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Psr attuale e post 2020, dal 23 novembre al 14 dicembre 2017 sette incontri in Veneto per fare il punto sull’attuazione e su quanto si sta delineando per il futuro

Quarantasette bandi in trenta mesi, 760 milioni di euro impegnati, di cui 300 già materialmente liquidati ai beneficiari. Sono questi i numeri del Psr, il programma di sviluppo rurale cofinanziato dall’Unione europea, dallo Stato italiano e dalla Regione del Veneto che destina oltre un 1 miliardo di euro all’agricoltura veneta e alle aree rurali nel settennio 2014-2020. Tra la fine di novembre e la prima metà di dicembre, con sette incontri nel territorio con orario 18-20.30 intitolati “I dialoghi del PSR”, la regione Veneto fa il punto con gli operatori del sistema agricolo e rurale sullo stato di attuazione del programma e sui prossimi bandi attivati a fine anno.

Temi affrontati. Gli incontri copriranno tutte le province del Veneto e metteranno a fuoco risultati e prossime scadenze del piano. Il dialogo con gli operatori riguarderà anche le prospettive del settore e in particolare saranno previsti momenti di informazione sulla definizione della Politica agricola comune dopo il 2020, attualmente in corso a livello europeo. La partecipazione gratuita, ma è consigliata la prenotazione on line, possibile a questo link.

Calendario degli incontri. Giovedì 23 novembre a Pedavena (Bl) nella Birreria Pedavena (viale Vittorio Veneto 76); martedì 28 novembre a Este (Pd) nella sala Fumanelli (via G.B. Brunelli n.2 interno 1); giovedì 30 novembre a Castelfranco Veneto (Tv) nell’Hotel Fior, sala Giorgione (via dei Carpani 18); martedì 5 dicembre a Cerea (Vr) nella sala congressi blu dell’area Exp (via Oberdan 10); mercoledì 6 dicembre a Bassano del Grappa (Vi) nella sala delle Volte di Villa Ca’ Sette (via Cunizza da Romano 4); martedì 12 dicembre a Lendinara (Ro) al Teatro comunale Ballarin (via Gambattista Conti 4); giovedì 14 dicembre a San Donà di Piave (Ve) nella sala auditorium-conferenze del centro culturale “Leonardo da Vinci” (piazza Indipendenza, 13).

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

Incontro Argav in collaborazione con Arte&Vino nelle cantine Aldegheri a Sant’Ambrogio di Valpolicella (Vr)

i soci Argav nella cantina Aldegheri

(di Gian Omar Bison, consigliere Argav) Dopo Venissa (isola di Mazzorbo, Venezia, 23 giugno) e Vignalta (Arquà Petrarca in provincia di Padova, 22 settembre), si è svolto venerdì 3 novembre 2017 nelle Cantine Aldegheri a Sant’Ambrogio di Valpolicella (Vr) il terzo di quattro “Incontri in cantina” organizzati da Argav in collaborazione con l’associazione Arte&Vino per avvicinarsi alla conoscenza del vino e formare, sul tema, gli operatori dell’informazione e della comunicazione.

Un momento della lezione

Il relatore Marco Mitola, ingegnere e sommelier di Arte&Vino presente con la presidente Carmen Terranegra, ha parlato di struttura, persistenza, età evolutiva e su come questi fattori finiscano per determinare le peculiarità di un vino ed il suo spettro di abbinamento col cibo.

L’azienda vitivinicola. E’ stata l’occasione per conoscere una della realtà storiche del settore vitivinicolo della Valpolicella ospiti di Paolo Aldegheri, uno dei fratelli alla guida della maison che ha evidenziato come “il carattere familiare dell’Azienda Aldegheri e la perfetta coordinazione tra tecnologia e amore per la natura e i suoi frutti ci hanno permesso di raggiungere nel corso degli anni un alto livello qualitativo frutto di una particolare attenzione ai vigneti, una rigorosa e attenta selezione delle uve e un costante perfezionamento delle tecnologie di vinificazione”. Parliamo di una realtà da ottocentomila bottiglie all’anno in buona parte Valpolicella (in tutte le declinazioni) e Lugana. Non si usa silicone nei tappi, solo sughero. In piena Valpolicella, quattro valli scavate negli anni dai torrenti provenienti dagli antichi ghiacciai della Lessinia, con un microclima in grado di temperare l’aria montana con le brezze del lago di Garda, gli Aldigheri vinificano uve coltivare su 42 ettari, in parte di proprietà in parte in conferite da viticoltori storici. “Per la maggior parte – sottolinea Aldegheri – si tratta di vigneti di collina, rivolti a sud-est che vanno ad impreziosire alcuni dei suggestivi paesaggi della Valpolicella. Come quelli situati ai piedi della contrada di S.Giorgio, famosa per la sua pieve romanica, dai quali si ottiene il prestigioso Amarone, o quelli della Grola, dove fin dai tempi dei Romani si praticava la tecnica dell’appassimento delle uve lì coltivate, ora indiscusse protagoniste del migliore Recioto”. I principali uvaggi utilizzati per produrre i vini Aldegheri sono Corvina, Rondinella, Molinara, le tre uve base di tutti i vini tipici della Valpolicella; fondamentali sono inoltre apporti di Cabernet, Merlot, Garganega, Pinot e Dindarella, il vitigno autoctono per eccellenza. Spaziamo dal Valpolicella Classico al Valpolicella Classico Superiore I Lastari, nome che fa riferimento ai vigneti sorti dove, un tempo, i cavatori di pietre estraevano le lastre di marmo utilizzate per realizzare muri e tetti delle vecchie case. Infine, il Valpolicella Superiore Ripasso Santambrogio, ottenuto rifermentando il Valpolicella Classico sulle vinacce del Recioto e dell’Amarone. Tra gli altri rossi si arriva ai più prestigiosi Recioto e Amarone che richiedono entrambi un lungo periodo di preparazione che comincia con la fase di appassimento dell’uva. “I migliori grappoli vengono selezionati manualmente e posti ad appassire in parte su graticci e in parte in moderni plateau in attesa della pigiatura, che da noi si effettua mediamente nei primi giorni di febbraio”. Tra i vini bianchi Aldegheri, oltre al più noto Passito troviamo il Custoza Zaleo e Zerbara, il Lugana Le Querce e il Soave Mondello dell’azienda.

I vini in degustazione. Tralasciamo la qualità eccelsa riscontrata dell’Amarone della Valpolicella Riserva 2007 e del Recioto della Valpolicella Classico 2015 Docg per soffermarci su uve e vini meno noti propostici da Aldegheri in degustazione. Sengia Rossa 2014: uvaggio di corvina, merlot, rondinella ed altri vitigni autoctoni a completare, vendemmiati manualmente a metà ottobre con leggera surmaturazione e tutti situati in alta collina e con vent’anni di età media. Fa diciotto mesi in botti di rovere affinando profumi complessi di sottobosco. Corpo pieno e robusto. Armonico. Alcol 14,5%, residuo zuccherino 7 grammi/litro, estratto netto 29,80. Dodicimila le bottiglie prodotte. Si abbina con formaggi stravecchi e carni rosse.

Dindarella 2011 è il nome di uno dei vitigni storici della valpolicella, caratterizzato da una produzione alterna e piuttosto contenuta. Uvaggio di Dindarella in purezza, dopo l’appassimento ne deriva un vino rosso rubino carico, che dopo qualche anno di invecchiamento si presenta con un bouquet di profumi di frutta cotta, spezie con pepe verde e nero, zenzero, sottobosco e macchia mediterranea. Persistente, di corpo, armonico ed equilibrato. Vigneti sono situati tutti a nord-ovest di Verona, sulle colline della zona storica della Valpolicella, ad un’altitudine che va dai 150 ai 300 metri con età media di 30 anni. Tutto a pergoletta veronese, con oltre 2.000 viti/ettaro. Si vendemmiano i grappoli raccolti a mano fra la metà e la fine di settembre e dopo una sosta di qualche mese nei plateau la vinificazione tra fine novembre e fine dicembre. Macerazione per oltre 40 giorni con due rimontaggi settimanali. Verso maggio-giugno si trasferisce per l’invecchiamento in botti di legno di piccola capacità. Esalta il piacere di carne alla brace, selvaggina e dei formaggi stravecchi e piccanti. Titolo Alcolometrico 13,25%. Zuccheri residui 8 grammi/litro. Estratto netto 28,5. N. bottiglie prodotte 2.500.

Custoza Le Rune, ottenuto dalle uve della parte sud est del lago di garda, ha colore giallo paglierino ed un profumo leggermente aromatico, balsamico, fruttato e floreale. L’uvaggio elenca trebbiano toscano, garganega, fernanda, cortese, malvasia, riesling italico, pinot bianco, chardonnay a completare. I vigneti sono situati a sud-est dell’anfiteatro morenico del lago di garda e l’età media dei vigneti è di circa 30 anni. Impianto a guyot con circa 5.000 viti/ettaro e pergoletta veronese per 3500 viti/ettaro. La vendemmia avviene in due momenti: fine agosto e dopo metà settembre, a seconda della varietà. L’uva è raccolta manualmente a completa maturazione e deposta in casse. Subito vinificate dopo la pigiatura a rulli, si effettua la macerazione pellicolare a freddo, che favorisce l’estrazione dei profumi tipici varietali. Il mosto così ottenuto viene sottoposto a fermentazione termocontrollata (circa 16°). Segue la sosta in acciaio. Si segnala per antipasti, pesce e primi piatti in genere.

Florovivaismo veneto, calano le aziende ma tiene la produzione

Il settore florovivaistico veneto conferma di attraversare una fase di transizione. Nel 2016, infatti, nonostante alcuni segnali positivi, come per esempio l’incremento delle aziende più strutturate e con maggiori propensioni all’export, si sono confermate le difficoltà di mercato che perdurano da 5-6 anni, fortemente influenzato dalla debolezza della domanda interna e dai prezzi. È questa, in sintesi, l’analisi del comparto effettuata lo scorso settembre al Flormart di Padova, il Salone Internazionale del florovivaismo, dagli esperti economici dell’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario.

Alcuni dati spiegano la situazione: continua nel Veneto il calo del numero di aziende sceso a 1.491 unità (-2,4% rispetto al 2015): Padova, seppur in flessione dell’1,3%, si conferma la provincia con più aziende (456), seguita da Treviso (316, -3,4%). In diminuzione anche la superficie, scesa a circa 2.730 ettari coltivati (-1,1%), dato che però riguarda esclusivamente le superfici coltivate in piena aria (2.070 ha, -1,6%), mentre le superfici in coltura protetta risultano in ripresa (circa 660 ha, +1%). Una nota positiva giunge invece dalla produzione complessiva regionale che, sempre nel 2016, ha raggiunto quasi 1,5 miliardi di pezzi, in crescita del 7,3% rispetto al 2015 e costituita in maniera prevalente (77%) da materiale vivaistico, cioè prodotto venduto ad altri operatori professionali, mentre il rimanente 23% è costituito da prodotto finito.

La fase di stagnazione che il settore sta attraversando trova conferma anche nella stabilità del valore della produzione che nel 2016 si è attestato a circa 206 milioni di euro, in crescita solo del +0,5% rispetto all’anno precedente. Questo risultato è frutto di dinamiche contrapposte tra le diverse macro-attività del comparto: la produzione di fiori e piante (52,6 milioni di euro) e la produzione vivaistica (circa 28 milioni di euro) sono entrambe in calo dell’1%, mentre il servizio di sistemazione di parchi e giardini offerto dalle imprese ha quasi raggiunto i 125 milioni di euro (+1%).

La ristrutturazione del settore non pare essere ancora del tutto conclusa: positivo, in tal senso, il calo delle aziende iscritte come “piccolo produttore” (684 aziende, -5,9%) a fronte di una crescita di quelle iscritte al Registro Unico dei Produttori (820 aziende, +1%) e di quelle in possesso dell’autorizzazione all’uso del Passaporto fitosanitario necessario per l’esportazione (410 aziende, +7,6%) e che hanno ottenuto la CAC (Conformità Agricola Comunitaria) necessaria per la commercializzazione nell’UE, che nel 2016 sono state 225 (+5%). Tuttavia, nei primi sei mesi del 2017 le imprese venete hanno fatto segnare un risultato negativo del commercio con l’estero di piante vive: il deficit è salito a -34,4 milioni di euro (+28,2%), in seguito all’aumento delle importazioni (57 milioni di euro, +6,5%) e al contestuale calo delle esportazioni (22,6 milioni di euro, -15,3%). Un trend in decisa controtendenza rispetto al dato nazionale, che registra invece un miglioramento del saldo positivo (276 milioni di euro, +18,5%).

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

Carne, macellazioni in crescita

Se il 2016 si è contraddistinto in particolare per l’ottimo andamento del settore avicolo, va sottolineato che è l’intero comparto della macellazione industriale in Veneto (e non solo) a dare forti segnali di ripresa, con un aumento sia del numero che del peso morto dei capi macellati. È questo uno degli aspetti più significativi che emerge dagli ultimi dati Istat (disponibili in maniera completa per tutti i comparti fino al 2015) analizzati da Veneto Agricoltura, l’Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario, che sull’argomento ha elaborato un proprio Report.

Veneto terza regione dopo Lombardia ed Emilia Romagna. Dopo l’anno nero del 2014, le macellazioni nella nostra Regione hanno registrato nel 2015 una buona crescita, raggiungendo un peso morto complessivo pari a oltre 8 milioni di tonnellate (+7% rispetto al 2014), tra i valori più alti dopo il picco del 2010. Complessivamente, i risultati raggiunti in Veneto sono in linea con la tendenza nazionale, anch’essa in ripresa negli ultimi anni, con una produzione di carne che si è attestata attorno ai 36 milioni/quintali nel 2015 a peso morto (+10% rispetto al 2014). Ne deriva che il Veneto è la terza regione in Italia per peso del macellato, con una quota di poco superiore al 22%, preceduta a breve distanza da Emilia-Romagna (25%) e Lombardia (26%).

Ottimi i dati dell’avicolo (regionale e italiano). Nel 2015 la crescita è stata trainata anche dal comparto bovino (+25% sul 2014), con quasi 600.000 capi macellati, seppure ancora nettamente inferiore ai valori del 2010 con 980.000 capi (-40%) per le forti contrazioni delle  macellazioni di vitelli (-44%) e dei vitelloni (-36,5%). Gli esperti dell’Agenzia regionale evidenziano poi l’importanza del settore avicolo veneto a livello nazionale, che nel 2015 ha aumentato la propria quota di incidenza in peso morto sul totale regionale (circa 70%), seguito dai bovini (21%) e dai suini col 6,6%). Performance positiva ribadita dal comparto avicolo anche nel 2016 con i 260 milioni di unità macellate e gli oltre 6 milioni di quintali a peso morto, vale a dire quasi la metà del totale nazionale (44%). Valori raggiunti grazie ad una crescita decennale soprattutto della categoria polli da carne (+60%) e in parte dei tacchini (+15) in peso morto.

Proiezioni europee sui consumi. Il Report segnala anche le previsioni macro della Commissione europea che prospettano una produzione sostanzialmente stazionaria nei Paesi avanzati, con una leggera diminuzione del consumo pro-capite compensata dall’aumento della popolazione. Tuttavia, dovrebbe continuare il fenomeno sostitutivo della carne bovina in favore di quella avicola.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

 

Argav incontra in Polesine la coop Villa Nani e l’agriturismo Valgrande

i soci Argav a villa Nani

(di Beatrice Tessarin, consigliere Argav) Colture alternative al tradizionale mais estensivo, prodotti nutraceutici, difese auto-indotte che sostituiscono i pesticidi, progetti solidali per il recupero dei disagi sociali, un’agricoltura tecnologica che si mette al servizio della salute dell’uomo e del benessere dell’ambiente: sono questi i temi che i soci Argav hanno avuto modo di trattarelo scorso 6 novembre, in Polesine per svolgere il proprio consiglio direttivo. L’occasione è stata propizia per incontrare due realtà dinamiche e rappresentative dell’agricoltura polesana come la cooperativa agricola Villa Nani di Bagnolo di Po (Ro) e l’agriturismo Valgrande di Runzi, frazione di Bagnolo di Po (Ro), che ha ospitato i lavori della nutrita delegazione.

Villa Nani. “Lavoriamo con oltre 600 aziende agricole di varie province e più di 200 associati, ha spiegato il presidente di Villa Nani, Damiano Giacometti, facendo visitare l’agenzia della cooperativa a Canda. Siamo agricoltori noi stessi, che cerchiamo di offrire alle aziende servizi a 360 gradi, in modo personalizzato, per rispondere esattamente alle esigenze, alla struttura, alle capacità produttive e, soprattutto, alla voglia di “fare e innovarsi” di ciascuna di esse. E cerchiamo di evolverci con le esigenze delle imprese agricole”. Così, in 30 anni di vita, la coop Villa Nani ha sommato al tradizionale servizio di raccolta cereali, la vendita di mezzi tecnici e carburante agricolo, contratti preventivi di filiera per la vendita dei prodotti, convenzioni con istituti di credito, assistenza e consulenza tecnica agronomica in campo, in particolare per la conversione al biologico, che sta avendo un vero e proprio boom, e verso colture cosiddette alternative ai cereali classici (grano e mais), che in realtà sono una felice riscoperta, come farro, orzo, segale, pisello proteico, avena, nocciolo. Seguendo la filosofia del cibo nutraceutico, cioè non solo salubre ma che ha effetti benefici sulla salute, la cooperativa sta “cucendo vestiti su misura”, come dice il direttore commerciale Federico Pasqualini, alle aziende che si trovano in difficoltà per la crisi dei prezzi dei cereali tradizionali: propone nuovi indirizzi colturali che producano per mercati apparentemente piccoli come il gluten free o il benessere. In quest’ottica si sono aperti collegamenti con imprese trasformatrici cui la coop fornisce la materia prima. La stessa Villa Nani ha creato quest’anno un proprio trasformato che sta partendo con la commercializzazione: il Mix Regina, miscela di farine bio di farro macinato a pietra ed orzo. Il problema dell’abuso di pesticidi in agricoltura è già il passato per Villa Nani che, insieme ai soci, pratica la difesa autoindotta: “il trend è trovare mezzi alternativi di difesa della pianta, ha spiegato Pasqualini . Noi dobbiamo fare in modo che la pianta sia in ottima salute e così potrà difendersi molto meglio da sola contro parassiti e malattie. Quindi va nutrita bene e coltivata in un ambiente sano”.

Agriturismo Valgrande. Ma Villa Nani non parla soltanto di cibo sano che fa bene, ma lo produce e lo promuove. Così è nata la collaborazione con un’azienda che del cibo di origine polesana ha fatto il proprio marchio: l’agriturismo Valgrande di Alberto Faccioli e Monica Bimbatti, che da 10 anni è un esempio in continua evoluzione di agricoltura multifunzionale. Fattoria didattica certificata dalla Regione Veneto, servizi di ristorazione e pernottamento ed ora fattoria sociale. “Siamo con orgoglio la struttura capofila del progettoStar bene insiemecon l’Ulss 5, ha spiegato Monica Bimbatti alla delegazione dell’Argav.  Accogliamo ragazzi con disagio familiare che lavorano manualmente nei nostri laboratori e siamo contenti di contribuire al fatto che queste nuove competenze si trasformino per loro in nuove opportunità di inserimento nel mondo del lavoro”. Il Valgrande è una piccola oasi di pace nella profonda campagna altopolesana, ma è raggiunto da turisti e visitatori di mezza Italia e del mondo, che vanno in cerca di una situazione di benessere personale lontana dalla routine. Qui non c’è solo buona cucina tradizionale servita con garbo e presentata con eleganza, ma una ricerca continua per impieghi nuovi di ingredienti antichi: sperimentazioni con cucina vegana e crudista in serate a tema, attenzione ai possibili usi di prodotti locali nuovi (ha collaborato per la ricetta della farina Mix Regina, sperimentandone la resa negli impasti ad uso pasta e polenta), recupera e rivede ricette dagli archivi degli istituti alberghieri locali.

19 novembre 2017, all’Abbazia di Praglia di Teolo (Pd), i vignaioli di Langa presentano la loro idea di viticoltura, tra tradizione e innovazione

Domenica 19 novembre 2017 l’Associazione Arte&Vino, con cui Argav collabora nell’organizzazione di eventi legati alla conoscenza del mondo del vino, propone nel centro congressi dell’Abbazia di Praglia a Teolo (Pd) la seconda edizione della manifestazione I Giganti di Langa.

Un lungo banco d’assaggio
. Dalle ore 11.30 alle ore 19.30 si potranno degustare le migliori produzioni di Barolo, Barbaresco, Nebbiolo, Barbera, Roero assieme a rappresentativi vini bianchi del territorio: dalle grandi firme di riferimento a interessanti produttori emergenti (ingresso inter0 18 euro, ridotto 15 euro per i soci Ais, Fis, Fisar e Onav, ridotto speciale soci Arte&Vino e Ferpi 13 euro).

Incontro di inaugurazione ad ingresso libero. Il vino è un’eccellenza italiana riconosciuta in tutto il mondo. E’ un prodotto della terra e del territorio che sapienti mani trasformano in un’esperienza unica per chi lo assaggia. Quanto è importante “il vestito” che indossa per diventare esperienza? Quanto influiscono territorio e comunicazione sul valore percepito di un vino? Se ne parlerà al convegno che aprirà la manifestazione alle ore 11.00, dal titolo “Il successo di un vino: questione di qualità, di territorio o di comunicazione?“, realizzato in collaborazione con Ferpi (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana). Intervengono: Jole Dellapiana, Azienda Vitivinicola Rizzi, Treiso (CN), Irene Graziotto, comunicatrice specializzata nel settore vino, Nadia Pasqual, esperta di relazioni pubbliche, socia FERPI, Michele Rematelli, direttore creativo Tessari Associati, Franco Zanovello, viticoltore, presidente Strada del vino dei Colli Euganei, conduce Mariapaola La Caria, esperta di relazioni pubbliche, socia FERPI.

Workshop con degustazioni e…caccia al tartufo! Alle ore 12, seguirà il workshop “Il Barbaresco: orizzontale annata 2014” a cura di Ottavio Venditto, miglior Sommelier d’Italia Ais 2014 (biglietto su prenotazione). Alle ore 15.00, si terrà un’emozionante momento all’aria aperta, la caccia simulata al tartufo (solo su prenotazione e a numero chiuso). Accompagnati dal presidente Trifulau Colline di Langa Piercarlo Vacchina e da abilissimi cani ricercatori di tartufo, si vivrà all’interno dello storico e suggestivo giardino dell’Abbazia di Praglia l’esperienza della caccia simulata al pregiato fungo (contributo 5 euro). Alle ore 16.30, si terrà la Master Class “I crus di Barolo” presieduta dal Maestro Sommelier Roberto Gardini, docente ALMA (biglietto su prenotazione). Maggiori info: Associazione Arte&Vino, segreteria.artevino@gmail.com 392/755.92.06 391/346.51.87 e

Fonte: Associazione Arte&Vino

 

 

Incidenti in agricoltura, negli ultimi 4 anni il 42 per cento delle morti bianche sono avvenute in attività agricole

Negli ultimi 4 anni in Veneto si sono registrati 188 infortuni mortali: di questi, 79 sono avvenuti in agricoltura. Gli spazi agricoli –  teatro del 39 per cento degli incidenti mortali – sono il primo ambiente per numero di infortuni e di morti nelle statistiche dell’Inail e degli Spisal regionali.

Salute e sicurezza in agricoltura. “Ancora troppi morti e incidenti in agricoltura: nonostante le statistiche ufficiali segnino una costante flessione negli ultimi anni, la coltivazione della terra è il comparto che continua mietere il numero maggiore di vittime. Un triste primato che supera anche i cantieri edili”, ha rilevato l’assessore all’agricoltura della Regione Veneto, nel corso del seminario promosso a Padova dall’Ulss 6 Euganea e dal Comitato di coordinamento della Provincia di Padova su “Salute e sicurezza in agricoltura” .

Il report Regione-Inail registra una progressiva contrazione degli incidenti mortali sui luoghi di lavoro: dai 53 del 2014 ai 52 dell’anno seguente, ai 46 del 2016, fino ai 37 dell’anno in corso (dato aggiornato al 14 settembre). Le province dove si sono registrati il maggior numero di incidenti mortali sono Vicenza (44) e Verona (31), seguite da Treviso (31). In agricoltura l’andamento appare più discontinuo, tuttavia sempre al ribasso: dalle 22 vittime del 2014 alle 14 dei primi nove mesi di quest’anno (ma erano 26 nel 2015 e 17 nel 2016). Negli ultimi quattro anni il 42 per cento delle morti ‘bianche’ sono avvenute in attività agricole. La prima causa di morte è il ribaltamento del trattore (31), seguita da schiacciamento o incastro in macchine agricole (15) e dalla caduta di tronchi (7).

Innovare strumenti e metodo di lavoro amplifica la sicurezza. “La casistica conferma come ci sia ancora tanta strada da fare per garantire sicurezza e salute sui campi – ha commentato l’assessore – anche se il trend in diminuzione conferma il buon lavoro dei servizi di prevenzione e l’opera di formazione e responsabilizzazione svolta dalle associazioni di categoria, delle organizzazioni professionali, dei fabbricanti e fornitori di macchine agricole. Formazione, vigilanza e gestione coordinata sono gli strumenti prioritari per tutelare salute e sicurezza di chi lavora sui campi o in attività agricole e forestali. Ma ritengo che tra le strategie più efficaci ci sia l’innovazione, nelle aziende, nella strumentazione, nei metodi di lavoro.  Per questo il Programma di sviluppo rurale adottato dalla Regione Veneto per il periodo 2014-2020 ha destinato il 26 per cento del budget complessivo (1184 milioni)  al sostegno dell’innovazione nelle aziende agricole, finanziando bandi per 300 milioni per investimenti nelle attrezzature agricole e dedicando altri 17 milioni a contributi per l’acquisto di attrezzature forestali”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

10 novembre, a Vittorio Veneto (Tv) il premio Argav 2016 parla di 30 anni in difesa del Cansiglio

Venerdì 10 novembre Toio de Savorgnani, alpinista e ambientalista, premio Argav 2016, sarà a Vittorio Veneto (Tv) dalle ore 20:30 alle ore 23:30 nella casa Fenderl (via del Meril 13) per presentare “30 anni in difesa del Cansiglio“, l’antica foresta della Serenissima.
Programma della serata. Alle 20.30 è prevista la presentazione del libro Quelli delle cause vinte a cura dell’Ecoistituto del Veneto Alex Langer; alle 21.15 proiezione in multivisione “I racconti del bosco incantato di Ferdi Terrazzani“, alle 21.35, testimonianze di Toio de Savorgnani e Giancarlo Gazzola di Mountain Wilderness – Michele Boato Ecoistituto del Veneto, Bepi Cappelletto CAI, Augusto De Nato WWF – Moreno Baccichet Legambiente – Giancarlo Silveri Lipu

Pfas. Coldiretti alla Commissione: agricoltori danneggiati, no a risorse agricole usate per tamponare responsabilità altrui.

Coldiretti ha partecipato lo scorso 30 ottobre alla seduta della commissione speciale d’inchiesta per le acque inquinate del Veneto. In relazione alla contaminazione di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS), l’associazione si è espressa commentando positivamente le azioni fin qui intraprese sul monitoraggio dei pozzi e l’avvio di una campagna di raccolta campioni per le verifiche in zona rossa. Il recente provvedimento adottato dalla Regione non grava sulle aziende agricole e per Coldiretti si tratta di un passo importante verso il riconoscimento che l’agricoltura subisce il peso di questa situazione ambientale.

Danno provocato da una matrice industriale. Tuttavia il rischio connesso alla reputazione degli alimenti è alto, perché in assenza di dati certi sulla pericolosità non si può parlare di salubrità ma solo di percezione della stessa tale da rendere necessario un atteggiamento di prudenza. Per cui Coldiretti non è d’accordo sull’eventuale mobilitazione di risorse dall’agricoltura per rispondere ad un danno provocato da una matrice industriale. Martino Cerantola, presidente di Coldiretti Veneto, si riferisce alla proposta ventilata al Tavolo di Verde di destinare 3milioni di euro del Programma di Sviluppo Rurale. “Oltre a sottrarre risorse alle nuove generazioni che investono in campagna la soluzione è parziale – commenta Cerantola –  perché i parametri di accesso all’aiuto sono selettivi. Meglio dunque individuare nella legge finanziaria dei fondi regionali che possono agevolare l’adesione in massa delle imprese coinvolte ed aiutarle a sopportare  i costi di gestione oltre che gli interventi strutturali. Gli agricoltori per primi vogliono assicurare alla comunità prodotti sani e per mantenere una forte alleanza con il consumatore hanno provveduto a spese proprie alla conversione dell’approvvigionamento idrico o alle analisi, non solo per responsabilità morale soprattutto per una questione di buon senso”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

18 novembre 2017-16 marzo 2018, nelle Dolomiti Bellunesi si tiene la rassegna enogastronomica “D’Inverno a Tavola Dolomiti”. Mercoledì 8 novembre inaugurazione con l’evento “Al Museo con gusto”.

Dal 18 novembre 2017 al 16 marzo 2018 si terrà nelle Dolomiti Bellunesi “D’Inverno a Tavola Dolomiti“, rassegna enogastronomica che vede nove ristoranti bellunesi proporre nove serate con menù dedicati ai prodotti del territorio. Giunta alla 28^ edizione, la rassegna è promossa da Confcommercio Belluno, con la partecipazione della Strada dei Formaggi e dei Sapori della provincia di Belluno, e quest’anno è realizzata in collaborazione con Coldiretti e con il patrocinio della Camera di Commercio di Treviso e Belluno.

Un viaggio attraverso la Provincia di Belluno, al cospetto delle sue Dolomiti Patrimonio Unesco, per gustare in pieno l’eccellenza e la qualità delle diverse produzioni tipiche di montagna, per conoscere le molte e vivaci realtà produttive e per scoprire l’originalità e la maestria dei ristoratori bellunesi. Un progetto che valorizza le buone pratiche di filiera corta e attiva promozione dei prodotti tipici della zona. Le imprese agricole locali fornisco ai ristoranti i loro prodotti e hanno l’occasione di presentarsi al pubblico nel corso delle serate enogastronomiche.

Le date e i ristoranti in programma. Le cene avranno inizio alle ore 20. Sabato 18 novembre La Baita (Livinallongo del Col di Lana), mercoledì 22 novembre Chalet Pino Solitario (Vigo di Cadore), giovedì 7 dicembre L’Oasi (Limana), venerdì 26 gennaio La Gioi (Lasen di Feltre) venerdì 9 febbraio Antica Locanda Cappello (Mel), venerdì 23 febbraio Baita à l’Arte (San Gregorio nelle Alpi), venerdì 2 marzo La Taverna (Belluno), venerdì 9 marzo Cianzia (Borca di Cadore) e venerdì 16 marzo La Ziria Monaco Sport Hotel (Santo Stefano di Cadore).

Inaugurazione “con gusto” mercoledì 8 novembre.  in occasione della presentazione ufficiale della rassegna enogastronomica è stato creato un evento per il pubblico dal titolo “Al Museo con Gusto-L’arte culinaria entra al museo”, che consta di tre visite guidate a Palazzo Fulcis, il Museo Civico di Belluno, per scoprirne i tesori artistici e architettonici, seguite da degustazioni a base di prodotti bellunesi con i ristoranti della rassegna D’Inverno a Tavola Dolomiti. Ingressi alle ore 18, 18:40 e 19:20 prenotazione obbligatoria a prenotazionimuseo@comune.belluno.it, specificare se possessori FulcisFriend Card biglietto euro 25 biglietto euro 20 con FulcisFriend Card. L’evento è realizzato con il supporto di Guarnier Catering (Belluno), Le Manzane (San Pietro di Feletto) e La Mela Frutta e Verdura (Belluno). Maggiori info pagina Fb

Fonte: Confcommercio Imprese per l’Italia Provincia di Belluno