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A Verona l’Anbi presenta alla stampa le azioni per un Veneto più sicuro

Oggi, lunedì 6 novembre 2017, alle ore 12.30, il Consorzio di Bonifica Veronese (strada della Genovesa, 31/e, Verona) terrà la conferenza stampa “Manutenzione Veneto e Piano Invasi: azioni per un territorio più sicuro“, in cui verranno illustrati i dati relativi al Piano di Riduzione del Rischio Idrogeologico del Veneto inseriti nel piano “Manutenzione Italia 2017” presentato da Anbi al Governo, verrà inoltre illustrato il piano regionale degli Invasi, inserito nell’attuale Legge di Stabilità e fondamentale per far fronte alle problematiche della siccità.

Intervengono: Giuseppe Romano, presidente Anbi Veneto, Andrea Crestani, direttore generale Anbi Veneto, Francesco Vincenzi, presidente Anbi, Massimo Gargano, direttore generale Anbi.

Fonte: Servizio Stampa Anbi Veneto

Ortofrutticolo Veneto, mercati in flessione, report di Veneto Agricoltura

Negli ultimi cinque anni, a partire dal 2011, la merce scambiata nei mercati ortofrutticoli veneti ha tracciato un trend in flessione. Lo stesso andamento ha segnato purtroppo anche il 2016, visto che i quantitativi si sono mantenuti al di sotto della soglia psicologica del milione di tonnellate, scendendo  a circa 933 mila tonnellate (-1,3% rispetto al 2015). Come non bastasse, sempre nel 2016, anche il valore degli scambi risulta essere in calo (920 mln di euro, -4,7% rispetto all’anno precedente), a causa sia della diminuzione del volume delle merci, sia della flessione del prezzo medio delle merci scambiate nei mercati, sceso a 1,02 euro/kg (-3,6% sul 2015). Sono questi i dati più significativi che emergono dalle analisi effettuate dagli esperti dell’Osservatorio Economico Agroalimentare di Veneto Agricoltura sui dati forniti dagli stessi mercati ortofrutticoli regionali.

Nel dettaglio. Gli ortaggi si confermano al primo posto (poco più di 470 mila tonnellate, -1,6%), con una quota pari al 50,6% degli scambi, seguiti dalla frutta fresca (312 mila t, -2,2%) con una quota del 33,4% sul totale delle quantità veicolate. Gli agrumi rappresentano circa il 15% delle merci scambiate (142 mila t, +1,8%) mentre è del tutto residuale la quantità di frutta secca (meno di 7 mila t). I mercati di redistribuzione (Verona, Padova e Treviso) rappresentano il fulcro degli scambi mercatali della nostra regione con una quota dell’84% del totale della merce veicolata (poco meno di 790 mila t). Per quanto riguarda invece i mercati alla produzione, le merci scambiate si attestano sulle 69 mila t, mentre la quantità veicolata dai mercati al consumo raggiunge le 75.000 t. In quest’ultimo ambito, va sottolineata la dinamica positiva registrata dai mercati di Venezia-Mestre (+7%) e Bassano del Grappa (+3%), a conferma del rinnovato impulso registrato negli ultimi anni da questa tipologia di mercati.

Import/export. Risultano in calo le quantità di merci importate (211 mila tonnellate, -10,9%), la cui quota scende dal 25,1% al 22,6% del totale. Le importazioni provengono per la maggior parte (60%) dall’Unione Europea e in particolare da Spagna e Paesi Bassi, che da soli effettuano quasi il 50% delle spedizioni di frutta verso i mercati veneti. In crescita le importazioni da Sud America e dall’America centrale (circa 52 mila tonnellate, +4,7), che soddisfano le esigenze di frutta e ortaggi nei periodi di contro stagionalità. Il Veneto svolge un importante ruolo di piattaforma di rilancio dei prodotti ortofrutticoli, ricevendo le merci provenienti dalle altre regioni italiane, in particolare dal Sud Italia (oltre la metà delle merci proviene da Sicilia, Puglia e Calabria), redistribuendole verso l’estero, la cui quota sul totale delle merci in uscita cresce fino a toccare quasi il 40% (371 mila tonnellate, +10%). Le esportazioni sono ovviamente orientate principalmente verso i Paesi più vicini: Croazia (16%), Germania e Slovenia (entrambe con una quota del 15%). Tra le “altre” destinazioni estere, la maggior parte sono rivolte verso Paesi dell’Est Europa, quali Ucraina, Repubbliche Baltiche, Polonia e Repubblica Ceca.

Mercato interno. Tutto ciò a scapito delle spedizioni verso le regioni italiani confinanti, che sono invece in calo (-4,6%), attestandosi su un valore pari a circa 177 mila tonnellate per una quota che scende dal 21,3 al 19%, e delle merci che rimangono all’interno dei confini regionali, che registrano una brusca riduzione rispetto all’anno precedente (385 mila tonnellate, -8,9%) e la cui quota nel complesso scende dal 45% al 41%. Da segnalare, tuttavia, il leggero aumento delle merci che rimangono all’interno del comune e della provincia rispetto alla sede dei mercati (la cui quota sale da 13,7% al 16,1%) a conferma di un rinnovato ruolo di fornitura del mercato locale svolto dai mercati al consumo. Una dinamica che replica quella registrata nel 2015 e che sembra segnalare un deciso interesse da parte di una certa tipologia di acquirenti (dettaglianti fissi e ambulanti, ho.re.ca,ecc.), a rifornirsi direttamente presso i mercati ortofrutticoli all’ingrosso presenti sul territorio regionale.Il report completo “Analisi dei mercati ortofrutticoli regionali 2016” è disponibile a questo link

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

L’urlo dell’acqua. La memoria dell’alluvione del 1966 nelle province di Padova e Venezia. Il documentario di storia orale donato a scuole e Comuni.

Oggi, 4 novembre, ricorre il cinquantunesimo anniversario della grande alluvione che nel 1966 colpì, fra l’altro, il territorio delle province di Padova e Venezia. Per non dimenticare, il Consorzio di bonifica Bacchiglione dona alle scuole e ai Comuni un documentario che, tra ricordi e testimonianze, restituisce la voce di chi visse l’alluvione in prima persona.

Attraverso la raccolta di diciotto videointerviste, la rilettura delle cronache dell’epoca e il contributo di materiali fotografici e audiovisivi amatoriali inediti, L’urlo dell’acqua (Padova University Press 2017) descrive il ricordo e le emozioni di coloro che vissero i drammatici eventi della calamità, subendo danni alle abitazioni, agli animali e ai terreni, insieme alle testimonianze degli uomini impegnati nei soccorsi e nelle fasi successive di ritorno alla normalità. “Non è solo per l’importanza del ricordo che ci siamo impegnati affinché dell’alluvione, delle sue cause, dei suoi danni, delle popolazioni colpite, si continuasse a parlare – spiega il presidente del Consorzio Bacchiglione, Paolo Ferraresso –. Il Consorzio di bonifica assolve un impegno quotidiano nella salvaguardia del territorio e nella tutela dell’ambiente attraverso la gestione della risorsa idrica operando insieme a molti altri soggetti, dalla Regione ai Comuni ai singoli cittadini. La cura del territorio è, infatti, la prima misura di prevenzione, il primo e più importante argine da rafforzare. Per questo motivo vogliamo che questa memoria non si esaurisca nella durata di una commemorazione, ma continui ad essere occasione per nuove riflessioni sul presente”.

Il documentario è stato realizzato dal Laboratorio di Storia Orale dell’Università di Padova con la regia di Michele Angrisani e il finanziamento del Consorzio di bonifica Bacchiglione e della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo.

Fonte: Ufficio Stampa Consorzio di bonifica Bacchiglione

 

Merano Wine Festival (10-14 novembre 2017) inaugura la 26a edizione con un convegno il 9 novembre sui vini del futuro

Le nuove tendenze del vino al centro di Naturae&Purae, il convegno che giovedì 9 novembre ai Giardini di Castel Trauttmansdorff aprirà la giornata prologo della 26° edizione del Merano WineFestival (10-14 novembre 2017). Esperti e interpreti del mondo del vino si confronteranno sui temi della sostenibilità, della naturalezza e della purezza, cercando di rispondere al quesito: “Quo Vadis? Food & Wine, the future is natural?”.

Vini del futuro. Al convegno, curato e ideato da Helmuth Köcher e Angelo Carrillo interverranno: Attilio Scienza (Cisgenetica), Luca D’Attoma (vini bio e biodinamici), Franz Josef Loacker (vini biodinamici), Werner Morandell (Piwi), Angiolino Maule (vini naturali). Sul tema delle fermentazioni alimentari interverrà l’esperto Carlo Nesler. Si parlerà dei vini del futuro, partendo dall’analisi di alcuni importanti fenomeni: la forte ascesa del mondo del bio certificato, che secondo le statistiche di AssoBio, basate sui dati Nielsen sull’andamento delle vendite biologiche nella GDO, hanno dimostrato un + 19,7% rispetto al 2016, e la crescita delle realtà produttive considerate per molto tempo “di nicchia” che si affidano a metodologie di produzione biodinamica. Proprio nel contesto dei vini biodinamici il Merano WineFestival vanta un ruolo pioneristico (la prima edizione del salone bio&dynamica risale infatti al 2006). Il convegno di Naturae&Purae affronterà anche il tema della ricerca, con i vini ricavati da vitigni Piwi (ovvero vini derivanti dai nuovi genomi viticoli ottenuti dall’incrocio di viti resistenti alle malattie fungine), e le varietà autoimmunizzate attraverso selezioni genetiche (come i vini provenienti dalle più recenti sperimentazioni e ricerche condotte da cisgenetica). Naturae&Purae si chiuderà con una sessione di domande in rapida successione con la formula “one man one question”, tra i relatori e cinque giornalisti e critici enogastronomici. Il convegno è a numero limitato e il biglietto di ingresso prevede anche la visita guidata Giardini. Iscrizioni gourmet@meranowinefestival.com.

Il Festival. All’edizione del 2017 partecipano oltre 450 case vitivinicole tra le migliori in Italia e nel mondo, quasi 200 artigiani del gusto e 15 cuochi di spicco. Dall’11 al 13 novembre al Kurhaus si tiene Wine Italia con oltre 800 vini italiani protagonisti, un percorso fra le varie aree ed i differenti territori vinicoli da nord a sud. La sala Czerny (nome dell’architetto che progettò Kurhaus, nel 1874), ospiterà Wine International con oltre 250 vini dalla Spagna all’Argentina, dal Libano al Sud Africa, dall’Austria alla Crimea. In contemporanea, dal 10 al 14 novembre, lungo la “Passer Promenade”, a fianco del fiume Passirio, avrà luogo GourmetArena con la selezione di prodotti tipici nazionali ed internazionali. Cooking Farm sarà il fulcro della Chef Arena; dal 10 al 14 novembre importanti chef di livello internazionale si confronteranno con le contadine altoatesine, depositarie della cultura culinaria locale. Immancabili le Masterclasses, degustazioni guidate di eccellenze enologiche nazionali e internazionali all’Hotel Terme Merano, il cui ricavato andrà in beneficenza. Infine, il 14 novembre, Catwalk Champagne, una “sfilata” nella Kursaal Merano di alcune fra le migliori Maisons de Champagne.

Fonte: Servizio Stampa Merano Wine Festival

 

Mondo ippico in crisi “salvato” dal mondo agricolo

da sx Berlato, Giustiniani, Castiglione

Negli ultimi dieci anni il numero degli equidi è cresciuto del 45,4%, passando dai 318.136 del 2006 ai 462.539 del 2016. La maggior parte, 420.000, sono cavalli, seguiti da muli, asini e bardotti. Un boom di crescita legato in buona parte alle attività legate all’universo agricolo, che da un lato ha proceduto al recupero e alla salvaguardia del patrimonio zootecnico, e dall’altro ha registrato una grande riscoperta del cavallo in ambiti come quelli dell’agriturismo, dell’ippoterapia e del turismo equestre in generale. Sono i dati che emergono dalla ricerca “Il cavallo: una realtà poliedrica”, realizzata dall’ufficio studi di Confagricoltura Veneto con l’ufficio studi della Cgia di Mestre, presentati nell’ambito di Fieracavalli.

Crescita di asini e cavalli “tipici”. Secondo i numeri dell’Associazione italiana allevatori che confluiscono nell’anagrafe degli equidi, gestita dal ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, nel quinquennio 2010-2015, sia il numero degli asini che quello dei cavalli appartenenti a razze autoctone è più che raddoppiato, grazie alla politica di salvaguardia e recupero di razze tipiche di alcuni luoghi e delle culture locali portata avanti dalle aziende agricole. In particolare, per gli asini “tipici” si è registrata una crescita del 129%, mentre per i cavalli “tipici” la crescita è stata del 121%. Un incremento che ha influito positivamente sull’economia e sull’indotto che girano attorno all’universo del cavallo, con numeri sempre più importanti e in crescita. Gli occupati nel settore ippico, incluso tutto l’indotto, sono tra i 40.000 e i 50.000, suddivisi in realtà poliedriche ma con una linea ascendente soprattutto nelle attività legate all’agricoltura.

Nel dettaglio. Di questi, tra 8.000 e 10.000 sono artieri, stallieri e addetti all’allevamento: si tratta di lavoratori dipendenti, che si occupano del benessere psicofisico del cavallo e della manutenzione delle strutture. Sono invece 2.861 le aziende agricole dedicate prevalentemente all’allevamento di cavalli e altri equidi, con ricadute sull’occupazione e sull’indotto. Numero consistente anche quello dei veterinari, che si occupano di zootecnia e/o cavalli di equitazione, che assommano a 1.470. Gli altri occupati si suddividono tra centri di equitazione, maneggi e impianti sportivi, ippodromi, maniscalchi artigiani che si occupano della ferratura del cavallo, oltre ai lavoratori delle associazioni di allevatori impegnati ad assicurare la tutela e la conservazione della razza equina: controllori zootecnici, informatici, amministrativi, genetisti e tecnici di laboratorio, personale addetto ad altre attività.

Molto importante anche l’indotto che gira attorno all’universo sportivo. Oltre 100.000 gli atleti tesserati alla federazione italiana sport equestri (Fise); 28.600 i tesserati alla federazione italiana turismo equestre E Trec – Ante (Fitetrec – Ante), 480 fantini. In più ci sono allenatori, istruttori, giudici di gara e i lavoratori dell’indotto (vestiario, accessori cavallo, mezzi di trasporto). Negli ultimi tre anni il cavallo è stato oggetto anche di una riscoperta negli agriturismi, dove viene impiegato nelle attività di equitazione che hanno segnato una crescita dell’11%. Accanto all’equitazione, sono cresciute anche le attività naturalistiche e di fattoria didattica, che includono corsi di equitazione, visita ai maneggi, passeggiate a cavallo. Infine, il cavallo viene sempre più impiegato nell’ippoterapia.

Gli interventi politici. “Questi dati confermano che il settore è in grande crescita – ha detto il sottosegretario alle Politiche agricole Giuseppe Castiglione (con delega all’ippica). Un patrimonio al quale il Governo può dare sempre più sostegno, ma anche le Regioni possono fare la loro parte, investendo risorse all’interno del Psr sul turismo equestre e sull’allevamento, che ha bisogno di un’azione sinergica per tornare ad essere centrale nella politica di valorizzazione del cavallo. Per quanto riguarda le politiche del Governo, vogliamo rafforzare il protocollo con la Federazione italiana sport equestri, che ha numeri davvero importanti”.
“C’è una prospettiva di crescita sempre più importante che non può lasciare indifferenti le istituzioni, ha aggiunto il consigliere regionale Sergio Berlato. I risultati si possono conseguire solo se ognuno fa bene la sua parte. In Regione in questi giorni abbiamo licenziato in commissione Agricoltura, che io presiedo, un importante progetto di legge, che verrà approvato in via definitiva dal Consiglio regionale nelle prossime settimane, che prevede la messa a disposizione delle decine di migliaia di appassionati di strumenti che contribuiscano al sostegno economico delle attività legate al cavallo”.

Sinergie. “Questa ricerca inaugura la collaborazione tra l’ufficio studi di Confagricoltura Veneto e l’ufficio studi della Cgia di Mestre, con una sinergia tra la conoscenza e la capacità interpretativa del settore di Confagricoltura Veneto e la qualità e competenza nella ricerca statistica della Cgia – hanno spiegato Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto e Luigi Bassani, direttore di Confagricoltura Veneto e Verona -. Abbiamo voluto compiere un’indagine su ciò che gravita attorno all’indotto del cavallo, perché, in un momento in cui si registra una crisi del mondo ippico e delle corse, notiamo che le attività ippiche collocate all’interno del mondo agricolo, dall’allevamento di razze apprezzate in tutta Europa all’ippoterapia e al turismo equestre, registrano un grande sviluppo del settore. Dai dati della ricerca emerge un particolare riconoscimento alla capacità allevatoriale italiana, che riesce a esportare cavalli geneticamente di qualità anche in Paesi come l’Irlanda e l’Inghilterra, noti paradisi del cavallo. Il Veneto, in particolare, è tra le regioni che più registrano un incremento dell’utilizzo del cavallo e degli equidi in generale, soprattutto nell’ambito degli agriturismi e delle fattorie didattiche”.

Fonte: Servizio Stampa Confagricoltura Veneto

4-6 novembre 2017, alla Biblioteca La Vigna di Vicenza vanno in scena vini e sapori dei colli Berici. Speciale anteprima il 3 novembre con il convegno ad ingresso libero sulla “Geologia nel bicchiere”.

Da sabato 4 a lunedì 6 novembre 2017 la Biblioteca “La Vigna” ospiterà Gustus, vini e sapori dei Colli Berici, evento organizzato da Strada dei Vini dei Colli Berici per presentare i vini Doc e le eccellenze del territorio.

Una speciale anteprima ad ingresso libero di Gustus si svolgerà venerdì 3 novembre dalle 9.30 alle 12.30 con il convegno “Paesaggi del vino dei Colli Berici”, promosso da Sigea (Società Italiana di Geologia Ambientale), in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini Doc Colli Berici e Vicenza e la Biblioteca stessa. La conferenza, che fa parte della rassegna nazionale di incontri “Geologia nel bicchiere”, si articolerà in sei dibattiti legati da un unico filo conduttore: il rapporto che lega la viticoltura dei Colli Berici alla geologia e alla morfologia di questo territorio. Maggiori info relatori a questo link.

La manifestazione, che si svolgerà per la prima volta nello Spazio Scarpa di Palazzo Brusarosco-Zaccaria, sede della Biblioteca, accoglierà oltre 30 espositori tra aziende vitivinicole e produttori artigianali di specialità gastronomiche. Si potranno così degustare i vini Colli Berici e Vicenza DOC, insieme a mieli, formaggi, salumi, prodotti da forno, caffè, olio extravergine dei Colli Berici e assaggi di piatti del territorio. Gli assaggi di vino saranno accompagnati da un piatto di tipicità gastronomiche. Orari. Sabato 4 novembre dalle ore 17 alle 22, domenica 5 novembre dalle ore 16 alle ore 20, lunedì 6 novembre dalle ore 16 alle ore 20. Per acquisto del biglietto di ingresso a Gustus maggiori info a questo link. Per informazioni sulle degustazioni tematiche cliccare qui.

Fonte: Biblioteca La Vigna

 

Cattiva qualità dell’aria prima causa ambientale di morte prematura tra i cittadini UE, avviate dalla Corte dei conti europea test in 6 città tra le più inquinate d’Europa, tra cui Milano

E’ in corso una verifica della Corte dei conti europea sull’efficacia della politica Ue di ridurre i rischi per la salute derivanti dall’inquinamento atmosferico.

I test saranno effettuati nelle zone urbane più colpite dall’inquinamento atmosferico in sei Stati membri: Bruxelles (Belgio), Sofia (Bulgaria), Ostrava (Repubblica ceca), Stoccarda (Germania), Milano (Italia) e Cracovia (Polonia).

La cattiva qualità dell’aria è la prima causa ambientale di morte prematura tra i cittadini UE ( nel 2013, stimati 436 mila decessi prematuri imputabili al particolato fine, 68 mila al biossido di azoto e altri 16 mila all’ozono troposferico).

Fonte: Servizio Stampa Corte dei Conti Europea

6 novembre 2017, soci Argav in Polesine in visita alla cooperativa agricola Villa Nani e all’azienda agrituristica Valgrande

Lunedì 6 novembre 2017 pomeriggio i soci Argav saranno in Polesine con un duplice obiettivo: visiteranno Villa Nani, società cooperativa a Bagnolo di Po (Ro) che conta 500 aziende, tra associati e clienti, a cui fornisce mezzi utili per la produzione agricola, servizi, consulenze e proposte innovative nella cessione di prodotti agricoli; quindi, visiteranno l’azienda agrituristica Valgrande di Runzi (frazione di Bagnolo di Po), che ha iniziato il percorso di conversione da agricoltura tradizionale ad agricoltura biologica e che ospiterà la riunione del Direttivo. Questo l’ordine del giorno: comunicazioni del Presidente, approvazione verbale precedente, comunicazioni della Segretaria, domande iscrizione nuovi soci, definizioni Premio Argav 2017, pranzo di Natale, programmazione prossime attività, varie ed eventuali.

3 novembre 2017, nelle Cantine Aldegheri a Sant’Ambrogio di Valpolicella il terzo incontro Argav-Arte&Vino di approccio al mondo enologico

Dopo Venissa (isola di Mazzorbo, Venezia, 23 giugno) e Vignalta (Arquà Petrarca in provincia di Padova, 22 settembre), venerdì 3 novembre 2017 è previsto il terzo “Incontro in cantina” organizzato da Argav in collaborazione con l’associazione Arte&Vino per avvicinarsi alla conoscenza del vino.
Tema dell’incontro, tenuto da Marco Mitola, sommelier di Arte&Vino, sarà “Struttura, Persistenza, Età Evolutiva. Come incidono sulla tipologia di vino e di abbinamento col cibo?” e si svolgerà a partire dalle ore 17 nelle Cantine Aldegheri a Sant’Ambrogio di Valpolicella (Vr).

C’è un Allocco nella foresta del Cansiglio (BL-TV)

foto Andrea Favaretto

Nella stazione di inanellamento sul monte Pizzoc, ai margini del famoso “serenissimo” Bosco del Cansiglio (BL-TV), è stato catturato, inanellato, liberato un rarissimo esemplare di Allocco degli Urali (Strix uralensis).

Un rapace che ha iniziato a nidificare anche alle nostre latitudini. Questo predatore notturno conta pochissime segnalazioni in Italia e testimonia ancora una volta lo straordinario valore, espresso in biodiversità, presente nell’area, demanio forestale regionale, gestita da Veneto Agricoltura. L’Allocco degli Urali è un rapace del grande Nord che, fatto intuibile anche dal nome che porta, abita nelle terre al di sopra del cinquantesimo parallelo. Prima unicamente migratore e svernante, da qualche anno ha iniziato a nidificare anche alle nostre latitudini, e in particolare in Friuli-Venezia Giulia, dove la prima nidificazione accertata risale al 1994; è stato segnalato anche in Cansiglio dopo qualche anno, territorio che diventa quindi l’estremità occidentale del suo areale.

Diffuso un tempo nell’intera area nord-orientale italiana. Elegantissimo nel piumaggio, questo rapace ha trovato nelle Alpi e nelle Prealpi italiane un ambiente ospitale e particolarmente adatto alle sue esigenze ecologiche. Si va ricostituendo quindi l’areale di questo uccello, specie che un tempo era diffusa nell’intera area nord-orientale italiana. Per il Cansiglio (BL-TV) la presenza di questo rarissimo rapace notturno era stata monitorata dai faunisti Mezzavilla e Lombardo, sebbene essa non fosse risultata costante negli anni. Questa nuova importante segnalazione fa ben sperare che questa specie molto rara possa trovare un suo habitat ideale anche nella bella faggeta dell’Alpago.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura