione dei contributi pubblici e la marginalità nella promozione turistica. Ma poiché si avverte che il contesto è quello di un mercato in crescita, in particolare tra gli stranieri e i non veneti, è evidente che le Strade rappresentano sicuramente uno strumento importante da utilizzare e da sfruttare per la promozione del territorio e la produzione di esperienze non replicabili destinate ai turisti.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

 

12 ottobre 2019, il circolo Wigwam Il Presidio di Padova-Camin fa lezione di “cittadinanza attiva” agli studenti dell’Università di Padova

Sabato 12 ottobre 2019, nell’ambito del programma “CAMINando tra memoria e futuro” il Circolo Wigwam “Il Presidio” di Padova-Camin ospiterà una lezione sul campo con tema le “Geografie del cambiamento dei paesaggi agrari e la trasformazione da società rurale a industriale“, realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’antichità dell’Università di Padova.

“L’iniziativa è realizzata, in uno dei luoghi simbolo della resistenza al cemento pervasivo ed oggi non più ingiustificato, dal cui movimento di popolo e di esperti, nasce anche l’alternativa sostenibile del PAAM – Parco Agro Paesaggistico Metropolitano di Padova” dice Stefano Pagnin presidente del Wigwam Il Presidio. Si tratterà di una vera e propria lezione inserita nei corsi di Introduction to territorial analysis” e “Territorial practices for Local Development” delle lauree magistrali internazionali in Sustainable Territorial Development (STeDe) e in Local Development. Ovvero dei master che hanno per obiettivo la formazione dei professionisti di sviluppo locale a supporto delle organizzazioni che agiscono sul territorio (istituzioni, comunità locali, ONG e società private) nell’elaborazione di politiche di sviluppo sostenibile.

L’obiettivo della lezione-escursione è di far vivere agli studenti un’esperienza pratica di conoscenza e analisi di un territorio, delle problematiche che lo interessano e delle risposte a queste ultime, nate dall’azione diretta e “dal basso” per iniziativa dei cittadini. Quest’ultimo aspetto costituisce una parte centrale dell’esperienza formativa perché evidenzia la capacità di esprimere istanze di sviluppo partecipativo da parte di chi vive e abita un determinato contesto, in questo caso urbano, coinvolto in dinamiche di profonda trasformazione socio-economica e territoriale. Una dinamica partecipativa che trova espressione aggregata nelle due entità comunitarie organizzate di questo territorio, Wigwam Local Community della città di Padova e Wigwam Local Community di Padova Est.

Fonte: Servizio stampa Wigwam