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Pesca, andamento del comparto ittico Veneto nel 2016 in chiaro-scuro

Luci ed ombre per il comparto ittico veneto nel 2016. Tanti infatti i segni negativi dal lato produttivo, ma fortunatamente cresce il numero delle aziende e degli occupati e rimane stabile la consistenza della flotta marittima. È questa la fotografia che emerge dal Report annuale di Veneto Agricoltura che analizza gli ultimi dati disponibili (2016) riguardanti il comparto ittico regionale.

Nel dettaglio. La produzione locale veneta, giornalmente sbarcata nei sei mercati ittici regionali (Venezia, Chioggia, Caorle, Pila, Scardovari e Porto Viro), ha registrato nel 2016 una perdita produttiva del -15,5% (20.149 t di prodotto), mentre ha tenuto il fatturato con un +5,1% (54,8 milioni di euro). Ad incidere maggiormente sulla diminuzione dei quantitativi pescati è stata la produzione di pesce azzurro (alici e sardine), calata del -21% netto, con i mercati di Chioggia e Pila fortemente penalizzati. Bene la flotta peschereccia veneta che nel 2016, con 659 unità rilevate, è rimasta invariata rispetto all’anno precedente, interrompendo così la contrazione del numero delle imbarcazioni che aveva caratterizzato una lunga fase precedente.

L’allevamento ittico ha registrato delle perdite. Nel 2016 la produzione regionale della venericoltura è stata infatti pari a 13.030 t, con un calo del -17% netto rispetto all’anno precedente. Buona, invece, la ripresa della produzione della mitilicoltura veneta, dopo il deciso calo registrato nel 2015 causato da una fortissima mareggiata verificatasi durante l’inverno: la produzione complessiva è stata di 20.561 t segnando un rialzo del +191,1%. Con 4.864 t. registrate nel 2016, i Co.Ge.Vo. (Consorzi di Gestione e Valorizzazione dei Molluschi) vedono salire la propria produzione del +16,3% rispetto al 2015, con le vongole di mare in aumento del +22,1%. Il buon rialzo produttivo è dovuto all’oculato prelievo della risorsa da parte dei due Co.Ge.Vo. veneti, che nel corso dell’anno si sono autoimposti ben quattro mesi di fermo biologico. Anche nel 2016 è risultata in perdita la produzione di fasolari (-5,2%), conseguenza della volontà da parte della O.P. I Fasolari di non eccedere coi prelievi, per una chiara politica di stabilizzazione del prezzo.

Buone notizie arrivano dal fronte delle imprese della filiera ittica veneta che nel 2016 hanno segnato un leggero aumento (+1,5%), pari a 3.752 unità, come pure il numero degli occupati che sale del +4,4%. Il dossier “La pesca in numeri”, curato dall’Osservatorio Socio Economico della Pesca e dell’Acquacoltura dell’Agenzia regionale, può essere scaricato a questo link,  

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

In occasione di Fieragricola (31 gennaio – 3 febbraio 2018), L’Informatore Agrario e Veronafiere assegnano il premio “foglie dell’innovazione” alle aziende espositrici che hanno valorizzato la digitalizzazione dei processi produttivi

Durante la 113a edizione di Fieragricola, in programma a Veronafiere dal 31 gennaio al 3 febbraio 2018, saranno svelate e assegnate le “foglie dell’innovazione”, riconoscimento istituito da Veronafiere e dal settimanale L’Informatore Agrario per valorizzare le innovazioni nel settore agricolo e già trasferite sul mercato a partire dal 1 gennaio 2017.

Riservato alle 1000 aziende espositrici di Fieragricola 2018, il Premio innovazione valuterà, attraverso una commissione specializzata esterna, sia i nuovi prodotti così come le evoluzioni tecniche e tecnologiche di quelli già esistenti, purché si tratti di un miglioramento efficace per resa, sostenibilità ambientale, efficienza tecnica e qualità. Si rafforza così l’impegno e la partnership tra Fieragricola e L’Informatore Agrario che, insieme, spingono l’acceleratore verso i traguardi contemplati dal piano industriale 4.0 che prevede investimenti mirati per la digitalizzazione dei processi produttivi in agricoltura. Un progetto condiviso anche dal Mipaaf che punta a far crescere le tecnologie di precisione nel primario, portando le superfici coltivate con l’ausilio innovativo al 10% entro il 2021 (attualmente sono l’1%).

Innalzare il livello di qualità di tutta la filiera produttiva italiana. “Siamo di fronte a una nuova rivoluzione agricola che permetterà alle imprese del primario di essere più competitive sul mercato globale – dichiara Giovanni Mantovani, ceo di Veronafiere Spa –. Si tratta di una sfida epocale verso il compimento di una digitalizzazione che è già in atto e Fieragricola intende sostenere l’innovazione delle imprese di un settore strategico per l’intero sistema Paese”. Per Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario: “L’innovazione in campo agricolo è tra le leve più determinanti per il prossimo futuro e non solo in termini di efficienza del comparto. Perseguire un’agricoltura 4.0, infatti, significa anche innalzare il livello di qualità di tutta la filiera produttiva, accelerando così l’ammodernamento e la competitività di un sistema agricolo che in Italia vale complessivamente 260 miliardi di euro con oltre 1,5 milioni di imprese – tra agricole e zootecniche – presenti su tutto il territorio”. Nel 2016 sono stati 49 i prodotti premiati per complessive 94 stelle assegnate. Tutte le schede saranno pubblicate in anteprima sul sito  www.fieragricola.informatoreagrario.it oltre che sul supplemento de L’informatore Agrario per Fieragricola 2018.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere

Agriturismo, rallenta lo sviluppo ma ancora rilevanti le potenzialità di crescita. Tra i dati Istat elaborati dal Centro studi di Confagricoltura: conduzione femminile più al Sud che al Nord, collocazione prevalente in collina, Toscana e Trentino-Alto Adige le regioni “leader”.

foto Agriturist, Agriturismo Tenuta Castel Venezze, San Martino di Venezze (Ro)

Secondo l’ultimo rilevamento annuale dell’ISTAT sull’offerta agrituristica in Italia, riferito al 2016, le aziende attive nel settore sono 22.661, con un incremento di 423 (+1,9%) rispetto al 2015. Crescono più dell’insieme le aziende che offrono osservazioni naturalistiche (+19%), degustazioni dei propri prodotti (+9%), passeggiate a cavallo e attività didattiche (+7%), escursioni (+6%), trekking (+5%), ed attività ricreative e culturali varie (+4%). E’ inferiore alla generalità delle aziende la crescita degli
agriturismi che offrono alloggio (+1,8%) e ristorazione (+1%), ma è superiore alla media l’incremento dei posti letto (+3%), delle piazzole per campeggio (+7%) e dei posti tavola (+3%).

Nel decennio 2007-2016. Confrontando, per i principali servizi, la media delle variazioni annue del decennio 2007-2016 con le variazioni del 2016 rispetto al 2015 (numero di aziende), si rileva che queste ultime sono inferiori per l’alloggio e i posti letto, la ristorazione e i posti tavola, il noleggio di biciclette, le attività didattiche (quest’ultimo rilevamento è disponibile dal 2011). Risulta invece superiore  l’incremento 2015-2016, rispetto all’incremento medio annuale del decennio 2007-2016, per le piazzole di campeggio, le degustazioni e le attività equestri. In generale tutti gli incrementi medi annui del numero di aziende e dei relativi servizi offerti risultano superiori nel quinquennio 2007-2011 rispetto al quinquennio 2012-2016. Questo evidenzia che, negli ultimi anni, lo sviluppo dell’agriturismo è stato caratterizzato da un sensibile rallentamento anche se le potenzialità di espansione del settore sono ancora rilevanti.

Le possibile cause del rallentamento. Quanto osservato in precedenza è conseguente, non tanto alla riduzione del numero di nuove aziende autorizzate (che anzi sono in crescita del 7% nel quinquennio 2012-2016 rispetto al quinquennio 2007-2011), ma alla forte crescita delle aziende che hanno cessato l’attività (+55,45% fra i due periodi). Sarebbe utile conoscere quantitativamente le ragioni che hanno determinano tante cessazioni negli ultimi cinque anni (su cui tuttavia mancano rilevamenti), che presumibilmente possono attribuirsi a: mancanza di convenienza economica (scarso movimento di ospiti); passaggio da autorizzazione all’esercizio dell’attività agrituristica ad autorizzazione all’esercizio di altra attività turistica per cessazione dei requisiti di connessione fra attività agricola e attività agrituristica (modifica delle norme regionali, incremento della capacità ricettiva, allestimento di nuovi servizi non riconducibili alla connessione con l’agricoltura ecc.); cessazione dell’attività agrituristica per diversa destinazione degli edifici e degli alloggi allestiti per l’ospitalità (vendita, locazione di lungo periodo, abitazione per un familiare ecc.).

La collocazione paesaggistico-ambientale delle attività agrituristiche vede, nel 2016, prevalere con largo margine la collina (52,3% delle aziende), seguita dalla montagna (31,7%); alla pianura resta il 16%. Lo scenario del 2016 è cambiato rispetto a quello di dieci anni fa: nel 2007, le aziende agrituristiche di collina rappresentavano il 51,4% dl totale, nel 2016 sono cresciute di circa un punto percentuale (52,3%); nello stesso intervallo temporale, le aziende di pianura sono cresciute di quasi due punti percentuali (dal 14,1% al 16%); l’incidenza delle aziende di montagna è conseguentemente diminuita di 2,8 punti percentuali. Questa tendenza, che interessa, pur in diversa misura, quasi tutte le aree geografiche, è, presumibilmente, dovuta alla crescente attenzione per l’investimento in attività agrituristiche delle aziende agricole di maggiore dimensione fisica ed economica (prevalentemente collocate in collina e pianura). Tuttavia, nel 2016 rispetto al 2015, è soltanto la collina a registrare incrementi della presenza di aziende agrituristiche, mentre arretrano, sia pure di pochi decimali percentuali, la montagna e la pianura.

Agriturismo in rosa, più al Sud che al Nord. L’agriturismo si conferma settore dove la titolarità femminile dell’attività (36% nel 2016) si discosta significativamente, in aumento, rispetto alla generalità delle imprese agricole (29%). Nel 2016, a confronto col 2007, il tasso di femminilità della conduzione agrituristica cresce di poco più di un punto percentuale pur registrando una leggera flessione rispetto al 2015. Fra le diverse aree geografiche, si evidenziano rilevanti differenze: nel Nord-Est il tasso di femminilità nella conduzione dell’attività agrituristica è (24%) poco più della metà rispetto al Sud (45%).

L’agriturismo nelle Regioni. Le Regioni d’Italia col maggior numero di aziende agrituristiche sono, nel 2016, la Toscana (4.518) e il Trentino Alto Adige (3.581, di cui 3.150 nella sola provincia autonoma di Bolzano). Seguono, distanziate, la Lombardia (1.614), il Veneto (1.484), il Piemonte (1.300). Rispetto al 2015, le crescite percentuali più rilevanti riguardano la Basilicata (+20%), la Calabria (+16%), la Campania (+13%). In sei Regioni (Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia Romagna e Abruzzo) si è registrato un lieve decremento. Nel decennio 2007-2016, le crescite percentuali più rilevanti di aziende agrituristiche si sono verificate in Puglia (+185%), Sicilia (+79%), Lazio (+72%); tre Regioni (Basilicata, Campania e Abruzzo) hanno segnato una diminuzione. Complessivamente l’incremento decennale delle aziende è stato del 28%.

I principali servizi di accoglienza. Offre alloggio la totalità delle aziende
agrituristiche dell’Umbria; seguono la Toscana (97%), la Calabria (93%), la Puglia (92%), la Sicilia (91%) e le Marche (90%). La più alta percentuale di aziende che offrono ristorazione si riscontra in Calabria (88%), Campania (86%), Molise (82%) e Sardegna (81%). L’offerta di una o più attività di animazione (culturali, didattiche, sportive, escursionistiche ecc.) è più frequente negli agriturismi di Sicilia (92%), Umbria (87%), Campania (85%), Calabria (82%).

Potenzialità di sviluppo. Per l’ulteriore sviluppo dell’agriturismo sono ancora disponibili importanti risorse strutturali (edifici rurali inutilizzati da adibire ad alloggi), enogastronomiche e agro ambientali. Il notevole gradimento dell’ospitalità “in fattoria”, anche da parte dei turisti stranieri, ne rappresenta una importante premessa favorevole. E’ tuttavia necessario, per incrementare sensibilmente la domanda in proporzione ad una più incisiva crescita dell’offerta, attuare la programmazione triennale di promozione del settore (peraltro prevista dall’art. 11 della legge-quadro 20 febbraio 2006, n. 96) e in particolare migliorare la comunicazione dell’offerta disponibile attraverso una appropriata riprogettazione del sito internet ufficiale dell’agriturismo italiano www.agriturismoitalia.gov.it.

Fonte: Centro Studi Confagricoltura

15-17 dicembre 2017, “Birrai indipendenti” a Treviso, tre giornate dedicate alla birra artigianale

Sette birrifici indipendenti, tre ristoratori, passione per la qualità e il gusto, per il divertimento e la convivialità. Dal 15 al 17 dicembre 2017 a Treviso arriva “Birrai indipendenti”, tre giornate in cui si potranno degustare alcune delle migliori birre indipendenti venete prodotte da artigiani della birra. Il tutto si svolgerà in piazza Borsa, all’interno del PalaTreviso. L’evento è promosso dalla categoria Birrai di Confartigianato Imprese Veneto e fa parte della rassegna “Treviso Cuor di Natale” del comune di Treviso.

Birra artigianale, Italia leader europeo e Veneto prima regione per quantità prodotta. L’iniziativa parte dalla spinta della categoria Birrai di Confartigianato Veneto per valorizzare le specificità locali di un mondo che sempre più incontra le esigenze dei consumatori, diventando un vero e proprio sinonimo di garanzia e qualità, oltre che esempio di eccellenza territoriale. Solo in provincia di Treviso sono 13, infatti, i birrifici artigianali e il business è in continua crescita a livello nazionale e internazionale. L’Italia è leader europeo e la prima regione italiana per quantità prodotta è proprio il Veneto. “Siamo pronti a dichiarare la nostra indipendenza – spiega Ivan Borsato, presidente provinciale e regionale della categoria birrai – indipendenza dalle costrizioni del mercato che uniformano le scelte, puntando sulla qualità di una birra che sia buona ma anche fatta bene, da artigiani a volte “sregolati” ma proprio per questo alla ricerca dell’eccellenza da offrire al cliente, che è il nostro principale sponsor. La birra artigianale è un patrimonio da tutelare e come categoria stiamo lottando per ottenere sempre maggior riconoscimento. Eventi come questo di Treviso servono a far conoscere le produzioni e, allo stesso tempo, a diffondere le specifiche e il disciplinare veneto. Se il Belpaese è leader europeo nel mondo delle artigianali, il Veneto è la locomotiva d’Italia nel settore. Ecco allora 7 birrai pronti a dichiarare la propria indipendenza!”.

I birrifici. Sette i mastri birrai pronti a dichiarare la propria indipendenza. Si tratta del Micro Birrificio Casa Veccia – Ivan Borsato Birraio di Camalò (TV), la Birra Mrsez di Miane (TV), Birra La Rü di Cornuda, la Birra Camerini di Piazzola sul Brenta (PD), il Birrone di Isola Vicentina (VI), la Birracrua di Vicenza, l’Artigianale del Grillo di San Pietro di Cadore (BL). I ristoratori. Tra un sorso e l’altro di birra si potranno assaggiare le specialità del ristorante Bosketto, specializzato nella carna alla griglia, la cucina gourmet di Gustolia e i piatti della tradizione di Alle Castrette. Orari. Venerdì 15 dicembre dalle 18 alle 24, sabato 16 dicembre dalle 16 alle 24, domenica 17 dicembre dalle 11 alle 21.

Fonte: Servizio Stampa Confartigianato Veneto

Banca nazionale delle terre agricole, in vendita i primi 8 mila ettari, mutui agevolati per under 40

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha informato che è stata aperta lo scorso 5 dicembre la procedura di messa in vendita di 8mila ettari della Banca nazionale delle terre agricole pronti a essere coltivati. Si tratta del primo lotto che fa parte di un’operazione complessiva da oltre 20mila ettari.

La Banca nazionale delle terre agricole, gestita da Ismea, negli ultimi mesi ha registrato un boom di interesse. 137mila visualizzazioni e 16mila utenti registrati sono la concreta manifestazione dell’attenzione per questa nuova possibilità. La Banca, tutta online, è nata per consentire a chi, soprattutto giovani, cerca terre pubbliche da far tornare all’agricoltura. “Diamo nuovo valore ai terreni pubblici – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – con un  investimento su sostenibilità, economia e lavoro e per questo ai giovani interessati under 40 spettano mutui agevolati. Con la Banca nazionale delle terre agricole stiamo sperimentando una nuova forma di rivalutazione dei beni comuni, con l’obiettivo chiaro di favorire lo sviluppo di nuove realtà agricole nei territori. Le risorse che derivano dalla vendita dei terreni saranno totalmente dedicate al sostegno dei giovani agricoltori. Un lavoro che stiamo portando avanti con più strumenti, guardando soprattutto al ricambio generazionale. Abbiamo chiuso proprio in questi giorni anche il bando per il primo insediamento in agricoltura, che aiuta gli under 40 ad acquistare terreni e imprese. Più di 3mila ettari di terra e 100 nuove aziende nascono grazie ai 60 milioni di euro che abbiamo investito con Ismea. Sono semi di futuro del nostro Paese”.

Come funziona. Trovare un terreno è facile come un click, visto che il sito ha le terre geolocalizzate che possono essere ricercate per Regione. Sul sito di Ismea sono disponibili tutte le informazioni, dalla posizione alle caratteristiche naturali, le tipologie di coltivazioni e i valori catastali. Gli utenti possono consultare la Banca anche per grandezza dei terreni disponibili, potendo così fare ricerche più mirate alle esigenze produttive.

Dove sono i terreni. Nel complesso sono 8.174 ettari di terreno agricolo, tra cui 1700 in Sicilia, 1300 ettari in Toscana e Basilicata, 1200 ettari in Puglia, 660 ettari in Sardegna e quasi 500 ettari in Emilia Romagna e Lazio. Cosa producono. Le colture sono molteplici e variano dal seminativo, 3770 ettari, ai prati e pascoli con 1930 ettari, ai boschi con 800 ettari. Significativi gli ettari destinati alla coltivazione di uliveti e vigneti, rispettivamente 450 e 340 unità. La procedura. Prevede un percorso semplice: da dicembre, manifestazione d’interesse per uno o più lotti sul sito della Banca della Terra, da febbraio, procedura competitiva a evidenza pubblica tra coloro che hanno manifestato interesse.

Fonte: Servizio Stampa Ministero delle politiche agricole

13 dicembre 2017, a Vicenza, nella Biblioteca La Vigna, la presentazione del libro “Il piacere delle api” di Paolo Fontana, premio Argav 2017

Mercoledì 13 dicembre 2017 alle ore 17.30 verrà presentato alla Biblioteca “La Vigna” il libro Il piacere delle api di Paolo Fontana, naturalista, ricercatore alla Fondazione Edmund Mach di Trento, consigliere della Biblioteca “La Vigna”, a cui Argav assegnerà domenica 17 dicembre il premio Argav 2017.

Una scrittura che intreccia rigorosità scientifica, storia antica e quotidiano. Nel variegato mondo degli scritti dedicati alle api e all’apicoltura si tratta di un’opera assolutamente innovativa, se non rivoluzionaria. L’autore dichiara il suo amore per la Natura, in tutte le sue manifestazioni e, in particolare, per le eccezionali comunità delle api. Questo suo sentimento è espresso con doti e strumenti che sa maneggiare con abilità: l’ironia e la penna. La rigorosità scientifica viene alleviata da continui riferimenti alla vita quotidiana, ma anche alla storia antica e ai primordi della scienza e della cultura umana. Un libro che non parla solamente di evoluzione, morfologia, biologia ed etologia dell’ape mellifera in modo accattivante e mai banale, ma si sviluppa in una trattazione originalissima della storia del rapporto tra Uomo e Api. Da qui, poi, Fontana esamina le nuove frontiere della moderna apicoltura, sempre più coinvolta nei problemi globali della crisi ambientale che sta intaccando la sostenibilità dei sistemi naturali.

Paolo Fontana è autore di oltre 150 pubblicazioni scientifiche su temi di faunistica, ecologia, etologia, sistematica zoologia e bioacustica degli insetti. Negli ultimi anni ha concentrato i suoi studi sulla sostenibilità degli agro-sistemi, sulla conservazione della biodiversità, sull’apicoltura e le problematiche delle api, sulla gestione naturale dell’ape mellifera e sull’uso delle api come indicatori di qualità ambientale. Interventi alla conferenza: moderato da Giustino Mezzalira, vicepresidente del CdA della Biblioteca “La Vigna”, l’incontro vedrà partecipi Paolo Fontana, autore: L’ape biologica; Paolo Scarpi, storico delle religioni (Università di Padova):L’ape mitologica; Renato Giaretta, medico e specialista nel campo della nutrizione: L’ape farmacista; Mario Bagnara, presidente della Biblioteca “La Vigna”: L’ape letteraria. La conferenza sarà accompagnata dall’esposizione dei preziosi testi di apicoltura conservati dalla Biblioteca “La Vigna”, visitabile fino al giorno 22 dicembre, dal lunedì al venerdì in orario 9.00-12.30.

Fonte: Biblioteca La Vigna

Futuro della PAC e cambiamenti climatici

Incredibilmente il cambiamento climatico rappresenta ancora un concetto astratto per molte persone, nonostante sempre più spesso si senta parlare di fusione dei ghiacci polari, di incremento delle temperature del globo terrestre, di eventi atmosferici quali uragani e trombe d’aria sempre più distruttivi, ecc. Troppe persone, cioè, danno poca importanza al verificarsi di questi fenomeni, soprattutto perché non influiscono direttamente nella loro vita quotidiana. Niente di più sbagliato: i cambiamenti in atto devono interessare tutti noi per svariate ragioni a partire dalle sorti dal cibo che  consumiamo, che dipende da un’agricoltura sempre più esposta proprio ai cambiamenti del clima.

Le conseguenze del cambiamento climatico nel settore agroalimentare influiscono sempre di più sull’agricoltura. Le condizioni meteorologiche estreme e i cambiamenti repentini di stagionalità hanno un impatto significativo sulla produzione agricola, influenzando sia la quantità che la qualità dei prodotti. In futuro questi effetti potrebbero intensificarsi sfidando il settore agroalimentare. Nella prima parte del 2017 l’Europa ha affrontato condizioni climatiche estreme, con gravi ripercussioni sulle produzioni. Per esempio, le grandi tempeste di grandine e gelo registrate nello scorso mese di aprile hanno causato gravi danni a molte colture, in primis al vigneto europeo. Di conseguenza, nel 2017 la produzione di vino è stimata in calo del 14% rispetto al 2016, segnando un preoccupante minimo storico. Non è però solo la quantità di prodotti agricoli ad essere minacciata dal cambiamento climatico ma anche la qualità. Un esempio è dato dalle frequenti piogge che sempre quest’anno hanno colpito l’Europa settentrionale, causa questa di una
forte riduzione di contenuto proteico nel frumento. Tutto questo determina
anche un impatto negativo sulle esportazioni agroalimentari europee.

La risposta dell’UE. In che modo l’Unione Europea risponde a queste importanti questioni? La Politica Agricola Comune (PAC) è una parte della risposta. Attraverso la PAC, infatti, l’UE ha messo in campo una serie di misure che contribuiscono a combattere i cambiamenti climatici. Non solo, la PAC offre anche concreti aiuti agli agricoltori che si trovano in difficoltà finanziarie a causa del clima in cambiamento. Ad esempio, nel settembre di quest’anno la Commissione europea ha permesso a 15 Stati Membri di aumentare i pagamenti anticipati agli agricoltori colpiti da difficili condizioni climatiche. Tale incremento è stato destinato ai pagamenti diretti (dal 50 al 70%) e ad alcuni pagamenti per lo Sviluppo rurale (dal 75 all’85%). Tuttavia, aiutare i produttori ad affrontare le conseguenze del cambiamento climatico è solo una parte dell’impegno dell’UE. Un altro aspetto chiave si chiama “mitigazione”, ovvero come aiutare gli agricoltori a contribuire agli
sforzi generali che puntano a ridurre l’impatto del cambiamento climatico. L’UE sta lavorando con forza su questo fronte, rinnovando costantemente le sue politiche e assicurando importanti finanziamenti per contribuire a garantire l’utilizzo sostenibile delle risorse naturali e limitare le emissioni.

Una politica in continua evoluzione. La PAC, nata nel 1962, si è evoluta nel tempo. Oggi più che mai le sue azioni si concentrano sulle questioni ambientali e climatiche e i risultati sono evidenti: dal 1990, ad esempio, si è registrata una riduzione del 23% delle emissioni di gas a effetto serra, mentre l’agricoltura biologica europea è cresciuta del 5,5% all’anno nell’ultimo decennio. Per raggiungere questi obiettivi l’UE ha modificato le sue strategie e di conseguenza la PAC, prevedendo tra l’altro una maggiore sostenibilità nel settore agroalimentare. Anche i pagamenti diretti agli agricoltori possono essere incrementati con somme aggiuntive in cambio delle cosiddette misure “verdi”, quali la diversificazione delle colture o la creazione di aree ecologiche in cui la terra non viene coltivata. Queste misure (a dire il vero per alcune solo in parte) hanno già evidenziato i loro vantaggi ambientali per la biodiversità, la qualità dell’acqua e del suolo, il sequestro del
carbonio e la valorizzazione dei paesaggi.

L’importanza della politica di Sviluppo rurale. Anche i Programmi di Sviluppo Rurale stanno svolgendo un ruolo importante nella lotta ai cambiamenti climatici. I PSR elaborati a livello di Stati Membri o di Regioni affrontano infatti obiettivi che rappresentano importanti priorità quali il ripristino, la conservazione e il miglioramento degli ecosistemi legati all’agricoltura e alla silvicoltura, alla promozione dell’efficienza delle risorse e il sostegno allo spostamento verso un’economia a basse emissioni di carbonio.

Innovazione, un alleato strategico contro i cambiamenti climatici. Anche l’innovazione e la conoscenza contribuiscono alla sostenibilità del settore agricolo. Dai robot ai satelliti, la tecnologia e l’innovazione stanno lentamente modificando l’agricoltura. Una grande quantità di informazioni è ora accessibile a un’ampia fascia di popolazione, consentendo agli agricoltori una maggiore precisione nelle loro attività in campo, ma anche contribuendo a migliorare la qualità delle previsioni meteo, monitorare i raccolti e prevedere i rendimenti. Questa combinazione consente di rispondere, a livello locale, all’utilizzo più responsabile delle risorse ma anche, a livello europeo, alla formulazione delle politiche. Attraverso il Programma Horizon 2020, l’UE investe con forza nella ricerca e nell’innovazione: nel suo ultimo programma di lavoro, lanciato lo scorso 27 ottobre, ben 1 miliardo di euro è dedicato alla conoscenza e all’innovazione in agricoltura, nel settore alimentare e nello sviluppo rurale, principalmente nei temi della sicurezza alimentare sostenibile, della rilancio delle aree rurali, delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Il cambiamento climatico, un problema globale. È dunque fondamentale che l’UE adempia ai propri impegni nella lotta al cambiamento climatico ponendo al
centro l’agricoltura. Ricordiamo che gli impegni dell’UE derivano principalmente dagli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e dall’Accordo di Parigi adottato dopo i negoziati sul clima del COP21 svoltosi a Parigi nel novembre 2015, impegni che mirano a mantenere l’aumento globale della temperatura al di sotto di 2°C. L’Europa ha un settore agroalimentare ricco e diversificato, che dovrebbe essere protetto, e proprio per questo la futura PAC continuerà a mettere la sostenibilità al centro delle sue priorità, fornendo gli strumenti per consentire agli
agricoltori e agli attori delle aree rurali di affrontare le molteplici sfide causate dal cambiamento climatico.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura Europe Direct

Consiglio dei Ministri agricoli europei di novembre 2017, tra i temi trattati figurano accordi commerciali con i Paesi dell’America latina, la gestione sostenibile del suolo e l’uso sostenibile dei pesticidi

In occasione del Consiglio Agricoltura di novembre, la Commissione europea ha aggiornato i Ministri UE sullo stato di avanzamento delle questioni agricole connesse al commercio, in particolare sui negoziati con il Messico, il Mercosur e l’OMC. Inoltre, sono stati affrontati altri importanti argomenti quali la gestione sostenibile dei suoli e l’uso sostenibile dei pesticidi.

Accordi commerciali. I Ministri hanno accolto con favore i progressi compiuti dall’UE sul fronte “accordi commerciali”, ma hanno anche espresso preoccupazione per il possibile impatto che gli accordi di libero scambio nel loro complesso possono avere sui prodotti agricoli sensibili come la carne bovina, l’etanolo e lo zucchero. I Ministri dell’Agricoltura hanno incoraggiato la Commissione a coinvolgere in maniera più decisa gli Stati Membri nei negoziati in corso. Come ha ricordato Tarmo Tamm, ministro degli Affari rurali della Repubblica di Estonia, presidente di turno dell’UE: “Le trattative commerciali che l’Unione Europea ha intavolato con vari Paesi possono aiutare gli agricoltori europei a crescere a livello internazionale, ma vogliamo essere sicuri che ogni futuro accordo tenga debitamente conto delle sensibilità dei diversi settori agricoli dell’UE e soprattutto che protegga i nostri agricoltori e possa accrescere la loro competitività”.

Gestione sostenibile del suolo. La Presidenza estone ha presentato i risultati della Conferenza di Tallin dello scorso ottobre sul tema “Suolo per produzioni alimentari sostenibili e servizi ecosistemici”. Nella discussione che ne è seguita, i Ministri hanno sottolineato l’importanza per l’UE di mantenere l’attuale elevato livello qualitativo della produzione agricola, assicurando nel contempo la gestione dei terreni agricoli in modo sostenibile, nonché le strategie possibili per proteggerli. I Ministri hanno affrontato la questione specifica delle buone pratiche per limitare, mitigare e compensare l’impermeabilizzazione del suolo e della perdita di terreni agricoli, riconoscendo che le soluzioni dipenderanno soprattutto dalle specificità nazionali, mentre lo scambio di migliori pratiche dovrebbe essere incoraggiato. In quest’ottica, risulta fondamentale il trasferimento delle conoscenze e l’innovazione, come pure sensibilizzare e creare incentivi aggiuntivi per gli agricoltori attraverso misure di sostegno. Questi aspetti dovrebbero essere presi in considerazione nella PAC post 2020.

Uso sostenibile dei pesticidi. L’Esecutivo ha informato il Consiglio sui risultati della relazione sull’uso sostenibile dei pesticidi. Nel corso del dibattito, i Ministri hanno condiviso le misure attuali e future per conseguire gli obiettivi della direttiva europea sull’uso sostenibile dei pesticidi e su come accelerare l’attuazione dei principi integrati di gestione dei parassiti. Come è stato ribadito nel corso dei lavori, l’uso sostenibile dei pesticidi è importante per tutti i cittadini europei che non vogliono solo cibo sicuro, ma anche cibo prodotto con il rispetto della salute umana e dell’ambiente. Per questo, risulta importante migliorare la situazione attuale affinché la salute di tutti sia meglio protetta in tutta l’UE. Il prossimo Consiglio dei Ministri agricoli dell’UE si terrà lunedì 11 dicembre.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura Europe Direct Veneto

15 dicembre 2017, dopo Venezia, Colli Euganei e Valpolicella, il quarto incontro in cantina Argav-Arte&Vino è nella terra del Prosecco

Venerdì 15 dicembre si terrà l’ultimo appuntamento del 2017 in seno agli “Incontri in cantina” organizzati da Argav in collaborazione con l’associazione Arte&Vino per un approccio informale e gustoso al mondo enologico.

Abbinamento cibo-vino. Dopo gli incontri nelle cantine Venissa (Mazzorbo-Venezia), Vignalta (Colli Euganei-Padova) e Aldegheri (Valpolicella-Verona), la quarta uscita sarà a Villa Sandi a Crocetta del Montello (TV) , dove ci si troverà alle ore 17 per assistere alla lezione di Ottavio Venditto, miglior sommelier d’Italia Ais 2014, su “Abbinamento cibo – vino. Gli aspetti principali di riferimento”. Costo di partecipazione 10,00 euro.

Testo unico forestale, riforma Agea e DDL reati agroalimentari, il Consiglio dei Ministri dà il via libera

Via libera dal Consiglio dei Ministri al disegno di legge contro i reati agroalimentari, approvati i decreti legislativi del Mipaaf sul riordino di Agea e sulla riforma della legislazione forestale con la creazione del Testo unico foreste.

Bosco, da una visione museale a una gestione sostenibile. Ha dichiarato il Ministro Martina: “Con il via libera al disegno di legge contro i reati agroalimentari, frutto del lavoro della Commissione guidata dal presidente Giancarlo Caselli, l’Italia propone un modello nuovo di contrasto al crimine in questo settore strategico. L’agropirateria diventa reato, le frodi commesse dalle organizzazioni mafiose vengono punite più duramente, la tutela della salute dei consumatori si rafforza. Dopo la legge contro il caporalato, serve una svolta per la massima legalità nella filiera del cibo. Questa legge può dare un contributo decisivo. Il Testo unico forestale è uno strumento essenziale per un Paese come il nostro che ha 12 milioni di ettari di boschi. Mancava da 17 anni una norma organica, ora possiamo davvero valorizzare di più e meglio le nostre foreste. Vogliamo fare del bosco una risorsa, che aiuti a difenderci dal dissesto idrogeologico e dia un contributo alla lotta allo spopolamento delle aree rurali grazie al rilancio dell’attività vivaistica forestale. Con la riforma di Agea avviamo un percorso di riforma attesa da tempo e ci dotiamo di strumenti più utili per rendere più puntuali ed efficienti i pagamenti degli aiuti europei agli agricoltori. È uno dei nodi più difficili con i quali ci siamo confrontati in questi anni, ma puntiamo a un miglioramento complessivo del sistema”.

Le principali novità/Testo unico forestale. La norma prevede: una Strategia forestale nazionale, nuovo strumento di programmazione e pianificazione che avrà durata ventennale; il rilancio delle attività della filiera vivaistica forestale nazionale, con posizione centrale del Ministero nel coordinamento stretto tra tutti gli Enti competenti per la raccolta e la divulgazione di dati quantitativi e qualitativi sulle foreste; le definizioni chiave, tra cui quella di bosco, valide ai fini dell’applicazione delle norme statali e delle aree che a bosco sono assimilate; criteri minimi uniformi e sostenibili per le attività di gestione forestale, demandando alle singole Regioni il compito di declinarli tenendo conto della ricchezza e varietà degli ecosistemi forestali lungo tutta la Penisola; una più stretta disciplina sulla trasformazione di aree boscate in altra destinazione d’uso, mantenendo saldo il principio dell’obbligo di compensazione; innovativi principi per facilitare ed incentivare la gestione di superfici forestali accorpate, anche quando i proprietari siano molti e le superfici unitarie piccole e piccolissime.

Le principali novità/Riforma Agea. I punti cardine della riforma: migliorare la qualità dei servizi erogati alle imprese agricole. A questo scopo si interviene per valorizzare il ruolo dei Centri di assistenza agricola (CAA), con maggiore trasparenza, efficienza e tutela degli agricoltori; rendere più efficienti e tempestivi i pagamenti. Per questo si rafforza l’integrazione anche informatica tra Agea e gli organismi pagatori regionali e si interviene con modifiche sostanziali sul SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale) che diventa sistema unico per la gestione dei servizi essenziali trasversali; razionalizzare e contenere la spesa con la riorganizzazione di Agecontrol all’interno di Agea.

Fonte: Servizio stampa Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali