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Ambiente, nominati i presidenti dei Parchi regionali veneti

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha firmato i decreti con i quali sono stati nominati i nuovi presidenti e consigli direttivi dei Parchi regionali del Veneto Colli Euganei, Delta del Po, Fiume Sile e Lessinia.

Alla guida degli Enti, il Governatore ha chiamato Massimo Campagnolo (Colli Euganei); Moreno Gasparini (Delta del Po); Arturo Pizzolon (Fiume Sile); Raffaello Campostrini (Lessinia). I consigli direttivi sono così composti: Parco dei Colli Euganei – Massimo Campagnolo, Antonio Scarabello, Nico Schiavon, Diego Bonato, Luca Callegaro. Parco del Delta del Po – Moreno Gasparini, Giovanni Chillemi, Roberto Pizzoli, Adriano Tugnolo, Maura Veronese. Parco del Fiume Sile – Cristina Andretta, Arturo Pizzolon, Claudio Grosso, Giuseppe Romano, Stefano Giuliato. Parco della Lessinia – Raffaello Campostrini, Marco Antonio Cappelletti, Emanuela Dal Cengio, Marcantonio Grizzi, Massimo Sauro.

Zaia. “La squadra che governerà il futuro di queste perle naturalistiche e turistiche del Veneto – dice Zaia – è di qualità ed è stata scelta al termine di un accurato confronto con i territori. Non a caso parlo di squadra, perché mi aspetto lavoro di squadra tra i presidenti e i rispettivi consigli direttivi e tra tutti i Parchi, che hanno singole peculiarità sacrosante, ma costituiscono anche un unicum nel panorama delle cose belle e utili che contraddistinguono il Veneto e che possiamo spendere con orgoglio in tutto il mondo, sia sul piano della valenza naturalistica, sia su quello del turismo ecocompatibile, slow, che tanto successo sta riscuotendo ovunque. A tutti auguro buon lavoro”.

Corazzari. “Si è chiuso nel migliore dei modi – aggiunge l’assessore ai Parchi Cristiano Corazzari – un percorso complesso, legato alle previsioni della nuova legge di settore. Ci è voluto un po’ più di tempo, ma è stato tempo speso bene, per coinvolgere i territori e ascoltare le Comunità. Con la piena operatività della nuova governance si avvia un percorso che renderà questi Parchi sempre più un’opportunità per le popolazioni locali, non solo di conservazione di ambienti unici, ma anche di sviluppo. I nuovi presidenti – conclude Corazzari – sappiano fin d’ora che troveranno nell’assessorato regionale un interlocutore attento e sempre positivamente collaborativo”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

 

Alleanza circolare per riciclare la plastica. Oltre 100 partner coinvolti nell’Unione europea.

Oltre 100 partner pubblici e privati che rappresentano l’intera catena del valore della plastica firmeranno la dichiarazione dell’alleanza circolare per la plastica (Circular Plastics Alliance), che promuove azioni volontarie per il buon funzionamento del mercato dell’UE nel settore della plastica riciclata.

La dichiarazione stabilisce le modalità con cui l’alleanza raggiungerà entro il 2025 l’obiettivo di 10 milioni di tonnellate di plastica riciclata utilizzata ogni anno per fabbricare nuovi prodotti in Europa. L’obiettivo è stato fissato dalla Commissione europea nella sua strategia per la plastica del 2018, nell’ambito degli sforzi volti a promuovere il riciclaggio della plastica in Europa. La dichiarazione stabilisce azioni concrete per raggiungere l’obiettivo, tra cui: migliorare la progettazione dei prodotti di plastica per renderli più riciclabili e integrare maggiormente la plastica riciclata; individuare sia il potenziale inutilizzato, al fine di aumentare la raccolta, la selezione e il riciclaggio dei rifiuti di plastica in tutta l’UE, sia le lacune in materia di investimenti; creare un programma di ricerca e sviluppo per la plastica circolare; istituire un sistema di monitoraggio trasparente e affidabile per tenere traccia di tutti i flussi di rifiuti di plastica nell’UE.

La dichiarazione dell’alleanza resterà aperta alla firma sul sito web della Commissione affinché nel tempo possano aderire ulteriori firmatari, in particolare autorità pubbliche di tutta Europa. Si incoraggiano inoltre le associazioni imprenditoriali e le imprese che non lo avessero ancora fatto a impegnarsi su base volontaria a utilizzare o produrre più plastica riciclata.

Fonte: Europe Direct Comune Venezia

Verso Fieragricola 2020. Produzione di latte mondiale in rallentamento. Effetto dazi: cresce l’export Ue-28. L’Italia trascinata dai formaggi.

Ci sono aspettative positive per l’andamento dei mercati del latte su scala mondiale, bilanciati da una produzione in rallentamento (-0,4% nel periodo gennaio-settembre su base tendenziale i volumi dei principali paesi esportatori: Argentina, Australia, Bielorussia, Cile, Nuova Zelanda, Ucraina, Ue-28, Usa, Uruguay) e da una domanda che a livello internazionale è sostenuta da un deficit di materia prima in equivalente latte (dicitura che comprende polvere di latte intero, latte, polvere di latte scremato, burro, formaggi, late condensato e yogurt) superiore a 5 milioni di tonnellate. Lo rileva – sulla base dei dati Clal, portale di riferimento del settore lattiero caseario, seguito in oltre 200 Paesi – Fieragricola, rassegna internazionale dedicata all’agricoltura, in programma a Verona dal 29 gennaio all’1 febbraio 2020.

Etica, benessere animale, economia circolare e cambiamenti climatici. Sono quattro, per gli analisti di Clal, le variabili che sempre più determineranno lo sviluppo delle filiere lattiero casearie. «La zootecnia sarà sempre di più chiamata a svilupparsi in un’ottica green – commenta il team di Clal –L’etica, il benessere animale, la riduzione dell’utilizzo dei farmaci sono sempre più elementi portanti sui quali costruire l’allevamento del futuro». L’altra variabile, secondo il team di Clal, è costituita dai cambiamenti climatici: «Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito a forti interazioni del clima sulle produzioni di latte, che hanno compromesso i raccolti dei foraggi e limitato le produzioni lattiere».

La paura dei dazi trascina l’export comunitario. Entrati in vigore il 18 ottobre, i super-dazi del 25% che Washington ha applicato all’agroalimentare europeo erano attesi da mesi. Questo in parte spiega l’accelerazione dell’export dei prodotti lattiero caseari dell’Unione europea (+9,2% in quantità e +11,5% in valore), con un ritmo più marcato in agosto, che su base tendenziale evidenzia una crescita dell’11,9% in quantità e del 13,5% in valore. In agosto, in particolare, le esportazioni sorridono per quasi tutte le voci produttive. Avanza l’export di latte e panna (+30,7% in quantità e +27,1% in valore), con la Cina che raddoppia le importazioni (+99,7%). Trend positivi anche per la polvere di latte scremato (+37,3% in quantità e +57,3% in valore), la polvere di latte intero (+8,4% in quantità e +6,4% in valore), la polvere di latte con aggiunta di grassi (+3,7% in quantità e +8,8% in valore). Corre anche l’export comunitario di formaggi, che accelera sia in quantità (+11,8%) che in valore (+15,5%). Gli Stati Uniti sono il primo paese di destinazione, con un import a +40,5% in agosto.

Allargando il focus sui primi otto mesi del 2019, latte e panna sono le prime voci doganali per volumi esportati, superiori a 758.000 tonnellate fra gennaio e agosto 2019: +17,9% rispetto allo stesso periodo del 2018 e +14,1% in valore. Grazie alla domanda internazionale sostenuta, il mercato della polvere di latte scremato (SMP) cresce del 28,8% in quantità e addirittura del 44,2% in valore. Bene anche le esportazioni di burro (+22,1% in quantità e +20,3% in valore) e di FFMP, la polvere di latte con l’aggiunta di grassi, che conquista nuovi spazi in Africa e nei paesi del Golfo. Positivo anche l’export dei formaggi, che cresce del 3,3% in quantità e dell’8% in valore, grazie l’aumento del prezzo unitario, che sale del 4,6% e tocca e 4,92 €/kg di media.

