Un cicloturista su cinque sceglie l’agriturismo per le sue vacanze a due ruote. Nel 61 per cento dei casi è straniero e vuole girare l’Italia in bici per la bellezza dei paesaggi, il clima favorevole, l’ampia offerta culturale ed enogastronomica. Ama consumare prodotti di agricoltura biologica e locali. Ma il Veneto, come tutto il territorio nazionale, è ancora poco attrezzato per accoglierlo: poche strutture ricettive sono attrezzate per i ciclisti, pochi gli itinerari con la segnaletica adatta, scarse le informazioni e pure la promozione all’estero non è sempre adeguata.

Chiara Reato
Passi in avanti, ma c’è ancora molto da fare. Tanti operatori turistici si stanno accorgendo però delle grandi potenzialità offerte del cicloturismo, un’industria che in Europa crea un indotto di 44 miliardi (dati 2016 Enit), con 2,3 miliardi di gite in bicicletta organizzate e 20 milioni di pernottamenti. E a dimostrare l’interesse è il pienone di operatori e guide turistiche accorsi all’agriturismo Corte Carezzabella, a San Martino di Venezze (Ro), per la giornata dedicata a “Agriturismo, Cicloturismo & Territorio”, promossa lunedì 20 novembre da Agricycle Veneto, la rete degli agriturismi di Agriturist-Confagricoltura Veneto, che offre servizi dedicati ai cicloturisti. Chiara Reato, presidente di Agriturist Rovigo, ha spiegato i grandi passi in avanti compiuti dagli agriturismi del territorio creando la rete Agricycle, che si è data una carta dei servizi dedicati ai cicloturisti come ricoveri per le bici, mappe, piccola officina, colazioni energetiche. “I turisti a due ruote che ci bussano alla porta sono tanti – ha detto -, anche grazie a un territorio come il nostro che con i percorsi pianeggianti lungo i fiumi e il Delta del Po è alla portata di tutti, dalle famiglie ai bambini. Tuttavia è necessario specializzarsi e formarsi, perché il cicloturismo non ammette improvvisazioni. Anche il pubblico dovrebbe però fare la sua parte, curando i percorsi, la segnaletica e il territorio. Il degrado e gli argini non sfalciati ci creano imbarazzo con gli ospiti. Chiediamo più cura e sensibilità alla bellezza, perché il paesaggio è il nostro grande patrimonio”.

sala gremita al convegno Agricycle
Miopia istituzionale. Secondo Sandro Vidali, guida turistica che da anni conduce i cicloturisti alla scoperta del Delta del Po, manca ancora la capacità di investire nel cicloturismo come ha fatto l’Alto Adige con la Dobbiaco-Lienz, che sulla ciclabile ha costruito floridità e posti di lavoro: “Il nostro è un territorio che si presta molto a un turismo come quello in bicicletta, con i suoi 480 chilometri di argini fluviali e il Delta del Po. Bisognerebbe però fare scelte coraggiose per mettere in sicurezza il ciclista, ad esempio limitando il traffico nelle stradine che costeggiano i fiumi. E occorrerebbe lavorare sull’intermodalità dei trasporti, perché senza treni, bus e traghetti che trasportino i ciclisti da una parte all’altra del territorio non si crea attrattività. Invece qui è stato addirittura cancellato il traghetto tra Porto Levante e Albarella, che era il collegamento tra Venezia e Ravenna per tanti gruppi cicloturistici, ora costretti a percorrere la Romea con grandi rischi”.
Il turismo ha “bisogno” dell’agricoltura. Bisogna crederci di più, perché la domanda c’è, come ha confermato Pierfrancesco Rupolo, che dirige una delle due case editrici di guide cicloturistiche in Italia, che ha ricordato come l’indotto del cicloturismo in Italia sia in crescita continua. Michele Mutterle, referente nazionale della Fiab, la Federazione italiana degli amici della bicicletta che propone ogni anno 4.000 cicloviaggi, ha fornito i dati interessanti di una ricerca tedesca: un cicloturista compie vacanze della durata media di sette giorni, pedalando per 544 chilometri, cambiando spesso albergo e città. Un fermento confermato da Carmen Gurinov, guida sui Colli Euganei, Matteo Mingardo, promotore di eventi nell’ambito del turismo rurale, Alberto Zucchetta, consulente turistico e Diego Gallo, referente di Ogd Terme, che ha sottolineato come il turismo stia cercando “nell’agricoltura elementi per potersi rigenerare”. Le conclusioni sono state affidate ad Alberto Sartori, di Agricycle Veneto e Leonardo Granata, presidente di Agriturist Veneto: “Da due anni abbiamo iniziato a intessere sinergie tra i diversi operatori turistici ed è questa la strada giusta, perché dobbiamo sempre di più strutturarci e diventare professionali. La Regione Veneto sta mettendo sul piatto bandi molto interessanti, ora sta a noi dare concretezza ai nostri progetti”.
Fonte: Servizio Stampa Confagricoltura Veneto
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(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Già da inizio autunno sono iniziati a Vicenza ed in molte località della pianura Padana, una delle aree più inquinate al mondo, gli sforamenti di PM10 (Materia Particolata, cioè in piccole particelle, nella misura di 10 millesimi di millimetro), ovvero il superamento del valore limite giornaliero nell’atmosfera di polveri sottili; e questo nonostante gli impianti di riscaldamento domestici fossero ancora spenti!
(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) “Cari consumatori, siete voi l’ago della bilancia, quando andate dal macellaio oppure mangiate in agriturismo, chiedete da dove proviene la carne che vi stanno servendo, sono obbligati a dirvelo. Se la carne è italiana, può essere più cara, ma state tranquilli perché si tratta di una carne di qualità e sana, iper controllata”. A difendere con passione le produzioni zootecniche italiane, sicure e certificate rispetto alla carne d’importazione (secondo Coldiretti, proviene dall’estero il 45 per cento della carne bovina consumata nel Bel Paese), che non può essere controllata alla stregua della carne italiana in quanto arriva priva di “organi sentinella” (es. occhi, ghiandola del timo, ecc.), è una persona che ne ha ben donde. Si tratta di Virio Gemignani, direttore del Servizio Igiene e Produzione Alimenti di origine animale e coordinatore area veterinaria dell’Uls 6 Euganea, presente, insieme ad altre autorità e stampa, all’evento organizzato dall’azienda agricola Scudellaro di Pontecasale, frazione di Candiana (PD), per l’inaugurazione del nuovo punto vendita e del nuovo macello CE. Due locali aziendali, questi, che il dirigente sanitario, toscano d’origine ma veneto d’adozione (a lui si deve, peraltro, curiosamente, l’origine del Palio di Monselice), conosce molto bene, visti i controlli accurati di verifica normativa eseguiti dalla sua direzione nei mesi passati, che hanno ulteriormente certificato come il concetto di qualità sia nel Dna di questa azienda agricola famigliare della Bassa Padovana, il cui marchio oggi rappresenta la garanzia di un prodotto d’eccellenza che rispetta le regole.



Oggi, martedì 21 novembre, nella Giornata nazionale degli alberi, l’Orto botanico di Padova organizza una passeggiata tra orto antico ed erbario, accompagnati da esperti.
Veneto Agricoltura ha avviato un importante intervento di forestazione e ripristino ambientale lungo il “passante di Mestre” in corrispondenza del casello autostradale di Scorzè-Ve. Il progetto, redatto dai tecnici del Centro dell’Agenzia regionale di Montecchio Precalcino (VI), prevede la messa a dimora di 18.000 alberi ed arbusti e di 15.000 piante erbacee tipiche delle sponde di stagni e zone umide. Tutte le piante sono prodotte da Veneto Agricoltura.
Il Radicchio di Chioggia Igp si spinge sempre più a Nord. La settimana prossima, in occasione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, il Consorzio di Tutela porterà in Finlandia il “Principe Rosso” per presentarlo in una serie di eventi enogastronomici e culturali in alcuni ristoranti della capitale e in una serata di gala nell’Ambasciata italiana a Helsinki.
L’altro lato della medaglia
Oggi, sabato 18 novembre, i soci Argav sono in visita all’
“I livelli di contaminazione riscontrati nelle specie ittiche di cattura, campionati nell’ultima fase del piano di monitoraggio, hanno suggerito l’opportunità di individuare misure di carattere precauzionale”. Ad affermarlo è l’Istituto Superiore di Sanità, che ha presentato ieri a Venezia i risultati del Piano di monitoraggio degli alimenti in relazione alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) in alcuni ambiti della regione del Veneto, realizzato e valutato in accordo con la Regione e in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie e l’Arpav.
Sarà Fieragricola la capitale del latte e della zootecnia, quando a Verona si ritroveranno, dal 31 gennaio al 3 febbraio 2018, tutti gli espositori della cosiddetta zootecnia di precisione: robot e impianti di mungitura, impianti per la preparazione e la distribuzione automatizzata dei mangimi, software e microchip per il controllo a distanza della mandria, degli impianti di ventilazione, dei sistemi per la pulizia delle stalle.