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Cimice asiatica, al momento sono le reti antigrandine e antinsetto il rimedio più efficace, Regione Veneto finanzia un progetto di ricerca sperimentale di contenimento e disinfestazione

Al momento non esistono interventi definitivi per contrastare la cimice asiatica, insetto originario dell’Estremo Oriente, rapidamente diffusosi in Europa a partire dal 2012 e che aggredisce frutteti e seminativi.

I margini degli appezzamenti le zone più a rischio. La misura più efficace per limitare i danni e ridurre l’uso di insetticidi chimici risulta essere il posizionamento di reti antigrandine e reti antinsetto, in modo da chiudere i bordi degli appezzamenti. Lo studio di monitoraggio su insediamento e comportamenti del temuto insetto (Halymorpha halys) affidato dalla Regione Veneto al Dipartimento di agronomia dell’Università di Padova ha prodotto per ora questa prima evidenza: le cimici asiatiche infestano e danneggiano soprattutto i margini degli appezzamenti. Ma ulteriori strategie sperimentali sono già allo studio, se ne è parlato nei giorni scorsi a Cittadella, a villa Rina, in occasione del convegno “Cimice asiatica: aggiornamento su biologia, diffusione e tecniche di difesa in Veneto”, promosso dall’assessorato all’Agricoltura del Veneto, in collaborazione con il Comune di Cittadella e l’università di Padova.

Strumenti e strategie di contenimento/disinfestazione. “Il lavoro dei ricercatori dell’università di Padova e dei servizi fitosanitari della Regione Veneto ha consentito di mappare la presenza di questo insetto nel nostro territorio, di osservarne l’evoluzione e di indicare possibili strategie di contenimento. Perciò, dopo aver finanziato il monitoraggio, ora la Giunta regionale è pronta a finanziare il progetto di ricerca sperimentale, che consentirà di mettere a punto strumenti e strategie di contenimento e/o di disinfestazione”, ha riferito l’assessore al’agricoltura Giuseppe Pan. Il progetto di ricerca, del valore di 62.750 euro, prevede tre strategie: a) lo studio delle preferenze della cimice di fronte alle diverse varietà colturali; b) l’individuazione dei migliori antagonisti naturali, puntando ad allevare i parassitoidi più efficaci; c) test su prodotti di origine naturale in grado di esercitare un effetto repellente nei confronti della cimice asiatica.

Reti anti insetto, contributo 40-60%. Nel frattempo la Regione continua a sostenere i produttori ortofrutticoli ammettendo ai contributi dei bandi Psr anche gli investimenti finalizzati alla difesa attiva, come l’acquisto e la collocazione di reti antinsetto considerati interventi utili per migliorare le prestazioni e la competitività dell’impresa agricola. Gli acquisti di reti antinsetto e la loro collocazione sono ammessi a contributo con una aliquota variabile dal 40 al 60% della spesa, a seconda dei soggetti e delle zone interessate. Analoga attenzione verrà riservata a questi investimenti anche nel bando di prossima adozione da parte della Giunta regionale, programmato per dicembre. Ma è solo investendo in ricerca e sperimentazione che sarà possibile individuare, con la collaborazione degli stessi produttori, la via migliore per contrastare la diffusione delle aree coltivate di questa specie infestante.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Premio Arte Laguna, entro il 18 dicembre 2017 gli artisti possono candidare le loro opere nella sezione dedicata all’arte e alla sostenibilità, tema 2017 il vetro

archivio Premio Arte e Laguna, opera di Evangelina Elizondo Cascade

Con il patrocinio morale del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il premio Arte Laguna, giunto alla 12^ edizione, apre agli artisti per la sezione dedicata all’arte e alla sostenibilità, quest’anno rivolta al vetro.

Partecipazione. Possono concorrere artisti, designer, fotografi, video artisti e performer dai quali ci si attende grande originalità e creatività nella trattazione del tema proposto. La commissione auspica che il Premio non venga declinato semplicemente come “nuove estetiche” del riciclo, bensì si aspetta dai partecipanti l’inaspettato, perché come sosteneva Jean Dubuffet: “L’arte non si addormenta mai là dove le preparano il letto”. Le candidature dovranno pervenire entro il 18 dicembre 2017. Maggiori informazioni e bando di concorso sono disponibili su www.premioartelaguna.it.

Dal 2015, sezione speciale dedicata all’arte e alla sostenibilità. Il premio è promosso da MoCa, associazione culturale con sede a Venezia che opera nell’ambito dell’arte e della cultura dal 2006, quest’anno insieme a CoReVe, il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero dei rifiuti di imballaggio in vetro e in collaborazione con ArcSOS – Archivi della Sostenibilità, Università Ca’ Foscari Venezia. Dal 2015, il Premio Arte Laguna ha dato vita ad una sezione speciale del concorso dedicata alla Sostenibilità e all’Arte promuovendo una sensibilizzazione del gesto artistico, della creatività nel design e in generale delle arti visive e performative nei confronti delle strategie di Riuso Riduco Riciclo di alcuni materiali. Alla prima edizione, dedicata alla carta, hanno preso parte oltre 250 artisti provenienti da 46 Paesi.

Riciclo del vetro, ottimale se non mescolato con ceramica, cristallo e pyrex. Appuntamento quindi con la sostenibilità, con il riuso e il riciclo consapevole in linea con le tendenze europee e nazionali che vedono una propensione sempre più crescente negli stili di vita, attenti all’ambiente anche nel mondo dell’arte. Ma soprattutto promozione di un atto creativo consapevole dell’ambiente, in linea con la visione di CoReVe, che punta a riciclare tutti gli imballaggi in vetro che i consumatori usano in Italia, chiedendo loro però di fare attenzione a non mescolarli con altri materiali, in particolare con la ceramica, con il cristallo e con il pyrex. In questo modo, non saranno necessarie le materie prime (sabbia da cava, soda e carbonati dall’industria chimica) si risparmierà più energia (il riciclo attuale del vetro da imballaggio già permette di risparmiare ogni anno l’equivalente di metano necessario alla città di Genova per gli usi domestici), si emetterà in atmosfera meno gas serra (la diminuzione annua di emissione attualmente ottenuta riciclando il vetro equivale a quanto può assorbire una foresta grande come la Puglia).

ARS, Arte Riuso e Sostenibilità sarà dunque dedicato al vetro con un duplice obiettivo: promuovere l’arte sostenibile e contribuire alla divulgazione di un preciso messaggio legato al riciclo consapevole. La giuria sarà composta da una apposita commissione di cui faranno parte, oltre al presidente di giuria del Premio Arte Laguna e curatore Igor Zanti, un referente di ArcSOS – Archivi della Sostenibilità, Università Ca’ Foscari e uno o più rappresentanti di CoReVe. Il vincitore, a cui spetterà un premio di 3.000 euro, verrà proclamato in occasione della cerimonia di inaugurazione della mostra dei finalisti del Premio Arte Laguna all’Arsenale di Venezia il 17 Marzo 2018.

Partner. Gli Archivi della Sostenibilità (ArcSOS) dell’Università Ca’ Foscari Venezia sono un centro di documentazione, formazione, ricerca e divulgazione inerente ai temi della sostenibilità integrata: eco-etica, economica e socio-culturale. Gli ArcSOS organizzano incontri, conferenze, dibattiti, workshop, e promuovono mostre ed eventi in ambito nazionale e internazionale. CoReVe è il Consorzio senza fini di lucro che ha per scopo il raggiungimento degli obiettivi di riciclo e recupero dei rifiuti di imballaggio in vetro prodotti sul territorio italiano. È stato istituito dai principali gruppi vetrari italiani il 23 ottobre 1997 in ottemperanza al Decreto Legislativo 22/97 per gestire il ritiro dei rifiuti in vetro provenienti dalla raccolta differenziata, per predisporre le linee guida per le attività di prevenzione e per garantire l’avvio al riciclo del vetro raccolto. Il Consorzio considera di particolare importanza le attività di comunicazione intraprese nei riguardi dei cittadini, veri protagonisti della raccolta differenziata. In linea con questo concetto, la creazione del premio speciale vuole costituire un momento di ulteriore sensibilizzazione sui principi del riciclo. Importante sarà l’originalità delle opere e il loro impatto affinché esse illustrino le peculiarità del vetro, materiale che è la rappresentazione perfetta dell’economia circolare in quanto, senza degradarsi, può ripetere infinite volte il ciclo “produzione dell’imballaggi- riempimento-utilizzazione- rifiuto-raccolta-riciclo-produzione di un nuovo imballaggio”.

Fonte: Servizio stampa Premio Arte e Laguna

Va all’entomologo Paolo Fontana, presidente della World Biodiversity Association, il premio Argav 2017

Il direttivo Argav ha deciso di assegnare il premio Argav 2017 all’entomologo vicentino Paolo Fontana, dal 2014 presidente della World Biodiversity Association onlus, il cui comitato scientifico è costituito da naturalisti di tutto il mondo che si prefiggono di censire la biodiversità attraverso spedizioni naturalistiche nelle aree in cui è più concentrata e di tutelarla con una capillare azione educativa, in particolare rivolta ai giovani, per sensibilizzare alla scoperta e conservazione attiva delle specie vegetali e animali presenti sul nostro pianeta e al rispetto degli equilibri naturali.

Il riconoscimento, che sarà consegnato domenica 17 dicembre a Padova, viene annualmente attribuito a personalità che, con la loro attività, danno lustro al territorio veneto. A fregiarsene lo scorso anno fu l’alpinista ambientalista Toio de Savorgnani, ma in edizioni recenti ne furono insigniti, tra gli altri, l’attore, Marco Paolini; la scienziata Ilaria Capua; il poeta e musicista Bepi De Marzi.

Il vincitore. Paolo Fontana, 52 anni,  si dedica allo studio e alla ricerca nel campo dell’entomologia e dell’acarologia dal 1986 e da 28 anni è coinvolto in molti campi di ricerca: dal 2009 il principale è quello delle api e dell’apicoltura. Ha creato e gestisce una collezione entomologica privata composta da oltre 30.000 esemplari di ortotteroidei prevalentemente delle regioni paleartica e neartica (Messico e USA); la collezione è schedata in un database ed è a disposizione di specialisti italiani e stranieri, che la visitano spesso. Nel corso degli anni ha allestito una biblioteca composta da centinaia di volumi (alcuni antichi) specialistici e divulgativi, relativi alle scienze naturali ed in particolare all’entomologia ed all’apicoltura. Paolo Fontana ha descritto fino ad oggi, anche in collaborazione con altri specialisti, ben 61 nuove specie; dal 1995 ha svolto numerose spedizioni entomologiche in tutta Italia col fine principale di registrare i canti delle molte specie endemiche di ortotteri. Ha al suo attivo 182 pubblicazioni prevalentemente in riviste scientifiche, ma anche di ambito didattico.

Radicchio rosso di Treviso Igp, rassegne e antiche mostre sino al 25 marzo 2018

Dall’8 al 10 dicembre 2017 Treviso celebra in piazza Borsa la 110^ edizione dell’Antica Mostra del Radicchio Rosso di Treviso IGP, eccellenza dell’agroalimentare italiano che ha festeggiato lo scorso anno il ventennale del riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta (primo prodotto ortofrutticolo d’Europa ad ottenerla).

Una festa nata nel 1900. Si tratta della più antica manifestazione dedicata al radicchio, nata come concorso tra i produttori. Una competizione che, durata per tutto il secolo (con la sola interruzione durante i conflitti mondiali) ha consentito di migliorare di anno in anno la qualità e la selezione del prodotto. Oggi l’Antica Mostra è l’appuntamento clou della rassegna Fiori d’Inverno, un cartellone di 12 eventi da novembre 2017 a marzo 2018 che raccoglie tutte le feste del Radicchio che caratterizzano il territorio non solo della Marca Trevigiana, ma anche dell’Alto Veneziano e Trevigiano. Questo weekend, dal 30 novembre all’11 dicembre, ad esempio, si fa tappa a Martellago (VE) con la 30^ Festa del Radicchio.

Programma della fiera di Treviso. Gli agricoltori soci del Consorzio di Tutela portano in mostra e vendita il meglio della loro produzione, proposta anche in bauletti natalizi per una idea regalo originale e sicuramente apprezzata, oltre alla quarta gamma già pronta all’uso. I ristoratori del territorio riuniti nell’associazione Ristoranti del Radicchio si alterneranno sul palco in speciali lezioni di cucina, e saranno presenti tanti trasformatori che realizzano mostarde, sottolio e sottaceti, formaggi al radicchio, birra al radicchio e panettone al radicchio candito. Le Pro Loco del circuito Fiori d’Inverno proporranno i piatti della tradizione a prezzi popolari (pasta e fagioli e radicchio, risotto al radicchio, gnocchi al sugo di radicchio e guanciale e sugo radicchio e trota salmonata del Sile). Ci saranno i food truck che serviranno i piatti della tradizione, “cicchetti” come dicono i veneti. Per i più piccoli anche un laboratorio di cucina con il tiramisù, dolce tipico della città.

Visite guidate. Assieme allo IAT di Treviso, l’antica mostra organizza anche tre visite guidate alla scoperta del centro storico cittadino per mettere in luce anche il legame tra il prodotto tipico e il territorio. Non ci sarebbe infatti radicchio rosso di Treviso senza le acque sorgive del Cagnan e del Sile che attraversano la città. La forzatura, per ottenere l’imbianchimento del radicchio tardivo, si ottiene infatti attraverso l’immersione parziale delle piante nell’acqua per oltre dieci giorni dopo la raccolta in campo. Nei secoli passati, poi, i prodotti orticoli trevigiani scendevano fino a Venezia sui burci le tipiche imbarcazioni mercantili a fondo piatto, ancora visibili appena fuori città.

Fonte: Servizio stampa Antica Mostra radicchio rosso di Treviso Igp

 

 

Benessere degli animali, in Europa norme in materia tra le più avanzate al mondo, ma sono sempre rispettate? La Corte dei conti lo verificherà, tra i Paesi monitorati anche l’Italia.

Per la prima volta, la Corte dei conti europea verificherà se la Commissione europea e gli Stati membri hanno contribuito efficacemente al conseguimento degli obiettivi dell’UE in materia di benessere degli animali. Gli auditor visiteranno cinque Stati membri: Romania, Polonia, Francia, Italia e Germania. La pubblicazione della relazione di audit è prevista per la fine del 2018.

L’audit riguarderà unicamente gli animali da allevamento, a cui si riferisce la maggior parte della normativa dell’UE. Si stima che nell’UE vi siano 4,5miliardi di polli, galline ovaiole e tacchini e circa 330milioni di mucche, maiali, capre e pecore. L’audit prenderà in esame sia la vita degli animali negli allevamenti, sia il loro trasporto e macellazione.

Norme europee tra le più avanzate al mondo. Per il periodo 2014‑2020, i fondi di sviluppo rurale dell’UE hanno assegnato ai “pagamenti per il benessere degli animali” circa 1,5miliardi di euro. Le misure mirano a promuovere livelli di benessere più alti, che vanno al di là degli obblighi minimi previsti sia a livello nazionale che dell’UE. “I cittadini dell’UE si interessano sempre più al benessere degli animali e le norme europee in questo campo sono tra le più avanzate al mondo. L’audit della Corte offrirà l’opportunità di verificare se queste norme sono applicate nella pratica”, ha affermato Janusz Wojciechowski, il membro della Corte dei conti europea responsabile dell’audit.

Fonte: Servizio stampa Corte dei conti europea

 

 

3 dicembre 2017, nel Padovano la finale di Panetthòn, sfida solidale tra i migliori panettoni del Veneto

la selezione dei panettoni a Osterie Moderne (foto Nadia Donato)

(di Maurizio Drago, consigliere Argav) La sfida in Veneto tra i migliori panettoni artigianali si chiama Panetthòn. Si tratta di un concorso in cui vengono giudicati i migliori panettoni artigianali prodotti senza additivi e conservanti, fatti senza badare a spese con materie prime di alta qualità. Panettoni “classici”, con uvetta e canditi, che hanno una durata limitata ma che in cambio presentano una bontà senza paragoni.

da sinistra Daniele Gaudioso e Federico Biasinutto di Osterie Moderne (foto Nadia Donato)

E’ un concorso solidale il cui ricavato sarà interamente destinato al progetto “Amici di Adamitullo”, progetto varato dalla omonima Onlus creata da don Cesare Bullo che in Etiopia, ad Adamitullo appunto, garantisce il sostegno ad attività scolastiche ed educative che sono rivolte alle comunità locali. L’ideatore dell’iniziativa, partita otto anni fa, è Daniele Gaudioso, giornalista gourmet e collaboratore della guida ristoranti del Gambero Rosso. Il crescente successo del concorso già lo scorso anno ha indotto gli organizzatori (Gaudioso e alcuni suoi amici, i giornalisti Paolo Brinis ed il socio Argav Renato Malaman, oltre al consulente gastronomico Federico Menetto) a proporre l’iniziativa in un ristorante.

da sx i giornalisti Stefano Edel ed il socio Argav Renato Malaman (foto Nadia Donato)

Selezioni regionali. Alla finale approderanno i migliori 12 panettoni, selezionati durante tre serate, una sorta di “semifinali”. La prima si è tenuta il 27 novembre scorso al ristorante-enoteca Osterie Moderne di Campodarsego, dove sono stati valutati i panettoni presentati da pasticceri delle province di PadovaRovigo. Il 28 novembre nel veronese, a San Bonifacio alla pizzeria Ai Tigli di Simone Padoan, dove la giuria di esperti ha esaminato i panettoni prodotti da artigiani delle province di Verona e Vicenza. Il 29 dicembre si sono tenuti al ristorante Perché di Roncade (TV), dove sono stati degustati i panettoni provenienti dalle province di Treviso, Venezia e Belluno.

La finale è in programma domenica 3 dicembre a Torreglia (PD), all’Antica Trattoria Ballotta della famiglia Legnaro, in cui si decreterà il miglior panettone senza additivi né conservanti. Ovvero preparato senza utilizzare mono e di gliceridi degli acidi grassi, quelli classificati come E471.

Polveri sottili, automobilisti più a rischio di ciclisti e pedoni

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Chi è più esposto alle polveri sottili? Tutti, ovviamente. Ma l’idea o la credenza che lo siano di più i ciclisti o i pedoni rispetto agli automobilisti è da rivedere.

Come agisce il PM10. In realtà, l’esposizione agli inquinanti atmosferici non è pericolosa per la salute nell’istante in cui noi entriamo in contatto con essi ma quando l’ambiente in cui viviamo ne diviene saturo. E questa altra considerazione porta a indicare che, maggiore è il volume d’aria a nostra disposizione, migliore sarà il ricambio e quindi più debole l’esposizione. Ebbene, ciclisti e pedoni trovano spesso modo di percorrere anche vie alternative alle strade di grande traffico, o superano colonne di auto, avendo così a disposizione un ricambio continuo d’aria. L’abitacolo delle autovetture, invece, ha un limitato volume d’aria, spesso saturo, e il ricambio, eventualmente effettuato con l’aria condizionata, soprattutto se a ridosso di altre auto (cioè quando si è in colonna), non può che dare un effetto ancor più negativo. Forse i ciclisti vengono ritenuti più esposti di altri utenti della strada all’inquinamento e alle polveri sottili in quanto, con una importante attività fisica si tende a “spalancare i polmoni”; questo è vero e per tutti è sconsigliata l’attività fisica in città o in zone ad alto traffico. Ma se facciamo in modo di avere uno sforzo limitato (anche molto limitato), per esempio utilizzando biciclette a pedalata assistita, abbiamo la possibilità di limitare tale “effetto risucchio”.

Inquinamento esterno ed interno. La questione però da porsi è: conta più l’inquinamento outdoor (esterno) o quello indoor (interno)? “La popolazione trascorre in media il 90% del tempo in ambienti interni, il mezzo di trasporto è un microambiente decisamente atipico, non classificabile nè come ambiente interno o esterno. L’automobile, il tram, la metropolitana e il bus sono certamente ambienti confinati ma molto particolari. Gli spostamenti effettuati in bicicletta o a piedi comportano invece una esposizione in ambiente non confinato ma estremamente variabile. L’automobile, generalmente, è percepita come una sorta di protezione dall’inquinamento esterno, mentre numerosi studi hanno evidenziato che questa percezione è generalmente sbagliata. E’ infatti assodato che, spesso, all’interno dell’abitacolo si raggiungono concentrazioni elevate per diversi inquinanti tra cui le particelle ultrafini e altri inquinanti primari da traffico (focus su inquinamento atmosferico nelle aree urbane ed effetti sulla salute – ISPRA dicembre 2016).

Pedalere è sempre preferibile. Se il 90% del nostro tempo lo trascorriamo in ambienti confinati (casa, ufficio, automobile, ecc.) forse dovremmo chiederci come potrebbe essere possibile migliorare la nostra condizione ambientale, e quindi sanitaria, in questi ambienti, non perdendo di vista, ovviamente, le iniziative da considerare per rendere il nostro ambiente esterno meno insalubre. Per citare le parole dell’esperto inglese Peter Walker: “Pedalare rimane comunque la soluzione migliore per la salute rispetto al non pedalare, nonostante tutti i problemi d’inquinamento presenti al giorno d’oggi”.

UE rinnova per altri 5 anni l’uso del glifosate, vietato in Italia nelle aree frequentate dalla popolazione o da “gruppi vulnerabili”

In Italia resta il divieto di uso del glifosate nelle aree frequentate dalla popolazione o da “gruppi vulnerabili” quali parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie, ma anche in campagna in pre-raccolta “al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura”. E’ quanto afferma Coldiretti nel sottolineare gli effetti del decreto del Ministero della Salute in vigore dal 22 agosto del 2016 che non vengono modificati dalla decisione dell’Unione Europea di rinnovare per 5 anni la licenza di utilizzo. Coldiretti ricorda che il Canada fa un uso intensivo di glifosate proprio nella fase di preraccolta per seccare e garantire artificialmente un livello proteico elevato e che da questo Paese lo scorso anno sono sbarcati in Italia circa un miliardo di chili di grano.

Fonte: Servizio Stampa Coldiretti

Rischio idrogeologico, i Comitati uniti per il completamento dell’idrovia Padova-mare chiamano all’appello la Regione Veneto

Riceviamo dai Comitati uniti per il completamento dell’idrovia Padova-mare* la seguente nota stampa che pubblichiamo.

Fra le opere pubbliche più necessarie e urgenti oggi in Italia ci sono indubitabilmente quelle che servono a salvaguardare il territorio e  i cittadini dal rischio sismico e dal rischio idrogeologico.

Contro il rischio sismico occorre costruire e ricostruire le case con i dovuti criteri per convivere con un fenomeno inevitabile,  imprevedibile e purtroppo frequente in tante zone del paese.

Contro il rischio idrogeologico,  accentuato da decenni dai cambiamenti climatici in atto, occorre finirla di costruire nei posti sbagliati, occorre smetterla di impermeabilizzare i terreni e di consumare ulteriore suolo agricolo; ma serve anche  costruire  bacini di laminazione e nuovi canali in grado di portar via dai fiumi in piena volumi d’acqua sufficienti a ridurre , se non ad azzerare, il rischio di esondazione e di alluvione. Le alluvioni, a differenza dei terremoti, sono evitabili e i loro effetti sono prevedibili!

Il completamento dell’idrovia Padova-Mare è una assoluta priorità contro il rischio idraulico per tutto  il Veneto centrale. Gli studi sulle condizioni di rischio del bacino Bacchiglione-Brenta iniziati dopo l’alluvione del 1966 sono oggi avanzatissimi e dettagliati  ed è  già pronto un Progetto Preliminare per il completamento di questo canale. Gli scienziati dicono che è un‘opera che si deve fare e, adesso, si sa come deve essere fatta.

L’idrovia Padova-Mare può essere anche una straordinaria opportunità di riqualificazione ambientale e paesaggistica di un’area importante , a ridosso della riviera del Brenta, attraverso la realizzazione di un “corridoio ecologico” fra Padova e la laguna di Venezia. Lo dimostra l’esperienza positiva delle aree dove l’idrovia è escavata da decenni, ed è nel tempo diventata il “parco fluviale” dei comuni attraversati, un’enorme risorsa con crescente interesse e fruizione da parte della cittadinanza.

Si può porre,  a questo punto, la domanda: di chi è la competenza, dello Stato o della Regione?

Se la materia è dello Stato è comunque compito della Regione creare le condizioni perché rientri fra le opere prioritarie nel piano di ripartizione dei finanziamenti statali ed europei. Portare l’istanza al CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione economica ) con un livello di progettazione più avanzato, cioè con un progetto  definitivo, metterebbe quest’opera ai primi posti fra quelle da finanziare. Se la materia è invece fra quelle cosiddette “concorrenti”  fra Stato e Regione si può puntare allo stesso modo a realizzare  un accordo; e un accordo dovrebbe essere l’obbiettivo anche  se la materia fosse già da considerarsi di esclusiva competenza regionale. In ogni caso è la  Regione che deve decidere e muoversi nell’interesse dei cittadini di una vasta zona del Veneto comprendente le Province di Vicenza e Padova e della Città Metropolitana di Venezia.

Trattandosi di un’opera vitale, ai cittadini interessa che una parte delle proprie tasse sia impiegata utilmente e con urgenza a questo fine. Non interessa affatto  ai cittadini aspettare ancora per sapere chi sarà a intitolarsi l’erogazione del finanziamento.

Si proceda dunque col predisporre il  Progetto Definitivo dell’Idrovia. La Regione deve dimostrare di crederci!

Si mandi poi il progetto con tutte le autorizzazioni al governo centrale e si metta questo progetto in cima alla lista delle cose concrete da fare al tavolo delle trattative per l’autonomia fra Stato e Regione che si è aperto dopo il Referendum. Non trascurando l’ipotesi che quest’opera – che, essendo un’idrovia prevede anche un uso trasportistico – possa essere cofinanziata anche da investimenti privati.

Quello che occorre evitare è di far passare il tempo. Le alluvioni si possono riproporre anche a intervalli brevi. E non è detto che, superato indenni il fatidico mese di novembre, si possa star tranquilli almeno per un altro anno. E occorre evitare di continuare a contare solo sulla presenza di una protezione civile certamente efficiente, capace però di soccorrere  a disastro avvenuto. Il disastro, quando si può, è bene prevenirlo ed evitarlo!

*Legambiente Regionale Veneto, con i circoli di: Padova, Sarmazza- Saonara e Vigonovo, Selvazzano, Riviera del Brenta, Miranese, Piove di Sacco, Comitato Intercomunale Brenta Sicuro, Associazione Acque Urbane, Comitato Spontaneo Alluvionati di Montegrotto Terme -C.S.T., Comitato Salvaguardia del Territorio Selvazzano e Rubano, Una Mano per Battaglia Terme, Associazione Mira Lab.

Per chi ama la storia dell’agricoltura, sabato 2 dicembre 2017, alla Biblioteca La Vigna di Vicenza presentazione del libro “Mietitrebbe del mondo”

Sabato 2 dicembre alle ore 10.30 verrà presentato alla Biblioteca “La Vigna” il volume Mietitrebbie del mondo di Angelo Benedetti, Albert Kühnstetter e Piergiorgio Laverda. L’evento, promosso in ricordo del 24° anniversario della scomparsa del fondatore della Biblioteca, Demetrio Zaccaria, mira a richiamare l’attenzione degli appassionati e studiosi sull’eccezionale importanza dell’Archivio Storico “Pietro Laverda”, donato lo scorso anno dagli eredi e ora oggetto di riordino e inventariazione, grazie al sostegno della Cassa di Risparmio del Veneto, particolarmente attenta alla valorizzazione degli archivi storici aziendali veneti. Per l’occasione sarà allestita nei locali della Biblioteca una mostra di documenti e immagini originali, in parte presenti nel libro, che provengono proprio da questo importante Archivio.

Protagonista è la mietitrebbia, macchina polivalente e complessa che ha rivoluzionato l’agricoltura grazie alla genialità dei progettisti e all’intraprendenza delle industrie produttrici. Sono pagine appassionanti e rigorose, ricche d’informazioni, di dati tecnici e di splendide immagini. Oltre cento costruttori di tutto il mondo, che hanno fatto la storia della meccanizzazione agricola, sono presentati in modo esauriente, ricostruendone il cammino tecnico e le vicende societarie, spesso intricate e poco conosciute. Un confronto continuo e avvincente, tra mondi e agricolture differenti, tra le diverse concezioni tecniche e costruttive, originali e a volte sorprendenti, destinate ad avere un grande successo o a finire inesorabilmente dimenticate. Una documentazione completa e rigorosa, unica nel suo genere, appassionante per chi ama la storia dell’agricoltura e di grande interesse per coloro che, a vario titolo, operano in questo settore.

Gli autori. Angelo Benedetti, manager industriale del settore macchine agricole, ha collaborato con alcune delle principali aziende europee e vanta una profonda conoscenza nel campo delle macchine del raccolto. Albert Kühnstetter, ingegnere e pubblicista, collabora con musei e importanti riviste storiche di agricoltura ed è autore di varie pubblicazioni riguardanti i trattori e le macchine agricole d’epoca. Piergiorgio Laverda, esperto di comunicazione industriale e storico, consigliere scientifico della Biblioteca “La Vigna”, è autore di libri ed articoli riguardanti la storia della meccanizzazione agricola e collabora con musei e istituzioni pubbliche. Al termine della presentazione sarà offerto un aperitivo da parte dell’Associazione “Pietro Laverda”. Info: Biblioteca La Vigna 0444 543000 – Archivio Storico Laverda 333 3877264.

Fonte: BIblioteca La Vigna