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Regione Veneto, misure antismog, approvato bando per la trasformazione dell’alimentazione di veicoli da benzina e gasolio a gpl-metano

Approvato dalla Giunta regionale un nuovo bando dedicato a misure antismog. “In linea con le esigenze di contenimento degli inquinanti, tra i quali il particolato, – spiega l’assessore all’Ambiente Bottacin – e in coerenza con gli impegni assunti con la sottoscrizione dell’Accordo di programma firmato nel 2017 per l’adozione di misure di risanamento per il miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino Padano, abbiamo inteso intervenire con un ulteriore provvedimento in uno dei settori maggiormente responsabili di emissioni inquinanti.”

Il bando prevede la concessione di contributi a soggetti privati per la trasformazione dell’alimentazione dei veicoli da benzina o gasolio a Gpl o metano, destinando contributi fino a mille euro per veicolo. “Con la delibera di approvazione del bando abbiamo ritenuto di stanziare, in prima battuta, 200.000 euro sul corrente bilancio – dettaglia Bottacin – e nel predisporre i criteri per la graduatoria, oltre a tenere conto delle emissioni, abbiamo voluto confermare, anche in questa occasione, punteggi differenti a seconda della situazione economica dei beneficiari, prevedendo una priorità per le fasce di reddito più basse.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

 

Regione Veneto, danni agricoltura cimice asiatica, risarcimenti a chi ha perso più del 30 per cento della produzione vendibile

Prende forma l’azione di risarcimento disposta dalla Regione Veneto nei confronti dei frutticoltori la cui colture sono state gravemente danneggiate dalla cimice asiatica. La Giunta regionale del Veneto ha stabilito le modalità di calcolo e assegnazione del fondo di emergenza di 3 milioni e 48 mila euro stanziato nel bilancio 2019.

Risarciti danni superiori al 30 per cento della produzione. “I danni denunciati dagli agricoltori veneti – premette l’assessore all’agricoltura Pan – sono stimati tra gli 80 e i 100 milioni di euro per l’intero comparto frutticolo. Siamo in presenza di una vera e propria calamità, diffusa in tutta la pianura veneta, che richiede un piano organico di contenimento e prevenzione, a valenza nazionale, dotato di adeguate risorse, mezzi e finanze. In attesa che il ministero competente e il governo adotti un intervento incisivo di contrasto e di indennizzo, la regione Veneto, per parte propria, ha messo in campo un primo aiuto emergenziale per soccorrere i frutticoltori che hanno subito, a causa della cimice marmorata, danni superiori al 30 per cento della produzione lorda vendibile ordinaria dell’azienda. I risarcimenti saranno ripartiti in misura proporzionale tra tutti gli eventi diritti, sino ad un massimo dell’80 per cento del danno subito”.

Per le domande di risarcimento bisogna attendere i dati delle colture ancora in atto. La definizione del valore del parametro risarcitorio per le singole colture (melo, pero, pesco, actinidia, noce da frutto e altri fruttiferi) sarà individuata con prossimo decreto del direttore della Direzione regionale agroalimentare in collaborazione con il servizio fitosanitario regionale e con Avepa, sentite le organizzazioni dei produttori agricoli e le organizzazioni professionali agricole che aderiscono al tavolo verde. Con il medesimo provvedimento, per la cui emanazione sarà necessario attendere i dati delle colture ancora in atto, verranno aperti i termini per la presentazione delle domande al fine della quantificazione del contributo regionale.

Fonte: Servizio stampa regione Veneto

9 novembre, al via a Conegliano (TV) un corso di agricoltura biocompatibile, iscrizioni ancora aperte

E’ ai nastri di partenza – ma c’è ancora possibilità di iscrizione – il corso di agricoltura biocompatibile organizzato a Conegliano (TV) da Aps Salute & Ambiente nella sede universitaria del campus vitivinicolo ed enologico del Cirve (via XXVIII aprile 14, lato nord del Cerletti). Le lezioni avranno luogo al sabato dalle 15 alle 19 a partire dal 9 novembre sino al 4 aprile 2020.