Per l’Italia i formaggi fanno la differenza. L’Italia, che fra gennaio e luglio 2019 diminuisce le esportazioni lattiero casearie in quantità (-4,3%), ma non in valore (+12,9%), si rafforza nei segmenti che rappresentano l’eccellenza del made in Italy: i formaggi, che segnano un avanzamento dell’esportazione dell’8% in quantità e del 13,3% in valore, con un prezzo medio unitario di 6,86 €/kg, a conferma di una maggiore distintività dei prodotti Dop. Francia, Germania e Regno Unito sono i primi tre mercati di destinazione dei formaggi italiani, seguiti dagli Stati Uniti con un +27,9% di quantità importate fra gennaio e luglio 2019 e un +70% in luglio, che complessivamente segna un incremento dell’export del 15,8% su base tendenziale in quantità e del 22,2% in valore.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere

26 e 27 ottobre 2019, a Pazzon di Caprino Veronese (VR) c’è la Festa del Pero Trentosso

Sabato 26 e domenica 27 ottobre 2019 si festeggia a Pazzon di Caprino Veronese (VR) la 6^ Festa del Pero Trentosso. Nata nel 2014 su iniziativa di un comitato spontaneo di cittadini della frazione pedemontana per rendere omaggio a questo frutto saporito tipico della montagna baldense e a rischio estinzione, con gli anni questa piccola festa è andata sempre più raccogliendo consensi sia tra il pubblico che tra gli espositori.

Programma/1. Sabato 26/10 pomeriggio, alle ore 15,30 con ritrovo nella piazza di Pazzon, partenza per “Quattro passi sotto i perari”, passeggiata tra i prati ad ammirare splendidi esemplari di pero trentosso; durante la passeggiata i partecipanti avranno modo di ricevere nozioni di botanica, ascoltare improvvisazioni teatrali e poesie a tema. A conclusione: merenda sul prato. Il secondo appuntamento di sabato è alle ore 18 nella sala parrocchiale con un conversazione su “Eventi climatici improvvisi: quale difesa vegetale a salvaguardia del territorio?” con Alessandro Pasini, dottore forestale. A seguire, alle ore 19,30 circa, una cena a base di pero trentosso e castagne (è gradita la prenotazione al 393 3864628).

Programma/2. Domenica 27 ottobre, giorno della Fiera vera e propria, inizia alle ore 9 con l’apertura dei banchetti di piccoli produttori che esporranno i loro prodotti tipici: pere, patate, verze, corbele, nespole e quant’altro offre la stagione. Alle 10 partenza della visita guidata “Tra fontane e lavatoi nella Valle del Tasso” a cura del Ctg El Vissinel, dalle ore 12 la cucina offre i piatti tipici della tradizione contadina: gnocchi di pane, minestrone, polenta e luganeghe. Nel pomeriggio si potrà assistere alla preparazione della ricotta. La giornata si chiude al tramonto quando la brave gente del Baldo saluterà tutti con puina (ricotta) e peri trentossi.

Fonte:

25 ottobre 2019, alla conviviale mensile Argav-Wigwam si parla di crisi di riscatto delle comunità locali, i casi Sardegna, Amatrice e tempesta Vaia. A seguire, performance artistiche (Erica Boschiero e Francesco Lucianetti) e culinarie.

Questa sera, venerdì 25 ottobre 2019, alla conviviale mensile di aggiornamento Argav, che si svolgerà verso le 19.00 nella consueta sede del circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), si parlerà di crisi e riscatto di comunità locali. A moderare l’incontro, sarà Fabrizio Stelluto, presidente Argav.

In particolare, Giustino Mezzalira di Veneto Agricoltura parlerà dell’accordo Regione Veneto-Itlas per la rinascita della foresta veneta dopo la tempesta Vaia; quindi, sarà trattato il tema della crisi del prezzo del latte ovino che ha colpito le comunità pastorali e gli allevatori sardi, non risolta ed aggravata dai dazi imposti da Trump sull’importazione negli USA dei formaggi italiani Dop (Pecorino romano Dop) e che è nell’imminenza di riesplodere ancora più forte di qualche mese fa. A parlarcene in collegamento Skype saranno Celestino Moro e/o Maurizio Orrù, giornalisti Arga Sardegna. Marco Santori, presidente Etimos Foundation, che ha la propria sede centrale a Padova, illustrerà invece l’impegno per il biodistretto agricolo di Amatrice. Sgomberato il centro storico dalle macerie post-terremoto, nel borgo si stenta a far partire la ricostruzione.

Performance artistiche e culinarie. A seguire ci sarà l’artista Francesco Lucianetti, che presenterà la sua prossima mostra a Padova dedicata alla storia e alla mitologia della Sardegna e realizzata in collaborazione con il Circolo Culturale Sardo “Eleonora d’Arborea” e la performance di Erica Boschiero, che presenterà il suo più recente CD e spettacolo “E tornerem a baita”. Infine, per onorare la nomea sull’ospitalità veneta, la presentazione con degustazione di due nuovi prodotti della gastronomia nostrana – i bocconcini alla mozzarella e allo stoccafisso mantecato – a cura dell’azienda artigiana Agostini Elio snc di San Martino di Lupari e preparati dal nostro anfitrione, Efrem Tasssinato, presidente Rete Wigwam.

La vespa velutina, originaria del sud-est asiatico ed insediatesi in Francia, minaccia le api europee

Uno studio filogenetico di esemplari raccolti in Italia di Vespa velutina, calabrone dalle zampe gialle originario delle aree tropicali e subtropicali del sud-est asiatico, ha permesso di appurare che questi provengono dalla diffusione verso sud di una popolazione stabilitasi in Francia. È quanto emerge da una ricerca condotta dal Centro di referenza nazionale per l’apicoltura dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) in collaborazione con il Dipartimento di Biomedicina Comparata e Alimentazione (BCA) dell’Università di Padova, i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sulla rivista Biological Invasions.

Gli spostamenti del calabrone asiatico. Secondo lo studio, i 33 esemplari italiani di Vespa velutina – raccolti nel 2012, 2016, 2017 e 2018 – presentano tutti la medesima sequenza del gene mitocondriale cox1, che a sua volta risulta identica a quella di altri esemplari di questo calabrone rinvenuti in Europa e fino ad oggi studiati. Questo risultato ha permesso ai ricercatori di avvalorare l’ipotesi che la recente introduzione di Vespa velutina in Italia non derivi direttamente dai paesi d’origine dell’Asia sud-orientale, ma dalla diffusione di una popolazione che a partire dal 2004 si è stabilita e successivamente diffusa in Francia, e che attualmente si sta muovendo anche verso il nord Europa. Comprendere gli spostamenti del calabrone asiatico è importante per mettere a punto strategie di sorveglianza e contrasto alla sua diffusione, e tutelare in questo modo la salute delle api e il settore dell’apicoltura.

Anche vettori di virus patogeni. Gli adulti di Vespa velutina, infatti, sono predatori di un’ampia varietà di artropodi, comprese le api da miele (Apis mellifera), e potrebbero rappresentare una minaccia per gli alveari anche come possibili vettori di virus patogeni. Un’altra ricerca, infatti, ha rilevato la presenza di forme replicative del virus della cella reale nera (BQCV) e del virus Kashmir (KBV) in esemplari di Vespa velutina rinvenuti in Italia. L’analisi delle sequenze virali mostra un’elevata percentuale di identità con sequenze di virus rilevate in Europa in Apis mellifera. Considerando l’attività predatoria di Vespa velutina, questa similarità genetica suggerisce che il calabrone asiatico possa contrarre questi virus nutrendosi e nutrendo le sue larve con api da miele infette e avere, di conseguenza, un ruolo nella loro diffusione. Lo studio, realizzato in collaborazione dall’Università di Pisa, dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia-Romagna (IZSLER) e dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), è stato pubblicato sulla rivista Scientific Reports.

Fonte: Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie

Radicchio di Treviso Igp, tra “Gastomania”, “Mark”, “Globalgap”, “Sqnpi”, “Certificazione residuo zero”, cambiamenti climatici e insetti alieni, s’interroga sul proprio futuro

In attesa dei grandi freddi che porteranno a maturazione la varietà tardiva, il Consorzio del Radicchio Rosso di Treviso Igp e Radicchio Variegato di Castelfranco Igp guarda al futuro delle varietà che da 23 anni tutela, e lo fa attraverso un convegno dal titolo “Il radicchio si interroga sul suo futuro”, svoltosi nei giorni scorsi. Un’iniziativa che è parte di un percorso iniziato dal Consorzio 5 anni fa con l’obiettivo di formare e informare soci produttori, associazioni di categoria e amministratori su quelle che possono essere le potenzialità di sviluppo e i traguardi raggiungibili attraverso la valorizzazione e la promozione delle 3 varietà protette. Un prodotto che registra un trend in continua crescita dal 2015, ma che necessita di pianificare il prossimo futuro per mettersi in gioco anche in ottica globale e non solo territoriale.

