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Eletto il nuovo presidente Cia Agricoltori Veneto

Gianmichele Passarini, neo presidente CIA Veneto

Il veronese Gianmichele Passarini è il nuovo presidente regionale della Cia-Agricoltori Italiani Veneto. Insieme a Flavio Furlani, presidente uscente, all’assemblea era presente il presidente nazionale Dino Scanavino, che ha ricordato l’importanza del Veneto nel panorama agricolo nazionale. In rappresentanza della Regione era presente il consigliere regionale Graziano Azzalin.

Gianmichele Passarini è titolare di un’azienda di allevamento avicolo e seminativi a Bovolone (VR), ha 47 anni, e vanta una ventennale “militanza” nella Cia, dove ha partecipato a gruppi dirigenziali e ricoperto ruoli di rappresentanza negli enti. “La mia candidatura nasce da un progetto di rilancio del ruolo della Cia a livello regionale. In un’agricoltura sempre più innovativa e dinamica, dobbiamo puntare su una governance nuova e sempre più specializzata”, ha detto il neo-eletto.

Fonte: Servizio Stampa Cia Agricoltori Veneto

10 febbraio 2018, all’insegna di “Amiamo il nostro fiume Brenta”, la cittadinanza è invitata alla giornata di pulizia degli argini fluviali

Dopo l’indagine svolta la scorsa Primavera sullo stato delle arginature nel basso corso del fiume Brenta, preceduta dagli allarmanti risultati dello studio commissionato dalla Regione Veneto nel 2014, per tenere alta l’attenzione su fiume, migliorarne l’aspetto e controllare eventuali nuovi fenomeni franosi, il comitato intercomunale “Brenta Sicuro” organizza domani, sabato 10 febbraio la prima giornata “Amiamo il nostro fiume Brenta“,  giornata di pulizia degli argini fluviali, a cui la cittadinanza è invitata a partecipare.

L’organizzazione segnala quattro tappe iniziali: da Cadoneghe (PD), ritrovo in piazza Sant’andrea, ore 09.30, da Vigonovo (VE), ritrovo parco Sarmazza, ore 09.00, da Fossò (Ve), ritrovo chiesa di Sandon, ore 09.00, da Campolongo Maggiore (VE), ritrovo ponte fra Campolongo e Bojon, ore 09.00. Maggiori info Gelindo Prado cell. 348 8633400 – Marino Zamboni cell. 347 2305979, profilo Facebook Brenta Sicuro.

Argini usati come discariche. Segnalano gli organizzatori: “Purtroppo, oggi le arginature sono utilizzate come vere e proprie discariche, costituendo un pericolo per i tanti materiali gettati ed è facile è lo sversamento, in quanto sono scarsi o del tutto assenti i controlli. Con le piene, il crimine commesso in qualche modo “sparisce”, e si scarica su chi abita a valle. A distanza di circa un anno dall’importate indagine che ha rilevato centinaia e centinaia di frane, proponiamo questa iniziativa per contribuire a migliorare l’aspetto delle arginature oltre che a ponderarne le criticità. L’invito è aperto a tutti, crediamo sia un modo semplice ma estremamente concreto di vivere e amare il territorio, un modo per prendersi cura dell’ambiente in cui viviamo. Ai partecipanti saranno forniti guanti, sacchi ed una pettorina “Amiamo il nostro fiume Brenta”, disponibile fino ad esaurimento scorte, insieme verranno definite i tratti da pulire, ai fini della sicurezza e incolumità dei partecipanti si raccomanda di portare e indossare la pettorina fornita oppure un giubbetto ad alta visibilità”.

Fonte: Comitato intercomunale Brenta Sicuro

Nato in Veneto il consorzio di tutela multiprodotto “Qualità Verificata”

“E’ la via veneta per promuovere e difendere la qualità, la peculiarità e la salubrità dei prodotti della nostra terra, dai rischi della globalizzazione e dalla concorrenza sleale dei prodotti contraffatti”: così l’assessore all’agricoltura della Regione Veneto Pan ha presentato – nell’ambito di Fieragricola 2018 – il Consorzio di tutela, promozione e valorizzazione dei prodotti “Qualità Verificata”.

L’iter. “L’istituzione del Consorzio di tutela e valorizzazione dei prodotti a qualità verificata arriva a compimento di un percorso lungo, partito ancora 18 anni fa dalla prima legge istitutiva del sistema QV – ha ricordato l’assessore – e condiviso con gli utilizzatori del marchio. Il consorzio di tutela è l’unico esempio di un consorzio pluriprodotto (di solito i consorzi di tutela sono costituiti dai produttori di DOP ed IGP e trattano un solo prodotto o prodotti simili) ed è stato congeniato in modo da garantire rappresentanza e autorevolezza ai suoi soci ed alle loro azioni di valorizzazione delle diverse filiere produttive”.

Guidato da Lorenzo Brugnera (Latteria Soligo), vicepresidente Fabio Scomparin (Azove), e consiglieri Fabiano Barbisan (Unicarve) e Nicola Fortuna (Scaligera), il Consorzio comprenderà presto anche i soci del Consorzio Ortofrutticolo Padano , pronto ad allargarsi anche agli altri venti concessionari del marchio QV, tra aziende agricole e filiere di produzione. Al sistema di qualità creato dalla Regione Veneto hanno aderito sinora quasi 1900 operatori, che hanno accettato di adottare uno o più dei 69 disciplinari di produzione, certificati dai tre organismi autorizzati alla validazione e al controllo. Sul mercato, il marchio QV identifica e garantisce 16 prodotti veneti, dalle patate al latte, alla carne bovina, per un corrispettivo di oltre 10 mila tonnellate di beni agroalimentari.

Controllo e valorizzazione. “Obiettivo del consorzio è mettere sotto lo stesso processo di qualità e promozione carne, latte, formaggi, ortofrutta, ottenuti secondo i disciplinari concordati, e renderli facilmente riconoscibili grazie al marchio registrato dalla Regione Veneto, che diventa sinonimo di salute e di eccellenza. Al Consorzio abbiamo affidato il compito di segnalare eventuali abusi e di promuovere e valorizzare la qualità dei prodotti, anche con iniziative di sensibilizzazione e collaborazione con i medici di famiglia, le scuole e le strutture di refezione collettiva”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

ISZVe stila il primo report di una moria di pesci causata da pesticidi in acque dolci italiane (venete)

L’Istituto Zooprofilattico delle Venezie (IZSVe) ha stilato un primo importante report di una moria causata da piretroidi in acque dolci italiane, di cui diamo notizia nei paragrafi successivi. Dopo aver identificata la causa della moria, e averne pubblicato i risultati su una prestigiosa rivista scientifica internazionale, auspichiamo che il prossimo passo delle Istituzioni – Arpav in primis – se ancora non è stato fatto, sia quello di prendere provvedimenti verso chi l’ha provocata (ndr).

“Le morie di pesci sono eventi che possono far sospettare l’inquinamento di fiumi e mari. In realtà sono spesso dovute a eventi naturali, come ad esempio bassi livelli di ossigeno nell’acqua; le cause però possono essere difficili da identificare e spesso restano ignote. Non è il caso però di una moria di pesci verificatasi nell’ottobre 2014 in un canale di scolo nel sud della provincia di Padova. I ricercatori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), in collaborazione con i laboratori dell’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto (ARPAV), hanno infatti identificato la causa della moria nella presenza nell’acqua di pesticidi appartenenti alla classe dei piretroidi”.

“Il ritrovamento è partito dalla segnalazione di un cittadino, che ha contattato l’ARPAV dopo aver avvistato un liquido biancastro provenire dallo scarico di acqua piovana di un’area industriale e riversarsi nel canale. I tecnici dell’ARPAV hanno raccolto dei campioni dell’acqua contaminata, anche se inizialmente non hanno rinvenuto alcun animale morto nei pressi dello sversamento. Nei giorni seguenti sono però state trovate lungo il canale numerose carcasse di pesci di diverse specie, fino a una distanza di 6 km dal punto della segnalazione originale”.

“Le analisi dell’ARPAV hanno mostrato la presenza di concentrazioni rilevanti di cipermetrina, permetrina, deltametrina e tetrametrina nei campioni d’acqua. Sui tessuti dei pesci analizzati dal Laboratorio contaminanti e biomonitoraggio dell’IZSVe è stata invece riscontrata la presenza di cipermetrina e permetrina ad intervalli di concentrazione rispettivamente compresi tra 476 e 2834 μg/kg e tra 346 e 2826 μg/kg. I pesci sono particolarmente sensibili ai pesticidi, in particolare ai piretroidi, ritenuti essere tra i più tossici nei confronti della fauna acquatica; tuttavia, i casi riportati di massicce mortalità dei pesci selvatici a causa di queste sostanze tossiche sono pochissimi. La relazione sulle analisi condotte dall’IZSVe, pubblicate nella rivista internazionale Forensic Science International, hanno contribuito in modo significativo alla letteratura disponibile sulle mortalità di fauna ittica causate da pesticidi”.

Fonte: Istituto Zooprofilattico delle Venezie

8 febbraio 2018, ore 11, a Padova presentazione alla stampa di un nuovo brevetto di edilizia “green” made in Veneto

Tutto un altro pianeta! E’ questo lo slogan del nuovo brevetto di modulo costruttivo “Icaro” destinato a “rivoluzionare” il mondo edile e che sarà, per la prima volta, presentato domani, giovedì 8 febbraio 2018, alle ore 11.00 nel corso di una conferenza stampa che si terrà a Padova, in via Rienza 26 (zona Altichiero, uscita autostradale Padova Ovest) negli spazi dell’Italian Solar Infocenter, dalla cui esperienza è nata l’idea.

Edilizia green.  Grazie ad un originale sistema ad incastro, questi innovativi “mattoni”, certificati all’origine con il massimo grado di efficienza termica (A2), permetteranno di costruire in pochi giorni abitazioni e/o uffici, ma soprattutto “new town” ecosostenibili (nel corso dell’incontro stampa sarà visibile un prototipo ad uso dei fotografi e delle emittenti televisive). In casi d’emergenza, tali costruzioni sono infatti reversibili (riutilizzabili in diverse situazioni), hanno garanzia decennale e possono facilmente diventare “energeticamente attive”, sfruttando fonti rinnovabili.

Fonte: Servizio Stampa Italian Solar Infocenter

Consorzi di bonifica e Regione del Veneto insieme contro la siccità

da sx, Vincenzi, Pan, Romano, Crestani

Con la Legge di Stabilità regionale 2018, approvata lo scorso dicembre, il Veneto si dota di un proprio Piano Irriguo, strumento fondamentale per affrontare il tema della siccità in maniera strutturata, uscendo cioè dalle logiche dell’emergenza. I dati, del resto parlano, chiaro: il 2017, secondo il Cnr, è stato l’anno più secco degli ultimi due secoli con precipitazioni inferiori del 30% rispetto alla media di riferimento (1971-2000).

Tra i compiti dei Consorzi, garantire acqua alle colture. Il tema è stato affrontato nei giorni scorsi a Veronafiere, nel contesto di Fieragricola 2018, in una conferenza dal titolo “Il Veneto oltre l’emergenza siccità: dal Piano Irriguo Regionale agli strumenti per il risparmio idrico” promosso da Anbi Veneto, l’associazione dei consorzi di bonifica, al quale sono intervenuti l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan, il presidente di Anbi Francesco Vincenzi, il presidente e il direttore di Anbi Veneto Giuseppe Romano e Andrea Crestani. I Consorzi di bonifica, che tra i propri compiti fondamentali hanno quello di garantire l’acqua alle colture, e Anbi Veneto, avevano sollevato il tema dell’efficientamento della rete irrigua nonché della realizzazione di nuovi bacini e infrastrutture già da tempo. Il Piano Irriguo regionale pertanto interpreta attentamente questo richiesta rappresentando uno strumento per un approccio strutturato alla tematica. Tematica fondamentale per l’agricoltura: si tratta infatti di preservare un comparto che in Veneto vale ogni anno 5 miliardi di euro, con produzioni di altissima qualità apprezzate anche all’estero.

Oltre cento gli interventi necessari. Il collegato alla Legge di Stabilità 2018 della Regione del Veneto prevede che il Piano Irriguo venga tracciato entro giugno (180 giorni dall’entrata in vigore della legge) e affida ai Consorzi di Bonifica la realizzazione degli interventi secondo criteri di efficacia ed efficienza sull’utilizzo della risorsa idrica irrigua, riconoscendo ai medesimi un contributo nella misura massima del cento per cento sulla spesa ammissibile. Gli undici Consorzi di Bonifica del Veneto (Acque Risorgive, Adige Euganeo, Adige Po, Alta Pianura Veneta, Bacchiglione, Brenta, Delta del Po, L.E.B., Piave, Veneto Orientale, Veronese) hanno individuato complessivamente 148 interventi necessari a garantire un’efficiente rete di distribuzione dell’acqua e che per dimensione e costo si candidano ad essere incluse nel Piano regionale. ll valore complessivo di queste opere ammonta a 60.990.000 euro, opere “minori” per dimensioni e costi – nessuna supera i 500mila euro -, ma non per gli effetti sul territorio, visto che tali opere interessano una superficie di ben 208.345 ettari. Tutte le opere rispondono, inoltre, a criteri legati al risparmio della risorsa idrica anche in relazione alla problematica molto attuale del deflusso ecologico.

I relatori. “Oggi a Fieragricola intendiamo ribadire che c’è tutto un sistema, quello dei consorzi di bonifica, che lavora costantemente tutto l’anno per mantenere la rete irrigua, affrontare stati di crisi e portare acqua nei nostri campi, per questo dobbiamo essere grati loro per questo lavoro. Negli ultimi dieci anni, stiamo registrando danni dovuti alla siccità soprattutto in periodi tradizionalmente caratterizzati da piogge e precipitazioni nevose, per questo dobbiamo prepararci ad un piano irriguo articolato che preveda in primis il mantenimento della rete attuale che ereditiamo da un passato glorioso precedente alla Repubblica Veneta”, ha affermato Pan. “Due anni fa abbiamo espresso la necessità di un piano Irriguo regionale, oggi il Piano è stato inserito nella legge di stabilità della Regione; siamo qui a Fieragricola a definire i particolari dato che sarà a regime nel 2018, dalle parole ai fatti dunque, pertanto ringraziamo il governatore Luca Zaia e l’assessore regionale Pan per la prontezza nella risposta. Questi sono fatti concreti, ancor più fondamentali dopo una stagione particolarmente siccitosa. Sono inoltre fatti strutturali che permetteranno ai Consorzi di bonifica di fare programmazione pluriennale”, ha affermato Romano. “Pensiamo ad un piano regionale che si focalizzi sulla manutenzione delle infrastrutture irrigue prima ancora a nuove opere , parliamo dell’ampliamenti delle reti già esistenti, sistemazione di manufatti di derivazione, sostegni, canalette, bacini di accumulo, sistemi di telecontrollo, potenziamento di pompe e opere di contrasto del cuneo salino”, ha aggiunto Crestani.

Il contesto nazionale. Il Piano Irriguo regionale si inserisce in un sistema di strumenti finanziari più articolato che a livello nazionale, per la “grande progettualità” (opere più complesse e onerose), include il Piano Irriguo Nazionale (per il quale in Veneto contempla progetti esecutivi per 147 milioni di euro) e il Piano Invasi, previsto nella legge di Stabilità del 2018 (per il quale in Veneto ha progetti di bacini di accumulo e riconversioni irrigue per 600 milioni di Euro). Grande fabbisogno di investimento dunque, a fronte di risorse ancora limitate (complessivamente lo stato mette a disposizione 646 milioni di euro di risorse, meno di quanto necessita il solo Veneto, prima regione per progetti presentati), ma intanto il tema della siccità comincia ad essere affrontato in maniera strutturale e si lascia alle spalle il concetto fuorviante di “emergenza. Per il presidente di Anbi Francesco Vincenziva preservato il reticolo idraulico minore così come vanno terminate le grandi incompiute idrauliche ed ottimizzato l’uso dei bacini esistenti, molti  dei quali hanno capacità fortemente ridotta per mancanza di manutenzione”. Vincenzi ha proseguito sottolineando come, per la prima volta, la rete irrigua sia entrata a pieno titolo tra le infrastrutture strategiche italiane come strade, porti, ferrovie ed aeroporti. “Una partita tutta da giocare ma nella quale i Consorzi di bonifica si caratterizzano per capacità progettuale ed operativa”.

Fonte: Servizio Stampa Anbi Veneto

Il radicchio di Chioggia Igp vola a Berlino

Fruit Logistica 2017

Anche quest’anno il Consorzio tutela Radicchio di Chioggia Igp sarà presente al Fruit Logistica di Berlino, il principale appuntamento per il settore ortofrutticolo internazionale, in calendario da mercoledì 7 a venerdì 9 febbraio 2018. E’ la quinta partecipazione ufficiale e, come ormai consuetudine, la postazione del Consorzio è collocata nello spazio espositivo collettivo della Regione Veneto (Hall 2.2, Stand C-11), nel padiglione dove è concentrata gran parte della presenza italiana.

pasta a base di radicchio di Chioggia Igp

Sempre più prodotti a base di radicchio di Chioggia Igp, anche in IV gamma. Guida la delegazione il presidente Giuseppe Boscolo Palo, socio Argav, accompagnato dal vicepresidente Patrizio Garbin e dall’addetto stampa Umberto Tiozzo, consigliere Argav; ci sarà anche Pietro Cigna, direttore dell’Ortomercato di Chioggia, a conferma dell’azione sinergica tra le due realtà per la promozione e la commercializzazione del Radicchio Igp. Nei tre giorni, saranno ospiti anche alcuni soci produttori della filiera e rappresentanti delle istituzioni locali: ha già assicurato il suo arrivo Stefano Gazzola, assessore all’Agricoltura del comune di Rosolina, il cui territorio assieme a quello di Chioggia detiene l’esclusività della produzione della tipologia precoce del Radicchio di Chioggia Igp. “Questa missione di Berlino fa parte di un progetto di promozione cofinanziato dal Ministero dell’Agricoltura in associazione con i Consorzi dell’Insalata di Lusia e dell’Aglio Polesano. Qui presentiamo il radicchio di Chioggia e il suo territorio assieme ad alcune indicazioni salutistiche e delle ricette che lo valorizzano in tavola. La nostra presenza in questa vetrina internazionale è in continuità con la missione ad Helsinki di novembre scorso, che ci ha permesso di aprire una nuova finestra sul mercato nordeuropeo, particolarmente importante per l’elevato potere d’acquisto di queste popolazioni, fortemente interessato al prodotto in busta pronto al consumo, quello della cosiddetta IV gamma, nel quale si presenta in modo autorevole con le confezioni di “radicchio di Chioggia Igp” della Valfrutta. A Berlino, assieme al prodotto fresco, porteremo anche l’ultima novità dei trasformati contenenti come ingrediente caratterizzante il nostro prodotto: le paste fresche ripiene con “radicchio di Chioggia Igp” del Pastificio Artusi, che saranno poste in degustazione nel consueto incontro con la stampa specializzata del giovedì, assieme al radicchio essiccato della ditta Taflo, ideale per preparare gustosi risotti e alle torte “Ciosote”, il tutto accompagnato dalla “Rossa di Chioggia” la birra artigianale al radicchio del birrificio veneto San Gabriel”, spiega Boscolo Palo.

prodotto di IV Gamma con radicchio di Chioggia Igp

Successo per i prodotti pronti al consumo, ma quotazioni in ribasso del prodotto fresco. Continua Boscolo: “L’apprezzamento dei consumatori per i prodotti alimentari col nostro Igp è segnato anche dalla recente messa in commercio da parte della Bofrost di una confezione di “pizza al Radiccho di Chioggia Igp e Asiago Dop” che raddoppia i pezzi contenuti. Purtroppo, questo successo dei “pronti al consumo”, non sta trovando corrispondenza nelle quotazioni del prodotto fresco. In gennaio i quantitativi raccolti sono gli stessi del corrispondente mese 2017, però i prezzi sono decisamente inferiori, parliamo di poche decine di centesimi. Se la situazione non cambia, sia dal punto di vista meteorologico che dei consumi interni, quasi certamente i conferimenti in mercato caleranno drasticamente rispetto al 2017. A causa di questo appiattimento delle quotazioni, molto radicchio tondo è stato accumulato nelle celle frigorifere e questo non migliora le aspettative per la nuova stagione del precoce i cui quantitativi di prodotto saranno grossomodo gli stessi dell’anno precedente, dato che le superfici investite a tale coltura si stima siano le stesse. L’unica prospettiva per la prossima primavera sta nel prodotto a marchio Igp. Il disciplinare del “radicchio di Chioggia” prevede infatti che la raccolta della tipologia precoce inizi dal 1° aprile, e quindi solo il consumatore che acquista il prodotto certificato con la denominazione della filiera potrà avere la garanzia che si tratta di prodotto fresco di recente raccolta”.

Fonte: Servizio Stampa Consorzio Radicchio di Chioggia Igp

Mondo agricolo e ristorazione, se ne parla a Este (PD) martedì 6 febbraio 2018, a moderare l’incontro il consigliere Argav Maurizio Drago

Il mondo agricolo e la ristorazione” è il tema del convegno, aperto al pubblico, che Futuro Agricoltura, (organizzazione professionale agricola con sedi in provincia di Padova, Vicenza, Verona, Treviso e Rovigo) organizza martedì 6 febbraio 2018 all’Istituto Salesiano Manfredini di Este (PD).

Formazione e lavoro. “E’ importante valorizzare il comparto agricolo facendo interagire i produttori locali con gli studenti delle scuole alberghiere per far comprendere che mangiare italiano è sinonimo d’eccellenza e d’alta qualità“, sottolinea Bruno Mori, presidente regionale di Futuro Agricoltura. Con l’inizio dei lavori, previsto per le ore 9.00, si parlerà di nuove prospettive di lavoro e crescita professionale, volte ad avvicinare gli imprenditori del mondo agricolo a quelli della ristorazione.

Numerosi gli interventi sia del mondo istituzionale che delle strutture agricole, dell’alimentazione, della prevenzione e del controllo. Saranno presenti gli assessori regionali Giuseppe Pan (Agricoltura), Elena Donazzan (Lavoro), il sindaco di Este Roberta Gallana, il direttore dell’Istituto Salesiano Manfredini don Dino Marcon e la segretaria provinciale Asso Consum Elena Capone. Al convegno, moderato dal consigliere Argav, giornalista enogastroturista Maurizio Drago, parteciperà anche Anna Maria Pellegrino, presidente nazionale AIFB (Associazione Italiana Food Blogger). Dopo gli interventi, per mano di Danilo Maron, segretario nazionale di Labor, sindacato europeo del lavoro, seguirà l’assegnazione del Premio “Io Labor” ad aziende, enti e personalità che hanno contribuito allo sviluppo economico e alla crescita del lavoro, tra cui il noto scrittore e giornalista Ferdinando Camon. A coronare una giornata ricca di spunti e riflessioni sulla ristorazione e non solo, si svolgeranno workshop di prodotti agroalimentari, presentazioni di prodotti agricoli d’eccellenza e degustazioni. La preparazione del buffet sarà realizzata dai ragazzi dell’Istituto Salesiano estense a indirizzo alberghiero.

Fonte: Servizio stampa Futuro Agricoltura

Rinnovato il Consiglio dell’Unione Europea delle Cooperative Veneto, riconfermato alla presidenza Claudio Zambon

Vincenzo Sette (Coordinatore organizzativo nazionale UE.COOP), Claudio Zambon (Presidente UE.COOP Veneto) e Enrico Novarin (Coordinatore organizzativo regionale UE.COOP Veneto)

Claudio Zambon, vice-presidente di Co.Di.Vi., il Consorzio di Difesa di Vicenza, è stato riconfermato presidente di UE.COOP Veneto, l’associazione regionale dell’Unione Europea delle Cooperative, centrale cooperativa riconosciuta con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico nel 2013.

Rinnovo del Consiglio. La stessa Assemblea, riunitasi il 21 dicembre scorso a Dolo (VE) nelle Cantine Riviera del Brenta, ha rinnovato il Consiglio eleggendo Angelo Boscolo della Cooperativa Villaggio Pescatori, Federica Pozzato in rappresentanza della Cooperativa R.C.M., Federico Dianin, presidente del Consorzio Agrinordest e Francesca Finotti presidente della Cooperativa Delta Solidale. L’elezione è avvenuta all’unanimità. Il Consiglio di UE.COOP Veneto rimarrà in carica per i prossimi cinque anni e avrà il compito di promuovere le cooperative venete aderenti secondo i principi ispiratori di questa giovane centrale che mettono al centro la persona, l’etica, la trasparenza, la sostenibilità.

Riforma del terzo settore e legalità. All’assemblea ha partecipato il coordinatore nazionale di UE.COOP Vincenzo Sette che ha sottolineato – tra l’altro – le straordinarie potenzialità della cooperazione e del territorio veneto soffermandosi sulle grandi sfide che attendono il mondo della cooperazione, su tutte la riforma del terzo settore, che andrà nei prossimi anni a ri-conformare le caratteristiche strutturali e operative di questo importante comparto dell’economia sociale veneta. Ha infine illustrato come, anche nel settore della produzione e lavoro, in cui talvolta, purtroppo, si annidano sfruttamento e mala-gestione, vi sia la possibilità di realizzare progetti cooperativi che diano dignità ai lavoratori e garanzie alle imprese e ai cittadini.

Fonte: Servizio Stampa UE.Coop Veneto

3-4 febbraio 2018, in occasione di San Biagio, a Baver (TV) si parla di “Storie di alberi e della loro terra”, oltre a visitare parte del restauro del borgo antico

chiesetta di Baver (foto Marina Meneguzzi)

L’Associazione Culturale Borgo Baver onlus, che i soci Argav hanno avuto modo di conoscere nel giugno 2015 per la visita al borgo e al vigneto storico di Baver, di recente iscritto nel registro nazionale dei paesaggi rurali storici, in occasione della festa di san Biagio, patrono della comunità locale, propone alcune iniziative religiose e culturali.

Sabato 3 febbraio. Nel pomeriggio, davanti alla storica chiesetta di Baver, verrà distribuito il pane di san Biagio benedetto durante la celebreazione della Messa (ore 14.30) mentre alle 16.00 si terrà la visita guidata al cantiere di restauro dell’antica locanda “Alla nave di Baver”, per vedere i risultati degli importanti lavori che si stanno approssimando alla conclusione.

Domenica 4 Febbraio. Alle ore 15.30, nella Casa Dal Cin a Baver- Pianzano (TV) si terrà l’incontro organizzato in collaborazione con la libreria Il Punto di Vittorio Veneto “Storia di alberi e della loro terra” – Ragionando su radicamento e sradicamento, di Matteo Melchiorre. A descrizione del volume, pubblichiamo uno scritto di Giulio Mozzi: Nel 2004 Matteo Melchiorre pubblicò un piccolo libro, Requiem per un albero. Era la storia – una storia meneghelliana, fatta di dati, sì, ma anche di voci, parole, incantesimi, coincidenze, echi – dell’antico olmo che sorgeva maestoso sul limitare del paese di Tomo, presso Feltre, e che venne sradicato da un violento temporale. Melchiorre aveva appena ventitré anni, all’epoca, ed era un giovane storico in formazione. Quel piccolo libro fu notato, passò di mano in mano, fu letto da amanti della letteratura e da storici di professione. E corse voce: Melchiorre è uno speciale. Speciale per come unisce il rigore della ricerca e il talento nello «spostare» metaforicamente il racconto storico. Oggi, dopo i riconoscimenti ricevuti dal magnifico La via di Schenèr, Melchiorre ha ripreso in mano quel piccolo libro, l’ha più che raddoppiato di mole, ha affiancato all’antico olmo altri alberi – pioppi, ippocastani, tigli – e altre, tante, storie; si è affidato al proprio talento di rabdomante della memoria, e di quel giovanile gioiello ha fatto un elegante, maturo monile: un libro vorticosamente affascinante”.

Fonte: Associazione Culturale Borgo Baver/Ibs