Iscrizioni. Sono previste visite in azienda in giorni da concordare e testimonianze di produttori agricoli; inoltre, si potranno organizzare degli approfondimenti su richiesta. A chi frequenta l’intero corso verrà consegnato un attestato di partecipazione. Ai partecipanti verrà chiesto un contributo di partecipazione, definito in base agli iscritti (minimo 20, massimo 60). Ulteriori informazioni e iscrizioni: 347 960 7859 (Roberto) oppure inviare una mail a natinel63@tiscali.it con oggetto “agricoltura biocompatibile”.

Programma del corso. 09 nov – 1a lez.: Come organizzare una nuova azienda agricola; forma dimensioni e tipologia. 16 nov. – 2a lez.: Cos’è il metodo biologico e come si applica. 23 nov. – 3a lez.: Cos’è il metodo biodinamico e come si applica. 30 nov. – 4a lez.: L’ulivo, varietà, resistenza, distanze, potatura, trattamenti preventivi e curativi. 07 dic. – 5a lez.: La vite, varietà, resistenza, distanze, potatura, malattie, trattamenti preventivi e curativi; 14 dic. – 6a lez.: La coltivazione delle orticole; qualità delle sementi, piantine, le rotazioni, ecc.. I trattamenti preventivi e curativi. 11 gen. – 7a lez.: La coltivazione dei cereali; i grani e i grani antichi, orzo, farro, mais, mais autoctoni, ecc.. 18 gen. – 8a lez.: Conoscenza, caratteristiche e depurazione del terreno, preparazione e concimazione. 25 gen. – 9a lez.: Cos’è il metodo Trinium. 08 feb. – 10a lez.: Le piante da frutto in generale; caratteristiche, resistenza, porta-innesti, associazioni, distanze, potatura, trattamenti preventivi e curativi. 15 feb. – 11a lez.: Il ruolo delle piante, degli animali, degli insetti e dei microorganismi del terreno per l’equilibrio dell’habitat; 22 feb. – 12a lez.:I l riconoscimento delle diverse malattie delle piante e colture orticole. 07 mar. – 13a lez.: Utilizzo dei Microorganismi Effettivi EM nelle varie pratiche agricole. 14 mar. – 14a lez.: La preparazione dell’orto sano ed efficiente (rotazioni – consociazioni – irrigazioni – ecc..); 21 mar. – 15a lez.: La diversità e diversificazione nell’azienda agricola- 28 mar.. – 16a lez.: Prospettive commerciali e opportunità per l’agricoltura biologica locale; 04 apr. – 17a lez.: La certificazione aziendale; cos’è e come ottenerla.

Fonte: Aps Salute & Ambiente

Scienziati e studenti insieme per la Terra, presentato oggi a Venezia “Earthbook, il libro mastro della Terra”

Oggi, lunedì 4 novembre 2019, sarà presentato in anteprima mondiale alla Canottieri Mestre di Punta San Giuliano a Venezia l’Earthbook, ovvero il Libro mastro della Terra, frutto di una inedita alleanza tra scienziati e studenti, che monitoreranno le condizioni del pianeta ad iniziare dalla parte acquea.

L’iniziativa, si colloca nel giorno dell’anniversario dell’Acqua Granda del 1966, a 53 anni da quell’evento straordinario, senz’altro premonitore dei cambiamenti climatici che oggi tutti avvertiamo sulla nostra pelle. A promuoverla è la Comunità Locale Wigwam della Città di Venezia col suo Laboratorio per la resilienza che nell’occasione lancerà KADDIKid Acqua Alta Discovery 2019, un progetto pilota di educazione ambientale per le scuole, alla scoperta della dinamica delle maree, con particolare riferimento al delicato contesto della Laguna e della sua città. L’iniziativa sarà a partecipazione gratuita ed è realizzata insieme al Comune di Venezia, al Provveditorato alle Opere Pubbliche di Venezia, al Centro Previsioni e Segnalazione Maree, agli Itinerari Educativi del Comune di Venezia e con il supporto logistico/operativo dell’Associazione Centri Sportivi Italiani.

Le attività, dirette da Giovanni Cecconi, coordinatore della Comunità Wigwam veneziana consisteranno nel posizionamento di aste idrometriche per misurare il livello delle acque con foto o lettura diretta e in letture del livello delle acque in contemporanea su tutta la laguna di Venezia. Gli obiettivi formativi mirano alla scoperta condivisa sui motivi dei ritardi della marea, l’influenza del vento nella determinazione dell’effetto acqua alta, della subsidenza del suolo e del conseguente aumento del livello delle acque. Tutto ciò grazie all’asta idrometrica, che insieme sarà realizzata. “L’iniziativa avrà anche valore scientifico – dice Giovanni Cecconi – perché le scuole contribuiranno al lavoro degli scienziati alle prese con i problemi del cambiamento climatico e della subsidenza e le attività saranno svolte in gemellaggio con le principali città costiere del mondo minacciate dalla crescita del livello del mare con la partecipazione di esperti internazionali”.

Il progetto, per ragazzi dai 6 ai 18 anni, è rivolto alle scuole collocate nelle vicinanze della Laguna di Venezia e dei corsi d’acqua in qualche modo ad esse afferenti. E’ stato attuato attraverso la spiegazione dell’attività in due ore in classe ad ottobre 2019, cui seguiranno le letture delle aste installate. Il programma sarà concluso l’8 novembre 2019 con la premiazione delle classi all’Earth book Forum. Ulteriore info: ceccogio@gmail.com  +39 335 1379177

Fonte: Servizio stampa Wigwam

Cimice asiatica, identificati in Trentino due insetti antagonisti

I ricercatori della Fondazione Edmund Mach (FEM) di San Michele all’Adige (Tn), hanno presentato una scoperta del gruppo di lavoro coordinato dalla stessa Fondazione e dal Centro Agricoltura Alimenti Ambiente che da alcuni anni opera per fronteggiare quella che ormai divenuta un’emergenza fitosanitaria: la cimice asiatica. Attraverso un assiduo lavoro di monitoraggio, è stato possibile rinvenire sul territorio della provincia di Trento degli insetti antagonisti naturali, anch’essi di origine asiatica, che potrebbero limitare e controllare la diffusione della cimice. Per concretizzare questa scoperta occorre ora attendere l’applicazione della nuova legge per la lotta biologica, recentemente approvata, che aspetta il suo regolamento attuativo e che prevede proprio il rilascio di organismi utili esotici.

La scoperta in Trentino. E’ stato possibile rilevare per la prima volta la presenza sul territorio trentino delle due specie esotiche Trissolcus japonicus e Trissolcus mitsukurii, i due principali agenti di biocontrollo della cimice in Asia e la loro presenza in equilibrio con il fitofago impedisce pullulazioni devastanti della cimice nelle aree di origine. Sono probabilmente arrivati in Europa in maniera accidentale seguendo le stesse rotte di invasione del loro ospite. In Italia T. japonicus era stato rinvenuto finora solo in alcuni siti in Lombardia e Piemonte, mentre T. mitsukurii in aree ristrette del Friuli, Lombardia ed Alto Adige.

Nuove normative nazionali per il rilascio di organismi utili esotici per la lotta biologica. Una nuova normativa nazionale in materia è stata recentemente promulgata (Gazzetta Ufficiale 05/09/19, del D.P.R. 5 luglio 2019 n. 102 che riguarda le norme necessarie all’immissione sul territorio di specie e popolazioni non autoctone). In attesa delle linee guida tecniche della nuova legge e/o di una rapida autorizzazione in fase di emergenza, FEM prevede che in un prossimo futuro saranno possibili rilasci da condurre in impianti da quarantena.