Da elevare il concetto di “marchio”. A fornire il proprio contributo quattro relatori, ognuno dei quali ha espresso il proprio punto di vista su quelle che possono essere le prospettive di breve e medio periodo delle pregiate cicorie. Ad aprire le riflessioni Roberto della Casa, docente, fondatore e coordinatore di Italiafruit News, che ha indagato le dinamiche del mercato ortofrutticolo nella distribuzione moderna rispetto a diversi tipo di consumatori “Il radicchio ha tutte le carte in regola per fare da traino per questo territorio – spiega Dalla Casa – Il cliente cerca un prodotto buono, garantito, sostenibile, tracciabile, biologico ma premia anche il suggerimento e l’abbinamento consigliato. Nella distribuzione moderna dovrebbe esserci più spazio dedicato ad un prodotto come il Radicchio Rosso di Treviso IGP per far comprendere cosa c’è dietro. Va considerato che tra Treviso e Bologna l’impatto del ‘fiore che si mangia’ è diverso, pertanto o il consumatore conosce quello che sta acquistando o probabilmente non lo acquista, soprattutto se ha un costo superiore ai prodotti similie conclude – bisogna elevare il concetto di ‘mark’, dobbiamo far parlare il prodotto prima, in modo immediato, ha bisogno di un marketing che spieghi cos’è come si produce, ricette, abbinamenti, e aiuti a leggere un prodotto locale in ottica globale.”

E’ vera e propria “Gastomania”. A rafforzare il punto di vista anche l’intervento di Roberta Garibaldi, docente e componente di presidenza della Società Italiana Scienze del Turismo, che ha sottolineato come grazie all’attenzione mediatica sviluppata nei confronti dei prodotti agroalimentari ci troviamo davanti ad una vera e propria “Gastomania”. “Oggi la ricchezza enogastronomica è considerata uno degli elementi più rilevanti per la scelta della meta turistica. La totalità dei turisti vuole vivere esperienze enogastronomiche (86%) – e sottolinea – quello che emerge è che c’è un forte gap tra domanda e offerta, perché spesso le aziende alimentari non sono preparate a rispondere ad un segmento di domanda affine al loro core business. Il turismo enogastonomico è turismo culturale perché deve intrecciare tre elementi: prodotto, storia, servizio.” Singolare, inoltre, l’esempio che evidenzia come stati quali Thailandia o Giamaica si stiano evolvendo molto in questa direzione pur avendo una cultura e una proposta alimentare più ristretta di quella italiana. Ed infine conclude “Da considerare inoltre in un’ottica di accoglienza finalizzata alla valorizzazione del Radicchio Rosso di Treviso IGP che a richiedere esperienze sono, non solo i turisti abbienti, ma anche i giovani e i millennials”.

Certificazioni. Riflessioni più tecniche durante la seconda parte del convegno, dove è stata evidenziata limportanza delle certificazioni nelle transizioni dei prodotti ortofrutticoli grazie all’intervento di Maria Chiara Ferrarese, vicedirettore CSQA di Thiene La certificazione è una scelta, è un concetto di garanzia che si è affermato per i retailer di tutto il mondo, i quali hanno bisogno di tutelarsi rispetto al prodotto che stanno mettendo in commercio. Questo perché molto spesso le certificazioni comunicano claim sensibili al consumatore. Il Global GAP in questo momento è uno standard mondiale che rappresenta un elemento basilare per vendere non solo alle catene più note ma anche nei discount i quali, sempre più, chiedendo le stesse garanzie delle catene maggiormente conosciute. Global GAP è nna certificazione che oggi conta 200.000 aziende registrate al mondo di cui 110.000 solo in Europa e sottolinea come in questo momento si stiano sviluppando dei moduli aggiuntivi chiesti dai grandi retailer che vanno a toccare aspetti sociali e di sostenibilità rivolta all’intera filiera. Preciso inoltre l’intervento rivolto ai nuovo marchio ministeriale SQNPI “certifica una produzione sostenibile che non include elementi di sostenibilità sociale o economica ma ha il vantaggio di poter essere richiesta da una singola azienda o da aziende associate”. Non sono mancate inoltre le precisazioni sulla Certificazione Residuo Zero, partita nel 2018 “sarà un indicatore utile per il consumatore in quanto, oltre al residuo di pesticidi sul prodotto finito (inferiore a 0,01 mg/kg), attesta anche un sistema di rintracciabilità in tutte le varie fasi e valuta il procedimento attivato per arrivare al risultato finale”.

