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Maltempo in Veneto, conta dei danni per agricoltori e pescatori, avviata da Avepa la ricognizione per indennizzi

malga nel Vicentino

“A memoria d’uomo agricoltori e allevatori del Bellunese non ricordano un evento di simile intensità e devastazione. Alla sede regionale di Avepa e alla direzione regionale del settore Primario di via Torino, a Mestre, stanno arrivando già le prime segnalazioni per iniziare la conta dei danni”. L’assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, insieme al direttore di Avepa, Fabrizio Stella, ha avviato le procedure per una prima ricognizione dei danni subiti da agricoltura, allevamento e pesca a causa di piogge, frane, esondazioni, mareggiate e acqua alta, interruzione del servizio elettrico e crollo di strade e infrastrutture occorsi nei giorni scorsi.

Le aree più colpite. Per la stima complessiva delle perdite bisognerà attendere la fine dell’emergenza che purtroppo non si è ancora conclusa, considerando che le previsioni parlano di altra pioggia in arrivo. Intanto sono partiti i primi sopralluoghi dei tecnici regionali e di Avepa in base alle segnalazioni che arriveranno dai Comuni e dalle associazioni di categoria con l’obiettivo di quantificare e documentare l’entità dei danni. “Siamo in contatto con le associazioni di categoria Cia, Coldiretti, Confagricoltura, e abbiamo attivato la rete dei tecnici forestali regionali che hanno affiancato le squadre della Protezione civile durante l’emergenza – dichiara Pan – al momento le aree più colpite risultano essere la provincia di Belluno, l’Altopiano di Asiago, il massiccio del Grappa e le aree del Veneto Orientale attraversate dal Piave e del Tagliamento”.

Soia e semina del frumento sono le colture più colpite. Quanto alla pesca professionale, i danni derivano dallo stop imposto ai pescherecci dai forti venti e dalle mareggiate, ma si temono perdite sensibili anche per la mitilicoltura: parecchi impianti off shore risultano compromessi, se non annientati, dalla violenza del mare. Divelte anche molte cavane nelle zone di Scardovari e Pila.

Richiesta di ricognizione e indennizzo. Agricoltori ed allevatori colpiti dal maltempo nelle loro attività possono avviare online le procedure di ricognizione e indennizzo scaricando dal sito di Avepa il relativo modulo “http://www.avepa.it/modulistica-generale-avversita-atmosferiche” . Lo rendono noto l’assessore regionale all’agricoltura, Giuseppe Pan e il direttore di Avepa, Fabrizio Stella, invitando gli interessati ad affrettarsi.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Maltempo in Veneto, danni ingenti alla foresta del Cansiglio, serre divelte nel Feltrino e mungitura di soccorso sul Grappa, aziende agricole isolate nel Bellunese e nel Vicentino

schianti di alberi in Cansiglio nella notte del 29 ottobre scorso

La notte del 29 ottobre scorso nella Foresta del Cansiglio (BL-TV) forti raffiche di vento hanno provocato gravi danni al patrimonio boschivo della famosa faggeta, cdemanio forestale regionale gestito da Veneto Agricoltura. A causa dell’inusuale evento atmosferico, le principali arterie viarie dell’area sono state interessate da numerosi schianti che ne hanno ostruito le carreggiate, ostacolando la viabilità, in via di ripristino. Le aree più danneggiate risultano essere quelle attorno alla località Pian Canaie, Vivaio, la zona soprastante Pian Osteria e l’area del Palughetto, dove gli schianti di faggi, abeti bianchi e abeti rossi, sono rilevanti.

Serre nel Feltrino

Molte aziende agricole sono ancora isolate e senza corrente elettrica – dice invece Coldiretti Veneto, che aggiunge: “La mungitura nelle stalle localizzate sul Monte Grappa in diversi casi è avvenuta in maniera manuale o, alla meglio, con gruppi elettrogeni di soccorso, gli agricoltori del feltrino stanno ripulendo campi e orti e sistemando le serre divelte recuperando il salvabile. A Gallio (VI) si segnalano allevatori bloccati nelle malghe mentre provvedevano al ripristino e manutenzione dei locali secondo prassi stagionale. All’opera anche gli operatori agrituristici che hanno strade d’accesso chiuse o franate per la pioggia incessante. Le piante sradicate dalle forti raffiche vanno sgomberate e i boscaioli sono pronti al primo intervento. Operazioni di prevenzione e cura, potatura e sviluppo radicale vanno garantite per evitare conseguenze sulla bellezza dei luoghi e sulla sicurezza della comunità.

 

31 ottobre 2018, pomeriggio al Museo botanico di Padova, tra segreti, usi e poteri delle piante

Nel pomeriggio di mercoledì 31 ottobre, il Museo botanico di Padova invita il pubblico a un appuntamento speciale, in omaggio alla serie di Harry Potter e dal suo affascinante immaginario.

Visite gratuite. Durante i due turni di attività, previsti alle ore 15 e alle ore 17, gli esperti del Museo botanico guideranno, infatti, i partecipanti alla scoperta delle piante usate a Hogwarts, e non solo, per conoscerne usi, segreti e poteri. La partecipazione è gratuita, con iscrizione obbligatoria chiamando il numero 049.8272110 oppure scrivendo alla mail museo.botanico@unipd.it

Fonte: Servizio stampa orto botanico di Padova

 

In pericolo la sopravvivenza dell’unica filiera italiana dello zucchero, invito a sostenerla acquistando zucchero 100×100 italiano

Senza interventi urgenti è a rischio la sopravvivenza della produzione di zucchero italiano. Oltre 4 pacchi di zucchero su 5 arrivano, infatti, dall’estero, mentre la produzione made in Italy rischia di essere azzerata dalla concorrenza sottocosto di multinazionali francesi e tedesche che hanno colonizzato le industrie del Belpaese. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti sulla situazione del mercato dello zucchero dopo la contrarietà espressa dalla Commissione alle misure di emergenza per salvare lo zucchero italiano chieste dal Ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio al Consiglio dei Ministri dell’agricoltura e della pesca dell’Ue. 

Entro l’anno, possibile la chiusura di un altro stabilimento. A fronte di un consumo di oltre 1,7milioni di tonnellate, in Italia resiste una produzione di 300mila tonnellate, ma negli ultimi anni sono stati chiusi ben 16 zuccherifici su 19 azzerando l’84% del potenziale industriale nazionale ed entro il 2018 un altro stabilimento dovrebbe cessare l’attività. “In Veneto, nella provincia di Padova è attivo lo zuccherificio di Pontelongo, storico punto di riferimento per oltre tremila produttori che conferiscono 2 milioni di quintali di bietole”, ricorda Ettore Menozzi Piacentini, componente del consiglio d’amministrazione di Coldiretti Padova nonché socio di Coprob (Cooperativa Produttori Bieticoli Società Cooperativa Agricla), unico produttore nazionale di zucchero, che rappresenta circa 25mila persone impegnate nella filiera, ha due stabilimenti di trasformazione sul territorio nazionale e riunisce 7mila aziende con 32mila ettari coltivati a barbabietola fra Veneto ed Emilia Romagna.

Senza di loro l’Italia, che è il terzo mercato dell’Unione Europea, diventerebbe uno dei pochissimi casi al mondo senza alcun produttore locale di zucchero come Nigeria, Malesia, Corea del Sud e Arabia Saudita considerando un consumo medio annuo sopra il milione e mezzo di tonnellate.“Ad un anno dalla fine del regime delle quote – aggiunge Piacentini – si registra come le aziende produttrici di zucchero e, conseguentemente, gli agricoltori della filiera abbiano perso i loro margini a favore dei grandi produttori di bevande, dolciari e della grande distribuzione organizzata. Per difendere la produzione italiana è necessario arrivare a una chiara etichettatura di origine obbligatoria anche per lo zucchero in modo da offrire ai consumatori la libertà di scegliere cosa mettere nel carrello della spesa. Urge ancor più la creazione di contratti di filiera basati su una maggiore equità e sostenibilità sociale con i grandi utilizzatori dello zucchero ai quali si chiede una responsabilizzazione per sostenere l’italianità delle produzioni e ridurre la dipendenza dall’estero”.

L’unico zucchero 100% italiano rimasto. In Italia la maggior parte del mercato è controllata da tre giganti stranieri, il primo dei quali è la multinazionale tedesca Sudzucker che vanta 31 siti dall’Austria alla Romania, dalla Bosnia Erzegovina alla Moldavia, dalla Polonia all’Ungheria, trasforma 5,9 milioni tonnellate di zucchero ogni anno, ma produce anche carburante bioetanolo, concentrati di succhi di frutta, ingredienti funzionali e cibo per animali, oltre a operare nel settore farmaceutico e sfornare pizze congelate. Il secondo padrone dello zucchero in Italia è la francese Cristal Union che con 10 stabilimenti nel mondo, sforna 2 milioni di tonnellate all’anno di prodotto e ha messo sotto il proprio dominio anche l’Eridania. Sempre d’Oltralpe – rileva la Coldiretti – è arrivata la multinazionale Tereos che vanta 45 siti industriali in 13 paesi, è il primo produttore francese con 3,7 milioni di tonnellate e vanta un giro d’affari di 5 miliardi di euro. Si è creata una situazione – sottolinea Coldiretti – dove il mercato è in mano a 5 grandi realtà del Nord Europa che già oggi detengono il 75% del comparto nel Vecchio Continente con zucchero venduto a prezzi molto bassi da Francia e Germania che hanno aumentato del 20% la loro produzione nel 2017, causando 3,5 milioni di tonnellate di eccedenze a livello europeo. Ulteriori info: Coprob

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova/Coprob

 

Pubblicato il nuovo Atlante mondiale della desertificazione. Terra, un pianeta che boccheggia.

Il Centro Comune di Ricerca (JRC), servizio della Commissione europea per la scienza e la conoscenza, ha pubblicato la nuova edizione dell’Atlante mondiale della desertificazione, con l’obiettivo di mettere a disposizione dei responsabili politici uno strumento per migliorare le risposte locali alla perdita e al degrado del suolo.

Siamo una specie a rischio estinzione. L’Atlante contiene la prima valutazione completa basata su dati concreti del degrado del suolo a livello mondiale e sottolinea l’urgenza di adottare misure correttive. La pubblicazione fornisce alcuni esempi di come l’azione dell’uomo spinga le specie all’estinzione, minacci la sicurezza alimentare, intensifichi i cambiamenti climatici con conseguenti forti migrazioni di grandi masse di popolazione.

Pressioni sulle risorse naturali. L’Atlante evidenzia in particolare come la crescita della popolazione e i cambiamenti nelle nostre abitudini di consumo creino pressioni senza precedenti sulle risorse naturali del pianeta. Oltre il 75% della superficie terrestre è già degradata e questa percentuale potrebbe raggiungere il 90% nel 2050. Ogni anno si assiste al degrado di una superficie pari alla metà di quella dell’Unione Europea, equivalente cioè a 4,18 milioni di km : l’Africa e l’Asia sono i continenti più colpiti. Per l’UE, il costo economico del degrado del suolo è stimato nell’ordine di decine di miliardi di euro all’anno. Si ritiene che entro il 2050 il degrado del suolo e i cambiamenti climatici determineranno una riduzione del 10% dei raccolti mondiali. Il fenomeno sarà particolarmente evidente in India, in Cina e nell’Africa subsahariana, dove il degrado del suolo potrebbe dimezzare la produzione agricola. A causa dell’accelerazione riscontrata nella deforestazione, sarà sempre più difficile mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.

Migrazioni epocoli, soluzioni locali. Si stima che nel 2050 fino a 700 milioni di persone saranno costrette a migrare a causa di problemi legati alla scarsità delle risorse del suolo; entro la fine del secolo questa cifra potrebbe toccare addirittura i 10 miliardi. Il degrado del suolo è un problema di portata mondiale che avviene però a livello locale: ed è a questo livello che è necessario trovare soluzioni. Occorrono quindi maggiore impegno e una più efficace cooperazione a livello locale per arrestare sia il degrado del suolo sia la perdita di biodiversità. E’ possibile limitare un’ulteriore espansione agricola, che rappresenta una delle principali cause di degrado del suolo, aumentando la resa dei terreni agricoli già esistenti, passando a regimi alimentari a componente vegetale, consumando proteine animali provenienti da fonti sostenibili e riducendo le perdite e gli sprechi alimentari.

Scarica l’Atlante dal web. L’Atlante offre una chiara panoramica delle cause del degrado in tutto il mondo, compresi numerosi fatti, previsioni e dati su scala mondiale che possono essere utilizzati per individuare processi biofisici e socioeconomici importanti attualmente in corso e in grado di condurre, da soli o combinati tra loro, a un uso non sostenibile del suolo e al suo degrado. Si pià scaricare la pubblicazione a questo link

Fonte: Veneto Agricoltura Europa

27 ottobre – 11 novembre 2018, a Luvigliano di Torreglia (Pd) la Mostra dei Vini dei Colli Euganei sposa le specialità delle Tavole Tauriliane

Nuove sinergie per la 49a Mostra dei Vini di Luvigliano di Torreglia (Pd), che si tiene a partire dal pomeriggio di oggi, sabato 27 ottobre, sino all’11 novembre 2018 nelle sale di Villa Pollini, abbinata alla Selezione del Consorzio di Tutela Vini Doc Colli Euganei, che da 25 anni accompagna la storica manifestazione organizzata dall’Associazione San Martino di Luvigliano, con il patrocinio dell’amministrazione comunale.

A dar man forte, ci saranno infatti anche i ristoratori dell’associazione delle Tavole Tauriliane. “Per tutta la durata della manifestazione, in ogni ristorante delle Tavole Taurilane i commensali troveranno il piatto ideato da ogni ristoratore proposto in abbinamento ad uno dei dodici rossi Doc, cabernet Doc e Merlot Doc saliti sul podio dei vincitori e selezionati dagli esperti nominati dal Consorzio”, piega Nicola Lionello presidente dell’associazione.

Oltre 200 etichette in degustazione. A Villa Pollini, sede della Mostra, oltre ai vini vincitori del Concorso abbinati ai piatti delle Tavole Tauriliane, sarà possibile degustare anche le etichette proposte dalle aziende vitivinicole dei Colli Euganei, territorio vulcanico. Ulteriori dettagli si possono trovare visitando le pagine web e facebook del Consorzio di Tutela, delle Tavole Tauriliane e del comune di Torreglia ma, per semplicità e nello spirito dell’uno per tutti e tutti per uno, che ha dato vita a questa iniziativa, si può visitare quello dell’associazione San Martino www.luvigliano.it

Fonte: Servizio stampa Mostra dei vini di Luvigliano

27 ottobre 2018, a Quinto di Treviso si parla di come innovare e competere con l’economia circolare. A moderare il primo dei tre incontri organizzati da Confartigianato Imprese Veneto, sarà il vicepresidente Argav Gabriele Cappato.

Come creare 65 milioni di posti di lavoro? Basta salvare il clima. In estrema sintesi è questo il contenuto dello studio della Global Commission on the Economy and Climate che ha quantificato i vantaggi economici e sociali della salvaguardia del clima.

Numerose le resistenze ad un cambiamento inevitabile. Che la transizione ecologica rappresenti un’opportunità di cambiamento e di crescita alternativa rispetto a quella dettata dal modello attuale è stato ribadito da università, istituti di ricerca, conferenze internazionali. Eppure in molti non sembrano ancora convinti dell’interesse non solo ambientale e climatico, ma anche economico del cambiamento. Non lo sono numerosi governi (probabilmente anche per via delle pressioni delle stesse lobby poco inclini a spendersi per il clima), non lo sono le imprese grandi e piccole che siano (salvo alcuni casi molto sporadici).

Da queste premesse nasce l’obiettivo 2018/19 della Confartigianato Imprese Veneto di avviare un processo di conoscenza per aiutare gli imprenditori artigiani a comprendere perché dovrebbero guardare al cambiamento eco-sostenibile come ad un volàno di crescita, transizione che, secondo alcuni studi, potrebbe essere perfino più vantaggiosa del “business as usual”. Il primo appuntamento dal titolo: “Innovare & competere con l’economia circolare – i rifiuti“, moderato dal vicepresidente esecutivo Argav Gabriele Cappato, che si terrà sabato 27 ottobre 2018, a partire dalle ore 9.00, al BHR Treviso Hotel (S.R. 53 Via Postumia Castellana, 2 ) a Quinto di Treviso, va in questa direzione. Si tratta del primo di tre incontri, patrocinati da Argav, che Confartigianato Imprese Veneto dedica al tema dell’economia circolare, uno dei principali fattori di sviluppo e crescita per le imprese.

L’incontro è aperto al pubblico, per ragioni organizzative si prega di confermare la presenza registrandosi a questo link.

Fonte: Servizio stampa Confartigianato Imprese Veneto

Stasera al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD) conviviale Argav dedicata alla zucca (e non solo)

zucca Delica originale

Sarà una serata di gran gala dedicata alla zucca Delica originale quella in programma stasera, venerdì 26 ottobre 2018, nel circolo di campagna Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (Pd), nell’ambito della tradizionale conviviale mensile Argav di informazione e aggiornamento. L’incontro, che avrà inizio alle ore 19,00, vedrà protagonisti due cuochi che accompagneranno in tavola una serie di assaggi a base di zucca: lo chef executive Isacco Gerotto e il giornalista enogastronomico Efrem Tassinato, socio Argav nonché nostro anfitrione.

Arrivata in Italia ormai mezzo secolo fa, la zucca Delica originale è tuttora in auge ed é, anzi, l’artefice di una continua espansione della superficie coltivata a zucca. Il merito dell’exploit è certamente da attribuire alle eccezionali  caratteristiche organolettiche possedute dal suo frutto, per cui, dopo oltre 50 anni dalla sua prima coltivazione in Italia e nel Veneto, non è ancora stata superata qualitativamente da nessun altro ibrido di questa specie.

La serata, moderata dal presidente Argav Fabrizio Stelluto, vedrà anche la partecipazione di Giuliano Belli e Irene Bombarda, tecnici della Best Vegetable Seeds, Luigi Bonato della cantina “Le Rive“, Ettore Menotti Piacentini, consigliere Coprob, per sensibilizzare sul momento critico che sta vivendo lo zucchero italiano, Silvia Baratta, titolare agenzia Gheusis, per presentare i corsi per “ambasciatore di sala“. Dulcis in fundo, il consigliere Renzo Michieletto, ispiratore della serata dedicata alla zucca, presenterà l’edizione 2018 del Festival delle Dop, che si terrà domenica 11 novembre nei padiglioni della fiera di Godega di Sant’Urbano (TV).

Fieracavalli 2018, al via oggi a Verona l’edizione dei 120 anni

Nata nel 1898 come mercato equestre, quest’anno Fieracavalli, la più importante manifestazione internazionale di settore, taglia il traguardo delle 120 edizioni alla Fiera di Verona (25-28 ottobre). La rassegna accompagna nel tempo l’evoluzione del ruolo del cavallo attraverso la storia del Paese: da strumento di lavoro nei campi e mezzo di trasporto, a compagno fidato nello sport, nella pet-therapy e nella vita all’aria aperta.

Protagonista indiscusso a Verona resta sempre il cavallo, con 3mila esemplari di 60 razze da tutto il mondo portati in fiera da 35 associazioni allevatoriali. Centrali ogni anno sono i padiglioni dedicati alla biodiversità nazionale e allo sviluppo del cavallo da sella italiano, così come quelli che ospitano le razze araba, spagnola e frisona, impegnate in competizioni morfologiche di alto livello. In fiera si può inoltre trovare tutto per la cura e l’alimentazione del cavallo, così come attrezzature per l’equitazione. Tra le novità presentate, figurano il fieno biologico che si mantiene umido, lo zainetto-airbag che protegge la schiena del cavaliere in caso di cadute, la coperta-asciugatrice per il manto dell’animale, le staffe di sicurezza che evitano infortuni alle caviglie, fino al tapis-roulant a misura di cavallo, per allenamenti e riabilitazione. Inoltre, in collaborazione con lo studio legale tributario Ferrajoli di Bergamo, Fieracavalli ha deciso di attivare nei quattro giorni di fiera a Verona (25-28 ottobre) uno sportello di consulenza dedicato alle materie fiscali e un focus anche nell’ambito dei corsi di formazione del Master di turismo equestre, inaugurato nel 2017.

Un’anima sportiva. In quattro giorni sono decine le gare in calendario con i concorsi ippici targati Fise-Federazione italiana sport equestri. L’evento più atteso è, senza dubbio, Jumping Verona, unica tappa italiana della Longines FEI Jumping World CupTM che porta in città i campioni del salto ostacoli internazionale. Quest’anno debutta il 120×120 Gran Premio Fieracavalli, competizione che vede affrontarsi 120 binomi, per celebrare i 120 anni di storia della manifestazione. Non mancano le specialità legate all’immaginario dei cowboy, riunite nel Westernshow di Fieracavalli con sfide di team penning, ranch sorting, working cow horse e, per la prima volta, reining.

L’equiturismo, fenomeno in continua crescita in Europa, è diventato negli anni parte integrante dell’offerta di Fieracavalli che riunisce le migliori proposte di agenzie di viaggio, agriturismi specializzati e maneggi. In fiera è possibile pianificare e prenotare ogni tipo di vacanza in sella, sia in Italia che all’estero, alla scoperta delle bellezze naturalistiche e paesaggistiche dei territori. Dopo la realizzazione della guida “L’Italia a Cavallo” pubblicata insieme al Touring Club, Fieracavalli ha creato quest’anno Horse friendly, la prima certificazione che, attraverso un proprio marchio, segnala e mette in rete tutte le realtà che dispongono di servizi per l’equiturismo.  E nella giornata inaugurale della manifestazione viene presentata in anteprima la nuova ricerca Fieracavalli-Nomisma sugli italiani a cavallo, con un focus sul turismo equestre.

I disegni dei bambini festeggiani i 120 anni della fiera. Fieracavalli si conferma una rassegna a misura di tutta la famiglia, grazie alle iniziative ludico-didattiche del Villaggio del bambino, tra cui il battesimo della sella. Con “Disegna Fieracavalli”, progetto creativo che raccoglie i disegni dedicati dai bambini all’anniversario della più importante manifestazione sul settore equestre. I migliori lavori degli artisti in erba sono stati pubblicati nell’area speciale sul sito web della rassegna. Anche nei quattro giorni della fiera per i più piccoli è possibile continuare a esprimere con carta e colori le emozioni vissute, grazie al laboratorio “Creiamo CAITPR”. L’obiettivo è avvicinare gli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado ai temi ambientali attraverso il mondo dei cavalli, con particolare riferimento a quelli agricoli da tiro pesante (CAITPR), razza storica italiana, originaria del Veneto.

Benessere animale. Fieracavalli investe molte risorse nella tutela del benessere degli animali, garantito nel corso della manifestazione da strutture adeguate e da una commissione etica ed una tecnico-scientifica che hanno redatto un codice di comportamento rivolto ai proprietari e ai responsabili dei cavalli. Un impegno che si rafforza quest’anno con il progetto Horse training Fieracavalli che porta a Verona i massimi esperti in tema di addestramento etologico per un confronto sui diversi metodi che meglio valorizzano l’intesa tra uomo e animale. Al via anche la collaborazione con il Team Wow per portare a Fieracavalli l’innovativo approccio etico e metodologico all’equitazione, sviluppato negli allevamenti fondati dall’imprenditore Vittorio Garrone. Prosegue, infine, la collaborazione con Progetto Islander, realtà no profit che si occupa del recupero di cavalli salvati da situazioni di maltrattamento.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere

Il socio Argav Efrem Tassinato eletto delegato tra i giornalisti collaboratori che rappresenteranno il Veneto al XXVIII Congresso Fnsi, che si terrà a Levico Terme (TN) a febbraio 2019

Alle elezioni del 21 e il 22 ottobre scorsi indette dal Sindacato Giornalisti del Veneto per l’elezione dei giornalisti delegati che rappresenteranno il Veneto al XXVIII Congresso della Federazione nazionale della stampa (FNSI), in calendario dal 12 al 14 febbraio 2019 a Levico Terme (Tn), è stato eletto tra i colleghi collaboratori il socio Argav Efrem Tassinato.

Ad Efrem vanno le congratulazioni per l’elezione a delegato da parte del direttivo e dei soci Argav.