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“Chiudere da subito la stagione venatoria sulle Dolomiti venete, friulane, trentine e bolzanine”: è l’appello di Mountain Wilderness Italia alle amministrazioni regionali delle Dolomiti. E domenica 11 novembre, l’Ecoistituto del Veneto Alex Langer organizza la 31^ marcia in difesa della Foresta del Cansiglio.

Mountain Wilderness Italia, associazione di alpinisti per la tutela dell’ambiente montano ha fatto un appello – che volentieri condividiamo di seguito – alle amministrazioni regionali delle Dolomiti chiedendo di sospendere da subito la caccia dopo il disastro alluvionale occorso a fine ottobre nel Triveneto.

“La frustata di vento subita da tutte le aree boscate delle Dolomiti è stata impressionante. Una prima valutazione porta a una schiantata diffusa che si aggira sui 5 milioni di metri cubi di legname. Sono state abbattute foreste mature ma anche boschi giovani, ancora perticaie. Migliaia di ettari di superfici impervie sono devastate. Si impiegheranno decenni per recuperare queste enormi aree, per vederle ancora coperte di vegetazione varia. Decenni di impegno dei servizi forestali, dei proprietari pubblici e privati dei boschi sono stati cancellati in poche ore”.

“Una foresta distrutta non significa solo piante. La foresta è come una città, è un insieme di vite e significati che l’uomo ancora non è riuscito a comprendere nella sua complessità. In queste enormi distese sono rimasti uccisi decine di migliaia di animali selvatici, non solo i grandi ungulati (cervi, caprioli, daini), ma anche altra pregiata fauna selvatica. Mountain Wilderness Italia lancia un appello alle amministrazioni regionali delle Dolomiti, a quelle delle province autonome, perché venga chiusa da subito la stagione venatoria. E’ inconcepibile in una situazione naturalistica tanto devastata permettere lo svolgimento della caccia. Quanto è sopravvissuto della fauna selvatica, probabilmente pochi esemplari di animali per area, va lasciato recuperare, tutto il mondo animale deve prepararsi a affrontare un duro inverno, dovrà riadattarsi a un territorio sconvolto e irriconoscibile, anche impercorribile”.

“Il prossimo anno andranno ripresi i censimenti, seri, attuati certo dai volontari, ma anche con l’apporto diffuso delle autorità preposte alla vigilanza: carabinieri – forestali, agenti venatori, polizia locale di vigilanza boschiva. Solo sulla base di censimenti gestiti e controllati dall’ente pubblico si potrà poi valutare se vi saranno o meno le condizioni per riaprire l’attività venatoria a qualche specie faunistica. Al momento, un minimo di rispetto deve portare tutte le sensibilità culturali e politiche dei territori delle Dolomiti a sostenere l’immediata e definitiva chiusura della caccia per la stagione 2018″.

11 novembre, tutti in marcia in difesa della foresta. Nel 1987 erano meno di una decina, l’anno dopo, in 2000. Da quell’anno in poi, alpinisti e ambientalisti non hanno mai smesso di trovarsi per marciare in difesa della Natura e, in particolare, dell’Antica Foresta del Cansiglio e lo stesso faranno domenica 11 novembre. Il ritrovo è alle ore 9.30 nel piazzale del ristorante S. Osvaldo al centro della Piana. Il maltempo di fine ottobre ha provocato dei danni notevoli anche alla foresta del Cansiglio, molto minori di quelli subiti dalle foreste del Cadore, Carnia, Altopiano di Asiago, Paneveggio, Latemar ecc… ma comunque rilevanti. Le aree più colpite in Cansiglio sono state Pian Rosada, Vivaio, Pian Canaie, proprio le zone da cui tradizionalmente si parte con la marcia verso Casera Palantina. Vista la difficile situazione, così come anche consigliato dal CAI nei giorni scorsi di evitare i sentieri nelle aree di foresta compromessa, è stato deciso di spostare l’incontro in Pian Cansiglio. Si parte alle ore 10 per il villaggio Cimbro de Le Rotte e da qui, attraverso il sentiero dei Cimbri, fino al villaggio di Vallorch per poi scendere fino al Rifugio escursionistico Casa Vallorch, l’edificio a cui con un incendio doloso un anno fa, ad una settimana dalla manifestazione contro la vendita dell’ex albergo San Marco, è stato bruciato il tetto. Arrivati al Rifugio Vallorch circa alle ore 12, ci si fermerà per una colazione al sacco, per fare il punto sul Cansiglio in generale, sui lavori di recupero al rifugio stesso, sulla situazione attuale dopo le avversità atmosferiche e sul futuro della gestione della foresta, sui tentativi ancora in atto di vendita del San Marco, sulle nostre possibili azioni future e in più qualche intervento musicale. Partenza circa alle 14 per proseguire lungo il sentiero naturalistico S nella faggeta, per poi scendere lungo il perimetro della ex base Nato ( Caserma Bianchin), costruita negli anni ’60 del secolo scorso in pieno periodo di Guerra Fredda, ora tutta bonificata tranne un hangar adibito a spazio multiuso (ricettivo e culturale), per ritornare al parcheggio del S. Osvaldo circa alle 15 e concludere la giornata con la presenza davanti all’ex albergo San Marco. Per informazioni, Ecoistituto del Veneto Alex Langer 041.935666 329.9611323.

Fonte: Mountain Wilderness Italia ed Ecoistituto del Veneto Alex Langer

11 novembre 2018, la festa di San Martino e la conclusione dell’annata agraria si celebrano al meglio al Festival delle Dop a Godega di Sant’Urbano (TV)

Dai formaggi ai vini, dall’olio extravergine di oliva ai radicchi, dal miele all’insalata, dai marroni al riso, e la lista potrebbe continuare visto che sono ben 36 i prodotti e 52 i vini del Veneto riconosciuti dai marchi europei Dop/Igp/Stg/Doc/Docg/Igt. Stiamo parlando di prodotti della nostra agricoltura per i quali l’Unione Europea ha riconosciuto la loro straordinaria valenza geografico-territoriale e per questo li ha inseriti nell’elenco europeo delle Denominazioni. Dunque, eccellenze del nostro agroalimentare che domenica 11 novembre (festa di San Martino, conclusione dell’annata agraria) faranno bella mostra di sé al 5° Festival delle Dop, kermesse di Regione e Veneto Agricoltura in programma in Fiera a Godega di Sant’Urbano (Tv) dalle ore 10 alle 18 (ingresso gratuito).

Una trentina i Consorzi di tutela delle Denominazioni venete presenti al Festival, oltre a numerosi altri enti che rappresentano la filiera e il territorio, tra cui il Consorzio Qualità Verificata (QV) con le sue carni e altri preziosi prodotti quali, per esempio, la patata QV. Ricco il programma degli eventi, a partire dalle degustazioni guidate a cura dell’Istituto Alberghiero Beltrame di Vittorio Veneto che presenterà (ore 11/13/15/17, iscrizioni in loco) una serie di prelibatezze a base dei diversi prodotti veneti a Denominazione.

Degustazioni. Particolare attenzione sarà poi posta ai formaggi, non mancheranno le degustazioni dei tanti vini Doc/Docg/Igt del vigneto veneto, compreso quello didattico dell’Istituto Cerletti di Conegliano. Le degustazioni e le presentazioni saranno curate dai Consorzi di tutela e da Ais Veneto. Per tutta la giornata il Festival proporrà, inoltre, numerose iniziative che prevedono il coinvolgimento del pubblico grazie alla presenza di chef e giornalisti enogastronomici. Da segnalare anche la mostra fotografica che celebra i 25 anni di attività del Consorzio di Tutela del Fagiolo di Lamon. Non mancheranno iniziative di solidarietà verso i territori colpiti dal recente maltempo, nel ricordo che in primis ad essere colpito è stato proprio il settore primario, quello che da secoli interagisce virtuosamente con l’ambiente, tanto l’agricoltura che la gestione forestale.

Fonte: Servizio stampa veneto agricoltura

 

 

9-13 novembre 2018, va di scena il Merano Wine Festival. Tra gli incontri più attesi, quello sull’impatto dei cambiamenti climatici sulla vinificazione. Prime anticipazioni: entro il 2050, ridotte dal 25 al 75 per cento le aree produttive delle regioni vinicole più importanti al mondo.

Parterre di esperti al 27^ Merano WineFestival che a giorni, dal 9 al 13 novembre, apre il sipario in pieno centro della cittadina altoatesina e presenta la sua selezione con oltre 950 case vitivinicole tra le migliori in Italia e nel mondo e oltre 120 artigiani del gusto.

Quali considerazioni emergeranno dal dibattito più atteso della manifestazione? Sabato 10 novembre ore 15.00 al Teatro Puccini di Merano le più importanti personalità del mondo del vino e del consumo si confronteranno su “Il futuro del vino tra cambiamenti climatici, nuove opportunità nella produzione e aspettative dei consumatori”. Stevie Kim, Luca Gardini, Luciano Ferraro, Oscar Farinetti, Joe Bastianich, Luigi Moio, Matilde Poggi, Walter Massa, Adua Villa, Luciano Pignataro, Andrea Gori, e il climatologo meranese Georg Kaser, moderati da Franz Botrè, si interrogheranno su come anticipare i tempi prima che sia troppo tardi in vista dell’aumento della temperatura che entro il 2050 caratterizzerà maggiormente il futuro della viticoltura. La tavola rotonda si aprirà con il riferimento ad uno studio di un gruppo di ricercatori, guidati da Lee Hannah, climatologo di Conservation International, Arlington in Virginia, che ha elaborato un modello previsionale dei possibili impatti del cambiamento climatico sulla vinificazione. Il risultato di tale studio mette in evidenza il fatto che le regioni vinicole più importanti del mondo, dal Cile alla Toscana, dalla Borgogna all’Australia vedranno diminuire le loro aree coltivabili dal 25% al 73% entro il 2050, e ciò costringerà i viticoltori a piantare nuovi vigneti in ecosistemi precedentemente indisturbati, a latitudini più alte o altitudini più elevate, eliminando le specie vegetali e animali locali. Il futuro del vino passa anche per un cambiamento che, oltre a conformarsi agli eventi naturali, deve tener conto delle aspettative dei consumatori.

Il programma dell’edizione 2018 di Merano WineFestival è consultabile a questo link e prevede in apertura lo spazio dedicato ai vini biologici e biodinamici con “bio&dynamica”. I vini di “The Official Selection”, nella Kurhaus e i prodotti gastronomici della “Gourmet Arena”. E ancora, le immancabili “Charity Wine Masterclasses” e le novità di quest’anno come “The Circle – People, Lands, Experiences” in piazza della Rena, “Spirits Experience Area”, area dedicata al mondo della mixology, e allo champagne con “Catwalk Champagne”.

Fonte: Servizio stampa Merano Wine Festival

#Venetoinginocchio. Post alluvione, fronte comune aree montane del Veneto per chiedere interventi eccezionali di sgombero e stoccaggio piante cadute

Un allarme nell’emergenza post alluvione di fine ottobre arriva dal sistema veneto delle imprese boschive. Confartigianato Imprese Veneto, Confartigianato Belluno e Confartigianato Vicenza, assieme al Consorzio Imprese Forestali del Triveneto hanno spedito ieri un’accorata lettera di richiesta di aiuto al Governatore Luca Zaia, agli assessori regionali competenti oltre che alle Unità Organizzative Forestali di Belluno e Vicenza chiedendo interventi straordinari che aiutino a gestire l’urgente sgombero del materiale schiantato a terra (si stima in Veneto superi abbondantemente il milione di metri cubi), il suo stoccaggio e a programmare il risanamento e ripristino delle foreste danneggiate da fitopatie, infestazioni parassitarie ed eventi climatici.

Le azioni richieste. Le quattro organizzazioni chiedono prioritariamente: di aumentare la disponibilità finanziaria della misura 8.6.1 F.A. 2A (investimenti in tecnologie forestali e nella trasformazione, mobilitazione e commercializzazione dei prodotti forestali), concedendo anche la possibilità di eventuali deroghe sostanziali rispetto agli investimenti ammessi a finanziamento; stilare prontamente un altro bando, prima della fine del periodo programmatico, per la misura 8.6.1 F.A. “2A” e “5C”, provvedendo a ridistribuire le dotazioni del PSR tra le diverse misure e mutando la cronologia dei bandi. Queste azioni permetterebbero di aumentare il grado di competitività delle imprese in loco, che potrebbero assumere nuova forza lavoro, a tutto vantaggio del tessuto imprenditoriale veneto, nonché dell’economia locale e montana in generale, affrontando le criticità in essere con le maggiori ricadute sociali.

Ridurre al minimo le possibili speculazioni estere. “Chiediamo – recita ancora la lettera – un coordinamento regionale per gestire l’emergenza al fine di organizzare attentamente le operazioni di sgombero e di vendita del materiale schiantato e pericolante, mediante un’azione condivisa con i proprietari pubblici e privati, le comunità locali, le imprese dei territori colpiti e quelle italiane di settore, riducendo al minimo le possibili speculazioni estere. Per questo riteniamo necessario un appoggio scientifico dell’Università degli studi di Padova allo scopo di rafforzare le operazioni del personale regionale dei vari uffici forestali. In tal senso, si ritiene utile ipotizzare soluzioni alternative ed estreme di stoccaggio del materiale legnoso più pregiato, anche mediate l’utilizzo dei principali laghi montani, nonché coordinare lo stoccaggio su piazzali in zone agricole disseminate nel Triveneto, al fine di calmierare il mercato e sostenere i proprietari e le imprese locali”.

Priorità d’intevento a imprese venete e poi italiane. Si ritiene che, nel rispetto dei principi di libera concorrenza, in questa situazione di emergenza, i cui effetti a lungo termine ricadranno nuovamente sul territorio colpito e sulle imprese locali in primis, dovrebbe essere data una priorità d’intervento alle imprese venete e successivamente italiane, al fine di non “svendere” o peggio ancora “regalare” il nostro legname al mercato estero calmierando i prezzi e ponendo in essere un efficace contenimento degli effetti negativi.

Rivedere le misure già esistenti. “Le nostre imprese regionali -spiegano da Confartigianato- si stanno organizzando per realizzare piazzali di stoccaggio, almeno dei tronchi conservabili, al fine di regolare lo sfruttamento in modo progressivo, cercando di sostenere il mercato di filiera. Riteniamo che vadano velocemente ripresentate e adeguatamente sostenute con risorse proporzionate le misure già esistenti del Piano di Sviluppo Rurale in grado di poter contribuire ed affrontare l’attuale crisi: 8.4.1 – Risanamento e ripristino foreste danneggiate da calamità naturali, fitopatie, infestazioni parassitarie e eventi climatici; 8.5.1 – Investimenti per aumentare la resilienza, il pregio ambientale e il potenziale di mitigazione delle foreste; 4.3.1 – Sostegno a investimenti nell’infrastruttura necessaria allo sviluppo, all’ammodernamento e all’adeguamento dell’agricoltura e della silvicoltura. Quest’ultima dovrebbe essere modificata allo scopo di permettere la reale manutenzione straordinaria della rete viaria silvopastorale regionale, al fine di consentire lo sgombero del materiale schiantato ed evitare un massiccio abbandono del territorio, con conseguenze pesantissime “oltre alle risorse straordinarie che dovrebbero sostenere i proprietari forestali pubblici e privati o attraverso indennizzi o attraverso contributi per il recupero dei boschi schiantati”.

Necessario un piano pluriennale. “Nel medio e lungo periodo -conclude la nota-, risulta altresì doveroso e auspicabile iniziare a programmare fin da subito il nuovo periodo programmatico “2021-2027” del Piano di Sviluppo Rurale con azioni ad hoc, precise e specifiche a sostegno del settore forestale, dei proprietari e delle imprese della filiera con lo scopo di contenere i danni, risolvere e sostenere l’economia locale e contribuire alla predisposizione di un modus operandi volto a limitare gli effetti dei cambiamenti climatici in atto, non dimenticando la cura del paesaggio e dell’ambiente quale volano per questi territori”.

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto

A Bergamo, città del Paesaggio, esempi di giardini spontanei per valorizzare i luoghi secondo gli insegnamenti di maestri paesaggisti

piazza Vecchia di Berrgamo alta trasformata in un giardino spontaneo a settembre 2018 (foto A. Bedin)

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Dal 6 al 23 settembre scorso Bergamo si è riconfermata città del Paesaggio con vari allestimenti nelle piazze e giardini della città Alta, splendido borgo dove il concetto di paesaggio è ben espresso dall’immersione della città nel verde dei colli (quasi 5000 ettari) quale massima espressione di interazione tra l’uomo e il territorio.

fruibilità del giardino spontaneo in cui è stata trasformata piazza Vecchia di Bergamo alta lo scorso settembre

Valorizzare luoghi nella spontaneità della Natura. Quest’anno l’associazione culturale Arketipos, in collaborazione con il comune di Bergamo, oltre ai numerosi incontri ed eventi che sono stati proposti in un ampio programma, ha puntato alla trasformazione della piazza Vecchia, considerata da Le Corbusier (1887-1965),architetto, urbanista, pittore e designer svizzero naturalizzato francese, “la più bella del mondo”, in uno straordinario giardino spontaneo come ci ha già insegnato di saper far bene il maestro olandese Piet Oudolf, paesaggista famoso per i suoi giardini dall’aspetto selvatico, in altre realtà nel mondo molto conosciute, come è il caso dell’High Line di New York o del “teatro delle piante” nella Ruhr in Germania, quest’ultimo un allestimento verde nella vasca di sedimentazione di un ex depuratore industriale. Un modo per insegnarci a valorizzare luoghi, anche dismessi, con la spontaneità della Natura e a riconoscere nel suo ordinato/disordine un fascino speciale e una importanza determinante per la continuità della vita.

5 novembre 2018, il direttivo Argav si riunisce al circolo Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD)

Questa sera, lunedì 5 novembre, il direttivo Argav si riunirà alle 18:30 nel circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD). All’ordine del giorno approvazione verbale precedente, comunicazioni del Presidente, comunicazione della Segretaria, domande iscrizione nuovi soci, definizione premi Argav 2018, pranzo di Natale, varie ed eventuali.

11 novembre 2018, a Godega S.Urbano (TV) c’è il Festival delle Dop Venete

Il Festival delle DOP venete 2018, promosso da Regione e Veneto Agricoltura, giunto alla 5^ edizione, si svolgerà quest’anno nei padiglioni della fiera di Godega S. Urbano (TV) domenica 11 novembre (ore 10:00/18:00).

L’evento, a partecipazione gratuita, mette in vetrina le eccellenze dell’agroalimentare regionale, ovvero i prodotti riconosciuti dai marchi europei di qualità Dop, Igp, Stg e quello regionale Qualità Verificata. Saranno in esposizione tutti i prodotti di qualità veneti, che potranno essere degustati grazie alle preparazioni degli studenti dell’Istituto Alberghiero “Beltrame” di Vittorio Veneto (TV). Gli assaggi per il pubblico si accompagneranno con i tanti vini regionali, tra cui quelli prodotti dall’Istituto Cerletti di Conegliano (TV).

Al Festival saranno presenti una trentina di Consorzi di Tutela del Veneto, previsto inoltre un ricco programma di eventi collaterali, quali degustazioni guidate a cura dello stesso Istituto Ipssar Beltrame e Caseus Veneti, relativamente ai formaggi, ma anche da dai sommelier di Ais Veneto per quanto riguarda i vini.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

Progetti di viticoltura e mobilità sostenibile per la Rete Wigwam oggi a Tuttinfiera a Padova. Sostegno al territorio Bellunese alluvionato con l’acquisto di prodotti tipici di montagna cadorini.

Oggi a Tuttinfiera a Padova, la Rete Wigwam presenta nello spazio omonimo ubicato tra i padiglione 5a e 5b, una serie di progetti legati alla sostenibilità: dal percorso che conduce verso il residuo zero nei vini ad una ciclabile patavina-veneziana sino alla possiblità di contribuire al sostegno dell’economia locale cadorina, in questi giorni colpita dall’alluvione.

Una ciclabile Padova-Chioggia-Sottomarina, questo il nuovo progetto di mobilità lenta e sostenibile che Rete Wigwam presenterà oggi, domenica 4 novembre, dalle ore 11:00 alle ore 16:00 nello spazio Wigwam. “L’idea, che si va strutturando in progetto – dice Michele Lollo del consiglio direttivo del Circolo Wigwam Il Presidio di Padova-Camin – guarda ad una ciclabile che da Padova, passa per Camin, valorizzando anche turisticamente la nuova ciclabile in costruzione, il Circolo Il Presidio e la zona industriale, Villatora-Saonara (tratti già fatti), Liettoli (già esistente) e porta fino a Sottomarina (progetto da pensare e realizzare). Oggi in fiera a Padova ci sarà una prima raccolta di adesioni e subito dopo, l’avvio di un’azione per la sensibilizzazione e il coinvolgimento di comuni, province e portatori di interesse locali (aziende agricole, associazioni, hotel, ristoranti…).Chi fosse interessato al progetto può rivolgersi a Michele Lollo 340 6610906 michele.lollo@gmail.com Stefano Pagnin 338 4238191 ilpresidio@wigwam.it

Solidarietà al territorio alluvionato. Il Cadore e più in generale il Bellunese, in questi giorni sono stati colpiti da gravi disastri ambientali. Anche oggi in fiera, dalle ore 9 alle ore 19 nello spazio Wigwam sarà possibile acquistare e ordinare per le prossime festività natalizie prodotti tipici della montagna espressione di piccole fattorie e di artigianato alimentare del territorio, tra cui le birre artigianali – anche speciali come quella allo zafferano – del Comelico e la Cartufola di Domegge, una specialità tipica della tradizione culinaria Cadorina ovvero, un particolarissimo topinambur messo in conserva sott’olio o preparato in paté per farne crostini o condimento da pasta.“Questa nostra presenza in fiera a Padova – dice Mirko Doriguzzi, operatore della Wigwam Local Community del Cadore – non vuol essere unicamente una risposta alla grave situazione emergenziale del momento ma anche il lancio di un’azione che punta ad incidere alla radice del problema: necessaria un’organizzazione socio-economica improntata allo sviluppo duraturo e sostenibile del territorio montano che deve includere la manutenzione e cura dell’ambiente come un fatto rutinario e non episodico e straordinario, magari a disastri avvenuti. Tutto succede perché si è persa di vista la coesione per il bene comune delle comunità locali. Senz’altro da recuperare”. Ulteriori info: Wigwam Local Community del Cadore 347 9078958 mdoriguzzi@bygeco.it

Viticoltura sostenibile. Rete Wigwam lancia un progetto per ridurre e poi azzerare l’impatto da fitofarmaci nei territori coltivati a vite. La presentazione nello spazio Wigwam per iniziativa della Wigwam Local Community del Basso Piave. I presupposti per tale azione si fondano sulla base della Classe di Impatto (CIP) proposta dall’ARPAT dando seguito ad uno studio (che ha raccolto tutte le informazioni disponibili sui fitofarmaci) finanziato dalla Commissione della Comunità Europea. Le aziende vitivinicole di Rete Wigwam lanciano quindi un progetto per la sperimentazione di un sistema di scelta e di utilizzazione dei fitofarmaci per la vite, previlegiando quelli meno tossici per le acque, per l’ecosistema e per la salute umana fino al loro totale non impiego. Oltre alla scelta dei fitosanitari, il sistema sarà integrato dalla scelta e introduzione di macchine (ad es. atomizzatori a recupero con la massima efficienza, centraline agro metereologiche per la scelta del momento di intervento, ecc.), tecniche colturali e quanto altro utile (es. analisi residui sul prodotto uva e poi vino) per ridurre al minimo l’impatto economico, sociale e ambientale, provocato dagli interventi di difesa della vite. Il sistema dovrà consentire di anno in anno una consistente diminuzione degli interventi e delle quantità utilizzate di fitofarmaci. Il progetto sarà sviluppato in collaborazione stretta con un numero adeguato di aziende reali. Le aziende e le parcelle trattate saranno supportate da una capillare ed assidua Consulenza Tecnica fino al collaudo del sistema (durata minima del progetto 3-5 anni).Inoltre, le stesse saranno coperte da appropriata assicurazione per l’eventuale perdita del prodotto dovuto alla strategia proposta. Ulteriori info: Giancarlo Babbo – Coordinatore Progetto Wigwam Viticoltura sostenibile +39 335 6352894 giancarlo.babbo@alice.it

Fonte: Servizio stampa Wigwam

I soci Argav alla scoperta del territorio mirese e rivierasco, tra valli da pesca, aziende agricole e produzioni enogastronomiche di qualità

valle Miana Serraglia

(di Gian Omar Bison, consigliere Argav) Sabato 20 ottobre scorso i soci Argav hanno visitato Valle Miana Serraglia a Mira (Ve), dove è stato possibile ammirare e conoscere un unicum nel sistema di allevamento del pesce, tipico della laguna di Venezia, che affonda radici lontane nel tempo.

Fabrizio Stelluto premia Gianni Marchiori

L’uscita Argav constava di una seconda parte, svoltasi nella sede dell’Associazione Cavanisti di Giare, in cuiil presidente Gianni Marchiori, poi premiato dal presidente Fabrizio Stelluto, ci ha spiegato la storia e i numeri di un sodalizio di appassionati di caccia, di pesca, di Venezia in senso lato, che ha in gestione dal demanio acque e argini da dedicare allo scopo sociale e dove lo storico Mario Poppi ci ha spiegato il senso della salvaguardia lagunare secondo la Repubblica Serenissima raccontando le conterminazioni lagunari e i cippi confinari.

Presentazione dei prodotti enogastronomici del territorio ai soci Argav in visita

Produzioni agroalimentari. Per finire sono state presentate e apprezzate alcune produzioni agroalimentari del territorio mirese e rivierasco: i crostini gourmet del panificio di Daniele Marinetto a Piazza Vecchia di Mira, la sopressa di Bareato Carni, il prosecco doc “di Laguna e della Riviera del Brenta” della Cantina Sociale Riviera del Brenta di Dolo, le ciotole pronte al consumo di insalata mista dell’azienda “L’Insalata dell’Orto S.r.l di Giare di Mira, il Piave Mezzano dop di Latte Busche dello Spaccio del Contadino a Dolo (Ve), e il tradizionale “miele di barena” di Giovanni Bolzanella.

valle miana serraglia

Ma torniamo alla Miana Serraglia. E’ la prima valle da pesca della laguna Sud di Venezia ed appartiene, insieme all’azienda agricola Sant’Ilario, ad un complesso di 1400 ettari circa destinati ad allevamento estensivo e tradizionale di pesce (400 ettari) e ad agricoltura, soprattutto cerealicola e seminativi (1000 ettari dei quali 800 coltivati). Due aziende distinte che poggiano acque e terre tra i comuni di Mira e Campagna Lupia nella provincia di Venezia e che l’attuale proprietà ha rilevato due anni fa dall’azienda Alba Srl di Franco Gandolfi, venuto recentemente a mancare. Due imprese parte, a loro volta, del gruppo Vallette Spa che gestisce, tra affitti e proprietà, ben 3289 ettari sparsi dal basso veronese fino al pordenonese e in buona parte destinati ad alimentare il core businness dell’azienda: energie rinnovabili. “Nell’azienda Sant’Ilario – puntualizza Ivan Furlanetto, direttore agronomico del gruppo per anni impegnato in tutto il mondo con una multinazionale di macchine agricole – vantiamo 800 ettari coltivabili che nei disegni del gruppo sono e saranno riservati ad attività agricole ultra moderne: irrigatori di ultima generazione, drenaggi, ecc; e poi agricoltura conservativa (200 ettari) e di precisione che sono parte di specifiche sperimentazioni finanziate dal PSR Veneto. Oltre a questo abbiamo destinato sedici ettari a superficie vitata (prima vendemmia estate 2018), 12 ettari a glera e 4 a pinot grigio. Il tutto raccolto con vendemmia meccanica e vinificato a Dolo (Ve) nella Cantina sociale della Riviera del Brenta alla quale aderiamo. Il progetto prevederebbe di arrivare, nel tempo, a cinquanta ettari di vigneto”.

Storicamente il primo atto di compravendita dell’azienda Miana Serraglia risale al 28 aprile 1428. Il primo atto di costituzione di una valle arginata (serraglia) da pesca. L’azienda nei secoli ha avuto varie trasformazioni pur mantenendo la sua fisionomia, la sua destinazione ed il suo aspetto primordiale. Un ambiente che ancora oggi rispecchia i secoli passati. Le ultime proprietà sono state di Raoul Gardini, precursore della chimica verde, che col gruppo Ferruzzi ha acquistato nel 1962 i terreni da Montecatini ed Edison per quella che doveva diventare la terza zona industriale di Marghera. Con i Ferruzzi ci sono stati i primi lavori importanti per la sistemazione dei terreni con impianti di drenaggio ed altri interventi per dare forma e modernità all’azienda. “Il lavoro che sta facendo il nostro consulente Mario Strozzi – sottolinea Furlanetto – è importantissimo per arrivare a proporci nel tempo con un marchio aziendale che identifichi il nostro prodotto. E magari arrivare a proporlo nello “Spaccio del Contadino” (sodalizio territoriale che unisce produttori di latte e carne e derivati nelle Cantine sociali di Dolo e Noale, ndr). Un pesce che deve essere pagato per il valore qualitativo e organolettico che realmente ha e che soprattutto – sostiene Strozzi – deve essere difeso dai predatori, cormorani in primis. Fanno strage di pesce quando scendono a migliaia nelle nostre vasche. E’ in assoluto il problema più grosso”. L’alimentazione è naturale, nessun mangime. E la salinità della valle, garantita dal giusto ingresso di acque dolci e salate regolato da chiaviche, risulta idonea a garantire la montata, la risalita progressiva dei pesci nelle diverse zone di crescita e pari a 20/25 parti per mille (33 per mille il mare). Del totale di pesce allevato il quaranta per cento sono orate, trenta per cento branzini e il resto diviso tra cefali ed anguille.

13, 20 e 27 novembre 2018, Veneto Orientale: corso gratuito di formazione per insegnanti delle scuole elementari e medie sul sistema del paesaggio della bonifica, iscrizioni entro il 7 novembre

foto Consorzio di bonifica Acque Risorgive

L’Osservatorio Locale del Paesaggio della Bonifica del Veneto Orientale, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova, l’Osservatorio Regionale del Paesaggio e la sezione Veneto dell’Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, con il sostegno della Regione Veneto, organizza il percorso di formazione gratuito Educare al paesaggio della bonifica. Un viaggio nelle aziende agricole della Venezia Orientale per docenti della scuola primaria e della scuola secondaria di I° grado.

Il corso, della durata complessiva di 12 ore, si terrà in 3 giornate, martedì 13, 20 e 27 novembre 2018 (da 12 a 40 iscritti al massimo). Le adesioni si chiuderanno al raggiungimento del numero minimo e massimo dei partecipanti, dando priorità alla partecipazione da parte di docenti appartenenti a Istituti e a Comuni diversi, al fine di favorire la massima diffusione dei risultati e delle ricadute didattiche. Il percorso formativo, accreditato dall’Università di Padova, prevede attività di visita sul campo ed osservazione, lezioni interattive e lavori di gruppo, strutturate in tre incontri pomeridiani, scelti con l’obiettivo formativo di coinvolgere i partecipanti nel complesso sistema del paesaggio di bonifica del Veneto orientale, partendo da un’esperienza diretta nelle principali realtà che “costruiscono” tale paesaggio, ossia le aziende agricole.

Nel dettaglio. Martedì 13 novembre 2018 ore 14.30/18.30 La bonifica oggi: educare al paesaggio (Azienda agricola Cà Corniani, Ca’ Corniani, 30021 Caorle, VE) Martedì 20 novembre 2018 ore 14.30/18.30 Il paesaggio rurale come luogo per la creatività e l’innovazione (H-Farm, via Sile, 41 – Roncade, TV) Martedì 27 novembre 2018 ore 14.30/18.30 Produzioni biologiche e paesaggio di bonifica: un viaggio dentro le trasformazioni del territorio (Azienda Agricola Biodinamica San Michele, via Colombo/SP46, 72, Jesolo, VE). È possibile effettuare l’iscrizione entro e non oltre il 7 novembre 2018, inviando una e-mail con i nominativi degli/delle insegnanti partecipanti a: Università di Padova – Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità – Tel. 348-0507818 – dott.ssa Sara Bin – edu.paesaggio.veneto@gmail.com VeGAL – Osservatorio del Paesaggio della Bonifica del Veneto Orientale – dott. Marco Dal Monego – vegal@vegal.net