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Enoturismo, cosa cambia con la nuova normativa

Colline del Prosecco

La legge di bilancio approvata dal Parlamento prima di Natale ha introdotto il riconoscimento delle attività collegate all’enoturismo, comparto economico da 2,5 miliardi di euro di fatturato annuale e 13 milioni di arrivi in cantina (dati Movimento Turismo del Vino Italia). Tale riconoscimento permetterà alle aziende di operare in piena regola, fatturando degustazioni, visite in cantina, pacchetti enoturistici e vendemmie esperienziali, equiparando la disciplina fiscale di queste pratiche a quella delle attività agrituristiche per gli imprenditori agricoli.

Prossimi passi. Il testo approvato, secondo quanto evidenziato dalle associazioni della filiera (Unione Italiana Vini, Movimento turismo del vino, Città del vino, Federazione italiana vignaioli indipendenti), introduce un quadro normativo all’avanguardia in Europa. “Costituirà una rampa di lancio fondamentale per il futuro dell’enoturismo, che andrà ora meglio definita attraverso le relative modalità attuative e con l’iter parlamentare del ddl Stefàno”, affermano le associazioni in un comunicato congiunto. “Quest’ultimo, oltre alle discipline già approvate, aggiungerà altri elementi importanti quali la certificazione e la formazione degli operatori enoturistici, la cartellonistica stradale, la creazione di un osservatorio sull’enoturismo”.

Fonte: Pambianco.com

Da oggi fino al 21 gennaio 2018, a Creazzo (VI) si festeggia il Broccolo Fiolaro. Nel giorno di apertura della sagra, visita dei soci Argav ad alcuni campi di coltivazione.

L’ortaggio invernale coltivato a Creazzo (VI), denominato Broccolo Fiolaro per la sua caratteristica di produrre foglie giovani a mazzetti – “cortissimi peduncoli fiorali atrofizzati circondati da giovani foglie”-, un tempo considerato il cibo dei poveri, è stato rivalutato negli ultimi decenni per il suo particolare gusto ma soprattutto per le importanti caratteristiche antimutagene e anticancerogene dovute all’elevato contenuto di antiossidanti che ha in sé.

Un ortaggio umile ma sano che si può gustare in molteplici modi tra novembre e febbraio e soprattutto in occasione della 19° edizione della sagra, che da oggi, venerdì 12 sino al 21 gennaio 2018 è possibile visitare presso il Palatenda riscaldato al Polisportivo Comunale (via Torino).

Visita Argav. Grazie al consigliere Alessandro Bedin, anche i soci Argav avranno l’occasione di visitare la manifestazione nel giorno di apertura. Il programma di visita ha inizio alle ore 15.00, con il ritrovo in piazza del comune di Creazzo. Dopodiché, alle 15.30, si andrà a visitare il campo di broccoli dello storico coltivatore Meggiolaro e, tempo permettendo, anche il campo di broccoli dell’azienda “I giovani fiolari del colle“, gestita da due giovani coltivatori. Al ritorno, è prevista la visita alla chiesa di S.Ulderico ed una presentazione del territorio. Verso le 18.30/19.00 si potrà cenare nello stand della sagra per apprezzare anche a tavola le virtù del broccolo fiolaro.

 

17 gennaio 2018, a Riese Pio X (TV) nasce la Confraternita italiana del musetto. Nell’occasione, sarà eletto il miglior musetto 2018. Ricavato della serata pro Norcia, “patria” dei norcini, colpita dal terremoto nel 2016/17

Mercoledì 17 gennaio 2018 a Riese Pio X, nel Trevigiano, viene nobilitata una tradizione contadina. Nasce infatti “L’ingorda confraternita del Musetto”, che mira a tutelare la storia e la tradizione del musetto attraverso eventi, ma anche goliardia  e abbuffate in compagnia.

Con musetto in Veneto si definisce un insaccato simile al cotechino, il nome deriva dai tipi di carne utilizzata per l’impasto da insaccare: il muso del maiale, per l’appunto. L’impasto è fatto macinando assieme cotenna, carne del muso, sale e pepe, insaccato in un budello; in tutto pesa circa mezzo chilo. Nella Pedemontana trevigiana, in particolare, viene ricavato utilizzando per tre quarti da carni suine grasse (tagli di cotenna per il del 40-50%, tagli di gola per circa il 10-20 e spolpo testa dal 15 al 20%) e per il resto da carni suine magre (tagli di spalla).

L’idea della Confraternita è di Matteo Guidolin, sindaco di Riese Pio X, noto anche come front man della band “Los Massadores”, i “norcini del rock”, che si producono in canzoni in dialetto ispirate alla cultura contadina. “Durante la serata di fondazione verranno presentati logo, statuto e finalità dell’associazione e, naturalmente, si assaggeranno prelibati musetti de casada”, spiega Guidolin. L’intrattenimento sarà affidato alla “Nuova Compagnia del Carateo” con uno spettacolo che mixa teatro a spunti di comicità. Saranno presenti una decina di produttori locali, che si sfideranno a vicenda per la scelta del miglior musetto del 2018: saranno giudicati da una giuria di esperti al motto di “Glutinosum oportet esse”: “bisogna che el pete” (deve essere viscoso). Il ricavato della serata sarà devoluto per la ricostruzione di Norcia, “città santa” dei norcini.Costo della cena, con incluso tesseramento alla Confraternita: 25 euro. Per prenotazioni rivolgersi entro oggi alla Caneva dei Biasio (0423 483153) oppure via email a: confraternitamusetto@gmail.com.

La data scelta per la fondazione è la festa di Sant’Antonio Abate, patrono dei norcini: fino agli anni Settanta era considerato l’unico giorno in cui non si poteva uccidere e mangiare il maiale, altrimenti durante il resto dell’anno non sarebbe stato buono. Il musetto è un tipico piatto invernale veneto, viene accompagnato con purè di patate, lenticchie e salsa di cren; lo si mangia lesso, bollito nell’acqua. Talvolta, viene cotto nella cenere o lo si può trovare cotto anche a bagnomaria oppure affumicato. Dopo la cottura mostra un colorito rosso scuro con la caratteristica irregolare marezzatura bianca dovuta al grasso che avvolge la parte proteica; presenta profumo caratteristico, gusto saporito e leggermente piccante.

Fonte: Confraternita italiana del musetto

Vivere in un “Comune fiorito” migliora umore, salute e spesa pubblica sanitaria

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) A novembre 2017 si sono tenute a Spello (PG) le premiazioni dei Comuni Fioriti d’Italia sotto la guida del presidente dell’Asproflor Renzo Marconi. Due giorni ricchi di iniziative, a partire da un convegno riguardante le implicazioni che ci sono tra verde, benessere e salute pubblica.

un momento del convegno a Spello (PG)

Obiettivo: vivere bene nella propria città. Qualcuno associerà, banalmente, l’idea dei Comuni fioriti a un aspetto frivolo, superficiale, la solita “melassa” della sola estetica (per citare il titolo della prefazione del libro “Amico Albero” il cui autore, Francesco Ferrini, è stato uno dei relatori più coinvolgenti). E invece c’è da sorprendersi conoscendo dati e studi che autorevoli relatori hanno snocciolato nel corso della due giorni. Lo scopo principale è vivere bene nella nostra città, senza dover cercare un po’ di benessere solo per pochi giorni all’anno fuggendo in occasione delle ferie. Abitare in un “Comune fiorito” ha risvolti inaspettati: lavorando insieme con i cittadini cresce il senso di appartenenza tanto da rendere fieri gli abitanti della loro città bella e pulita. Un effetto domino di positività: più sono curati e in ordine le aiuole pubbliche, i parchi, i viali alberati, le case degli abitanti e i loro giardini e meno rifiuti vengono abbandonati.

Ma è l’aspetto sanitario che più è rilevante. Anche pensando solo all’aspetto estetico è scientificamente provato che luoghi fioriti migliorano lo stato psicologico delle persone perchè il nostro cervello produce più seratonina, che è l’ormone della felicità (grazie ai “Neuroni a specchio”). C’è da conoscere un dato economico semplice: quale pensiamo sia la malattia che ha più incidenza sui costi sanitari? Potremmo supporre le malattie oncologiche e invece sono le malattie psichiche, per le quali si ha una spesa annua in Italia di 14 miliardi (dato del 2015).

verde pubblico a Spello (PG)

Studi testimoniano che colui che vive in un “Comune Fiorito” è più felice e si lamenta meno: vi pare poco? E il verde ben progettato, cioè con una progettazione funzionale, ha effetti straordinari sulla nostra salute riducendo fino al 10% i costi sanitari. E’ stato calcolato che un aumento del 3% delle aree verdi su una città corrisponde a un risparmio in spese sanitarie di circa 4 milioni di Euro. Generalmente si pensa che non realizzando il verde si risparmia (soprattutto in manutenzione) ma ogni euro non speso corrisponde a 1,43-1,69 di costi da sostenere. “Spendere” nel verde significa (paradossalmente) risparmiare e questo concetto combacia con un proverbio veneto che non mi stancherò mai di citare: “chi più spende manco spende”, e se ci pensiamo bene in molte occasioni nella nostra vita abbiamo sperimentato situazioni in cui abbiamo lesinato nello spendere e questo ci è costato caro o non abbiamo avuto soddisfazione del risultato finale mentre, al contrario, avendo sostenuto una spesa cospicua (ma ponderata) abbiamo avuto grande soddisfazione e beneficio. E’ così è per il verde. “Spendere” nel verde è un investimento nel futuro, ma un investimento con una alta resa.

Un albero in città “rende” in termini di efficienza più che un albero nel bosco. Quando si parla di PM10 crediamo (pensiamo) che queste polveri sottili creino problemi solo ai polmoni (ed è anche così, infatti fanno più morti che non il fumo delle sigarette) ma non immaginiamo che le polveri sottilissime (PM2,5 e PM0,5) entrano nel “torrente sanguigno” del nostro corpo creando problemi a molti organi; in primis all’apparato cardiovascolare. Da uno studio del Ministero della Salute del 2016, riguardante le malattie croniche, è stato evidenziato come quelle direttamente connesse con l’inquinamento atmosferico siano “solamente” le malattie cardiovascolari, neurodegenerative, respiratorie (tra cui l’asma), endocrine, renali. Ma sempre le piante riescono a offrirci grandi risposte come, per esempio, trattenendo grandi quantità di polveri sottili e sottilissime, anche con efficienze diverse da specie e specie (quindi non è banale usare una o l’altra pianta). Sempre secondo studi scientifici, un albero in città ha generalmente una resa (in efficienza) 3-5 volte maggiore rispetto lo stesso albero in un bosco. E’ per questo che dobbiamo circondarci di alberi, arbusti, erbacee e tanti fiori: ci fanno star meglio, molto meglio, e ci fanno risparmiare.

 

3-5 febbraio 2018, a Verona Anteprima Amarone festeggia i primi cinquant’anni della Doc. Ad inaugurare la kermesse il 2 febbraio, un convegno internazionale sulla sostenibilità vitivinicola.

Dal 3 al 5 febbraio 2018 si terrà a Verona, nel Palazzo della Gran Guardia, Anteprima Amarone, quest’anno dedicata ai 50 anni della Doc. La kermesse, aperta al pubblico solo domenica 4 febbraio dalle 10 alle 19 (il 3 è riservato a stampa e media mentre il 5 agli operatori), sarà anticipata dal convegno inaugurale “Sustainable Winegrowing Summit”, primo confronto internazionale sui modelli di sostenibilità economica e territoriale dell’industria vitivinicola, che si terrà il 2 febbraio a partire dalle 9 nel centro congressi della Camera di Commercio di Verona (corso Porta Nuova 96).

In programma. Evento di punta del Consorzio di tutela vini Valpolicella, Anteprima Amarone 50° sarà l’occasione per raccontare le tappe cruciali del “Grande Rosso”, un forum d’eccezione che affronterà diverse tematiche, dalla produzione all’impatto economico, dalla qualità alla sostenibilità della Valpolicella. Il Summit internazionale, invece, sarà incentrato sulla sostenibilità e mirerà a favorire l’interscambio di informazioni, esperienze e know-how sui modelli economici e sostenibili a basso impatto ambientale nell’industria vitivinicola, tra gli esperti del settore. Due le sessioni nelle quali interverranno speaker provenienti da tutto il mondo: la prima dedicata allo State of the Art dei programmi di viticoltura sostenibile nelle diverse aree; la seconda incentrata su tematiche più strettamente economiche.

Fonte: Consorzio tutela vini Valpolicella

Viaggio a Segusino (TV), tra caprette Camosciate delle Alpi e memorie della Grande Guerra

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav). Alessandro Coppe ha 25 anni e da circa cinque alleva capre a Segusino, borgo sulle falde occidentali del monte Cesen, al confine tra il Trevigiano e il Bellunese. La sua produzione di caciotte, robiole e ricottine a Natale era già terminata. I prossimi formaggi destinati alla vendita saranno pronti dopo le feste pasquali. Quattro mesi in cui, dunque, non guadagnerà dalla sua attività agricola. Ma lui è felice così.

Alessandro Coppe insieme alla mamma, Martina Montagner

Il perché è presto detto. Alessandro, infatti, si riconosce perfettamente nel ruolo di piccolo produttore locale quale è, e se gli si chiede se ha voglia di ingrandirsi, visto il successo di vendita riscontrato dai suoi prodotti, risponde di essere già soddisfatto nell’avere oggi una trentina di capre, da quattro che erano all’inizio. La sua è un’attività agricola accessoria rispetto al suo lavoro principale in una cantina della zona e le sue amate capre, ben tenute e ricoverate all’interno sul retro di casa, nutrite con fieno e sfarinati non ogm, gli danno già un gran da fare tutto l’anno. Certo, è aiutato dal papà e dalla mamma, che per amor suo è diventa casara e che oggi afferma di non voler cambiare questto mestiere con nessun altro al mondo (l’azienda agricola è in via Codalunga 58, per maggiori info 347-1111087).

scena a tema “1917, Natale in trincea”, la stretta di mano tra due soldati nemici

Un borgo che riserva sempre delle sorprese. Alessandro lo abbiamo incontrato lo scorso 30 dicembre in occasione della tradizionale visita dei soci Argav al Presepio Artistico di Segusino (TV), la cui edizione 2017/18 è titolata “1917, Natale in trincea“. Il presepio, visitabile fino al 4 febbraio 2018 dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 19 (domenica e festivi), dalle 14.30 alle 10 (prefestivi) e dalle 15 alle 18 (feriali), riesce ogni volta a stupirci, sia per la perfezione con cui vengono riprodotti ambientazioni e costumi dei personaggi, sia per le tematiche affrontate, legate alla storia del paese ma riproposte con chiavi di lettura legate all’attualità.

Franco Canello

Paola Coppe, associazione Drioghe a la Stèla

Uno sguardo al passato per non commettere gli stessi errori. Temi che ritroviamo anche nelle belle iniziative collaterali, come la mostra rievocativa “Don Antonio Riva e i naufraghi della Guerra“, allestita nella chiesa parrocchiale di Santa Lucia, a cura dell’associazione “Drioghe a la Stèla” (gli orari di visita coincidono con quelli del presepio), e che rievoca quanto successe il 13 dicembre 1917, quando 1.160 segusinesi giunsero profughi a Fregona, paese vicino a Segusino, dopo un mese di occupazione sotto i tedeschi; interessante e curata con passione da Franco Canello la mostra sulla Grande GuerraPer non dimenticare” (visitabile tutte le domeniche e i giorni festivi dalle 14.30 alle 18.30, info tel. 334-3797867).

foto di gruppo all’interno dell’Osteria Romolet a Milies

Andrea Vettoretti

Un concerto a sorpresa. Dopo una sosta ristoratrice nella calda atmosfera dell‘Osteria Romolet a Milies, borgata montana di Segusino (700 metri), abbiamo visitato un altro bel presepio allestito nell’ostello Saint Jory, sempre a Milies, accogliente struttura con 7 camere e 20 letti, sala e un bel porticato esterno, adatta ad ospitare anche eventi. A perfetta conclusione della giornata, c’è stata la performance musicale del trevigiano Andrea Vettoretti, straordinario chitarrista e compositore di fama internazionale che, sfidando il freddo invernale, ha improvvisato un concertino per noi suonando un bellissimo pezzo tratto dal suo nuovo album “Wonderland” all’interno della chiesetta ottocentesca di Milies, fresca di restauro, dedicata a Maria Ausiliatrice. Nel video seguente, realizzato dal consigliere Renzo Michieletto, potete vedere riassunti alcuni momenti della giornata.

 

5-6 gennaio, per l’Epifania le campagne del Nordest si illuminano dei fuochi della tradizione (PM10 permettendo…)

I falò di inizio anno sono una tradizione popolare largamente diffusa nel Nordest. In Friuli sono detti  pignarûl (plurale pignarûi), in Venezia Giulia seima, in Veneto panevìn o panaìn (da pan e vin “pane e vino”, il povero cibo che si consumava durante l’evento), pìroła-pàroła, vècia (“vecchia”: le pire possono assumere la forma di un fantoccio), foghèra o casèra.

Le origini. Sembra che questa usanza risalga ai Celti, che accendevano dei fuochi per ingraziarsi il fato e bruciare simbolicamente l’anno passato insieme a tutte le negatività. Ancor oggi, il rito simboleggia la speranza e la forza di bruciare il vecchio per accogliere l’anno nuovo. L’evento viene solitamente accompagnato dalla degustazione di vin brulè e di pinza, focaccia tipica di questa festa.

I pronostici. Una delle principali tradizioni legate al Panevin è quella di osservare in che direzione va il fumo; in base a questa, i contadini predicevano se il raccolto dell’annata sarebbe stato buono o cattivo. A questo riguardo, un detto popolare recita: “falive a matina, tol su el saco e va a farina” (cioè se la direzione presa dal fumo e dalle faville è il nord o l’est, prendi il sacco e vai ad elemosinare); “se le falive le va a sera, de polenta pien caliera” (se la direzione è ovest o sud, il raccolto sarà buono, quindi la pentola sarà piena di polenta); “se le falive le va a garbin tol su el caro e va al mulin” (se la direzione è del libeccio per l’abbondanza devi andare a prendere la farina con il carro).

I falò in Veneto. Questi i principali appuntamenti in Veneto: Padova (5 gennaio); Marca trevigiana, nel Veneziano 5  6 gennaio; Verona (6 gennaio); nel Vicentino;  nel Rodigino.

Andamento dell’economia agraria italiana nel 2017, le prime stime sono negative

Il 2017 è stato un anno difficile per l’agricoltura italiana. Nei primi nove mesi dell’anno il settore primario aveva già accumulato un calo del 3,4% del valore aggiunto in termini reali rispetto allo scorso anno; il resto dell’economia, invece, ha proseguito la tendenza di crescita registrando sinora un aumento del PIL di un punto e mezzo percentuale. Secondo le stime del Centro Studi Confagricoltura, se queste variazioni saranno confermate su base annua, il valore aggiunto del settore agricolo tornerà al di sotto di quello registrato nel 2012.

Fase congiunturale difficile. Questo dato è lo specchio di un settore agricolo che, al di là dell’entusiasmo enfatico di certi commentatori, vive una fase congiunturale difficile, ancora una volta in controtendenza (ma stavolta in negativo) rispetto all’andamento dell’economia generale del Paese. Livelli delle produzioni insoddisfacenti per vari motivi (andamento climatico, calo degli investimenti ecc.), instabilità dei prezzi di vendita (spesso in forte calo) di molti prodotti agricoli, alti costi dei mezzi di produzione, e problemi di varia natura, hanno compromesso la redditività di coltivazioni e allevamenti, e la fiducia delle imprese.

L’esportazione cresce (+4,7%) e supererà i 40 miliardi di euro nel 2017. Anche il “boom” delle esportazioni di prodotti agricoli e alimentari, che nel 2017 dovrebbero superare i 40 miliardi di euro, in realtà evidenzia la conferma della dinamica positiva per i prodotti dell’industria alimentare, dal 2015 con saldo positivo tra esportazioni ed importazioni (nel 2017 saldo stimato +2,8 miliardi di euro), ma anche il persistere del saldo negativo tra esportazioni ed importazioni per quanto riguarda gli scambi di prodotti agricoli (nel 2017 saldo stimato -7,3 miliardi di euro).

L’occupazione del settore agricoltura, selvicoltura e pesca diminuisce (-2,7%) mentre l’occupazione del totale dell’economia aumenta (+1,1%) Notizie non buone vengono anche dal versante dell’occupazione in agricoltura: diminuiscono soprattutto gli indipendenti (-3,2%), e in particolare le donne (-7%); segno negativo, sia pure più contenuto, per i dipendenti (-2,2%) con, anche in questo caso, una flessione più rilevante per le donne (-8,4%).

Fonte: Centro Studi Confagricoltura

Festività natalizie all’insegna della solidarietà: 20 mila porzioni di Asiago Dop donate dal Consorzio al Banco Alimentare del Veneto

volontario del Banco Alimentare del Veneto con Asiago Dop

Quest’anno, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago dona al Banco Alimentare del Veneto oltre 20.000 porzioni di Asiago Dop Stagionato che verranno distribuite tra Natale e Capodanno a un centinaio di strutture caritative impegnate nell’assistenza alle famiglie bisognose.

Nel Veneto, il 5% della popolazione vive sotto la soglia di povertà; una città di 269.000 abitanti, pari all’intera popolazione residente a Venezia. E proprio a queste persone si rivolgono le 495 strutture territoriali caritative convenzionate con l’associazione Banco Alimentare del Veneto onlus, membro della Rete Banco Alimentare e, dal 1993, impegnata nella raccolta e distribuzione di prodotti alimentari. Le mense che operano sul territorio veneto riceveranno forme intere di Asiago Dop stagionato scelto e le case d’accoglienza, Caritas, S. Vincenzo, Banchi di Solidarietà, empori solidali, ritireranno porzioni confezionate di Asiago Dop stagionato da inserire nei pacchi destinati alle famiglie bisognose.

Azione di solidarietà. “Abbiamo deciso di sostituire i tradizionali donativi con un segno forte di attenzione verso le famiglie in difficoltà. Le festività sono il momento nel quale la convivialità, lo stare insieme diventa festa. Grazie alla preziosa collaborazione col Banco Alimentare del Veneto, siamo certi che il nostro prodotto sarà prontamente distribuito a chi ne ha più bisogno“, afferma il presidente del Consorzio, Fiorenzo Rigoni. “La quotidiana attività della nostra Associazione va avanti grazie all’impegno costante dei nostri volontari, che si prodigano per far sì che chi ha bisogno abbia un pacco di alimenti o un pasto caldo; ma tale attività non potrebbe vivere senza il sostegno e la collaborazione di organizzazioni come il Consorzio Tutela Formaggio Asiago, che, con iniziative come questa, dimostrano in modo tangibile la propria forte sensibilità verso le persone che soffrono”, ha proseguito Adele Biondani, presidente del Banco Alimentare del Veneto Onlus.

Lotta allo spreco. La nuova attenzione verso il valore dell’alimentazione e la lotta allo spreco sono alla base della collaborazione tra il Consorzio Tutela Formaggio Asiago e il Banco Alimentare del Veneto che opera quotidianamente con oltre 150 volontari in tutto il Veneto. Un impegno che ha portato l’associazione di volontariato, lo scorso 25 novembre, a raccogliere in un sol giorno, nella ventunesima giornata nazionale della colletta alimentare, 634 tonnellate di alimenti in 790 supermercati coinvolgendo oltre 14.000 volontari.

Fonte: Servizio Stampa Consorzio Tutela Asiago Dop

I soci Argav visitano oggi la comunità rurale di Segusino (TV), che ha dato vita al rinomato Presepio Artistico il cui tema 2017 è “1917, Natale in trincea”

Oggi, sabato 30 dicembre i soci Argav  sono in visita al  Presepio Artistico, di Segusino (TV), il cui tema quest’anno è “1917, Natale in trincea“. Il Presepio è aperto tutti i pomeriggi fino al 4 febbraio 2018, e nei giorni festivi anche al mattino.

Piccoli produttori locali. Oltre al Presepio, i soci avranno modo di scoprire ulteriori aspetti di una comunità fortemente legata alla propria storia ed impegnata nella valorizzazione delle peculiarità culturali, ambientali ed agroalimentari del territorio. In programma nella giornata c’è, infatti, anche la visita all’azienda agricola Alessandro Coppe, allevatore e produttore di formaggi di capra stagionati e freschi, caciotta, robiola e ricotta ed una sosta, tra un presepe e l’altro, all’osteria da Romolet  nel borgo montano di Milies.

Le scene a tema del Presepio Artistico di quest’anno vogliono ricordare la notte del Natale 1917 nelle gallerie e nelle trincee del freddo e nevoso Monte Grappa, col paese di Segusino sullo sfondo, e lo si vuole fare immaginando una simbolica stretta di mano tra un militare italiano ed uno austriaco. Gli Amici del Presepio, anche correndo il rischio di andare incontro ad un “dubbio storico”, vogliono immaginare che in quel Natale 1917, in qualche modo, tutti fossero diventati amici, fratelli, mettendosi a festeggiare, in trincea, la nascita di Gesù. Anche a Segusino, infatti, insieme a Quero, Vas e Alano di Piave, nel novembre 1917-ottobre 1918, furono scritte importanti e tragiche pagine della storia d’Italia. L’Associazione Amici del Presepio Artistico di Segusino ha quindi organizzato una serie di eventi della memoria sui fatti della Grande Guerra, tra cui rientra le scene a tema nel Presepio, in collaborazione con altre associazioni, come la Pro Loco, il comitato Sagra Santa Lucia, la ProLoco, il gruppo Alpini, l’amministrazione comunale di Segusino e anche il paese di Fregona (Tv).

Un Natale vissuto in trincea. Al tempo bisognava sparare per fermare l’avanzata nemica, o qui sulle sponde del Piave o mai più. Ed era dal Monte Grappa, dal Monte Tomba, dal Monfenera che partiva il fuoco “amico” che doveva fermare il nemico”, racconta Carlo Stramare, dell’associazione. Che continua: “La storia ufficiale non parla di importanti tregue belliche nella notte del Natale 1917, come avvenne nelle giornate di Natale negli anni precedenti di guerra. Ma la storia ufficiale non parla nemmeno dei rapporti di amicizia che nacquero tra soldati avversari, quando non si combatteva, anche se poi si era pronti a sparare quando la tregua era finita. Le storie “segrete” dei soldati però qualcosa raccontano, perché quei soldati erano dei giovani ragazzi di 18 anni o poco più, arruolati in nome di una guerra fatta di poteri e di ambizioni di grandi Imperi, ma che fino ad allora era stata studiata solo all’interno dei comandi militari da generali che probabilmente nemmeno conoscevano così tanto bene i territori del fronte, mandando migliaia di giovani vite a morire. Col passare degli anni, alcuni racconti sono usciti dal silenzio, come il lancio del tabacco da una trincea all’altra tra i militari austro-tedeschi e quelli italiani, in cambio di un po’ di cibo o alcool; oppure la storia del soldato tedesco cognato del soldato italiano ospitato a sfamarsi nelle gallerie delle truppe italiane sulla Marmolada”.

particolare presepio artistico Segusino

Scene ricostruite nei minimi particolari. Dopo la scena a tema, le restanti scene del Presepio ritornano in clima puramente natalizio ed in un’ambientazione segusinese “doc”, ovvero quella che contraddistingue ogni edizione del Presepio Artistico di Segusino: l’ambiente semplice, povero ma genuino degli anni ’20-40-50 del secolo scorso, con la cura dei particolari fin nel minimo dettaglio, in un all’allestimento che copre una superficie di ca 100 mq tra le stanze dell’ex casa del cappellano, il tutto unito alla consolidata tecnica delle scene riflesse da abili giochi di specchi per aumentare la prospettiva di ogni profondità scenica, e con una serie di effetti luce unici ed effetti speciali di forte impatto come la neve che cade e molti altri ancora.

particolare presepio artistico Segusino

Altri eventi. Di notevole spessore anche gli eventi collegati al Presepio Artistico nell’ambito della rassegna “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino“, che consente di scoprire iniziative di rilievo come la mostra rievocativa-documentale su don Antonio Riva (vice parroco di Segusino durante il profugato a Fregona) e sui profughi della Grande Guerra allestita in chiesa parrocchiale dall’associazione “Drìoghe à la Stéla” e la mostra dal titolo “Per non dimenticare” allestita da Franco Canello nel centro parrocchiale. Da ricordare anche gli altri presepi ed originali alberi di Natale disseminati lungo le contrade del paese, da Riva Grassa a Riva Secca, da San Rocco e Santa Lucia, alla piazza di Segusino, a Stramare, dalla scuola primaria fino a proseguire con i numerosi presepi ed allestimenti natalizi nella borgata montana Milies. Nella notte della vigilia di Natale alle ore 18 in corte Finadri, si terrà “Natale in contrada” organizzato dalla Pro Loco, in cui si potrà seguire un percorso attraverso le borgate del paese, degustare vin brulè e le prelibatezze offerte dai gruppi spontanei, insieme alla musica natalizia, per terminare il giro alle 23:30 al Presepio Artistico e con la Santa Messa di mezzanotte.

Visite guidate col pulmino navetta gratuito ai borghi Riva Grassa, Riva Secca e la piazza per domenica 26 dicembre e domenica 7 gennaio, con l’ospitalità degli abitanti che offriranno vin brulè ed assaggi vari. Le giornate del 5 e 6 gennaio saranno dedicate alla Befana, mentre il 7 gennaio in chiesa parrocchiale ci sarà il Galà d’inizio anno col prestigioso coro di Stramare diretto dal maestro Elena Filini. Il 21 gennaio alle ore 13 è in programma la tradizionale passeggiata tra i borghi, quest’anno in due percorsi: uno facile adatto alle famiglie con bimbi in passeggino ed uno un po’ più impegnativo nel bosco, entrambi con meta finale all’antico borgo Stramare (in caso di maltempo, si faranno il 28 gennaio).