Cambiamenti climatici e insetti alieni. A chiudere la sessione Paolo Fontana, presidente di World Biodiversity AssociationLa sostenibilità non è una alternativa, è l’unica strada. Ci sono 2 aspetti che dimostrano il perché la sostenibilità non è un’opzione, i cambiamenti climatici e gli insetti alieni. I prodotti agricoli non sono qualcosa si standard sono esposti al ciclo organico, meteorologico, di stabile c’è poco. Va sempre considerato che il cambiamento climatico mette in crisi un sistema economico, i parassiti son diversi.  Gli organismi risentono molto dei cambiamenti climatici e si comporteranno in modo diverso e l’agricoltura degli ultimi 70 anni non è resiliente, è fragile da tanti punti di vista, è vulnerabile, la moderna agricoltura deve fare qualche passo in avanti e si deve sviluppare in un’ottica ecologica capace di adattarsi e progredire, come è sempre stato, in un’ottica di ciclo ecologico”. Tanti gli spunti per la platea presente composta prevalentemente di produttori che oggi hanno la fortuna di operare in uno dei settori con maggiore margine di innovazione. Un settore al centro di numerosi dibattiti ma che, soprattutto in termini di accoglienza e valorizzazione, può ancora esprimere molto grazie a spazi a misura d’uomo situati ad un passo dalle grandi mete turistiche. Necessaria quindi la formulazione di un’offerta articolata al consumatore che esprime, sempre più, l’esigenza di incontrare il produttore

Fonte: Servizio stampa Consorzio Radicchio di Treviso Igp


23 ottobre 2019, a Lonigo (VI) il consigliere Argav Renzo Michieletto di Veneto Agricoltura spiega agli studenti il valore delle Denominazioni europee

Nell’ambito del progetto regionale “Festival delle DOP 2019”, il consigliere Argav Renzo Michieletto di Veneto Agricoltura terrà mercoledì 23 ottobre, dalle ore 10:30 alle 12:30, un incontro con gli studenti delle classi quinte dell’Istituto Alberghiero Trentin di Lonigo-Vi. Finalità dell’iniziativa è quella di far conoscere l’importanza dei regimi di qualità dell’Unione Europea, riconosciuti attraverso i marchi DOP (Denominazione di Origine Protetta), IGP (Indicazione Geografica Protetta) e STG (Specialità Tradizionale Garantita) assegnati alle 2.979 eccellenze dell’agroalimentare UE, 818 delle quali italiane.

Un settore che in Italia vale complessivamente circa 15 miliardi di euro, di cui 9 mld/euro per il vino e 7 per il food. All’incontro saranno presenti anche i rappresentanti di due Consorzi di Tutela del territorio vicentino (Luca Cracco per il Consorzio Formaggio Asiago e Giovanni Ponchia per il Consorzio Vini dei Colli Berici e Vicenza) che illustreranno l’esperienza di due importanti produzioni locali a Denominazione, formaggi e vini, con focus particolare sulla promozione e valorizzazione dei prodotti. Non mancherà una breve analisi della situazione che si è venuta a creare in Italia con l’imposizione da parte del Governo USA di pesanti dazi sui prodotti agroalimentari europei.

Il “Festival delle DOP 2019” ha avuto il suo momento di punta lo scorso 19 maggio con la grande esposizione/degustazione di prodotti a marchio UE del Veneto svoltasi a Lazise (Vr), che ha visto il coinvolgimento dei Consorzi di Tutela della nostra regione; nonché con lo svolgimento nella scorsa primavera di una serie di incontri di aggiornamento rivolti agli operatori dei Consorzi di Tutela. Ora, con la ripresa dell’anno scolastico, il progetto “Festival delle DOP 2019” prosegue con alcuni incontri negli Istituti Alberghieri, Agrari e Turistici.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

22 ottobre 2019, il direttivo Argav si riunisce al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Pd)

Il direttivo Argav torna a riunirsi nella sede del circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) questa sera, martedì 22 ottobre, alle ore 18:30, con il seguente ordine del giorno: approvazione verbale precedente, comunicazioni del Presidente, comunicazione della Segretaria, domande iscrizione nuovi soci, nomina candidati premio Argav, prossime attività 2019, varie ed eventuali.

 

 

Al cinema in 7 multisala del Veneto, storie e volti per far conoscere i benefici del Psr Veneto e della politica agricola comunitaria

 

Dal 17 ottobre sul grande schermo delle multisale venete si proietta “Storie di sviluppo rurale”, trailer della docu-serie che racconta l’agricoltura presente e futura del Veneto e le realtà più significative finanziate con il programma di Sviluppo rurale. I trailer sono in programmazione nelle sale UCI e The Space di Venezia – Marghera, Marcon (VE), San Giovanni Lupatoto (VR), Lugagnano di Sona (VR), Silea (TV), Torri di Quartesolo (VI), Limena (PD) e inviteranno gli spettatori ad approfondire nel sito online del Psr veneto o nei social (Youtube) le storie dei protagonisti dello sviluppo rurale veneto: cinque brevi puntate dedicate a raccontare storie di competitività aziendale, di agricoltura sostenibile e sociale, di rispetto ambientale e di valorizzazione delle aree rurali.

Protagonisti della prima puntata della docu-serie, dedicata alla redditività, alla competitività delle aziende agricole e all’ammodernamento delle strutture, sono Sara Tognato della “Cooperativa Caresà” Brugine (Padova), Carlo Finotello de “I Sapori di Sant’Erasmo” Venezia, Valentina Tomezzoli de “El Restel” di Oppeano (Verona) e Andrea Borletti, della “Tenuta Ca’ Negra” Loreo (Rovigo). Il tema della competitività ritorna anche nella seconda puntata, dedicata all’insediamento dei giovani agricoltori e alla diversificazione delle attività: a raccontarsi sono l’azienda orticola di Francesco Saltarin di Vighizzolo D’Este (Padova), Genny Varotto della “Società Agricola La Magiara” di Pozzoveggiani (PD), Ilaria Nidini della “Tenuta Santa Maria Valverde” di Marano di Valpolicella (VR) e Nicola Dalla Grana dell’“Azienda Agricola Officinalis” a Val Liona (Vicenza). La terza e la quarta puntata sono riservate all’ambiente e alla valorizzazione degli ecosistemi connessi all’agricoltura e alla silvicoltura e all’uso efficiente delle risorse e alla riduzione delle emissioni. La quinta puntata è centrata sullo sviluppo locale delle zone rurali. Tutti gli episodi si chiudono con un pensiero rivolto al domani: agli agricoltori è stato di chiesto di immaginare il futuro dell’agricoltura veneta e della politica agricola europea.

La docu-serie si affida inoltre alle parole di Goffredo Parise, Fulvio Ervas, Dino Coltro, Mario Rigoni Stern, Giuseppe Berto, Andrea Zanzotto, per aprire ciascuna puntata con una citazione introduttiva al tema, in omaggio ad alcune delle più importanti figure della cultura veneta che hanno saputo raccontare con profondità il legame tra il mondo rurale e il territorio regionale. L’iniziativa è stata realizzata dall’Autorità di gestione, in collaborazione con l’Avepa, l’Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura, nel quadro del piano di comunicazione del PSR Veneto.“Abbiamo voluto questa campagna di comunicazione della nostra quotidianità multimediale – commenta l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan – per far conoscere a tutti che cos’è il piano di sviluppo rurale e come sono cambiate le imprese e le aree che hanno beneficiato dei fondi comunitari del Psr. Le parole e i volti dei beneficiari renderanno più immediata la comprensione di quanto il PSR non sia solo un aiuto economico, ma anche un’adesione agli obiettivi di innovazione e sostenibilità ambientale, sociale ed economica della politica agricola europea”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto