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Nuova Pac, la sfida per l’agricoltura è diventare “smart”

La Politica Agricola Comune (Pac) per il prossimo settennio (2021-2027) è stata l’oggetto del convegno organizzato dal Consorzio di difesa produttori agricoli di Trento (Co.Di.Pr.A.) e dal Condifesa Bolzano all’interno di un accordo regionale. Evento svoltosi durante Interpoma, la fiera internazionale della mela di Bolzano.

Un’agricoltura “più intelligente”. Molti gli argomenti trattati e discussi dopo la lectio magistralis di Sergio Vento, diplomatico italiano, già ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti e professore della Luiss di Roma. Ad aprire i lavori della tavola rotonda Angelo Frascarelli, Università di Perugia, che ha illustrato le novità introdotte dal Regolamento Omnibus e le proposte per la Pac post 2020. Tra le principali novità, ha spiegato Frascarelli, la Comunità Europea impone un cambio di visione dell’agricoltura che deve diventare intelligente ed essere capace di rispondere ai cambiamenti mutando e adattandosi alle nuove esigenze.

Far slittare di due anni la partenza della nuova Pac. La tavola rotonda, moderata da Antonio Boschetti, L’Informatore Agrario, ha visto la partecipazione dei principali attori della filiera del rischio in agricoltura e dei due massimi esponenti dell’Europarlamento per quanto riguarda la PAC, Herbert Dorfmann e Paolo De Castro. Secondo l’europarlamentare altoatesino sarà fondamentale definire al più presto il bilancio dell’Unione Europea al fine di capire come i fondi a disposizione della politica agricola cambieranno. De Castro ha voluto sottolineare la fondata possibilità di slittare di almeno due anni la partenza della nuova PAC anche a causa delle novità importanti introdotte dalle ultime novità legislative, su tutte il Regolamento Omnibus.

Danni da catastrofi meteo da prevedere nel primo pilastro della nuova Pac. L’innovazione e la tecnologia nella gestione del rischio sono stati gli argomenti alla base degli interventi di Martin Pazeller, dirigente della Provincia di Bolzano e di Gregorio Rigotti, rappresentante della Provincia di Trento. I quali hanno sottolineato l’importanza della collaborazione con i due Condifesa per sviluppare nuovi strumenti a disposizione degli agricoltori come i fondi mutualistici, le polizze basate su indici e i fondi di stabilizzazione del reddito. Gli eventi climatici sono sempre più catastrofali, ha spiegato Paola Grossi, direttore di Asnacodi, proprio per questo è necessario che la futura PAC preveda già nel primo pilastro degli strumenti per tutelare l’agricoltore da eventi estremi. Il ruolo del futuro della gestione del rischio in agricoltura è stato sottolineato dai due direttori di Condifesa Trento e Bolzano, Andrea Berti e Manfred Pechlaner, i quali evidenziano l’importanza di innovare, formare e sburocratizzare l’intero settore.

Introdurre il concetto di qualità in ambito assicurativo. Guido Pizzolotto, dirigente AgriBusiness di Itas Mutua, ha sottolineato come l’agricoltura deve avere un ruolo da protagonista nelle azioni degli assicuratori e uscire dal concetto di polizza legata alla produzione ed è necessario aprire ad altri settori. Sicuramente non solo quantità, bisogna introdurre anche il concetto di qualità in campo assicurativo. Georg Kössler, presidente Vog, ha spiegato che nei prossimi anni i fondi mutualistici rivestiranno un ruolo importante per le nostre realtà agricole, caratterizzate da dimensioni limitate e costi di produzioni elevati. Se vogliamo dare un futuro ai giovani dobbiamo riflettere sull’importanza di ridurre la burocrazia e far tornare in primo piano l’agricoltura, anche a livello ministeriale. Se dobbiamo guardare avanti, ha spiegato Michele Odorizzi, presidente Melinda, con il Regolamento Omnibus abbiamo la possibilità di dare fondamenta ulteriore all’aggregazione e riportare a valle la catena del valore. È necessario stare molto attenti con quello che succede nel mondo agricolo, ha evidenziato Alessandro Dalpiaz, direttore di Apot, su tutti i fronti, a partire dall’obiettivo di consolidare il reddito delle aziende agricole. Altro aspetto sottolineato da Dalpiaz, e che crede fondamentale per lo sviluppo del settore agricolo, è quello di riuscire a coinvolgere maggiormente frutticoltori e agricoltori nelle attività di informazione.

Pagamento premi.  Sono molti i fronti sul quale la ricerca si deve e dovrà confrontare, ha spiegato Sergio Menapace, direttore Fondazione E. Mach. Tutti i centri di ricerca si dovranno confrontare e costruire un rapporto di valorizzazione per approcciare in maniera unitaria i temi della gestione del rischio in agricoltura. Presente anche la neo Assessore all’agricoltura della Provincia di Trento Giulia Zanotelli, la quale ha voluto portare il suo saluto e sottolineare l’importanza di coesione di intenti per capire le necessità di tutta l’agricoltura nazionale. Chiusura dei lavori affidati ad Albano Agabiti, presidente Asnacodi, che ha voluto evidenziare il problema dei pagamenti dei contributi per i premi in notevole ritardo «non è possibile dover paventare il disimpegno per riuscire a risolvere i noti problemi dei pagamenti, è necessario risolvere i problemi alla base e nonostante queste difficoltà abbiamo evidenziato il ruolo fondamentale dei condifesa».

Fonte: Servizio stampa Codipra

Uragano nel Bellunese, problematico il recupero del legname delle piante abbattute, Confartigianato Imprese Veneto chiede a Zaia l’apertura di un tavolo guida per ridurre dispersioni e privilegi

“Ogni giorno che passa è un piccolo regalo che facciamo agli speculatori! A dirlo è Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, che ha scritto al Commissario per l’emergenza Luca Zaia chiedendo l’apertura di un Tavolo Guida che riduca dispersioni e privilegi.

Le problematiche. A tre settimane dalla tempesta di vento e pioggia che si è abbattuta sul Veneto, non è ancora possibile, infatti, fare una conta precisa. Restano le stime di milioni di alberi tra Veneto Friuli e Trentino, di cui circa 1 milione solo in Veneto tra le province di Treviso Belluno e Vicenza, fatte a poche ore dal disastro. Eppure il sistema satellitare europeo Copernicus avrebbe dovuto, in 15 giorni, dare una lettura precisa sia del numero di piante abbattute, della loro localizzazione e soprattutto una mappatura delle tipologie di alberi a terra. “C’è confusione di proposte di scelte da parte dei diversi proprietari, privati o regole che siano -spiega Bonomo -. C’è la pressione speculativa di operatori fuori Veneto (Trentini e Austriaci). Abbiamo chiesto in sede di audizione sul bilancio di previsione 2019 uno stanziamento per interventi a favore della componente produttiva e di stoccaggio. Potremmo anche immaginare di riaprire impianti, di prima lavorazione del legno, chiusi negli scorsi anni”.

Disponibilità del mondo artigianale. Continua Bonomo: “Desidero ribadire la piena disponibilità della Federazione Regionale che presiedo a collaborare sui temi posti dalle conseguenze del maltempo. Come sistema abbiamo già stanziato linee di intervento, per imprese e lavoratori, operate dagli Enti Bilaterali dell’artigianato Veneto EBAV, Edilcassa Veneto e dal sistema dei nostri Confidi che hanno già concordato con gli istituti di credito condizioni di favore per le imprese colpite e la sterilizzazione dei cosi di istruttoria. La Confartigianato Imprese Veneto resta a disposizione, anche con l’apporto che può dare la collega Claudia Scarzanella, presidente di Confartigianato Imprese Belluno e titolare di un impianto di prima lavorazione del legno in Forno di Zoldo”.

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto

Gestione fondi europei per lo sviluppo rurale, Veneto primo in Italia

“Il Veneto è la prima regione in Italia nella gestione dei fondi europei per lo sviluppo rurale. Dei 1169 milioni a disposizione, ha già impegnato quasi un miliardo, superando nei tempi e nella spesa gli obiettivi fissati dalla Ue per fine anno”. A fare il punto sull’attuazione in Veneto del Programma di sviluppo rurale 2014-2020, a due dalla scadenza del ciclo programmatorio, è l’assessore all’agricoltura della Regione Veneto, Giuseppe Pan, incontrando gli operatori dell’informazione nell’Hybrid Tower, a Mestre (Ve).

Al 30 settembre 2018 lo stato di avanzamento della spesa del Psr veneto era del 38,5 per cento, rispetto ad una media nazionale del 20 per cento. “Con 27 domande di aiuto soddisfatte, tempi medi di pagamento di 45 giorni, 67 bandi già attivati – ha sottolineato Pan – il Programma di sviluppo rurale del Veneto per il 2014-2020 si sta dimostrando un grande investimento per la sostenibilità dell’agricoltura, il rinnovamento delle aziende del territorio, il ritorno dei giovani al primario, e lo sviluppo locale, comprese quelle montane”.

Tra gli indici che fanno del Veneto il ‘vagone di testa’ nel raggiungimento degli obiettivi di spesa dei fondi comunitari, l’assessore ha citato in particolare quelli relativi a giovani e aziende: i giovani agricoltori che si sono insediati in Veneto grazie ai fondi del Psr sono attualmente 1101 (rispetto ai 1100 previsti negli obiettivi iniziali); le imprese che hanno conquistato nuove certificazioni di qualità migliorando quindi i propri prodotti e la propria capacità di produzione sono 147 (36 in più di quanto preventivato); i progetti di ammodernamento hanno coinvolto 1434 aziende (il 72 per cento in più di quanto previsto nel 2014); gli ettari di superficie agricola impegnati in colture biologiche o in interventi agroclimatici di rispetto ambientale, grazie al Psr, sono 87.291, pari al 39 per cento in più di quanto programmato.

Finanziamenti. “Per lo sviluppo e la competitività dell’agricoltura veneta lo strumento del Psr, finanziato al 43 per cento dall’Unione Europea, al 40 per cento dallo Stato e al 17 per cento dalla Regione Veneto, rappresenta – sottolinea Pan – una leva finanziaria e di innovazione produttiva di grande importanza, soprattutto perché gestita con efficacia e tempismo, in sinergia con i tutti i soggetti protagonisti del mondo agricolo. Guardo perciò con grande attenzione e preoccupazione alle prospettive di taglio del budget comunitario per la Pac – conclude l’assessore veneto – e ai nuovi orientamenti della politica europea. Ho chiesto al ministro per le politiche agricole Marco Centinaio di vigilare sui nuovi orientamenti della Pac 2021-2027 e di difendere gli interessi e le esigenze dell’agricoltura italiana, a fronte del grande impegno di rinnovamento e trasformazione in atto nelle nostre aziende”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Nel Piano Strategico del Turismo Veneto sempre più spazio alle Strade del vino e dei prodotti tipici veneti. A Bit 2019, sarà presentato il nuovo portale turistico regionale, sistema di aggregazione delle offerte turistiche della regione.

I rappresentanti del Coordinamento con l’Assessore Federco Caner

Opportunità e strategie per l’immediato futuro del turismo veneto, per dare sempre maggior risalto alle proposte delle Strade del vino e dei prodotti tipici. Se ne è discusso lo scorso 13 novembre a Fai – Villa Vescovi a Torreglia (PD), dove si è svolto il primo convegno del Coordinamento delle Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto. In sala un folto pubblico, molti professionisti del settore e funzionari della Regione.

Paolo Menapace, presidente Coordinamento Strade del vino e dei prodotti tipici del Veneto

Il brand The Land of Venice collegato anche ai prodotti enogastronomici di qualità. Al tavolo dei relatori era presente l’assessore regionale al Turismo, Federico Caner, che ha riconosciuto il ruolo del coordinamento come interlocutore fondamentale per il turismo enogastronomico del Veneto: un ruolo che le Strade del vino e dei prodotti tipici devono assumere pienamente, collaborando con istituzioni, privati ed enti, e cogliendo le opportunità che la Regione propone. Quest’azione è legata al Piano Strategico del Turismo Veneto che è preceduto, solo in termini temporali, dal nuovo logo turistico “The Land of Venice” al cui interno potrebbero identificarsi anche i prodotti enogastronomici di qualità, e al quale è collegato il primo progetto del Coordinamento consegnato martedì dal presidente Paolo Menapace all’assessore.

A Bit 2019 presentato il nuovo portale turistico regionale. Tra le iniziative del Piano strategico è fondamentale il Destination Management System del Veneto, che viene offerto a tutte le destinazioni turistiche regionali. Ne ha parlato Stefan Marchioro, della direzione turismo della Regione: non è solo un portale turistico quello che verrà presentato alla Bit di Milano fra qualche mese, ma un vero e proprio sistema di aggregazione delle offerte turistiche delle numerose destinazioni del Veneto. Questa è quindi un’occasione importante per le Strade del vino e dei sapori, che hanno il ruolo di arricchire l’offerta turistica oltre le sovraffollate città d’arte con le molteplici esperienze offerte dai propri associati a dai territori che presidiano.

Mission che deve coniugare l’organizzazione delle destinazioni con la relativa promocommercializzazione. Tale compito potrà essere agevolato dalla nuova normativa sull’Enoturismo per la quale il Coordinamento nazionale, rappresentato al convegno dal vice presidente Francesco Antoniolli, sta lavorando perché venga dato seguito attuativo al suo inserimento nella Legge di bilancio nel 2017.

In Alto Adige affermato il progetto WinePass Plus. Il convegno ha ospitato inoltre Manferd Vescoli, presidente della Strada del vino Sud Tirolo, che ha portato l’esperienza di rinnovamento e di progettualità dell’associazione altoatesina: una best practice focalizzata, fra le tante attività, sul progetto WinePass Plus, che nel territorio della Strada del vino organizza l’offerta degli operatori, dagli hotel alle aziende agricole passando per i trasporti e i musei, fornendo numerosi vantaggi all’ospite. Dal suo intervento sono stati colti spunti di lavoro per nuovi progetti per le destinazioni enoturistiche venete, che hanno tutte le carte in regola per diventare forte attrazione di un nuovo turismo di qualità.

Fonte: Coordinamento Strade del vino e prodotti tipici del Veneto

Danni maltempo nel Bellunese, il mondo dell’artigianato in campo con azioni per agevolare l’accesso al credito delle imprese colpite

da sx Citron e Caldart, rispettivamente presidente e vicepresidente di Consorzio Veneto Garanzie

Dopo la gestione dell’emergenza e la conta dei danni, il mondo dell’artigianato si mette in moto a sostegno delle imprese colpite del maltempo. In questi giorni, infatti, non solo ci si è rivolti al mondo politico per interventi urgenti dettati dall’eccezionalità della situazione, in particolare per le zone boschive, ma sul tavolo sono arrivati anche gli aiuti concreti del Consorzio Veneto Garanzie, espressione di Confartigianato e da sempre punto di riferimento per il credito nella Provincia di Belluno.

Speciali garanzie in banche convenzionate. “Scendiamo in campo – afferma Mario Citron, presidente del Consorzio Veneto Garanzie- in modo concreto sostenendo le piccole e medie imprese Bellunesi mettendo a disposizione un plafond particolare di garanzie per tutte le necessità connesse ai danni subiti e agli investimenti necessari per superare la situazione di difficoltà. Immediatamente dopo aver appreso della grave calamità che si è abbattuta sulle popolazioni del Bellunese -prosegue-, il Consorzio ha tessuto una fitta rete di incontri ed accordi con i principali istituti bancari. E da oggi, a favore delle banche convenzionate (Intesa Sanpaolo, Unicredit, Cassa Risparmio di Bolzano, Popolare dell’Alto Adige, Cassa Rurale di Cortina, Cassa Rurale delle Dolomiti, Banco BPM, Banca Monte dei Paschi di Siena, Friuladria e BNL), siamo in grado di rilasciare garanzie al 60% sugli affidamenti a breve termine ed all’80% su quelli a medio/lungo, con un costo ridotto e senza spese di istruttoria. Le garanzie agevolate, per le quali sarà sufficiente un’autocertificazione che attesti i danni subiti, usufruiranno di una corsia preferenziale al fine di garantirne la celerità”.

Investimenti. “In considerazione dell’enorme lavoro che comporterà la rimozione, il trasporto e lo stoccaggio dei milioni di alberi abbattuti e dei ristretti tempi di realizzazione – aggiunge il vicepresidente Renato Caldart -, il Consorzio Veneto Garanzie si è già attivato con Confartigianato Imprese Belluno e gli istituti di credito interessati, per favorire un pronto sostegno finanziario, studiando congiuntamente con le categorie interessate gli interventi prioritari da mettere in campo. Faremo il possibile per sostenere i nostri colleghi a ripartire al più presto con le loro l’attività e tornare subito a guardare con serenità al proprio futuro”.

Fonte: servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto

Trentino-Alto Adige. Dal 15 al 17 novembre 2018 a Bolzano c’è Interpoma, fiera internazionale della mela mentre a Rovereto (TN) dal 16 al 18 novembre 2018 c’è il Festivalmeteorologia

Dal 15 al 18 novembre 2018 si tengono in Trentino-Alto Adige due interessanti appuntamenti per il mondo rurale: Interpoma, fiera internazionale della mela a Bolzano (15-17/11, fiera di Bolzano) e dal 16 al 18 novembre il Festivalmeteorologia a Rovereto (TN).

Interpoma tratta la coltivazione, conservazione e commercializzazione della mela con lo scopo di presentare l’intera catena del processo, dalla coltivazione allo stoccaggio al marketing. Il Festivalmeteorologia, vuole offrire un’opportunità concreta e multimediale di conoscere la meteorologia, le sue basi scientifiche, gli aspetti tecnologici connessi, le implicazioni economiche, culturali e sociali. Tema dell’edizione 2018 è “A chi serve la meteorologia?…”.

Incontri sulla gestione del rischio e sull’agrometeorologia. Nell’ambito delle due manifestazioni, Co.Di.Pr.A. e Condifesa Bolzano hanno organizzato due convegni per fare il punto della situazione sulla nuova PAC (17 novembre, dalle 9.30, sala Mec Hotel Four Points, Bolzano) con particolare riferimento all’ambito internazionale e scoprire i vantaggi dell’agrometeorologia (18 novembre, dalle 9.30, sala conferenze Mart a Rovereto).

Fonte: servizio stampa Co.Di.Pr.A.

 

19 novembre 2018, a Susegana (TV) Agricycle Veneto organizza una giornata dedicata al cicloturismo con focus su sport, alimentazione e benessere, partecipazione gratuita su prenotazione

biciclettata nel Veneziano in occasione della giornate della bonifica (foto di repertorio)

Sarà la provincia di Treviso a ospitare quest’anno, lunedì 19 novembre nella Tenuta Borgoluce a Susegana, a partire dalle ore 10, la giornata studio di Agricycle Veneto, la rete regionale di Agriturist-Confagricoltura che raccoglie gli agriturismi attrezzati per rispondere alle esigenze del cicloturismo, un settore che in Italia è in forte crescita.

Parola d’ordine, far rete. L’evento punta a mettere a fuoco i diversi aspetti del cicloturismo mettendo in rete tutti gli attori del settore: tour operator, fornitori di servizi cicloturistici (negozi di noleggio bici-ebike, guide…), associazioni attive nel settore cicloturistico o di promozione culturale-territoriale, titolari o collaboratori di strutture ricettive o di aziende agricole con vendita diretta di prodotti, personale addetto alla promozione di luoghi d’interesse culturale da visitare (musei, ville, parchi, edifici rurali storici), persone interessate al mondo del cicloturismo.

Quest’anno il focus sarà su sport, alimentazione e benessere abbinati al turismo. Titolo dell’evento sarà infatti “L’appetito vien pedalando – sport e nutrizione come ricetta del benessere”, che punterà a mettere in luce come il cicloturismo sia non solo un’opportunità di scoperta e conoscenza del territorio, ma anche di raggiungere il benessere psicofisico attraverso la corretta alimentazione e il movimento costante, anche in vacanza. La giornata si aprirà con un convegno introdotto da Leonardo Granata, presidente di Agriturist Veneto e Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto. Robert Seppi, ex direttore dell’Azienda di soggiorno e turismo di Bolzano, parlerà dell’esperienza di cicloturismo in Trentino Alto Adige con riferimento all’accoglienza e ai servizi accessori offerti dalle strutture presenti in prossimità dei percorsi cicloturistici esistenti. Elena Schiavon, organizzatrice di progetti e iniziative di turismo rurale per la Regione Veneto, spiegherà come si sta muovendo la Regione Veneto in materia di cicloturismo tracciando un focus sulle infrastrutture e ciclovie regionali esistenti, soprattutto quelle che stanno per essere concluse, con particolare riferimento alla Treviso-Ostiglia e all’Adige Sud. La Schiavon spiegherà anche la sinergia tra infrastrutture pubbliche e strutture private che mettono a disposizione i propri servizi. Quindi Renzo Lotto, sindaco del Comune di Grisignano di Zocco, metterà sul tavolo testimonianze ed esperienze concrete del Comune, che è direttamente coinvolto nel percorso Ostiglia Media del progetto Green Tour. Infine Laura Cominato, nutrizionista, illustrerà i cardini della corretta alimentazione sportiva.

Partecipazione. Alle 13 verrà offerta una degustazione di prodotti tipici degli agriturismi di Agricycle Veneto, quindi alle 14.30 una visita guidata all’azienda Borgoluce. L’ingresso alla manifestazione è gratuito, con prenotazione obbligatoria chiamando la segreteria di Agriturist al 049 8223506 o inviando una mail a segreteria@agrituristveneto.it

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

C’è un po’ d’Italia in una fattoria urbana a Copenhagen, in Danimarca

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) A Copenhagen, in Danimarca, c’è una fattoria urbana attiva dal 2014 che rappresenta un piccolo modello di agricoltura sostenibile. E’ realizzata, infatti, sul tetto di un edificio direzionale  si chiama ØsterGRO.

Si tratta di un grande orto di 600 mq. al quale, via via, si è aggiunto anche un piccolo pollaio e un piccolo ristorante. E’ diventato una realtà che fa tendenza nella cultura occidentale che percepisce, nel ritorno alla Terra, un importante passo avanti, non indietro, come altri potrebbero pensare. Il fatto di aver perso il contatto con la Terra e i suoi ritmi naturali, è, per l’uomo, un fattore che compromette il suo equilibrio, il suo benessere, che non è rappresentato solamente dall’agiatezza. Ritornare alla Terra oggi significa poterlo fare con le migliori tecnologie e conoscenze maturate negli ultimi secoli di storia dell’uomo.

Teresa Fresu

L’esperienza orticola, avviata sul tetto a Copenhagen per iniziativa di Kristian Skaarup e inizialmente coordinata dall’architetto del paesaggio Sofie Brincker, si è poi avvalsa della professionalità di Teresa Fresu, agronomo di formazione, che fa sventolare il nostro tricolore sui tetti della città danese. Teresa ha svolto la tesi di agraria proprio sull’agricoltura urbana, alla scuola di paesaggio di Versailles (ENSP) e ha lavorato anche in Argentina su questo tema.

Sul tetto ad Østergro, dal 2015, si diceva, è operativo un piccolo ristorante, con apertura 4 sere a settimana, dal giovedí alla domenica. Ristorante che riceve le visite anche dagli utenti degli uffici sottostanti. Dalle iniziali 16 famiglie aderenti al progetto, che pagano annualmente in anticipo la produzione di verdura – poi ritirata il mercoledì di ogni settimana, si è passati a 40 famiglie aderenti all’urban farm ma si è aggiunta anche una partnership con una azienda agricola periurbana, a sud di Copenhagen, che produce ortaggi “pesanti” (cioè tuberi carote, barbabietole, ecc.) mentre Østergro si concentra sulla produzione di aromatiche, insalate, verdura da taglio, fragole, pomodori e peperoncini. E’ una produzione alimentare non tradizionale, resiliente, supportata dalla comunità di persone che ne condividono gli ideali: a Km zero, diremmo noi.

E’ una esperienza in cui l’hardware, come spiega Teresa, costituito dalla struttura edilizia, dal terreno, che utilizza anche il riciclo degli scarti organici prodotti sul tetto, dalle tecniche agronomiche, non conterebbe nulla senza il software: le persone che aderiscono e partecipano al progetto. Una piccola comunità che si sposta in bicicletta trasportando sulle cargo bike la verdura ritirata nella fattoria. Un modo apparentemente antico, ma in realtà molto moderno per vivere in modo più sostenibile, attento e arricchente.

L’Accademia Dieffe di Padova lancia il nuovo Master in Arti Culinarie e Gastronomiche, lezioni a partire dai primi mesi del 2019

Tradizione vuole che i diplomati all’Accademia Dieffe di Padova indossino toga e tocco blu per la cerimonia di premiazione

Venerdì 9 Novembre scorso, in occasione della cerimonia di premiazione degli allievi dell’Accademia Dieffe di Padova che, nel 2018 si sono diplomati ai corsi professionali Food&Beverage, svoltasi al San Gaetano a Padova, è stato presentato in anteprima il nuovo Master IFTS in “Arti Culinarie e Gastronomiche”.

Il Master, che avrà una durata di 800 ore e prenderà il via nei primi mesi del 2019, è dedicato a persone già in possesso di almeno un’esperienza lavorativa nei settori dell’hospitality e dell’agroalimentare e a diplomati negli istituti e nei centri di formazione professionale alberghieri. Obiettivo del nuovo percorso di studi è di formare profili tecnici – andando quindi oltre le competenze professionali – che si pongano sul mercato del lavoro come profondi conoscitori della cultura alimentare, della storia enogastronomica e della valorizzazione del prodotto tipico.

Presenti. Tra gli ospiti alla cerimonia, che ha visto partecipi rappresentanti delle Istituzioni, dell’Università di Padova e dell’imprenditoria veneta, anche il consigliere Argav Emanuele Cenghiaro, in rappresentanza della stampa di settore.

Fonte: Servizio stampa Accademia Dieffe

 

 

Giornata del Ringraziamento, bilancio dell’annata agraria 2018: positivo per il vino, olio in ripresa, frutticoltura in calo. I cambiamenti climatici segnano l’intero settore.

Il bilancio dell’annata agraria tracciato da Coldiretti Veneto, in occasione della tradizionale ricorrenza di San Martino, che segna la conclusione delle attività agricole e il momento di celebrazione della Giornata del Ringraziamento in tutta Italia, vede il comparto cerealicolo dalle grandi colture, come soia e mais, presentare le difficoltà tipiche del settore, che vanno ascritte più che all’andamento meteo, ai prezzi bassi e calanti nel tempo.

Zucchero e riso. La barbabietola paga lo scotto di una politica europea tranciante e, pur rilevando la presenza di uno dei due zuccherifici ancora in funzione, il settore è in crisi, sia per il prezzo ai minimi dello zucchero che per la pressione esercitata dalle importazioni dall’estero, le stesse che segnano la produzione di riso, nella nostra regione anche blasonato.

Cimici asiatiche, vera pestilenza. Il clima ha condizionato il proliferare di insetti alieni: le cimici asiatiche hanno procurato danni per 90 milioni di euro alla frutticoltura. Se originariamente le province più colpite erano Padova e Rovigo, non sono state risparmiate Treviso, Venezia e neppure Verona dove più si concentra la produzione di frutta. Le rilevazioni sul territorio segnano perdite nella media del 40% per la soia, del 30% per l’orticoltura. Le punte massime riguardano il pero con percentuali fino all’80%; melo, pesche e nettarine contano perdite di raccolto attestate intorno al 40% e al 35% per il kiwi.

In controtendenza l’olio. La superficie regionale coltivata ad olivo, secondo i dati di Veneto Agricoltura, è leggermente cresciuta (4.980 ettari, +0,4%), in virtù dell’entrata in produzione degli impianti messi a coltura negli anni precedenti. Verona si mantiene stabile con 3.530 ettari così come Vicenza (560 ettari), mentre Treviso (465 ettari) e Padova (415 ettari), mentre Treviso (465ha, +3,3%) e Padova (415 ha, +1,2%), fanno segnare dei leggeri incrementi.

Export in crescita grazie all’agroalimentare (vino). Come confermano gli ultimi dati Istat relativi al secondo semestre 2018, il Nord-Est è l’area dove le esportazioni crescono di più (+3,8%), con il Veneto che gioca un ruolo chiave soprattutto all’interno dell’Unione Europea. Protagonista assoluto è il settore agroalimentare che conferma la regione prima in Italia in termini di fatturato, con una quota di 6,6 miliardi di euro nel 2017 e una crescita del 37% negli ultimi cinque anni. Il vino è la voce che più esalta questi numeri: l’80% della produzione è a denominazione. Il sorpasso della Puglia, che secondo le previsioni di Assoenologi dovrebbe avvenire in termini di produzione di vino nel 2018 (11,9 milioni di ettolitri contro i 10,3),  non preoccupa i viticoltori veneti, che hanno definito quella appena conclusa la vendemmia del riscatto con un’ipotesi di un +22% rispetto alla scorsa annata. Un primo consuntivo delle uve precoci conferma il balzo in avanti. Chardonnay e Pinot e poi il Glera di pianura e collina e a seguire i rossi Merlot e Cabernet. Raboso Piave e il Veronese hanno chiuso le operazioni di raccolta ad ottobre. Da considerare anche i vitigni autoctoni come la Garganega e la Durella performanti e sempre più coltivati dai giovani imprenditori. Le recenti avversità climatiche che hanno interessato la Valpolicella, a primo avviso preoccupanti per i rossi di Verona, non hanno poi inciso sulla produzione.

La carne bovina ha mantenuto, tutto sommato, il buon livello dei prezzi dell’anno scorso, consentendo agli allevatori di traguardare il futuro in modo meno incerto; anche per questo comparto serve una maggiore diversificazione dell’offerta e una accentuazione della sostenibilità della produzione. Il comparto avicolo è per fortuna uscito dalla crisi produttiva causata dall’influenza aviaria, attraverso una consapevole gestione del problema e adeguate misure di accompagnamento sostenute dal PSR che hanno consentito un ulteriore passo in avanti dal punto di vista del benessere degli animali, con passaggio a forme meno intensive e in diversi casi al metodo biologico.

Giovani in agricoltura. Strumento importante per la leva competitiva per gli under 40 è il Programma di Sviluppo Rurale che, dal 2015 al 2017, ha finanziato circa 1000 primi insediati e altrettante imprese che intendono migliorare le strutture investendo sul benessere animale, sulla riduzione dell’impatto ambientale, ma anche sulla riscoperta di antiche vocazioni come la pastorizia e la bachicoltura.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto