• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Domenica 29 ottobre anche in Veneto camminata tra gli olivi alla scoperta della cultura dell’olio. Gli itinerari ad Illasi (Vr) e a Pove del Grappa (Vi).

Migliaia di persone alla scoperta della cultura dell’olio domenica 29 ottobre in tutta Italia, e anche in Veneto, grazie alla Camminata tra gli olivi, la prima giornata nazionale promossa dall’associazione Città dell’olio per valorizzare territorio e produzioni.

Coinvolte in Italia 120 città e 18 regioni. La cultura millenaria, il paesaggio e i profumi del bosco, ma legati alla coltivazione dell’olivo e alla produzione dell’olio, sono protagonisti assoluti dell’evento, che vede coinvolti nella provincia di Verona il comune di Illasi e, in quella di Vicenza, Pove del Grappa con itinerari inediti alla scoperta del patrimonio olivicolo. L’appuntamento, che ha avuto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e i Patrocini della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell’Ambiente, si svolge in tutta Italia contemporaneamente, in 120 città e in 18 regioni. Attorno alla passeggiata (dai 2 ai 5 chilometri) dedicata a famiglie e appassionati, ruota un’esperienza inedita, che guiderà i partecipanti attraverso paesaggi legati alla storia e alla cultura dell’oro verde. Ogni Comune ha selezionato un percorso tra gli olivi con caratteristiche uniche dal punto di vista storico e ambientale, che si conclude in un frantoio, un’azienda olivicola o un palazzo storico, dove ai partecipanti sarà offerta una degustazione.

Gli itinerari veneti. A Illasi l’itinerario parte da Piazza Boschetto verso Lessinia, attraversa il torrente Illasi fino al Tiro a Volo, Maria dei Pigni e Busa Ferrari, per fermarsi in un’azienda agricola che produce olio di ottima qualità. La fortunata posizione geografica di Illasi, insieme ad un clima mite e a territori fertili coltivati a vite, frutteto ed olivo costituisce, una cornice decisamente suggestiva dal punto di vista paesaggistico. L’itinerario del territorio vicentino, a Pove del Grappa, abbraccia le bellezze culturali e artistiche della città e le caratteristiche uniche del paesaggio olivicolo, la Conca degli olivi, che vanta oltre 20.000 piante. Parte dal frantoio comunale per attraversare gli oliveti e scoprire le caratteristiche che contribuiscono a produrre un olio di qualità. Previste anche le visite alle chiese e la degustazione al termine del percorso. Maggiori www.camminatatragliolivi.it

Fonte: Servizio stampa Associazione Città dell’Olio

Questa sera, all’incontro Argav-Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd), si parlerà di reti rurali, recupero di grani antichi, alberi e soccorso alpino

attività dei bambini partecipanti al laboratorio Wigwam (foto di repertorio)

Questa sera, venerdì 27 ottobre 2017, a partire dalle ore 19, nella sede del circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd), si svolgerà il consueto incontro Argav-Wigwam.

Saranno ospiti: Walter Milan, addetto stampa del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, che parlerà della loro meritoria, quanto poliedrica, attività; Laura Torresin, neo-rurale, che parlerà della rete di agricoltura metropolitana “La Coega; Alberto e Alessandro Benedetti, rispettivamente agronomo ed esperto di alimentazione, che presenteranno “Latifondo 63” e la filiera del pane “Anticamente”, ottenuta recuperando la filiera dei grani antichi; Leonardo Surico, Ad di International Group per presentare la fiera For Horeca, che si svolgerà a Pala Expo Venezia dal 5 all’8 novembre 2017, Luca Giuseppe Bianchi, delegato Progetto Wigwam Bimbi Botanici, che presenterà la Giornata degli Alberi 2017 ed i progetti “Sentiero botanico” e “Laboratorio botanico”.

Prodotti del territorio. A fine dibattito, dalle 21 alle 23:00, il nostro anfitrione, Efrem Tassinato, giornalista socio Argav, enogastronomico e chef, presidente del Circuito Wigwam, servirà ai presenti una degustazione di risotto (riso Carnaroli del Delta del Po IGP) con la zucca marina, crostino col lardo della Saccisica del Consorzio I Buoni Convivi di Piove di Sacco (Pd), la sopressa dell’Agriturismo De Faveri di Eraclea (Ve), i pani da grani antichi: “Pan dea Gigia” di farine mix Meolo e mix Eraclea, “Pan de Augusto” di farina di farro monococco, “Old Star” di farine di grano Piave e di farro monococco delle Aziende Agricole “Latifondo 63” di Meolo (Ve) e Agriturismo De Faveri di Eraclea (Ve). Inoltre, “Antica Cips” di pane sottile e croccante, condito all’olio extravergine di oliva e aromatizzato alle erbe della Coop. sociale Ragazzi in Erba di Cà delle Crete, progetto ortoterapico di ANFFAS Onlus di Mestre. Farine macinate dal Mulino Terrevive di Rossano Veneto (Vi); le verdure invernali e le composte vegetali dell’Azienda Agricola Coltiviamoci di Tombelle di Vigonovo (Ve), i vini delle Corti Benedettine del Padovano DOC della Cantina di Conselve (Pd).

A Fieracavalli anche l’agroalimentare veneto. Tra le degustazioni in programma, quella del “Principe Rosso” di Chioggia

Giuseppe Boscolo Palo

Non solo il meglio del mondo equestre, con esibizioni e gare a Fieracavalli di Verona, aperta fino a domenica 29 ottobre con orario 9 – 19, ma anche le eccellenze dell’agroalimentare veneto inserite tra gli eventi di “Respirare il Veneto a cavallo”, con degustazioni di prodotti Dop e Igp abbinati a vini Doc e Docg nello stand della Regione (Pad. 4 E2/F2).

Il prodotto promuove il territorio. Tra questi il radicchio di Chioggia Igp, proposto in degustazione venerdì 27 alle ore 16:00 con il riso del Delta del Po e ostriche rosa della sacca di Scardovari abbinati al vino Merlara Doc. “E’ da alcuni anni ormai che la Regione ci propone di inserire anche il nostro radicchio Igp tra le degustazioni dei prodotti d’eccellenza del Veneto – afferma il presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp, Giuseppe Boscolo Palo – e questo ci riempie d’orgoglio ed è un significativo riconoscimento dell’impegno che mettiamo quotidianamente nella valorizzazione del “Principe” dei nostri orti. E l’inserimento in una manifestazione come Fieracavalli, dove viene proposta anche una fruizione dell’ambiente con approccio turistico ecocompatibile, ci sprona e ci dà ragione su quanto da tempo andiamo dicendo, e cioè che la promozione del radicchio di Chioggia Igp porta anche alla valorizzazione del territorio in cui è coltivato, dalla Laguna fino al Delta del Po”.

Fonte: Servizio stampa Consorzio tutela Radicchio di Chioggia Igp

 

Il PSR a portata di click: è online il nuovo sito web del Piano di Sviluppo Rurale del Veneto

È online il nuovo sito internet del PSR Veneto 2014-2020. Per la prima volta,  la Regione Veneto mette a disposizione degli operatori del settore e di tutta la cittadinanza un portale web dedicato specificamente al Programma di Sviluppo Rurale, la dotazione di risorse europee attraverso le quali la Regione del Veneto realizza le strategie e gli interventi per il settore agricolo, agroalimentare, forestale e per lo sviluppo delle aree rurali.

Un sito per gli agricoltori e cittadinanza. “Collegandosi al sito  www.psrveneto.it gli utenti potranno accedere a un servizio intuitivo e completo dove trovare tutte le informazioni sulle diverse Misure – spiega l’assessore regionale all’agricoltura, Giuseppe Pan –. Gli utenti a cui il sito è destinato non sono solamente gli agricoltori, cioè i beneficiari dei fondi a disposizione. Un’attenzione particolare sarà prestata alla cittadinanza: uno spazio importante sarà dedicato, infatti, alle iniziative di comunicazione rivolte al largo pubblico e alla condivisione delle esperienze più significative realizzate grazie al programma. L’obiettivo è raccontare a tutti, tramite risultati, aggiornamenti e storie esemplari, il sostegno profuso dal PSR Veneto per lo sviluppo regionale nel presente e nell’immediato futuro”.

Le piattoforme a disposizione. Il sito, che sarà gradualmente implementato nei prossimi mesi, lavorerà in sinergia con le piattaforme già a disposizione del sistema regionale: dal portale della Regione del Veneto (che continuerà a ospitare i documenti ufficiali del programma e i testi dei bandi), al sito web di Avepa (punto di riferimento per le procedure di accesso ai finanziamenti e gestione delle domande), fino al portale PIAVe (passaggio di accesso generale al mondo dell’agricoltura veneta). Il nuovo sito del PSR Veneto presenta un’interfaccia rinnovata, in linea con gli attuali trend del digital design, ed è stato realizzato dall’agenzia di comunicazione Pomilio Blumm, che ne curerà gestione e adeguamento nei prossimi tre anni. Facile da usare, è progettato per essere consultato da tutti i dispositivi, anche da smartphone e tablet, nel pieno rispetto delle normative nazionali ed europee su accessibilità e usabilità.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

26 ottobre 2017, i soci Argav visitano Verona Mercato Ortofrutticolo e Fieracavalli

Accompagnati dal presidente Andrea Sardelli e dal direttore Paolo Merci, giovedì 26 ottobre i soci Argav visiteranno Verona Mercato Ortofrutticolo, che rappresenta l’attività pulsante del Centro Agroalimentare di Verona. L’edificio ha una superficie coperta di 92.000 mq, al suo interno sono dislocati 92 stand assegnati a 67 operatori concessionari. Gli stand, di 3 tipologie, sono contrapposti e divisi da una galleria di commercializzazione di ampiezza pari a 24 m. e lunghezza pari a 850 m.

Sport ed equiturismo. In seguito, i soci visiteranno Fiercavalli, che si tiene dal 26 al 29 ottobre nella Fiera di Verona. La manifestazione, considerata la più importante in Europa dedicata al mondo equestre, vedrà la presenza di tremila cavalli di 60 razze, 750 aziende del settore da 25 nazioni e 210 appuntamenti tra gare sportive, concorsi e show. “Da mercato semestrale dei cavalli di fine ‘800 fino alla moderna Fieracavalli: per quasi 120 anni abbiamo accompagnato l’evoluzione del mondo equestre – commenta Maurizio Danese, presidente di Veronafiere –. Questo perché la rassegna riesce a rappresentare il settore nella sua globalità, promuovendone i comparti allevatoriale, turistico, sportivo e commerciale. Un valore aggiunto unico che conferma la fiera punto di riferimento indiscusso per appassionati, atleti, operatori, istituzioni, federazioni e associazioni”.

Non solo sport. A Fieracavalli i riflettori sono puntati sull’equiturismo, fenomeno in crescita in tutta Europa e che nella sola Italia conta 120mila praticanti assidui, 1 milioni di appassionati stimati e un indotto che raggiunge i 900 milioni di euro. All’interno del padiglione riservato alle vacanze in sella è possibile scoprire itinerari dentro e fuori i confini del nostro Paese, ma anche incontrare maneggi, alberghi e strutture ricettive attrezzate. “Il turismo è una delle principali linee di sviluppo per il futuro del settore equestre – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere –. Come fiera stiamo investendo per far diventare il cavallo una ulteriore leva di marketing per i territori e proprio in occasione di questa edizione vogliamo presentare il primo master interamente dedicato al turismo equestre, organizzato insieme a European Academy for Rural Territories Hospitality e Ciset-Cà Foscari Università di Venezia”.

Il comparto allevatoriale. In Fiera, spazio pure al business e al prodotto con le aree dedicate al b2c e al b2b, ma anche all’anima storica della manifestazione, il comparto allevatoriale. Si va dagli esemplari italiani promossi dal ministero delle Politiche agricole (Mipaaf) e dall’Associazione Italiana Allevatori (AIA), ai cavalli iberici e frisoni, fino agli appaloosa, paint e quarter dell’epopea western. Qui fa il grande ritorno anche il cavallo arabo con Anica, l’Associazione Nazionale Italiana del Cavallo Arabo. Via libera al divertimento nell’area dedicata ai bambini, ma anche durante le Notti di Fieracavalli, l’offerta di intrattenimento non stop dal giovedì al sabato, fino alle 23. Da non perdere il Gala d’Oro serale Magnifique, che vede come guest star, Lorenzo, “il cavaliere volante”.

Fonte: Servizio Stampa Verona Mercato Ortofrutticolo e Fieracavalli

L’etica della critica gastronomica, consigli per l’uso

da sx, Domy Grande, Valerio M. Visintin, Franco Zorzet

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) Lasciate ogni speranza, o voi che consultate guide gastronomiche per scegliere dove desinare, confidando nell’imparziale giudizio degli autori. Perché, nell’affollato mondo della critica gastronomica, “non esiste una guida nazionale che sia veramente autorevole, obiettiva e distaccata, in quanto i meccanismi commerciali sono troppo forti da scardinare“. Ad affermarlo è stato Valerio Massimo Visintin, giornalista che firma per il Corriere della Sera la rubrica Mangiare a Milano.

Riccardo De Marchi, titolare di Ca’ Landello, insieme al suo staff, riceve da Franco Zorzet il diploma di Buona Cucina dell’Accademia della Cucina Italiana

L’insostenibile pesantezza della vita di un critico gastronomico. L’occasione per ascoltare il mordace pensiero di Visintin, che più volte pubblicamente ha definito leggendario il monitoraggio della totalità dei ristoranti inseriti ogni anno nelle guide più famose, vista la sproporzione tra il numero dei ristoranti presenti e quello denunciato dei critici impiegati a visitarli, l’ho avuta grazie alla delegazione di Venezia Mestre dell’Accademia Italiana della Cucina (AIC). Fondata nel 1953 dal giornalista, fotografo e scrittore Orio Vergani, l’AIC conta oggi 7.500 soci nel mondo ed è l’unica associazione di settore ad essere stata riconosciuta istituzione culturale della Repubblica Italiana. Lo scorso 16 settembre, il Delegato Franco Zorzet ha riunito stampa e Accademici veneziani nelle sale della trattoria Ca’ Landello a Noventa di Piave (Ve) per la consegna del diploma di Buona Cucina a Riccardo De Marchi, titolare della trattoria, recensita con “tre tempietti” dalla guida on line de I ristoranti dell’Accademia. Grazie ai buoni auspici di Francesca Chiades, figlia d’arte (suo padre è il giornalista Giovanni Chiades, che per anni ha firmato la pagina di enogastronomia de Il Gazzettino, e ha fondato e diretto la rivista Papageno), che ha reso possibile la presenza di Visintin, e grazie al lavoro della segretaria di Delegazione Anna Cortesi nonché al contributo della moderatrice, la giornalista radio-televisiva Domy Grande, Zorzet ha dato vita ad un’interessante conviviale incentrata sull’etica della critica gastronomica.

platea degli Accademici veneziani

Per chi non conoscesse Visintin, può essere utile sapere che è considerato “l’unico esempio di critico gastronomico vero ed onesto” da Edoardo Raspelli, a sua volta ritenuto il padre della critica gastronomica moderna in Italia. Visintin ha sconfessato l’esistenza storica della figura del critico gastronomico, appannaggio un tempo di giornalisti sportivi di valore, come lo scomparso Gianni Brera, e poi Gianni Mura, Roberto Perrone, ecc. che, mandati in giro per l’Italia a seguire gli eventi sportivi, hanno iniziato a segnalare, oltre ai goal e ai record, anche i ristoranti ritenuti degni di nota. E’ un fatto, però, che Raspelli è stato il primo a giudicare – e a stroncare – i ristoranti nella rubrica “Il faccino nero”, che negli anni ’70 teneva sul Corriere d’Informazione, edizione pomeridiana del Corriere della Sera. Da Raspelli, Visintin ha mutuato le tre “regole fondamentali” che ogni critico gastronomico dovrebbe osservare: andare nei ristoranti in incognito, dire la verità al lettore e scrivere in buon italiano e in maniera elegante. Probabilmente, Visintin è debitore al suo mentore anche dell’idea del “faccino nero”, in quanto il giornalista indossa sempre nelle occasioni ufficiali un cappuccio nero, in modo da preservare il suo anonimato, spendibile nei ristoranti in cui si reca sotto falso nome per giudicarne la tavola.

A cosa si deve la scelta dell’argomento discusso? Complice il numero sempre più impressionante di guide gastronomiche in uscita, di trasmissioni e canali Tv, siti web e social media dedicati al cibo, Zorzet, in quanto Delegato AIC, che studia a tutto tondo gli aspetti della gastronomia e della civiltà della tavola del territorio, ha sentito la necessità di fare il punto sul comportamento dei professionisti – o presunti tali – che oggi hanno la possibilità di influenzare il gusto del pubblico, esautorandolo della sua capacità di critica. Zorzet ha rilevato la necessità di trasparenza e di regole comuni che aiutino chi fa critica ad astrarsi e quindi a superare il gusto personale nel giudicare un locale; il Delegato onorario Ettore Bonalberti ha ribadito l’importanza del ruolo di mediatore culturale del critico, oggi bruciato da Internet (vedi uso improprio dei social media e di piattaforme quali Tripadvisor), guardando favorevolmente a chi dà valore al territorio, come fa da sempre l’Accademia della Cucina Italiana; Roberto Robazza, direttore del Centro Studi del Veneto dell’AIC, ha osservato come nel tempo, grazie soprattutto ai talent culinari televisivi, il cuoco abbia assunto una figura predominante rispetto al cibo, a prescindere dalla bontà del piatto preparato. Per spezzare una lancia in loro favore, bisogna riconoscere che questi, specie gli “stellati”, sono sottoposti a forti pressioni da parte dei critici, condannati come sono ad innovare di continuo i loro menù o comunque a mantenere alti standard (come i loro prezzi), tanto che, ultimamente, diversi preferiscono non essere più recensiti. “La sincerità nei loro confronti è indispensabile, certo bisogna stare attenti alla persona che si sta valutando, la trattoria può anche non essere scritta nel caso non sia ritenuta valida, ma lo stellato carico di aspettative e credenze popolari deve essere giudicato con severità“, ha commentato a questo riguardo Visintin. Che alle regole “auree” di Raspelli ne aggiunge altre, competenza e studio, ma soprattutto, la presenza di editori che paghino i giornalisti o coloro che sono chiamati a dare un giudizio gastronomico, in modo da difendere la loro integrità e coerenza, pena l’inevitabile commistione tra informazione marketing.

Food blogger, You Tuber, come ci si deve rapportare. Altro capitolo importante toccato nel dibattito, la figura degli “influencer” (“sembra una malattia”, ha sorriso Visintin), di coloro cioè, che attraverso il web influenzano il comportamento del pubblico grazie al fatto di essere riconosciuti come “personaggi di riferimento”, ma tralasciano di dichiarare apertamente il loro ruolo di “testimonial” delle aziende che vanno a promuovere. “Come utenti dobbiamo stare molto attenti, la loro comunicazione è spesso pseudo-pubblicità. Il loro ruolo ha sminuito il valore degli stessi giornalisti di settore, che, a onor del vero, a screditarsi ci riescono bene anche da soli. Ma almeno il giornalista è tenuto ad osservare un codice deontologico e se non lo fa, sa di violarlo, mentre gli influencer agiscono con molta leggerezza, creando un danno sociale gravissimo, e sono (stra)pagati per farlo. Ma fino a che non ci sarà un organo in grado di sanzionare questo tipo di comportamento, purtroppo, niente cambierà”, ha chiosato Visintin.

A Lusiana (Vi), alla scoperta dei “patriarchi” di pomi e pere

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) “L’Associazione Opfel on Pira si occupa da oltre 15 anni della tutela e valorizzazione della biodiversità nel territorio dell’Altopiano dei 7 Comuni e della Pedemontana Vicentina. Ci prendiamo cura principalmente delle antiche varietà di mele e pere di Lusiana e delle erbe di montagna officinali e spontanee”. Questi gli obiettivi e l’impegno di professionisti, appassionati e giovani dell’Associazione che organizza da 18 anni la manifestazione a Lusiana (Vi), Pomopero.bio.

Vecchie varietà che spiccano per sapore, gusto, conservazione, resistenza alle fitopatie, alternanza di maturazione, che è garanzia di avere frutti per buona parte dell’anno senza costi di conservazione particolari. Un patrimonio di diversità biologica (biodiversità) che ha un valore enorme ma purtroppo non ha un prezzo di mercato,  come ce l’hanno invece le mele uniformate e monoculturali che comportano “costi di produzione” bassi, in termini di denaro, ma alti da un punto di vista ambientale e sanitario (anche per l’uso smodato di fitofarmaci).

Passeggiata tra i “patriarchi di pomi e peri”. Sabato 14 ottobre scorso, nel vasto programma di eventi organizzati per celebrare questi frutti gustosi e salutari, si è tenuta una piacevole passeggiata che ha portato i partecipanti a effettuare un circuito tra le contrade di Lusiana per vedere “patriarchi” di pomi e peri che si possono ora ammirare grazie a persone illuminate che in passato li hanno piantati e curati.

Davide Pozza

Custodi della natura. Com’è l’impegno di oggi (e la visione lunga) di Gino Cantele ‘Baselisca’ (85 anni) sulla cui proprietà ci si è fermati ad ammirare un frutteto di giovane piantagione tra le cui varietà c’è anche un Pomo Baselisca, che produce un pomo succoso, ben conservarbile, di buona pezzatura e gusto, che Gino ha individuato da semenzale di libera impollinazione e che è stato riprodotto da Davide Pozza, vivaista di vecchie varietà, giardiniere e accompagnatore della passeggiata.

Un patrimonio naturale da conoscere. Alla conclusione della passeggiata si è fatta una breve sosta al Campo Catalogo di piante di pomi e peri che l’Associazione gestisce e punta continuamente ad aumentare individuando, propagando e rinnovando vecchie varietà, che in alcuni casi sono state inglobate nel bosco, e che ora, con tanto lavoro, si sta cercando di portare a conoscenza di tutti. In contrà Ronzani, per finire in bellezza, tutti i partecipanti hanno potuto gustare con piacere pomi cotti, dolci e succo di pomi offerti dagli organizzatori.

Boschi di pianura, stati generali a Sandrigo (Vi) il 26 ottobre

Un dato: in 30 anni nel Veneto si è passati da 50 a 500 ettari di boschi planiziali. Una piccolo tesoro che va valorizzato. L’obiettivo degli Stati generali dei boschi di pianura, organizzati da Regione Veneto, Veneto Agricoltura e Comune di Sandrigo (VI), in collaborazione con ANCI,  ed in calendario giovedì 26 Ottobre a Sandrigo (VI, sala Arena), è di moltiplicare per 10 gli attuali 500 ettari entro il 2050. Raggiungere almeno 5.000 ettari di boschi planiziali che coniughino biodiversità, benessere per i cittadini veneti, valore per il turismo e produzione forestale.

Carta di Sandrigo. L’incontro, dove Amministrazioni pubbliche e cittadini insieme, si confronteranno per far crescere in pianura la ricchezza dei boschi (sottotitolo del meeting), vuole delineare una nuova fase storica per il bosco di pianura, volontà che verrà espressa nel documento denominato “Carta di Sandrigo”. Si tenga anche conto che sono trascorsi 14 anni dalla emanazione della legge regionale 13/2003 (Norme per la realizzazione di boschi nella pianura veneta).  La legge individuava nelle Amministrazioni pubbliche, ma anche in Associazioni di cittadini i protagonisti di questa ritorno del bosco nei suoli di pianura. Per questi ed altri motivi, hanno organizzato questo convegno. Il programma completo e le iscrizioni all’evento sono possibili fin d’ora a questo link.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

Legge di bilancio, prevista detrazione del 36 per cento per verde privato

La novità a favore dell’ambiente nella manovra economica è la detrazione per gli interventi di sistemazione e copertura a verde nei giardini privati.

Gli interventi previsti. Ha affermato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: “Attraverso una detrazione del 36% finanziamo tutti gli interventi su aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi, per le coperture a verde e i giardini pensili. Al pari del successo riscontrato dal bonus per le ecoristrutturazioni, questa è una norma che può determinare grosse opportunità su due fronti: in primis quello della lotta alle polveri sottili e allo smog, ma anche della riqualificazione urbana, di cui il privato è attore irrinunciabile, aprendo una fase di nuove opportunità e sperimentazioni per l’abitare efficiente e sostenibile”.

Fonte: Servizio stampa Ministero dell’Ambiente

Autunno, tempo di olio nuovo. Nel Veronese, aperti ai visitatori i frantoi di Grezzana e Mezzane di Redoro

A dieci anni dalla prima edizione, torna nel Veronese Prime Olive 2017, l’evento di Redoro che segna l’apertura della raccolta delle olive e della spremitura, con l’assaggio dell’olio nuovo. L’azienda di Grezzana (VR) apre le porte dei frantoi ai visitatori per condividere i segreti dell’arte olearia, offrendo corsi di degustazione per gruppi di assaggiatori e approfondimenti dedicati alle scuole ed ai protagonisti della cucina, in cui si analizzeranno i passaggi della produzione dell’olio evo, dalla frangitura alla decantazione.

La raccolta 2017. “Nonostante l’andamento generale della raccolta di quest’anno non sia molto positiva, soprattutto in termini di resa, abbiamo buone premesse per assicurare la qualità del nostro olio. Per noi l’inizio della raccolta delle olive è un momento importante, una festa che simboleggia il ringraziamento per l’annata, che culmina con l’apertura dei nostri frantoi”, afferma Daniele Salvagno di Redoro.

Fonte: Servizio Stampa Redoro