Lotta biologica e camere di quarantena. Per far fronte a questa minaccia, è stato creato all’inizio del 2019 un tavolo di lavoro, diretto da Gianfranco Anfora, che coinvolge ricercatori e tecnici del Centro Ricerca e Innovazione, Centro Trasferimento Tecnologico e Centro Agricoltura Alimenti Ambiente (Universit. di Trento – FEM), finalizzato al coordinamento di tutte le attività di ricerca e sperimentazione in corso su questo tema. Una delle attività principali del gruppo di lavoro, coordinato da Livia Zapponi del Centro Ricerca e Innovazione, lo studio della possibile applicazione della lotta biologica. In particolare FEM, partner di un consorzio nazionale per il
monitoraggio e la valutazione dell’impatto dei parassitoidi locali ed esotici della cimice, soprattutto quelli di origine asiatica del genere Trissolcus. Il controllo biologico classico prevede l’importazione dalle zone di origine del fitofago dei suoi antagonisti, con l’obiettivo di acclimatarli e riprodurre le condizioni che ne consentono la naturale regolazione della popolazione. Nel caso di H. halys, per la scelta di tale approccio è stata limitata finora dai vincoli legislativi nazionali, che hanno reso inattuabile finora la procedura per l’introduzione di nuove specie, anche se utili al controllo biologico. A questo proposito FEM ha da poco allestito una nuova struttura costruita seguendo i criteri degli impianti di quarantena internazionali per gli insetti e che sarà utilizzata dopo le opportune certificazioni ministeriali per tali studi.

La cimice asiatica marmorata: origine e diffusione. La cimice asiatica, Halyomorpha halys, è una specie invasiva originaria dell’Asia orientale. Fuori dal suo areale originario, soprattutto negli Stati Uniti, è divenuto il fitofago chiave in numerosi agroecosistemi causando ingenti danni economici su colture arboree come melo, pero e pesco, nonchè su molte orticole. Può inoltre essere fonte di fastidio per le persone, vista la sua abitudine di trascorrere l’inverno al riparo negli edifici e di emettere sostanze maleodoranti. Durante il 2016 sono stati ritrovati i primi individui di cimice anche in provincia di Trento, con i focolai più importanti nell’area della città di Trento e del Garda. Nel triennio 2017-2019 la specie ha continuato la sua espansione sul territorio insediandosi anche in Val di Non e in Valsugana, con popolazioni in grado di provocare danni sulle principali colture locali.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura Europa/FEM

L’agricoltura è una forma d’arte? Ne parleranno lunedì 4 novembre a Verona l’artista e writer Cibo, lo chef stellato Perbellini e il viticoltore Gini

L’agricoltura è una fonte d’ispirazione per l’arte? Per rispondere a questa domanda, Coldiretti Verona, attraverso il coordinamento provinciale Donne Impresa, organizza una tavola rotonda con esperti di vari settori che ne discuteranno, a partire da una ricerca storica, fino ad arrivare a nostri giorni. Lunedì 4 novembre alle 17.30 all’antica Fonderia Aperta Teatro, in Via del Pontiere 40/A, a Verona,  si partirà dalla presentazione del libro “Radicchio, castagna e pesca di Verona” a cura di Daniela Cavallo, architetto e docente di marketing all’Università di Verona, edito da Coldiretti Verona in collaborazione con Fondazione Cattolica Assicurazioni, per capire come i prodotti della terra possono ispirare, anche ai giorni nostri, varie forme d’arte.

All’incontro interverranno, oltre all’autrice del libro, Cibo, giovane artista e writer veronese, lo chef stellato Giancarlo Perbellini e il viticoltore Sandro Gini. Francesco Gini, poi, illustrerà come il vino può ispirare anche l’essenza di profumi. L’incontro sarà aperto da Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Verona, Adriano Tomba, segretario generale di Fondazione Cattolica Assicurazione e Chiara Recchia, responsabile provinciale di Donne Impresa Coldiretti. “Coltiviamo nella nostra provincia prodotti agricoli molto antichi rappresentati in dipinti e in scritti storici come il radicchio rosso, la castagna e la pesca – evidenzia Chiara Recchia – che abbiamo voluto documentare e testimoniare in un volume in italiano e in inglese da diffondere anche ad attività turistiche. Allo stesso tempo, riteniamo che sia una forma d’arte dipingere un murales con i prodotti della terra, creare un piatto stellato con materie prime locali o produrre un vino che va oltre i canoni delle buone pratiche agronomiche. Del resto, anche le produzioni agricole sono rappresentative di un territorio e lo raccontano esattamente come fanno la storia, l’arte e le tradizioni”. La partecipazione è libera e gratuita, previa iscrizione a verona@coldiretti.it.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Verona

 

 

Valutazione del rischio cumulativo da pesticidi

L’EFSA indice una consultazione pubblica sulle proprie valutazioni dei rischi per l’uomo connessi alla presenza di residui di pesticidi multipli negli alimenti. Le parti interessate possono presentare commenti fino al 15 novembre su due valutazioni: una esamina gli effetti cronici sul sistema tiroideo e l’altra gli effetti acuti sul sistema nervoso.

Le bozze di valutazione rappresentano il culmine di una collaborazione pluriennale tra l’EFSA e l’Istituto nazionale per la salute pubblica e l’ambiente dei Paesi Bassi (RIVM). La conclusione generale provvisoria di entrambe le valutazioni è che il rischio per i consumatori derivante dall’esposizione alimentare cumulativa è inferiore alla soglia che farebbe scattare meccanismi normativi per tutti i gruppi di popolazione interessati. Per assistere le parti che desiderino contribuire alla consultazione, l’EFSA organizza a Bruxelles una riunione in cui scienziati EFSA ed esperti esterni presenteranno e discuteranno i principali elementi e risultati delle valutazioni pilota. Le iscrizioni all’evento sono aperte.

Per saperne di più. Le sostanze considerate nelle valutazioni sono state individuate dagli esperti di pesticidi dell’EFSA utilizzando una metodologia appositamente studiata per classificare i pesticidi in “gruppi per la valutazione del rischio cumulativo” (i cosiddetti CAG). La metodologia si basa sul presupposto che pesticidi che causino i medesimi effetti specifici possano produrre tossicità cumulativa. Il regolamento UE sui limiti massimi di residui di pesticidi negli alimenti (LMR) stabilisce che le decisioni riguardanti gli LMR debbano tenere conto degli effetti cumulativi dei pesticidi man mano che i metodi per valutare tali effetti si rendano disponibili. Inoltre, il regolamento che disciplina l’immissione dei pesticidi sul mercato stabilisce che i pesticidi non debbano avere effetti nocivi – e nemmeno cumulativi – sull’uomo.

Fonte: Veneto Agricoltura Europa

 

La Corte dei conti europea esamina le misure eccezionali per il mercato lattiero

La Corte dei conti europea sta esaminando le misure eccezionali adottate dall’UE per contrastare le perturbazioni del mercato lattiero-caseario tra il 2014 e il 2017. Gli auditor stanno valutando se tali misure, che costano circa 740 milioni di euro al bilancio dell’UE, siano state concepite in modo appropriato e se abbiano mitigato adeguatamente gli effetti delle perturbazioni. Gli auditor controlleranno inoltre se la Commissione europea e gli Stati membri siano ora meglio preparati ad affrontare future perturbazioni del mercato lattiero-caseario. La pubblicazione della relazione è prevista verso la fine del 2020.

La produzione di latte è il principale settore agricolo dell’UE in termini di valore (58 miliardi di euro nel 2018) e attualmente rappresenta circa il 14 % della produzione agricola. Per evitare che i prezzi dei prodotti lattiero-caseari scendano a livelli insostenibili, sono in atto misure (conosciute come la “rete di sicurezza”) per rimuovere temporaneamente alcune eccedenze dal mercato. Esse prevedono l’acquisto e l’ammasso, da parte di soggetti pubblici e privati, di burro e di latte scremato in polvere.

Nel 2014‑2015, i prezzi del latte alla produzione nell’UE sono calati di approssimativamente 10 centesimi al litro, fino a raggiungere i circa 30 centesimi. La Commissione ha ritenuto che le perturbazioni del mercato che il settore lattiero stava affrontando fossero dovute ad uno squilibrio mondiale tra offerta e domanda, in cui il divieto di importazione di prodotti agricoli e alimentari dell’UE in Russia aveva un ruolo centrale. Di conseguenza, ha adottato misure straordinarie per integrare la “rete di sicurezza”. Tali misure volevano fornire un aiuto eccezionale temporaneo agli allevatori e ai produttori di latte maggiormente colpiti dalle perturbazioni. Gli Stati membri potevano integrare i finanziamenti dell’UE tramite i rispettivi bilanci nazionali.

I produttori di latte sono stati colpiti da una diminuzione significativa delle entrate”, ha dichiarato Nikolaos Milionis, il Membro della Corte dei conti europea responsabile dell’audit.La Corte analizzerà se il bilancio dell’UE sia stato ben utilizzato per aiutarli a superare la crisi e se la Commissione sia preparata ad affrontare future perturbazioni del mercato”. Gli auditor analizzeranno la politica della Commissione e i dati degli Stati membri, oltre a raccogliere informazioni presso gli allevatori, le organizzazioni professionali e il settore lattiero-caseario. Effettueranno inoltre sopralluoghi in Francia, Italia, Irlanda e Finlandia, al fine di esaminare in che modo le misure siano state attuate.

Germania, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, Polonia e Italia sono i principali produttori di latte vaccino. Due terzi di tutto il latte trasformato dalle aziende lattiero-casearie viene usato per produrre burro e formaggi. Fino al 31 marzo 2015, l’UE ha applicato un sistema di quote latte il cui obiettivo era limitare la produzione complessiva di latte nell’UE. La dotazione finanziaria per la rete di sicurezza ammontava a 45,3 milioni di euro per il periodo 2015‑2017.

Fonte: Servizio stampa Corte dei conti europea

Santo Stefano di Cadore (BL), ad un anno da Vaia, assessora Bergagnin: “Meglio far rinascere nel territorio le attività agricole piuttosto che una Spa 5 stelle, per farlo ci serve il modello Livigno”

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav). “Avremmo bisogno di un’altra Vaia per attirare l’attenzione del mondo politico e riuscire così ad avere ancora qualche soldo da investire nella manutenzione del nostro territorio!” E’ con questa provocazione che Elisa Bergagnin, assessora del comune di Santo Stefano di Cadore (BL), ha accolto i giornalisti nella sala convegni dell’Unione Montana Comelico al corso di formazione organizzato lo scorso 28 ottobre da Argav in collaborazione con l’Assostampa bellunese e il Sindacato Giornalisti del Veneto, che ha “adottato” il comune della Val Comelico dopo il ciclone Vaia occorso un anno fa.

Necessità di una defiscalizzazione “tipo Livigno”. “Il problema della montagna veneta sono i fondi, che mancano, contiamo poco dal punto di vista elettorale, ed inoltre la Val Comelico confina con due regioni a statuto speciale che, trattenendo i 9/10 (TAA) e 6/10 (Friuli Venezia Giulia) delle loro tasse, godono di una sorta di defiscalizzazione che consente loro di pagare i propri agricoltori e allevatori, oltre che sostenere l’attività turistica. Vorremmo anche noi avere lo stesso trattamento su un periodo di lungo termine, in modo da favorire lo sviluppo economico e sociale del nostro territorio, sempre più spopolato, il modello a cui guardiamo è “Livigno” (il comune alpino in provincia di Sondrio, grazie a una legge reale del 1910, introdotta per incrementarne lo sviluppo economico, non paga IVA e altre tasse su carburanti e tabacchi, per cui la benzina costa il 40% in meno, così come le sigarette e gli alcolici ndr) oppure le zone franche urbane. Più volte abbiamo invocato a livello regionale e nazionale queste misure, ma la nostra richiesta è sempre caduta nel vuoto“, ha aggiunto l’assessora, poco convinta della scelta di Zaia di commemorare a Palazzo Balbi a Venezia il catastrofico ciclone occorso un anno fa, e non nei comuni in cui questo infierì, provocando frane, allagamenti e la caduta di migliaia di ettari di foresta. “Se dovessero chiedermi di scegliere tra il progetto in discussione del collegamento sciistico con il comprensorio Monte Elmo – Prati di Croda Rossa della Val Pusteria, in Alto Adige (contestato dagli ambientalisti in quanto da loro ritenuto non sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico, ndr) e la defiscalizzazione, sceglierei senz’altro quest’ultima, le Spa a 5 stelle non ci interessano, preferiamo far rinascere la produzione agricola e l’allevamento nel territorio, abbiamo già numerosi giovani produttori che si stanno danno da fare in questo senso (e i partecipanti all’incontro possono testimoniare la bontà di formaggi, insaccati, miele e lievitati prodotti in loco grazie al rinfresco preparato nella pausa tra un intervento e l’altro, ndr).

Container cinesi e gestione forestale sostenibile. Molti e tutti interessanti gli interventi in programma al corso. Stefano Vietina, giornalista, ha ricordato come l’80 per cento del legname utilizzato in Italia sia importato principalmente da Austria e paesi Est europeo, un controsenso visto che i boschi italiani sono sempre più rigogliosi a causa dell’abbandono dei pascoli; sono rimaste inoltre poche segherie, dunque anche quel 20 per cento di legname italiano utilizzato viene in gran parte lavorato in Austria e poi re-importato in Italia; Vietina ha informato anche del fatto che metà del legname caduto in Veneto stia prendendo la via della Cina: questo ha prodotto un innalzamento del valore del legname, passato da 143 euro al mc pre-Vaia a 13/ 20 euro al mc attuali, ma dopo che sarà lavorato e restituito in manufatti dai cinesi, con tutta probabilità, possiamo aspettarci una futura crisi della nostra industria del mobile. Diego Florian, direttore FSC (Forest Stewardship Council) Italia, con sede a Padova, ha ribadito come si sia persa la conoscenza del bosco, tanto da esser venute meno anche le sue funzioni ambientali, e di come sia in atto un abbandono gestionale e forestale (l’ultimo censimento Istat è del 2005, si “lavora alla cieca”), gestione, peraltro, affidata alle singole regioni, dunque in Italia abbiamo 21 leggi differenti inerenti alla materia. Un disinteresse istituzionale e privato davvero incomprensibile quello per Il bosco, che invece può essere un asset economico sostenibile formidabile. Una nota a questo riguardo: FSC si è proposta molte volte alle Regole del Comelico per certificare le loro foreste, ma invano. Se lo avessero fatto, probabilmente “non sarebbero andate deserte alcune aste di vendita di legname caduto dopo Vaia, in quanto ci sono tante aziende pronte a servirsene, soprattutto per motivi di marketing etico“.

Altri cicloni in vista, dobbiamo portare rispetto alle energie sottili della Natura. Andrea Bergamasco, oceanografo CNR (Consiglio Nazionale Ricerche), ha ricordato come sia importante verificare le fonti delle notizie in rete, “meglio far riferimento anche per le notizie ambientali a Istituzioni o quotidiani“; tra i neologismi creati dal cambiamento climatico, trova appropriato l’uso del termine “bomba d’acqua“, in quanto indica piogge con intensità superiore ai 100 mm/hr, ben più forti rispetto ad un “semplice nubrifagio”; ha parlato anche dei “medicane“, cicloni mediterranei che attingono energia dall’acqua marina quando questa ha una temperatura che supera i 27 gradi: negli ultimi anni succede sempre più spesso – è successo nel 2003, nel 2012, nel 2015, nel 2017, nel 2018 – , per cui “dobbiamo aspettarci un peggioramento nei prossimi anni. Ci ha ricordato di” agire localmente ma di pensare globale e di agire con la testa, anche se può costare molta fatica, perché non esiste un pianeta B“. A ribadire il concetto della necessità di rispettare la Natura – intesa nel suo complesso di mondo vegetale, animale e minerale – e di non dimenticare l’esistenza delle “energie sottili” è stato Toio de Savorgnani, premio Argav 2016, ambientalista, scrittore, fondatore Mountain Wilderness Italia: “La montagna ha uno spirito, se non rispettiamo le sue regole, aspettiamoci di vederci ancora puniti“.

Ambiente, nominati i presidenti dei Parchi regionali veneti

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha firmato i decreti con i quali sono stati nominati i nuovi presidenti e consigli direttivi dei Parchi regionali del Veneto Colli Euganei, Delta del Po, Fiume Sile e Lessinia.

Alla guida degli Enti, il Governatore ha chiamato Massimo Campagnolo (Colli Euganei); Moreno Gasparini (Delta del Po); Arturo Pizzolon (Fiume Sile); Raffaello Campostrini (Lessinia). I consigli direttivi sono così composti: Parco dei Colli Euganei – Massimo Campagnolo, Antonio Scarabello, Nico Schiavon, Diego Bonato, Luca Callegaro. Parco del Delta del Po – Moreno Gasparini, Giovanni Chillemi, Roberto Pizzoli, Adriano Tugnolo, Maura Veronese. Parco del Fiume Sile – Cristina Andretta, Arturo Pizzolon, Claudio Grosso, Giuseppe Romano, Stefano Giuliato. Parco della Lessinia – Raffaello Campostrini, Marco Antonio Cappelletti, Emanuela Dal Cengio, Marcantonio Grizzi, Massimo Sauro.

Zaia. “La squadra che governerà il futuro di queste perle naturalistiche e turistiche del Veneto – dice Zaia – è di qualità ed è stata scelta al termine di un accurato confronto con i territori. Non a caso parlo di squadra, perché mi aspetto lavoro di squadra tra i presidenti e i rispettivi consigli direttivi e tra tutti i Parchi, che hanno singole peculiarità sacrosante, ma costituiscono anche un unicum nel panorama delle cose belle e utili che contraddistinguono il Veneto e che possiamo spendere con orgoglio in tutto il mondo, sia sul piano della valenza naturalistica, sia su quello del turismo ecocompatibile, slow, che tanto successo sta riscuotendo ovunque. A tutti auguro buon lavoro”.

Corazzari. “Si è chiuso nel migliore dei modi – aggiunge l’assessore ai Parchi Cristiano Corazzari – un percorso complesso, legato alle previsioni della nuova legge di settore. Ci è voluto un po’ più di tempo, ma è stato tempo speso bene, per coinvolgere i territori e ascoltare le Comunità. Con la piena operatività della nuova governance si avvia un percorso che renderà questi Parchi sempre più un’opportunità per le popolazioni locali, non solo di conservazione di ambienti unici, ma anche di sviluppo. I nuovi presidenti – conclude Corazzari – sappiano fin d’ora che troveranno nell’assessorato regionale un interlocutore attento e sempre positivamente collaborativo”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto